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Calabria, 100 morti nel naufragio. Bonanni: “Inammissibile”

naufragio
candele accese su sfondo scuro

Potrebbero essere oltre 100 i morti nel naufragio di domenica all’alba, sul litorale di Steccato di Cutro, in Calabria. Una tragedia immane in cui hanno perso la vita anche 20 bambini. Tra questi 2 gemellini di pochi anni e 1 neonato di pochi mesi. Emblematica la foto con il biberon fermo in spiaggia, ancora pieno di acqua che la mamma aveva preparato per lui. Non è, però, riuscita a salvarlo. Non siamo riusciti a salvarli.

Naufragio in Calabria, 59 cadaveri recuperati

Non si riesce ancora a capire quanti migranti sarebbero partiti 4 giorni fa percorrendo la rotta dalla Turchia. Forse 180, forse, invece, 250. Per ora, secondo i dati dell’Ansa, sono state salvate 80 persone, 21 delle quali ferite si trovano ora in ospedale. I cadaveri recuperati, che abbiamo visto allineati sulla spiaggia, sono 59. Tre di questi sono stati trovati sulla spiaggia di Botricello, nel catanzarese. Otto a “Le Castella” di Isola Capo Rizzuto ed uno a Crotone.

Intervento di Capitaneria di porto, Gdf e vigili del fuoco

Tutta la notte la Capitaneria di Porto di Crotone ha portato avanti le ricerche, nella speranza di recuperare vive il maggior numero di persone possibile. Con loro anche la Guardia di finanza e i Vigili del fuoco.

Naufragio, Bonanni: “Mare trasformato in una tomba”

“Non si può pensare – ha commentato il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, che ancora nel 2023 si verifichino queste tragedie, lutti indescrivibili. La morte di tanti esseri umani, in questa strage, come in tante altre, che hanno trasformato il nostro mare in una tomba di esseri umani, è totalmente inammissibile.

In questo particolare momento mi piange il cuore a pensare alle giovani vite stroncate e alla tragedia che riguarda tutto l’essere umano oltre che naturalmente i genitori di queste giovani vite e di tutti quelli che sono vittime, quelle decedute, quelle ferite e anche i superstiti. Come essere umano e come legale oltre che come responsabile di un’organizzazione come l’Ona, non dimenticando che questi esseri umani ricordano molto le vittime amianto, non posso che auspicare – pregando per loro – che per il futuro si evitino queste tragedie.

“La politica resti in silenzio”

La politica non deve parlare. Non bisogna utilizzare la morte di questi esseri umani per fini politici o per contese politiche. E questo vale per tutti gli schieramenti, senza distinzione. Come persona, oltre che come Ona, credo che, nei prossimi mesi, dovrà essere avviata una riflessione umana, oltre che naturalmente etica su questo tema”.

Papa Francesco mediatore morale

L’Europa non può essere assente. Papa Francesco potrebbe essere designato quale mediatore, quanto meno morale, non solo per arrivare alla pace in Ucraina, ma anche per la gestione del fenomeno migratorio. Questo purtroppo, nei prossimi anni, a causa della crisi economica e del cambiamento climatico, sarà sempre maggiore e in continua evoluzione.

Brasile, finalmente al bando l’amianto

Brasile
brasile, foto di san paolo dall'alto

Il Brasile ha messo al bando l’amianto. Ancora oggi, nel 2023, ci sono Paesi del mondo in cui l’estrazione e l’utilizzo del minerale cancerogeno è ancora permesso. L’Ucraina, per esempio, ora devastata dalla guerra, l’ha vietato soltanto nel 2020. Il Canada nel 2018.

Illegale l’amianto in Brasile

Il 22 febbraio il Tribunale supremo federale brasiliano ha decretato illegale l’estrazione, l’industrializzazione, la commercializzazione e la distribuzione del crisotilo. È un minerale di amianto, che appartiene alla classe dei silicati di magnesio, sottoclasse fillosilicati, che appartiene al gruppo del “serpentino”.

