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Bonifiche amianto dei Comuni non soggette ad Iva

bonifiche amianto
palazzi gemelli bonifiche amianto

“Le bonifiche amianto non devono essere soggette ad Iva”, lo sostiene da tempo il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni. Ora la sua tesi è confermata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. I giudici hanno, infatti, sancito che i Comuni che facciano eseguire bonifiche amianto (anche su edifici privati), non sono soggetti ad Iva. La sentenza è del 30 marzo 2023 e risponde ad un quesito presentato da un giudice della Polonia.

Niente Iva per le bonifiche amianto, la sentenza

Secondo la Corte di Giustizia Ue “non costituisce una prestazione di servizi soggetta all’imposta sul valore aggiunto l’attività di un Comune consistente nel far eseguire da un’impresa operazioni di bonifica dall’amianto e di raccolta dei prodotti e dei rifiuti contenenti amianto, a favore dei residenti in tale comune, proprietari di immobili, che ne abbiano fatto richiesta, qualora una siffatta attività non miri all’ottenimento di introiti aventi carattere di stabilità né implichi alcun pagamento da parte di detti residenti, poiché tali operazioni sono finanziate da fondi pubblici”. Questa, secondo la Corte di Giustizia, la giusta interpretazione degli articoli 2, paragrafo 1, 9, paragrafo 1, e 13, paragrafo 1, della direttiva 2006/112.

Un Comune polacco copre il 100% delle spese

Nel caso di specie un comune polacco, quando un cittadino ne fa richiesta, si fa carico della rimozione attraverso una ditta specializzata, coprendo il 100% delle spese. Poi fa richiesta ad un fondo pubblico per ottenere il rimborso della spesa che può variare dal 40 al 100%. Secondo i giudici europei, quindi, “non risulta che il Comune eserciti un’attività di carattere economico”, per questo non deve caricarsi anche della spesa legata all’Iva.

La Corte di Giustizia europea sottolinea pure che il beneficio arrecato a detto Comune in contropartita del pagamento consiste “nell’eliminazione del pericolo per la salute e la vita umane derivante dall’esposizione all’amianto, ma anche, più in generale, nel miglioramento della qualità della vita nel territorio amministrato dal Comune”. Non una contropartita economica, quindi, ma di benessere dei residenti.

Bonanni: “Afferma un principio molto importante”

“Con questa sentenza – ha commentato l’avvocato Bonanni – che vale per tutti gli stati membri dell’Unione Europea, si afferma il principio in base al quale lo smaltimento amianto, a maggior ragione se con fondi pubblici, non implica un’operazione assoggettabile ad Iva.

Questo è un principio molto importante che sostiene la tesi da sempre sostenuta dall’Ona, in base alle quali è estremamente errato, anche sotto il profilo costituzionale, che si assoggettino ad Iva le operazioni di smaltimento amianto ovvero di bonifica amianto che sono finalizzate alla tutela della salute o a svolgere un servizio pubblico”.

Bonanni: “Per piccoli materiali evitare piano dei lavori”

Attuare questo principio faciliterebbe la bonifica dei siti contaminati. “Un altro punto chiave sarebbe quello di evitare il piano dei lavori per lo smaltimento amianto quando il materiale contaminato da rimuovere sia minimo. È necessario pensare ogni soluzione possibile per favorire la bonifica e ridurne i costi, senza rinunciare alla sicurezza”.

Amianto killer in Europa e nel mondo, bonifiche necessarie

L’utilizzo dell’amianto, purtroppo, ha portato con sé, in tutta Europa, una lunga scia di malattie e morte. Causa il mesotelioma, ma anche il cancro del polmone, l’asbestosi a tante altre patologie asbesto correlate.

Inoltre le statistiche fanno emergere la questione in tutta la sua gravità. Il 78% dei tumori professionali riconosciuti negli Stati membri dell’Unione europea è correlato all’amianto. Una percentuale che fa capire bene come troppe malattie potevano essere evitate con una politica più oculata e attenta alla sicurezza dei lavoratori e alla tutela dell’ambiente. L’Ona continua il suo lavoro, anche per liberare il Paese dall’asbesto, anche con una App per la segnalazione dei siti contaminati. Per approfondire il fenomeno: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

Giornate della libertà, l’evento a Roma per i diritti umani

Giornate della libertà
Giornate della libertà pegah moshir pour

Ci sarà anche l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, insieme al giornalista Massimo Lucidi, presidente della Fondazione E-Novation, a consegnare i premi “Pietre della Libertà“, a Roma, nel Palazzo della Santa Sede San Carlo ai Catinari.

