Home Blog Page 196

Proteina influenza il mesotelioma: la ricerca

laboratorio, microscopio: terapia mesotelioma, proteina
laboratorio, microscopio: terapia mesotelioma

Una ricerca condotta dal Cancer Center dell’Università delle Hawaii ha individuato una proteina, la HMGB1, che sembra avere un ruolo cruciale nello sviluppo del mesotelioma, il tipico tumore da amianto. Tale proteina è nota anche come anfoterina.

La proteina HMGB1, una volta rilasciata dalle cellule, dà il via a un processo infiammatorio. Quest’ultimo, a sua volta, favorisce lo sviluppo del mesotelioma. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista statunitense Proceedings of the National Academy of Sciences e “mirava a identificare il tipo di cellula primaria responsabile della produzione di HMGB1 in seguito all’esposizione all’amianto” – riporta una nota del Cancer Center delle Hawaii.

A guidare il gruppo di ricerca internazionale, la dott.ssa Haining Yang e il dott. Michele Carbone, che già in un precedente studio avevano compreso che la chiave per aumentare il tasso di sopravvivenza del mesotelioma potrebbe essere utile anche per trattare altri tipi di cancro.

Proteina HMGB1: lo studio condotto sui topi

Il gruppo di ricerca ha studiato la regolazione della proteina HMGB1 in topi geneticamente modificati ed esposti all’amianto. 

Nelle prime fasi del mesotelioma, l’HMGB1 è stata rilasciata dalle cellule mesoteliali e poi anche dai macrofagi, le cellule della risposta infiammatoria dell’organismo.

Il futuro della ricerca riguarderà dunque le modalità con le quali tale proteina riesce ad influenzare le cellule nelle varie fasi della malattia. Ciò servirà a ridurre la crescita del mesotelioma, o addirittura a prevenirlo, se la ricerca raggiungerà il suo obiettivo.

Il prossimo passo sarà quindi osservare le molecole nei diversi tipi di cellule, in diversi stadi della malattia nei topi.

“Risultati incoraggianti” – ha commentato Yang. “Speriamo di sviluppare strategie preventive e terapeutiche più efficaci per le persone a rischio mesotelioma perché esposte all’amianto“.

Mesotelioma, ancora troppi morti a causa dell’amianto

Il mesotelioma è una tipologia di tumore molto rara e aggressiva. Negli USA è causa di circa 3.200 decessi ogni anno. In Europa sono 90mila i decessi per mesotelioma e le vittime sono in aumento anche in Italia, come riporta il VII Rapporto ReNaM. In Italia il mesotelioma, così come anche le altre patologie asbesto correlate, miete ancora troppe vittime: circa 7.000 all’anno, in totale. Questo a causa delle esposizioni negli anni all’amianto e che purtroppo ancora continuano ad esserci per via dei ritardi nelle bonifiche e di zone degradate in cui ancora avvengono abbandoni di amianto.

Per avere un quadro chiaro della situazione, si può leggere il Libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022, a cura dell’avv. Ezio Bonanni che è il presidente dell’associazione. 

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto è al fianco delle vittime e dei loro familiari e lotta da anni per risolvere il problema, intervenendo in tutte le sedi istituzionali e giudiziarie. Inoltre l’associazione continua a lavorare anche per aggiornare la mappatura con l’App Amianto, gratuita e a disposizione di tutti. Per informazioni e consulenza gratuita chiama il numero verde 800.034.294.

L’amianto nelle automobili durante la Rivoluzione Industriale

automobili. amianto durante la rivoluzione industriale
automobili. amianto durante la rivoluzione industriale

L’amianto è un materiale pericoloso e nocivo. La sola esposizione all’amianto é sempre da considerarsi dannosa, in quanto non vi è una soglia sotto la quale il rischio si annulla. L’esposizione, così come l’inalazione delle fibre di amianto, provoca infiammazioni che possono successivamente provocare l’insorgere di neoplasie come tumore del polmone e il mesotelioma pleurico. Le fibre di questi materiale killer sono inodori e invisibili, pertanto difficili da individuare nell’aria. Ma, durante il periodo industriale, l’amianto è stato utilizzato anche nei settori destinati alla produzione di automobili.


Rivoluzione industriale: storia

L’amianto, proprio per le sue caratteristiche di resistenza al calore, è stato ampiamente utilizzato durante il periodo della rivoluzione industriale. Nell’industria l’amianto è stato utilizzato in diversi settori, tra cui binari, locomotive, macchine a vapore, macchinari industriali, guarnizioni e materiali di coibentazione. Così come all’inizio del ‘900, nelle città di Londra e Parigi, questo materiale viene impiegato nella costruzione delle metropolitane. La decisione, soprattutto in Francia, venne presa in seguito a un incidente ferroviario, che causò oltre 80 vittime, a causa dell’incendio divampato dopo l’impatto.

