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L’impegno ONA su tutto il territorio italiano

Lavoratori di Rosignano, sconfiggere
ONA Rosignano

Obiettivi ONA: Bonifica, ricerca scientifica e tutele risarcitorie

Intanto è stata già depositata un’altra richiesta all’Autorità Giudiziaria per la bonifica  dell’ala dell’Istituto Leonardo Da Vinci di Firenze, dove è stata riscontrata la presenza di amianto, e ci si prepara ad intervenire per impedire la costruzione della discarica di Ferrara Erbognone (PV).

L’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue l’azione sui territori. Lo scorso 29.01.2017, nel corso dell’assemblea pubblica di Rosignano, l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA ha pronunciato una requisitoria in piena regola, per contestare un intero sistema che nega giustizia alle vittime dell’amianto ma che, soprattutto, mette ancora a rischio l’integrità dell’ambiente e la salute di tutti i cittadini.

Per questo prosegue incessante l’azione dell’ONA e anche degli stessi militanti sul territorio, in Toscana coordinati dalla Sig.ra Antonella Franchi, la quale ha depositato una ulteriore istanza di giustizia alla competente Autorità al fine di ottenere la bonifica dell’ala dell’Istituto Leonardo Da Vinci di Firenze, quella dove vi sono ancora materiali contenenti amianto.

Richiesta di intervento risolutorio amianto

Sono anni ormai che l’Avv. Ezio Bonanni invoca un intervento risolutore della questione amianto nelle scuole, e ha contestato le misure tampone, che si fondano soltanto sul tentativo di rendere minimo il rischio.

Misure che poi falliscono miseramente, poiché sono in continuo aumento i casi di patologie asbesto correlate (mesoteliomi, tumori polmonari, tumori delle ovaie, tumori delle vie aeree e gastrointestinali, e altre patologie neoplastiche che si sommano a quelle fibrotiche, asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici e complicazioni cardiovascolari), anche nel settore della scuola: sono stati diagnosticati 63 casi solo di mesotelioma e solo tra personale docente e non docente; e non sono stati fatti i controlli sui tutto il personale e sugli alunni. Ciò è inaccettabile.

La situazione non è migliore in Lomellina. Si registrano nuovi casi di patologie asbesto correlate e decessi, e si vorrebbe realizzare una delle più grandi discariche di amianto nella città di Ferrera Erbognone, in un terreno contiguo alla Raffineria ENI (dove si sono verificati recenti gravi incendi) e alle popolazioni già martoriate da questo flagello.

L’Avv. Ezio Bonanni ha già fatto il punto della situazione con l’intervento all’assemblea pubblica dello scorso 29.01.2017 in Rosignano, nel corso della quale ha nuovamente denunciato la condizione di insicurezza dei luoghi lavorativi e di vita per presenza di amianto (40.000.000 di tonnellate di materiali che lo contengono; tra cui ancora in 2.400 scuole) con il triste bilancio di circa 6000 decessi l’anno e purtroppo con migliaia di nuovi casi di malattie professionali.

È sufficiente infatti consultare il lavoro di mappatura finora prodotto dall’Arpat – oltre 2 milioni le tonnellate d’amianto censite in Toscana, fino al 2007 – per notare come molti dei 1.145 siti da bonificare siano dislocati lungo la costa. Poi c’è l’amianto che incrociamo tutti i giorni, spesso senza averne coscienza: nelle scuole (2.400 in Italia), per capire come il problema sia di dimensioni difficilmente risolvibili, se non vengono adottate le necessarie e doverose iniziative, che sono state da tempo richieste dall’Avv. Ezio Bonanni.

Ultime modifiche legislative per la tutela dei diritti

I cittadini sono stati informati delle ultime modifiche legislative: il pensionamento anticipato dei lavoratori vittime dell’amianto, ma ciò non è sufficiente: pur esprimendo apprezzamenti nei confronti delle forze governative e anche di quelle di opposizione, che poi hanno permesso l’approvazione delle nuove norme all’unanimità, l’Avv. Ezio Bonanni, nel suo intervento pubblico che è stato trasmesso in diretta e che viene qui pubblicato anche in video, è tornato ad insistere perché ci siano le bonifiche, per evitare future esposizioni, e ci siano le diagnosi precoci e le cure più adeguate, e i risarcimenti e gli indennizzi.

