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Novità per i benefici amianto destinati ai Ferrovieri

Ferrovieri dello stato
Ferrovieri dello stato

Novità in materia di benefici amianto per i ferrovieri dello stato

Si è diffusa proprio in questi ultimi giorni una notizia che riguarda i ferrovieri dello stato come classe di lavoratori.

L’ INPS ha infatti stabilito con il messaggio 696 del 15 febbraio 2018, dando attuazione agli emendamenti dell’ultima finanziaria del governo nazionale, che i ferrovieri dello stato potranno fare domanda per richiedere il bonus amianto o prepensionamento amianto entro e non oltre il 2 marzo.

I lavoratori esposti ad amianto del settore produttivo dei rotabili ferroviari (un limitato numero di lavoratori) possono accedere ai benefici amianto purché depositino la domanda entro il 2 marzo 2018.

L’INPS, con messaggio 696 del 15 febbraio 2018, ha dato finalmente attuazione alla normativa specifica nel settore.

Possono accedere a questo beneficio solo coloro che hanno operato nel settore della produzione di materiale rotabile ferroviario per determinate lavorazioni a contatto con amianto. Il governo agevola solo quei lavoratori esposto ad amianto del settore dei rotabili ferroviari, che hanno svolto le loro mansioni senza protezione.

Questi lavoratori hanno diritto ai benefici previdenziali di cui all’art. 13 comma 8 L. 257/92, per il periodo di durata della bonifica dei materiali di amianto e per i 10 anni successivi al termine dei lavori.

L’unica condizione è quella di continuità del rapporto di lavoro in essere al momento delle suddette operazioni di bonifica.

Il beneficio è quello dell’1,25 per i periodi di esposizione. I lavoratori devono allegare la dichiarazione del datore di lavoro che attesti la presenza del lavoratore nel sito produttivo esposto ad amianto e il periodo di effettuazione di detti lavori e le domande saranno accolte nei limiti di spesa.

Un’opportunità riservata a pochi lavoratori

Ha fatto notizia il fatto che questa si tratta di una misura, un’opportunità, che verrà data a pochi lavoratori, al più probabilmente ai soli dipendenti della Breda di Pistoia.

Non si comprende la motivazione che abbia spinto le istituzioni a formulare questo tipo di eccezione,  i lavoratori dovrebbero infatti esser messi tutti sullo stesso piano.

“Chiediamo che queste norme, con il coefficiente 1,5, vengano applicate a tutti i lavoratori italiani esposti ad amianto, ferme restando tutte le altre misure”

dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, schierato come sua norma dalla parte di chi da solo non riesce a combattere la piaga dell’amianto, o semplicemente chi da solo non riesce a gridare a voce alta i propri diritti.

Presentato a Venezia sportello dell’ONA

ONA
ONA

Presentato a Venezia lo “Sportello Amianto on line Veneto” dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Lo sportello agirà in collaborazione con l’assessorato regionale alla Sanità.

“L’unica associazione che si sta battendo nel territorio per la tutela della salute e dei diritti delle vittime – l’assessore Luca Coletto ha avuto parole di apprezzamento per l’ONA -. L’assessorato alla Salute della Regione Veneto avvierà un percorso con l’Osservatorio Nazionale Amianto per tutelare sempre meglio e di più i lavoratori veneti. Bene l’iniziativa dello sportello amianto dell’ONA”.

All’evento è seguita un’assemblea pubblica a Porto Marghera, dove sono intervenuti circa 300 lavoratori in gran parte portuali del capoluogo veneto.

L’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA ha preannunciato una serie di iniziative giudiziarie. Tutti i lavoratori si potranno rivolgere all’associazione ONA e allo sportello Amianto ONA Veneto chiamando il numero verde gratuito 800 034 294.

