30.9 C
Rome
domenica, Settembre 13, 2026
Home Blog Page 488

Si può sconfiggere amianto

sconfiggere amianto Assistenza Medico Legale
Assistenza Medico Legale

Il Dott. Arturo Cianciosi, medico legale e medico del lavoro, tra i fondatori dell’Osservatorio Nazionale Amianto, a 10 anni dall’inizio delle attività dell’ONA traccia un primo bilancio dell’attività del Dipartimento di Medicina Legale dell’ONA per sconfiggere amianto.

Questo opera in comunione d’intenti con il Dipartimento di Terapie e Cura del Mesotelioma. È grazie a persone e professionisti come loro, se si può provare a sconfiggere l’amianto.

Nel 2000, è scoppiata a Cisterna di Latina, un’epidemia di patologie asbesto correlate. Malati e morti, compresi i famigliari dei lavoratori, le mogli che lavavano le tute e perfino i figli e un numero di cancri (come per esempio le leucemie) che hanno iniziato a colpire i figli dei lavoratori dell’amianto, così come si stava già verificando a Taranto.

Per questo motivi il Dott. Arturo Cianciosi è stato colui che ha ritenuto opportuno istituzionalizzare la protesta delle vittime pontine, in comunione con le vittime di tutta Italia, nell’ONA, di cui è divenuto componente del direttivo nazionale. È grazie a persone e professionisti come lui se si può provare a sconfiggere l’amianto, un killer silenzioso che rovina la vita di tante persone.

Sconfiggere amianto: intervista il Dott. Arturo Cianciosi

Dott. Cianciosi, in che cosa consiste la patogenesi delle malattie da amianto, in particolare quelle pleuropolmonari?

La patogenesi delle malattie pleuropolmonari correlate all’asbesto è complessa e non completamente chiara.

La dose, le dimensioni e la composizione chimica delle fibre possono influenzare la fibrogenicità e la cancerogenicità, avendo più importanza le fibre più lunghe, più sottili e più durature. Anche fattori legati all’ospite, tra i quali la clearancepolmonare, lo stato immunologico e l’esposizione ad altre sostante nocive, come il fumo di sigaretta, sono importanti nel determinare la natura e la severità della reazione alle fibre inalate.

Benché la maggior parte delle fibre di asbesto inalate vengono rimosse dalla clearancemucociliare, alcune entrano all’interno dei macrofagi, o per mezzo della penetrazione diretta attraverso l’epitelio, o grazie all’organizzazione di un essudato intraluminale in seguito ad una lesione epiteliale.

I macrofagi attivati si accumulano alla biforcazione delle vie aeree di transizione e nell’interstizio, dove producono citochine, chemiochine e fattori di crescita che promuovono l’infiammazione e la fibrosi. Questi prodotti includono TNF-alfa, TGF-beta, IL-1, IL-8 e il fattore di crescita derivato dalle piastrine.

Quali sono le patologie asbesto-correlate?

La patologia senza alcun dubbio più diffusa, tra i lavoratori professionalmente esposti, è rappresentata da una fibrosi polmonare detta “asbestosi“.

Le altre patologie provocate dall’asbesto in estrema sintesi sono:

Al di là di queste malattie oramai ben stratificate, in tempi relativamente recenti sono state definite in maniera sistematica le lesioni della pleura da amianto. Esse comprendono due quadri clinici distinti.

Sono ispessimenti circoscritti che interessano esclusivamente la pleura parietale, compreso quella diaframmatica. In più sono di norma multiple, bilaterali, talvolta simmetriche, hanno estensione e spessore variabili, risparmiano apici e seni costofrenici e possono calcificare. Sono un reperto frequente nella popolazione professionalmente esposta. Generalmente vi è un periodo di latenza piuttosto lungo (variabile da 10 a 30 anni) tra inizio dell’esposizione e comparsa delle placche. Non è stata dimostrata alcuna correlazione con i livelli di esposizione. Al contrario, la comparsa delle placche sembra più correlata alla durata dell’esposizione che alla dose. Placche pleuriche sono descritte anche in relazione a livelli di esposizione relativamente bassi (esposizioni ambientali). Le placche pleuriche bilaterali localizzate alla pleura parietale costituiscono una lesione specifica da amianto.

