Luciano Mutti: il mesotelioma può diventare una piaga sociale

Luciano Mutti Luciano Mutti

Negli ultimi anni, le terapie antitumorali di nuova concezione non hanno migliorato significativamente le aspettative di vita dei pazienti ammalati di mesotelioma pleurico maligno (MPM), causato dall’esposizione all’amianto. Attualmente, infatti l’esito clinico ed il tasso di sopravvivenza è mediamente inferiore a 12 mesi, poiché la sua progressione clinica silenziosa e la resistenza aberrante alle attuali terapie sono alla base della scarsa prognosi della malattia. 

Un tumore raro e aggressivo

La chemioresistenza è la principale causa di prognosi sfavorevole nei pazienti con MPM. Questo fenomeno è anche dovuto alla presenza di sottopopolazione di cellule simili a staminali tumorali che subiscono la transizione epiteliale-mesenchimale (EMT) e mostrano alti livelli di attività di aldeide deidrogenasi (ALDH)

La speranza racchiusa in un fiore   

Gli estratti dei fiori di “filipendula vulgaris“, Dropwort in inglese, nota anche come erba peperina, sembrerebbero infatti in grado di riprogrammare il metabolismo del mesotelioma.

Dell’erba perenne erano già noti gli effetti analgesici, antireumatici, antinfiammatori e diuretici, antimicrobici, antigenotossici, antiossidanti ed epatoprotettivi, ma una nuova scoperta promette di colpire in maniera naturale il percorso HIPPO (la via di segnalazione HIPPO controlla la proliferazione cellulare e la dimensione dell’organo), con implicazioni chemio-preventive e antitumorali per la gestione del mesotelioma pleurico maligno.

A scoprirlo, un gruppo di ricercatori del laboratorio di Oncogenomica ed Epigenetica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE), coordinato da Sabrina Strano e Giovanni Blandino.

“Gli effetti antitumorali dell’estratto di fiore – affermano i ricercatori – sono stati caratterizzati in modelli “in vitro” e “in vivo” per studiare il meccanismo d’azione antitumorale. I risultati rivelano che i composti naturali di questa pianta riducono la proliferazione cellulare, la vitalità e la migrazione delle cellule tumorali del mesotelioma e presuppongono quindi implicazioni chemio-preventive e antitumorali per la gestione della patologia.”

La profilazione metabolomica ha rivelato che il trattamento con Dropwort ha influenzato sia il ciclo della glicolisi / acido tricarbossilico sia per il ridotto consumo di glucosio, piruvato, succinato e acetato e il metabolismo lipidico.

E’ stato anche evidenziato che Dropwort ha esercitato i suoi effetti antitumorali, almeno in parte, promuovendo l’ubiquitinazione delle proteine ​​YAP e TAZ (definiti “interruttori generali del cancro” dalla rivista Nature cell biology)

 “Certamente – sottolinea Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE – potrebbe contribuire al miglioramento del trattamento del mesotelioma. E’ compito della ricerca validarne l’efficacia poiché in un momento di forte enfasi sui nutraceutici, occorre precisare che non sempre naturale equivale ad efficace e sicuro per la nostra salute. Questa scoperta sebbene molto promettente necessita di ulteriori approfondimenti per una applicazione clinica.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

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“L’Asbestosi è una malattia sociale”: il parere del Prof. Mutti

Così esordisce alla notizia il Prof. Luciano Mutti, uno dei massimi esponenti mondiali nel campo della ricerca del mesotelioma, che abbiamo raggiunto telefonicamente.

Professore, cosa pensa dei risultati della nuova ricerca?

“Concordo pienamente con quanto detto dal Prof. Ciliberto, ma voglio sottolineare che, in particolare per il mesotelioma, la ricerca va fatta in maniera seria, solida, a fronte di numerosi screening e studi biologici effettuati in cliniche “indipendenti”, lontane da conflitti d’interesse e da logiche speculative. Di conseguenza, anche i risultati devono essere “indipendenti”, non condizionati o peggio “manipolati” per un asservimento alle case farmaceutiche.

Lobbies e business vanno da sempre a braccetto. Ci può dire qualche numero relativo ai costi per la cura del mesotelioma?

Un paziente in immunoterapia se fosse a carico dello stato costerebbe mediamente 60/80 mila euro al mese. Ci sono farmaci costosissimi che a fronte di costi onerosi a carico del SSN avrebbero  riscontri  molto deboli in termini di reale efficacia.

Abbiamo parlato di indipendenza, conflitti di interesse e costi esorbitanti. E’ in nome della trasparenza che si vuole sensibilizzare il  Ministro della Salute sulle “problematiche e proposte per la lotta ai tumori di amianto” ?

Certamente. Esistono diverse delibere attestanti le ingenti somme percepite da chi conduce gli studi, così come sono note risorse destinate alla ricerca sul mesotelioma ed,  invece, utilizzate per tutt’altro.

Abbiamo un nuovo Governo e lei, tipico esempio di “cervello in fuga” è tornato in Italia (anche se part time per ora). La cosa ci conforta e apre un orizzonte di speranza per i malati di mesotelioma. Cosa si aspetta dal Conte Bis?

Il mesotelioma, non è solo un problema, può diventare una piaga sociale, pertanto ritengo che il nuovo Governo debba attivarsi tempestivamente e concretamente, in maniera trasparente.

Il Presidente ONA, Avv. Ezio Bonanni dichiara: “Condivido le tesi del Prof. Mutti con riferimento all’approccio terapeutico del mesotelioma e confido che anche attraverso le nostre future iniziative, si possa riuscire a debellare questa neoplasia terribile, che, purtroppo, nella maggioranza dei casi, determina l’exitus del paziente. Per questo motivo anche questo nuovo approccio terapeutico sarà utilizzato dai nostri medici volontari, ferma la prosecuzione della ricerca scientifica e la tutela legale, attraverso lo sportello amianto dell’ONA, con il risarcimento del danno, le rendite inail, e le rivalutazioni della posizione contributiva, ex art. 13 comma 7, L. 257/92, con prepensionamento e rivalutazione della prestazioni pensionistica”.

Conclusioni

Poiché abbiamo a cuore la salute sopra ogni interesse speculativo, nella prossima puntata affronteremo con il Professore Mutti le dinamiche celate dietro agli studi, partendo proprio dalla Nota indirizzata al Ministro della Salute.

Ricevere assistenza dall’Osservatorio Nazionale Amianto è semplicissimo, basta un click sulla pagina dello Sportello Telematico Amianto ONA oppure contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

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