Amianto nell’acqua potabile: i danni alla salute

Amianto acqua potabile Amianto acqua potabile

L’ONA chiede la bonifica delle tubature in amianto

L’amianto provoca fibrosi e cancro. Le fibre di amianto inalate ed ingerite cagionano danno alla salute umana. 

Le fibre  di amianto provocano, prima di tutto, un fenomeno infiammatorio. Successivamente displasico, e avviano la cancerogenesi da amianto.

Amianto-asbesto: big killer

I minerali di serpentino, tra cui il crisotilo, e gli anfiboli (l’actinolite di amianto, n. CAS 77536-66-4; la grunerite di amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5, l’antofillite d’amianto, n. CAS 77536-67-5, la crocidolite, n. CAS 12001-28-4, la tremolite d’amianto, n. CAS 77536-68-6.), causano patologie fibrotiche:

In più, queste fibre, provocano anche il cancro. Infatti, anche le malattie neoplastiche da amianto, sono provocate dall’infiammazione il cui ruolo non può essere ritenuto secondario. Le neoplasie da amianto sono anche quelle del tratto gastro-intestinale, per le quali rileva l’amianto ingerito, in particolare con l’acqua potabile:

L’amianto cancerogeno per lo stomaco e il colon

In ordine ai cancri gastro-intestinali, vi è il fondato sospetto che possano aver origine anche dall’ingestione dell’amianto. Le fibre sono presenti nell’acqua potabile.

Lo IARC conferma: amianto cancerogeno se ingerito

L’ultima monografia IARC, si conferma quanto già sostenuto dall’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA. L’ingestione delle fibre di asbesto è “esposizione primaria” come l’inalazione (capitolo 1.5, pagina 225). Lo confermano le ricerche e i test, tra cui quelli sui topi. Come si evince nel capitolo 3.6, pagina 273, su 75 cavie su cui sono state somministrate le fibre di asbesto, in pochi mesi 18 si sono ammalati di cancro.

La conclusioni della monografia sono inequivocabili: “esistono prove sufficienti per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto per l’uomo. Provoca il mesotelioma, il cancro del polmone, della laringe, e dell’ovaio. Inoltre sono state osservate associazioni positive tra l’esposizione a tutte le forme di amianto e cancro della faringe, stomaco, colon-retto Esistono prove sufficienti negli animali per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto. Tutte le forme di amianto sono cancerogeni per l’uomo”.

Epidemia di malattie asbesto-correlate

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha accertato che fibre di asbesto, fibre amianto o polvere di amianto provocano questi tumori amianto che incidono per

107.000 decessi ogni anno solo per 3 delle malattie asbesto correlate (asbestosi, mesotelioma e tumore al polmone), e solo quelle di origine lavorativa;

125 milioni di lavoratori esposti.

Queste valutazioni dell’OMS sono riduttive, perché tengono conto solo di 3 del più ampio numero di malattie asbesto-correlate e del fatto che ci sono stati che non hanno rilevazioni epidemiologiche, e delle sole malattie professionali, mentre molti sono i casi di malattie per esposizione ambientale ad asbesto.

In più, si dovrebbe tener conto che i malati sono molti di più e le lesioni altamente invalidanti. Per questo, l’amianto deve essere messo al bando, e debbono essere bonificati tutti i siti, come timidamente affermato dall’OMS, che lo ha raccomandato ma non imposto (raccomandazione OMS per eliminazione dell’amianto).

Il commento dell’esperto (Avv. Ezio Bonanni – presidente ONA)

Perché l’amianto è pericoloso anche nell’acqua?

L’amianto è pericoloso anche nell’acqua, perché provoca tutta una serie di malattie, da quelle infiammatorie (placche pleuriche, ispessimenti pleurici, asbestosi) a quelle cancerogene (mesotelioma, tumore dei polmoni, della  laringe, della faringe, delle ovaie, dello stomaco, dell’esofago).

C’è pure la ricerca del Prof. Brandi a Bologna. Questo scienziato è intervenuto in più occasioni nei convegni dell’ONA per segnalare come le fibre di amianto siano cancerogene anche per il fegato. Il gruppo del Prof. Brandi in collaborazione con lo IARC (International Agency for Research on Cancer di Lione), hanno dimostrato che l’amianto è associato in oltre la metà dei casi di colangiocarcinoma intraepatico. Ciò è stato ribadito nel corso della presentazione del primo rapporto mesoteliomi dell’ONA Onlus presso il Senato della Repubblica.

Come già, più volte evidenziato, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato l’amianto tra  i cancerogeni del gruppo 1,  il che equivale a sicura cancerogenicità nei confronti dell’uomo.

