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venerdì, Giugno 21, 2024

L’amianto nelle ferrovie durante la Rivoluzione Industriale

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L’amianto è un materiale fibroso, resistente al calore, largamente utilizzato in passato, proprio per le sue proprietà. L’impiego prevedeva la realizzazione di costruzionimezzi di trasporto e macchinari più resistenti e ignifughi. Ma, non solo, con l’arrivo della rivoluzione industriale, anche lo sviluppo delle ferrovie ha avuto un importate ruolo nell’aumento dell’utilizzo dell’amianto.


Amianto Ferrovie: la storia durante la Rivoluzione Industriale

L’amianto nell’industria ferroviaria gode, purtroppo, di un importante primato nell’utilizzo del materiale. Questo perché, la rivoluzione industriale ha comportato una significativa trasformazione e sviluppo del sistema produttivo, migliorando la qualità di vita di molti lavoratori e popolazioni. Ma, a quale prezzo? Considerando che la maggior parte dei materiali utilizzati in passato nel settore ferroviario erano composti da asbesto, sicuramente il prezzo è alto. Un prezzo che stanno tutt’ora pagando molti dei lavoratori che hanno prestato servizio presso le ferrovie e gli stessi passeggeri.

L’impiego dell’amianto presso le ferrovie

Le proprietà ignifughe di resistenza al calore dell’amianto ne hanno consentito l’impiego nelle carrozze ferroviarie, binari, motori e locomotive. Ma, non solo, l’amianto è stato utilizzato anche per ricoprire tettoie, tramezzi, piastrelle per pavimenti, freni e frizioni. La presenza massiccia di questa fibra killer a distanza di anni ha fatto emergere una serie di danni dell’amianto, legati al grave rischio di esposizione a cui ferrovieri e passeggeri sono stati esposti per anni.

L’amianto dalla Rivoluzione Industriale alla messa al bando

Se il periodo della Rivoluzione Industriale è stato quello che ha previsto il maggior utilizzo dell’amianto, il culmine viene registrato fino agli anni ’80. Il periodo non è casuale, considerando che per porre fine, almeno in termini normativi, all’utilizzo, vendita e produzione dell’amianto bisognerà attendere la Legge 257/92. Questa data segna l’inizio della fine dell’estrazione, importazione, commercializzazione e produzione di questo materiale nocivo. Ma, ad oggi, sappiamo perfettamente che, nel nostro paese, sono ancora molti i siti contenenti amianto esistenti.

L’amianto nelle ferrovie italiane oggi

La problematica della presenza di amianto nel XXI secolo, nelle ferrovie è presente ancora oggi. Già ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia”, l’avv. Ezio Bonanni aveva sollevato il problema del rischi legati al connubio amianto e salute nelle linee ferroviarie. La regolare presenza di amianto provoca rischi seri alla salute di coloro che vi entrano in contatto. Quando i materiali che lo contengono vengono smossi, le fibre di amianto, che sono invisibili si muovono nell’aria e possono essere ingerite o inalate e le conseguenze possono verificarsi anche a distanza di molti anni. Tra le patologie che possono insorgere troviamo, mesotelioma, asbestosi, cancro ai polmoni e altre malattie polmonari.  L’avv. Ezio Bonanni è da anni impegnato nella lotta contro l’amianto e soprattutto nella tutela dei lavoratori esposti. 

I dati dell’ONA

Secondo i dati raccolti dall’ONA, nell’intero settore ferroviario, sono stati più di 619 sono casi di mesoteliomatra i lavoratori delle ferrovie. Un numero destinato a salire se si conteggiano anche i decessi legati alle altre patologie asbesto correlate. Considerando che le patologie possono insorgere anche a distanza di anni, secondo l’avvocato Bonanni si riscontreranno ulteriori casi, almeno fino al 2040. Ecco perché, è importante bonificare e al tempo stesso sottoporre a sorveglianza sanitaria i lavoratori e tutti coloro che sono stati esposti ad amianto.

 

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