Mesotelioma danno psichico. Una volta all’interno del corpo, il “killer silente” inizia a danneggiare lentamente il DNA in modi che causano il cancro delle cellule.
Un cancro conosciuto da tutti come mesotelioma. Una volta che una cellula diventa cancerosa, si replica in modo incontrollabile, provocando un accumulo di cellule che forma lentamente un tumore.
Mesotelioma danno psichico: la più nefasta delle patologie
I trattamenti utilizzati per sconfiggere il mesotelioma sono: la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia. Attraverso di questi si cerca di gestire la crescita del cancro, ridurre i sintomi e aiutare le persone a vivere più a lungo.
Oltre ad uccidere nel corpo, il male uccide anche nella mente
Gli studi hanno ampiamente dimostrato che i pazienti affetti da mesotelioma hanno un significativo disagio psicologico che implica quindi un mesotelioma danno psichico.
Ovvero reazioni di stress, shock, sgomento, ansia, depressione che viene chiamata in gergo “depressione amianto”.
Successivamente i sintomi continuano con senso di disperazione, apatia, difficoltà di concentrazione, paura di malattie e condizioni legate all’amianto, paura di un “contagio aereo” o “assassino invisibile”, paura di morte prematura, rabbia, disfunzione sociale, nosofobia (ossia il timore della malattia connessa alla paura di fare controlli), negazione della malattia, somatizzazione, reazione d’anniversario (legata alla difficoltà di elaborare il lutto), sindrome di demoralizzazione, alessitimia (ovvero la difficoltà di esprimere emozioni).
I servizi di tutela e assistenza ONA
L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni.
L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).
L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.
Assistenza ONA per malattia professionale
L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.
Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita.
In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere.
Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.
Un aiuto dalla psicologia clinica oncologica
Il ruolo della psicologia clinica in ambito oncologico è di fondamentale importanza. È infatti utile al paziente in quanto favorisce la “storicizzazione” della malattia, l’elaborazione della sofferenza e della rabbia connesse alla diagnosi.
È utile ai familiari, perché insegna loro a prendersi cura in modo continuativo del malato, facendo attenzione sia agli aspetti connessi al corpo sia a quelli più squisitamente psichici.
L’intervento psicologico permette inoltre di dare un nome chiaro alla paura connessa all’esposizione ad amianto: un killer silenzioso e invisibile, da affrontare a viso aperto.
Il supporto di ONA per i malati di mesotelioma
L’Osservatorio Nazionale Amianto, nella persona del Presidente avvocato Ezio Bonanni, ha istituito un servizio gratuito di consulenza psicologica e psichiatra online, avvalendosi del supporto di esperti nel settore.
Parlando del Dipartimento l’avvocato Bonanni ha dichiarato “Non si può dimenticare che ci sono state per decenni esposizioni professionali e ambientali ad amianto e ad altri cancerogeni, che hanno provocato, stanno provocando e provocheranno, purtroppo, decine di migliaia di altre vittime; è per questo che oltre alla ricerca nel campo biomedico, è necessario assistere coloro che si sono ammalati, che si ammaleranno e i loro familiari, anche con una parola di conforto e di sostegno e non solo con la chemioterapia e radioterapia: ecco perché stiamo incrementando l’azione e l’operatività del dipartimento di assistenza psicologica per le vittime dell’amianto e degli altri cancerogeni e dei loro familiari”.
La battaglia dell’ONA contro il mesotelioma danno psichico
Purtroppo le malattie connesse al disagio psicologico, tra cui il mesotelioma danno psichico, ancora non rientrano nelle tabelle Inail.
L’ ONA ovviamente farà di tutto perché questo importante traguardo venga raggiunto e venga dato il giusto riconoscimento alle vittime.
Il 19 ottobre si terrà un convegno importantissimo a Trieste, siglato ONA Osservatorio Nazionale Amianto (Presieduto dall’avvocato Ezio Bonanni) ed AEA FVG (Associazione Esposti Amianto), sul tema amianto.
Il Convegno ONA ed AEA FVG
Le due storiche associazioni stileranno un protocollo d’intesa al fine di potenziare l’azione informativa sull’esposizione all’amianto e sensibilizzare le Istituzioni territoriali.