In ordine all’inalazione delle fibre di amianto, non vi è stato mai dubbio sul fatto che fossero dannose per la salute umana. I produttori di amianto contestavano la dannosità e la pericolosità delle fibre ingerite con l’acqua potabile.

Infatti, come chiarito dallo IARC, l’amianto provoca effetti cancerogeni sull’apparato digerente.

Fin dagli anni ’70, l’amianto è considerato cancerogeno anche per ingestione. Può essere ingerito perché veicolato nei cibi e nell’acqua potabile. La stessa acqua potabile, se evaporata, può provocare la aerodispersione delle fibre e, quindi, la loro inalazione. Il rischio amianto nell’acqua potabile è legato all’utilizzo di tubi in cemento amianto/eternit.

Infatti le tubature (tubazioni amianto) veicolano l’acqua che può risultare contaminata anche per effetto di micro scosse di terremoto. Ciò si è verificato in Emilia-Romagna già nel 2011, e, ancora, per effetto del terremoto in Abruzzo.

Le fibre di amianto ingerite colpiscono l’apparato gastro-intestinale, perché vengono assorbite dalle pareti, possono giungere al fegato. Avviano l’azione cancerogenica.

Si verifica, per il tratto gastro-intestinale, ovvero per lo stomaco e colon. Le fibre permangono per tutta la vita nell’orgnanismo di chi le ha inalate. La ricerca scientifica ha dimostrato che l’ingestione di fibre di amianto, con l’acqua potabile e con i cibi, provoca l’insorgenza di cancri nell’apparato gastrico.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non ha definito il valore che costituisca un più elevato livello di rischio di presenza di amianto nelle acque potabili.

In Italia, la qualità dell’acqua non si misura sulla base della presenza o meno di fibre di amianto. Questo parametro è contestato dall’ONA.

C’è un limite di soglia per l’amianto nell’acqua?

Le “Linee guida per la qualità dell’acqua potabile” (1994) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità avevano stabilito, inizialmente: “Non esiste dunque alcuna prova seria che l’ingestione di amianto sia pericolosa per la salute, non è stato ritenuto utile, pertanto, stabilire un valore guida fondato su delle considerazioni di natura sanitaria, per la presenza di questa sostanza nell’acqua potabile”.

Successivamente, queste conclusioni sono state superate nella monografia IARC, e, quindi, evidentemente, le tesi dell’OMS debbono essere aggiornate, tenendo conto della sicura cancerogenicità delle fibre di amianto per la salute umana, anche se ingerite.

La direttiva 98/83/CE, non considera l’amianto un parametro da controllare e non ne fissa i limiti.

Questa direttiva è stata recepita in italia con il D.Lgs. 31/2001, che non fa riferimento all’amianto. Solo negli Stati Uniti ci sono delle normazioni specifiche in ordine al rischio amianto nell’acqua potabile. Negli U.S.A., vi è un sostanziale controllo della presenza di amianto nell’acqua potabile. E’ valutato anche il rischio di inalazione per evaporazione.

Per questo è previsto un limite di 7 milioni di fibre/litro (fonte Epa. Environmental Protection Agency).

Il Safe Drinking Water Committee della National Academy of Sciences degli U.S.A., stabilisce che c’è il rischio di tumore per la presenza di amianto nelle acque potabili.

Sempre secondo gli studi condotti dalla National Academy of Sciences degli U.S.A., ogni 100.000 abitanti che hanno ingerito, per oltre 70 anni, acqua contaminata da fibre di amianto, vi è uno che contrae un tumore allo stomaco.

Perché le fibre di amianto contaminano l’acqua? 

I livelli di concentrazione normalmente inferiori ad 1 MFL, si sono verificati casi in cui venivano superati i 1000 MFL, specialmente in caso di terremoto, ovvero di micro scosse, ovvero di micro terremoti.

Infatti, in seguito ad eventi sismici, le tubature in amianto e cemento amianto e anche le strutture stesse degli acquedotti, compreso le vasche di raccolta, si contaminano di materiali di amianto e cemento amianto. Le micro fratture inducono alla dimunzione della capacità aggrappante del cemento e conseguente rilascio di fibre. In  Italia ci sono almeno 125.000 Km di tubature realizzate in amianto. Tubazioni degli acquedotti. Queste condotte con amianto e cemento amianto, sono ancora presenti.

Il tubo, se è integro, non da rilascio di fibre nell’acqua. Molte volte, grazie all’elevato grado alcalino, si crea una superficie di carbonato di calcio all’interno.

