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domenica, Giugno 16, 2024

Luna di ghiaccio: dai giorni della merla alla Candelora 

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Avete notato il colore della luna piena in questi giorni? Il fenomeno è noto come “luna di ghiaccio”. Scopriamo curiosità e leggende.

Luna di Ghiaccio e i giorni della merla

La “luna di ghiaccio è l’undicesima lunazione di un anno lunare, collocata nel bel mezzo della stagione più fredda e buia. 

Arriva a cavallo in quelli che vengono definiti i “giorni della merla”. Gli ultimi tre giorni di gennaio, solitamente i più freddi, che coincidono con la festività pagana irlandese del Sabba di Imbolc. Detta anche festa del focolare domestico”, altro non è che la celebrazione del mezz’inverno, il punto mediano del periodo invernale.

Piccola curiosità: i quattro Sabba astronomici si alternano ai cosiddetti “cross-quarter days”. Giorni che cadono a metà tra un equinozio (primavera o autunno) e un solstizio (estate o inverno). Gli altri sabba sono, Beltane, Lughnasadh e Samhain. 

I giorni della merla: perché si chiamano così?

Secondo un’antica leggenda, un tempo i merli erano bianchi.

Gennaio (nell’antico calendario romano era composto da ventotto giorni), arrivato a fine mese, lasciava morire di fame e di freddo una merla femmina. Un anno, la povera creatura si fece furba e si assicurò provviste a sufficienza per resistere un mese intero nella sua tana. Il 28 del mese la merla uscì in tutta tranquillità, certa di averlo ingannato. 

Gennaio si infuriò e chiese in prestito a febbraio tre giorni. Per punire la merla, fece sì che i tre giorni fossero i più freddi in assoluto della stagione.

La povera bestiolina cercò allora rifugio all’interno di un camino, ma quando uscì era completamente annerita dalla fuliggine. Da quel momento tutti i merli nacquero neri.

Come si interpretano i giorni della merla?

Da allora, secondo una credenza popolare, se i giorni della merla sono molto freddi, in primavera ci sarà bel tempo. Se non lo sono, il caldo tarderà ad arrivare. Ma torniamo al nesso con la Luna di ghiaccio.

La luna piena di febbraio dai colori glaciali

Se osservate il nostro satellite in questi giorni, noterete che ha un colore molto freddo. L’aspetto deriva proprio dalle temperature rigide che caratterizzano i giorni della merla e quelli successivi. L’undicesima lunazione dell’anno termina con l’arrivo della primavera. Il periodo è noto come la Candelora, perché anticamente si illuminavano le finestre (Candelora deriva da candele) per lasciare entrare i tiepidi raggi di sole primaverili. 

Quest’ultimo periodo sarebbe forse una derivazione dei Lupercalia e delle Februe – le purificazioni – da cui il nome febbraio, in onore della Dea Februa, cui venivano accese candele e dedicate fiaccolate.

Quel che è certo è che la Chiesa tra il V e il VI secolo, per mano dei Papi, ha sigillato le calende di febbraio con l’istituzione della Candelora per sovrapporla alle feste pagane romane.

Luna di Purificazione o Luna Rinascente 

Essendo a cavallo tra un ciclo di morte (invernale) e un ciclo di rinascita, la luna di ghiaccio prende anche il nome di Luna di Purificazione o Luna Rinascente. Ma ha anche molti altri nomi: Luna tempestosa, delle Corna, della fame, selvaggia, rossa, purificata, Solmonath (mese del Sole), del grande inverno, Immacolata, Casta, Stimolante, Grande Luna, dell’Orso, Vecchia Luna, Grigia, del Vento, dei Dadi, delle Oche, Ossuta, di Carestia e di Pulizia.

La luna del corvo nei Celti

I Celti attribuivano alle lunazioni dei nomi collegati agli animali di potere. Il nome con cui chiamavano la luna glaciale era “luna del corvo”. Stando a una loro leggenda, originariamente le piume del corvo erano bianche e l’animale era associato Dio Lugh, cioè il “Dio della profezia”. Il corvo, suo volatile preferito, era considerato un animale profetico. Tanto che i celti traevano divinazioni osservando la direzione e la modalità di volo di questo uccello.

Significato della luna glaciale

Riguardo al significato che veniva dato alla luna di ghiaccio, esso era associato alla rinascita, alla pubertà, al matrimonio. Non solo nella tradizione celtica ma in quasi tutte le culture, cristiana inclusa.

Il bianco lunare aveva altresì una forte valenza iniziatica. È il colore delle esperienze che incominciano e del rinnovamento a nuova vita (spirituale ovviamente).

La luna di ghiaccio, per tornare alla festa di Imbolc, richiamava alla gioia di vivere. Come pure alla purezza e all’energia primaverile che si avvicina, portando nuovi frutti sulla Terra.

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