L’ONA e il suo sportello online per il Veneto

Lo “Sportello Amianto on line Veneto” nasce dalla volontà di far fronte alle numerose richieste di assistenza pervenute da tutto il Veneto. I casi di mesotelioma segnalati sono più di 2mila – secondo l’ONA, invece, negli ultimi venti anni ce ne sono stati più di 5mila -. Per l’Osservatorio la mappatura dell’amianto nella regione è sottostimata: sono solo 365 gli edifici pubblici registrati e su 951 scuole censite, solo in 37 è stata confermata la presenza di amianto pari al 3%. In particolare la situazione è preoccupante per i lavoratori del Porto di Venezia, in particolare. In questi ultimi anni l’incidenza del mesotelioma è di circa 100 casi ogni anno, tenendo presente che tale trend è in aumento rispetto alla media degli 80 casi l’anno registrati dal 1987 al 2005. “Ma il rischio incipiente è dovuto anche all’innalzamento dell’età pensionabile stabilito dalla Legge Fornero”, afferma l’avv. Bonanni.

Infatti, secondo il bollettino informativo del Sistema Epidemiologico Regionale del Veneto n.1 di gennaio 2007, con l’innalzamento dell’età pensionabile i lavoratori veneti esposti ad amianto hanno 12 anni di minore aspettativa di vita, le lavoratrici 17 anni, rispetto al resto della popolazione nazionale.

E quanti sono stati riconosciuti affetti da asbestosi, cancro polmonare e mesotelioma, a prescindere dall’età, (art. 1 comma 250 della L. 232/16) non hanno ancora ricevuto l’accesso al prepensionamento, per i ritardi della circolare dell’INPS.

Bonanni si è, quindi, fatto carico di chiedere alle Amministrazioni competenti “di intervenire in favore dei lavoratori del Porto di Venezia, per il riconoscimento dei benefici amianto fino al 2003, per il prepensionamento e per chi è affetto da patologie asbesto correlate il pensionamento immediato, in base all’articolo 1 comma 250 della Legge 232/16”.

Come contattare lo Sportello Amianto online Veneto

Agli intervenuti è stato spiegato che per ricevere assistenza sulle problematiche amianto e altri cancerogeni, comprese le polveri sottili e altri veleni, possono rivolgersi allo “Sportello Amianto on line Veneto” chiamando il numero verde gratuito 800 034 294, oppure andando alla pagina internet dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Prepensionamento amianto Ferrovie

Officina ferrovie
Officina ferrovie

Prepensionamento amianto Ferrovie. Si tratta del bonus amianto Ferrovie. Con questa maggiorazione contributiva, coloro che hanno lavorato nei rotabili ferroviari, possono andare in pensione (pensione amianto ferrovieri).

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni assistono le vittime amianto in Ferrovie dello Stato e tra coloro che hanno lavorato nei rotabili.

Prepensionamento amianto rotabili ferroviari

L’INPS ha dato atto all’emendamento dell’ultima finanziaria del governo nazionale relativo al prepensionamento dei lavoratori rotabili ferroviari esposti ad amianto.

L’amianto e le sue capacità cancerogene

L’amianto provoca diverse malattie definite asbesto correlate. Alcune infiammatorie, placche ed ispessimenti pleurici ed asbestosi. Poi ci sono quelle neoplastiche, tumori mesoteliomi.

Infatti, l’amianto è cancerogeno, come chiarito dallo IARC nella sua ultima monografia “Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite“.

Pertanto, è necessaria la prevenzione primaria, se non più possibile, almeno quella secondaria e terziaria.

In caso di malattia asbesto correlata, anche all’1%, si ha diritto ai benefici amianto e anche alla pensione amianto.

Questi benefici sono dovuti anche se non c’è una malattia. In modo particolare, per i ferrovieri e lavoratori dei rotabili dove ci sono norme specifiche.

Bonus amianto Ferrovie: i termini e le tutele ONA

Fissata al 2 marzo prossimo la data di scadenza della domanda. Dalla variante per i nuovi benefici amianto, però, sono stati esclusi tutti gli altri lavoratori esposti, in particolare quelli siciliani. Si tratta, infatti, di una misura soltanto formale, circoscritta a pochi lavoratori, con molta probabilità ai soli dipendenti della Breda di Pistoia.

Protesta dellOsservatorio Nazionale Amianto, che proclama prepensionamento per tutti i lavoratori, anche per quelli siciliani.

