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Maledetti piromani

piromani- Incendio riserva dello zingaro
Incendio riserva dello zingaro

Maledetti piromani: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Dubito di dover chiedere scusa ai piromani, posto che si rischia di dover scaricare su presunti malati mentali quel che appartiene alla sfera criminale. Tra sabato e domenica, la Sicilia è bruciata con le riserve naturali di Altofonte e dello Zingaro, San Vito Lo Capo, Selinunte, senza salvare l’area archeologica di Himera.

Sono andati in fumo tremila ettari d’insostituibile, irrinunciabile bene comune, con alberi secolari, animali selvatici, fiori e insetti. È andato perduto tutto quel complesso di vita, che costituisce per la collettività un ecosistema e per i vili dissociati una opportunità speculativa.

Le montagne con i loro alberi secolari, quelli che erano sopravvissuti allo sbarco dei mille e degli alleati, adesso si ammantano del lutto, del nero rovinoso che sostituisce quel che era verde e gioioso, risorsa vitale.

Il problema dei piromani e degli incendi in Italia

Adesso quelle anime vegetali sono state ridotte in cenere da chi non ha diritto di vivere tra gli umani e per carità nemmeno tra le bestie. L’origine delittuosa è testimoniata dalla molteplicità degli inneschi e dalla tempistica usata per aggredire il patrimonio arboreo ed attentare alla vita delle persone, che in quel contesto abitano.

Non meno doloroso è stato il tributo pagato dalla Sardegna con trentuno incendi un po’ ovunque e qualche autore preso con il cerino in mano. A questo punto, però, occorre intimare a chi sovraintende alla sicurezza del Paese di assumersi seriamente le proprie responsabilità.

Ricordiamo ancora con sgomento ed orrore la spaventosa esecuzione della Pinete di Castel Fusano, da parte di sciagurati recidivi, di cui non c’è memoria del nome e delle condanne. Rimane, però, il segno indelebile di quella che è stata una vera e propria evirazione di una territorio elettivo, che rendeva simbiotico il rapporto tra Roma e il mare.

Ormai sappiamo che invocare la pioggia significa essere colpiti da altre calamità. Quel che sta accadendo in Trentino la dice lunga, tanto quanto la caduta del pioppo a Marina di Massa, dove la vacanza per due sorelline è finita nel sangue.

E allora? Allora, dobbiamo confermare che aver soppresso la Guardia Forestale, trasferendo le competenze a Corpi in tutt’altre faccende affaccendati è stata una colpevole castroneria, tanto quella di aver ridotto le Provincie alla fatiscenza.

Numero Verde Assistenza ONA

Necessità di prevenzione, basata sull’educazione

Nella nostra storia, ogni taglio lineare ha significato il venir meno di presidi e ausili fondamentali nella logica della prevenzione e del controllo.

Infine e non ultimo, i parlamentari – anche loro a rischio di decurtazioni devastanti, anziché essere oggetto della riqualificazione del proprio ruolo e della funzione – che dovrebbero occuparsi seriamente di leggi oggi assolutamente inadeguate, perché causare intenzionalmente un incendio equivale a mettere una bomba alla stazione ferroviaria, all’attentare alla sicurezza con prospettiva di strage, perché occorre capire che la vita di un essere animale o vegetale merita lo stesso rispetto che si pretende per gli umani.

Occorre alzare il livello delle pene sino al massimo consentito per i reati peggiori, azionando anche l’aggravante dell’associazione per delinquere e mafiosa. È necessario svolgere un’azione di prevenzione seria, basata sull’educazione, la cultura, la collaborazione, la responsabilità, con i controlli supportati dalla tecnologia più avanzata ed una adeguata attività d’indagine e repressione.

Come per la manutenzione delle infrastrutture, il controllo del territorio sta divenendo vitale anche per molte altre ragioni. Queste non prescindono dall’uso perverso che ne fanno i piromani dei roghi tossici, dei venefici untori che stanno riducendo parte del Bel Paese a desolante “terra dei fuochi”.

L’impegno dell’ONA per la salvaguardia dell’ambiente

Osservatorio Nazionale Amianto ha ideato una trasmissione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica tutti i dettagli della problematica amianto.

