Prepensionamento amianto: requisiti e tutela legale

Prepensionamento amianto: requisiti e tutela legale

I lavoratori malati di asbestosi, cancro polmonare, mesotelioma, ed altre patologie asbesto correlate hanno diritto al prepensionamento amianto, prima di tutto con l’accredito delle meggiorazioni contributive, ex art. 13 co. 7 l. 257/92, e nel caso in cui non abbiamo maturato il diritto a pensione, per motivi di anzianità contributiva o anagrafica, possono chiedere la pensione inabilità amianto. C’è però un problema di non cumulabilità della pensione  INPS con la rendita INAIL.

La tutela legale gratuita per il prepensionamento

L’Avv. Ezio Bonanni ha ottenuto significativi risultati in questa materia. Nel gennaio 2000, ha promosso il primo giudizio per chiedere il prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto.

Benefici contributivi per esposizione ad amianto

I lavoratori che sono stati esposti all’amianto o che hanno contratto una malattia professionale a causa dell’amianto hanno diritto ai benefici contributivi previdenziali che  permettono di raggiungere prima la pensione con un importo maggiorato. Per effetto di diverse disposizioni di legge, la disciplina attualmente vigente in materia tutela, ai fini pensionistici, esclusivamente l’attività lavorativa dipendente (sono esclusi gli autonomi) svolta con esposizione all’amianto per almeno un decennio entro il 2 ottobre 2003 salvo il caso della malattia professionale per la quale non è previsto alcun limite temporale di esposizione.

Cercando di riassumere il più possibile il beneficio previdenziale derivante da esposizione all’amianto varia in dipendenza dell’evento che lo ha determinato. In particolare, è prevista:

Prepensionamento amianto

a) una maggiorazione dell’1,5 per cento ai fini del diritto e del calcolo della pensione di tutti i periodi in cui risulti l’esposizione all’amianto per i lavoratori che, a causa di tale esposizione, abbiano contratto o contraggano una malattia professionale documentata dall’Inail (articolo 13, co. 7, legge 257/1992);

b) una maggiorazione dell’1,5 per cento ai fini del diritto e del calcolo della pensione per i periodi di prestazione lavorativa svolti nelle miniere o delle cave di amianto (articolo 13, co. 6, legge 257/1992)

c) una maggiorazione dell’1,5 per cento ai fini del diritto e del calcolo della pensione di tutti i periodi in cui risulti un’esposizione qualificata pari a 100 fibre litro per oltre dieci anni (articolo 13, comma 8, legge 257/1992) nei confronti dei soli lavoratori assicurati presso l’Inail che abbiano maturato il diritto a pensione entro il 2 ottobre 2003 o che abbiano presentato domanda amministrativa o giudiziale per il riconoscimento dell’esposizione all’amianto entro il 2 Ottobre 2003