Interessano la pleura viscerale e possono determinare anche aderenze tra i due foglietti pleurici. A differenza delle placche pleuriche localizzate alla pleura parietale, gli ispessimenti pleurici diffusi rappresentano una lesione meno specifica, che si manifesta anche in conseguenza di altri processi infiammatori.

Questi quadri sono generalmente asintomatici e non comportano alterazioni della funzionalità respiratoria a meno che non siano molto estesi o che si accompagnino a fenomeni fibrotici del parenchima polmonare.

Sconfiggere amianto e lesioni pleuriche

Le lesioni pleuriche non possono di per sé essere interpretate come asbestosi. In realtà esse non costituiscono una vera e propria patologia da amianto, quanto piuttosto un indicatore di avvenuta esposizione. Secondo alcuni autori hanno anche un significato di ipersuscettibilità individuale all’azione sclerogena dell’amianto. D’altro canto, tali lesioni possono evolvere trasformandosi in lesioni maligne.

Qual è il metodo di inquadramento delle patologie asbesto correlate?

L’inquadramento della patologia da asbesto e delle sue complicanze è stato affrontato sulla base del “Consensus statements” elaborato nel 2009 mediante il “metodo Delphi” cioè del giudizio consensuale tra i maggiori esperti del settore che, ovviamente, hanno tenuto in debita considerazione le risultanze di tutta la letteratura scientifica del settore maggiormente accreditata.

In sintesi, il metodo è un approccio sistematico teso a massimizzare le aree di accordo e a minimizzare quelle di disaccordo mediante la valutazione della certezza o dell’incertezze relative al ruolo della esposizione all’asbesto ed ai suoi effetti sulla salute dell’apparato respiratorio.

Come si fa ad accertare l’origine professionale della patologia?

Sulla base di quanto sopra analiticamente estratto dalla letteratura scientifica di riferimento, si ricava in maniera perentoria che l’esposizione a fibre di amianto si associa all’insorgenza di malattie dell’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e della pleura (mesoteliomi).

E’ nota da sempre, con particolare riferimento alla dottrina medico-legale, la notevole complessità di accertare il nesso causale in ambito di cancerogenesi.

Quali sono le principali motivazioni alla base di queste difficoltà?

Non tutti gli esposti a cancerogeni sviluppano tumori. E’ dato conoscere lo sviluppo di tumori in tutti gli esposti solo in un reparto di distillazione di 2-naftilamina di una piccola industria in Gran Bretagna (in cui si verificarono 15 casi di tumore alla vescica su 15 dipendenti).

Per una quota dei tumori che si sviluppano nella popolazione non è possibile identificare fattori cui assegnare anche solo in via ipotetica un ruolo causale.

Nell’anamnesi di persone colpite da tumori non è raro identificare esposizioni a più di un noto agente causale.

L’effetto di un cancerogeno, come testimonia l’ultima monografia IARC, è di accrescere la frequenza con cui un tumore tende a svilupparsi tra le persone esposte, rispetto a quelle che non lo sono e che vengono prese come termine di riferimento.

Quali sono i criteri medico-legali per determinare il nesso causale?

In generale, l’accertamento del nesso di causalità materiale in medicina legale richiede il vaglio di alcuni “criteri” di giudizio:

  • cronologico, che consiste nel giudicare se l’intervallo di tempo trascorso dall’azione lesiva alla comparsa delle prime manifestazioni di una determinata malattia sia compatibile o meno con l’esistenza di una relazione causale.

