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domenica, Maggio 10, 2026
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PER SALVARE LA TERRA, “TIFO DA STADIO”

Greta Thunberg
Greta Thunberg

Il linciaggio o pestaggio da stadio

È importante recuperare una dimensione positiva e costruttiva del lessico sportivo.

Da ieri, riecheggia nelle nostre orecchie una nuova definizione del linciaggio, quella di “pestaggio da stadio”, usata dal pubblico ministero Giovanni Musarò nell’arringa del processo bis contro gli autori delle gravissime lesioni a Stefano Cucchi, morto nel 2009.

Ecco, si fa avanti l’idea che i peggiori soggetti, capaci di ogni nefandezza, siano proprio coloro che da decenni avvelenano i pozzi della disciplina sportiva più popolare, il calcio. Bene, si fa per dire, ma allora recuperiamo concetti, linguaggio, metafore, iperboli e paradossi sul gioco del pallone in senso positivo, se possibile.

Ed è possibile, anzi necessario, per dare significato, scatenare flussi adrenalinici a sostegno dell’unica cosa per la quale dobbiamo emozionarci ed attivarci, per il bene supremo della sopravvivenza, prima ancora che per una migliore e diversa qualità di vita, concetto divenuto adesso snob. Se la casa brucia non possiamo pensare di usare le pattine per non sciupare il parquet…

Adesso che la terra, la nostra casa comune è davvero a rischio. Bisogna sporcarsi le mani, oltre che i piedi e bisogna avere la determinazione necessaria per spazzare via i sofismi. Che nascondono le vere cause del disastro ed i colpevoli collusi con i satrapi detentori di irsuti evidenti interessi.

L’elitaria assemblea dell’ONU si accinge ad affrontare il problema ambientale nella sua globalità, nella sua drammaticità, ingessata nella forma e nella sostanza, incaprettata con la vessatoria pratica del veto, dalla suicida visione negazionista di chi pensa a salvare l’economia del fossile e dei suoi mefitici derivati, rinviando da decenni il ravvedimento operoso che forse non ci salverà dal giudizio universale, dalla catastrofe senza appello, perché tardivo, oltre il limite estremo di ogni ragionevole dubbio.STADIO

Si avvertono proposte di cambiamento

Intanto, però, le piazze del mondo raccolgono fiumane, moltitudini di inermi, soggetti sacrificali, rappresentanza dell’umanità suicida, tal quale quella falciata dalle guerre e dalle pestilenze, dal nucleare e dal chimico, dal degrado fisico e morale, dall’integralismo e dalla criminalità nelle sue infinite declinazioni.

Avvertiamo sommesse proposte di cambiamento, invece che radicali decisioni, di brusche inversioni di marcia. L’energia pulita per i più è di fatto ancora un tabù, un bene inaccessibile a causa dell’egoismo di pochi, che giocano sporco.

Ecco, dunque, l’esigenza di gioco pulito, di far crescere il consenso della consapevolezza, il grido di allarme dal profondo, la rivolta delle coscienze, la mobilitazione di chi meglio rappresenta le future generazioni, ovvero i bambini, gli adolescenti, le ragazze ed i ragazzi che ancora non hanno ferite e cicatrici, maturato vizi e cinismo, sfiducia e rassegnazione, odio e perversioni, ma diversamente dispongono dell’entusiasmo dell’appartenenza alla vita, alla bandiera ed ai colori di una squadra planetaria che non può avere alternative, costretta alla vittoria e quindi sostenuta da uno straordinario, incommensurabile, insuperabile “tifo da stadio” per la salvezza di Gaia, noi immeritevoli compresi.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza e tutela ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione. Ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

Luciano Mutti: il mesotelioma può diventare una piaga sociale

giornata mondiale delle malattie reumatiche
Luciano Mutti

Intervista al Prof. Luciano Mutti sul mesotelioma.

Negli ultimi anni, le terapie antitumorali di nuova concezione non hanno migliorato le aspettative di vita dei pazienti ammalati di mesotelioma pleurico maligno (MPM), causato dall’amianto. 

Attualmente l’esito clinico ed il tasso di sopravvivenza è inferiore a 12 mesi, poiché la sua progressione clinica e la resistenza alle attuali terapie sono alla base della scarsa prognosi della malattia.