d) La maggiorazione dell’1,25 per cento solo ai fini del calcolo della pensione di tutti i periodi in cui risulti un’esposizione qualificata pari a 100 fibre litro per almeno dieci anni. Infatti, con l’art. 47 co. 1 L. 326/2003, il coefficiente è stato ridotto. Questa riduzione non si applica per tutti i lavoratori esposti ad amianto. In alcuni casi, anche per l’esposizione ad amianto con l’art. 13, co. 8 L. 257/92, il beneficio rimane dell’1,5. Il beneficio previdenziale con 1,5 è molto importante. In primo luogo, si può far valere per il prepensionamento. Infatti, all’inizio, l’art. 13 co. 8 L. 257/92, era sempre utile per il prepensionamento. Solo con le modifiche art. 47 del DL 269/2003 convertito con l’art. 47 L. 326/2003. Il beneficio amianto è stato sterilizzato ai fini del prepensionamento. In alcuni casi, si mantiene il diritto al coefficiente più elevato. I casi nei quali i benefici per esposizione ad amianto, in assenza di malattia sono rimasti all’1,5, anche per i lavoratori privi di malattia, sono stabiliti dall’art. 47 co. 6bis L. 326/2003 e l’art. 3 co. 132 L. 350/2003. La Corte di Cassazione, Sez. lavoro, sentenza n. 24998/2015, ha indicato i casi in cui si applica la precedente normativa, ovvero la norma antecedente la riforma del 2003. Coloro che avevano maturato il diritto a pensione, con l’aggiunta dei benefici amianto, già alla data del 02.10.2003, ovvero erano già in pensione, e negli altri casi stabiliti dalla legge, il coefficiente è sempre 1,5, valido anche per il prepensionamento. L’applicazione della norma precedente è molto importante perché non richiedeva la domanda all’INAIL entro il 15.06.2005. Infatti, tale onere si applica solo a coloro che sono esclusi dall’applicazione della precedente normativa, per cui applicare quella precedente, determina la mancata applicazione della decadenza al diritto dei benefici contributivi per mancata presentazione della domanda all’INAIL. La domanda per il riconoscimento dell’esposizione all’amianto doveva essere presentata tra il 3 ottobre 2003 e il 15 giugno 2005. Sono esclusi da questo onere coloro che alla data del 02.10.2003 avevano già presentato la domanda all’INAIL per ottenere la certificazione. In più, coloro che alla data del 02.10.2003, avevano già maturato il diritto a pensione, pur con l’aggiunta dei contributi amianto. Il beneficio si applica anche ai lavoratori con periodi di esposizione in attività non soggette in precedenza all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali (Art. 47 Decreto legge 269/2003; decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 27 ottobre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17 dicembre 2004; Circolare Inps 58/2005Circolare Inps 195/2003).

e) un prolungamento dei periodi di esposizione all’amianto per i lavoratori dipendenti di aziende destinatarie degli atti di indirizzo stabiliti dal Ministero del Lavoro (articolo 1, commi 20, 21 e 22, della legge n. 247 del 2007) per i periodi di attività lavorativa svolta in tali aziende successivamente all’anno 1992 e fino all’avvio dell’azione di bonifica e, comunque non oltre il 2 ottobre 2003 e che avevano richiesto all’Inail l’istanza di certificazione entro il 15 giugno 2005.  La maggiorazione riconosciuta è pari all‘1,5 per cento ed è utile sia fini del diritto che della misura della pensione. I lavoratori interessati dovevano presentare domanda di prolungamento entro e non oltre l’11 maggio 2009 (decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 12 marzo 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 110 del 12 maggio 2008; Circolare Inps 49/2009).

Prepensionamento amianto: la pensione di inabilità

Con la malattia professionale asbesto correlata riconosciuta all’Inail, sussiste, sempre e comunque, il diritto alla rivalutazione della posizione contributiva Inps per effetto dei benefici amianto, con il coefficiente 1,5, utile a prolungare del 50% il periodo di contribuzione, utile per il prepensionamento, e per la maggiorazione dei ratei pensione inps in godimento. Non trova applicazione la soglia di esposizione delle 100 ff/ll e dei dieci anni, che si applicano invece alla fattispecie dell’art. 13, co. 8, legge 257 del 1992.

Tenendo conto dei tempi di latenza (dai 10 fino ai 40 anni), generalmente le patologie asbesto correlate insorgono ad una certa età, anche se non sono rari i casi di malattia in giovane età. Con le maggiorazioni amianto, ex art. 13 co. 7 L. 257/92, il lavoratore vittima amianto, può accedere al prepensionamento ovvero ad anticipare la data della pensione per un periodo pari al 50% del periodo di esposizione. Ciò è quasi sempre sufficiente per essere collocati in pensione, perchè applicando il coefficiente 1,5, si prolunga l’anzianità contributiva. 

Nel caso in cui non si dovesse maturare il diritto a pensione, con la maggiorazione ex art. 13 o. 7 L. 257/92, si potrà accedere al pensionamento con la pensione di inabilità. In questo caso, però si rischia di perdere la rendita INAIL.

Quindi occorre valutare bene prima di depositare la domanda di pensione di inabilità ai sensi dell’art. 1 co. 250 L. 232 del 2016, la cui platea dei beneficiari è stata estesa a tutti colo che hanno subito l’insorgenza di patologie asbesto correlate.

Quando fare la domanda di pensione di inabilita’ amianto?