Stando alle stime (al ribasso), a causa della lunga latenza tra l’inalazione delle fibre e la comparsa delle patologie croniche e tumorali asbesto correlate, il picco delle morti da strage di amianto è previsto nel 2025, quindi è necessario che nei prossimi anni l’attenzione al fenomeno sia massima, sia dal punto di vista sanitario sia ambientale, così da salvare il maggior numero di vite possibile.
Amianto in Friuli Venezia Giulia
L’amianto è da considerarsi un’emergenza per il Friuli Venezia Giulia e purtroppo l’incidenza del mesotelioma e di altre patologie asbesto correlate è particolarmente elevata ed estesa, sia tra i lavoratori impegnati nella costruzione navale e nel settore edile, sia tra i loro familiari e la popolazione in generale.
È purtroppo noto che il Friuli Venezia Giulia e in particolare i territori dell’Isontino, della Bassa Friulana e della provincia di Trieste hanno infatti pagato il prezzo più alto in termini di perdita di vite umane a causa delle malattie correlate all’amianto. In questi territori del Friuli Venezia Giulia si è purtroppo assistito ad una vera e propria strage.
La massiccia presenza sul territorio friulano di coperture, reti acquedottistiche e di innumerevoli altri manufatti costituiti da materiali contenenti amianto, risale agli anni del boom edilizio iniziato in Italia durante gli anni ’60-’70 e protrattosi fino agli anni ’80, epoca in cui questi materiali furono impiegati in tutti i settori produttivi per via delle ottime caratteristiche tecnologiche garantite dalle fibre di amianto unite a un basso costo di commercializzazione.
Già a partire dagli anni ’80 in Friuli Venezia Giulia le strutture del Servizio Sanitario Regionale (SSR) condussero numerosi lavori di censimento di materiali contenenti amianto e vennero effettuate le mappature delle coperture in cemento amianto.
Fu solo nel 1992, con la Legge n. 257, che Stato Italiano mise al bando l’importazione, l’esportazione e la commercializzazione dei materiali contenenti amianto, ma ormai il danno era stato fatto.
Amianto
I servizi di assistenza ONA
L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).
L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.
Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.
Un gemellaggio altamente necessario
E’ stato fondamentale realizzare il gemellaggio sinergico fra le le due Associazioni e le direzioni Energia e ambiente e Salute, che in Convegno chiederanno la quantificazione e qualificazione dell’amianto in opera attraverso una dettagliata mappatura delle strutture ed il monitoraggio anche attraverso la misura dei livelli di concentrazione, al fine di avviare quanto prima concrete azioni di sostegno all’eliminazione dell’amianto.
Il dramma degli esposti
Quella per il riconoscimento del dramma degli esposti all’amianto è una battaglia di civiltà alla quale la Regione deve partecipare in maniera decisa, in modo che quanto è accaduto ieri non si ripeta domani, anche in sede legale, al fianco delle vittime di questo dramma che, a causa di alcuni ritardi nelle scelte istituzionali del passato, è stato identificato e riconosciuto troppo tardi.
Il ruolo nevralgico di Santina Pasutto
In trincea per dare sostegno delle vittime è la signora Santina Pasutto, moglie della vittima di amianto, Roberto Persich, nonché membro del Consiglio Direttivo dell’AEA FVG
La donna “coraggio” ha collaborato a lungo con l’avvocato Corrado Calacione (ufficio legale Kostoris) e con l’avvocato Ezio Bonanni, Presidente ONA,
offrendo grande supporto durante i processi. Inoltre quando è iniziato il suo calvario, garantisce totale appoggio ai familiari delle vittime in Friuli.
Oggi raccogliamo la sua testimonianza.
Il caso ”Roberto Persich”
Roberto (morto a soli 46 anni) ha respirato amianto per anni durante lo svolgimento delle sue mansioni lavorative presso il Comune di Trieste.
L’uomo aveva fatto il meccanico manutentore dei mezzi della nettezza urbana nell’officina di via Orsera dal 1989 al 1996. Aveva sostituito freni, riparato frizioni e montato tubo di scarico, contenenti fibre di amianto, senza avere mai indossato una mascherina.
Dopo un lungo calvario, tre operazioni chirurgiche e cure chemio radio attive, l’uomo purtroppo è deceduto nell’agosto del 2008 a causa del maledetto mesotelioma, una forma particolare di tumore che può insorgere solo a contatto di asbesto e polveri sottili.