Un tumore raro e aggressivo

La chemioresistenza è la principale causa di prognosi sfavorevole nei pazienti con MPM.

Questo fenomeno è anche dovuto alla presenza di sottopopolazione di cellule simili a staminali tumorali che subiscono la transizione epiteliale-mesenchimale (EMT) e mostrano alti livelli di attività di aldeide deidrogenasi (ALDH)

La speranza racchiusa in un fiore   

Gli estratti dei fiori di “filipendula vulgaris“, Dropwort in inglese, nota anche come erba peperina, sembrerebbero in grado di riprogrammare il metabolismo del mesotelioma.

Dell’erba perenne erano già noti gli effetti analgesici, antireumatici, antinfiammatori e diuretici, antimicrobici, antigenotossici, antiossidanti ed epatoprotettivi.

Una nuova scoperta promette di colpire, in maniera naturale, il percorso HIPPO (la via di segnalazione HIPPO controlla la proliferazione cellulare e la dimensione dell’organo).

A scoprirlo, un gruppo di ricercatori del laboratorio di Oncogenomica ed Epigenetica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE), coordinato da Sabrina Strano e Giovanni Blandino.

Gli effetti antitumorali dell’estratto di fiore – affermano i ricercatori – sono stati caratterizzati in modelli “in vitro” e “in vivo” per studiare il meccanismo d’azione antitumorale.

I risultati rivelano che i composti naturali di questa pianta riducono la proliferazione cellulare, la vitalità e la migrazione delle cellule tumorali del mesotelioma e presuppongono quindi implicazioni chemio-preventive e antitumorali per la gestione della patologia.

Le influenze del trattamento con Dropwort

La profilazione metabolomica ha rivelato che il trattamento con Dropwort ha influenzato sia il ciclo della glicolisi / acido tricarbossilico sia per il ridotto consumo di glucosio, piruvato, succinato e acetato e il metabolismo lipidico.

È stato anche evidenziato che Dropwort ha esercitato i suoi effetti antitumorali, in parte, promuovendo l’ubiquitinazione delle proteine ​​YAP e TAZ (definiti “interruttori generali del cancro” dalla rivista Nature cell biology)

 “Certamente – sottolinea Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE – potrebbe contribuire al miglioramento del trattamento del mesotelioma.

È compito della ricerca validarne l’efficacia poiché in un momento di forte enfasi sui nutraceutici, occorre precisare che non sempre naturale equivale ad efficace e sicuro per la nostra salute.

Questa scoperta sebbene molto promettente necessita di ulteriori approfondimenti per una applicazione clinica”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti, vittime dell’amianto e affetti da mesotelioma.

L’Asbestosi è una malattia sociale”: parere del Prof. Mutti

Così esordisce alla notizia il Prof. Luciano Mutti, uno dei massimi esponenti mondiali nel campo della ricerca del mesotelioma, che abbiamo raggiunto telefonicamente.

Professore, cosa pensa dei risultati della nuova ricerca?

“Concordo pienamente con quanto detto dal Prof. Ciliberto, ma voglio sottolineare che, in particolare per il mesotelioma, la ricerca va fatta in maniera seria, solida, a fronte di numerosi screening e studi biologici effettuati in cliniche “indipendenti”, lontane da conflitti d’interesse e da logiche speculative.

Di conseguenza, anche i risultati devono essere “indipendenti”, non condizionati o peggio “manipolati” per un asservimento alle case farmaceutiche.

Numeri relativi ai costi per la cura mesotelioma

Un paziente in immunoterapia se fosse a carico dello stato costerebbe mediamente 60/80 mila euro al mese.

Ci sono farmaci costosissimi che a fronte di costi onerosi a carico del SSN avrebbero  riscontri  molto deboli in termini di reale efficacia.

Problematiche e proposte per la lotta ai tumori di amianto

È in nome della trasparenza che si vuole sensibilizzare il  Ministro della Salute sulle “problematiche e proposte per la lotta ai tumori di amianto” ?

Certamente. Esistono diverse delibere attestanti le ingenti somme percepite da chi conduce gli studi, così come sono note risorse destinate alla ricerca sul mesotelioma ed,  invece, utilizzate per tutt’altro.

Cosa si aspetta dal Governo Conte Bis?

