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Uranio Impoverito: Gen. Fernando Termentini

Uranio Impoverito - Fernando Termentini
Uranio Impoverito

Brig. Fernando Termentini, esponente per l’Uranio Impoverito

Abbiamo interpellato il Brig. Gen. Dott. Fernando Termentini, della riserva dell’Arma del Genio dell’Esercito Italiano, riguardo la problematica dell’uranio impoverito

È uno dei massimi esperti a livello mondiale nel settore della bonifica degli Ordigni Esplosivi (UXOs) e delle mine in varie aree del mondo, tra cui Afghanistan, Kuwait, Somalia, Mozambico e Bosnia. 

Nel 1998 il governo britannico ha ratificato il protocollo aggiuntivo 1 delle convenzioni di Ginevra. L’articolo 36 prevede che tutte le armi siano soggette a una revisione legale per valutare se siano “in grado di essere utilizzate discriminatamente” o causare “danni diffusi e gravi all’ambiente naturale“.

Intervista a Fernando Termentini sull’uranio impoverito

Cosa sapevate circa i pericoli a breve e lungo termine del DU? Quali sono gli effetti per le truppe che lo usavano? Quali sono invece per le popolazioni civili che ne sono state sottoposte?

«Assolutamente nulla».

Eravate a conoscenza che le armi lo contenevano?

«Assolutamente no».

Ora cosa può dirci in termini di utilizzo nelle recenti guerre, nella prima guerra del Golfo, nell’ex Jugoslavia? Come possiamo determinare quale impatto ha avuto e come ha fatto o non ha fatto ammalare la gente nella regione o chi la sta usando?

«Il DU si utilizzò durante la Prima Guerra del Golfo. Noi ci siamo trovati a contatto durante le operazioni di bonifica senza conoscere il pericolo. La stessa cosa successivamente in Somalia ed in Bosnia e solo a novembre del 1999 lo SMD ha emanato un warning  specifico durante le operazioni in Kosovo».

Perché veniva utilizzato? Viene ancora usato?

«Per l’elevato potere perforante del DU a parità di peso con altro metallo . Con ogni probabilità é ancora usato e comunque fa parte degli arsenali USA ed Israeliani».

Danni alla salute e prevenzione: parla Fernando Termentini

Quando si è accorto di essersi ammalato?

«Nel 2003».

Cosa ha provato per i suoi uomini?

«Immensa pena».

Qualcuno si è scusato per tutto ciò? 

«NO».

È stato un errore in buona fede? 

«Sicuramente per ignoranza di chi doveva affrontare il problema».

Parliamo un po’ di più del lato della protezione. Assumiamo dai rapporti degli Stati Uniti. La ragione per cui i soldati indossano maschere antigas è quella di difendersi da un attacco con armi chimiche o biologiche. Possiamo supporre in parte che siano adatti a proteggersi dall’uso dell’uranio impoverito? 

«Non nello specifico».

Attualmente, cosa sappiamo nello specifico? Pare che non ci siano stati molti test. Il Pentagono non è stato veloce nel rispondere alle domande dei veterani in termini di tossicità. Cosa potremmo dire sull’impatto sulla regione, su ciò che sta accadendo alle persone in Kuwait, in Iraq, in Arabia Saudita? 

«Solo una notazione. Se il DU non è pericoloso come dicono alcuni organi istituzionali italiani, come mai gli stessi dicono che eravamo stati avvertiti e forniti di materiale protettivo!»

La reazione alle accuse di Fernando Termentini

Cosa ha fatto o non ha fatto la stampa a livello di informazione?

«Quasi nulla a parte qualche rara eccezione».

Se ci sono stati dei silenzi a chi possiamo dare la colpa, all’esercito o alla stampa? 

«Sicuramente alle Istituzioni ed a quella parte di stampa che non ha informato».

Si può rinunciare a tale materiale e se si, con quale altro si può sostituire?

«Si, utilizzando il tungsteno ad esempio si otterrebbero risultati simili anche se con costi elevatissimi».

Cosa le è successo quando si è messo contro i vertici militari? È mai stato personalmente minacciato, intimidito?

«Sono stato ignorato !»

