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giovedì, Maggio 23, 2024

Brasile, finalmente al bando l’amianto

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Il Brasile ha messo al bando l’amianto. Ancora oggi, nel 2023, ci sono Paesi del mondo in cui l’estrazione e l’utilizzo del minerale cancerogeno è ancora permesso. L’Ucraina, per esempio, ora devastata dalla guerra, l’ha vietato soltanto nel 2020. Il Canada nel 2018.

Illegale l’amianto in Brasile

Il 22 febbraio il Tribunale supremo federale brasiliano ha decretato illegale l’estrazione, l’industrializzazione, la commercializzazione e la distribuzione del crisotilo. È un minerale di amianto, che appartiene alla classe dei silicati di magnesio, sottoclasse fillosilicati, che appartiene al gruppo del “serpentino”.

Le sue fibre sono di lunghezza variabile, soffici e setose, con elevata resistenza meccanica e flessibilità. È stato il tipo di amianto più diffuso anche in Italia. Per molto tempo gli imprenditori hanno cercato di nascondere la sua pericolosità, ma l’Osservatorio nazionale amianto e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, hanno sempre sostenuto che fosse cancerogeno come gli altri minerali di amianto. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha dato ragione all’Ona. Ha precisato, infatti, che tutti gli amianti compreso il serpentino amianto (crisotilo), sono cancerogeni.

Brasile, i ricorsi delle aziende hanno rallentato lo stop

L’amianto era stato bandito nel Paese già nel 2017, ma un cavillo legale bloccò l’esecuzione della legge. La Plenaria aveva già dichiarato incostituzionali alcune leggi federali che consentivano l’uso del minerale killer, ma tanti e mirati ricorsi hanno ritardato lo stop.

“Nell’analisi congiunta della mozione di chiarimento – si legge nella sentenza – la Plenaria ha confermato la dichiarazione di incostituzionalità della norma federale che consentiva il suo uso”. Una vittoria per le associazioni e gli ambientalisti locali, ma anche per il mondo intero.

“È un grande passo – ha dichiarato l’avvocato Bonanni – anche perchè sono ancora molti i Paesi, soprattutto quelli in via di sviluppo, che continuano ad utilizzare l’amianto. Stanno facendo lo stesso errore perpetrato in Italia. In nome della crescita economica stanno mettendo da parte la salute dei propri cittadini e la tutela del territorio”.

I danni causati dall’amianto

L’amianto ha provocato, infatti, in tutto il Pianeta morti e dolore. L’asbesto causa, infatti, il mesotelioma, un tumore maligno molto aggressivo. E ancora il cancro del polmone, della laringe, della faringe, delle ovaie e del colon. Più tutta una serie di patologie asbesto correlate. In Italia, secondo una stima Ona, i morti da amianto sono almeno 7mila l’anno.

Difficile quantificarli. L’ultimo rapporto dell’INAIL, il settimo, che registra i mesoteliomi è fermo al 2018 e per gli ultimi anni i dati non sono completi. Un’analisi più approfondita si trova nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

L’Ona insiste moltissimo, a tutti i livelli, per sensibilizzare i cittadini e premere sulle istituzioni perché siano effettuate le bonifiche. In Italia, infatti, nonostante la legge che mette al bando l’amianto sia ormai di 30 anni fa, il territorio non è stato liberato. Moltissimi edifici sono ancora contaminati, sia pubblici, che privati.

Poiché non c’è una soglia minima al di sotto della quale si azzeri il rischio è importante che non ci siano più esposizioni. E questo è possibile soltanto rimuovendo il materiale contaminato con ditte specializzate (come prevede la legge), per tutelare la salute di tutti. Per questo ha realizzato una App dove inviare le segnalazioni dei siti con amianto.

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