Amianto auto quando è stato impiegato

Il primo prototipo di automobile risale alla fine del 1800, quindi durante la seconda rivoluzione industriale. Soprattutto, la maggior diffusione di automobili realizzate in amianto, risale alla metà nel 1900. Questo materiale, non solo era presente nella carrozzeria, ma anche in alcuni parti. L’amianto nell’industria automobilistica era dovuto alle proprietà, già precedentemente elencate di questo materiale, oltre alla sua leggerezza. Oggi, ovviamente, con la messa al bando di questo materiale non è più possibile utilizzarlo, ma se si considera che , ad esempio, gli ultimi modelli nel Regno Unito sono stati realizzati poco prima dell’anno 2000, è probabile trovarne ancora qualcuno in circolazione.

L’importanza della bonifica

I danni causati dall’amianto possono verificarsi anche a distanza di anni dall’esposizione. Per questo è importante bonificare, quindi rimuovere i siti ancora presenti nel nostro paese tra strutture, case, scuole, ospedali e palestre. Le parole amianto e salute viaggiano su due rette parallele. Bonificare è l’unica soluzione per evitare il continuare dell’insorgere di patologie asbesto correlate. Per questo, l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’avvocato Ezio Bonanni, invitano la popolazione a segnalare la presenza di amianto e siti a rischio, tramite la piattaforma ONA Guardia Nazionale Amianto.

La messa la bando dell’amianto

Nonostante la Legge 27 marzo 1992 n. 257, dove l’Italia mette al bando tutti i prodotti contenenti amianto, vietandone “l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione”, il futuro dell’amianto è ancora ricco di ostacoli. Questo anche perché l’Italia, nonostante sia stata tra i primi paesi a mettere al bando questo materiale, è stata tra i maggiori produttori mondiali di amianto e materiali contenenti asbesto.

 

 

Ascoli Piceno (MAR): 25 settembre strade chiuse per rimozione amianto

lavori in corso, Ascoli Piceno, Marche
lavori in corso, Ascoli Piceno, Marche

Ancora amianto abbandonato nel nostro paese. Questa è la volta della regione Marche, dove ad Ascoli Piceno è stata riscontrata la presenza di amianto in alcune strade del comune. Per lunedì 25 settembre è previsto lo smaltimento di questo materiale nocivo. Il Comune ha pubblicato un’ordinanza dove si informano i cittadini di non sostare o passare nelle zone interessate proprio per poter consentire l’esecuzione del piano di lavoro di rimozione dei materiali contenenti amianto in totale sicurezza. L’esposizione all’amianto e alla sua manipolazione può portare l’inalazione di queste fibre killer, inodori e invisibili.


Mdifiche al traffico e sosta nel comune di Ascoli Piceno (Marche)

È arrivata un’ordinanza del Comune per informare la popolazione che lunedì 25 settembre alcune strade saranno chiuse al traffico e alla sosta proprio per permettere di rimuovere e smaltire l’amianto presente in un edificio, in corso Trieste.

Comunicazione ai cittadini delle Marche

Per permettere una corretta e sicura esecuzione dei lavori, il Comune avvisa i cittadini che lunedì 25 settembre, dalle ore 7 alle 19, sono previste modifiche su traffico e sosta, sia per le automobili che per i pedoni, nel tratto compreso tra Rua Nardini e via Ruffini (esclusa) e su tutta Rua Nardini. Questi lavori serviranno a rimuovere i materiali contenenti amianto ancora presenti nell’edificio presente in quella zona.

Ordinanza dirigenziale emessa dal Comune di Ascoli Piceno

Regolamentazione della circolazione veicolare e soste in C.so Trento e Trieste per operazioni di smaltimento di amianto – Richiedente: geom. Benfatti amm.re condominio “Palazzo Tavoletti”.

Con l’Ordinanza dirigenziale n. 522 del 14 settembre 2023 l’Amministrazione comunale dispone, per il giorno 25/09/2023 dalle 07:00 alle 19:00, l’adozione dei seguenti provvedimenti:

  • l’interdizione del transito veicolare e pedonale in C.so Trento e Trieste per il tratto compreso tra Rua Nardini e via Ruffini (esclusa) e su tutta rua Nardini come da planimetria e piano di lavoro di rimozione amianto prodotti e allegati al presente atto.
  • l’istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata sul lato est del tratto di C.so Trento e Trieste sopra indicato.