Un’ultima domanda, si considera un patriota, lavora ancora nell’esercito. Quale sarebbe il suo consiglio per i giovani uomini, le giovani donne arruolate ora? Cosa direbbe a suo figlio se le dicesse che vorrebbe fare partire per una missione USA, direbbe che è meglio non andare per evitare di esporsi?

«Raccomanderei di prendere particolari accorgimenti».

Assistenza vittime dell’uranio impoverito

L’Uranio Impoverito sembra esser uno degli argomenti più discussi, soprattutto negli ultimi anni. Abbiamo infatti avuto modo in passato di affrontare l’argomento con un altro grande esponente del settore, l’On.Le Ivan Catalano.

L’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza e tutela legale anche alle vittime dell’Uranio Impoverito. Essi possono richiedere il riconoscimento della causa di servizio e dello status di vittima del dovere. Questo permette di accedere a prestazioni aggiuntive, come l’equo indennizzo e la pensione privilegiata. Inoltre si può richiedere il risarcimento dei danni.

Secondo la Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati in materia di uranio impoverito sono circa 8.000 le vittime tra coloro che hanno compiuto missioni all’estero. La relazione finale ha ribadito, infatti, che l’uranio impoverito è una delle condizioni di rischio per i militari. Anche l’Avv. Ezio Bonanni è intervenuto alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta il 06.12.2017 e ha evidenziato, in particolare, gli effetti negativi della correlazione tra uranio impoverito e vaccini contaminati.

Screening gratuito a Taranto per i militari

L’Avvocato Bonanni ha recentemente sostenuto l’iniziativa del commissario dell’Osservatorio vittime del dovere di Taranto, Paola Santospirito, e del dottor Pierpaolo Capece di uno screening gratuito a Taranto riservato ai militari delle Forze armate, gli ex militari e ai loro familiari. Attraverso l’esame è possibile rilevare contaminanti e metalli pesanti all’interno dell’organismo, compreso l’uranio 238.

Eco X: attesa nuova udienza

Eco x
Eco x

Eco X: a distanza di un anno ritorna l’incubo

News da Eco X: formalizzata la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica di Velletri. L’ONA tra le parti offese. Il GUP fissa l’udienza per il 04.12.2018

I fatti

Lo scorso 05/05/2017 un incendio di grosse proporzioni distruggeva lo stabilimento Ecox, sulla via Pontina, a Pomezia, nel corso del quale si sprigionava una minacciosa nuvola tossica.

L’intervento dei vigili del fuoco fu provvidenziale nel lavoro di smassamento e raffreddamento dei materiali all’interno dello stabilimento di smaltimento di materiali in plastica e carta, ma a destare sospetto furono fin da subito le nefaste conseguenze sulla salute, considerato che nelle coperture delle tetto di Eco X era presente amianto incapsulato.

ONA in prima linea

Tra i primi a lanciare l’allarme fu l’ONA, che da anni si occupa della questione amianto in Italia.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso l’Avv. Ezio Bonanni, faceva da subito presente la condizione di rischio, chiedendo che fossero assunte misure idonee a tutela della salute pubblica, che vennero puntualmente adottate dagli organismi preposti.

I dati Arpa

Dai primi dati dell’Arpa, i valori di Pm10 nell’aria intorno all’azienda erano pari “a 130 nanogrammi per metro cubo”, contro il limite di legge che è di 50.

Il giorno seguente tuttavia la situazione cominciò a normalizzarsi.

La minimizzazione 

La sindaca Raggi, nel corso di un tavolo istituzionale a Pomezia, visionati i dati di diossina e amianto, sosteneva “La situazione nel Comune di Roma non è stata ancora rilevata. Abbiamo chiesto un approfondimento sulla diossina e sull’amianto mentre per il giorno dell’incendio i valori delle polveri erano di assoluta normalità. Abbiamo chiesto i dati per capire esattamente cosa c’era in quell’impianto. Tutta la zona è ricca di colture e pascoli e vogliamo capire con precisione cosa si è depositato a terra”.