Il mesotelioma, non è solo un problema, può diventare una piaga sociale, pertanto ritengo che il nuovo Governo debba attivarsi tempestivamente e concretamente, in maniera trasparente.

Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni

Il Presidente ONA, Avv. Ezio Bonanni dichiara:

“Condivido le tesi del Prof. Mutti con riferimento all’approccio terapeutico del mesotelioma e confido che anche attraverso le nostre future iniziative, si possa riuscire a debellare questa neoplasia terribile, che, purtroppo, nella maggioranza dei casi, determina l’exitus del paziente.

Per questo motivo, anche questo nuovo approccio terapeutico sarà utilizzato dai nostri medici volontari, ferma la prosecuzione della ricerca scientifica e la tutela legale, attraverso lo sportello amianto dell’ONA.

Con lo sportello si possono ottenere il risarcimento dei danni, la rendita inail, e le rivalutazioni della posizione contributiva, ex art. 13 comma 7, L. 257/92, con prepensionamento e rivalutazione della prestazioni pensionistica”.

Conclusioni

Poiché abbiamo a cuore la salute sopra ogni interesse speculativo, nella prossima puntata affronteremo con il Professore Mutti le dinamiche celate dietro agli studi, partendo proprio dalla Nota indirizzata al Ministro della Salute.

Ricevere assistenza dall’Osservatorio Nazionale Amianto è semplicissimo, basta un click sulla pagina dello Sportello Telematico Amianto ONA oppure contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Laura Agea vittime amianto: nuove tutele

Laura Agea
Laura Agea

Laura Agea vittime amianto. La nomina potrebbe garantire una sensibile accelerazione alla delicata questione amianto. Infatti, si tratta di un sottosegretario del Governo Conte.

In questo modo, nel Governo vi è chi è sensibile alla problematica amianto. In più occasioni l’On.le Agea è stata vicina all’ONA. Fu presente, infatti, in due conferenze nella città di Latina.

Laura Agea vittime amianto: la svolta alla questione

In tal senso, è stato nevralgico il suo ruolo da protagonista nella direttiva “cancerogeni e mutageni” e la traduzione in norme comunitarie dell’impegno ad una tutela più estesa (in chiave preventiva), delle vittime dell’amianto.

In materia di amianto, l’Europa ha rappresentato il motore propulsore della messa al bando del minerale. Tanto che il 19 Settembre 1983 l’Europa, con la direttiva 477/83/CEE, si era impegnata ad adottare le prime misure sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi all’amianto. Cosi in Italia giungendo così all’entrata in vigore della L. 257/92, che ne vietava l’estrazione, la lavorazione, la produzione e la commercializzazione.

Il Presidente ONA Ezio Bonanni esprime fiducia

L’ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) nella persona del suo Presidente, Avv. Ezio Bonanni, pertanto non può che gioire della nomina.

“La nomina dell’On. le Laura Agea, quale sottosegretario di Stato per i rapporti UE, sarà centrale per ottenere i finanziamenti dai fondi strutturali europei per le bonifiche dai /SIN (siti di interesse nazionale).

Cosi per la Terra dei Fuochi e all’amianto ancora presente in 40 milioni di tonnellate ed in 1 milione di micro siti, ivi comprese scuole ed ospedali.

La nomina di Laura Agea è un raggio di luce per la salute nei luoghi di vita e di lavoro e nella lotta contro l’amianto” ha dichiarato l’Avv. Ezio Bonanni.

E proprio sull’utilizzo dei fondi europei per bonificare edifici pubblici, in particolare le scuole, il sottosegretario di Stato, On. le Laura Agea, era stato abbastanza chiaro.

Infatti ha dichiarato: “Abbiamo dimostrato che nelle pieghe della normativa europea è possibile utilizzare i fondi anche per la bonifica dell’amianto. Mi riferisco alle scuole e agli altri edifici pubblici. Anche su questo continuerò il mio impegno a tutela della salute dei nostri bambini, e in generale di tutti i cittadini”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni.

L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). Ecco perché la bonifica amianto è fondamentale .  Come altrettanto importante è la nomina degli onorevole Laura Agea Sottosegretario di Stato del Governo.