L’avviso pubblicato in data 20 settembre 2023 sul sito del Comune.

L’ONA e l’amianto nel settore edilizio

L’amianto, sin dalla Rivoluzione Industriale, era ampiamente impiegato nel settore edilizio. Solo con la Legge 257/1992 in Italia viene vietata la produzione, commercializzazione e utilizzo di questo materiale. Ma, nonostante questo, risulta che ancora più di 40 milioni di tonnellate amianto non sono ancora state bonificate. Anche i cittadini possono segnalare la presenza di amianto nel loro territorio attraverso la piattaforma Guardia Nazionale Amianto. L’Osservatorio Nazionale Amianto, e il presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, sono a disposizione per garantire assistenza legale e vedere riconosciuti i propri diritti e richiedere, se necessario, il giusto risarcimento.

Pesaro, una task force istituzionale contro l’amianto

Salute degli studenti, tettoia Pesaro
Salute degli studenti, tettoia Pesaro (corriere Adriatico)

Lo ha annunciato nei giorni scorsi Maria Rosa Conti, assessora alla sostenibilità del Comune di Pesaro: una task force per eliminare l’amianto nella città. A cosa serve una task force per l’amianto? A Pesaro da qualche tempo c’è il problema degli abbandoni di materiali contenenti amianto, una pratica pericolosa sia per l’ambiente che per la salute.

E’ quanto accaduto nella zona di Pantano, dove sono stati abbandonati tetti in eternit; e lo stesso è accaduto anche in altri quartieri. Più volte la situazione era stata segnalata, anche a livello istituzionale, dal consigliere di quartiere Dei Marcello Valdinocci, ma anche da altri consiglieri e associazioni.

Task force istituzionale a Pesaro contro l’amianto

“Una task force bipartisan e condivisa per la tutela della salute delle persone e dell’ambiente dai rischi conseguenti dall’esposizione a materiali contenenti amianto. È l’obiettivo dell’amministrazione comunale, al lavoro per mettere a punto la macchina organizzativa che coinvolgerà istituzioni, associazioni e privati” nella realizzazione di quello che l’assessora definisce “un progetto collettivo e variegato“.

“L’obiettivo primario dell’amministrazione, rimane quello di creare una sinergia su più fronti e a vari livelli istituzionali per rispondere con efficacia a una piaga che ha colpito ogni ente locale in Italia e in Europa. Abbiamo chiesto alla nuova dirigenza dell’AST 1 la relazione epidemiologica aggiornata sulle neoplasie pleuriche e polmonari ed asbesto del territorio cittadino“.

Saranno inoltre stanziate risorse a bilancio, oltre a perseguire il mancato adempimento alle ordinanze sindacali emesse negli anni scorsi: circa 15 dal 2019.

Anche i giovani saranno coinvolti: i volontari del Servizio Civile Ambientale saranno chiamati a realizzare diverse attività di informazione e formazione sul territorio; inoltre sarà realizzata una mostra rivolta a studentesse e studenti che esporrà, chiusi in teche appositamente realizzate, antichi strumenti di lavoro in MCA. Previste anche iniziative di sensibilizzazione, con incontri nei quartieri, rivolte sempre ai giovani: obiettivo tutela dell’ambiente e dare luogo a una visione critica sul tema.

Sportello amianto mensile nell’ufficio ambiente

Tra le iniziative previste dal Comune, c’è anche l’apertura di un sportello mensile per la prevenzione e il monitoraggio dell’inquinamento da MCA.

Il progetto si intitola “Insieme per la tutela della salute pubblica da MCA” e l’obiettivo è dare informazioni sui rischi, sulle aree e in merito alle procedure di sicurezza. Prevista inoltre un’assistenza dedicata per facilitare la partecipazione di privati ed istituzioni ai bandi per ottenere fondi destinati alla bonifica dei siti contaminati.

Al contempo l’ufficio Ambiente del Comune di Pesaro, per far fronte alle numerose richieste di verifica di enti, istituzioni e privati cittadini sulla presenza di MCA nel territorio, implementerà le prassi del “Protocollo d’intesa per la bonifica e smaltimento di materiali contenenti amianto compatto presenti nel territorio di Pesaro”. “Elaborato nel 2011 (primo caso nelle Marche) da Comune e ASUR n. 1 di Pesaro con la partecipazione operativa della Polizia Locale, il Protocollo si è rivelato uno strumento operativo utile e smart: permette di individuare puntualmente le attività di competenza dell’Asur e quelle di competenza dell’ente locale” – ha spiegato Conti.