La Regione Lazio, dopo l’incontro con Asl, Assessori all’Ambiente e all’Agricoltura scriveva “Nello specifico, rappresentanti dell’Arpa Lazio hanno riferito che sono in atto, sin dal momento dell’evento, i monitoraggi inerenti la parte ambientale. Le prime analisi sui campioni prelevati, in prossimità dell’incendio, evidenziano valori di Pm10 superiori ai limiti ma con una rapida tendenza alla diminuzione. Le ulteriori determinazioni relative a IPA, diossine e amianto sono in corso e saranno rese disponibili appena completate le fasi analitiche. L’Agenzia ha provveduto inoltre ad elaborare un ‘modello di ricaduta’ degli inquinamenti per individuare le aree più critiche su cui concentrare le ulteriori azioni di monitoraggio che saranno messe in atto sia sulle matrici ambientali che sulle matrici alimentari. Come misura precauzionale la Asl Roma 6, ha inviato nella giornata di sabato, ai Sindaci di Ardea e Pomezia, una nota come misura precauzionale per ridurre la diffusione di prodotti alimentari e agricoli provenienti dall’area interessata”.

Insomma tutto sembrava sotto controllo ma….

Fabio Fucci, sindaco di Pomezia, non convinto delle rassicurazioni ed incline a ritenere alla natura dolosa dell’incendio, spiegava che nel caso in cui si fosse aperto un processo la città si sarebbe costituita parte civile. 

“Ora la magistratura faccia luce su questo episodio”- dichiarava a danno avvenuto.

Allarmismo e caos

Intanto a Pomezia avveniva la corsa alle farmacie per acquistare mascherine protettive, agli Ospedali per eseguire accertamenti, mentre una parte di popolazione accusava fastidi di varia natura, dai bruciori agli occhi, alla gola ecc, riconducibili alla dispersione aerea di: diossina, polveri sottili, benzene, policiclici aromatici e probabilmente amianto più sostanze cancerogene, in ogni caso con grave rischio per la pubblica incolumità.

Le inchieste della Procura

La Procura di Velletri otteneva intanto tutta la documentazione (bolle di accompagnamento, fogli di scarico, ecc.) relativa alla merce trattata presso lo stabilimento Eco X, per acclarare l’eventuale presenza di materiale pericoloso per la saluterà  umana”.

Molti cittadini, assistiti dall’Osservatorio Nazionale Amianto,  avevano di fatti allertato la Procura della Repubblica di Velletri, e in particolare il Pubblico Ministero, Dott. Luigi Paoletti, incaricato delle indagini, con il quale aveva interloquito il legale nominato dall’associazione, Avv. Riccardo Brigazzi, del Foro di Roma, il quale, come legale ONA, ha condotto a termine brillanti indagini difensive che hanno permesso di acquisire quegli elementi tali da contribuire alla ritenuta sostenibilità da parte del PM incaricato, Dott. Paoletti.

In data 04.09.2018, il Dott. Luigi Paoletti ha notificato la richiesta di rinvio a giudizio a carico del Sig. B. A. per l’ipotesi di reato di cui agli artt. 110, 113, 423, 437 II° comma, 449 e 452 bis c.p., art. 256 I, II, III e IV comma, Dlgs 152/2006 e art. 17, comma 1° lett. D); 18, comma 1° lett. A, 29 comma 1°, 37, comma 1°, 43, comma 1° lett. b), 55, comma 1° e 5° del Dlgs 81/2008, nonché a titolo di responsabilità amministrativa nei confronti di EcoX S.r.l. e Eco Servizi per l’Ambiente S.r.l., e ha identificato tra le persone offese anche l’Osservatorio Nazionale Amianto, assistito e difeso dall’Avv. Riccardo Brigazzi.

Fissata l’udienza preliminare per il 4 dicembre 2018.

Le ultimissime notizie

L’avvocato Ezio Bonanni, Presidente Ona ha tuonato ““L’ONA si costituirà parte civile nel procedimento penale promosso dalla Procura della Repubblica di Velletri a carico della persona e delle società che ha identificato e chiederà il risarcimento dei danni anche in relazione al pregiudizio concretamente sofferto anche dai cittadini, fermo restando che sarà il GUP a dover decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio e ferma in ogni caso la presunzione di innocenza quale pietra miliare dello stato di diritto”.

