Amianto nell’acqua potabile: i danni alla salute

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L’ONA chiede la bonifica delle tubature in amianto

L’amianto nell’acqua potabile provoca fibrosi e cancro. Quindi danni alla salute. Le fibre possono contaminare l’acqua potabile perché le tubature degli acquedotti sono state realizzate in eternit. Le tubature eternit in caso di terremoto, di manutenzione, e con il passare del tempo, rilasciano fibre, che contaminato l’acqua.

Infatti l’acqua potabile giunge nelle case degli italiani attraverso le tubature degli acquedotti, che sono ancora in gran parte in eternit. L’acqua potabile è utilizzata per fini antropico, può evaporare e le fibre maggior ragione essere inalate. Ma anche se ingerite sono comunque cancerogene.  Gli acquedotti in cemento amianto, detto eternit causano ingestione ed inalazione di fibre e danno alla salute umana. 

Le fibre  di amianto provocano, prima di tutto, un fenomeno infiammatorio. Successivamente displasico, e poi la cancerogenesi da amianto.

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Amianto nell'acqua: tutela legale e assistenza medica

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    Le fibre di amianto nell’acqua e i danni alla salute

    I minerali di amianto si dividono in serpentini, tra cui il crisotilo e gli anfiboli. Tra questi ultimi troviamo:

    Le fibre di questi minerali provocano prima di tutto malattie fibrotiche:

    Questi danni alla salute per malattia svesto correlate fibrotiche  sono causate anche dall’amianto dell’acqua potabile. Infatti le tubature in eternit degli acquedotti trasportano l’acqua nelle nostre case.  Se ci sono dei lavori, ho delle leggere scosse di terremoto,  le tubature si fessurano e rilasciano fibre nell’acqua potabile.

    L’acqua potabile utilizzata per lavare i panni, piuttosto che per cucinare o per l’igiene personale, evapora. Nell’ evaporazione  dell’acqua, le fibre si disperdono negli ambienti e sono inalate.  Il che si somma all’esposizione per ingestione per il consumo diretto di acqua  potabile. Quindi risulta dimostrato che la contaminazione dell’acqua potabile provoca le seguenti neoplasie:

    Anche le malattie tumorali da amianto, sono provocate dall’infiammazione il cui ruolo non può essere ritenuto secondario. Quindi colpiscono anche il tratto gastro-intestinale, per le quali rileva l’amianto ingerito, in particolare con l’acqua potabile.

    Fibre di amianto nell’acqua cancerogene per stomaco e colon

    In ordine ai cancri gastro-intestinali, vi è il fondato sospetto che possano aver origine anche dall’ingestione dell’amianto. Le fibre sono presenti nell’acqua potabile.  Come detto perché le tubature sono state realizzate prima dell’entrata in vigore del divieto di cui all’articolo 1 della legge 257 del 1992. Infatti tutti gli acquedotti realizzati prima dell’aprile del 1993, hanno le tubature in cemento amianto. Specialmente in seguito a terremoti e ad attività di manutenzione, queste fibre si disperdono nell’acqua.

    La conferma IARC che l’amianto nell’acqua è cancerogeno

    L’ultima monografia IARC, si conferma quanto già sostenuto dall’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA. L’ingestione delle fibre di asbesto è “esposizione primaria” come l’inalazione (capitolo 1.5, pagina 225).

    Cosi le ricerche e i test, tra cui quelli sui topi. Come si evince nel capitolo 3.6, pagina 273, su 75 cavie su cui sono state somministrate le fibre di asbesto, in pochi mesi 18 si sono ammalati di cancro.

    La conclusioni della monografia sono inequivocabili: “esistono prove sufficienti per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto per l’uomo.

    Provoca il mesotelioma, il cancro del polmone, della laringe, e dell’ovaio. Inoltre sono state osservate associazioni positive tra l’esposizione a tutte le forme di amianto e cancro della faringe, stomaco, colon-retto.

    Esistono prove sufficienti negli animali per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto. Tutte le forme di amianto sono cancerogeni per l’uomo”.

