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Sardegna, il Comune di Porto Torres ancora costretto alla bonifica

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Ancora amianto abbandonato presso il comune di Porto Torres, in Sardegna. Lo stesso comune che qualche mese fa è intervenuto per bonificare l’ex Ferriera sarda, si vede nuovamente a costretto a farsi carico delle spese di rimozione di questo materiale, depositato illegalmente nelle diverse zone del territorio comunale. Un vero rischio per l’intera popolazione.


Porto Torres: al via i lavori di rimozione dell’amianto

L’amministrazione comunale ha previsto una somma consistente, pari a 195mila euro, da destinarsi alla bonifica di alcune porzioni di terreni contaminati da eternit. Di questi, secondo quanto riporta la testata online L’Unione Sarda, 150mila euro verranno impiegati per il servizio di incapsulamento, raccolta, condizionamento, carico e trasporto di amianto, presente nello standard comunale di via Gramsci. Si tratta, infatti, di rifiuti pericolosi, che vanno conferiti in discariche apposite.

Rischio amianto in Sardegna

Presso le zone comunali di Porto Torres, tra i materiali pericolosi abbandonati, sono stati trovati frammenti di lastre di eternit. Il pericolo da esposizione ma anche inazione di questa fibra killer, invisibile e inodore, è altissimo, tanto che l’area è stata prontamente delimitata, e richiesto un intervento immediato per rimuovere questi rifiuti.

L’amianto è un minerale cancerogeno, con gravissimi effetti sulla salute umana. Può causare, infatti, il mesotelioma, il tumore del polmone, della laringe, della faringe, del colon e delle ovaie. Così come asbestosi, placche pleuriche e tutta una lunga serie di patologie asbesto correlate. L’INAIL registra i casi di mesotelioma dal 1992, anno della messa al bando dell’asbesto, nel VII Rapporto ReNaM.

Per questo le bonifiche sono fondamentali, come si può capire da “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia – ed. 2022”. L’Ona ha realizzato anche una App per contribuire alla mappatura dei siti contaminati.

L’ONA in Sardegna

L’ ONA Regione Sardegna, e il suo Presidente, l’Avvocato Ezio Bonanni, assiste lavoratori e cittadini Regione Sardegna esposti amianto, con il servizio di assistenza tecnica, medica e di tutela legale.

L’amianto nelle ferrovie durante la Rivoluzione Industriale

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Amianto nelle ferrovie. La storia di Pasquale Laperchia

L’amianto è un materiale fibroso, resistente al calore, largamente utilizzato in passato, proprio per le sue proprietà. L’impiego prevedeva la realizzazione di costruzioni, mezzi di trasporto e macchinari più resistenti e ignifughi. Ma, non solo, con l’arrivo della rivoluzione industriale, anche lo sviluppo delle ferrovie ha avuto un importate ruolo nell’aumento dell’utilizzo dell’amianto.


Amianto Ferrovie: la storia durante la Rivoluzione Industriale

L’amianto nell’industria ferroviaria gode, purtroppo, di un importante primato nell’utilizzo del materiale. Questo perché, la rivoluzione industriale ha comportato una significativa trasformazione e sviluppo del sistema produttivo, migliorando la qualità di vita di molti lavoratori e popolazioni. Ma, a quale prezzo? Considerando che la maggior parte dei materiali utilizzati in passato nel settore ferroviario erano composti da asbesto, sicuramente il prezzo è alto. Un prezzo che stanno tutt’ora pagando molti dei lavoratori che hanno prestato servizio presso le ferrovie e gli stessi passeggeri.

L’impiego dell’amianto presso le ferrovie

Le proprietà ignifughe di resistenza al calore dell’amianto ne hanno consentito l’impiego nelle carrozze ferroviarie, binari, motori e locomotive. Ma, non solo, l’amianto è stato utilizzato anche per ricoprire tettoie, tramezzi, piastrelle per pavimenti, freni e frizioni. La presenza massiccia di questa fibra killer a distanza di anni ha fatto emergere una serie di danni dell’amianto, legati al grave rischio di esposizione a cui ferrovieri e passeggeri sono stati esposti per anni.