A darne prova fu l’autopsia effettuata sul corpo di Roberto, su richiesta del legale, la quale confermava che la morte era stata causata dalla lunga esposizione alle fibre di amianto.
Una “donna coraggio”
La Signora Santina Pasutto, che attualmente collabora per aiutare le vittime amianto, ha scritto due libri per raccontare la sua terribile vicenda“Lottare per la vita” e “Amianto, oggi va meglio”.
Santina, a causa delle tensioni e dei continui dispiaceri, causati dal dover continuamente provare la malattia e la sofferenza del marito, è stata pure ricoverata.
Anche i figli hanno risentito del grande dolore, eppure inizialmente le risposte dalla giustizia tardavano ad arrivare, fino a quando non è arrivata una storica sentenza.
Facciamo un passo indietro
Inizialmente la Procura di Trieste aveva chiesto l’archiviazione del caso, per la quale si era opposto fermamente l’avv. Bonanni.
Dopo una serie di iniziative organizzate da Santina, con Aurelio Pischianz presidente dell’ Aea Fvg e continue battaglie giudiziarie, finì alle sbarre il dirigente del Comune di Trieste (nel corso del processo anche il dirigente era deceduto).
In seguito la staffetta passò al Giudice Civile e il Tribunale di Trieste giudice del lavoro Dott.ssa Silvia Burelli, emise la sentenza n. 208/2015 del 16/11/2015, con la quale condannava il Comune al risarcimento di tutti i danni subiti dalla vittima.
Risarcimento milionario
Oltre un milione di euro la cifra di risarcimento chiesto al Comune per pagare alla moglie e ai figli di Roberto Persich
La sentenza aveva infatti imposto al Comune di corrispondere agli eredi il 60 per cento del risarcimento, pari, tenendo conto di interessi e rivalutazione, a un milione di euro.
Il Comune – difeso dall’avvocato Pierpaolo Safret – era stato anche condannato a versare all’Inail (Istituto nazionale previdenza infortuni sul lavoro) l’importo di 297 mila euro.
«Per una volta la giustizia ha trionfato. Ora Roberto ci guarda dall’alto» aveva commentato l’avv. Ezio Bonanni.
Oggi la vittoria ha un sapore ancora più dolce visto che il Comune di Trieste, condannato al risarcimento dei danni, si era accanito contro tutta la sua famiglia, anziché aiutarla come si conviene in un Paese Civile, dopo averne determinato la morte.
A tal riguardo l’avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA, tra i protagonisti della vittoria giudiziaria aveva affermato: “Roberto è un Ulisse dei tempi moderni. La sua odissea è stata la battaglia contro l’amianto. È morto nella notte tra il 31 luglio e 1 agosto del 2008. Ucciso dall’amianto e dal mesotelioma, e anche dalle condotte criminali di chi lo ha esposto a polveri e fibre di amianto. Il giudizio penale è stato interrotto per la morte del reo dopo che sono state tentate delle archiviazioni, alle quali ci siamo opposti, con l’Avv. Alberto Kostoris. Infine il Tribunale di Trieste ha condannato il Comune di Trieste al risarcimento dei danni in favore dei famigliari. La cifra morale di Roberto è costituita dal suo impegno per ottenere giustizia e per evitare il rischio amianto per le future generazioni. Roberto vivrà per sempre per la sua forza per lottare contro il mesotelioma e per il messaggio di speranza, libertà e giustizia che egli ha lasciato ai posteri”.
Signora Santina, appare chiaro che nel corso di questi anni, lei non abbia avuto un adeguato supporto nemmeno dall’amministrazione comunale o dalle Istituzioni. Da cosa è dipeso secondo lei?
I processi vanno a rilento e cercano di bloccarli perché c’è molta omertà. La parola “amianto” fa paura a Trieste e non si parla serenamente dell’argomento, anche se a mio parere si dovrebbe fare più luce . Ho cercato di parlare durante i convegni e aprire uno spiraglio anche all’interno delle scuole superiori, senza fare “terrorismo”, in totale serenità, perché la fibra killer ci sarà ancora per molto tempo. Purtroppo la risposta più frequente è “finché il problema non mi tocca…”
Eppure, nessuno può mettere un ipotesa sul suo futuro, non si sa mai a chi può capitare una tragedia simile. È questo che vorrei far capire alle persone. Del resto Trieste è ancora piena di amianto e la fibra, soprattutto per via della bora, si disperde, facendo sì che tutti la respirino indistintamente.