Nell’emendamento rientrano solo coloro i quali hanno operato nel settore della produzione di materiale rotabile ferroviario per determinate lavorazioni a contatto con le polveri di asbesto. Il governo in questa aggiunta agevola solo quei lavoratori esposti ad amianto che hanno svolto le loro mansioni senza protezione.

I diritti dei lavoratori dei rotabili: prepensionamento

Questi lavoratori hanno diritto al beneficio previdenziale dell’1,25 per i periodi di esposizione, di cui all’art. 13, comma 8 L. 257/92, per il periodo di durata della bonifica dei materiali di amianto e per i dieci anni successivi al termine dei lavori. L’unica condizione è quella di continuità del rapporto di lavoro in essere al momento delle suddette operazioni di bonifica.

Alla domanda va allegata la dichiarazione del datore di lavoro che attesti la presenza del lavoratore nel sito produttivo esposto ad amianto e il periodo di effettuazione di detti lavori. Le domande saranno accolte nei limiti di spesa.

Si alle tutele per il prepensionamento amianto Ferrovie

Abbiamo intervistato l’Avv. Ezio Bonanni, che difende molti di questi lavoratori. Che cos’è la tutela previdenziale dei lavoratori dei rotabili ferroviari?

«Una misura insufficiente quella dell’applicabilità del prepensionamento ai soli lavoratori del comparto ferroviario adibiti alla bonificazione, peraltro in assenza di strumenti di prevenzione – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto -. Si tratta di una misura che penalizza fortemente tutti i ferrovieri, in particolare i macchinisti e i manutentori, anche loro esposti ad amianto e il resto dei lavoratori.

Gli altri bonus prevideziali per i ferrovieri

Non si comprende perché per questo limitato numero di dipendenti ci debba essere tale misura, distinta e diversa da tutti gli altri lavoratori. Chiediamo che queste norme, con il coefficiente 1,5 – sottolinea Bonanni -, siano applicate a tutti i lavoratori italiani esposti ad amianto, ferme restando tutte le altre misure».

Aggiornamento prepensionamento amianto Ferrovie 2020

Successivamente ci sono state ulteriori modifiche della normativa.

L’INPS, tuttavia, è rimasta inadempiente, tant’è vero che per i lavoratori Firema, l’ONA è dovuta intervenire.

È in corso, infatti, una forte mobilitazione per la tutela dei lavoratori esposti ad amianto.

Benefici contributivi amianto: approfondimento

I benefici amianto sono delle maggiorazioni contributive che permettono di maturare anticipatamente il diritto a pensione. La prima norma fu quella dell’art. 13, co. 8, poi più volte modificata.

In fine, anche la normativa dell’art. 1, commi 20, 21 e 22 L. 247/2007, per i siti oggetto di atto di indirizzo ministeriale.

Per questi lavoratori, tra i quali rientrano quelli della Firema, è riconosciuto il diritto fino al 02.10.2003. Nel caso specifico, poi, ci sono stati ulteriori interventi normativi sopra richiamati.

L’INPS ha disatteso questi diritti.

Prepensionamento amianto ferrovie lavoratori malati

Nel caso in cui ci fosse una malattia asbesto correlata, si ha diritto ai benefici amianto con l’art. 13, co. 7, L. 257/1992.

In questo modo, tutti i periodi di esposizione ad amianto sono considerati con il coefficiente 1,5 e, quindi, valgono il 50% in più. Così, i lavoratori che hanno un danno biologico anche all’1%, possono godere del diritto al prepensionamento.

Se necessario, ovvero nel caso in cui, con le maggiorazioni art. 13, co. 7, L. 257/92, non si maturasse il diritto a pensione, si può chiedere la pensione di invalidità. Si tratta della pensione di invalidità amianto, che può essere richiesta sulla base dell’art. 1, co. 250, 250 bis e ter L. 232/2016.

Clicca qui per informarti sul diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto per tutti gli ambiti e settori

Clicca qui per informarti sul diritto alla pensione immediata per i lavoratori esposti ad amianto che si siano ammalati di mesotelioma, asbestosi o cancro polmonare.