La salvaguardia dell’ambiente è fondamentale per tutelare la salute dei cittadini. A tal proposito la diciannovesima puntata di ONA TV – ONA News è Recovery plan: opportunità per l’ambiente. L’ONA ripone la sua fiducia nel premier Draghi.

Alampi Letterio vittima per mesotelioma carrozze ferroviarie

mesotelioma carrozze ferroviarie
Letterio Alampi

Rotabili ferroviari: l’ONA chiede giustizia per le vittime

Mesotelioma carrozze ferroviarie: i minerali di amianto sono stati utilizzati nei rotabili e nelle strutture delle Ferrovie dello Stato. L’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha ottenuto dall’INAIL l’indennizzo del mesotelioma che ha provocato la morte del Sig. Alampi Letterio, vittima per mesotelioma carrozze ferroviarie.

Infatti, l’Avv. Ezio Bonanni ha fatto valere che il mesotelioma è inserito nella Lista I dell’INAIL, e quindi  tale neoplasia deve essere sempre indennizzata.

Mesotelioma e altre malattie amianto nei rotabili ferroviari

L’avv. Ezio Bonanni ha dimostrato che Alampi Letterio è deceduto per mesotelioma in seguito alla esposizione ad amianto, utilizzato dall’AnsaldoBreda nello stabilimento di Reggio Calabria per la costruzione e la manutenzione dei rotabili ferroviari.

Infatti, le Ferrovie dello Stato hanno ritenuto di impiegare i minerali di asbesto per la costruzione delle carrozze ferroviarie e delle locomotive. Ciò ha determinato l’elevata esposizione ad amianto sia di coloro che sono stati adibiti a queste lavorazioni, sia nei macchinisti e negli altri dipendenti di Ferrovie dello Stato. 

Mesotelioma e amianto: epidemia nelle Ferrovie dello Stato

Visto che l’amianto è stato utilizzato dall’AnsaldoBreda nello stabilimento di Pistoia e in quello di Reggio Calabria, per la costruzione dei rotabili ferroviari, senza protezione per i lavoratori, è in atto una vera e propria epidemia (mesotelioma carrozze ferroviarie).

Infatti, sono stati censiti 619 casi di mesotelioma tra i soli dipendenti di Ferrovie dello Stato, e poi ci sono tutte le altre malattie asbesto correlate, questo dimostra l’elevata condizione di rischio e la fondatezza delle preoccupazioni dell’avv. Ezio Bonanni.

VII Rapporto RENAM INAIL sull’incidenza dei mesoteliomi

Giustizia per le vittime amianto nelle Ferrovie dello Stato

Il mesotelioma ha ucciso non solo tra i dipendneti di AnsaldoBreda a Reggio Calabria piùttosto che a Pistoia. Tuttavia, poiché il numero dei casi è elevato anche tra i dipendenti delle Ferrovie dello Stato, è necessaria una forte mobilitazione per portare a termine le bonifiche dei vagoni ferroviari ancora contaminati da amianto e allo stesso tempo, ottenere la tutela dei diritti per tutte le vittime.

Massimo Alampi: coordinatore ONA di Reggio Calabria

Massimo Alampi, figlio di Letterio, dopo la morte del padre, ha aderito all’ONA, ed ha chiesto la bonifica dei diversi siti contaminati nella regione Calabria. Considerando che la più alta incidenza di mesoteliomi e di altre patologie asbesto correlate è stata registrata proprio a Reggio Calabria nello stabilimento OMECA ec AnsaldoBreda, si rende necessaria l’azione dell’ONA per rendere giustizia alle vittime.

Sportello Amianto ONA Reggio Calabria

Massimiliano Alampi, in qualità di coordinatore regionale ONA per la città di Reggio Calabria e provincia, collabora con la presidenza nazionale ONA e in particolare con l’avv. Ezio Bonanni, nell’attività di assistenza dei cittadini e lavoratori esposti ad amianto.

assistenza ona

Alampi Letterio: l’INAIL ha indennizzato il mesotelioma

Alampi Letterio ha condiviso con altri suoi colleghi impiegati nell’AnsaldoBreda, di Reggio Calabria, ora Hitachi Rail S.p.A., la tragica fine della morte per malattie asbesto correlate. Infatti, è deceduto per mesotelioma. A causa di ciò è stata inoltrata la domanda per il riconoscimento di malattia professionale che l’INAIL ha riconosciuto, liquidando la rendita (mesotelioma carrozze ferroviarie).