Solitamente il lasso di tempo tra l’inizio dell’esposizione alle fibre d’amianto e l’insorgenza di patologie è di almeno un decennio.

  • topografico, che riguarda la corrispondenza tra la regione anatomica interessata dall’azione lesiva e la sede dell’insorgenza della malattia.

L’inalazione di fibre di amianto dà luogo a patologie pleuro-polmonari, sede elettiva di deposito delle fibre di asbesto, per cui anche questo criterio è sempre soddisfatto.

  • idoneità, che si basa sull’attitudine dell’azione lesiva a cagionare l’effetto dannoso tenuto debitamente conto dei principi generali della fisiopatologia, dell’anatomia patologica e della clinica.

Una causa è idonea quando ha effettiva capacità di produzione dell’evento (efficienza), quando vi è proporzionalità tra l’entità della causa e la gravità del danno prodotto, quando causa e danno sono compatibili sotto il piano clinico e anatomo-patologico.

  • esclusione di altre cause, che consiste nell’eliminare ogni altra causa possibile, in modo da isolare un solo fattore etiologico al quale attribuire la malattia in esame. Occorre dunque valutare gli antecedenti causali e segnalare quelli eventualmente concausali.

Le evidenze scientifiche hanno dimostrato che il fumo di tabacco potenzia l’effetto cancerogeno dell’asbesto, rivelando l’esistenza di un’importante sinergismo fra l’abitudine al fumo e l’esposizione ad amianto nello sviluppo di tumori polmonari. Detto questo, si ritiene di poter attribuire al fumo un ruolo sostanzialmente concausale che, dunque, non interrompe l’effetto nocivo dell’esposizione all’asbesto.

Sconfiggere amianto: criterio epidemiologico-biostatistico

In particolare, data la peculiarità dell’argomento in questione, sembra inoltre necessario affiancare alla criteriologia classica anche un criterio di tipo epidemiologico-biostatistico che in definitiva richiama il cosiddetto criterio della sussunzione sotto leggi scientifiche di copertura. Secondo tale principio, solo mediante una legge scientifica di copertura, atta a spiegare il rapporto fra condotta del presunto autore del reato ed evento dannoso, sarebbe possibile formulare un giudizio di responsabilità penale.

In questo contesto si riconoscono le leggi universali, sulla base delle quali è consentito affermare, allo stato dell’attuale conoscenza umana, che ad un certo atto corrisponde con certezza un certo evento; e le leggi statistiche, munite di una minore certezza scientifica, in ragione delle quali si può affermare che, in una certa percentuale di casi, la realizzazione di un atto è seguita dal verificarsi di un evento.

E’ d’altro canto noto come, in ambito biomedico, la ricerca della dimostrazione con certezza assoluta della dipendenza causale di un effetto, costituisca per lo più compito non risolubile.

Gran parte della dottrina e della giurisprudenza sono ormai comunemente consapevoli che, in questo peculiare ambito, la necessità di una legge causale non è mai assoluta.

La spiegazione causale viene dunque a rivestire uno spessore essenzialmente probabilistico anche quando la legge sulla quale è imperniato il meccanismo della spiegazione è di natura universale. Si parla dunque di causalità generale, che non vuol dire necessariamente causalità individuale per ogni persona fisica. Il complesso causale è dato dalla rete idonea di per sé a produrre l’evento, ma quest’ultimo non lo implica nella sua totalità come sua premessa necessaria.

Per ulteriori informazioni contattare lo Sportello Amianto ONA o direttamente l’avv. Ezio Bonanni.

Un mostro chiamato “Uranio impoverito”

Uranio Impoverito
Uranio Impoverito

Uno dei cavalli di battaglia dell’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto è la lotta a un vero e proprio mostro chiamato uranio impoverito, metallo pesante tossico, sottoprodotto dell’industria del combustibile nucleare e delle armi

I danni a lungo termine per la salute delle persone e l’ambiente sono stati infatti oggetto di numerosi studi negli ultimi anni da parte degli esperti che gravitano attorno all’Osservatorio, pronti a rispondere alle domande di chiunque voglia interpellarli.

