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Collegno, amianto nella ex scuola Matteotti

progetto della scuola Collegno
progetto della scuola Collegno

In provincia di Torino e in particolare a Collegno, come in tante zone d’Italia, ci sono ancora scuole contaminate dall’amianto. In totale ne sono state censite 2400 su tutta la Penisola, ma in altre l’asbesto è nascosto e non rientrano nella lista.

Amianto in una scuola di Collegno, stop ai lavori

È il caso della ex scuola Matteotti di Collegno, dove i lavori di demolizione sono stati fermati, qualche tempo fa, proprio per la presenza di amianto. Gli operai avevano notato il materiale sospetto e la Asl aveva fornito la conferma. I tecnici hanno chiuso il cantiere ed è intervenuta una ditta specializzata. E’ stato anche adeguato il piano di smaltimento dei materiali generati dall’abbattimento.

Gli effetti dell’amianto sulla salute umana

L’amianto, infatti, è cancerogeno. I suoi effetti sulla salute umana sono gravi, dal mesotelioma al tumore del polmone, dall’asbestosi a tante altre neoplasie. Il VII rapporto ReNaM registra i casi di mesotelioma dal 1992, anno della messa al bando del minerale, ma le vittime sono molte di più. L’Osservatorio nazionale amianto stima almeno 7mila decessi soltanto nel 2022.

Il presidente Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, da anni si batte per sensibilizzare sulla prevenzione primaria e sull’importanza delle bonifiche e ha raccolto le informazioni sul fenomeno ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. Per questo l’Ona ha realizzato anche una App per segnalare i sii contaminati.

Bene quindi la demolizione della struttura e la realizzazione, sul terreno, di un nuovo polo dell’infanzia libero dalle fibre di amianto che hanno causato in Italia almeno 121 decessi anche tra gli insegnanti e gli operatori scolastici.

Collegno, amianto nei tramezzi e nelle tubazioni

I lavori sono ripresi oggi, 24 maggio. Gli esperti hanno trovato l’amianto nei tramezzi, nelle solette e sotto imbotti metallici, in alcuni tratti delle tubazioni e nelle guaine situate al di sotto del canale di gronda. Per precauzione la Asl ha comunicato alcuni comportamenti da tenere in questi giorni dei lavori per i residenti vicini alla scuola. Dovranno tenere le finestre chiuse dalle 8 alle 12 e dalle 13 alle 18. Fino alle 13 sarà possibile riaprirle per far circolare l’aria.

Il Comune di Collegno ha spiegato che questi materiali non avrebbero mai comportato esposizioni durante gli anni di apertura dell’istituto scolastico, né per alunni e insegnanti, né tanto meno per i residenti. Gli elementi in asbesto era chiusi e non a contatto con ragazzi e insegnanti.

Nuovo polo per l’infanzia finanziato dal Pnrr

Il progetto di riqualificazione rientra nel Pnrr. Il ministero dell’Istruzione ha stanziato per questa struttura 1.875.000 euro. Nel nuovo edificio sarà ospitato un asilo nido, spazi ludici e un baby parking.

L’obiettivo è quello di migliorare l’offerta educativa sin dalla prima infanzia. Come quello di offrire un concreto aiuto alle famiglie, incoraggiando la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e la conciliazione tra vita familiare e professionale. Per una parità reale tra uomo e donna.

Psicologi militari, potranno svolgere la libera professione

psicologi-militari
Militari corrono armati sulla spieggia

La Corte costituzionale ha equiparato gli psicologi militari ai medici militari e, come questi ultimi, potranno svolgere la libera professione al di fuori dell’orario di lavoro. “Entriamo finalmente nel ‘rinascimento culturale’ di questa professione per anni ostracizzata dalle nostre amministrazioni!”, così ha commentato la sentenza l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto. Bonanni da anni si occupa anche delle vittime del dovere che oltre a contrarre le più disparate malattie sono sottoposte a forti stress emotivi.

Psicologi militari, possono esercitare come i medici

La sentenza storica, in questo caso, è la numero 98 del 18 maggio scorso. L’equiparazione arriva in deroga al principio di esclusività vigente per i dipendenti della pubblica amministrazione, al pari di quanto già previsto per i medici.