Laura Agea: un impegno costante nella lotta all’amianto

Laura Agea vittime amianto. Sottosegretario di Stato. Per meglio comprendere l’importanza di tale nomina, ricordiamo che il 26 settembre 2017, Laura Agea, insieme a David Borrelli, Dario Tamburrano e Fabio Massimo Castaldo, aveva presentato una interrogazione sull’amuanto. In particolare con richiesta di risposta scritta alla Commissione Articolo 130 del regolamento.  Su “Tubature dell’acqua potabile in amianto e aumento di incidenza dei casi di cancro tra le posizioni da cui l’acqua viene erogata con contaminazione di fibre di amianto”.

Inoltre durante l’incontro titolato “Tutela dell’ambiente: gli stati generali” (Latina, 21 maggio 2019). Già in quello precedente “Latina tra amianto, nucleare e rifiuti” (Latina, 13 aprile 2019), entrambi organizzati dall’ONA.

In entrambi gli incontri, l’On. le Laura Agea aveva rimarcato la necessità di fronteggiare l’emergenza amianto.  Nella città di Latina, nella Regione Lazio, nel resto del nostro Paese ed in Europa. Ed ha affermato:

In Italia e in Europa sono ancora troppi gli ambienti contaminati da sostanze cancerogene.

In questa legislatura all’Europarlamento ho ottenuto la revisione della direttiva sulla protezione dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni. Per cui ho intenzione di chiedere alla Commissione Europea un’iniziativa legislativa anche per i lavoratori esposti a farmaci pericolosi, compresi i citotossici”.

Laura Agea un post significativo

A seguito dell’incontro avvenuto a Latina, l’On. le Agea aveva postato su Fb:

“In questi 5 anni al Parlamento Europeo abbiamo ottenuto un miglioramento concreto delle tutele dei lavoratori.  Anche per quanto riguarda la salute.

Siamo riusciti ad esempio ad ottenere l’aggiornamento della direttiva sui cancerogeni, la quale da troppo tempo richiedeva una revisione. Il cancro è tutt’oggi la principale causa morte legata al lavoro, nell’Unione Europea. Per questo motivo abbiamo fatto approvare la “direttiva Agea” più stringente. Infatti, comprende 5 nuovi agenti chimici cancerogeni: cadmio, berillio, acido arsenico, formaldeide e bismetilene. 

Sono ancora però moltissime le sostanze che ogni giorno, anche in Italia, mettono a rischio e spesso annientano la salute dei cittadini. Una di queste è l’amianto. Il tema dello smaltimento dei residui di amianto, che ho potuto affrontare oggi a Latina durante l’incontro “Tutela dell’ambiente: gli stati generali” , ci deve stare molto caro. 

Per troppo tempo lo si è affrontato solo raccogliendo dati sempre più allarmanti sulle vittime presenti e future.
Proprio per le vittime e le loro famiglie ci siamo impegnati, nella scorsa legislatura europea. Cosi nella prossima, a prendere provvedimenti concreti contro le malattie asbesto correlate e le relative cause.

 Perché si deve lavorare per vivere e non morire a causa del lavoro”.

Laura Agea: le conclusioni

Ebbene, la forza dell’amianto risiede nel suo etimo: nella sua “alfa” privativa, che dà inizio alla parola “amianto”, a-mianto, dal greco, “non macchiato”, incorruttibile.

 In passato, le aziende hanno utilizzato le fibre di amianto in virtù delle sue eccellenti proprietà: è infatti un materiale resistente al fuoco, all’usura, alle trazioni.

Oggi che ne conosciamo gli effetti nefasti. Ciò da quando il termine “mesotelioma” è entrato nel lessico comune in riferimento all’alto tasso di mortalità in ambiente lavorativo. Non possiamo che sperare nelle azioni concrete della On. Agea, affinché si possa mettere la parola fine alla lotta contro l’asbesto. Cosi ad una storia che da industriale è diventata sociale, da politica a giudiziaria, con processi ancora in corso).

Ripercorrendo dunque le tappe di una storia lunga, cocente, scandalosa, fatta di omertà, negazionismi e silenzi che ha coinvolto intere comunità. Il rapporto tra necessità di lavorare per vivere e morire per il lavoro, sottolineato giustamente dall’On. le Agea, risulta quanto mai attuale ed urgente.