L’amianto dalla Rivoluzione Industriale alla messa al bando

Se il periodo della Rivoluzione Industriale è stato quello che ha previsto il maggior utilizzo dell’amianto, il culmine viene registrato fino agli anni ’80. Il periodo non è casuale, considerando che per porre fine, almeno in termini normativi, all’utilizzo, vendita e produzione dell’amianto bisognerà attendere la Legge 257/92. Questa data segna l’inizio della fine dell’estrazione, importazione, commercializzazione e produzione di questo materiale nocivo. Ma, ad oggi, sappiamo perfettamente che, nel nostro paese, sono ancora molti i siti contenenti amianto esistenti.

L’amianto nelle ferrovie italiane oggi

La problematica della presenza di amianto nel XXI secolo, nelle ferrovie è presente ancora oggi. Già ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia”, l’avv. Ezio Bonanni aveva sollevato il problema del rischi legati al connubio amianto e salute nelle linee ferroviarie. La regolare presenza di amianto provoca rischi seri alla salute di coloro che vi entrano in contatto. Quando i materiali che lo contengono vengono smossi, le fibre di amianto, che sono invisibili si muovono nell’aria e possono essere ingerite o inalate e le conseguenze possono verificarsi anche a distanza di molti anni. Tra le patologie che possono insorgere troviamo, mesotelioma, asbestosi, cancro ai polmoni e altre malattie polmonari.  L’avv. Ezio Bonanni è da anni impegnato nella lotta contro l’amianto e soprattutto nella tutela dei lavoratori esposti. 

I dati dell’ONA

Secondo i dati raccolti dall’ONA, nell’intero settore ferroviario, sono stati più di 619 sono casi di mesotelioma, tra i lavoratori delle ferrovie. Un numero destinato a salire se si conteggiano anche i decessi legati alle altre patologie asbesto correlate. Considerando che le patologie possono insorgere anche a distanza di anni, secondo l’avvocato Bonanni si riscontreranno ulteriori casi, almeno fino al 2040. Ecco perché, è importante bonificare e al tempo stesso sottoporre a sorveglianza sanitaria i lavoratori e tutti coloro che sono stati esposti ad amianto.

Amianto nella Banca S. Paolo: condanna dell’INAIL

amianto nella banca, eur
amianto nella banca, eur. Condanna dell'INAIL

La Corte d’Appello di Roma ha confermato la condanna dell’INAIL. Dovrà indennizzare il danno da mesotelioma pleurico insorto all’età di 44 anni in un dipendente di Banca San Paolo, presso la filiale di Roma Eur. Si conferma quindi la passata presenza di amianto nella banca.

Amianto nella Banca S. Paolo, si conferma il danno

L’INAIL, che spesso nega la lesività dell’amianto contro ogni evidenza scientifica, aveva impugnato la sentenza di primo grado, negando che l’amianto potesse essere responsabile dell’insorgenza dell’infermità. Tesi contrastata dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, il quale già in primo grado aveva dimostrato l’evidenza dell’esposizione da amianto per motivi di servizio. La filiale, infatti, era costituita da una costruzione in amianto, bonificato tardivamente, come evidenziato dal legale, solo nel 2007.

«L’impiegato ha svolto servizio dal 2000 per 14 anni presso la filiale San Paolo in Viale dell’Arte e ha respirato le fibre di amianto spruzzato anche nelle travi del soffitto – spiega Bonanni –. Solo dopo molti anni dall’inizio dell’attività l’amianto venne bonificato. La prova che ho reso al giudice sulla tardività dell’intervento si è rilevata decisiva, come confermato dalla Corte d’Appello. Dopo questa condanna dell’INAIL inizieremo la causa contro la Banca Intesa San Paolo per il risarcimento dei danni differenziali. Purtroppo tra i dipendenti bancari vi è un’alta incidenza di casi di mesotelioma».

La Corte ha ribadito il diritto al lavoratore a essere indennizzato per i danni subiti, si legge nella sentenza che: “la patologia accertata è causalmente connessa con le vicende lavorative denunciate, cioè di natura professionale”.

L’impegno dell’ONA per le vittime dell’amianto

L’ONA prosegue quindi il suo impegno per la tutela previdenziale e risarcitoria di coloro che per motivi di lavoro sono stati esposti ad amianto. Hanno subito così dei danni alla salute. Alcune patologie sono il mesotelioma, tumori del polmone, della laringe, asbestosi e tante altre malattie asbesto correlate.