“La battaglia è prima di tutto culturale – dice l’Avv. Ezio Bonanni – e poi è sociale: solo con il diretto impegno nei territori, nei luoghi di lavoro, fabbriche, uffici pubblici, etc., oltre che nelle aule dei Tribunali, si può affrontare e sconfiggere questo killer. Il silenzio e l’inerzia di tutte le forze politiche è ormai inaccettabile, ed è per questo che sono previste delle iniziative gandhiane e non violente di protesta e di disapprovazione che deve esprimersi prima di tutto nell’urna con un licenziamento dei politici incapaci che per questo debbono essere non rieletti. Va affermato il concetto del licenziamento politico per giusta causa. E’ inammissibile che un lavoratore debba morire per l’amianto presente e i politici incapaci non possano essere licenziati se non fanno il loro dovere, se tradiscono il mandato dei cittadini che peraltro li retribuiscono con stipendi che sfiorano i 20.000 euro e che spesso corrispondono allo stipendio di 20/30 operai, se non di 40/50 lavoratori con i voucher”.

Territori, Rosignano, ma anche Piombino, Livorno fino all’Isola d’Elba, ancora la Val di Cecina e Firenze, che sono disseminati di amianto, ma purtroppo anche di malattie e decessi. Un vero e proprio bollettino di guerra, su cui si è soffermato anche lo stesso Avv. Ezio Bonanni: “A Rosignano continuiamo a rilevare nuovi casi di asbestosi, di tumori polmonari e mesoteliomi ma il sindaco di questo comune non si è mai pronunciato sui dati allarmanti diffusi dall’Ona ed elaborati dal professor Marabotti” ha detto Bonanni – “Su questo territorio abbiamo casi di decessi, abbiamo riconoscimenti Inail che accertano l’origine professionale delle patologie, non ci sono invece procedimenti penali che possano accertare se ci sia stata responsabilità penale su casi sui quali abbiamo presentato denunce”.

I numeri in riferimento alla strage

L’Ona denuncia da tempo il picco di mortalità tre volte superiore alla media nazionale, registrato nell’area di Livorno: 152 casi di mesotelioma, il tumore per eccellenza dell’amianto killer, su 156mila abitanti in quindici anni, dal 1993 al 2008. La zona di Livorno è la ventisettesima città in Italia per numero di malati e di morti da amianto.

Sei casi ogni 100mila abitanti contro una media nazionale di 2 casi ogni 100mila abitanti. I dati sono quelli ufficiali pubblicati sui Quaderni della Salute del Ministero nel 2012.

Ancora più che inquietante la situazione nella zona di Rosignano: 25 i casi riscontrati di mesotelioma dal 1993 al 2008 su una popolazione di circa 30mila abitanti. Anche i questo caso la media è molto più alta di quella nazionale e di quella regionale, con 5 casi ogni 100mila abitanti.

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A questi numeri si aggiungono quelli di Piombino, tra i primi posti nella classifica nazionale per numero di mesoteliomi. Nella sola città di Piombino sono 22, rispetto ad una popolazione residente di 33.925 persone, con un tasso pari al 4,05. Un dato altissimo.

L’avvocato Bonanni ha chiesto al Sindaco di Rosignano di istituire una sorveglianza sanitaria per la diagnosi precoce e per verificare il tasso di incidenza del numero dei tumori e delle malattie degenerative e il tasso di mortalità: “Nei prossimi giorni invierò una lettera al sindaco con le nostre richieste, in caso di mancato riscontro inizieremo una protesta non violenta”.

Intanto l’attività di mobilitazione dell’ONA prosegue anche in Lomellina, dopo la recente assemblea del 14.01.2017, con la richiesta a tutte le Autorità Regionali e Governative di disporre la revoca delle autorizzazioni alla realizzazione della discarica di amianto di Ferrera Erbognone.

ONA

Sono previste anche iniziative giudiziarie, e un intervento nella procedura di ricorso al TAR a suo tempo presentata da alcuni Comuni per ottenere un provvedimento di dichiarazione di illegittimità delle autorizzazioni alla edificazione della discarica.

