Calogero Vicario per la tutela vittime amianto Sicilia

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Ezio BonanniL’Osservatorio Nazionale Amianto trasforma la Sicilia nella trincea della legalità. La mobilitazione di Calogero Vicario e dell’ONA Sicilia, è sostenuta dall’Avv. Ezio Bonanni ed è promossa al fine di garantire tutela vittime amianto Sicilia

È il tempo che il Governo assuma chiare iniziative a tutela della legalità e della giustizia, per quanto riguarda i diritti legati alle vittime dell’amianto.

Alla luce del contenuto pubblicato a cura del “Fatto Quotidiano”, l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’associazione fa un appello ai Ministri Costa e Catalfo.

Infatti, le dichiarazioni rese dal Ministro ai giornalisti del F.Q. secondo le quali non potrebbe intervenire perché sussiste una causa in corso non sono condivisibili.

Non è stato chiesto al Ministro di intervenire nella causa, bensì, di verificare le condotte dell’INPS e di evitare che si potraggano quelle condotte vessatorie, in danno dei lavoratori esposti ad amianto.

Vicario: la lotta delle vittime amianto non va in ferie

È il 37 giorno di sciopero della fame davanti al comune di Priolo Gargallo. È l’ONA Sicilia che protesta per ottenere la tutela vittime amianto Sicilia. A il sostegno anche del Senatore Pino Pisani, un medico che ben conosce il rischio amianto, che è al fianco di questi sventurati lavoratori.

La vicenda di Calogero Vicario e dei suoi colleghi di lavoro è emblematica di quello che accade in tutta Italia. I diritti delle vittime dell’amianto sono negati dall’INPS. Per questo motivo l’ONA continua a a mobilitare gli animi di tutti i lavoratori esposti per la tutela vittime amianto Sicilia.

Questi sventurati lavoratori le cui fibre di amianto pentrano i polmoni, e li indeboliscono provocando il cancro, hanno diritto al prepensionamento. L’INPS lo nega. Fa orecchio da mercante, e gioca con la lungaggine della giustizia. Qualche volta con la inefficienza della giustizia. Il caso Palamara, dimostra che occorre fare chiarezza.

Le speranze dell’ONA riposte nel Ministro Buonafede

L’ONA ha fiducia nel Ministro Buonafede. Le vittime dell’amianto si aspettano che il Ministro faccia chiarezza sui recenti scandali che hanno colpito la Magistratura.

Il Governo Cinque Stelle aveva dichiarato di voler cambiare l’Italia. I cittadini siciliani hanno premiato il movimento Cinque Stelle, ed è, quindi, necessario che dalle parole si passi ai fatti, e che quanto è stato annunciato nel corso della campagna elettorale, venga tradotto in impegni concreti. Per questo motivo, l’ONA chiede al Ministro della Giustizia, On. Avv. Alfonso Buonafede, provvedimenti concreti per sveltire i processi e renderli più equi.

ONA Sicilia: i motivi dello sciopero

La Corte di Appello di Catania ha riformato la sentenza del Tribunale di Siracusa che aveva riconosciuto i c.d. benefici amianto. Una lunga vertenza iniziata nel 2009 e portata a termine con caparbietà dall’Avv. Ezio Bonanni. Con l’Avv. Ezio Bonanni aveva collaborato anche l’Avv. Alessandro Scuderi. Anche lui schierato dalla parte dell’ONA per la tutela vittime amianto Sicilia.

Tornando al punto, l’INPS è stata quindi condannata all’accredito delle maggiorazioni contributive. Se da una parte l’INPS ha accreditato le maggiorazioni, dall’altra ha poi proceduto con l’appello.

La Corte di Appello di Catania ha riformato la sentenza del Tribunale di Siracusa, che aveva accreditato i benefici amianto.

L’ONA al Ministro del Lavoro: tutelare le vittime amianto

L’Avv. Ezio Bonanni, grazie all’intercezione del Senatore Giuseppe Pisani, è stato ricevuto presso il Ministero del Lavoro. Era presente anche il Senatore Giuseppe Pisani, componente della Commissione Igiene e Sanità.

Nel colloquio è stata presente anche la Prof.ssa Paola Bozzao, Vice di Capo di Gabinetto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’Avv. Ezio Bonanni ha ribadito la richiesta di un intervento tecnico normativo del Ministro del Lavoro per sanare la ferita inferta alla dignità dei lavoratori dalla sentenza della Corte di Appello di Catania.