Successivamente al decesso, la rendita è stata liquidata alla vedova (rendita di reversibilità vedova defunto mesotelioma).

Mesotelioma: malattia asbesto correlata dose dipendente

L’ONA e l’avv. Ezio Bonanni hanno dimostrato che tutti i mesoteliomi sono dose dipendenti. Così allo stesso modo il mesotelioma pleurico, anche quello del tipo istologico sarcomatoide, che, purtroppo, è più difficile da trattare.

Inizialmente, la malattia si presenta con ispessimento pleurico provocato dalle fibre di questi minerali di asbesto.

Difatti, tra le malattie asbesto correlate i cancri della pleura sono quelli più aggressivi. In conclusione, tutte le fibre di amianto sono cancerogene. Del resto ciò è ribadito nell’ultima monografia IARCWorld Health Organization IARC monographs on the evaluation of carcinogenic risks to humans – Vol. 100C “Arsenic, metals, fibres, and dusts volume 100 C – A review of human carcinogens” ASBESTOS – Lyon, France – 2012

La guida per la cura del mesotelioma e l’assistenza legale

L’Avv. Ezio Bonanni, in seguito al continuo aumento di casi di mesotelioma, tra i quali quelli censiti nelle FS e nei rotabili ferroviari, è l’autore della pubblicazione “Come curare e sconfiggere il mesotelioma ed ottenere le tutele previdenziali ed il risarcimento del danno“.

D’altra parte, i meandri della burocrazia, compresi quelli dell’INAIL, hanno reso necessario dover pubblicare una vera e propria guida, che è ancora attuale e ha costituito lo strumento per tutte le vittime e per i familiari, anche per ottenere la tutela dei loro diritti (mesotelioma carrozze ferroviarie).

In particolare, l’indennizzo INAIL, diretto e per reversibilità. Successivamente anche la liquidazione del Fondo Vittime Amianto, e in seguito anche il risarcimento di tutti i danni.

Brevemente, con il  riconoscimento dell’origine professionale del mesotelioma carrozze ferroviarie, come di qualsiasi altra patologia asbesto correlata, si ha diritto alle maggiorazioni amianto con l’art. 13 co. 7 della L. 257/92.

Benefici contributivi per esposizione ad amianto nelle Ferrovie dello Stato

Prepensionamento amianto lavoratori dei rotabili ferroviari

In particolare, le vittime amianto, che hanno ottenuto il riconoscimento della patologia asbesto correlata, tra cui il mesotelioma, hanno diritto all’immediato pensionamento, ovvero alla pensione di inabilità amianto, a prescindere dall’età e dall’anzianità contributiva.

Ad ogni modo, in seguito all’introduzione dell’istituto della pensione di invalidità amianto, i ferrovieri vittime amianto, oltre ai benefici dell’art. 13 co. 7 della L. 257/92, se non hanno maturato il diritto a pensione possono comunque chiedere il prepensionamento.

Prepensionamento amianto ferrovieri e lavoratori carrozze ferroviarie

Purchè ci siano 5 anni di contribuzione, di cui tre negli ultimi cinque, come stabilito dall’art. 1 co. 250, 250 bis, e 250 ter, della L. 232/2016.

L’INPS ha adottato la circolare n. 34 del 2020, con le nuove linee guida:

Circolare n. 34 – Inps

La rilevanza del riconoscimento INAIL nel caso Alampi

L’Avv. Ezio Bonanni, nel commentare la vicenda di Alampi Letterio, ha ritenuto fondamentale il riconoscimento INAIL del mesotelioma, e anche il rilascio della certificazione.

Infatti, queste tesi dell’Avv. Ezio Bonanni hanno trovato autorevole riscontro nella giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione, che con la sezione lavoro, 15165/2019, ha esaltato il ruolo probatorio assunto dalle certificazioni INAIL.

Infine, queste tesi sono state ulteriormente avvalorate da Cassazione Civile, sezione lavoro, 11.08.2020, n. 16869.