I prossimi appuntamenti dell’Associazione sono previsti in Sicilia, a Siracusa il prossimo 18.02.2017, e a Gela il successivo 19.02.2017, un vero e proprio tour de force che vedrà sempre impegnato l’Avv. Ezio Bonanni, con al fianco eminenti personalità del mondo scientifico e professionale, perché sconfiggere l’amianto si può e si deve, prima di tutto con l’impegno di tutti i cittadini, con la valorizzazione dell’essenza della democrazia che è quella della partecipazione contro ogni deriva autoritaria, anche nel rispetto dell’esito del recente referendum.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero verde gratuito ONA: 800 034 294.

Firenze, nuova istanza per bonifica della Leonardo da Vinci

Scuola Leonardo da Vinci di Firenze
Istituto Leonardo da Vinci di Firenze

Bonificata dall’amianto la scuola Leonardo Da Vinci

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua la sua battaglia contro l’amianto nelle scuole. Sono ancora 2400 le scuole con amianto, e contenenti amianto, in Italia. Ciò è stato reso pubblico dell’ Avv. Ezio Bonanni

La Leonardo da Vinci di Firenze e l’amianto

Non è un caso isolato quello dell’amianto alla Leonardo da Vinci di Firenze.

L’istituto di scuola superiore statale è stato frequentato da migliaia di studenti di diverse generazioni, e vi ha lavorato personale docente e non docente, perennemente esposto ad amianto.

L’ONA, alla luce di questa evidenza, ne ha chiesto l’immediata bonifica. Era grave che ragazzi di età adolescenziale, durante la frequenza scolastica, fossero esposti alla fibra killer, ovvero di minerali di asbesto.

In Italia, ancora 350.000 studenti esposti all’amianto

L’Osservatorio Nazionale sull’AmiantoONA Onlus, ha tra i suoi cavalli di battaglia quello della bonifica dell’amianto nelle scuole. La Circolare Ministeriale (del Ministero della sanità) n. 45 del 10.07.1986 ‘Piano di interventi e misure tecniche per la individuazione ed eliminazione del rischio connesso all’impiego di materiali contenenti amainto in edifici scolastici e ospedalieri pubblici e privati’. 

L’abbattimento della Leonardo da Vinci, aggiornamento 2020

Le condizioni della scuola Leonardo da Vinci erano drammatiche, e sono state denunciate dall’ONA:

amianto scuola Leonardo da Vinci Firenze

La scuola, successivamente, è stata abbattuta, e l’amianto rimosso:

l’abbattimento della scuola di amianto Leonardo da Vinci

Il rischio amianto anche a bassa dose

L’ONA ha denunciato la dannosità dell’amianto anche a bassa dose, o presunta tale.

Già dal 2012, l’ONA ha reso pubblico il suo rapporto sulla situazione di rischio nelle scuole: 2400 con l’esposizione di 50000 tra docenti e non docenti e circa 350.000 studenti esposti amianto.

Le misure adottate, come per esempio quelle disposte dal Preside della Leonardo da Vinci, non sono state ritenute adeguate dall’Avv. Ezio Bonanni.

Tutte le fibre di amianto sono dannose per la salute umana (la IARC – Monographs supplement 7, Asbestos [group 1] riporta  tutti i tipi di asbesto come cancerogeni certi per l’uomo – gruppo 1), senza livello al di sotto del quale il rischio di contrarre cancro può dirsi non esistente (IARC Monographs On The Evaluation Of Carcinogenic Risks To Humans, Volume 14, Asbestos, Summary Of Data Reported And Evaluation, Asbestos, Last Updated: 26 March 1998: ‘At present, it is not possible to assess whether there is a level of exposure in humans below which an increased risk of cancer would not occur’).

La conferma da parte dello IARC

Queste conclusioni sono state confermate anche nell’ultima monografia IARC del 2012:“There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum. For cancer of the colorectum, the Working Group was evenly divided as to whether the evidence was strong enough to warrant classification as sufficient. There is sufficient evidence in experimental animals for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite and anthophyllite). All forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite and anthophyllite) are carcinogenic to humans (Group 1). Talc containing asbestiform fibres is carcino- genic to humans (Group 1)“.

Queste conclusioni erano state già riportate nelle direttive n. 477/83/CEE (quarto considerando) e n. 148/2009/CE (undicesimo considerando). Entrambe le direttive fanno riferimento alla legge scientifica della rilevanza di tutte le esposizioni ad asbesto. Tanto è vero che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), già nel 1986, ha stabilito che L’esposizione a qualunque tipo di fibra e a qualunque grado di concentrazione in aria va pertanto evitata’.