Corte di Appello di Catania contro il Tribunale di Siracusa

Il Ministro del Lavoro è chiamato a dirimere un contrasto epico. Corte di Appello di Catania contro il Tribunale di Siracusa!

La sentenza in questione, è incentrata sulla vicenda giuridica del prepensionamento di 21 operai esposti ad amianto presso l’officina “Industrie Meccaniche Siciliane” , i quali per tutelare i propri diritti, hanno dato luogo ad uno sciopero della fame. La predetta sentenza è stata contestata dalla Corte di Appello di Catania e potrà essere impugnata in Cassazione.

L’Avv. Ezio Bonanni si è incontrato con  il vice capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro, Professoressa Bozzao, coadiuvata dalla  Dott.ssa Monterosso, funzionario del Ministero, e dal Dott. Lelli, collaboratore di segreteria del Ministro Nunzia Catalfo.

L’Avv. Ezio Bonanni: come il Ministro può intervenire

La modifica della decisione sui benefici amianto di questi lavoratori si basa su un cavillo. La Corte di Appello di Catania ha interpretato in modo difforme alcune norme che riguardano il prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto.

Con riferimento al complesso normativo che regola i benefici amianto, ovvero il prepensionamento amianto, occorre considerare tutta una serie di norme che si sono sovrapposte.

L’art., co. 6bis della L. 326/03, e l’art. 3, co. 132 L. 350/03,  fanno riferimento alla applicazione dell’art. 13, co. 8, L. 257/92, nella loro originaria formulazione.

Decadenza per mancanza di domanda INAIL entro il 15.06.2005

L’art. 47, L. 326/03, con la quale è stato convertito il D.L. 269/2003, imponeva l’obbligo della domanda all’INAIL entro i 6 mesi dalla emissione di un decreto ministeriale (art. 47, co. 5, L. 326/03).

Salvezza della decadenza per mancanza di domanda all’INAIL

In alcuni casi, vi è la tutela dei c.d. diritti quesiti. L’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA hanno sempre valorizzato alcune norme poste a tutela dei diritti quesiti dei lavoratori vittime dell’amianto.

Il testo dell’art. 47, co. 6bis, L. 326/2003

L’art. 47, co. 6bis, L. 326/03: Sono comunque fatte salve le previgenti disposizioni per i lavoratori che abbiano già maturato, alla data di entrata in vigore del presente decreto, il diritto di trattamento pensionistico anche in base ai benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, nonché coloro che alla data di entrata in vigore del presente decreto, fruiscono dei trattamenti di mobilità, ovvero che abbiano definito la risoluzione del rapporto di lavoro in relazione alla domanda di pensionamento”.

Il testo dell’art. 3, co. 132, L. 350/03

L’art. 3, co. 132, L. 350/03: In favore dei lavoratori che abbiano già maturato, alla data del 2 ottobre 2003, il diritto al conseguimento dei benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, sono fatte salve le disposizioni previgenti alla medesima data del 2 ottobre 2003. La disposizione di cui al primo periodo si applica anche a coloro che hanno avanzato domanda di riconoscimento all’INAIL o che ottengono sentenze favorevoli per cause avviate entro la stessa data. Restano valide le certificazioni già rilasciate dall’INAIL”.

Il valore giuridico dell’art. 3, co. 132, L. 350/03

Il tenore letterale dell’art. 3, co. 132, L. 350/03, non lascia dubbi sul fatto che la platea di coloro che sono tutelati dalla decadenza, è più ampia.

Infatti, mentre la prima disposizione normativa fa riferimento all’applicabilità della precedente formulazione dell’art. 13, co. 8, L. 257/92, solo per coloro che avevano maturato il diritto a pensione alla data del 02.10.2003 (data di entrata in vigore della nuova normativa), il successivo intervento, fa riferimento solo alla maturazione del diritto alla prestazione dei benefici amianto.

Come è di tutta evidenza, il tenore letterale di quest’ultima disposizione non lascia dubbi sul suo portato tecnico normativo, salvando dalla decadenza anche tutti coloro che alla data del 02.10.2003 avessero maturato soltanto il diritto ai benefici contributivi amianto, con il perfezionamento della fattispecie legale (10 anni di esposizione a soglie superiori alle 100 ff/ll), prima che entrasse in vigore l’art. 47 del D.L. 269/2003, che non può avere effetto retroattivo, ovvero che non era dotato di effetto retroattivo.