Alampi Letterio e le sue sofferenze e quelle dei familiari

Alampi Letterio è deceduto il 23.04.2016 per mesotelioma, dopo aver lavorato nello stabilimento AnsaldoBreda, poi O.ME.CA., di Reggio Calabria, ora HITACHI ITALIA.

Infatti, già con la diagnosi di mesotelioma della pleura, il Sig. Alampi Letterio mostrava i sintomi tipici di questa neoplasia: perdita di peso, cachessia, gonfiore e dolore addominale a causa dell’ascite, ostruzione intestinale, anomalie della coagulazione del sangue, anemia e febbre (mesotelioma sintomi iniziali).

Successivamente, con la sua estensione, oltre la pleura, sono stati colpiti con metastasi anche altri organi, fino allo stato di cacchesia (mesotelioma sintomi finali).

I danni e l’azione di risarcimento contro il datore di lavoro

Come dimostrato dall’Avv. Ezio Bonanni, nel ricorso giudiziario, presentato presso il Tribunale di Napoli, fin dalla diagnosi, Alampi Letterio ha subito un danno biologico pari al 100%, e la morte si è rivelata penosa e drammatica.

Il figlio Massimiliano, la moglie Maria Vincenza Malara, e gli altri familiari (Vincenzo Antonio Alampi e Antonio Alampi), hanno assistito notte e giorno Letterio, che poi è stato ucciso dal mesotelioma, come tanti altri suoi colleghi di lavoro, adibiti alla costruzione dei rotabili (mesotelioma carrozze ferroviarie).

Per questi motivi, l’Avv. Ezio Bonanni ha proposto ricorso giudiziario con il quale sia l’AnsaldoBreda SpA, che la Hitachi Rail S.p.A., sono state chiamate a rispondere delle loro azioni, e omissioni, ovvero di tutti i danni subiti dalla famiglia Alampi.

Infatti, oltre ai danni subiti da Alampi Letterio, sono stati richiesti anche i danni subiti dai familiari.

Quindi la causa civile è stata promossa presso il Tribunale di Napoli, sezione lavoro, n. 2263/2020 RG, e l’udienza è fissata per il prossimo 18.02.2021, innanzi il Giudice Dott. Mazzocca Maria Pia, e l’Avv. Ezio Bonanni presenzierà unitamente ai familiari della vittima, per ribadire tutte le loro ragioni, e chiedere la condanna al risarcimento dei danni.

I danni subiti dai familiari della vittima di mesotelioma

I familiari hanno subito lo shock della diagnosi, della prognosi e poi della morte del loro congiunto. Per questi motivi Massimiliano si è impegnato e si sta impegnando come uno dei pilastri nazionali dell’attività dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto-, costituendo lo sportello amianto di Reggio Calabria, per l’assistenza medica e la consulenza legale gratuita.

Alampi Letterio, la sua morte è omicidio colposo

Massimo Alampi ed Ezio BonanniL’Avv. Ezio Bonanni, alla luce delle sue indagini difensive, ha dimostrato che AnsaldoBreda ha violato le regole cautelari. In particolare, risulta essere stata violata la norma dell’art. 2087 c.c., che impone la tutela della salute nei luoghi di lavoro, e quindi anche quella relativa all’utilizzo di amianto.

Infatti, anche nel periodo di lavoro del Sig. Alampi Letterio, dall’01.03.1962 al 31.08.1992, erano in vigore quelle norme di tutela contro le polveri di amianto, e il divieto di esposizione (Cass., IV pen., 42915/2012).

In particolare, tra le altre norme, l’art. 21 del DPR 303/56, imponeva di ridurre al minimo la dispersione di polveri, e gli art. 377 e 387 del DPR 547/55, imponevano la dotazione e l’utilizzo di maschere respiratorie con il grado di protezione P3.

La violazione di queste norme ha determinato l’elevata esposizione ad amianto del Sig. Alampi Letterio, che quindi si è ammalato ed è deceduto per mesotelioma.

Massimiliano Alampi: uniti nell’ONA contro l’amianto

Massimiliano Alampi, intervistato dal notiziario ONA, il Giornale dell’amianto, ha dichiarato: Chi lavora sottoscrive un contratto di lavoro e non un contratto di morte. E’ necessario tutelare la sacralità della vita umana, non è ammissibile che si continui così” .