Adesso “L’Unione Europea dovrà dire la sua e sollecitare la messa al bando globale dell’amianto. Tanto con una più efficace interlocuzione con i palesi produttori e utilizzatori, dalla Russia alla Cina, dall’India al Brasile, e così via”. Queste le parole di Laura Agea. 

Latina: due condanne dell’INPS per prepensionamento amianto

Amianto Latina
Amianto Latina

Condanne INPS per amianto da Tribunale di Latina

Il Tribunale di Latina ha emesso condanne INPS a rivalutare la posizione contributiva dei lavoratori esposti ad amianto. Continuano ad essere accolte le domande giudiziali dell’Avv. Ezio Bonanni in favore dei lavoratori esposti in provincia di Latina (amianto Latina).

L’Avv. Ezio Bonanni ha iniziato a tutelare le vittime dell’amianto già dalla fine degli anni ’90. Nel gennaio 2000, è stata depositata la prima richiesta di prepensionamento amianto.

Nel tempo, sono migliaia le domanda di pensione asbesto presentate dall’Avv. Ezio Bonanni. Solo successivamente, altri hanno seguito le sue tesi giuridiche.

Nel gennaio 2000, l’Avv. Ezio Bonanni ha sostenuto che i benefici contributivi per esposizione ad amianto, costituissero un diritto di tutti i lavoratori.

La provincia di Latina e la stessa Regione Lazio, presentano siti contaminati asbesto. Il Tribunale di Latina ha emesso ulteriori 2 sentenze, che hanno permesso il prepensionamento di altri lavoratori.

Ezio Bonanni: prepensionamento per i lavoratori esposti

L’Avv. Ezio Bonanni, originario della provincia di Latina, pioniere nella tutela dei diritti delle vittime dell’amianto, continua il suo impegno professionale in favore dei lavoratori esposti ad asbesto. Queste ulteriori due sentenze del Tribunale di Latina sono molto importanti.

L’Avv. Ezio Bonanni  ha dichiarato: doppia sentenza storica che legittimerà risarcimento e sorveglianza sanitaria in provincia di Latina

Tribunale di Latina: Condanne INPS al risarcimento

Il Giudice del Lavoro Umberto Maria Costume, con sentenza n. 1128/2019 condanna l’INPS a rivalutare la posizione contributiva del Sig. Ferdinando Nardin, per la sua attività di lavoratore della Good Year di Cisterna di Latina per 12 anni, con i benefici contributivi per esposizione ad amianto, prepensionamento e rivalutazione della pensione. Nardin potrà godere così di un notevole aumento della pensione, e della liquidazione dei ratei maturati dopo il deposito della domanda amministrativa.

Non è la prima volta che il Tribunale di Latina sottolinea con un condanna i rischi recati dalla fibra killer presente nella Good Year. Ricordiamo infatti non molto tempo indietro un altro caso analogo, proveniente dalla stessa azienda.

Nella stessa giornata, sempre il Tribunale di Latina, Giudice del Lavoro Valentina Avarello ha emesso la sentenza n. 1122/2019 a favore del Sig. Emidio Bruno che condanna ancora una volta l’INPS al risarcimento previdenziale per l’intero periodo di accertata esposizione ad amianto (20 anni). Anche in questo caso la vittoria del lavoratore comporterà un aumento dei suoi ratei di pensione e la liquidazione degli arretrati per i maggiori importi dovuti in seguito al risarcimento contributivo.

“Il Tribunale di Latina continua a condannare l’INPS, che vìola le norme che stabiliscono l’obbligo di accredito delle maggiorazioni contributive, con il coefficiente 1,5, per coloro che sono stati esposti ad amianto, anche se privi di malattia. E’ un risarcimento previdenziale che deve essere erogato per permettere il prepensionamento e l’aumento della pensione.

Però l’INPS di Latina non accredita la prestazione all’avente diritto, e impone il ricorso al Giudice. Ecco i motivi per i quali si susseguono sentenze giudiziarie di condanna dell’ente”, dichiara Bonanni, Presidente ONA e legale dei due lavoratori.