Necessaria applicazione vecchia normativa benefici amianto

Nel caso di questi lavoratori, come per tutti gli altri che alla data del 02.10.2003, avessero maturato il diritto ai benefici amianto, dovrebbe trovare applicazione l’originaria formulazione dell’art. 13, co. 8, L. 257/92.

Questa normativa non prevedeva alcuna domanda all’INAIL. Al più, la domanda doveva essere depositata soltanto all’INPS per ottenere dall’ente l’accredito delle c.d. maggiorazioni contributive con il coefficiente 1,5, valido per il prepensionamento.

I diritti dei lavoratori esposti

In altre parole, i lavoratori dell’amianto hanno diritto al conteggio del periodo di esposizione ad amianto con il coefficiente 1,5. Questa maggiorazione contributiva prolunga il periodo di retribuzione del 50% utile per maturare anticipatamente il diritto a pensione, e per chi è già in pensione, per il ricalcolo dell’entità della pensione.

Poiché questa norma non prevede alcuna decandenza, e alla data del 02.10.2003, sia Calogero Vicario e i suoi colleghi, avevano maturato i benefici amianto, proprio alla luce dell’art. 3, co. 132, L. 350/03,  per cui la precedente normativa trova applicazione aveva maturato anche solo i c.d. benefici amianto, è evidente che sussiste il diritto di questi lavoratori alle maggiorazioni e, quindi, al prepensionamento.

La corretta interpretazione dell’art. 3, co. 132, L. 350/03

Applicando la precedente disposizione normativa, quella dell’art. 13, co. 8, L. 257/92, si evita la decadenza. Infatti, con l’applicazione dell’art. 3, co. 132, L. 350/03, non è necessario il requisito della maturazione del diritto a pensione alla data del 02.10.2003 per applicare la vecchia normativa. È sufficiente aver maturato i 10 anni alla data del 02.10.2003 e, quindi, aver maturato il diritto al beneficio amianto.

La Corte di Appello di Catania sostiene, invece, che il secondo testo normativo e, cioè, l’art. 3, co. 132, L. 350/03, debba essere intepretato come l’art. 47, co. 6bis L. 326/03. e cioè di richiedere la maturazione del diritto a pensione per evitare la decadenza.

Per i lavoratori delle Industrie Meccaniche Siciliane,  non era necessaria alcuna domanda all’INAIL entro il termine del 15.06.2005, per l’applicazione della precedente normativa.

La tesi del Tribunale di Siracusa

Pertanto, nel caso di specie, ben correttamente il Tribunale di Siracusa aveva rigettato le eccezioni dell’INPS, perché aveva tenuto conto che alla data del 02.10.2003, per i ricorrenti si era già perfezionata la fattispecie legale di cui all’art. 13, comma 8 L. 257/1992, in vigore prima dell’emissione del D.L. 269/03, in modo coerente con l’art. 38 della Costituzione e la giurisprudenza.

Infatti, tutti i lavoratori delle Industrie Meccaniche Siciliane, alla data del 02.10.2003, avevano maturato i benefici ex art. 13 comma 8 L. 257/1992, ovvero i 10 anni di esposizione qualificata ad amianto, come provato dalla CTU tecnico-ambientale espletata nel giudizio di primo grado e, quindi, in applicazione del disposto normativo di cui all’art. 3, co. 132, L. 350/03, ha accolto le domande di tutti i ricorrenti.

Per questa ragione, si è chiesto di intervenire affinché il Ministro del Lavoro, alla luce del tenore letterale dell’art. 3, co. 132, L. 350/03, emetta una successiva norma interpretativa con cui sanare questa ferita ai diritti dei lavoratori.