Il finanziere Antonio Dal Cin, da martire ad eroe nazionale

Antonio Dal Cin
Antonio Dal Cin

Negli ultimi tempi abbiamo visto al centro di un ciclone mediatico la figura di Antonio Dal Cin, finanziere condannato a morte dallo Stato, che ha servito questo Paese pur avendo la consapevolezza di lavorare a contatto con l’amianto. Uno degli elementi maggiormente cancerogeni e dannosi per il nostro organismo.

Antonio ha con coraggio accettato il suo destino, un destino segnato da una delle patologie asbesto correlate più maligne, che si insidia nel proprio apparato respiratorio compromettendone le funzioni.

Antonio Dal Cin

Antonio Dal Cin agli occhi dell’Italia non è solo un valoroso finanziere che per una malaugurata sorte ha contratto l’asbestosi, dopo un’ardua battaglia legale, guidata dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto durata 70 lunghissimi mesi Antonio è riuscito ad ottenere il riconoscimento di “Vittima del Dovere”.

Abbiamo deciso infatti in seguito a questa importantissima notizia di incontrare Antonio e parlare proprio della sua esperienza e del riconoscimento tanto atteso.

  1. Quella del parere del Comitato di verifica delle cause di servizio sul riconoscimento dello status di vittima del dovere è una vittoria personale, morale oltre che giudiziaria. Aveva perso le speranze?

Antonio Dal Cin: E’ una vittoria per tutti i martiri dell’amianto (vittime di asbestosi, mesoteliomi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici contro i quali combatte l’ONA), per i loro figli, per le famiglie, per le persone che soffrono, per chi non si arrende, per chi crede nella speranza, per chi invoca verità e giustizia, per chi è al servizio del prossimo, per chi lotta in difesa della vita, per chi spera in un mondo migliore, per chi fa il proprio dovere fino in fondo, per chi sa ascoltare la propria coscienza.

Per fortuna ho trovato sulla mia strada l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni e centinaia di altri aderenti a questa organizzazione che mi hanno dato la forza di continuare a sperare nella vittoria finale contro l’amianto, che è quella della bonifica perché se si bonifica non ci sono più le fibre killer e quindi non ci saranno più le malattie da amianto, in modo particolare il terribile mesotelioma e l’altrettanto terribile asbestosi, quest’ultima mortale.

Importante trovare medici buoni e capaci, come è accaduto a me che, attraverso il dipartimento di cura del mesotelioma di ONA Onlus ho potuto prendere contatti con il Prof. Luciano Mutti.

Tutti possono accedere ai servizi gratuiti di assistenza ONA

Tutti possono beneficiare dell’attività volontaria dei medici dell’ona attraverso il numero verde (800 034 294): è sufficiente contattare l’associazione per avere subito la disponibilità dei medici volontari.

Si può scrivere anche attraverso l’apposita sezione del sito ONA.

Per coloro che hanno l’asbestosi e altre patologie importante non disperare, avere sempre fiducia nell’Osservatorio Nazionale Amianto e nell’aiuto di Dio.

Nel mio caso ci sono state strane dimenticanze ed errori incomprensibili, direi inaccettabili, ed un tempo estremamente improponibile per chi come me non ha tempo, ho temuto che il procedimento amministrativo potesse concludersi innanzi ad un giudice e ciò avrebbe ulteriormente allungato i tempi. Non dimentichiamo che la domanda di riconoscimento di Vittima del Dovere è stata presentata a luglio del 2013 ed il decreto presumibilmente verrà emesso ad agosto 2018, dopo ben 70 mesi di attesa. E’ un tempo intollerabile per chi è affetto da patologie che sono quasi sempre ad esito infausto, e questo impone una profonda riflessione da parte delle Istituzioni, affinchè questi riconoscimenti siano concessi in vita. Questa è una battaglia comune che quotidianamente vede in trincea i malati, le famiglie delle vittime e le associazioni, come l’ONA Onlus che da anni combatte in prima linea per rivendicare diritti sacrosanti e legittimi, fornendo assistenza sanitaria, medico legale, psicologica, e non in ultimo legale.