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 210, comma 1, del Codice dell’ordinamento militare, nella parte in cui non affianca ai medici militari, anche gli psicologi militari, tra i soggetti a cui non sono applicabili “le norme relative alle incompatibilità inerenti l’esercizio delle attività libero professionali, nonché le limitazioni previste dai contratti e dalle convenzioni con il servizio sanitario nazionale”.

Il Consiglio di Stato aveva sottoposto la questione alla Corte nel febbraio 2022. L’Ordine degli psicologi del Lazio e 2 psicologi militari avevano presentato ricorso contro una decisione del Tar del Lazio che aveva rigettato la loro richiesta di svolgere la libera professione.

La Corte costituzionale elimina la discriminazione

La Corte Costituzionale è quindi intervenuta in modo autorevole sul tema mettendo la parola fine a quella che era percepita chiaramente come una discriminazione. La professione dello psicologo militare è quanto mai essenziale per affrontare anche lo stress al quale sono sottoposti i militari. A causa delle condizioni di rischio cui sono sottoposti non solo i veterani, ma anche i dipendenti civili.

Un esempio sono le forti condizioni di stress delle missioni, anche quelle di lotta alla criminalità, piuttosto che interventi in territori come Bosnia, Kosovo e Iraq, per esempio. Qui sono stati utilizzati proiettili all’uranio impoverito e i militari sono stati sottoposti a vaccini contaminati. L’Ona ha dimostrato che è necessario anche un trattamento di sorveglianza sanitaria, per riscontrare in tempo utile le contaminazioni da metalli pesanti, per esempio.

I rischi dell’amianto sulla salute anche dei militari

L’amianto è un altro fattore di rischio che può causare diverse gravissime malattie. I danni, però, possono essere anche soltanto psicologici per chi è stato esposto nel corso del servizio. Sono stati tanti a veder ammalarsi e poi morire i propri colleghi per le fibre di questo minerale. Al dolore della perdita degli amici si affianca molto spesso la paura di dover seguire lo stesso destino. A volte fanno fatica a dormire, altre hanno timore di uscire, altre ancora interrompono i loro rapporti con familiari e amici.

Si tratta degli esposti per esempio nella Marina Militare, l’amianto era presente sugli arsenali e sulle unità navali (si pensi alla Vittorio Veneto e alle sue condizioni di contaminazione, anche fino ai tempi recenti). La strage non ha colpito solo i militari, ma anche i loro familiari. Le patologie asbesto correlate vanno dal mesotelioma al tumore del polmone, tumore alla laringe, alla faringe, alle ovaie e al colon, asbestosi e placche pleuriche e hanno colpito anche le mogli che hanno lavato le tute e le uniformi dei loro congiunti. Questa situazione riguarda anche l’Esercito Italiano e l’Aeronautica Militare.

L’Osservatorio Vittime del Dovere ha per tutti questi motivi istituito il servizio di assistenza medico legale e di assistenza psicologica delle vittime del dovere.

Attività clinica principale attività degli psicologi militari

L’avvocatura dello Stato in sede di discussione ha tentato di difendere la norma in esame, sostenendo anche che “gli psicologi, in ambito militare, esercitano funzioni di assistenza clinica e terapeutica in casi molto limitati, essendo deputati per lo più al reclutamento e alla formazione del personale, ovvero all’attività investigativa”. L’attività clinica, sostengono invece gli interessati, è la principale attività degli psicologi militari.

Per la Consulta poiché entrambi i professionisti (che hanno presentato il ricorso al Tar), medici e psicologi militari, “erogano prestazioni volte anche alla tutela dell’integrità psichica. E, oggi, rientrano nell’unitaria categoria del personale militare abilitato all’esercizio della professione sanitaria. Essi vanno equiparati sotto il profilo della facoltà di svolgere la libera professione”. Questo a prescindere dall’eventuale diversità di ruoli e di progressione di carriera. “Non emergono ragioni – si legge ancora nella sentenza – che giustificano il riconoscimento della predetta facoltà esclusivamente ai medici militari”.

Psicologi militari, la norma viola principio di uguaglianza

Le due fattispecie, medici e psicologi militari, “rispondono alla medesima ratio derogandi. E manca una giustificazione ragionevole e sufficiente a circoscrivere la norma censurata solamente ad una di essa, quella dei medici appunto”. Per questo “deve ritenersi sussistente la violazione del principio di uguaglianza di cui all’articolo 3 della Costituzione”.