Lavoratori vittime di un contrasto giurisprudenziale

Si insiste affinché, quanto già richiesto dall’Avv. Ezio Bonanni in data 20.07.2020, che si possa definire il contrasto giurisprudenziale con intervento tecnico normativo coerente con due principi:

  • Tutela dei diritti quesiti;
  • Tenore letterale dell’art. 3, co. 132, L. 350/03 che salva coloro che hanno acquisito il diritto alle maggiorazioni amianto al 02.10.2003;
  • Irretroattività dell’art. 47, L. 326/03;

Il Senatore Giuseppe Pisani: appello dei lavoratori

Il Senatore Giuseppe Pisani, componente della Commissione Salute del Senato della Repubblica, così, nel suo post facebook:

Questa  mattina, insieme all’avvocato Bonanni, ho partecipato ad un incontro  con il vice capo di gabinetto del ministero del Lavoro, Professoressa Bozzao, coadiuvata dalla dottoressa Monterosso, funzionario del Ministero, e dal dott. Lelli, collaboratore di segreteria del Ministro Nunzia Catalfo, che ringrazio per la immediata disponibilità a trattare la vicenda dei lavoratori della ditta Belleli; come noto, questi ex dipendenti della ditta che ha operato nel SIN di Priolo per molti anni, da alcuni giorni  stanno attuando lo sciopero della fame per  proclamare  la loro protesta contro la sentenza della sezione lavoro della CdA di Catania, avversa in merito al riconoscimento di taluni benefici relativi alla loro pregressa esposizione lavorativa all’amianto – scrive Pisani sul suo profilo di facebook.

Ex Dipendenti esposti amianto

“senza voler entrare nel merito delle disposizioni giudiziali, considerato che questi ex dipendenti sono, comunque, persone professionalmente esposte ad un agente altamente patogeno, bandito dai cicli lavorativi proprio per il suo elevato  rischio oncogeno, si vuole trovare, nel rispetto del quadro normativo,  una soluzione che consenta loro la fruizione delle prerogative di legge”.

L’Avv. Ezio Bonanni: la lotta continua!

L’ONA non ci sta e, non solo faremo una battaglia legale, ma andremo avanti con lo sciopero della fame ad oltranza. Non faremo sconti a nessuno”, annuncia Bonanni che, pur mantenendo la veste istituzionale di componente della Commissione Amianto voluta dal Ministro Costa, è stato chiaro: “non si accettano compromessi al ribasso, i lavoratori, in quanto malati, hanno comunque diritto al prepensionamento anche in base all’art. 13 comma 7 della l n. 257/1992. Poi ci sono tutte le altre questioni che verranno illustrate nelle competenti sedi giudiziarie”, e aggiunge: “l’O.N.A. chiede che il Ministro del lavoro intanto vigili perché l’INPS non revochi le pensioni che ha concesso con autonomi atti amministrativi. Questo colpo di mano non può giustificare la revoca delle pensioni”.

Il grido di battaglia di Calogero e di tutte le altre vittime in Sicilia

Calogero al 37simo giorno dello sciopero della fame. Non è solo. Al suo fianco il Senatore Giuseppe Pisani del Movimento Cinque Stelle, che ha sollecitato il Ministro del Lavoro, Senatrice Nunzia Catalfo. L’ONA ha molta fiducia nella compagine governativa. Il Movimento Cinque Stelle in sede di elaborazione di programma di governo, ha, infatti, sostenuto che le tesi dell’ONA fossero fondate.

La proposta di legge D’Incà: abolire la decadenza

L’attuale Ministro Federico D’Incà è stato il primo firmatario della proposta di legge che traduce le tesi dell’ONA. Tutto il Movimento Cinque Stelle ha sottoscritto questa proposta di legge, ed è per questi motivi che l’ONA ha fiducia nella compagine governativa.

Per questo motivo l’ONA aveva sospeso le azioni di protesta che, però, si renderanno necessarie qualora non si desse corso a realizzare tecnicamente e concretamente quanto oggetto di una lunga interlocuzione  e collaborazione dell’associazione con le istituzioni.

Per questo motivo è iniziato lo sciopero della fame di Calogero e di altri. L’ONA intende, però, intensificare la mobilitazione per l’autunno, qualora non si desse corso ad interventi concreti. Per continuare così, a lottare per la tutela vittime amianto Sicilia.

On.le Raciti Fausto

Vicario: lo sciopero della fame non deve andare in ferie!

L’ONA è sulla breccia. Calogero Vicario, Antonio Dal Cin, Nicola Panei, Lorenzo Motta, Massimiliano Posarelli e centinaia di altri, sono impegnati in tutte le regioni di Italia per sollecitare le istituzioni ad affrontare e risolvere il problema amianto.

È stata istituita dal Ministero dell’Ambiente la Commissione Amianto. In questa Commissione l’Avv. Ezio Bonanni ha già presentato numerose proposte, al vaglio del Ministro.