Le sue fibre sono di lunghezza variabile, soffici e setose, con elevata resistenza meccanica e flessibilità. È stato il tipo di amianto più diffuso anche in Italia. Per molto tempo gli imprenditori hanno cercato di nascondere la sua pericolosità, ma l’Osservatorio nazionale amianto e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, hanno sempre sostenuto che fosse cancerogeno come gli altri minerali di amianto. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha dato ragione all’Ona. Ha precisato, infatti, che tutti gli amianti compreso il serpentino amianto (crisotilo), sono cancerogeni.

Brasile, i ricorsi delle aziende hanno rallentato lo stop

L’amianto era stato bandito nel Paese già nel 2017, ma un cavillo legale bloccò l’esecuzione della legge. La Plenaria aveva già dichiarato incostituzionali alcune leggi federali che consentivano l’uso del minerale killer, ma tanti e mirati ricorsi hanno ritardato lo stop.

“Nell’analisi congiunta della mozione di chiarimento – si legge nella sentenza – la Plenaria ha confermato la dichiarazione di incostituzionalità della norma federale che consentiva il suo uso”. Una vittoria per le associazioni e gli ambientalisti locali, ma anche per il mondo intero.

“È un grande passo – ha dichiarato l’avvocato Bonanni – anche perchè sono ancora molti i Paesi, soprattutto quelli in via di sviluppo, che continuano ad utilizzare l’amianto. Stanno facendo lo stesso errore perpetrato in Italia. In nome della crescita economica stanno mettendo da parte la salute dei propri cittadini e la tutela del territorio”.

I danni causati dall’amianto

L’amianto ha provocato, infatti, in tutto il Pianeta morti e dolore. L’asbesto causa, infatti, il mesotelioma, un tumore maligno molto aggressivo. E ancora il cancro del polmone, della laringe, della faringe, delle ovaie e del colon. Più tutta una serie di patologie asbesto correlate. In Italia, secondo una stima Ona, i morti da amianto sono almeno 7mila l’anno.

Difficile quantificarli. L’ultimo rapporto dell’INAIL, il settimo, che registra i mesoteliomi è fermo al 2018 e per gli ultimi anni i dati non sono completi. Un’analisi più approfondita si trova nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

L’Ona insiste moltissimo, a tutti i livelli, per sensibilizzare i cittadini e premere sulle istituzioni perché siano effettuate le bonifiche. In Italia, infatti, nonostante la legge che mette al bando l’amianto sia ormai di 30 anni fa, il territorio non è stato liberato. Moltissimi edifici sono ancora contaminati, sia pubblici, che privati.

Poiché non c’è una soglia minima al di sotto della quale si azzeri il rischio è importante che non ci siano più esposizioni. E questo è possibile soltanto rimuovendo il materiale contaminato con ditte specializzate (come prevede la legge), per tutelare la salute di tutti. Per questo ha realizzato una App dove inviare le segnalazioni dei siti con amianto.

Rischio amianto, sospesi i lavori alla Regione Lazio

lavori
regione lazio, edificio

Richiesta la sospensione dei lavori di verifica della vulnerabilità sismica nella sede della Regione Lazio per probabile presenza di amianto. Gli operai hanno aperto il cantiere il 17 febbraio scorso, ma ora è stato chiesto loro di bloccare tutto. Alcuni di loro hanno notato le polveri diffondersi nell’aria e, conoscendo il modo in cui veniva utilizzato l’amianto all’epoca della realizzazione dell’immobile, hanno riferito il tutto. Il sindacato Usp ha così scritto al responsabile della sicurezza.

Lavori alla Regione Lazio, chiesta la sospensione

Una decisione precauzionale che servirebbe a garantire la salute degli operatori. Molti edifici costruiti prima del 1992, anno della messa al bando dell’asbesto, sono ancora contaminati. Questo vale anche per le strutture pubbliche. Molte, infatti, come denuncia da anni l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, non sono ancora state bonificate. Qui la fibra killer continua a disperdersi nell’aria, complice anche il tempo che ha deteriorato il cemento amianto, che ha perso il suo potere aggrappante.