L’evento a Roma

L’appuntamento con “Le giornate internazionali della libertà” è per domani, 10 maggio, dalle 17.30 alle 19, a Roma. L’evento è organizzato in collaborazione con la fondazione Tatarella e la casa editrice Historica.

“L’iniziativa – ha spiegato Lucidi – nasce per ribadire la necessità del rispetto universale da parte di ciascuno del valore che contraddistingue tanto il singolo come persona, quanto la comunità come insieme di persone che hanno il diritto di essere ugualmente diseguali agli altri, di essere sé stesse. In altre parole, il diritto di essere libere. Come Fondazione ci battiamo per lo sviluppo integrale della persona umana. Sappiamo pure che non basta un evento, ma occorre l’esempio quotidiano sui territori”. Sarà un’occasione per approfondire i temi di libertà, diritti umani e speranza.

Premiati i vincitori concorso letterario Racconti di Libertà

L’evento apre con i vincitori del concorso letterarioRacconti di Libertà“, curato personalmente da Francesco Giubilei. Anima della casa editrice, presidente della Fondazione Tatarella e consigliere del Ministro della Cultura Sangiuliano.

Alle 18.30 interverrà Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia Pro Vita. Ritirerà il Premio “Pietre della Libertà” dopo aver spiegato il valore della libertà. Un’occasione per commemorare anche Massimo Milone, scomparso qualche giorno fa, già direttore di Rai Vaticano.

Riconoscimento all’attivista iraniana Pegah Moshir Pour

Un altro Premio “Pietra della Libertà” verrà assegnato, invece, alla scrittrice iraniana Pegah Moshir Pour. Iraniana e italiana, la 32enne, che ha partecipato a Sanremo, è un’attivista. Lotta per i diritti umani e per la causa del suo Paese di origine, l’Iran, che ha lasciato a 9 anni con la sua famiglia. Ma anche per la parità di genere in Italia, nei settori Stem (è laureata in ingegneria edile).

(Foto di Luca Lancieri)

Ministero Difesa condannato, riconoscerà vittima del dovere

ministero della difesa
laterale di una nave

Ancora una condanna del ministero della Difesa a riconoscere vittima del dovere un dipendente civile motorista navale. L’uomo è morto per asbestosi causata dall’amianto respirato sulle navi della Marina Militare. Così come durante il servizio a terra. I familiari hanno ottenuto un risarcimento di 200mila euro e una pensione di 1.600 euro mensili.

Motorista navale della marina morto per asbestosi

L’uomo, come riporta tarantobuonasera.it, era stato assunto prima come allievo operaio e poi come motorista meccanico specializzato. Dopo 40 anni era andato in pensione, ma l’amianto era presente nei suoi polmoni e l’asbestosi non gli ha dato scampo.

L’amianto è altamente pericoloso come denuncia da anni l’avvocato Ezio Bonanni che, in diversi procediementi ha dimostrato la presenza del materiale killer sulle navi della Marina, ma anche sugli elicotteri e sui mezzi, più in generale, delle forze armate.

Ministero Difesa condannato, i danni alla salute dell’amianto

L’asbesto è stato, infatti, utilizzato in Italia fino al 1992, anno della sua messa al bando, anche se la cancerogenicità fosse nota sin dagli anni ’40. Per decenni i danni alla salute causati dall’amianto sono stati nascosti. Invece causa il mesotelioma e tante altre neoplasie e patologie asbesto correlate. Per approfondire il tema è possibile leggere l’ultima pubblicazione dell’avvocato Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

In questo caso l’operaio è stato spesso a diretto contatto delle coibentazioni. Ma anche con l’amianto presente in motori, tubazioni, scarichi, paratie e guarnizioni. Durante i lavori di manutenzione tutti partecipavano, inoltre, alle attività di smontaggio e rimontaggio di macchinari ed apparecchiature con parti di amianto. Per isolare le tubazioni l’asbesto in polvere veniva impastato direttamente a bordo, prima di essere utilizzato dai coibentatori per le riparazioni.

Aumentano le condanne del Ministero della Difesa

Non si tratta certo di un caso isolato, i marittimi hanno pagato alto il prezzo dell’uso dell’asbesto per le sue caratteristiche ignifughe e fonoassorbenti. Per questo sono in aumento le condanne del Ministero della Difesa per casi analoghi. Nonostante si conoscesse la pericolosità del minerale già dagli inizi del ’900 questo è stato utilizzato fino alla sua messa al bando, nel 1992.

