Luigi Sorrentino vittima dell’uranio impoverito

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Uranio impoverito: muore Luigi Sorrentino

Luigi Sorrentino deceduto per l’uranio impoverito. Muore così il Caporal Maggiore dell’Esercito che l’ONA ha ricordato.

Inoltre, in questo notiziario sono narrate tutte le storie delle nanoparticelle dell’uranio impoverito. ONA news uranio impoverito.

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Malato di leucemia

Luigi Sorrentino deceduto per l’uranio impoverito, il 23 ottobre 2018. Tuttavia, la sua memoria rimarrà in eterno. Antonio Dal Cin, Lorenzo Motta, ed altri commilitoni nell’ONA lo ricordano, con memoria perenne.

Fu colpito dalla leucemia, Luigi Sorrentino, morto per danni da uranio impoverito ma, soprattutto, a causa della burocrazia.

Così lo ricorda Antonio dal Cin e anche Lorenzo Motta e tutti gli altri dell’ONA che ne onorano la memoria.

L’Esercito Italiano e il Ministero della Difesa avevano negato il riconoscimento della causa di servizio al Caporal Maggiore Luigi Sorrentino.

Infatti, negare e nega l’Esercito il rischio eppure, anche nell’Esercito Italiano, sono stati usati vaccini contaminati e con dosi elevate multiple.

I nostri militari sono stati privati delle misure di sicurezza. Per questo motivo, Luigi Sorrentino aveva diritto al riconoscimento della causa di servizio e la qualità di vittima del dovere.

Inoltre, c’è il diritto al risarcimento di tutti i danni. L’ONA chiede giustizia per Luigi Sorrentino.

L’ONA: riconoscere vittime del dovere per uranio impoverito

L’Avv. Ezio Bonanni presidente ONA, è stato audito dalla Commissione Uranio Impoverito (consulta le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni).

In più, ha ottenuto significativi risultati come, per esempio, quello per il caso di Lorenzo Motta. (Leggi la storia di Lorenzo Motta vittima del dovere in Marina per esposizione a nanoparticelle da proiettili ad uranio impoverito)

Come ottenere la tutela dei diritti delle vittime del dovere

L’ONA tutela le vittime del dovere, in particolare quelle dell’uranio impoverito.

La storia di Luigi Sorrentino morto per l’uranio impoverito

L’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito è un vero e proprio bollettino di guerra. Tant’è vero che ciò è stato confermato dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sull’uranio impoverito. 

Uranio impoverito ed amianto: strage nelle forze armate

Vedove ed orfani, alcuni anche in tenera età: sono gli invisibili di questa strage, che riguarda anche l’amianto.

La fibra killer è stata utilizzata in tutte le basi, le armi e perfino le unità navali, come denunciato dall’ONA e dall’Avv. Ezio Bonanni.

Eppure si tratta di un potente cancerogeno, come chiarito dallo IARC.

La strage riguarda anche la Guardia di Finanza, come sta a testimoniare Antonio Dal Cin, eroe civile. Infatti, sono ormai anni che Antonio Dal Cin lotta contro la burocrazia e ricorda tutti i commilitoni.

In ricordo di Luigi Sorrentino, vittima dell’uranio impoverito, si chiede una giornata commemorativa che riguardi tutte le vittime del dovere.

Ne sa qualcosa anche Antonella Franchi, che lotta per i bambini a scuola perché non siano uccisi dalle fibre. Ancora, Calogero Vicario, da circa 80 giorni in sciopero della fame con l’ONA Sicilia.

Nella relazione finale della Commissione d’Inchiesta sono riportati i dati.

Tanto è vero che la Procura della Repubblica di Padova è giunta ad accertare che solo nell’ambito della Marina Militare 1101 persone sono decedute o Risono ammalate per patologie asbesto-correlate (circa 570 i mesoteliomi)”.

Questa è la strage dell’amianto. Poi ci sono i dati epidemiologici confermati dal ReNaM: il picco dei casi di mesotelioma, sia il numero di casi sia il numero di tassi, è presumibile sia nel periodo tra il 2015 e il 2020“.

Infatti, è lo stesso Marinaccio a scrivere alla Commissione: sono stati identificati 830 casi di mesotelioma maligno con esposizione in tale settore“.

Quindi, c’è una situazione allarmante nelle Forze Armate legata anche al problema vaccinale, come denunciato dall’ONA.

Luigi Sorrentino

Luigi Sorrentino, Caporalmaggiore dell’Esercito, 40 anni, la maggior parte dei quali spesi in divisa, in missioni in Kossovo, Afghanistan. Vittima di leucemia, per esposizione a nanoparticelle e/o per causa dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito.

Infatti, era stato cacciato anche dall’Esercito il Caporalmaggiore Luigi Sorrentino, come lui migliaia di altre vittime.

Così si pensava potesse finire la storia di Luigi Sorrentino, e stendere un velo sulle vittime dell’Esercito.

Questo militare ha svolto il suo servizio con lealtà ed onore in missioni all’estero.

L’origine della malattia risiede nell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e nelle missioni all’estero. Questi territori erano contaminati da nanoparticelle, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti e amianto.

Luigi Sorrentino, deceduto con dignità

Che senso ha, come lui stesso ha detto, vivere con 1500 euro al mese, stando a casa, senza fare niente, spogliato della divisa, per un uomo di azione destinato a morire, comunque, come una foglia che cade tra i porticati di Torino, tra l’indifferenza generale …

«So dove me la sono presa – aveva dichiarato poco tempo fa in un’intervista al quotidiano torinese Cronaca Qui – Camp Black Horse, lungo la Violet Road di Kabul, nel 2006. Quella era la base dove addestravo le forze speciali afghane. E dietro c’era quello che tutti chiamavano il ‘cimitero dei carri’, un enorme sfasciacarrozze di mezzi corazzati di fabbricazione sovietica, distrutti dagli americani».

Infatti, Luigi Sorrentino ha continuato poi il suo racconto affermando che lì non c’erano soltanto rottami di metallo:

«quasi tutti colpiti da proiettili all’uranio impoverito. Enormi ammassi di acciaio fuso dai quali si alzava una polvere invisibile sollevata dai ‘twister’, piccole trombe d’aria tipiche del deserto. È il vento che portava l’uranio».

Ma la parte più umana del caporalmaggiore è emersa attraverso quest’altra dichiarazione:

«Ora capisco perché gli americani avevano il tassativo divieto di avvicinarsi al ‘cimitero dei carri. Invece io, che ero pilota di mezzi blindati, ci sono passato per sei settimane di fila, senza nessuna protezione».

La tutela dell’ONA

In questo notiziario amianto sono pubblicate tutte le storie di uomini e donne che sono vittime.

Infatti, è vittima non solo chi ha perso la vita o ha perso un danno alla salute, ma anche i familiari, e anche coloro che sono stati esposti.

Per cui, l’ONA tutela anche i familiari delle vittime, a tutti i livelli, previdenziali e risarcitori, oltre alla c.d. prevenzione primaria.

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