Assistenza legale gratuita lavoratori esposti ad amianto

L’ONA assiste tutti i lavoratori che sono stati esposti ad amianto. Qualora l’esposizione sia superiore ai 10 anni, sussiste il diritto ai benefici contributivi per l’esposizione ad amianto. Nel tempo la normativa ha subito diverse modifiche. Sono stati inseriti i termini di decadenza al 15.06.2005 per la domanda all’INAIL, che è sempre necessaria tranne le eccezioni di cui all’art. 47 co. 6bis L. 326/2003 e l’art. 3 co. 132 L. 350/2003.

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni ti guidano nei meandri della legislazione amianto. L’art. 13 co. 8 L. 257/92 è invocato in assenza di malattia. In caso di lesioni, si ha diritto ai benefici amianto con l’art. 13 co. 7 L. 257/92. Nel caso non si raggiunga il diritto a pensione, si può fare la domanda INPS per ottenere la pensione di inabilità amianto.

Approfondisci su: Pensione amianto, i requisiti e le ultime novità (prepensionamento amianto news)

Condanne INPS Latina: le iniziative dell’ONA

Come reso pubblico nella conferenza amianto che si è tenuta a Latina il 13.04.2019 (consulta il video della conferenza ONA Latina), è ancora in corso il fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate nell’intero territorio della provincia. L’ONA assiste tutti i lavoratori esposti ad amianto nella provincia di Latina.

“l’ONA ha censito, per la provincia di Latina, circa 150 casi di mesotelioma, con un trend in netto aumento, rispetto ai circa 100 casi censiti dal Dipartimento di Prevenzione per il periodo dal 2000 fino all’anno 2014”Spiega Bonanni: “le città più colpite dai casi di mesotelioma fino a tutto il 2018, sono Latina con 30 casiGaeta con 25 casiAprilia con 20 casiSezze con 10 casiFormia con 15 casi.

Il mesotelioma è solo la punta dell’icebergl’ONA quindi stima un’incidenza di mortalità per patologie asbesto correlate in provincia di Latina per il periodo dal 2000 al 2018 di circa 600 decessi, con una media di poco superiore a 30 decessi ogni anno.

 L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto – è operativo in provincia di Latina con il numero verde gratuito 800034294, e fornisce assistenza sportello amianto telematico, e presso la sede in Latina, Via Cairoli n. 10.

Approfondimenti benefici e prepensionamento amianto

Tumore polmone manutenzione pullman: Luigi Pennacchietti

Luigi Pennacchietti-amianto killer alla COTRAL

Luigi Pennacchietti, giovane padre di 37 anni, muore a causa dell’amianto

L’avvocato Ezio Bonanni interviene a difesa delle vittime

Questa è la triste storia di un padre, Luigi Pennacchietti, che è stato ucciso dalle fibre di amianto presenti nel luogo in cui lavorava.

Un’altra vittima di quel killer silenzioso che ha stroncato non solo la vita di un uomo ma anche quella della sua famiglia, lasciando un incolmabile vuoto e dolore.

Luigi ha lavorato alle dipendenze della Cotral (Compagnia Trasporti Laziali) dell’ATAC (Azienda per la mobilità, del comune di Roma) presso l’officina di Centocelle. Ha esercitato la mansione di operaio elettromeccanico dal 1988 fino a poco prima della sua morte, il 24  Agosto del ’94.

È stato a contatto continuo con le fibre di amianto che ha inalato per tutto l’orario lavorativo (otto ore al giorno).

Si occupava della sostituzione dei pannelli in amianto per l’isolamento dei vani e delle apparecchiature interne alle vetture, dell’isolamento termoacustico di tetto, pareti e pavimento con utilizzo di amianto e spruzzo; della rimozione ed installazione delle guarnizioni in amianto degli impianti frenanti.

Inoltre, provvedeva quotidianamente alla sostituzione di parti usurate in fibra di amianto di componenti elettriche, con l’ausilio di utensili, come le lime, che determinavano il sollevamento di una grande quantità di polvere e, di conseguenza, la dispersione nell’aria di una notevole quantità di fibre di amianto che veniva inalata, non solo da lui ma anche dagli altri colleghi di lavoro.