2. Anche se però il riconoscimento del 5% di invalidità sembra quasi ridicolo…

Antonio Dal Cin: Certamente. Ma il “Comitato di Verifica per le Cause di Servizio” riunitosi in adunanza, ha dovuto tener conto del Verbale mod. BL/G N. TS1415892 datato 27/04/2015, pronunciato dal Ministero della Difesa, Dipartimento di Medicina Legale di Roma, Commissione Medica Ospedaliera Speciale Vittime del Terrorismo e della Criminalità Organizzata di Roma, da me già impugnato e contestato in data 27.07.2015 per il tramite di una missiva, peraltro inoltrata per conoscenza al Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Direzione Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato Servizio Assistenza ed Attività Sociali Divisione I
Assistenza Vittime del Dovere. Nel predetto verbale non viene fatta menzione della patologia “asbestosi pleurica”, nonostante sia stata prima diagnosticata e poi riconosciuta “Sì dipendente da Causa di Servizio” dallo Stesso Ente della Sanità militare, che documenta in modo chiaro, inequivocabile ed incontrovertibile che le patologie di cui al Punto 10 del Verbale della C. M. O. mod. BL/B – N. A21403666 del 03.06.2014, hanno invece determinato il riconoscimento della patologia “asbestosi pleurica”, tabellata INAIL, come patologia asbesto correlata contratta in servizio e per causa di esso. Ciò ha reso possibile l’errore, ovvero, quell’inaccetabile pregiudizio che ha determinato una invalidità totale pari al 5% . Sono fermamente convinto che ancora una volta l’avv. Ezio Bonanni, patrocinante in Cassazione e presso le Magistrature Superiori, saprà fare piena chiarezza nelle sedi di giustizia.

In ogni caso l’associazione assiste tutte quante le vittime attraverso il dipartimento assistenza vittime del dovere.

  1. Una rapporto – con annessa bonifica – sulle condizioni insalubri della caserma dove ha lavorato per anni arrivato solo nel 2010, un primo diniego dal comitato arrivato nel 2016…Si è sentito abbandonato dallo Stato? Si sente un condannato a morte dallo Stato?

Antonio Dal Cin: Effettivamente, con i lavori di ristrutturazione della Caserma della Guardia di Finanza di Prosecco (TS), l’amministrazione ha dovuto provvedere alle bonifiche dell’amianto presente su alcuni beni di sua proprietà. Ma non dimentichiamo che nel 2008 la stessa Guardia di Finanza dichiarava in atti che nella caserma non c’era amianto, mentre nel 2010 confermava ne confermava la presenza richiedendo urgenti bonifiche.

Riguardo all’asbestosi di cui risulto affetto, debbo dire che c’è un errore macroscopico, direi lampante all’occhio del semplice uomo comune, perchè non è possibile che nel verbale di riconoscimento di dipendenza da “Causa di Servizio”, redatto dalla 2^ Commissione Esercito Italiano sia pronunciato un parere con giudizio medico legale espresso all’unanimità, la cui diagnosi è di “asbestosi pleurica”, poi però disatteso da altra Commissione dello stesso Ente dello Stato che non può  e non deve assolutamente ignorarne l’esistenza, o minimizzarne la gravità. Parliamo di una patologia che è quasi sempre mortale. Tengo anche a precisare che il primo parere negativo pronunciato dal “Comitato di Verifica per le Cause di Servizio” non ha tenuto conto della sussistenza della “Causa di Servizio” per “asbestosi pleurica”, ed è solo grazie alla caparbietà dell’avv. Ezio Bonanni se è stata fatta piena chiarezza, affinchè fossi riconosciuto “Vittima del Dovere”,  viste le osservazioni e produzioni documentali che il legale ha formulato ai sensi dell’art. 10-bis della Legge 241/90, in risposta alla ministeriale prot. n. 559/C/3/E/8/GdiF/392 del 11.11.2016, in merito a quanto notificatogli il 5 dicembre 2016 dalla Prefettura di Latina, Ufficio Territoriale del Governo – Area 1 Ordine e Sicurezza Pubblica.

Poi l’amianto corre sui binari di FF.SS. e fuor di metafora mi riferisco alle carrozze ferroviarie, con il loro carico di morte: ricordo che su ogni carrozza c’era quasi una tonnellata di amianto, tant’è vero che tra i dipendenti FF.SS. c’è un altissimo numero di casi di mesotelioma e asbestosi.