Cosa è successo al suo ingresso in Commissione amianto?
Dopo la mia entrata in Commissione amianto e dopo tante estenuanti battaglie, siamo riusciti a far ottenere, agli iscritti del “registro malati amianto” (ed anche ai loro familiari), un tesserino attraverso il quale, chi si è esposto alla fibra ha diritto ad accedere a visite di controllo gratuite, recandosi presso gli uffici della medicina del lavoro di competenza. Ciò mi rende particolarmente orgogliosa.
Chi interverrà in Convegno?
Oltre a ONA e AEA FVG abbiamo invitato alcuni esponenti illustri della medicina del lavoro, approfittando del fatto che a Trieste si terrà una delle tre giornate delle malattie professionali. Soprattutto mi preme approfondire con una nota dottoressa ciò che accade in tema amianto a livello mondiale. Ci saranno inoltre dei consulenti di grande spicco. Insomma un po’ di musica bella la vorrò fare!”
Che messaggio vuole lanciare ai familiari di chi è morto a causa della fibra killer ?
Voglio incitarli a dare sempre rilievo ad eventi come questi, in memoria dei nostri cari che hanno lasciato la pelle per dare pane e cibo alla loro famiglia.
Speranze?
Io le ho! Spero soprattutto che in un prossimo futuro ci vengano speranze di vita anche dal campo della ricerca e dalla medicina. Lottando insieme qualcosa di fa
e la speranza non deve morire mai!
Auguro dunque a tutte le famiglie colpite dalla tragedia amianto di avere grinta e coraggio, di non mollare mai e portare giustizia a chi ha perso un familiare.
Conclusioni. La vedova ringrazia l’avvocato Bonanni
“I MIEI RINGRAZIAMENTI di cuore vanno al nostro AVV. EZIO BONANNI, persona meravigliosa di grande cuore e sensibilità, che con grande coraggio affronta le insidie della GIUSTIZIA per dare ai nostri cari il giusto valore e onore quali si meritano. Affronta con noi il sentiero della disperazione, nel suo limite ci consola, ci sperona a non disperare, LOTTA in un territorio con tante insidie e cavilli legali, per dare un senso alla nostra più grande sofferenza la perdita di un marito come il mio a 46 anni di un padre un nonno o qualsiasi altro caro.
Definire un cavaliere con la spada il nostro AVV. BONANNI, è la reale visione delle cose, lui non si limita ma agisce, sta dalla parte della verità, quella che si vorrebbe nascondere, perché per molti scomoda.
Ma la dobbiamo ai nostri morti, ai nostri cari al mio AMORE ROBERTO.
AVV. BONANNI GRAZIE DI CUORE PER ESSERE IL NOSTRO ALLEATO IN QUESTA BATTAGLIA PER LA GIUSTIZIA, GRAZIE ANCHE PER I NOSTRI CARI CHE NON POSSONO LOTTARE CON NOI MA DALL’ALTO DEI CIELI CI AIUTANO CON IL LORO AMORE, RICORDO E SOSTEGNO.
LOTTERÒ AL SUO FIANCO PER I NOSTRI MORTI DI AMIANTO”.
Per approfondimenti sulla storia di Roberto Persich sarà utile consultare un nostro precedente articolo.
Federico D’Incà è il nuovo Ministro dei Rapporti con il Parlamento
Federico D’Incà, nato a Belluno il 10 febbraio 1976, prima di intraprendere la carriera politica, è stato impiegato in una società di servizi con il ruolo di analista in relazione a gestionali informatici e successivamente come caposettore in una multinazionale della grande distribuzione.
Laureato in Economia e Commercio, nel 2013 viene eletto alla Camera dei deputati ed è uno dei pentastellati più noti. In Parlamento è componente della Commissione Bilancio, Tesoro e programmazione. Inoltre, della Commissione per l’attuazione del Federalismo Fiscale e vicepresidente della Commissione di inchiesta sulla digitalizzazione e innovazione delle pubbliche Amministrazioni.
È impegnato in attività legate alla salvaguardia del territorio e alla gestione dei rifiuti.