Negli ultimi mesi ben due famiglie che si erano rivolte all’Ona hanno ottenuto il riconoscimento di due vittime dell’amianto (entrambi motoristi navali), a vittime del dovere. Si tratta delle famiglie Arcieri e Tisato. Resta la questione aperta degli orfani non a carico, per la quale tanto l’avvocato Bonanni si sta battendo. Sperando che anche questi, come gli orfani non a carico del terrorismo, possano ottenere gli stessi diritti.

Cancro ovarico, casi in crescita costante

ragazza rannicchiata pensierosa su un pontile
ragazza rannicchiata pensierosa su un pontile

Negli ultimi anni il numero di casi di cancro ovarico è in costante crescita. Lo sostiene la World Ovarian Cancer Coalition, che da 11 anni promuove la Giornata mondiale sul tumore ovarico (8 maggio). Una giornata che è spunto di riflessione, per sensibilizzare e fare il punto su questa patologia. Il tema della campagna del 2023 è stato “Nessuna donna resti indietro“.

Ogni anno sono sempre di più i casi di tumore alle ovaie: è la settima neoplasia al mondo per numero di casi e l’ottava per mortalità. In Italia nel 2020 ci sono state cinquemila nuove diagnosi e circa tremila decessi; nel mondo invece sono 314mila le donne che ricevono la diagnosi e per 200mila rappresenta la causa di morte. La stima è che di questo passo, senza interventi, nel 2040 le nuove diagnosi saranno 445mila ogni anno (+42%) e i decessi 313mila (più del 50% in più).

Informare le donne sul cancro ovarico può salvarle

L’importanza della corretta informazione sui temi della salute è importante per il benessere individuale e collettivo.

Promuovere la prevenzione aiuta le persone a comprendere i fattori di rischio e ad adottare comportamenti preventivi per ridurre la possibilità di contrarre malattie e, magari, migliorare la qualità della propria vita. Un approccio generale a questo, con campagne informative mirate, può anche contribuire a migliorare la salute pubblica. Le persone infatti possono modificare il proprio stile di vita, adottando abitudini più salutari ed in grado di migliorare la salute personale e quella della comunità in cui vivono.

Una corretta informazione inoltre aiuta le persone a prendere decisioni informate riguardo alla propria salute: un trattamento medico, o l’adozione di uno stile di vita più sano. In questo senso è molto importante anche il rapporto di fiducia con il proprio medico.

Questi presupposti valgono anche per il cancro ovarico, come in generale per altre malattie. Sottolinea bene questo aspetto proprio la World Ovarian Cancer Coalition. “Nove donne su dieci presentano sintomi prima della diagnosi e il 69% delle donne ha poca o nessuna consapevolezza del cancro ovarico prima della diagnosi. Più donne conoscono il cancro alle ovaie, più rapidamente possono rivolgersi al medico; con maggiori possibilità di iniziare il trattamento“. Nel 2022 la campagna informativa della WOCC ha raggiunto quasi 28 milioni di persone.

È necessario che ognuno di noi si unisca al coro di voci per diffondere la conoscenza del tumore ovarico, uno dei tumori femminili più gravi e silenti. Solo conoscendone i sintomi, i fattori di rischio e di protezione, le possibilità di prevenzione primaria e secondaria, si può sperare di cambiare il futuro della malattia“. Così Acto Italia, Alleanza contro il tumore ovarico, aderente alla stessa campagna.

Tumore ovaie, iniziative in Italia per la giornata mondiale

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, in occasione della Giornata Mondiale sul tumore ovarico, ha aderito all’iniziativa “M’illumino di Loto”. Lo ha reso noto con un comunicato. La campagna è promossa dall’Organizzazione di volontariato Loto ODV – Uniti per le donne contro i tumori ginecologici. Nella serata tra il 7 e l’8 maggio, quindi, la facciata principale di Palazzo Chigi in Piazza Colonna è rimasta illuminata di colore tiffany. E’ questo infatti il colore identificativo della patologia ovarica a livello internazionale.

Anche il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma ha aderito alla campagna internazionale. “Il tumore ovarico è troppo spesso sconosciuto. I sintomi possono essere molteplici e il percorso diagnostico complesso“. L’ospedale ha così promosso un punto informativo in podcast su Radio Rtl 102.5 con la prof.ssa Anna Fagotti, Ginecologa dell’Unità Operativa Complessa di Carcinoma Ovarico.

Anche Federfarma ha avviato un progetto di prevenzione, sempre con la collaborazione di Loto Odv, denominato “Conosciamoci, consapevolmente“. Si parte dalle farmacie di Roma, Napoli e Rovigo. Avranno un “diario del farmacista”, un questionario che può coinvolgere le donne dai 40 anni in su. Lo scopo è sensibilizzarle sulla malattia per far sì che si rivolgano al medico per controlli e screening.