Monografia IARC: amianto cancerogeno

Tutela per le vittime dell’amianto nelle scuole

L’ONA tutela le vittime dell’amianto nelle scuole. La sola esposizione ad amianto è già di per se dannosa, a prescindere dall’entità dell’esposizione. Ciò si ricava, come detto, dalla stessa letteratura scientifica.

La Circolare del Ministero della Sanità n. 45 del 10.07.1986 disponeva l’obbligo di bonifica delle scuole e degli altri edifici pubblici:

  1.  la localizzazione e la caratterizzazione delle strutture edilizie, scolastiche e ospedaliere nelle quali vi sia presenza di amianto, comunque impiegato;
  2.  la determinazione del livello di contaminazione da fibre di amianto nelle strutture prese in esame;
  3.  la bonifica delle succitate strutture, anche se destinate a successiva demolizione o trasformazione, attraverso misure tecniche idonee all’abbattimento dei livelli di inquinamento accertati.

Amianto nelle scuole: Ministero inadempiente

Il fatto stesso che il Ministero della Salute abbia diramato la circolare n. 45 del 1986, e che successivamente l’amianto sia stato posto al bando, con la L. 257/92, Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto

Il ritardo nella bonifica ha determinato l’esposizione anche di molti insegnanti, alcuni dei quali si sono ammalati di mesotelioma, almeno 91 fino al 2015 (VI Rapporto mesoteliomi, pag. 172).

TUTTI I Casi di mesotelioma maligno

Nel VI Rapporto Mesoteliomi, a pag. 172, è riportato il dato epidemiologico dei casi di mesotelioma: ‘n. 91 con almeno un periodo di esposizione ad amianto (M = 58; F = 33), di cui n. 61 (67%) con esposizione esclusiva nella categoria (M = 29; F = 32)’.

Amianto nella scuola: le mansioni a maggior rischio

Nel VI Rapporto Mesoteliomi, sempre a pag. 172, si fa riferimento alle ‘Caratteristiche di esposizione e mansioni maggiormente coinvolte‘.

Sono coinvolti, nel rischio asbesto ‘Maestri elementari; bidelli e assimilati; insegnante nelle scuole e nei corsi qualificazione professionale; tecnici di laboratorio chimico. Il personale docente e non docente di scuole di vario ordine e grado ha potuto subire un’esposizione ambientale, in qualche caso rilevante, ad amianto, presente sulle o nelle strutture edilizie (amianto spruzzato in palestre,
pannellature in amianto, coibentazioni di tubazioni) soggette a usura e/o oggetto di interventi di manutenzione come risulta dai censimenti degli usi di amianto nelle strutture pubbliche. Cartoni e tessuti di amianto potevano essere utilizzati in laboratori tecnici e artigianali. Il DAS in polvere conteneva un’alta percentuale in peso di amianto della varietà crisotilo. Questo prodotto non ha più contenuto amianto da quando è stato commercializzato sotto forma di panetto premiscelato e pronto all’uso‘.

Le regioni a rischio mesotelioma nella scuola

Le regioni più a rischio sono la Toscana, il Piemonte e l’Emilia Romagna, come denunciato dall’ONA: ‘Regioni con maggiore peso della categoria rispetto ai casi esposti professionalmente (prime tre regioni) Toscana n. 20 (1,8%); Piemonte n. 25 (1%); Emilia-Romagna n. 12 (0,9%)

Approfondisci sul VI Rapporto Mesoteliomi amianto nelle scuole

Risarcimento dei danni personale della scuola

Nel caso di mesoteliomi, tumori del polmone, asbestosi e altre patologie asbesto correlate, è possibile ottenere la tutela previdenziale e risarcitoria. Oltre alla rendita INAIL, sussiste il diritto al pensionamento immediato, ovvero al prepensionamento, e ai c.d. benefici amianto, oltre al risarcimento del danno, che in caso di decesso deve essere liquidato agli eredi del defunto vittima amianto.