Quest opzione (pensione inabilità) è conveniente per coloro che sono affetti da placche e ispessimenti pleurici. Infatti, queste patologie di solito sono valutate dall’INAIL meno del 6%. In questo modo, anche con la non cumulabilità, non c’è alcuna rinuncia alle prestazioni inail, o al massimo si rinuncia unicamente ad un piccolo indennizzo del danno biologico.

Guida per la pensione di inabilità

Questa prestazione è importante per quei lavoratori che si ammalano molto giovani. In questo modo possono essere collocati subito in pensione anche se non raggiungono l’anzianità necessaria pur dopo l’accredito dei  benefici contributivi amianto.

Grazie all’assistenza legale gratuita dell’Osservatorio Nazionale Amianto  – ONA Onlus (un’associazione di utilità sociale che si occupa di assistenza legale, psicologica e sanitaria ai cittadini e ai lavoratori esposti ad amianto e ad altri cancerogeni) potrete districarvi più facilmente nel panorama legale e richiedere il prepensionamento immediato. 

 

Prepensionamento amianto: soggetti destinatari

I criteri per il riconoscimento del prepensionamento amianto sono stati disciplinati dal decreto 31 maggio 2017.

I soggetti destinatari individuati dell’articolo 1, comma 250, della legge n. 232 del 2016, come modificato dal Dl 34/2019, convertito con modificazioni in Legge 58/2019, che ha ampliato la platea dei destinatari della pensione di inabilità. Il trattamento pensionistico è stato riconosciuto anche ai soggetti che hanno contratto patologie asbesto–correlate, contemplate nella Lista I dell’Inail ovvero  asbesto correlate:

Il comma 250-bis dell’articolo 1 della Legge n. 232/2016, come modificato, ha ampliato la platea dei destinatari del beneficio pensionistico (prepensionamento amianto) ai soggetti ai quali è riconosciuta una qualunque malattia professionale asbesto-correlata da parte di INAIL.

Gli aventi diritto al prepensionamento amianto hanno diritto all’immediato ingresso in pensione attraverso il prepensionamento INPS ovvero la pensione di inabilità. Essa spetta ai lavoratori in possesso del requisito contributivo (maturazione del diritto a pensione), affetti da patologie asbesto correlate anche nel caso in cui l’assicurato non si trovi nell’assoluta e permanente impossibilità a svolgere attività di lavoro.

Tutela legale di ONA per il prepensionamento

L’associazione di vittime amianto (ONA), assiste gratuitamente tutti i cittadini ed i pazienti nella richiesta del prepensionamento amianto. L’assistenza legale di ONA gratuita è fornita da uno staff di avvocati online diretti dall’Avv. Ezio Bonanni che vanta una oltre ventennale esperienza nella difesa delle vittime esposte all’amianto e dei casi di patologie asbesto correlate.

Per approfondire: Patologie asbesto correlate riconosciute dall’INAIL

I requisiti per il prepensionamento

Per poter accedere alla pensione di inabilità è necessario che:

  • le patologie asbesto–correlate siano di origine professionale;
  • le patologie siano documentate da apposita certificazione rilasciata dall’INAIL ed allegata alla domanda di certificazione del diritto al beneficio.

 

I titolari del diritto

I soggetti destinatari della pensione di inabilità sono i lavoratori in servizio o cessati dall’attività, iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria o alle forme esclusive e sostitutive della medesima, affetti da patologia asbesto-correlata accertata e riconosciuta ai sensi dell’art. 13, co. 7, della L. n. 257/1992, che abbiano contratto malattie professionali a causa dell’esposizione all’amianto documentate dall’INAIL, ivi compresi coloro che:

    • in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro siano transitati in una gestione diversa da quella dell’INPS, inclusi coloro che per effetto della ricongiunzione contributiva effettuata ai sensi dell’art. 2 della L. n. 29/1979, non possono far valere contribuzione nell’Assicurazione generale obbligatoria;
    • siano titolari del sussidio per l’accompagnamento alla pensione entro l’anno 2020, riconosciuto ai sensi dell’art. 1, co. 276, della L. n. 208/2015, secondo i criteri e le modalità indicate nel D.M. 29 aprile 2016, che optino per la pensione di inabilità di cui all’art. 1, co. 250 della L. n. 232/2016.