La Corte costituzionale restituisce pari dignità allo psicologo militare rispetto al medico. Autorizza quindi a tutti i professionisti del settore di esercitare la libera professione, naturalmente fuori dell’orario di lavoro e seguendo le regole dell’amministrazione. Questo permetterà agli psicologi militari di acquisire nuove esperienze con vantaggi per entrambi gli ambiti, civile e militare.

Comune di Rose, bando per rimozione e smaltimento amianto

Comune di Rose
Comune di Rose

Comuni sensibili alla questione amianto. È il caso dell’amministrazione di Rose, in provincia di Cosenza, che ha destinato 18mila euro per la rimozione dell’asbesto. Il Comune ha pubblicato l’avviso l’8 marzo scorso e vuole incentivare interventi che mirano alla tutela della salute. La somma, al massimo 1250 euro, sarà destinata ai cittadini che intendano effettuare interventi di bonifica di manufatti contenenti amianto.

Rose, fondi anche per chi ha la disponibilità dell’immobile

Possono presentare domanda anche i cittadini che hanno soltanto la disponibilità dell’immobile, in questo caso, però, con il consenso del proprietario. Possono essere oggetto di lavori: abitazioni, negozi, piccole attività commerciali e artigianali. Ma anche edifici ad uso agricolo, anche se dismessi. I residenti dovranno presentare domanda entro e non oltre il 31 maggio 2023.

Infusini dell’Ona: “Eseguito il censimento amianto”

La sezione di Cosenza dell’Osservatorio nazionale amianto ha accolto con plauso l’iniziativa virtuosa del Comune di Rose. “La gestione dello Sportello Amianto che ci è stata affidata dall’amministrazione Comunale – ha spiegato l’ing. Giuseppe Infusini, responsabile Ona – ha consentito di eseguire il censimento dei manufatti in cemento amianto che, con la bonifica, trova il suo giusto fine.

Ora si va avanti con la redazione del Piano comunale amianto (un obbligo di legge) che stiamo progettando nell’ambito del progetto di volontariato di rilevanza locale Tutela della salute pubblica dal rischio amianto in Calabria”.

L’amianto causa il mesotelioma

Le aziende hanno utilizzato l’amianto per circa un secolo in Italia, nonostante se ne conoscesse la pericolosità. Gli scienziati avevano già messo in guardia dalle polveri nei primi del Novecento e negli anni ’40 furono pubblicati i primi studi. L’amianto è cancerogeno e per questo la legge lo ha messo al bando nel 1992. Fino ad allora, però, le aziende lo hanno utilizzato nell’edilizia, nei cantieri navali, nelle ferrovie, nei mezzi della difesa. Questo ha causato una lunga scia di malattie, la più grave e direttamente collegata alle esposizioni, è il mesotelioma. Bonificare il nostro territorio costerà tempo e denaro.

Le bonifiche sono in forte ritardo e spesso, come in questo caso, affidato al buon senso delle amministrazioni locali. Nonostante l’Ona stimi almeno 7mila morti a causa delle esposizioni all’amianto soltanto nel 2022. Il presidente Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, insiste tanto sulla rimozione del materiale, ma ancora manca una puntuale mappatura sul territorio nazionale. Per questo l’Ona ha anche realizzato una App per segnalare i siti contaminati.

Rimozione amianto a scuola con gli alunni in classe

Classe scuola
Classe scuola

Lavori per rimuovere l’amianto mentre alunni e insegnanti sono in classe. Il cantiere nella scuola elementare Martiri della Libertà, di Sesto San Giovanni, è stato aperto il 17 maggio.

Alunni a scuola con l’aminato, vietati cortile e palestra

I genitori, però, sono preoccupati e hanno sollevato dubbi sulla circolare emanata qualche giorno fa. Nel documento la dirigente Catia Di Gennaro ha disposto il divieto di tutte le attività previste in cortile e interdetto anche l’uso della palestra.

Questo non è bastato a tranquillizzare le famiglie e molte hanno lasciato i bambini a casa per precauzione. Sanno che le linee guida dell’Inail per i cantieri in cui c’è presenza di amianto dicono che queste opere vanno effettuate senza la presenza di studenti e di nessun’altra persona che non sia addetta alla rimozione e allo smaltimento.