Abbiamo maneggiato, respirato e mangiato l’amianto. La terribile fibra killer che uccide senza pietà. Ci sono precise responsabilità dello Stato Italiano. Il SIN di Siracusa non è stato ancora bonificato. Chiediamo l’urgente bonifica, e costituiamo in mora lo Stato Italiano. Il Tribunale di Siracusa ci ha dato ragione e ora la Corte di Appello ribalta l’esito della causa e questo è inammissibile, per cui continueremo lo sciopero della fame fino alla morte. Il Governo, che si è presentato come espressione del popolo, risolva il problema amianto, anche con la trasparenza della giustizia.

Appello alla magistratura e al Ministro della Giustizia

Il caso Palamara è inaccettabile, e anche alcuni provvedimenti di scarcerazione nel periodo del Co-vid. Ci aspettiamo che il Ministro della Giustizia dia delle direttrici chiare alla Magistratura: i criminali dell’amianto debbono essere perseguiti. La loro immunità merita di essere attenzionata dal Ministro della Giustizia attraverso l’utilizzo dei suoi poteri ispettivi. Se tutti i casi di malattia professionale asbesto correlata sono trasmessi con il referto all’autorità giudiziaria, come mai i procedimenti penali in corso si concludono sempre con archiviazione?”.

Conferenza Mondiale dell’Amianto a Taormina

Il primo nucleo dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Sicilia fu costituito nell’estate del 2009, per l’iniziativa di Calogero Vicario ed un gruppo di altri lavoratori di Priolo Gargallo. L’iniziativa fu promossa al fine di avviare azioni di tutela vittime amianto Sicilia.

Nella Conferenza Mondiale sull’amianto di Taormina del novembre del 2009, l’Avv. Ezio Bonanni ha rappresentato la Sicilia terra contaminata dall’amianto e si batte per la tutela vittime amianto Sicilia.

Questo primo nucleo di lavoratori, esposti ad amianto, sostenne l’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni che fu relatore alla Conferenza Mondiale dell’Amianto organizzata dal ISPESL presso Taormina. L’iniziativa ha avuto il patrocinio della Presidenza della Repubblica e della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

I relatori erano i rappresentanti dei governi dei 5 continenti. Erano presenti anche scienziati indipendenti dagli Stati. Qualcuno rappresentante dei produttori di amianto. Qualcuno ha pure sostenuto che l’amianto crisotilo fosse innocuo.

L’impegno dell’ONA in Sicilia contro l’amianto

In tale occasione, a favore dell’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni erano presenti esponenti a sostenere la relazione dell’ Avv. Ezio Bonanni maestranze dei Cantieri Navali di Messina, nonché di Palermo, dipendenti dei Petrolchimici, dalle Raffinerie di Milazzo, di Gela e del Polo Petrolchimico di Siracusa, il più grande d’Europa.

Proprio la Sicilia, terra di sole e di mare, di vulcani e di aranci, è stata contaminata da tanti veleni, tra i quali le fibre di asbesto.

Bonificare il triangolo della morte e giustizia alle vittime

È questa la richiesta dell’ONA, dell’Avv. Ezio Bonanni, dell’On.le Pippo Gianni, di Calogero Vicario e di Antonio Dal Cin.

Il c.d. ‘triangolo della morte’, Augusta-Siracusa, Ragusa e Gela, è stato oggetto di numerose interrogazioni dell’On.le Pippo Gianni, quando era parlamentare nazionale, e la tutela della salute è il suo faro ora che è tornato a fare il Sindaco di Priolo Gargallo.

Calogero Vicario guida la riscossa dei lavoratori siciliani per ottenere tutela vittime amianto Sicilia. Una mobilitazione che va contro le multinazionali e le imprese del Nord Italia che hanno sventrato la Sicilia, con una colonizzazione selvaggia, con l’inquinamento, cancro e morte.

Già nel 2009, l’On.le Pippo Gianni, all’epoca Assessore presso la regione Sicilia, aveva avanzato numerose proposte al Governo Regionale e Nazionale, ma le sue gride sono rimaste inascoltate.

Nel 2014, l’On.le Pippo Gianni fu il promotore della c.d. legge regionale Gianni (10/2014) che, però, è rimasta lettera morta fino ai tempi più recenti.

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