    Epidemia di malattie asbesto-correlate

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha accertato che fibre di asbesto, fibre amianto o polvere di amianto provocano questi tumori amianto che incidono per

    107.000 decessi ogni anno solo per 3 delle malattie asbesto correlate (asbestosi, mesotelioma e tumore al polmone), e solo quelle di origine lavorativa;

    125 milioni di lavoratori esposti.

    Queste valutazioni dell’OMS sono riduttive, perché tengono conto solo di 3 del più ampio numero di malattie asbesto-correlate. Inoltre ci sono degli Stati, primi fra tutti la Cina e la Corea  che non hanno rilevazioni epidemiologiche. In più l’OMS fa riferimento alle sole tre malattie asbesto correlate professionali.

    Quindi, escludere tutte le altre malattie, per di più, quelle ambientali significa ulteriormente sottovalutare il rischio amianto. In più, si dovrebbe tener conto che i malati sono molti di più e le lesioni altamente invalidanti.

    Per questo, l’amianto deve essere messo al bando, e debbono essere bonificati tutti i siti, come timidamente affermato dall’OMS, che lo ha raccomandato ma non imposto (raccomandazione OMS per eliminazione dell’amianto).

    Perché l’amianto è pericoloso anche nell’acqua?

    Le fibre  anche nell’acqua provocano tutta una serie di malattie. Non solo quelle  infiammatorie (placche pleuriche, ispessimenti pleurici, asbestosi) delle vie respiratorie, ma anche tutta una serie di cancri.

    Sono infatti asbesto correlate le seguenti neoplasie: mesotelioma, tumore dei polmoni, della  laringe, della faringe, delle ovaie, dello stomaco, dell’esofago.

    Il colangiocarcinoma da asbesto

    C’è pure la ricerca del Prof. Brandi a Bologna. Questo scienziato è intervenuto in più occasioni nei convegni dell’ONA per segnalare come le fibre di amianto siano cancerogene anche per il fegato.

    Il gruppo del Prof. Brandi in collaborazione con lo IARC (International Agency for Research on Cancer di Lione). Risulta dimostrato che l’amianto è associato in oltre la metà dei casi di colangiocarcinoma intraepatico.

    Ciò è stato ribadito nel corso della presentazione del primo rapporto mesoteliomi dell’ONA Onlus presso il Senato della Repubblica.

    La conferma della cancerogenicità delle fibre di asbesto

    Come già, più volte evidenziato, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato l’amianto tra  i cancerogeni del gruppo 1,  il che equivale a sicura cancerogenicità nei confronti dell’uomo.

    In ordine all’inalazione delle fibre non vi è stato mai dubbio sul fatto che fossero dannose per la salute umana. I produttori di amianto contestavano la dannosità e la pericolosità delle fibre ingerite con l’acqua potabile.

    Le fibre di amianto cancerogene nell’acqua potabile

    Infatti, come chiarito dallo IARC, l’amianto provoca cancro sull’apparato digerente.

    Fin dagli anni ’70, l’amianto è considerato cancerogeno anche per ingestione. Può essere ingerito perché veicolato nei cibi e nell’acqua potabile. La stessa acqua potabile, se evaporata, può provocare la aerodispersione delle fibre e, quindi, la loro inalazione. Il rischio amianto nell’acqua potabile è legato all’utilizzo di tubi in cemento amianto/eternit.

    Infatti le tubazioni amianto veicolano l’acqua che può risultare contaminata anche per effetto di micro scosse di terremoto. Ciò si è verificato in Emilia-Romagna già nel 2011, e, ancora, per effetto del terremoto in Abruzzo.

    I cancri gastrointestinali per amianto nell’acqua

    Le fibre di amianto ingerite colpiscono l’apparato gastro-intestinale, perché vengono assorbite dalle pareti, possono giungere al fegato. Avviano l’azione cancerogenica.

    Si verifica, per il tratto gastro-intestinale, ovvero per lo stomaco e colon. Le fibre permangono per tutta la vita nell’orgnanismo di chi le ha inalate. La ricerca scientifica ha dimostrato che l’ingestione di fibre di amianto, con l’acqua potabile e con i cibi, provoca l’insorgenza di cancri nell’apparato gastrico.

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non ha definito il valore che costituisca un più elevato livello di rischio di presenza di amianto nelle acque potabili.