Di cosa parliamo? Scopriamo i dettagli

Esistono due tipi di uranio radioattivo: l’uranio 235 e l’uranio 238.

Tra uranio 235 e 238, il primo è fortemente radioattivo e per tali ragioni viene utilizzato dalle industrie del combustibile nucleare e delle armi che cercano di estrarlo dal metallo naturale. Appena estratto, esso prende il nome di “uranio arricchito” e viene impiegato nelle barre di combustibile e nelle armi nucleari.

L’uranio impoverito descrizione della materia

L’uranio impoverito è formato dagli scarti del processo estrattivo, composto principalmente da uranio 238. L’industria bellica americana ed inglese ha utilizzato l’uranio impoverito durante le missioni, inclusa la Guerra del Golfo e nei Balcani.

Per via della sia alta densità infatti si muove ad alta velocità conferendo notevole slancio alle armi. Un missile con uranio impoverito ad esempio, che pesa poco meno di 5 kg, ha uno slancio tale da poter rompere l’armatura massiccia di un carro armato. Una volta esploso attraverso l’armatura, la punta dell’uranio si disintegra per via  del calore creato e le particelle di uranio impoverito iniziano a bruciare.

Gli effetti dell’uranio impoverito sull’essere umano

Come immaginerete, gli effetti sull’essere umano sono devastanti. A cominciare dall’equipaggio che si trova all’interno dei carri armati. Oltre al rischio derivante dalle schegge di metallo, la possibilità di morire per soffocamento è molto alta. Anche a lungo termine le conseguenze sull’ambiente e sugli esseri umani sono terrificanti, sia per la sua radioattività sia per la tossicità del metallo.

Cosa succede all’organismo a contatto con l’uranio?

Innanzitutto tutto si rischia avvelenamento da metalli pesanti. In secondo luogo se l’uranio impoverito viene inalato, il metallo radioattivo viene depositato nei polmoni.

Questo è quanto accaduto ad un numero considerevole di soldati (almeno 1000) delle varie missioni, i quali, secondo uno studio della Royal Society, sono morti di cancro ai polmoni come conseguenza diretta della radioattività.

Altri rischi da uranio impoverito: studi in Germania

Secondo altri studi condotti in Germania, le molecole di uranio impoverito sono in grado di viaggiare in ogni parte del corpo, compresi lo sperma e le uova, cosa che aumenta la probabilità di cancro e danni ai geni. Ecco perché l’esposizione può anche causare malformazione ai figli dei militari.

Come si testa l’esposizione? Gli esami da fare

Per rilevare la presenza o meno di uranio impoverito, basta prelevare un campione di urina. Se il test è positivo si dovranno effettuare controlli sui reni, poiché il metallo tende a concentrarsi lì e potrebbe influenzarne la funzione.

Danni sui civili da uranio impoverito

Anche i civili possono risentire degli effetti dell’uranio impoverito, per lo più indirettamente. Soprattutto i danni deriverebbero dalla contaminazione di cibo e acqua, poiché i resti del missile nel terreno possono rimanere per lunghi periodi di tempo, risultando potenzialmente pericolosi per chiunque abbia ingerito i pezzi anche decenni più tardi. Insomma niente di confortante!

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto ha già dimostrato in svariate occasioni di essere in prima linea per difendere le vittime dell’uranio impoverito, compresi i familiari delle vittime. È questo il caso di Alberto Sanna.

Screening per i militari di Taranto

Il commissario dell’Osservatorio vittime del dovere di Taranto, Paola Santospirito, e il dottor Pierpaolo Capece, in collaborazione con il presidente dell’ONA, l’avvocato Ezio Bonanni, hanno organizzato uno screening gratuito a Taranto che permette la rilevazione di contaminanti e metalli pesanti all’interno dell’organismo, compreso l’uranio 238. Potranno partecipare i militari delle Forze armate, gli ex militari e ai loro familiari.