La legge prepensionamento amianto

 

L’articolo 1, comma 250, della Legge 11 dicembre 2016, n. 232, ha accolto le richieste dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Avv. Ezio Bonanni e ha sancito il diritto all’immediato pensionamento (prepensionamento amianto) per quei lavoratori sprovvisti dei requisiti per il pensionamento al momento dell’insorgenza e del riconoscimento dell’asbestosi, tumore dei polmoni o del mesotelioma quali malattie di origine professionale.

 

In questo video girato nel corso del seminario “Esposizione all’amianto: responsabilità civile e penale” il 17 dicembre 2016 presso il Tribunale di Taranto, organizzato dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni, l’avvocato, Presidente dell’ONA, ha ripercorso l’iter storico della giurisprudenza in materia di amianto spiegando i passi necessari per ottenere le tutele previdenziali e contributive in caso di esposizione professionale.

L’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni per il prepensionamento amianto

L’Avv. Ezio Bonanni è stato il promotore dell’iniziativa parlamentare che ha permesso il pensionamento immediato dei lavoratori ammalati di patologie asbesto correlate. La normativa di cui all’art 1, comma 250, della Legge 232/2016, è stata approvata per l’iniziativa dell’On.le Boccuzzi. Ci sono stati notevoli ritardi nell’applicazione di questa normativa (leggi su questo notiziario amianto). Solo grazie alle battaglie dell’ONA, è stata vinta la resistenza dell’INPS che tendeva a negare l’applicabilità di questo nuovo regime normativo. Ora, con le nuove norme, tutti coloro che hanno subito un danno amianto, che sia riconosciuto dall’INPS, ovvero quale causa di servizio, potranno accedere al prepensionamento amianto.

Circolare INPS n. 34 del 09.03.2020 (pensione inabilità amianto)

Tutti coloro che hanno ottenuto il riconoscimento della patologia asbesto correlata, compreso il cancro della laringe, il cancro delle ovaie, etc., possono chiedere di essere immediatamente collocati in pensione.

L’INPS con la Circolare n. 34 del 9 marzo 2020, ha dettato tutte le indicazioni utili per poter accedere al prepensionamento INPS (pensione inabilità amianto).

Consulta la Circolare INPS n. 34 del 09.03.2020.

 Prepensionamento news Prepensionamento amianto pensione news inabilità (Intervista all’Avv. Ezio Bonanni  maggio 2020)

Le differenze con l’art. 13 co. 7 della L. 257/92 

Asbestosi, mesoteliomi e tumore al polmone se riconosciute come malattia professionale, così come le altre patologie correlate all’asbesto, danno diritto alle vittime amianto di accedere ai benefici contributivi amianto (art. 13 comma 7 Legge 257/1992), con il coefficiente 1,5. In altre parole, ogni anno di esposizione vale un anno e mezzo ai fini del prepensionamento, ovvero ai fini della rivalutazione della prestazione pensionistica in godimento.

In alcuni casi, però, se il lavoratore vittima è molto giovane oppure non arriva all’anzianità contributiva, dovrebbe continuare a lavorare fino alla maturazione del diritto a pensione immediata vittima amianto. Grazie alla legge per il prepensionamento amianto tale lavoratore può richiedere immediatamente di essere collocato in pensione. La procedura di pensionamento immediato (pensione invalidità amianto, art. 1 comma 250 L. 232/2016, come modificato dall’art. 41-bis della legge 58 del 2019) per le vittime amianto è utile solo se con l’accredito dei benefici amianto ex art. 13 comma 7 L. 257/92 (coefficiente 1,5) non si sia maturato il diritto a pensione. 

Per i lavoratori esposti amianto vittime di patologie asbesto correlate che, con la maggiorazione con il coefficiente 1,5 per il periodo riconosciuto di esposizione, maturano il diritto a pensione immediata, non è necessario né conveniente attivare la procedura con l’art. 1 comma 250 Legge 232/2016, ed ex art. 41bis della L. 58/2019 e di cui alla Circolare INPS n. 34 del 09.03.2020.