Cause del cancro ovarico: tra genetica e esposizioni nocive

Il cancro ovarico più di frequente si sviluppa nelle cellule epiteliali che rivestono la superficie dell’organo. I sintomi del cancro ovarico possono includere gonfiore addominale, dolore pelvico, difficoltà a mangiare e perdita di peso. La diagnosi precoce è importante, tuttavia, i sintomi spesso non compaiono prima che il tumore sia in fase avanzata. Le donne a rischio dovrebbero quindi sottoporsi a regolari controlli medici e di screening: ecografia transvaginale e dosaggio del marker tumorale CA-125 sono gli esami di routine.

Tra i fattori di rischio più importanti ci sono l’età (il rischio aumenta in età avanzata); obesità; l’uso a lungo termine della terapia sostitutiva ormonale (TOS) per la menopausa; endometriosi. Importante anche la storia familiare: circa il 25% dei casi di cancro ovarico è di natura ereditaria, e di questi il 10-15% è collegato a una mutazione genetica in uno dei due geni BRCA1 e BRCA2, gli stessi coinvolti nel tumore al seno. Tra le cause del cancro ovarico può esserci anche l’esposizione all’amianto.

Il trattamento del cancro ovarico dipende dal tipo e dallo stadio della malattia, nonché dalle condizioni di salute generali della paziente. Il trattamento può includere la chirurgia, la chemioterapia e/o la radioterapia. In alcuni casi, la combinazione di questi trattamenti può essere necessaria per garantire il successo del trattamento.

Villa Literno, scoperta discarica abusiva: anche amianto

discarica abusiva, amianto abbandonato, soccavo
discarica abusiva, amianto abbandonato, soccavo Villa Literno

Discarica abusiva con amianto a Villa Literno, in provincia di Caserta. Il Gruppo operativo ambientale della Città metropolitana di Napoli, insieme al responsabile del servizio Ecologia ed Ambiente del Comune, ha scoperto i rifiuti pericolosi abbandonati in via Prolungamento di via Castello.

Discarica Villa Literno, terreno delle Ferrovie dello Stato

Il terreno, come scrive casertanews.it, è di proprietà di Ferrovie dello Stato. Il Comune ha ordinato la rimozione deli rifiuti.

Non è un caso isolato che rifiuti di vario tipo e in particolare quelli contenenti amianto vengano abbandonati sul territorio. Rimuovere e smaltire l’asbesto ha, infatti, un costo dovuto alla necessità – per rispettare stretti criteri di sicurezza – di rivolgersi a ditte specializzate.

I danni alla salute causati dall’amianto

L’amianto, infatti, come spiegato dal presidente dell’Osservatorio nazionale amianto ne “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia – ed. 2022”, è altamente pericoloso. Fino al 1992 è stato utilizzato in diversi settori per le sue proprietà, nonostante fosse chiaro che è cancerogeno e che anche pochissime fibre possono causare danni irreversibili alla salute.

Causa, infatti, il mesotelioma, il tumore del polmone e tante altre neoplasie. L’INAIL riconoscendo il mesotelioma come malattia sentinella dell’amianto ha registrato tutti i casi nel VII rapporto ReNaM. I numeri però non sono completi e l’Ona stima che soltanto nel 2022 ci siano stati 7mila vittime dell’amianto. Considerando anche tutte le altre patologie asbesto correlate.

Per questo sono fondamentali le bonifiche e abbandonare questo tipo di rifiuto è davvero eticamente sbagliato, oltre che illegale. L’Ona per contribuire alla mappatura dei siti contaminati ha realizzato anche una App. Attraverso questa i cittadini possono segnalare i luoghi in cui è presente il minerale killer.

Villa Literno, scatta l’ordinanza del sindaco

Nella discarica di Villa Literno il Gruppo ambientale ha trovato anche carcasse d’auto e spazzatura di vario genere. Oltre alle lastre in eternit, anche guaine bituminose, tappetini in gomma di veicoli, plastiche e indumenti.

Il primo cittadino, Valerio Di Fraia ha imposto a Ferrovie dello Stato, con un’ordinanza, di comunicare al Comune di Villa Literno gli interventi di messa in sicurezza adottati. Dovrà inviare entro 45 giorni dalla notifica dell’atto al Municipio, alla Provincia di Caserta Settore Ecologia e Tutela Ambiente e alla Regione Campania Settore Provinciale Ecologia e Tutela Ambiente, il progetto degli interventi. È necessario, infatti, ristabilire lo stato dei luoghi.