Azione di risarcimento danni amianto nelle scuole

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno già intrapreso una serie di azioni civili per il risarcimento dei danni. Sono numerosi i docenti esposti ad amianto. Il censimento dei 91 casi di mesotelioma, riportati dal VI Rapporto Renam (pag. 172), sono solo la punta dell’iceberg. Molti altri casi di mesotelioma sono stati censiti dall’ONA, che ha già intrapreso le prime azioni giudiziarie per il risarcimento del danno. E’ il caso della Prof.ssa O.M.D. di Bologna, che è deceduta in data 21.02.2017 in seguito a mesotelioma. L’INAIL ha riconosciuto l’origine professionale del mesotelioma della pleura che ne ha provocato la morte. Il Ministero dell’Istruzione si ostina a rifiutare il risarcimento del danno:

Servizio di assistenza legale gratuita amianto nella scuola

L’ONA continua a ricevere segnalazioni circa amianto presente nelle scuole.

Nel gennaio del 2020, il Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa, ha disposto lo stanziamento di 385milioni di euro per i progetti di bonifica:

leggi di più sull’intervento del Gen. Sergio Costa (Ministro dell’Ambiente) per la bonifica amianto nelle scuole

Si tratta del risultato raggiunto grazie all’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni nella Commissione Amianto istituita dal Ministero dell’Ambiente. L’ONA continua l’attività di monitoraggio e di censimento delle scuole con amianto:

come segnalare le scuole con amianto – mappatura ONA amianto nelle scuole

S.O.S. amianto nelle scuole: tutela medica e legale

Chiedere l’intervento dell’ONA è semplice e gratuito. E’ sufficiente contattare il numero verde ed ottenere l’immediato intervento del pool di tecnici ONA per la bonifica e quindi la prevenzione. Nel caso in cui la presenza di amianto, negli istituti scolastici, ha già provocato l’esposizione alla fibra killer, è necessaria la sorveglianza sanitaria e il percorso di tutela previdenziale e risarcitoria, poichè anche la semplice esposizione è dannosa per la salute.

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Tutela per Militari esposti all’uranio impoverito

Tutela militari
Tutela militari

Inaugurato il Dipartimento assistenza uranio impoverito

L’Osservartorio Nazionale Amianto – ONA Aps, ha costituito il Dipartimento tutela militari, ex militari e personale civile esposti all’uranio impoverito, per assistere tutti i militari, tutti gli ex militari e tutti gli appartenenti al personale civile esposti e vittime dell’uranio impoverito e di altri cancerogeni e patogeni e ha proposto ulteriori ricorsi giudiziari già in corso di notifica. L’utilizzo dei proiettili con uranio impoverito nei militari si somma al rischio di esposizione all’amianto. Le alte temperature polverizzano anche i materiali contenenti amianto presenti nei mezzi corazzati e blindati e nelle stesse strutture ed installazioni con cemento amianto, quest’ultimo utilizzato anche come ignifugo, e quindi si è venuto a determinare un sinergismo diabolico tra amianto e uranio che è ancora misconosciuto all’opinione pubblica e non tenuto in adeguata considerazione ai fini preventivi, diagnostici e risarcitori.

Il Consiglio di Stato, con la storica sentenza n.837/2016, ha confermato la sentenza del TAR del Lazio n. 4345/2015, con la quale il Ministero della Difesa e il Ministero dell’Economia e delle Finanze sono stati condannati al riconoscimento della causa di servizio e delle relative prestazioni in favore del sottufficiale della Marina Militare, Lorenzo Motta, vittima di linfoma di Hodgkin.

Sono state così pienamente accolte le tesi sostenute dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, e dell’Avv. Pietro Gambino, che hanno assistito il militare e che hanno ottenuto la sentenza definitiva di condanna, che costituisce una sentenza storica che inchioda il Ministero della Difesa e il Ministero dell’Economia e delle Finanze alle loro responsabilità.

L’assistenza e la tutela dell’ONA Aps

Il Dipartimento ONA, ha la funzione di ausilio ed assistenza per tutti i militari ed ex militari, esposti e vittime dell’uranio impoverito, nel quale, quindi, rientra l’ambito di azione di tutela militari e delle vittime dell’uranio impoverito è articolato in tutto il territorio nazionale ed ha già delle delegazioni regionali, in Trentino Alto Adige (coordinatore Andrea Panier Bagat), nel Lazio (coordinatore Daniela Sinibaldi), in Campania (coordinatore Tommaso Carannante) ed in Puglia (coordinatore Col. R. O. Carlo Calcagni).