Attivista di progetti umanitari in Africa è anche collaboratore nella realizzazione di una palestra a Mel di aiuto al miglioramento delle funzioni psico-motorie delle persone con disabilità.
Queste le parole del ministro dopo l’elezione: «Ringrazio il presidente Giuseppe Conte per avermi indicato come ministro dei Rapporti con il Parlamento.
Sento una grande responsabilità e vi assicuro che dedicherò ogni mia energia per svolgere al meglio questo ruolo: continuerò a rappresentare le istituzioni e i cittadini con l’obiettivo di migliorare il nostro Paese e con l’entusiasmo che mi ha sempre accompagnato in questi anni».
Conferenza “Lotta all’amianto: il diritto incontra la scienza”
Ma non solo, Federico D’Incà è stato il primo firmatario della proposta di legge sull’amianto, ispirata all’attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Il 20 marzo 2014 ha partecipato alla conferenza internazionale dal titolo “Lotta all’amianto: il diritto incontra la scienza”, presso la Camera dei deputati.
Hanno partecipato alla conferenza, presieduta dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, Alberto Zolezzi e Luigi di Maio.
D’Incà, durante il suo intervento, espone la proposta di legge e sottolinea l’importanza e la necessità di poter trovare adeguate soluzioni per la bonifica, lo smaltimento dell’amianto e la tutela e prevenzione delle persone esposte:
«Siamo veramente felici, come Movimento 5 stelle, di aver contribuito all’organizzazione di questo convegno per mettere in evidenza le problematiche relative all’amianto e trovare soluzioni adeguate».
D’Incà ha conosciuto Ezio Bonanni grazie a un consigliere comunale che si è interessato ai rischi delle fibre di amianto dopo che il padre è stato colpito da una patologia asbesto correlata.
«Prima, conoscevo la problematica da un punto di vista diverso, attraverso l’informazione. Ora, anche se non ho avuto un’esperienza diretta, ho iniziato a guardare questo problema da un punto di vista diverso.
Ho sentito e sento la necessità di aiutare le persone malate e che hanno bisogno anche dal punto di vista sanitario. Quando mi sono addentrato in questa tematica ho capito quanto possa essere nocivo e influire profondamente su alcune comunità locali che vanno dal nord al sud Italia.
Con l’aiuto dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, e con l’aiuto dello pneumologo Alberto Zollezi abbiamo elaborato questa importante proposta di legge».
La proposta di legge n.1366 per la mappatura dell’amianto
La proposta di legge n. 1366, stabilisce termini specifici per eseguire la mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, nonché la bonifica; inoltre, termini perentori, ovvero con specifica data, per attuare la decontaminazione dei luoghi di lavoro dai materiali in amianto.
Prevede anche la sostituzione dell’amianto con materiali non cancerogeni; la collocazione in pensione dei lavoratori con patologie asbesto correlate e le maggiorazioni contributive per il personale militare.
La proposta di legge nel dettaglio:
Art. 1: è fatto OBBLIGO ALLE AMMINISTRAZIONI COMPETENTI E AI PROPRIETARI PRIVATI di PROVVEDERE ALLA BONIFICA dell’amianto o dei materiali contenenti amianto ENTRO IL 1° GENNAIO 2020
Art 2: Nei LUOGHI DI LAVORO dove i lavoratori sono, o possono essere, esposti alla polvere proveniente da amianto o da materiali contenenti amianto ivi presente, IL DATORE DI LAVORO, DEVE PROVVEDERE ALLA BONIFICA DI TALI MATERIALI ENTRO IL 1° GENNAIO 2020
Art. 3: OPERAZIONI DI BONIFICA dell’amianto o dei materiali contenenti amianto di cui agli articoli 1 e 2, gli interventi di rimozione di coperture, tettoie e altri rivestimenti di immobili su edifici esistenti sono eseguiti in modo che le successive azioni di verifica, manutenzione e riparazione delle opere stesse e delle loro pertinenze, comprese le componenti tecnologiche, avvengano in condizioni di sicurezza per i lavoratori
Art. 4 Fuori dei casi previsti dagli articoli 1 e 2, è fatto obbligo di diminuire progressivamente il rischio di esposizione all’amianto attraverso la PROGRESSIVA SOSTITUZIONE DEI MATERIALI IN AMIANTO con altri prodotti di uso equivalente non contenenti amianto e altre sostanze cancerogene
Art. 5 Entro il 1° gennaio 2015, la PRESENZA DI AMIANTO, in qualunque luogo, deve essere evidenziata con l’apposizione di un’etichetta chiara e visibile recante l’indicazione della presenza di amianto e il simbolo del teschio raffigurante la morte. Entro la stessa data terminare la mappatura.