Il grido di battaglia di Calogero Vicario, coordinatore ONA

Incontro Priolo Gargallo
Incontro Priolo Gargallo

Per far fronte all’emergenza amianto presente in Sicilia, in particolare nel cosiddetto triangolo della morte composto da: Melilli, Augusta e Priolo. L’Osservatorio Nazionale Amianto è continuamente impegnato in interessanti iniziative. Mirate alla sensibilizzazione della popolazione locale all’argomento e alla diffusione della giusta informazione per combattere il problema.

Una di queste importanti iniziative organizzata e fortemente voluta dal Sindaco di Priolo Gargallo, l’On.le Pippo Gianni, infatti oggi ci sarà una riunione straordinaria del Consiglio Comunale presso l’aula Consiliare.

L’incontro è intitolato “Ambiente, inquinamento e rischi per la salute”, ed è stato organizzato per lanciare un vero e proprio grido di battaglia su tre tematiche molto delicate che vanno ad intersecarsi tra loro in quel territorio così difficile in cui a morire sono ancora in moltissimi. 

La Corte di Appello di Roma aveva già in passato sentenziato che le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni, circa un’alta incidenza di casi di cancro e di altre patologie asbesto correlate ne territorio di Priolo Gargallo e degli altri Comuni del famigerato triangolo della morte: “dalla documentazione prodotta (indagine epidemiologica del 1997 a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Registro Tumori della Provincia di Siracusa) emerge come l’esposizione ad amianto riguardasse tutti i lavoratori del Polo Petrolchimico di Priolo e, addirittura, gli abitanti della zona”.

INAIL nega la rendita per malattia professionale

L’INAIL a suo tempo aveva negato ad un operaio di Priolo Gargallo,  il riconoscimento della rendita per malattia professionale e difeso dall’Avv. Ezio Bonanni, aveva fatto causa all’INAIL. Lottando come un leone fino al giorno 15.07.2015, momento in cui è deceduto. Il Tribunale aveva accolto le tesi dell’INAIL e rigettato anche la domanda giudiziale.

«La Corte di Appello di Roma ribalta l’esito del giudizio di primo grado, condanna l’INAIL, ma soprattutto afferma che il mesotelioma va sempre indennizzato, tanto più per “tutti i lavoratori del polo petrolchimico di Priolo” e afferma il rischio amianto anche per gli abitanti della zona» – aveva dichiarato a suo tempo l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, dando sostegno all’iniziativa dell’ONA Sicilia, con il coordinatore Calogero Vicario e l’On.le Dott. Pippo Gianni, autorevole esponente del comitato tecnico scientifico nazionale, affinché fosse applicata la Legge Regionale Siciliana in materia di amianto, ragione per la quale, anche in qualità di Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. 

Purtroppo gli appelli che l’ONA sta lanciando, già dal 2008, in Sicilia, sono rimasti lettera morta, in molti sembrano sordi o ciechi dinnanzi all’evidenzia, ad eccezione dell’impegno dell’On.le Dott. Pippo Gianni che, sia da parlamentare e assessore regionale (prima), e poi di parlamentare nazionale (dopo), e ancora di Sindaco di Priolo Gargallo (ora ed ancora), si è sempre impegnato al fianco delle vittime, dei più deboli e degli ultimi, come dimostra l’ultimo responso delle urne, che, in modo plebiscitario, lo hanno riportato a rivestire la carica di Sindaco che aveva ricoperto già decenni orsono, lanciando, tra l’altro, già 35 anni fa, l’allarme sull’inquinamento.

L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Regione Sicilia

Meritevole risulta anche l’impegno del Sig. Calogero Vicario, Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Regione Sicilia, il quale con un grido di battaglia ribadisce che l’associazione è operativa in tutto il territorio della Regione Sicilia, fin dal 2008, e presta assistenza tecnica, medica e legale, in modo assolutamente gratuito.

«Quando nel 2008 abbiamo dato vita all’ONA in Sicilia abbiamo lanciato il nostro grido di dolore che è stato raccolto solo dall’On.le Pippo Gianni. In qualità di operaio saldatore sentivo di aver subito dei danni dalla fibra killer di amianto. Per fortuna il Buon Dio per il momento mi ha risparmiato dalla fibra, e per questo abbiamo chiesto salute e lavoro, senza che ci sia un falso dilemma di una contrapposizione e cioè scegliere di morire di fame o di morire di cancro, come sta succedendo a molti miei colleghi e in qualche caso anche alle loro mogli.