Le problematiche sorgono con la fessurazione del tubo, ovvero con la perdita del potere aggrappante del cemento sulle fibre di asbesto. Ciò si verifica quando la composizione chimica dell’acqua è aggressiva, ovvero quando vi è un pessimo stato di conservazione e manutenzione delle strutture e quando vi è il ristagno dell’acqua.

Come posso determinare la presenza di amianto nelle Acque?

Le acque possono essere analizzate con il microscopio elettronico a scansione (SEM) o tramite Microscopia ottica a contrasto di fase (MOCF).

Soccorre quanto stabilito nel Decreto del Ministero della Sanità del 6 settembre 1994, per verificare l’indice e per conteggiare l’entità delle fibre nelle acque.

Eseguito il campionamento con una bottiglia di vetro nuova di 1 litro sterile, si esegue la filtrazione di aliquote di 200 mL di acqua su filtri in policarbonato. In questo modo si quantifica il livello di contaminazione con l’analisi con SEM o MOCF.

In italia ci sono numerosi casi di presenza di amianto nell’acqua potabile. In Emilia-Romagna, piuttosto che in Sicilia. Il livello di contaminazione è dovuto anche all’entità delle scosse, ovvero dei micro terremoti, o anche dei terremoti che si sono verificati nel tempo, come quello dell’Emilia-Romagna.

Ai casi di mortalità per queste tre patologie asbesto correlate debbono essere aggiunti tutti gli altri casi e gli altri decessi:

  • per altre neoplasie asbesto correlate non ancora indicate nella monografia Iarc;
  • i casi di esposizione ambientale;
  • le decine di migliaia di casi di malattie asbesto correlate, tutte invalidanti;
  • i casi di mesotelioma, tumore dei polmoni ed asbestosi, che non sono censiti specialmente in quei paesi che fanno ancora largo uso del minerale, tra i quali gli “stati canaglia” (Cina, Unione Sovietica, India).

Come agire per tutelare la salute

È necessario sostituire tutte le tubature che ancora sono in amianto, oppure in cemento amianto (eternit). In questo modo si evita anche la dispersione dell’acqua, che è un bene prezioso. Infatti, le tubature degli acquedotti italiani sono vetuste ed in pessimo stato di conservazione. Le tubazioni italiane in tutte le regioni, provocano dispersione di molta acqua potabile. Non meno del 50% dell’acqua potabile si disperde per via delle fessurazioni degli acquedotti. Con il cambiamento climatico e il surriscaldamento, l’acqua diventa un bene sempre più prezioso.

L’acqua, infatti, è la fonte della vita. E’ necessaria anche per i micro-organismi, per tutti gli esseri viventi. La flora, la fauna, la vita del pianeta dipende dall’acqua. L’essere umano si alimenta con l’acqua, il corpo umano è composto dal 70% di acqua.

Un problema che si acuisce in Regioni come Umbria, Toscana, Abruzzo, Calabria e chiaramente Sicilia, tutte ritenute zona altamente sismiche.

Bonifica delle tubazioni: i risultati dell’ONA

Con riferimento all’impegno dell’ONA, c’è da osservare che gli acquedotti in amianto a Soliera, come a Carpi e nel resto dell’Emilia-Romagna, sono stati, in buona parte, bonificati. La rimozione amianto acquedotti in Emilia-Romagna, se pur tardiva, ha permesso di porre in sicurezza le popolazioni per il futuro.

Rischio amianto per i dipendenti delle aziende di distribuzione dell’acqua

L’ONA ha ricevuto diverse segnalazioni di casi di mesotelioma ed altre malattie asbesto-correlate tra i dipendenti di aziende pubbliche e con partecipazione pubblica, che hanno distribuito l’acqua potabile.

Come confermato anche nel VI Rapporto ReNaM, ci sono stati  n. 276 casi di mesotelioma fino al 2015. Questi lavoratori sono esposti ad amianto nelle attività di manutenzione delle condotte d’acqua. Come si evince a pag. 204 del citato VI Rapporto Mesoteliomi, vi fu abnorme utilizzo di amianto nelle aziende di erogazione di acqua pubblica, in tutta Italia. Questi lavoratori sono stati, quindi, esposti amianto. L’ONA tutela anche i lavoratori del settore. L’amianto, infatti, provoca danni alla salute, molte volte sono coinvolti anche i famigliari dei lavoratori. L’Avv. Ezio Bonanni ha dimostrato che i lavoratori del settore hanno diritto, prima di tutto, alla sorveglianza sanitaria, e ai c.d. benefici amianto, delle maggiorazioni contributive con il coefficiente 1,5.