    In Italia, la qualità dell’acqua non si misura sulla base della presenza o meno di fibre di amianto. Questo parametro è contestato dall’ONA.

    C’è un limite di soglia per l’amianto nell’acqua?

    Le “Linee guida per la qualità dell’acqua potabile” (1994) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità avevano stabilito, inizialmente: “Non esiste dunque alcuna prova seria che l’ingestione di amianto sia pericolosa per la salute, non è stato ritenuto utile, pertanto, stabilire un valore guida fondato su delle considerazioni di natura sanitaria, per la presenza di questa sostanza nell’acqua potabile”.

    Successivamente, queste conclusioni sono state superate nella monografia IARC, e, quindi, evidentemente, le tesi dell’OMS debbono essere aggiornate, tenendo conto della sicura cancerogenicità delle fibre di amianto per la salute umana, anche se ingerite.

    L’assenza dei limiti dell’ amianto nell’acqua potabile

    La direttiva 98/83/CE, non considera l’amianto un parametro da controllare e non ne fissa i limiti.

    Questa direttiva è stata recepita in italia con il D.Lgs. 31/2001, che non fa riferimento all’amianto. Solo negli Stati Uniti ci sono delle normazioni specifiche in ordine al rischio amianto nell’acqua potabile. Negli U.S.A., vi è un sostanziale controllo della presenza di amianto nell’acqua potabile. E’ valutato anche il rischio di inalazione per evaporazione.

    Per questo è previsto un limite di 7 milioni di fibre/litro (fonte Epa. Environmental Protection Agency).

    Il Safe Drinking Water Committee della National Academy of Sciences degli U.S.A., stabilisce che c’è il rischio di tumore per la presenza di amianto nelle acque potabili.

    Sempre secondo gli studi condotti dalla National Academy of Sciences degli U.S.A., ogni 100.000 abitanti che hanno ingerito, per oltre 70 anni, acqua contaminata da fibre di amianto, vi è uno che contrae un tumore allo stomaco.

    Perché le fibre di amianto contaminano l’acqua? 

    I livelli di concentrazione normalmente inferiori ad 1 MFL, si sono verificati casi in cui venivano superati i 1000 MFL, specialmente in caso di terremoto, ovvero di micro scosse, ovvero di micro terremoti.

    Infatti, in seguito ad eventi sismici, le tubature in amianto e cemento amianto e anche le strutture stesse degli acquedotti, compreso le vasche di raccolta, si contaminano di materiali di amianto e cemento amianto.

    Le micro fratture inducono alla dimunzione della capacità aggrappante del cemento e conseguente rilascio di fibre. In  Italia ci sono almeno 125.000 Km di tubature realizzate in amianto. Tubazioni degli acquedotti. Queste condotte con amianto e cemento amianto, sono ancora presenti.

    Il tubo, se è integro, non da rilascio di fibre nell’acqua. Molte volte, grazie all’elevato grado alcalino, si crea una superficie di carbonato di calcio all’interno.

    Le problematiche sorgono con la fessurazione del tubo, ovvero con la perdita del potere aggrappante del cemento sulle fibre di asbesto. Ciò si verifica quando la composizione chimica dell’acqua è aggressiva, ovvero quando vi è un pessimo stato di conservazione e manutenzione delle strutture e quando vi è il ristagno dell’acqua.

    Come verificare le fibre di amianto nell’acqua?

    Le acque possono essere analizzate con il microscopio elettronico a scansione (SEM) o tramite microscopia ottica a contrasto di fase (MOCF).

    Per questi motivi, soccorre quanto stabilito nel Decreto del Ministero della Sanità del 6 settembre 1994, per verificare l’indice e per conteggiare l’entità delle fibre nelle acque.

    Eseguito il campionamento con una bottiglia di vetro nuova di 1 litro sterile, si esegue la filtrazione di aliquote di 200 mL di acqua su filtri in policarbonato. Così, è possibile quantificare il livello di contaminazione con l’analisi con SEM o MOCF.

    In Italia ci sono numerosi casi di presenza di amianto nell’acqua potabile. In Emilia-Romagna, piuttosto che in Sicilia. Il livello di contaminazione è dovuto anche all’entità delle scosse, ovvero dei micro terremoti, o anche dei terremoti che si sono verificati nel tempo, come quello dell’Emilia-Romagna.