  1. Difficile mettersi nei suoi panni e comprendere come si possa affrontare una malattia del genere e convivere per anni con un senso di frustrazione per la mancata giustizia.

Antonio Dal Cin: Dobbiamo partire dal presupposto che non si può chiedere tempo a chi non ha tempo, come non si può aggiungere soffferenza alla sofferenza. Mi sono sentito ostaggio della burocrazia, che non si dimostra in linea con quanto previsto dalla Costituzione ed è per questo motivo che mi sono sentito in dovere di rivolgermi al Capo dello Stato, Comandante Supremo delle Forze Armate e garante della nostra Costituzione.

Importante mettersi subito in contatto con il dipartimetno di assistenza e cura dell’asbestosi dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che annovera importanti scienziati oltre alla collaborazione del Prof. Mutti. Ricordo che il protocollo Mutti nel mio caso ha permesso di ottenere eccellenti risultati e se sono ancora in vita lo debbo al buon Dio (sono ormai molti anni che ho ricevuto la diagnosi di patologia asbesto correlata e non sono ancora deceduto, un vero e proprio record dei record che spero di poter alimentare, sempre con l’aiuto di Dio).

  1. Da anni, con l’ONA, si prodiga in cause di risarcimento per le vittime dell’amianto? Com’è il quadro complessivo? Sono più i dinieghi o i riconoscimenti?

Antonio Dal Cin: Purtroppo la battaglia è dura. Come risulta pure dalla relazione finale della Commissione di Inchiesta Parlamentare sull’uranio impoverito, il cui contenuto è stato diffuso dall’ONA, per coloro che hanno operato in missioni e in stato di servizio nel comparto sicurezza vi è un’alta incidenza di patologie asbesto correlate, ma anche un silenzio assordante, tanto che gli atti sono stati rimessi alla procura di Roma e l’ONA si costituirà parte civile.

i dati sono agghiaccianti e per la prima volta sono certificati da una commissione di inchiesta ai cui lavori ha contribuito anche l’Avv. Ezio Bonanni, che è stato audito lo scorso 6 dicembre 2017 e ha potuto depositare atti e documenti a sostegno dell’inchiesta della commissione.

Più di 2.000 morti nel solo comparto militare, circa 1.000 nella sola Marina Militare, queste cifre sono state confermate quindi c’è una condizione di rischio e ci sono ritardi e alcune volte colpevoli rigetto.

Al momento le pratiche accolte sono quelle pubblicate dall’ONA nel dipartimento vittima del dovere, che riporta anche la graduatoria nazionale.

E’ evidente che i riconoscimenti sono una minima parte rispetto ai danneggiati ecco perché stiamo pensando a una protesta pacifica attraverso lo sciopero della fame oltre alle azioni giudiziarie.

Ma perché una vittima deve fare anche una causa per avere i suoi diritti al risarcimento?

  1. Il suo caso può aprire la strada a nuovi procedimenti per chi come lei ha avviato un percorso di richiesta di risarcimento come vittima del dovere?

Antonio Dal Cin: Certamente, perché è la prova provata che il rischio amianto c’è anche per i finanzieri.

Il riconoscimento nei miei confronti è un ammissione del rischio e quindi delle responsabilità. Spero che questa strage sia fermata al più presto con la bonifica.

  1. La relazione dell’ex pm della procura di Torino nonché consulente della commissione Uranio, Guariniello, parla di 946 morti o malati per asbestosi in Marina, su cu c’è stato il silenzio delle alte cariche. Le fa rabbia tutto questo?

Antonio Dal Cin: No non mi fa rabbia perché sono un uomo timorato di Dio e quindi non voglio fare peccato.

Occorre canalizzare la rabbia in forza, lottare per la vita e per la dignità della persona umana contro ogni forma di imbarbarimento in seguito al quale l’essere umano è trasformato in cavia oppure in un anello della catena di montaggio, come nell’eternit o in altre realtà.