L’ Osservatorio Nazionale Amianto, è da sempre al fianco delle vittime d’amianto e agisce per ottenere il riconoscimento dei loro diritti. Per ricevere assistenza è possibile chiamare il numero verde 800 034 294 o rivolgersi allo sportello amianto online. Invece per segnalare la presenza di amianto il cittadino può utilizzare App Amianto dell’associazione.

Sardegna, via ai lavori di rimozione amianto nell’ex scuola di Sennori

sardegna, lavori di rimozione dell'amianto
sardegna, lavori di rimozione dell'amianto

Stanno per iniziare i lavori di bonifica dell’amianto presso l’ex scuola di via Mazzini a Sennori, un paesino in provincia di Sassari, nella bellissima regione della Sardegna. L’edificio stesso, dopo il sopralluogo che ha fatto emergere la presenza di amianto in alcuni elementi della struttura, è stato chiuso nel 2017. Gli studenti sono stati spostati in altri plessi scolastici, ma l’amianto è rimasto lì. Il primo cittadino, il sindaco Nicola Sassu, ha predisposto la chiusura di questo sito a rischio. Dopodichè ha informato la popolazione ora è giunto il momento di procedere con la bonifica e che si tratta di un intervento molto delicato. Lunedì 18 settembre si terrà il Consiglio Comunale, aperto al pubblico. Qui saranno resi noti i lavori da svolgere e verranno fornite informazioni costanti a tutti i cittadini interessati.


Nel 2017 viene chiusa la Scuola di Via Mazzini a Sennori, in Sardegna

La scuola di Via Mazzini è stata un punto di ritrovo per molti studenti sardi, considerando che è stata costruita nel 1974. Ma, è il 2017, quando il sindaco dichiara la scuola inagibile per la presenza di elementi nella struttura contenenti amianto. Per garantire l’incolumità degli studenti, si è scelto di spostarli in altri plessi scolastici del paese.

Un finanziamento regionale da 3 milioni e 500mila euro per la bonifica

L’amianto è un materiale nocivo e mortale, per questo è necessario procedere tempestivamente alla bonifica del sito, una volta confermata la presenza di questa fibra killer. Le fibre di amianto, sono invisibili e inodori, dunque una volta inalate o ingerite, possono provocare l’insorgere di patologie asbesto correlate, come il tumore del polmone e il mesotelioma pleurico. Nel caso dell’ex scuola sarda, il Comune si è aggiudicato un finanziamento regionale da 3 milioni e 500mila euro per bonificare definitivamente l’area.

Il Sindaco Nicola Sassu garantisce massima trasparenza ai cittadini

Il primo cittadino, come riportato sulla testata Unione Sarda, ha dichiarato che «Si tratta di un intervento di bonifica molto delicato, per questo abbiamo deciso di garantire la massima trasparenza informando costantemente i cittadini sullo svolgimento dei lavori. Si parte con un Consiglio comunale aperto al quale invito davvero tutta la popolazione e gli enti coinvolti, e durante il quale forniremo tutte le indicazioni su come sarà allestito e funzionerà il cantiere, sulle operazioni di bonifica e di smaltimento. Una volta iniziati i lavori continueremo a informare la popolazione sullo stato delle opere. Abbiamo anche installato nel giardino del Comune in via Roma un led wall, un grande schermo a led, attraverso il quale terremo aggiornati i cittadini con tutte le informazioni riguardanti le analisi effettuate nell’aria, i parametri di sicurezza, e gli stati di avanzamento del cantiere durante le operazioni di rimozione amianto».

Cosa accadrà al sito dopo la bonifica?

L’amministrazione comunale ha già le idee chiare. La zona, una volta bonificata e messa in sicurezza, sarà oggetto di un progetto di riqualificazione. Il progetto prevede la realizzazione di un parco che si collegherà con le zone verdi circostanti.

L’ONA in Sardegna

Secondo quanto riportato dall’Ona, in Italia sono 2.292 le scuole che non sono ancora state bonificate dall’amianto, con oltre 356.900 studenti a rischio esposizione, senza contare il personale docente e non docente. L’amianto è stato censito in modo particolare nel Nord Italia (6,9%), e nelle isole, in particolare la Sardegna. L’Osservatorio Nazionale Amianto Regione Sardegna assiste lavoratori e cittadini Regione Sardegna esposti amianto, con il servizio di assistenza tecnica, medica e di tutela legale.