    L’elevato numero di canti gastrointestinali campanello d’allarme

    Ai casi di mortalità per queste tre patologie asbesto correlate debbono essere aggiunti tutti gli altri casi e gli altri decessi:

    • per altre neoplasie asbesto correlate non ancora indicate nella monografia Iarc;
    • esposizione ambientale;
    • le decine di migliaia di malattie asbesto correlate, tutte invalidanti;
    • i mesoteliomi, tumore dei polmoni ed asbestosi, che non sono censiti specialmente in quei paesi che fanno ancora largo uso del minerale, tra i quali gli “stati canaglia” (Cina, Unione Sovietica, India).

    Come agire per tutelare la salute

    È necessario sostituire tutte le tubature che ancora sono in amianto, oppure in cemento amianto (eternit). In questo modo si evita anche la dispersione dell’acqua, che è un bene prezioso.

    Infatti, le tubature degli acquedotti italiani sono vetuste ed in pessimo stato di conservazione. Le tubazioni italiane in tutte le regioni, provocano dispersione di molta acqua potabile. Non meno del 50% dell’acqua potabile si disperde per via delle fessurazioni degli acquedotti. Con il cambiamento climatico e il surriscaldamento, l’acqua diventa un bene sempre più prezioso.

    L’acqua, infatti, è la fonte della vita. E’ necessaria anche per i micro-organismi, per tutti gli esseri viventi. La flora, la fauna, la vita del pianeta dipende dall’acqua. L’essere umano si alimenta con l’acqua, il corpo umano è composto dal 70% di acqua.

    Un problema che si acuisce in Regioni come Umbria, Toscana, Abruzzo, Calabria e chiaramente Sicilia, tutte ritenute zona altamente sismiche.

    Bonifica delle tubazioni: i risultati dell’ONA

    Con riferimento all’impegno dell’ONA, c’è da osservare che gli acquedotti in amianto a Soliera, come a Carpi e nel resto dell’Emilia-Romagna, sono stati, in buona parte, bonificati. La rimozione amianto acquedotti in Emilia-Romagna, se pur tardiva, ha permesso di porre in sicurezza le popolazioni per il futuro.

    Rischio dei dipendenti delle aziende di distribuzione dell’acqua

    L’ONA ha ricevuto diverse segnalazioni di casi di mesotelioma ed altre malattie asbesto-correlate tra i dipendenti di aziende pubbliche e con partecipazione pubblica, che hanno distribuito l’acqua potabile.

    Come confermato anche nel VI Rapporto ReNaM, ci sono stati  n. 276 casi di mesotelioma fino al 2015. Questi lavoratori sono esposti ad amianto nelle attività di manutenzione delle condotte d’acqua.

    Tanro che si evince a pag. 204 del citato VI Rapporto Mesoteliomi, vi fu abnorme utilizzo di amianto nelle aziende di erogazione di acqua pubblica, in tutta Italia. Questi lavoratori sono stati, quindi, esposti amianto.

    La tutela dei lavoratori esposti amianto nella distribuzione dell’acqua

    L’ONA tutela anche i lavoratori del settore. L’amianto, infatti, provoca danni alla salute, molte volte sono coinvolti anche i famigliari dei lavoratori. L’Avv. Ezio Bonanni ha dimostrato che i lavoratori del settore hanno diritto, prima di tutto, alla sorveglianza sanitaria, e ai c.d. benefici amianto, delle maggiorazioni contributive con il coefficiente 1,5.

    I benefici contributivi permettono il prepensionamento per un periodo pari al 50% di quello di esposizione, e per coloro che sono già in pensione, di poter adeguare la prestazione pensionistica.

    Le prove dell’uso dell’amianto nelle condutture dell’acqua

    Le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni sono confermate dal contenuto del VI Rapporto mesoteliomi:

    Cemento-amianto è stato utilizzato per la costruzione di condotte a pressione per l’adduzione di acqua potabile di vari diametri. È stato utilizzato amianto intorno al 20% in peso sul cemento di cui 1/3 crisotilo a fibra corta1/3 crisotilo a fibra lunga ed 1/3 della varietà crocidolite.