Lavori di verifica sismica, i danni legati all’amianto

Fibre che, se inalate (ma anche ingerite), possono causare il mesotelioma, e altre patologie asbesto correlate. Il VII Rapporto ReNaM registra ogni anno i casi di mesotelioma, malattia causata soltanto dall’amianto, per verificare l’andamento. I numeri non scendono. Salgono in più i casi di chi ha contratto la malattia senza aver mai lavorato in una fabbrica che utilizzava amianto. Il presidente Ona ha spiegato il fenomeno e i motivi che hanno spinto le aziende a continuare ad utilizzare questo minerale fino alla fine, ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

Possibile spargimento di polveri di amianto

“Considerato che è notorio – si legge nella missiva al responsabile della sicurezza della Regione Lazio – l’utilizzo dell’amianto nell’impasto del calcestruzzo per la costruzione dei pilastri e delle travi nell’edificazione del complesso edilizio in questione, all’epoca consentito dalle leggi. Tenuto conto dell’invasività dell’intervento effettuato sulla struttura nelle operazioni di carotaggio. Intervento che ha determinato un possibile spargimento di polvere contenente amianto negli ambienti di lavoro. Si chiede che, in attesa di conoscere eventualmente l’esito della predetta rilevazione della qualità dell’aria, vengano immediatamente sospesi i lavori in argomento, a tutela della salute dei lavoratori”.

Aggiornamento:

“Abbiamo ricevuto una risposta che non ci ha convinto del tutto – hanno poi spiegato qualche giorno più tardi dalla Usp – così abbiamo deciso di rivolgerci al neo eletto presidente della Regione, Rocca”. La lettera porta la data dell’8 marzo. Un’ulteriore sollecitazione a sospendere i lavori per verificare la presenza di amianto. Lavori che, intanto, continuano nella palazzina C.

Sin, resta alto l’eccesso di mortalità nelle aree contaminate

sin
Sin, aree contaminate

L’eccesso di mortalità nei Sin – Siti di interesse nazionale (per inquinamento), è stabile. Se nel periodo 2006-2013 era del 2,7%, nel periodo che arriva fino al 2017 è del 2,6%. I dati sono del Quinto rapporto Sentieri (Studio epidemiologico nazionale territori e insediamenti esposti a rischio inquinamento).

Il progetto, partito nel 2006, è coordinato dall’Istituto superiore di sanità e finanziato dal ministero della Salute. Dal 2014 il Progetto Sentieri fa parte del Programma statistico nazionale, nel settore Ambiente e territorio.

Nel periodo preso in considerazione dallo studio (dal 2013 al 2017) nei 46 siti nazionali monitorati dalla sorveglianza epidemiologica Sentieri si è verificato un eccesso di 1668 decessi l’anno.

Incidenza di mesoteliomi 3 volte più alta

I tumori maligni causano oltre la metà (56%), degli eccessi osservati. In particolare la mortalità per mesoteliomi totali risulta in eccesso di tre volte nei siti con presenza di amianto e quella per mesoteliomi pleurici di più di due volte nell’insieme dei siti con amianto e aree portuali. Il tumore del polmone è in eccesso del 6% tra i maschi e del 7% tra le femmine.

Aumenta, poi, la mortalità per tumore del colon retto nei siti caratterizzati dalla presenza di impianti chimici, del 4% tra i maschi e del 3% tra le femmine, e del 6% per il tumore della vescica negli uomini residenti nei siti con discariche.