Per questo motivo l’ONA ringrazia l’On.le Pippo Gianni e invita tutta la cittadinanza a partecipare in massa al Consiglio Comunale indetto per il giorno 06.09.2018 alle ore 17:00. Come ONA prevediamo di organizzare una forte mobilitazione, fino ad arrivare a Roma, se è necessario. Non si può continuare questo massacro. E’ necessario bonificare, e al più presto» – dichiara il sig. Calogero Vicario.

Consiglio Comunale di Priolo Gargallo

Vicario

L’ONA, attraverso il suo Presidente nazionale, e attraverso il Coordinatore Regionale Sig. Calogero Vicario, invitano i cittadini, tutti, ivi compresi quelli residenti negli altri Comuni del famigerato triangolo della morte, a partecipare al Consiglio Comunale straordinario. Indetto dal Comune di Priolo Gargallo per il giorno 06.09.2018, alle ore 17:00.

«L’appuntamento di oggi non è un appuntamento passerella. Abbiamo iniziato a mettere i puntini sulle ‘i’. Rispetto ad una presenza, ingombrante, di una industria che fino ad oggi ha costruito immensi profitti senza tener conto dei costi ambientali ed umani. Delle drammatiche conseguenze che l’inquinamento, primo tra tutti quello da amianto, ha provocato sulla salute dei cittadini. Riteniamo indispensabile che, pur rispettando il profitto legittimo, le industrie e lo Stato debbano rivedere i loro progetti e programmi che riguardano ambiente e sanità. Per dare a questo popolo salute e speranza, per oggi e per il futuro, anche per i loro figli. Superando il falso dilemma salute o lavoro. Che è una contrapposizione falsa e fallace.

In qualità di Sindaco di Priolo Gargallo e quindi massima Autorità Sanitaria e al tempo stesso componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA, ho chiamato a raccolta non solo la cittadinanza, ma anche i 6 Sindaci delle aree ad alto rischio. Per chiedere al Governo nazionale di lasciare l’1% del prelievo fiscale annuale che viene prelevato da quest’area industriale per utilizzarlo per l’ambiente e la sanità. Prevenzione primaria, cioè bonifica, e sistema di sicurezza. Prevenzione secondaria: screening sanitari e salute, e cioè cure per i pazienti sventurati. Il nostro motto da oggi è: ‘Abbiamo lavorato 50 anni inquinando e ora lavoreremo altri 50 anni per disinquinare’» – dichiara l’On.le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo, e componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA, in merito all’incontro di oggi.

L’ONA assicura i seguenti servizi gratuiti:

  • Assistenza medica;
  • Consulenza legale;

Tutti i cittadini che ne hanno necessità possono prima di tutto consultare il sito www.osservatorioamianto.com dal quale acquisire ogni utile informazione. Nel caso fossero necessari chiarimenti e assistenza medica e legale, i si potrà rivolgere al numero verde gratuito 800 034 294. Le richieste possono essere inviate all’ONA attraverso lo sportello amianto on line.

La Spezia: amianto in strada

Amianto Eternit
Amianto Eternit

Amianto abbandonato: è accaduto a La Spezia così come in altre città

L’amianto è sempre stato un nemico pericolosissimo per la salute umana, negli ultimi 26 anni è stato però ufficialmente messo al bando nel nostro Paese. Da allora è stato innestato un meccanismo alquanto strano e preoccupante.

Sono moltissimi gli italiani che preoccupati dalle conseguenze della presenza di amianto, provvedono in maniera del tutto illecita e scorretta a disfarsi dell’asbesto gettandolo in strada, abbandonando oggetti come: tettorie, lastre o vari manufatti sotto agli occhi di tutti.

Questo comportamento è frutto della poca informazione presente in Italia in merito all’argomento, in molti conoscono sommariamente i reali pericoli che l’amianto pone in agguato per ognuno di noi, parliamo di: mesotelioma, asbestosi, ispessimenti pleurici, cancro ai polmoni e altre forme di cancro particolarmente aggressive e fulminanti.