Infatti, la famiglia Alampi chiede giustizia per il Sig. Alampi Letterio, deceduto per mesotelioma sarcomatoide a causa dell’esposizione all’amianto sul luogo di lavoro ribadendo che è “Impossibile descrivere le sue sofferenze poco prima di morire”.

Letterio Alampi: un uomo dedito al lavoro e alla famiglia

Letterio era un uomo dedito al lavoro: una vita di sudore, in quel profondo sud martoriato dalla storia, prima che dall’incapacità della classe politica ad annullare il gap creato per il meridione d’Italia.

Alampi Letterio, agonia e morte per amianto

Muore di mesotelioma sarcomatoide, dopo un’agonia di oltre un anno con ricoveri, trasfusioni, perdita di peso e forti dolori che rimarranno impressi in maniera indelebile nelle menti dei suoi cari che lo hanno assistito fino all’ultimo giorno.

La rabbia e l’amarezza è ancora visibile nelle parole e negli occhi di chi ha vissuto tutto questo e che sarebbe disposto a tutto pur di vedere riconosciuti i diritti del proprio padre, privato, oltre che della vita, anche della propria dignità.

Le richieste di giustizia di Massimiliano

Voglio giustizia per quello che è successo a mio padre e non tollero che possa succedere ad altri. Ancora oggi c’è amianto nelle scuole, negli edifici pubblici, eppure tutto tace.  Tutte le richieste dell’ONA per mettere in sicurezza i luoghi di vita e di lavoro non trovano riscontro.

E’ stata chiesta la bonifica delle scuole, eppure nulla si muove. Cosa ce ne facciamo noi dei soldi, cosa se ne faranno le madri quando i loro figli esposti ad amianto nelle scuole moriranno per via di queste fibre?!

So io cosa vuol dire la morte di un familiare per mesotelioma. La vittima rimane soffocata, sente che non ha l’ossigeno, si sente morire ed è lucida. Mio padre non ce lo ridarà indietro nessuno: è crudele questa morte.

Bonificare scuole e ospedali per bloccare questa epidemia di amianto

Chi sapeva ed ha lasciato queste persone esposte all’amianto è un criminale e sono ancora più criminali coloro che ancora oggi lasciano i ragazzi esposti ad amianto nelle scuole. Mio padre ha lavorato per oltre 25 anni a contatto con l’amianto senza alcuna protezione, mai una visita o un controllo per verificare il suo stato di salute visto che la presenza dell’amianto, all’interno del reparto in cui lavorava era certa.

La stessa società, la stessa OMECA di Reggio Calabria, lo ha confermato, riconoscendogli, attraverso l’INAIL, che ha pure accreditato la rendita e rilasciato il certificato di esposizione ad amianto ex art. 13, comma 7, Legge 257/92, circa 1242 settimane di esposizione. A questo punto ci chiediamo, cos’altro dobbiamo fare per avere la giustizia che io e la mia famiglia ci meritiamo? Noi abbiamo perso un padre, i nostri figli il nonno e mia mamma il marito.

Massimiliano descrive le sofferenze sue e della famiglia

Non è possibile nemmeno descrivere le sofferenze che ha dovuto patire mio padre durante le ultime settimane di vita e per tutti noi è stato terribile vederlo mentre si spegneva lentamente e non poter fare nulla. Dal giorno in cui è venuto a mancare, mia madre non è più riuscita a dormire nella loro camera da letto”.

Amianto e carrozze ferroviarie: i rischi per la salute

Il Sig. Letterio Alampi ha lavorato presso la OMECA di Reggio Calabria dal 01.03.1966 al 31.08.1992, con la mansione di addetto alla costruzione, alla saldatura e alla coibentazione, operativo presso tutti i reparti.

Infatti, secondo quanto riportato dai familiari il Sig. Letterio ha svolto le sue mansioni lavorative in esposizione professionale a polveri e fibre di amianto e ad altri agenti patogeni, in assenza di adeguati strumenti di prevenzione tecnica e di protezione individuale, che potessero impedire l’inalazione di polveri e fibre di amianto e l’esposizione agli altri cancerogeni e mutageni, e i conseguenti danni alla salute.