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Il coordinamento nazionale del dipartimento è stato assunto dal Sig. Lorenzo Motta, già sottufficiale della Marina Militare, vittima dell’uranio impoverito e dei vaccini.

Per poter aderire è sufficiente inoltrare un’e-mail all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com oppure contattare il Sig. Lorenzo Motta attraverso l’indirizzo resp.dipartimentouranio.ona@gmail.com

Tutti i cittadini possono chiedere di essere assistiti, attraverso i dipartimento di medicina ed il dipartimento di assistenza legale, e comunque semplicemente inoltrando un’e-mail al presidente Avv. Ezio Bonanni all’indirizzo avveziobonanni@gmail.com e per conoscenza al Sig. Lorenzo Motta all’indirizzo resp.dipartimentouranio.ona@gmail.com

Verrà quindi dato riscontro a qualsiasi richiesta di tutela e di assistenza, nel modo più sollecito e gratuitamente.

CONTATTI:

Sig. Lorenzo Motta: 392-6363909; resp.dipartimentouranio.ona@gmail.com

Avv. Ezio Bonanni: 335-8304686; avveziobonanni@gmail.com 

Torri Gemelle: muore di tumore anche un vigile del fuoco

Vigili Del Fuoco Torri Gemelle
Torri Gemelle

Simbolo dei soccorsi nella tragedia Torri Gemelle

La sua foto ha fatto il giro del mondo ed è uno dei simboli della tragedia delle Torri Gemelle, abbattute dallo schianto di due aerei l’11 settembre del 2001

Lui è Brian J. Masterson ed era stato fotografato avvolto in una nuvola di fumo e di polvere, stanco e provato psicologicamente ma determinato a fare il suo dovere fino in fondo.

Uno dei vigili del fuoco prontamente intervenuti per portare aiuto, per cercare di salvare vite umane, per mettere in sicurezza quella zona di New York che oggi si chiama Ground Zero.

Un eroe dei tempi moderni, il vigile delle Torri

Il vigile delle Torri Gemelle, Brian J. Masterson, è morto domenica 22 gennaio, all’età di sessantuno anni. Il decesso avvenuto dopo una battaglia durata due anni contro il tumore all’esofago si aggiunge al numero morti Torri Gemelle.

L’insorgenza del tumore è diretta conseguenza dell’aria tossica respirata durante quel triste pomeriggio di quindici anni fa. Questo fa di lui un’altra tra le vittime delle Torri Gemelle. È il centoventiquattresimo vigile del fuoco che muore e perde la vita a causa dei miasmi respirati nel corso di quella eroica operazione di soccorso.

I dati sulle conseguenze dell’attentato alle Torri Gemelle

Centoventiquattro vite che si aggiungono alle 2996 vittime dell’attentato. Inoltre vi sono cinquanta diversi tipi di cancro riconosciuti essere dirette conseguenze dell’inalazione dei fumi tossici diffusisi nell’area. Queste neoplasie hanno causato un aumento del numero vittime Torri Gemelle.

Gli effetti devastanti dell’attacco dell’undici settembre continuano a farsi sentire. Al numero di  morti nelle Torri Gemelle si aggiunge un grande numero di vigili del fuoco si è ammalato ed è morto in conseguenza di quell’intervento.

Grandioso e terrificante nelle sue dinamiche e nelle sue dimensioni, ma simile alle migliaia di interventi che ogni vigile del fuoco, in ogni parte del mondo, sperimenta durante la sua carriera.

La vicenda umana di Brian J. Masterson, dei suoi centoventiquattro colleghi deve servirci da monito per tutelare quelli che vengono chiamati “angeli del soccorso” e che spesso operano incuranti della loro incolumità.

Torri Gemelle amianto cancerogeno

In conclusione, che l’amianto fosse un potente cancerogeno non è una novità. A confermarlo sono anche i risultati dello IARC, racchiusi nell’ultima monografia.

Servizi di assistenza ONA a sostegno dei vigili

L’Osservatorio Nazionale Amianto offre servizi di assistenza medica e assistenza legale a tutte le vittime amianto e i loro famigliari. Contattare l’ONA per richiedere l’assistenza gratuita è semplice, basta chiamare il numero verde 800 034 294 o compilare il form.