I benefici contributivi permettono il prepensionamento per un periodo pari al 50% di quello di esposizione, e per coloro che sono già in pensione, di poter adeguare la prestazione pensionistica. Le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni sono confermate dal contenuto del VI Rapporto mesoteliomi:

Cemento-amianto è stato utilizzato per la costruzione di condotte a pressione per l’adduzione di acqua potabile di vari diametri. È stato utilizzato amianto intorno al 20% in peso sul cemento di cui 1/3 crisotilo a fibra corta1/3 crisotilo a fibra lunga ed 1/3 della varietà crocidolite. Anche alcune condotte per il gas di città sono state realizzate con lo stesso impasto di cemento-amianto. Alcune condotte di metallo per gas sono state rivestite di corda in amianto, solitamente crisotilo, e successivamente incatramate per proteggerle dall’ossidazione. Durante gli interventi di manutenzione e riparazione dei tubi della rete di distribuzione del gas (che non poteva essere sospesa) venivano utilizzati manufatti in amianto (feltri, cartoni) e protezioni personali contro le fiamme che potevano svilupparsi dalle saldature del metallo, per piccole fuoriuscite di gas. L’utilizzo di condotte in cemento-amianto per il trasporto dell’acqua potabile è ancora in essere in gran parte del territorio nazionale. Le aziende per la distribuzione dell’acqua di città hanno interrotto la posa delle condotte in cemento-amianto che avevano in magazzino soltanto nel 2004. È verosimile che l’impiego di guarnizioni e baderne sia stato interrotto dalla L. 257/1992“.

Rendita INAIL e risarcimento danni lavoratori acquedotti in amianto

Coloro che hanno svolto attività lavorativa nella realizzazione e nella manutenzione degli acquedotti, in molte occasioni, presentano malattie asbesto-correlate.

Questi lavoratori amianto acquedotti hanno diritto alla tutela legale, al fine di ottenere le prestazioni INAIL riconoscimento malattia professionale e rendita INAIL e l’integrale risarcimento danni amianto acquedotti, è sufficiente rivolgersi allo sportello amianto ONA Onlus.

Nel frattempo, l’associazione prosegue anche nell’azione di tutela legale preventiva e risarcitoria in tutto il territorio nazionale. Per approfondimenti sull’azione di tutela svolta dall’ONA, anche con bonifica degli acquedotti, consulta l’articolo: tutela legale lavoratori vittime amianto aziende distribuzione acqua pubblica

Tutela legale vittime amianto acqua potabile

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni hanno, più volte, richiamato l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla problematica amianto negli acquedotti.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha chiesto la bonifica degli acquedotti, ed ha celebrato convegni per sensibilizzare l’opinione pubblica. Come quello che si è celebrato a Soliera (MO) il 10.02.2018, dal titolo “Rischio amianto anche nell’acqua potabile.

In caso di tumore del colon, dello stomaco, o anche il colangiocarcinoma, sussiste il diritto al risarcimento del danno. Sono numerosi i casi di vittime di colangiocarcinoma amianto che si sono rivolti all’ONA da tutte le regioni d’Italia. Questa neoplasia del fegato come dimostrato dal Prof. Brandi è riconducibile all’esposizione ad amianto. In molti casi, il colangiocarcinoma amianto, colpisce anche coloro che hanno lavorato nella manutenzione degli acquedotti, e anche coloro che hanno consumato il pasto nelle mense e gli stabilimenti in cui si è lavorato e/o utilizzato amianto.

Per questi motivi, anche l’ingestione di amianto è considerata dannosa per la salute e, comunque, costituisce un eventus damni,  oggetto di tutela risarcitoria da parte dei legali dell’ONA.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, con il suo pool di legali, è in grado di assistere legalmente tutti coloro che ritengono di aver subito dei danni per la presenza di amianto negli acquedotti.

numero verde ona

assistenza vittime amianto grautita

L’amianto nell’acqua è cancerogeno

L’amianto ingerito fa male, lo dice un rapporto dello IARC, agenzia di ricerca sul cancro dell’organismo Mondiale della Sanità (OMS). Il rapporto recita:
“Esistono prove sufficienti per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto per l’uomo. Provoca il mesotelioma, il cancro del polmone, della laringe, e dell’ovaio. Inoltre sono state osservate associazioni positive tra l’esposizione a tutte le forme di amianto e cancro della faringe, stomaco, colon-retto Esistono prove sufficienti negli animali per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto Tutte le forme di amianto sono cancerogeni per l’uomo (gruppo 1).
-L’ingestione di amianto è considerata “esposizione primaria” al pari dell’inalazione (capitolo 1.5, pagina 225)
-mesi.

RICHIEDI ASSISTENZA GRATUITA