Il calvario sanitario della famiglia Alampi

Un calvario, quello della famiglia Alampi, durato oltre un anno; ricoveri e trasferimenti continui all’Ospedale di Messina per effettuare la broncoscopia con prelievo. Mesi, anche durante i periodi di festa, che ovviamente festa per loro non era, in cui ogni giorno i familiari dovevano prendere il traghetto per andare a trovare il loro caro

Non era più vita quella. A saperlo prima avrei tenuto mio padre a casa e gli avrei fatto godere gli ultimi giorni di vita a casa tra i suoi affetti e con i suoi vizi. Poi il 25 gennaio del 2016 arriva la diagnosi di mesotelioma sarcomatoide, ma ormai era tardi. Di fronte a questo esito tutti noi abbiamo dovuto accettare quanto stava accadendo. Quel maledetto amianto si sarebbe portato via mio padre e la società per cui ha lavorato deve pagare”, continua il Sig. Massimo.

Tutela gratuita per le vittime amianto a Reggio Calabria

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il suo Presidente l’Avv. Ezio Bonanni, che dal 2008 si mobilita per tutelare familiari e vittime di coloro che sono stati esposti ad amianto e ad altri cancerogeni, chiede che venga fatta giustizia e che vengano riconosciuti i diritti del Sig. Letterio Alampi e dei loro familiari.

Anche a Reggio Calabria l’ONA è operativa, proprio attraverso il Sig. Massimo Alampi, e tutti i cittadini possono usufruire dei servizi ONA, a partire da quello di assistenza medica e quello di assistenza legale, semplicemente consultando lo Sportello Nazionale Amianto dell’ONA.

E lo chiamavan Draghi…

Draghi
Draghi

E lo chiamavan Draghi…: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Con Draghi, ritorno alla leadership italiana internazionale

Puntuale giunge la conferma che, Progetto di Vittorio Colao a parte, al Casino del Bel Respiro e pure prima, piuttosto che dopo, abbiamo perso tempo e danaro più che preziosi. Perché sono stati elargiti senza concreti obiettivi finalizzati al futuro, a partire da quello dei giovani.

Questo è dunque il succo dell’intervento inaugurale di Mario Draghi, ieri nel MEETING 2020 di CL a Rimini. Il “past” President della BCE ha fatto di colpo la differenza tra le chiacchiere, le dichiarazioni opportuniste o partigiane di tanti improvvisati “statisti” e le prese di posizione a prescindere su MES sì e no.

In buona sostanza, gran parte dei provvedimenti COVID avrebbero suicidato le prospettive di ripresa economica. Se è vero com’è vero che decine e decine di miliardi sono finiti nel nulla con BONUS a gogo, gonfiando ulteriormente lo strepitoso debito.

Draghi è sicuramente una risorsa, forse unica, lasciata in panchina nella prospettiva di una possibile candidatura alla Presidenza della Repubblica, come se al Governo non ci fosse urgenza di un cambio di qualità e passo.

Numero Verde Assistenza ONA

Da ieri mi fischia nelle orecchie il ritornello di Gaber, quello iniziale della Ballata del Cerutti Gino. Perché anche Mario, per “meriti” decisamente diversi, è un Draghi, di nome e di fatto.

Dire in un amen che la sussistenza senza prospettive di lavoro crea debito cattivo. Mette a serio rischio il futuro dei giovani. Occorre investire in formazione, istruzione, qualificazione professionale, riforme, innovazione, ricerca e ammodernamento infrastrutturale. Ciò è come dire che l’acqua non va in salita.

Il debito della pandemia e il fair play finanziario

«Il debito creato con la pandemia è senza precedenti e dovrà essere ripagato principalmente da coloro che sono oggi i giovani».

«È nostro dovere far sì che abbiano tutti gli strumenti per farlo pur vivendo in società migliori delle nostre. Per anni una forma di egoismo collettivo ha indotto i governi a distrarre capacità umane e altre risorse in favore di obiettivi con più certo e immediato ritorno politico: ciò non è più accettabile oggi».

Cosa altro aggiungere alla magica formula riparatrice di tanto scempio, se non che il ragionamento è di assoluto “fair play finanziario” e che potrebbe aprire la strada non soltanto alla speranza, ma addirittura per un ritorno italico al livello di leadership internazionale?