Infatti tanti sono più di 7500 i militari che si sono ammalati a causa della presenza dell’uranio impoverito, tra cui circa 400 decessi. Tuttavia, nonostante le vittorie in tribunale, le Forze Armate continuano a negare la correlazione tra il metallo pesante e le patologie.

Isochimica: muore un altro operaio

Isochimica Avellino
Isochimica Avellino

L’amianto continua a mietere vittime nell’Isochimica di Avellino

Stiamo iniziando ad affrontare sulla nostra pelle e con la vita dei nostri cari, le dure conseguenze per aver usato l’amianto nelle industrie italiane. Muore un altro ex operaio dell’Isochimica di Avellino, ex scoibentatore ammalato di asbestosi che era in attesa di giustizia.

L’uomo in questione G.C. ha lavorato per anni come addetto alla bonifica amianto delle carrozze. Non risulta essere il primo caso e non sarà di certo l’ultimo. Nonostante l’amianto è messo al bando nel nostro Paese da 26 anni, le pagine dei giornali riportano spesso notizie di ex operai che perdono la vita a causa della loro passata attività lavorativa.

L’INAIL aveva certificato al sig. G.C. l’origine professionale della malattia. Etichettandola però con il solo 6% di invalidità, per questo avanzata una richiesta di aggravamento della patologia che non ha mai trovato risoluzione.

L’asbestosi è una malattia altamente invalidante che attacca l’apparato respiratorio ponendo dei grossi limiti nella vita quotidiana di chi ne è affetto. Risulta infatti difficoltoso per i malati di asbestosi compiere anche le azioni più semplici da compiere ogni giorno.

La strage della fibra killer e l’impegno dell’ONA

Isochimica Avellino

Analogo destino è toccato ad un ex operaio Cemental e ad un ex operaio dello stabilimento Eternit di Cavagnolo. Queste sono solo tre, delle tantissime storie che hanno in comune lo stesso carnefice. L’amianto infatti è definito il killer silenzioso proprio perché impiega lungo tempo prima di attaccare l’organismo e ha diverse armi per uccidere, esse portano i seguenti nomi: asbestosi, mesotelioma, placche pleuriche, ispessimenti pleurici e cancro ai polmoni.

L’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, dedica la sua vita alla lotta contro l’amianto e al riconoscimento dei diritti dei lavoratori vittime dell’asbesto. In passato è stato in prima linea anche contro la vicenda dell’Isochimica, intervenendo anche in un servizio delle Iene e aiutando così a focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica su un problema che veniva ignorato da molti italiani.

 L’ONA assicura assistenza per le vittime di amianto e per i loro cari, ma soprattutto si impegna a restare accanto anche alle persone che combattono contro la paura di ammalarsi che può essere fatale quasi quanto le altre patologie asbesto correlate.

Per richiedere assistenza basta dare un’occhiata allo Sportello Amianto ONA oppure contattare il numero verde gratuito 800 034 294.

Mesotelioma: Prof. Luciano Mutti

Prof. Luciano Mutti
Prof. Luciano Mutti

Prof. Luciano Mutti: importante la ricerca

Prof. Luciano Mutti: importante la ricerca sul mesotelioma. Con questo termine sinistro, si indica il tumore dell’amianto, il terribile cancerogeno del terzo millennio che sta provocando centinaia di migliaia di morti nel pianeta e almeno 6.000 l’anno solo in Italia. L’Avv. Ezio Bonanni ha reso pubblici i dati sulla strage di amianto in Italia, nel corso della conferenza di presentazione de Il libro bianco delle morti di amianto in Italia

Prof. Luciano Mutti (19.06.2018)

Il Prof. Luciano Mutti compie oggi i suoi anni. Il migliore augurio è quello che possa finalmente trovare gli strumenti per rendere più efficaci le cure. Consulta il video.