Il danno alla salute a causa dell’esposizione d’amianto

“L’utilizzo massiccio di amianto nelle officine COTRAL,  in cui ha lavorato Luigi Pennacchietti, è stato riconosciuto anche dall’INAIL con una relazione redatta il 12.10.2005. Tant’è che l’origine professionale della malattia è stata peraltro anche già riconosciuta dal Tribunale di Roma che, con la sentenza n. 6946/99, ha riconosciuto in favore della vedova  di Pennacchietti,  Giovanna Macciocca, la costituzione della rendita INAIL. In tale giudizio il CTU, dott. De Simone, aveva concluso la propria indagine “ritenendo sussistere il nesso causale tra la patologia sofferta e l’attività lavorativa svolta dal de cuius”.

L’esposizione alle fibre di amianto, dato che era un fumatore, è stata ancora più letale, causando un tumore al polmone che ne ha provocato la morte a soli 37 anni.
Infatti, come dimostrato da studi scientifici, “la coesposizione al fumo di tabacco e alle fibre di amianto moltiplica gli effetti cancerogeni e aumenta la possibilità di sviluppare il cancro al polmone”.

Dal trattato del Prof. Massimo Menegozzo, specialista in immunologia clinica e medico
del lavoro si evince: “L’esposizione al fumo di tabacco e fibre minerali di amianto amplificano le mutazioni genetiche acquisite indotte dai cancerogeni del fumo e amplificano la proliferazione cellulare in risposta del danno tissutale che porta ad un aumentato rischio per lo sviluppo del cancro della laringe e del polmone”.
Anche Richard Doll, della London School of Hygiene, nel 1995 pubblicò uno studio condotto nello stabilimento di Rochdale della Turner & Newall a Manchester e sottolineò che il rischio di ammalarsi di tumore al polmone fra chi aveva lavorato in fabbrica per almeno 20 anni era 10 volte superiore di quello che si riscontrava nella popolazione generale.

Amianto come causa del tumore al polmone

Aggiunge anche che l’amianto fa aumentare di cinque volte il rischio di tumore al polmone nei non fumatori e di 53 nei fumatori.
I primi sintomi di Luigi – come racconta la moglie nell’intervista – furono la tosse, che passò inosservata fino a quando non iniziò a perdere sangue dalla bocca.
Spaventata, Giovanna corse a Roma portando il marito in ospedale per una visita specialistica. Il medico diagnosticò subito il tumore al polmone e Luigi venne ricoverato a Roma nel ’92.
Iniziò per Giovanna un vero e proprio calvario per assistere il marito, tra le corse in ospedale e le due bambine piccole di cui doveva occuparsi da sola.
Luigi venne sottoposto ad un intervento di lobectomia superiore destra e il medico, quando  si riprese gli sconsigliò di riprendere il lavoro in officina perché il suo tumore era causato dalle fibre di amianto presenti all’interno del luogo di lavoro.
Ma Luigi decise di tornare a lavorare, per la sua famiglia. Sua moglie non aveva un lavoro e le bambine erano molto piccole. Amava loro più di ogni cosa, più della sua stessa vita, dopo l’orario lavorativo correva dalle sue figlie per abbracciarle, strappargli un sorriso, un momento insieme, filmava quei momenti perché sapeva che sarebbero stati gli ultimi. Anche prima di morire, portò la sua famiglia in vacanza al mare, il loro sorriso era la cosa più importante per lui, voleva stampare nella loro mente il ricordo indelebile di quei giorni in riva al mare, anche se le sue forze non gli permisero di godere del sole o del tramonto, ma lui voleva esserci.
Fino alla morte. Quei momenti di felicità erano una speranza di vita in quel calvario che l’attendeva.
Ma presto iniziò a peggiorare e fu ricoverato presso il presidio ospedaliero di Palestrina, nel quale è deceduto dopo cinque giorni.
Poco prima della morte chiese a Giovanna di poter salutare le bambine.
è un’immagine indelebile, quella di mio padre in ospedale sdraiato su un letto d’ospedale con dei tubi nel naso-racconta Valeria durante l’intervista – mi accarezzò per l’ultima volta prima di morire. Ho portato con me questo triste ricordo per anni e non c’è giorno in cui non pensi a lui, a come sarebbe stato avere un padre, vivere le piccole cose e i grandi eventi.
Ma me lo hanno strappato via. Per questo voglio giustizia”.

La tutela dei diritti dei familiari della vittima

Così i familiari decisero di rivolgersi all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Sig.ra Giovanna mi parli del lavoro di suo marito, quali erano le sue mansioni?