Come orientarsi tra benefici amianto (art. 13 co. 7 L. 257/92) e pensione di inabilità amianto 

I lavoratori che  per esposizione proffessionale ad amianto hanno ottenuto il riconoscimento di malattie asbesto correlate, possono chiedere all’INAIL il rilascio della certificazione di esposizione. Questa certificazione può essere esibita all’INPS (domanda amministrativa INPS) ed in questo modo ottenere che il periodo di lavoro sia riconosciuto come se fosse aumentato del 50% del periodo di esposizione. In altri termini, se la vittima avesse lavorato 20 anni in esposizione ad amianto, tale periodo è considerato di 30 anni. In sostanza, si applica il moltiplicatore con il coefficiente 1,5. Così, ottenuta tale certificazione, si può presentare la domanda all’INPS e ottenere la maggiorazione contributiva, e poi, in questo modo, ottenere intanto la ricostituzione della posizione previdenziale INPS. Si applica, così, l’art. 13 comma 7 L. 257/1992. In questo modo, la vittima può capire se ha già maturato il diritto a pensione. Se è così, deve escludere di fare la domanda di pensione di inabilità INPS amianto. Deve essere presentata la domanda prima di accredito, e poi di pensionamento.

Domanda amministrativa all’INPS per maggiorazioni amianto e pensionamento amianto

Qui di seguito trovate le istruzioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto per il deposito delle domande di prepensionamento con effetto immediato per le vittime d’amianto:

  • entrare nel sito INPS  digitare su “Cerca” (in alto a destra) le parole “pensione di inabilità”;  si aprirà una schermata con alcune voci riportate all’interno di diverse finestre.
  • Cliccate anche qui su “Pensione di inabilità”: a questo punto si aprirà una pagina dove vi verrà chiesto di accedere al servizio ed inserire i vostri dati, Codice Fiscale e PIN, quest’ultimo rilasciato dall’INPS oppure di una identità SPID o di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Ai fini del riconoscimento di malattia professionale è necessario che esista un nesso causale diretto fra la malattia contratta e l’esercizio di lavorazioni rischiose. I requisiti di una malattia per essere classificata come professionale sono:

  • essere causata dall’esposizione a determinati rischi correlati al tipo di lavoro (quantificazione danno biologico INAIL), come il contatto con polveri e sostanze nocive, rumore, vibrazioni, radiazioni, o misure organizzative che agiscono negativamente sulla salute;
  • il rischio deve agire in modo prolungato nel tempo e quindi la causa deve essere lenta.
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Quali sono le malattie asbesto correlate? 

Le polveri e fibre di asbesto, respirate ed ingerite, causano infiammazione e cancro. Gli organi colpiti sono, prima di tutto, quelli dell’apparato respiratorio e poi quelli gastrointestinali.

Il mesotelioma e l’asbestosi sono malattie causate senza ragione di dubbio dall’esposizione ad amianto e con elevata possibilità per cause lavorative. La possibilità di contrarre il cancro ai polmoni a seguito di esposizione ad asbesto è molto elevata e con elevata probabilità ha causa lavorativa. L’esposizione, inoltre, lavora in modo sinergico con altri fattori di rischio, quali il fumo di sigaretta o altre cancerogeni e sostanze chimiche usate a livello industriale. I

l comma 250-bis dell’articolo 1 della Legge n. 232/2016 ha ampliato la platea dei destinatari del prepensionamento amianto a tutti i soggetti ai quali è riconosciuta una qualunque malattia professionale asbesto-correlata da parte di INAIL.

Patologie asbesto-correlate nelle Liste INAIL

L’INAIL ha ricompreso alcune malattie da amianto di origine professionale in 3 Liste (lista malattia professionale INAIL). Nella lista I sono contemplate le malattie asbesto correlate la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità“.

Queste malattie si presumono di origine professionale e quindi l’INAIL deve fornire l’indennizzo danno biologico ed erogare la rendita in quanto è sufficiente la prova della presenza dell’asbesto nell’ambiente lavorativo per ottenere il riconoscimento delle prestazioni previdenziali, senza dover superare alcune valore limite o alcuna soglia.