Altri dettagli della proposta di legge
Art. 6. RIAPERTI I TERMINI DI RICHIESTA DEI BENEFÌCI PREVIDENZIALI (DL 269/2003 art 47 c.1) ai lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto che devono presentare domanda agli enti previdenziali presso i quali sono iscritti entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Per gli addetti alle bonifiche o per coloro che lavorano in ambienti nei quali sono presenti fibre di amianto, al fine del riconoscimento dei benefici previdenziali non è fissato nessun termine per la presentazione della relativa domanda.
Art. 7. COLLOCAZIONE IN PENSIONE DEI LAVORATORI AFFETTI DA PATOLOGIE ASBESTO CORRELATE. I lavoratori affetti da patologie asbesto correlate di origine professionale, qualora non abbiano ancora raggiunto i requisiti per la maturazione del diritto alla pensione, anche dopo la rivalutazione del periodo contributivo possono comunque accedere al pensionamento anticipato, con il sistema contributivo.
Artt. 9 e 10: MAGGIORAZIONI CONTRIBUTIVE PER IL PERSONALE MILITARE. Gli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia, compresi l’Arma dei carabinieri e il Corpo della guardia di finanza, che nel corso dell’attività̀ di servizio prestata nelle installazioni o a bordo di naviglio dello Stato sono stati esposti all’amianto per oltre dieci anni, hanno maggiorazioni contributive con un coefficiente pari all’1,5 del periodo di esposizione, lo stesso vale per la stessa tipologia di soggetti a cui sia stata diagnosticata una patologia professionale.
Art. 11: ISTITUZIONE DEL REGISTRO NAZIONALE DEI LAVORATORI ESPOSTI all’amianto e dei casi accertati di patologie asbesto-correlate. È istituito, d’intesa con le regioni, il Registro nazionale dei lavoratori esposti all’amianto e dei casi accertati di patologie asbesto-correlate, realizzato mediante la raccolta e l’analisi dei dati rilevati a livello territoriale, dei dati contenuti nei registri tumori e dei dati rilevati delle associazioni delle vittime dell’amianto.
Rimozione amianto e prestazioni sanitarie
Art. 12: RIMOZIONE DELL’AMIANTO DA EDIFICI PRIVATI. Inserimento dell’intervento fra le spese detraibili per interventi di recupero del patrimonio edilizio con il 72% di defiscalizzazione.
Art. 13: PRESTAZIONI SANITARIE PER I LAVORATORI ESPOSTI ED EX ESPOSTI ALL’AMIANTO. I lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto hanno diritto a fruire gratuitamente dei necessari controlli sanitari ai fini della diagnosi precoce e, in caso di patologia ai trattamenti sanitari specifici.
Art. 14: FONDO per il RISANAMENTO DEI LOCALI PUBBLICI E APERTI AL PUBBLICO. Per l’attuazione della bonifica dei locali pubblici e aperti al pubblico di cui all’articolo 1, presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare è istituito un apposito fondo. La dotazione del fondo è stabilita in 100 milioni di euro.
Il nostro notiziario ha incontrato già in passato storie di vittime amianto ammalatesi all’interno degli edifici scolastici italiani.
Solo nel 2018 il T.A.R. dell’Emilia Romagna ha condannato il Ministero della Pubblica istruzione per il decesso di una professoressa bolognese.
Amianto nelle scuole news 2022
Tra le vittime dell’ amianto all’interno delle scuole, l’avvocato Ezio Bonanni, Presidente ONA, ha asistito legalmente i figli della professoressa Olga Maria D’Emilio, insegnante presso la scuola media Farini di Bologna.
La sentenza di condannadel Ministero dell’Istruzione è arrivata nel 2021. Gli eredi hanno ottenuto 930mila euro quale risarcimento. Questo non restituirà la madre alla famiglia, ma è un traguardo importante per tutte le vittim amianto.