Ma cosa è successo a La Spezia? Gli uomini della Stazione Carabinieri Forestale della Spezia hanno ritrovato un enorme quantitativo di amianto, depositato in un’area che per giunta risulterebbe di proprietà del Comune. Sarebbe stata proprio una ditta chiamata per effettuare la bonifica di una palazzina situata nei pressi del luogo del ritrovamento, ad abbandonare l’asbesto.

L’amianto è stato ritrovato sigillato e impacchettato ma questo purtroppo non può bastare per fermare le fibrille, che grazie alla loro struttura piccola e sottile vengono inalate con una facilità impressionante.

Per poter effettuare operazioni di bonifica occorre l’autorizzazione dell’Amministrazione Provinciale, in seguito bisogna certificare l’operazione di bonifica documentando nero su bianco tutti i dettagli, come ad esempio il quantitativo di materiale da smaltire e il luogo di provenienza, in modo da poter monitorare al meglio la situazione limitando i rischi alla salute.

Un fenomeno in espansione su tutto il territorio italiano.

Questo non è successo a La Spezia e il fenomeno sembra abbracciare tutto il territorio italiano, dal nord verso il sud e nelle isole, infatti qualche tempo fa ci siamo imbattuti in una situazione forse anche peggiore, lastre di amianto abbandonate su una strada di Acireale (CT) lasciate alla luce del sole e sotto lo sguardo dei passanti.

La Spezia e Acireale non rappresentano due casi isolati, l’Italia brulica di episodi di omertà riguardo la denuncia dei siti contaminati ed è per questo che l’avv Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, dedica la sua vita alla tutela delle vittime amianto e al raggiungimento di due importanti obiettivi: informare l’opinione pubblica della pericolosità dell’amianto e ottenere la bonifica completa del territorio italiano.

EcoX: richiesta di rinvio a giudizio

Eco X
Eco X

EcoX, è trascorso già un anno dall’avvenuto incendio

In data 05.05.2017, prendeva fuoco in Pomezia (Via Pontina Vecchia, km 33.381) lo stabilimento EcoX. Si sono sprigionate diossina, polveri sottili, benzene, policiclici aromatici e probabilmente amianto più sostanze cancerogene, in ogni caso con grave rischio per la pubblica incolumità.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso l’Avv. Ezio Bonanni, faceva presente la condizione di rischio, chiedendo che fossero assunte misure idonee a tutela della salute pubblica, che vennero puntualmente adottate dagli organismi preposti.

Molti cittadini, assistiti dall’Osservatorio Nazionale Amianto, hanno segnalato la condizione di rischio alla Procura della Repubblica di Velletri, e in particolare al Pubblico Ministero, Dott. Luigi Paoletti, incaricato delle indagini, con il quale ha interloquito il legale nominato dall’associazione, Avv. Riccardo Brigazzi, del Foro di Roma, il quale come legale ONA, ha condotto a termine brillanti indagini difensive che hanno permesso di acquisire quegli elementi tali da contribuire alla ritenuta sostenibilità da parte del PM incaricato, Dott. Paoletti.

In data 04.09.2018, il Dott. Luigi Paoletti ha notificato la richiesta di rinvio a giudizio a carico del Sig. B. A. per l’ipotesi di reato di cui agli artt. 110, 113, 423, 437 II° comma, 449 e 452 bis c.p., art. 256 I, II, III e IV comma, Dlgs 152/2006 e art. 17, comma 1° lett. D); 18, comma 1° lett. A, 29 comma 1°, 37, comma 1°, 43, comma 1° lett. b), 55, comma 1° e 5° del Dlgs 81/2008, nonché a titolo di responsabilità amministrativa nei confronti di EcoX S.r.l. e Eco Servizi per l’Ambiente S.r.l., e ha identificato tra le persone offese anche l’Osservatorio Nazionale Amianto, assistito e difeso dall’Avv. Riccardo Brigazzi.

Fissata l’udienza preliminare per il 4 dicembre 2018. 

«L’ONA si costituirà parte civile nel procedimento penale promosso dalla Procura della Repubblica di Velletri a carico della persona e delle società che ha identificato e chiederà il risarcimento dei danni anche in relazione al pregiudizio concretamente sofferto anche dai cittadini, fermo restando che sarà il GUP a dover decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio e ferma in ogni caso la presunzione di innocenza quale pietra miliare dello stato di diritto» –  dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.