Occorre più trasparenza anche da parte delle forze politiche, ricordo qualche anno quando il proprietario dell’ILVA aveva finanziato tutti i partiti. Si badi bene, tutti i finanziamenti erano a norma di legge perché i finanziamenti erano iscritti nei bilanci dei partiti, però così le cose non vanno bene perché quel signore, che da una parte finanziata i partiti, dall’altra padroneggiava la città di Taranto, che era quindi saccheggiata nel bene più prezioso, che è l’ambiente e la salute.

Mi risulta strano che il Capo dello Stato, come comandante supremo delle Forze Armate, non intervenga per imporre la bonifica e quindi la rimozione dell’amianto ancora presente per evitare che questa strage continui, anzi, utilizzo questa intervista per rivolgere un accorato appello affinché si dia corso alle bonifiche.

Si conclude così la vicenda di Antonio Dal Cin, un uomo semplice che ha dimostrato lealtà e pazienza nei confronti del paese che servito e che inaspettatamente sta dipingendo lo stesso Dal Cin come una sorta di eroe nazionale.

Per chi volesse sapere di più sul Sig. Antonio Dal Cin e la sua storia, è invitato a leggere anche un altro dei nostri interessantissimi articoli dedicato proprio all’appello che Antonio Dal Cin ha fatto al Presidente della Repubblica.

Eternit bis: giustizia per Testore

Eternit Bis

Eternit bis, accolte le richieste delle famiglie delle vittime

Si è tenuta questa mattina al tribunale penale di Torino l’udienza che vede alla sbarra unico imputato Stephan Schmidheiny, l’imprenditore svizzero, condannato a 18 anni di carcere dalla Corte d’Appello di Torino – poi prosciolto in via definitiva per intervenuta prescrizione del reato – per il disastro ambientale provocato dall’amianto lavorato negli stabilimenti Eternit in Italia, di cui era proprietario e amministratore.

Schmidheiny, sottoposto a procedimento penale per il reato di omicidio colposo, con colpa cosciente, è imputato nel processo Eternit Bis per la morte per mesotelioma di due persone, causata dalle fibre di amianto respirate in fabbrica.

Il Tribunale, cui è rimasto uno dei tronconi del processo Eternit Bis dopo lo spacchettamento deciso dal GUP di Torino, ha rigettato le richieste dell’imputato e, invece, ha accolto le richieste dell’avvocato Ezio Bonanni – presidente dell’Osservatorio nazionale Amianto – che assiste e difende la famiglia di Giulio Testore. La Corte ha formalizzato la costituzione di parte civile dei famigliari del defunto e ha rigettato le richieste di Schmidheiny.

La storia di Giulio Testore

Giulio Testore, dipendente dello stabilimento di Cavagnolo, reparto mescole, è deceduto nel dicembre 2008 all’età di 82 anni per mesotelioma pleurico. Vi lavorò per ventisette anni, fino al 1982, quando la fabbrica chiuse senza preavviso.

La difesa dell’imprenditore elvetico aveva chiesto in aula di rigettare la domanda di costituzione di parte civile della famiglia testore e di respingere la precedente richiesta di costituzione di parte civile dell’ONA.

La famiglia Testore aveva beneficiato di un risarcimento dopo aver sottoscritto un documento nel quale dichiarava di rinunciare a qualsiasi successiva azione legale nei confronti di Eternit. L’avv. Bonanni ha sostenuto, invece, “il principio dell’inapplicabilità di quella rinuncia nei confronti dell’attuale imputato, il quale non era parte di quell’accordo”.

“È una decisione molto importante, quella di oggi, assunta dal Tribunale di Torino – sottolinea Bonanni -. Astutamente Stephan Schmidheiny ha fatto indennizzare con pochi spiccioli centinaia di vittime a Torino, come a Siracusa e anche a Napoli. Con tali accordi Schmidheiny pensava di aver chiuso il conto. Non è così. Gli atti di transazione fatti sottoscrivere con il versamento di un’esigua somma non possono valere nel processo penale – spiega l’avvocato – e, comunque, non possono fare venire meno il diritto all’integrale risarcimento dei danni”.

Prossima udienza il 26 aprile venturo