Per concludere, a tal proposito, non posso che ricordare un precedente storico, quello dell’epocale intervento di Claudio Martelli, in occasione della Conferenza Programmatica Socialista “Governare il Cambiamento”, sempre a Rimini, nell’aprile del 1982, quando – nella sua analisi preveggente sul tema “Il merito e il bisogno” – sintetizzò il concetto che ancora oggi rappresenta un problema insoluto per la nostra società civile, poi fatta strame in trent’anni d’inghippi: occorre lasciarsi alle spalle la “pietrificata sociologia marxista delle classi” per dare vita ad una “alleanza riformatrice fra il merito e il bisogno”: fra “coloro che possono agire” mettendo a frutto i propri talenti e “coloro che devono agire” per uscire dall’emarginazione.

L’impegno dell’ONA per la salvaguardia dell’ambiente

Osservatorio Nazionale Amianto ha ideato una trasmissione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica tutti i dettagli della problematica amianto.

Nella diciannovesima puntata di ONA TV – ONA News “Recovery plan: opportunità per l’ambiente” l’ONA ripone la sua fiducia nel premier Draghi per garantire forme di tutela dell’ambiente.

Mito Mediterraneo

La civiltà mediterraneo
Mediterraneo

Mito Mediterraneo: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Sapere che il nostro divenire si accompagna da sempre con il sogno, la visione onirica di quanto a volte ci disturba, pur sapendo che il degrado è soprattutto legato alle nefandezze antropiche, ai comportamenti autolesivi dell’uomo, di ognuno di noi, ci lega indissolubilmente al mito, alle radici della nostra sofferta, ma grande civiltà, quella mediterranea.

Del resto, raccogliamo una complicatissima storia esistenziale, fatta di esaltanti momenti di festa, come quelli legati al Palio del Mare, piuttosto che di tragici episodi come quelli che sistematicamente si verificano lungo l’asse della Pontina, con i suoi roghi e con i suoi incidenti.

L’importantissima storia del Mediterraneo

Ma se non fossimo depositari di una storia millenaria fatta di straordinari episodi, come quelli che hanno riguardato personaggi degni dello stilo e della penna di Virgilio e Shakespeare, come Enea e Coriolano, non staremmo a parlare. Anzi non riusciremmo nemmeno a comprendere situazioni di straordinario degrado come quelle che attentano al nostro ambiente ed alla nostra incolumità o come quelle che ci confortano per la manifesta volontà di riscatto.

Questo è capitato ad Ardea, piuttosto che ad Anzio, dove i sentimenti di appartenenza e di solidarietà, d’impegno civile e coraggio permangono. Del resto, il Mare Mediterraneo che ci bagna è matrice e nesso di quanto ci capita da migliaia di anni.

Un Mare in cui nuotano da sempre Sirene e Tritoni, capaci di trascinarci nei gorghi della follia o di restituirci la vita e la speranza, come avvenne con la stessa battaglia tra Romani e Volsci ad Anzio nel 468 a.C., per Innocenzo XII naufrago nel 1691 o ancora con lo sbarco alleato, che nel 1944 mise di fatto la premessa per la fine del più grande conflitto mondiale della storia.

Dunque, in presenza di tanti fattori di riflessione, di meraviglie della cultura mediterranea, dell’invenzione della civiltà, della stessa Europa, frutto della visione onirica del passato futuro da parte dei nostri progenitori, io mi ostino a non capire inutili ottusità e rinvii di quel che la coscienza suggerisce in modo inderogabile.

Non possiamo distruggere la nostra essenza, le nostre nobili origini, la nostra anima piena di sentimenti impetuosi, ma anche di temperanza e saggezza. Perché questa è l’essenza di Oikoumene, la casa comune, il Mare Nostrum.

Numero Verde Assistenza ONA

L’incuria e la negligenza sono una terribile piaga

Ogni giorno che passa, cresce in me la sensazione che non si dia abbastanza valore al tempo perduto. Si continua a non voler vedere quel che è evidente.

Ecco perché, rompendo gli schemi di un moto perpetuo fatto di disastri annunciati e puntualmente verificati, di pie intenzioni spesso tradite, sento il bisogno di suggerire e contribuire ad avviare un’azione che parta dal semplice ragionamento, dal bisogno di dare un senso logico al nostro agire, al nostro impegno civile, che non può che riverberare i sentimenti di cui il Mediterraneo è millenario custode e portatore.