“Una sentenza storica – ha commentato l’avvocato Ezio Bonanni – che sancisce i diritti dei lavoratori esposti all’amianto anche nel mondo della scuola“.
L’ONA riporta all’attenzione il problema dell’amianto nelle scuole
La donna è stata professionalmente esposta a polveri e fibre di amianto, nelle 40 ore settimanali, dal 10.09.1981 al 31.08.1990.
La stessa lavorava da insegnante, titolare della cattedra di scienze matematiche, fisiche, chimiche e naturali presso la scuola media Farini di Bologna, Via Populonia, n. 11.
La scuola era contaminata da polveri e fibre di amianto. La vittima naturalmente era ignara della presenza di tale agente cancerogeno e in assenza di qualsiasi strumento di prevenzione tecnica e protezione individuale.
Mesotelioma pleurico: per eccellenza la malattia amianto
La Professoressa è deceduta per “mesotelioma pleurico” in data 21.02.2017, dopo atroci sofferenze e dopo una lunga malattia diagnosticatale nel lontano 2001. Durante questi lunghi 16 anni di malattia, la Professoressa O.M.D. è stata sottoposta a pesanti cicli chemioterapici e ad un intervento chirurgico di pleuropneumonectomia sinistra, che comunque non hanno evitato il decesso della Professoressa.
“Sono 2400 le scuole in Italia con presenza di amianto: stima per difetto di ONA, che però è stata confermata già nel 2014 dal Censis.
Da quel momento poco si è fatto, tanto che sono ancora più di 50.000 i dipendenti del Ministero dell’Istruzione e 350.000 gli studenti esposti alla fibra killer, tanto che sono più di 100 i casi di mesotelioma tra i soli docenti e non docenti (91 casi fino al 2015, così nel VI Rapporto Mesoteliomi).
Per questo motivo che salutiamo con favore la nomina di Lorenzo Fioramonti, nuovo Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca scientifica”, così dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Appello al nuovo Ministro dell’Istruzione
Il nuovo Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha già dichiarato che sono necessari più fondi per la scuola. L‘Osservatorio Nazionale Amianto, con il suo Presidente, Avv. Ezio Bonanni, ricorda al Ministro che c’è anche un problema legato all’edilizia scolastica, la cui emergenza è costituita dall’amianto negli istituti scolastici, ed è per questo che rivolge un appello pubblico al NeoMinistro perché stabilisca misure urgenti.
L’ONA, oltre a rivolgere un appello al nuovo Ministro dell’Istruzione, sta per avviare una serie di azioni giudiziarie per rendere giustizia alle vittime e ai loro familiari, come per i Sigg. V.A. e V.S., figli di O.M.D., Prof.ssa deceduta in seguito ad esposizione ad amianto che le ha provocato un mesotelioma.
I dati sull’emergenza amianto negli edifici scolastici italiani
In Italia sono state censite 2400 scuole (stima per difetto di ONA nel 2012 – dato confermato dal Censis nel 2014), con esposizione alla fibra killer di almeno 352.000 alunni e 50.000 tra docenti e non docenti.
Alcuni dati significativi della presenza di amianto nelle scuole del Lazio, ivi compresi gli impianti sportivi al loro interno. Sono state censite 64 tonnellate di amianto compatto e 150 kg di amianto friabile nelle sole scuole del Lazio: stima per difetto.
Nella regione Emilia Romagna, rispetto ad una parziale mappatura, l’amianto era presente nel 2005 in 431 scuole, e il 31.12.2016 ancora in 52 scuole; in 251 impianti sportivi nel 2005, che si sono poi ridotti a 60 alla data del 31.12.2016.
Nella regione Marche, così come per l’Emilia Romagna, è stata censita la presenza di amianto friabile in 89 istituti scolastici e di ricerca, pari al 41,8%, e in 24 impianti sportivi, pari all’11,3% di quelli censiti.
Nella regione Sardegna, nell’ambito degli edifici sottoposti a mappatura, è stato rilevato amianto in 395 di essi, dei quali 72 sono stati bonificati e 323 sono ancora da bonificare; per gli impianti sportivi, su un totale di 49 censiti, 14 sono stati bonificati e 35 rimangono ancora da bonificare. Non tutti hanno avuto la fortuna di vedere riconosciuti i loro diritti.