E’ stato pubblicato un nuovo studio sul mesotelioma su Cancer Research (una delle tre più importanti riviste a mondo di ricerca sul cancro al mondo), dimostra che c’è il meccanismo di proliferazione delle cellule mesoteliali con delle proteine, rispetto alle quali quindi si può agire utilizzando farmaci per malattie non neoplastiche. La pubblicazione può essere consultata su PubMed

La strage di amianto in Italia (aprile 2020)

In Italia nel 2019 sono decedute più di 7mila persone a causa della presenza di amianto, per esposizioni pregresse. La maggiore incidenza riguarda i mesoteliomi (1900 decessi) e il tumore del polmone (3800 decessi per l’esposizione ad amianto). Tutti gli altri casi riguardano l’asbestosi e gli altri tumori del tratto gastrointestinale.

Asbesto in Italia: la mappa dell’amianto nel 2020

L’Italia conta 36,5 milioni di metri quadrati di coperture – (stima per difetto perché la mappatura è ancora in corso) e 8 milioni di tonnellate di amianto friabile. Allarmanti anche il numero dei siti50.000 siti industriali rilevanti1 milione di siti contaminati, tra i quali edifici pubblici e privati40 siti di interesse nazionale di cui 10  sono solo di amianto (come la Fibronit di Broni e di Baril’Eternit di Casale Monferrato, etc.); 2.400 scuole (stima 2012 per difetto perché tiene conto solo di quelle censite da ONA in quel contesto – la stima è stata confermata dal CENSIS – 31.05.2014).

Esposti più di 352.000 alunni e 50.000 del personale docente e non docente1.000 biblioteche ed edifici culturali (stima per difetto perché è ancora in corso di ultimazione da parte di ONA); 250 ospedali (stima per difetto perché la mappatura ONA è ancora in corso).

La nostra rete idrica rivela presenza di amianto per ben 300.000 km di tubature (stima ONA), inclusi gli allacciamenti, con presenza di materiale contenenti amianto rispetto ai 500.000 totali (tenendo conto che la maggior parte sono stati realizzati prima del 1992, quando l’amianto veniva utilizzato in tutte le attività edili e costruttive).

La Commissione amianto del Ministero dell’Ambiente

L’Avv. Ezio Bonanni è stato nominato componente della Commissione Amianto del Ministero dell’Ambiente. Il ministro Sergio Costa ha deciso di dichiarare guerra all’amianto. Tra le iniziative più significative, lo stanziamento di 358 milioni di euro per la bonifica delle scuole e degli ospedali con presenza di amianto. L’Avv. Ezio Bonanni è componente della Commissione Nazionale Amianto ed ha più volte richiesto questi interventi di bonifica.

Assistenza medica gratuita vittime mesotelioma

I medici involontari dell’Ona permettono la diagnosi precoce, la terapia e cura del mesotelioma e di qualsiasi altra malattia asbesto correlata. Inoltre i medici redigono la prima certificazione malattia professionale che permette l’avvio della procedura amministrativa  INAIL. Fa seguito la tutela risarcitoria.

L’assistenza medica gratuita online è fornita grazie ai medici volontari.

Tabella del mesotelioma in Italia (2017)

Prof. Luciano Mutti

Eternit di Siracusa, la donazione all’ospedale non basta

Eternit di Siracusa
Eternit di Siracusa

Le vittime Eternit di Siracusa attendono ancora giustizia

Il fondo sociale ex Eternit annuncia che potrà contribuire alla dotazione del presidio ospedaliero di Augusta con una donazione, come quella per la radioterapia dell’ospedale di Siracusa.

La donazione all’ospedale però non basta, perché l’Osservatorio Nazionale Amianto, e la popolazione Siracusana, attendono innanzitutto giustizia per quanto riguarda l’Eternit.