Per chi vive vicino a uno dei 46 Sin aumenta anche il rischio di ospedalizzazione che, nel periodo 2014-2018, per tutte le cause naturali nell’insieme dei 46 siti, è risultato del 3% sia per gli uomini che per le donne. Nei bambini e ragazzi in età pediatrico-adolescenziale (0-19 anni) la crescita è stata registrata nel 43% delle aree contaminate. Per i giovani (20-29 anni) anche sale, nel 15% nelle aree studiate.

Sin, pressioni ambientali molteplici per i cittadini

“Alcune esposizioni, come quelle all’amianto, sono purtroppo ben note alla sanità pubblica proprio perché causano morti e malattie misurabili con precisione – ha spiegato il prof. Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss – altre sono meno note ed è talora difficile attribuire gli eccessi ad agenti specifici”.

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, ha più volte ricordato che l’amianto è l’unica causa del mesotelioma. Le fibre killer possono provocare, però, anche il tumore del polmone, della laringe, della faringe, delle ovaie e del colon. E ancora l’asbestosi, le placche pleuriche e tante altre patologie asbesto correlate. Purtroppo in Italia è stato utilizzato in quantità sempre maggiori fino agli anni ’80 e poi ancora fino al 1992, anno della sua messa al bando per legge. Il fenome che portato una lunga scia di morte, è delineato ne: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“. Secondo il VII Rapporto ReNaM i casi di mesotelioma crescono ogni anno. I dati, però non sono completi e la questione è sottostimata. L’Ona conta, invece, circa 7mila decessi l’anno.

Sin, fondamentali le bonifiche

“Certo è che le pressioni ambientali, per queste popolazioni – ha continuato Brusaferro – sono molteplici, e spesso si mescolano con lo svantaggio socio-economico, producendo indicatori di segno negativo e ponendo la questione dell’importanza dei determinanti ambientali”.

Il rapporto Sentieri pone di nuovo sotto gli occhi di tutti l’importanza di proseguire con le bonifiche. Così come di mantenere attivo il sistema di sorveglianza epidemiologico. E di fornire informazioni esaurienti a tutti i portatori di interesse (amministrazioni pubbliche, autorità sanitarie e ambientali, comitati, cittadini).

Non bisogna dimenticare, però, che in Italia oltre i grandi siti contaminati, ci sono anche circa un milione di micrositi da bonificare. Per contribuire alla mappatura l’Ona ha realizzato anche una App per segnalarli.

Antonio Dal Cin: Introdurre il reato di omicidio da amianto

omicidio
nave della guardia di Finanza

Dopo 11 anni il finanziere di Sabaudia, Antonio Dal Cin, ha ottenuto la speciale elargizione e tutti i ratei pregressi come vittima del dovere ed equiparata a vittima del terrorismo. Per anni a contatto con il minerale killer durante il servizio, infatti, ha contratto l’asbestosi e ha un’invalidità del 50%. Ora chiede l’introduzione del reato di omicidio da amianto.

È inabile al lavoro e, a causa della malattia che potrebbe trasformarsi in mesotelioma, vive in una costante paura della morte. Come è, purtroppo, accaduto a molti suoi colleghi. A distanza di qualche mese dall’esecuzione della sentenza, ottenuta dopo ulteriori solleciti al Ministero della Difesa, lo abbiamo raggiunto al telefono.

Ha finalmente ottenuto giustizia Antonio Dal Cin?

“Ho ottenuto solo quello che mi spettava senza dover adire le vie legali. È una crociata la mia, di chi ha servito in armi con dignità ed onore il proprio Paese ed è assurdo che tutt’ora ci siano queste situazioni.

La mia battaglia continua accanto all’avvocato Ezio Bonanni e all’Osservatorio nazionale amianto, per la legalità e per il diritto alla vita, che è inalienabile. Continuerò a fornire per quanto possibile il mio fattivo contributo portando con dignità la mia testimonianza terrena.

Non ho, però, ottenuto giustizia perché ho avuto soltanto i benefici economici che questi malati dovrebbero avere d’ufficio, dall’inizio, non dopo 11 anni. Come accadeva all’inizio con la Marina Militare, prima che si scoperchiasse il vaso dell’immane strage che non ha risparmiato neanche gli appartenenti alla Guardia di Finanza.

