28.5 C
Rome
domenica, Maggio 17, 2026
Home Blog Page 579

Protesi difettose: il servizio de Le Iene

Protesi difettose
Le Iene

L’Associazione ARMI – Associazione Responsabilità Medica Italiana, aderente all’ONA, ieri, 15.10.2013, ha ottenuto voce dalla trasmissione “Le Iene”, per la questione delle protesi difettose.

Cliccando quì puoi visionare il video de “Le Iene”

golia_protesi_1

Servizio di assistenza gratuita per malasanità

L‘Osservatorio Nazionale Amianto ha costituito anche un dipartimento di malasanità che tutela le vittime di errore medico.

Così possono rivolgersi all’ONA per ricevere assistenza vittime di malasanità che hanno ricevuto per esempio una diagnosi tardiva delle patologie amianto correlate.

Oppure, si assistono coloro che hanno contratto invalidità in seguito a un errato trattamento chirurgico o sanitario.

Errore medico e tutela legale

Ad ogni modo, i medici dovrebbero esercitare la loro professione attenendosi a linee guida ben definite, ossia le c.d. buone pratiche mediche.

Perciò quando non vengono rispettate queste linee guida, i sanitari commettono dei gravi errori, determinando alcuni incidenti e così la comparsa della c.d. responsabilità medica.

Difatti, l’ONA nel corso degli anni ha trattato tanti casi di errori medici, tra i quali:

  • infezioni nosocomiali,
  • carenza o difetto organizzativo della struttura sanitaria,
  • responsabilità medica d’equipe,
  • danni da parto,
  • consenso informato,
  • danno da morte,
  • malasanità oculistica,
  • lesioni permanenti,
  • perdita di chances di sopravvivenza e di guarigione.

Legge Gelli e responsabilità medica

Avete mai sentito parlare della Legge Gelli? Questa legge cambia la responsabilità del medico. Essa da responsabilità medica contrattuale diviene infine responsabilità medica extracontrattuale.

In precedenza era il medico a dimostrare di aver adempiuto in modo corretto tutte le sue obbligazioni. Con l’avvento della Legge Gelli, invece, è il paziente a dover dimostrare il danno e la colpa del medico.

Mentre per struttura ospedaliera,  permane la responsabilità civile di tipo contrattuale e sussiste l’obbligo di dimostrare l’esatto adempimento.

RICHIEDI ASSISTENZA GRATUITA

L’Osservatorio Nazionale Amianto per questa ragione ha costituito uno speciale dipartimento per tutelare tutte le vittime di malasanità e quindi anche coloro a cui hanno impiantato protesi difettose.

Al fine di accedere ai servizi gratuiti del dipartimento vi invitiamo a cliccare sul sito ufficiale “Dipartimento ONA Responsabilità Medica”. 

 

Batuffolo di cotone lasciato nel cranio

Malsanità
Malsanità

Donna muore per batuffolo lasciato nel cranio, sono 6 gli indagati

All’istituto neurologico “Carlo Besta” di Milano era arrivata per essere sottoposta ad un intervento per la rimozione di un tumore. Ma lei, una donna di 40 anni, dopo un mese è morta: durante l’intervento l’équipe ha dimenticato “un cotonino chirurgico”. E quando dopo due mesi è stata ricoverata al reparto di neurochirurgia del Policlinico di Bari, i medici non hanno capito che sottoponendola ad una seconda operazione per rimuovere il cotone lasciato nel cranio avrebbero potuto salvarla. Il pm Ettore Cardinali ha chiesto il processo per sei medici, tre in servizio all’istituto di Milano e tre a Bari. L’udienza preliminare è stata fissata dinanzi al gip Alessandra Piliego.

Un caso del 2008

Il caso risale al 2008 ed è stato al centro di indagini complesse, in un primo momento avviate dalla procura di Milano e poi passate a quella di Bari. La storia della vittima, una madre di famiglia originaria di Monopoli, comincia quando le viene diagnosticato un tumore di piccole dimensioni al cervello. Il 3 aprile nell’istituto “Carlo Besta” viene sottoposta ad una operazione per l’asportazione del melanoma. Operazione al termine della quale i tre chirurghi dimenticano “un cotonino chirurgico” o specifica il pm “una sua parte”, nel cranio. La donna comincia a stare male, ha mal di testa, vomito, i disturbi peggiorano con il passare dei giorni.

Il 31 maggio viene ricoverata nuovamente, questa volta nel reparto di neurochirurgia del Policlinico dove per quattro giorni viene tenuta sotto osservazione. Sono tre i medici di guardia che la visitano, ma nessuno diagnostica la patologia causata dalla presenza del pezzo di cotone e cioè una forte ipertensione attorno al cervello. Nessuno, quindi, pensa ad una operazione che, forse, avrebbe potuta salvarla. Quattro giorni dopo, la paziente muore. E solo dopo il suo decesso viene fatta luce sulla causa dei disturbi, sulla presenza del pezzo di cotone.

E’ stata la famiglia della vittima (rappresentata dall’avvocato Michele Laforgia) a chiedere di fare chiarezza sul caso.

Fonte.