Molti si chiedono perchè le autorità non abbiano ancora individuato i responsabili della strage dei lavoratori dell’Eternit di Siracusa e perchè non li abbiano assicurati alla giustizia.

L’associazione che lotta per ottenere giustizia dal 2009 porta avanti una poderosa azione per la tutela delle vittime di Eternit di Siracusa. Queste vittime rappresentano le uniche escluse dai procedimenti penali Eternit 1 ed Eternit 2, e l’associazione continua a combattere per il loro riconoscimento e risarcimento.

«Tutti ricorderanno l’esposto denuncia presentato dal coordinatore regionale ONA, Calogero Vicario, a fronte del fatto che le vittime di Eternit Siracusa, già nel 2009, erano state estromesse dal procedimento penale Eternit 1, in corso presso il Tribunale di Torino, così lo sono state anche per Eternit 2.

Sono passati ormai 6 anni dal deposito dall’esposto denuncia da parte del coordinatore regionale ONA, Calogero Vicario, il quale aveva segnalato sia al procuratore Guariniello che alla locale autorità giudiziaria il fatto che ci fossero continuamente nuovi decessi tra gli ex dipendenti Eternit Siracusa. 

Nonostante ciò non vi erano in corso indagini per tale situazione, il numero di morti spaventoso che giorno dopo giorno ha decimato anche i famigliari degli ex dipendenti e molti altri sono morti dopo il 2012.

Per tali motivi torniamo a chiedere giustizia per le vittime di Eternit Siracusa» – dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

Eternit di Siracusa, protagonista il sindaco di Priolo

Ma protagonista assoluto di questa amara vicenda è l’On.le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo e promotore della legge regionale siciliana sull’amianto, nonché autorevole esponente nazionale di ONA e del comitato tecnico scientifico nazionale ONA. 

Il Sindaco di Priolo ha dichiarato infatti in merito:

«Apprezziamo l’intervento dell’Avv. Ezechia Reale, ma certamente questo non basta a rimarginare le ferite causate dalle tragedie che nel tempo ha seminato l’Eternit e tutto ciò che è amianto nel territorio siciliano, a Siracusa e a Priolo Gargallo.

Ancora più grave il fatto che la Regione Siciliana continui nel suo silenzio tragicomico rispetto a una legge che è stata approvata dall’assemblea regionale e che ha avuto il taglio dei finanziamenti, anziché potenziare l’azione a tutela della salute nei termini stabiliti dalla legge regionale.

Siamo convinti che l’Assessore Razza (assessore alla sanità) interverrà con l’autorevolezza per ripristinare legalità, giustizia e sanità»

«C’è chi denuncia e c’è chi accetta donazioni dal carnefice: è come se Totò Riina donasse soldi alle vittime della Mafia. Musumeci e Razza non debbono accettare soldi dai carnefici dell’amianto, da chi si è arricchito producendo cemento amianto.

Riteniamo che la legge regionale amianto della Sicilia – legge Gianni, debba essere immediatamente finanziata al fine di porre in essere la sorveglianza sanitaria.

Chiediamo poi un intervento regionale, in particolare del presidente Musumeci, in qualità di componente del consiglio dei ministri e quale presidente della Regione Siciliana (a statuto speciale) affinché solleciti il Ministro Di Maio a intervenire con gli atti di indirizzo per il prepensionamento dei lavoratori siciliani esposti ad amianto.

È arrivato il momento che la Sicilia rialzi la testa e che i nostri lavoratori non siano intesi come carne da macello».

L’importanza di salvaguardare l’ambiente e la salute

Parole dure e ricche di rancore nei confronti di chi non riesce a capire il dolore che si prova nel sapere che i propri figli crescono in un territorio malato.

Condannati da chi in passato ha creduto fosse più opportuno curare i propri interessi piuttosto che salvaguardare l’ambiente e la salute umana.