Non ho ottenuto giustizia neanche sotto il profilo penale, in quanto di amianto ci si può ammalare e si può morire senza che nessuno abbia colpe. Anche quando c’è la confessione da parte dello Stato sulla mancata tutela dei lavoratori.

Sotto il profilo civilistico non ho ottenuto nulla, se non 4mila euro di cui ho dovuto restituire la metà. Non ho ottenuto benefici economici previsti per l’amianto, né quelli per la malattia tabellata Inail. Né il risarcimento dei danni.

Continuo per questo il percorso giuridico, per il risarcimento dei danni, anche psichici e per quelli di mia moglie e dei miei figli, che restano da quantificare”.

Da quanto tempo va avanti il procedimento giudiziario?

“Siamo partiti nel 2012. È stato un percorso difficile – ha continuato il finanziere – per mobbing, per l’ostruzionismo contro il quale ho dovuto lottare, del tutto incomprensibile. Sono rimasto ostaggio della burocrazia e della giustizia amministrativa. Nonostante tutto non ho mai perso fiducia nella giustizia di quei magistrati che si sacrificano ogni giorno per cercare di mantenervi fede.

Finalmente si sta arrivando, in tutta Italia, a sentenze importantissime, sia in ambito civilistico che in ambito locale. L’avvocato Bonanni è riuscito ad ottenere risultati che fino a qualche anno fa erano impensabili. Restituendo finalmente dignità alle vittime.

Dal Cin: “Inasprire le pene per l’omicidio da amianto”

Ora è necessario fare un passo ulteriore, bisogna prevedere il reato di omicidio da amianto. Nel senso di inasprire le pene, come è stato fatto per l’omicidio stradale. Si tratta, infatti, a mio avviso di omicidi volontari che non possono restare colposi. Chi ha causato la morte di persone innocenti era consapevole. Lo ha fatto approfittando del lungo periodo di latenza della malattia. Solo dopo 30 – 40 anni la comunità si sarebbe resa conto del danno causato, come poi è puntualmente avvenuto. Oggi, poi, uccide anche l’amianto della porta accanto. Sono in crescita, infatti, i mesoteliomi ambientali, non contratti sui luoghi di lavoro. Perchè le bonifiche sono in forte ritardo”.

Cosa le è costata l’esposizione all’amianto?

“Tantissimo in termini di salute, che è oltremodo peggiorata. Tantissimo, perché ho privato la mia famiglia e in particolare i miei figli di tutto quello che avrei voluto dare loro. Anche solo portarli al mare, perché non riesco a restare sotto il sole anche soltanto per 5 minuti. Sono costretto ad una vita ritirata pari a chi è agli arresti domiciliari. Non posso neanche accendere l’aria condizionata perché peggiorerebbe la mia situazione.

Mi sono ammalato a 44 anni e mi sono ritrovato a 53 avendo perso forse gli anni migliori, di uomo che avrebbe potuto godersi la famiglia in modo diverso. Anche di marito: sarei stato molto più di supporto per mia moglie. Invece, se non fosse stato per lei non avrei resistito, mi ha aiutato tantissimo.

Omicidio da amianto, la paura della morte annunciata

Tanti colleghi non ce l’hanno fatta. Io so cos’è la paura della morte annunciata. Ad ogni esame si risveglia, ad ogni complicazione, ad ogni problema compare il mostro del mesotelioma, o di un’altra neoplasia”.

“È stata lunga e dura – ha concluso Dal Cin – ma ce l’abbiamo fatta a dimostrare la verità. Ora spero di ottenere i risarcimenti, quanto mi spetta. Con una certezza: sono sicuro che l’avvocato Bonanni, qualunque cosa dovesse mai accadermi, non abbandonerà né mia moglie, né i miei figli, come non ha mai abbandonato me”.