L’ONA attraverso la sua capillare attività a 360 gradi di supporto e tutela delle vittime di amianto, è riuscita ad ottenere un importantissimo risultato che potrebbe segnare una svolta epocale nella lotta alla fibra killer e nel riconoscimento del risarcimento per esposizione ad amianto nelle scuole.
Per tutte le informazioni in merito al rischio amianto all’interno delle scuole è possibile consultare il dipartimento online ONA.
Aggiornamento 2021 sulla presenza amianto nelle scuole
Secondo i dati aggiornati al 2021, le scuole non ancora bonifiche sono 2.292. Perciò il 4,3% degli edifici con amianto non è ancora bonificato.
In più, data la presenza ancora diffusa di scuole contaminate, si stima che gli studenti ancora esposti siano 356.900, a cui si aggiungono circa 50mila ulteriori esposti tra personale docente e non docente.
L’amianto è stato censito in modo particolare nel Nord Italia (6,9%), e nelle isole, in particolare la Sardegna. Sono scarse, invece, le segnalazioni nel Centro e Sud Italia.
In attesa che il nuovo Governo Bis Conte ottenga formalmente la fiducia dalle Camere, che il neo Ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili dica la sua, questa sera, Matteo Berrettini avrà comunque l’occasione di confermare come la data del 6 settembre sia importante, se non storica, per lo sport italiano e per il tennis in particolare, dopo che lo scorso anno Francesca Schiavone aveva trionfato sulla terra rossa nel Roland Garros, a Parigi.
lo sport italico, tra professionismo e dilettantismo di profilo
Ieri la Nazionale maschile del calcio ha regolato i conti con l’Armenia per l’Europeo ed oggi toccherà agli azzurri del basket contro la Serbia per il mondiale in Cina, mentre l’Italia del nuoto si rilassa a bordo piscina, dopo il trionfo coreano di luglio…
A pensarci bene, compresi i segnali di ripresa dal mondo atletico e gli squilli di tromba dal mondo del pedale, lo sport italico, tra professionismo e dilettantismo di altissimo profilo, continua ad alimentare una vena ottimistica nell’immaginario collettivo.
Diciamo che si determina sempre quel fenomeno di distrazione di massa, che lascia agli addetti ai lavori problemi che sono più o meno i medesimi dal 1944. Il “Tira lo spago, tira la sega…” di oggi, ha espressamente questo significato.
Da quando Onesti fu incaricato di liquidare il CONI dai Governi di Bonomi e Parri e invece lo rilanciò, avvalendosi della SISAL-Totocalcio(1948) per rimpiazzare i soppressi contributi statali, a quando fu costruito lo Stadio Olimpico (1953) realizzati i Campi Scuola e organizzati con Zauli i Giochi di Roma 1960 e poi i Giochi della Gioventù, annunciati nel 1968 e realizzati con Saini dal 1969, con il coinvolgimento di oltre cinquemila comuni, molta acqua è passata sotto il Ponte Duca d’Aosta e lo spago si è usurato, insieme ai denti della sega.
Francamente, trovo imbarazzante ma emblematica la polemica esplosa all’interno del Palazzo “H”, che fu sede dell’ONB, a un tiro di schioppo dalla Farnesina, ideata anch’essa ottant’anni fa come monumentale sede rappresentativa del fascismo, su questioni di menage condominiale tra CONI e Sport/Salute SPA.
Defatigante effimera odissea
Il vero problema è quello che per un verso o per l’altro la questione sportiva italiana, irrisolta per lo stesso dettato costituzionale, sostanzialmente elusa dai governi, sino alle “attenzioni” del primo Conte, male interpretata dalla comunicazione polarizzata sullo spettacolo, stenta a maturare come diritto alla pratica e come mezzo educativo al civismo ed alla salute, rischia di arenarsi sulle sponde di qualche isola perduta, piuttosto che continuare in una defatigante effimera odissea.
Dunque, la capacità di autoriforma, di una propria autorevole proposta culturale e sociale, ecco quel che è mancato e che rischiamo continui a mancare per il nostro miglior divenire sportivo, nel marasma e tra le schiume della risacca, dell’andirivieni italico della politica.
A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ededitorialista di “Il Giornale sull’amianto”.
I servizi di assistenza ONA
L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onluse l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).
L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.
L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.
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