Numero ONA
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    Marina Militare: alla sbarra alti ufficiali

    Amianto navi
    Amianto navi

    Marina Bis: ufficiali alla sbarra per omettere i rischi amianto

    Presso il Tribunale di Padova è in corso il dibattimento per il processo “Marina Militare bis”, per i reati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo (ai sensi degli articoli 113, 589 e 590 del Codice Penale).

    Alla sbarra l’ex Capo di Stato maggiore della Marina Militare Filippo Ruggiero, gli allora direttori generali di Navalcostarmi Lamberto Caporali e Francesco Chianura, quelli della Sanità Militare Elvio Melorio, Agostino Didonna e Guido Cucciniello e l’ex comandante in capo della squadra navale Mario Porta e ancora Antonio Bocchieri, Mario Di Martino, Angelo Mariani, Luciano Monego, Umberto Guarnieri, Sergio Natalicchio, Guido Venturoni.

    L’accusa, per aver causato, in concorso tra loro, la morte del capitano di vascello Giuseppe Calabrò di Siracusa e del meccanico Giovanni Baglivo di Tricase (LE), per mesotelioma pleurico, da cui è poi nata l’inchiesta nel 2005, che ha portato al processo.

    Poiché, dopo il rinvio a giudizio, purtroppo, ci sono stati altri casi di malattie professionali asbesto-correlate e decessi che hanno colpito numerosi ex militari e dipendenti del personale civile della Marina Militare, la Procura della Repubblica di Padova ha avviato ulteriori indagini con il procedimento “Marina Ter”, nel quale sono confluiti tutti i procedimenti avviati in seguito alla presentazione di altri esposti da parte delle vittime e dei loro familiari, e si attende una nuova ed ulteriore richiesta di rinvio a giudizio.

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    L’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue nel suo impegno, per segnalare nuovi casi alla Procura della Repubblica di Padova, territorialmente competente.

    Marina

    Molte delle vittime sono assistite e difese dall’Avv. Ezio Bonanni. Secondo l’accusa sostenuta nel procedimento Marina Bis dal Dr. Dini, PM presso la Procura di Padova, i suddetti imputati si sarebbero resi responsabili delle seguenti condotte:

    • A) omettevano di rendere edotto il personale appartenente alla Marina Militare (sia imbarcato che in servizio a terra) dei rischi per la salute insiti negli ambienti di vita e di lavoro a causa della presenza di amianto tanto all’interno delle navi militari che degli altri ambienti frequentati dagli stessi per ragioni di servizio, oltreché di informarli dei rischi ulteriori prodotti dalle lavorazioni cui erano adibiti, dalle polveri che respiravano e dallo stesso uso di dotazioni di bordo contenenti amianto (ad es. guanti, tute e coperte ignifughe);
    • B) omettevano di sottoporre e far sottoporre con regolarità i dipendenti della M.M. ai controlli sanitari relativi agli specifici rischi esistenti in ambienti di lavoro caratterizzati da notevole presenza di materiali amiantiferi;
    • C) omettevano inoltre di curare la fornitura e di imporre a controllare l’effettivo impiego di idonei mezzi di protezione individuale;
    • D) inoltre omettevano di adottare idonee misure atte ad impedire o comunque ridurre, secondo le possibilità della tecnica, il diffondersi di polveri di , amianto prodotte dalle lavorazioni e/o dall’ uso di dotazioni contenenti amianto e così con le surrichiamate condotte e/o omissioni e nelle rispettive qualità suindicate cagionavano o comunque contribuivano a cagionare, e comunque non impedivano che insorgessero patologie amianto correlate nei soggetti di seguito elencati, alcuni dei quali a seguito di tali patologie decedevano.

    I marinai ammalati di patologie asbesto correlate e i familiari di quelli deceduti, difesi dall’Avv. Ezio Bonanni sono costituiti parte civile. L’Avv. Ezio Bonanni ha chiesto ed ottenuto l’autorizzazione alla citazione del Ministero della Difesa come responsabile civile. L’ONA Onlus ha sollecitato e sollecita i vertici della forza armata Marina Militare a provvedere alla bonifica delle unità navali e delle installazioni a terra che, in alcuni casi, presentano ancora materiali in amianto.

    Per eventuali approfondimenti, possono essere consultati gli articoli, rispettivamente della Dott.ssa Valentina Renzopaoli e del Dott. Luca Teolato.