ONA Marche, l’impegno contro l’amianto per la salute

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto da anni è impegnato anche nel territorio delle Marche, con servizi specifici, come quella relativa al disinquinamento degli acquedotti.

L’Osservatorio fornisce inoltre assistenza gratuita per le vittime amianto. Non solo la tutela giuridica, con consulenza legale gratuita, ma anche l’assistenza medica e tecnica. Per contatti, basta chiamare il numero verde 800.034.294.

L’amianto nel settore edilizio durante la Rivoluzione Industriale

settore edilizio, processo Cemater amianto
settore edilizio, processo Cemater amianto

L’amianto o asbesto è un materiale nocivo, utilizzato durante il periodo dell’industrializzazione in molti settori proprio per le sue caratteristiche. I minerali di amianto sono stati ampiamente usati nel settore edilizio.


Amianto edilizia storia

L’amianto è un minerale diffuso già dall’antichità, anche se con finalità differenti. Secondo alcune credenze popolari, ad esempio, in Egitto, questo materiale veniva utilizzato per avvolgere i corpi dei defunti prima della cremazione. Così come, nel Medioevo l’asbesto si pensava avesse poteri magici. Scritture e riti che si sono susseguiti fino all’arrivo della rivoluzione industriale, quando l’amianto è stato largamente utilizzato in numerosi settori, tra cui il settore edilizio.

Il settore edilizio e l’amianto durante la Rivoluzione Industriale

L’amianto è un materiale fibroso, resistente al calore, e queste caratteristiche hanno fatto si che l’amianto nell’edilizia abbia trovato numerose applicazioni nell’ambito delle costruzioni. La prima utilizzazione dell’amianto da parte dell’industria risale agli ultimi decenni dell’800. La rivoluzione industriale portò a un significato aumento e utilizzo di questo materiale che, con le sue proprietà di resistenza al fuoco, facile lavorazione e isolamento termico, è stato ampiamente impiegato nella costruzione di navi, edifici pubblici, treni e nell’industria tessile.

Eternit e Rivoluzione Industriale

Con il termine Eternit si intende un marchio registrato di fibrocemento e il nome dell’azienda che lavora prodotti contenenti amianto, appartenente all’azienda belga Etex. I prodotti sviluppati dall’Eternit erano utilizzati in edilizia come materiale da copertura, nella forma di lastra piana o ondulata, o come coibentazione di tubature. La sua storia è strettamente collegata con il periodo di massimo utilizzo, cioè quello della rivoluzione industriale che ha comportato un’importante, quanto definitiva, trasformazione del sistema produttivo, industriale, ma anche ambientale. La conferma della tossicità di questo materiale viene confermata negli anni ’60, quando ormai questo materiale era già stato ampiamente utilizzato in vari settori, da quello ferroviario al settore edilizio e i danni causati dall’amianto già difficili da contenere.

Utilizzo dell’amianto nel settore edilizio

Nel settore edilizio l’amianto può essere presente in diverse applicazioni, tra cui:

  • pavimenti e mattonelle,
  • lastre ondulate o piane sulle tettoie e pareti,
  • tubazioni e scarichi (quindi con passaggio di acqua anche potabile),
  • canne fumarie, i camini e l’isolamento delle tubature di riscaldamento,
  • caldaie, nelle stufe e negli apparecchi elettrici.

Le normative sull’amianto parlano chiaro, con la Legge 257/1992 in Italia si vieta la produzione, commercializzazione e utilizzo di questo materiale. Ma, nonostante questo, nel nostro paese ce sono ancora più di 40 milioni di tonnellate, in oltre mille siti sparsi sul territorio. L’impatto dell’amianto sulla salute e sull’ambiente è ancora un grave problema, così come riporta l’avvocato Ezio Bonanni ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed.2022“.

Come riconoscere l’amianto e come segnalarlo

Sicuramente un buon metodo per individuare una possibile presenza di amianto in un edificio è la data di costruzione. Se questa è precedente al 1992, anno in cui viene vietato, è probabile che questo materiale sia stato impiegato nell’utilizzo di qualche parte. L’Osservatorio Nazionale Amianto, e il presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, sono a disposizione per garantire assistenza legale e vedere riconosciuti i propri diritti e richiedere, se necessario, il giusto risarcimento. Questo perchè, purtroppo, la continua presenza di siti contaminati e i ritardi nelle bonifiche hanno fatto sì che di amianto, si continua a morire.