    Anche alcune condotte per il gas di città sono state realizzate con lo stesso impasto di cemento-amianto. Alcune condotte di metallo per gas sono state rivestite di corda in amianto, solitamente crisotilo, e successivamente incatramate per proteggerle dall’ossidazione.

    Durante gli interventi di manutenzione e riparazione dei tubi della rete di distribuzione del gas (che non poteva essere sospesa) venivano utilizzati manufatti in amianto (feltri, cartoni) e protezioni personali contro le fiamme che potevano svilupparsi dalle saldature del metallo, per piccole fuoriuscite di gas.

    L’utilizzo di condotte in cemento-amianto per il trasporto dell’acqua potabile è ancora in essere in gran parte del territorio nazionale. Le aziende per la distribuzione dell’acqua di città hanno interrotto la posa delle condotte in cemento-amianto che avevano in magazzino soltanto nel 2004. È verosimile che l’impiego di guarnizioni e baderne sia stato interrotto dalla L. 257/1992“.

    Lavoratori aziende acqua pubblica:rendita INAIL e risarcimento danni

    Coloro che hanno svolto attività lavorativa nella realizzazione e nella manutenzione degli acquedotti, in molte occasioni, presentano malattie asbesto-correlate.

    Questi lavoratori amianto acquedotti hanno diritto alla tutela legale. Al fine di ottenere le prestazioni INAIL riconoscimento malattia professionale e rendita INAIL e l’integrale risarcimento danni amianto acquedotti, è sufficiente rivolgersi allo sportello amianto ONA Onlus.

    Nel frattempo, l’associazione prosegue anche nell’azione di tutela legale preventiva e risarcitoria in tutto il territorio nazionale.

    Per approfondimenti sull’azione di tutela svolta dall’ONA, anche con bonifica degli acquedotti, consulta l’articolo: lavoratori vittime amianto aziende distribuzione acqua pubblica

    Tutela legale vittime amianto acqua potabile

    L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni hanno, più volte, richiamato l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla problematica amianto negli acquedotti.

    L’associazione ha chiesto la bonifica degli acquedotti, ed ha celebrato convegni per sensibilizzare l’opinione pubblica. Come quello che si è celebrato a Soliera (MO) il 10.02.2018, dal titolo “Rischio amianto anche nell’acqua potabile.

    In caso di tumore del colon, dello stomaco, o anche il colangiocarcinoma, sussiste il diritto al risarcimento del danno. Sono numerosi i casi di vittime di colangiocarcinoma amianto che si sono rivolti all’ONA da tutte le regioni d’Italia.

    Questa neoplasia del fegato come dimostrato dal Prof. Brandi è riconducibile all’esposizione ad amianto. Il colangiocarcinoma amianto, colpisce anche coloro che hanno lavorato nella manutenzione degli acquedotti, e anche coloro che hanno consumato il pasto nelle mense e gli stabilimenti in cui si è lavorato e/o utilizzato amianto.

    Per questi motivi, anche l’ingestione di amianto è considerata dannosa per la salute e, comunque, costituisce un eventus damni,  oggetto di tutela risarcitoria da parte dei legali dell’ONA.

    L’Osservatorio Nazionale Amianto, con il suo pool di legali, è in grado di assistere legalmente tutti coloro che ritengono di aver subito dei danni per la presenza di amianto negli acquedotti.

    L’amianto nell’acqua è cancerogeno

    L’amianto ingerito fa male, lo dice un rapporto dello IARC, agenzia di ricerca sul cancro dell’organismo Mondiale della Sanità (OMS).

    Il rapporto recita:
    “Esistono prove sufficienti per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto per l’uomo. Provoca il mesotelioma, il cancro del polmone, della laringe, e dell’ovaio. Inoltre sono state osservate associazioni positive tra l’esposizione a tutte le forme di amianto e cancro della faringe, stomaco, colon-retto Esistono prove sufficienti negli animali per la cancerogenicità di tutte leformediamianto. Tutte le forme di amianto sono cancerogeni per l’uomo (gruppo 1).
    -L’ingestione di amianto è considerata “esposizione primaria” al pari dell’inalazione (capitolo 1.5, pagina 225)
    -mesi.

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