I rischi dell’amianto per la salute umana

Durante le bonifiche, infatti, che devono essere svolte soltanto da ditte specializzate, perché si tratta di un materiale altamente pericoloso. Possono disperdersi nell’aria le sue fibre. Sono proprio queste che, se inalate, possono provocare danni spesso irreversibili al nostro organismo. Tra le patologie asbesto correlate rientrano il mesotelioma ma anche tutta una lunga lista di tumori. Questi possono manifestarsi anche 30 o 40 anni dopo l’esposizione.

Come spiega bene l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, ne “Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022”, le aziende hanno utilizzato il minerale anche nelle scuole. La piaga dell’asbesto ha toccato pure queste strutture e il VII Rapporto ReNaM ha registrato dal 1992, purtroppo, anche 121 casi di mesotelioma tra gli insegnanti e gli operatori scolastici.

Il numero ovviamente è indicativo, perché in passato era difficile la diagnosi del mesotelioma e perché le rilevazioni sono ferme al 2018 e per alcune regioni addirittura al 2015. Però può dare il senso del rischio.

Rimozione amianto con gli alunni, incontro in Comune

Per quanto riguarda la scuola la decisione di aprire il cantiere prima della fine dell’anno scolastico è ancora più incomprensibile perché i bambini mangiano già in classe e ora non potranno più utilizzare né la palestra, né il cortile.

Di solito in questi casi si prevede di trasferire gli alunni in un’altra struttura adeguata alle loro attività. In questo caso, infatti, sembra che ci sia un problema di tempistiche, perché per finire prima della ripresa di settembre si doveva iniziare adesso.

I genitori però non vogliono accettare che i bimbi siano penalizzati e, cosa più importante, siano sottoposti ad eventuali esposizione di materiali in amianto. Ci sarà nei prossimi giorni un incontro in Comune per cercare di risolvere la situazione.

Fonderie Pisano, Bonavitacola: Accertare veridicità monitoraggi

Fonderie Pisano
Parla Fulvio Bonavitacola

Durante il convegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto, a Salerno, sia l’onorevole Piero De Luca che il vicepresidente e assessore all’Ambiente della Regione, Fulvio Bonavitacola, hanno assicurato pieno sostegno alle richieste dell’associazione. All’interno dell’incontro voluto dal presidente Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, si è parlato anche delle Fonderie Pisano.

Fonderie Pisano, cittadini esasperati dai miasmi

Anche per quanto riguarda il tema delle Fonderie Pisano, dello stabilimento di Fratte. I cittadini della zona sono esasperati dai miasmi e preoccupati per gli eventuali effetti sulla salute delle emissioni

On.le Piero De Luca

Bonanni: “Bene l’intervento di Bonavitacola”

“Bene l’intervento del vice presidente della Regione Bonavitacola a margine dell’incontro nel quale ha rilevato che ‘vi è una stridente contraddizione tra i dati che risultano agli atti e la situazione effettiva e che bisogna accertare la veridicità dei monitoraggi, che possono avere una valenza reale sul tema delle emissioni ambientali’ – ha spiegato Bonanni, che sottolinea – “posizione che è stata ribadita da Bonavitacola ieri in una seduta del Consiglio Regionale rispondendo a una interrogazione del consigliere Michele Cammarano sulla presunta insostenibilità delle emissioni nocive prodotte dallo stabilimento”.

Fonderie Pisano, l’evento Ona ha riacceso il dibattito

L’evento Ona di Salerno ha riportato, quindi, all’attenzione una questione annosa per la quale sono impegnati l’avvocato Enrico Maria Giovine, che da tempo insiste sulla nocività delle emissioni, ma anche Legambiente. Come pure semplici cittadini come Martina Marraffa, che aveva organizzato una tendopoli davanti allo stabilimento per protesta.

Alcune analisi avrebbero rilevato emissioni con presenza di piombo e cadmio, composti organici volatili con monossido di carbonio, anidride carbonica e solventi aromatici. Tutti elementi pericolosi per la salute umana.

Dicono cittadini e comitati che sono state oltre 50 le malattie polmonari, di operai delle Fonderie e di abitanti, analizzate durante un procedimento penale iniziato nel 2010. Il processo è terminato in Corte d’Appello per sopraggiunta prescrizione.

Ora i residenti si sono rivolti all’Ona. Che continuerà a sostenere le solo istanze, come quelle legate all’amianto. Anche grazie al lavoro del responsabile territoriale, l’avvocato Marco Siniscalco, pure presente al convegno del 13 maggio scorso.

L’avvocato Marco Siniscalco