“Mio marito era un operaio, lavorava in officina, quando rientravano i trenini lui doveva aprire i cassonetti e controllare tutta la parte meccanica. I cassonetti erano rivestiti di amianto, lui usava dei soffiatori per pulire i cassonetti, li doveva limare. Era a contatto con l’amianto per tutto l’orario lavorativo di otto ore al giorno.

Quando tornava a casa, scherzando, lo chiamavo carbonaro perché rientrava dal lavoro con il viso tutto nero. Io gli chiedevo cosa fai sul lavoro? E lui rispondeva che, con l’uso del soffiatore, la polvere che mandiamo in aria la respiriamo.
Ricordo che lavavo i sui indumenti di lavoro a parte, l’acqua era completamente nera dopo averli immersi”.

Lui era consapevole della presenza di amianto nell’officina?

Sicuramente sapeva che le sostanze con cui veniva a contatto erano pericolose ma aveva bisogno di lavorare”.

Dal punto di vista legale l’amianto è stato abolito nel 92, suo marito è morto nel 94. Forse lui sapeva che queste polveri erano nocive ma non ne aveva la certezza.

Dopo l’operazione ha avuto la certezza che fossero cancerogene. La dottoressa gli comunicò la pericolosità dell’amianto e il fatto che il suo tumore era correlato all’esposizione a queste fibre. Fu proprio lei che ci consigliò di fare domanda all’INAIL per la causa di servizio”.

Dev’essere stato difficile ritrovarsi da sola, con due bambine piccole, suo marito era così giovane.

Si aveva solo 37 anni. Ancora adesso non riesco a parlarne senza soffrire. Non è stato facile affrontare la vita da sola senza di lui, mi sono ritrovata senza l’uomo che amavo con due figlie piccole, una di tre e l’altra di cinque anni, senza un lavoro e senza nessuno che potesse aiutarmi.
Qualcuno mi dava una mano, i colleghi di mio marito, i nonni, ma ho dovuto lavorare molto.
Anche quando era malato ho dovuto dedicarmi a lui e con le bambine non era facile, avanti e indietro per l’ospedale.
Mi sono dovuta adattare a fare qualunque lavoro, in campagna, a raccogliere le olive, davo una mano a mia sorella a vendere i fiori. Non è stato facile.
La bambina più grande iniziò ad avere problemi e la portai in cura da uno psicologo. Non riusciva ad accettare tutto questo.
Mi chiese di vedere le bambine prima di morire. Era il suo ultimo desiderio, salutarle prima di andarsene. Prima di morire mi disse di stare attenta alle bambine.
Abbiamo fatto di tutto per salvarlo. Purtroppo, la morte era inevitabile”.

Valeria, la figlia più grande, mi racconta di quanto sia stato difficile per lei e per sua sorella vivere affrontare la vita senza una figura paterna.
Avrebbe voluto conoscerlo e viverlo, anche per pochi anni:

Non ricordo molto di mio padre. Io e mia sorella lo conosciamo tramite quello che ci hanno raccontato i familiari, gli amici, i filmini che faceva con la telecamera.
Era un tipo scherzoso, aveva molti interessi, amava le piante, la pesca. Aveva tanti amici
”.

La signora Giovanna continua raccontandomi di quanto sia stata dura cambiare scuola e trasferirsi dalla nonna materna che poteva occuparsi di loro quando la madre lavorava: “Io e mia sorella non abbiamo vissuto bene il periodo scolastico. Ci sentivamo sempre inferiori, perché non avevamo il papà. Ogni volta che cambiavamo classe, alla Festa del Papà, alla comunione. C’era sempre una mancanza.
Alle medie, per un periodo inventai che avevo un padre pur di non dire che non avevo il papà.
Ho scoperto che anche mia sorella faceva la stessa cosa, inventavamo un papà per non sentirci inferiori, non volevamo far pena a nessuno”.

Sua madre mi ha detto che è stata lei a contattare l’avvocato Bonanni.

Ho avuto un’ottima impressione dell’avvocato Bonanni. È una persona che crede veramente in quello che fa e spero che la nostra causa venga riconosciuta, per avere giustizia per mio padre e per tutte le persone che hanno perso la vita a causa dell’amianto”.