Per approfondire: Patologie asbesto correlate riconosciute dall’INAIL

Patologie amianto-correlate nella Lista I dell’INAIL

Qui trovate tutte le patologie amianto correlate che rientrano nella Lista I dell’INAIL, ovvero tutte quelle patologie che danno diritto alla rendita INAIL senza che il lavoratore della provarne il nesso.

  • Asbestosi (I.4.03);
  • Placche pleuriche e ispessimenti pleurici (I.4.03);
  • Mesotelioma pleurico (I.4.03);
  • Mesotelioma pericardico (I.6.03);
  • Mesotelioma peritoneale (I.6.03);
  • Mesotelioma della tunica vaginale del testicolo (I.6.03);
  • Cancro alle ovaie, (I.6.03).
  • Tumore della laringe (I.6.03);
  • Tumore al polmone (I.4.03);
Patologie amianto-correlate nella Lista II dell’INAIL

Nella Lista II figurano le malattie da amianto la cui origine lavorativa è di limitata probabilità. Per le malattie professionali amianto della Lista II la vittima deve dimostrare il nesso causale per poter ottenere le prestazioni INAIL (rendita e/o indennizzo, se il grado di invalidità riconosciuto è inferiore al 16%). Qui di seguito trovate l’elenco delle malattie asbesto correlate comprese nella lista II dell’INAIL:

La lista III comprende solo il Tumore all’esofago la cui origine lavorativa è ritenuta possibile.

L’ONA per la tutela legale delle vittime amianto

Gli avvocati dell’assistenza legale ONA forniscono un primo consulto legale online ai cittadini, ai pazienti ed i lavoratori e ia loro famigliari che nel corso della loro vita e/o della loro professione sono stati esposti ad amianto attraverso una consulenza medico legale gratuita.

In seguito ad una prima consulenza ONA vi assisterà nella richiesta di riconoscimento della malattia professionale da parte dell’INAIL, nella richiesta di risarcimento danni e nell’ottenimento dell’indennizzo del Fondo Vittime Amianto, nonché, se necessario, nelle pratiche per avere accesso al prepensionamento con effetto immediato (se lavoratori malati di mesotelioma, asbestosi o tumore al polmone). Gli esposti e/o malati a causa dell’esposizione all’asbesto hanno diritto a:

  • indennizzo INAIL (risarcimento INAIL);
  • alle prestazioni del Fondo Vittime Amianto;
  • risarcimento dei danni differenziali e complementari da parte del datore di lavoro;
  • riconoscimento della causa di servizio (equo indennizzo) e riconoscimento di vittima del dovere (nel caso dei lavoratori pubblici);
  • prepensionamento amianto.
Presentazione del libro Morti bianche in Sicilia, un libro di Ezio Bonanni, presidente dell’ONA

Per approfondimenti sui danni dell’amianto: il libro bianco delle morti di amianto in Italia.

Qui sotto trovate il video dell’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA, al convegno “Amianto, Stato dell’arte a 25 anni dalla legge 257/92” del 2017, presso Palazzo Montecitorio.

 

L’Avvocato fa il punto della situazione sulla fibra killer in Italia. Trovate i dati effettivi delle vittime dell’amianto, i siti amianto in Italia, la possibilità per i cittadini di segnalare casi e siti presso il REPAC dell’ONA e l’appello a rispettare il principio di precauzione. L’intervento si chiude con la proposizione dell’ONA di lavorare congiuntamente con le Istituzioni (per coniugare la bonifica con l’ammodernamento delle infrastrutture ed industriali, utilizzare i fondi strutturali europei, la leva fiscale, risolvendo il conflitto di interesse dell’INAIL come ente accettatore e pagatore) per risolvere il problema impellente dell’asbesto non nei tribunali ma in un lavoro congiunto e propositivo. 

Come richiedere l’assistenza legale gratuita

Per richiedere l’assistenza medico legale dell’ONA per ottenere il prepensionamento immediato potete chiamare il numero verde 800 034 294, contattare l’Osservatorio Nazionale Amianto attraverso il form che trovate qui sotto oppure rivolgervi agli uffici delle sedi territoriali ONA.

Maggiori informazioni alla pagina dei servizi gratuiti ONA.