Ho netta la convinzione che lasciare andare in malora anche un angolo del nostro giardino, fatto di meraviglie, dove ogni dettaglio è fondamentale per l’armonico contesto, che ci ha generato e ci ospita, è fatto ben più grave del più orribile delitto che si possa imputare.

Non c’è peggiore catastrofe di quella determinata dall’incuria, dalla negligenza, dal dolo degli umani, che sanno essere straordinari angeli ma anche terrificanti demoni. È proprio quello che accade con i migranti accolti con i guanti bianchi in mare e poi precipitati nell’inferno dell’accoglienza a terra, inferno dove finiscono letteralmente in cenere i loro ed i nostri sogni, le loro e le nostre speranze.

Tornare a riflettere sul nostro melange culturale, la miscela di etnie, di tradizioni, di profumi di colori, di melodie, è la giusta necessaria via per riscoprire appunto le comuni radici e di rispettarle come valori intangibili.

Ecco, questo è quello che penso dopo anni di esaltazione trascorsi tra antichi travertini e i consunti laterizi, tra granitiche certezze, fondamentali elementi di un unico grande mosaico tra passato e futuro.

ONA e la tutela dell’ambiente e della salute

Osservatorio Nazionale Amianto ha ideato una trasmissione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica tutti i dettagli della problematica amianto. Le fibre di asbesto sono cancerogene, come chiarito dallo IARC nell’ultima monografia.

Perciò azioni di bonifica dei siti contaminati e la tutela dell’ambiente sono gli obiettivi primari dell’ONA. A tal proposito la diciannovesima puntata di ONA TV – ONA News è Recovery plan: opportunità per l’ambiente, in cui è espressa la fiducia dell’Osservatorio nelle future azioni del premier Draghi.

Lo sport in nome della Legge

Sport- Sesto Cerchio
Sesto Cerchio

Lo sport in nome della Legge: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Stando all’andamento o se preferite all’andazzo, la prospettiva che abbiamo o il rischio che si corre, è quello che lo sport lo si possa praticare per legge o in base ad essa, purché si giunga ad una sua definizione, ad un prodotto, cosa che appare complicata da fattori o addendi diversi.

Il fenomeno è in corso da oltre settant’anni, almeno stando all’esperienza maturata a partire dal commissariamento del CONI con Giulio Onesti nel 1944. Nel nome del popolo italiano, anziché della legge, sarebbe la soluzione ideale. In qualche modo ci si era pur avvicinati al traguardo.

Nel corso di questa lunghissima storia, partendo dai presupposti più diversi, si è comunque pervenuti sempre all’identico risultato, ovvero quello che ad oggi vede sostanzialmente immutato lo stato dell’arte.

Smantellare l’antico per far spazio al nuovo

Dunque, per l’ennesima volta, ad un passo dalla conclusione, l’insorgere di elementi ostativi e di dubbi circa i decreti attuativi, dettagli non meno importanti della stessa Legge, che pure era stata firmata dal Presidente della Repubblica giusto un anno fa, si profila un impantanamento.

Ci si attarda su questioni dall’apparenza caprigna, ma in realtà di capitale importanza, perché il vero obiettivo emergente per le parti contrapposte sembra essere quello di smantellare l’antico potere e pure il nuovo. Diciamo che la confusione regna sovrana per la scarsa consapevolezza dell’importanza reale della materia del contendere, della fragilità e della volatilità di un sistema.

Se al vertice gode di benefici e sostegni finanche esagerati, per un gruppo ristretto di oligarchi in parte eletti e in parte di nomina, di manager e funzionari non particolarmente esperti della materia, alla base e nel mezzo vive e sopravvive grazie ad un volontariato pervicace e diffuso, anche se frustrato dalla relativa sensibilità di legislatori e amministratori pubblici.

La realtà è che siamo di fronte ad un ibrido, nato da un compromesso salvifico con il fascismo e penalizzante dopo settantatré anni di Repubblica, nella cui Costituzione la parola sport non ha trovato posto.

Le difficoltà che incontra lo sport nel nostro Paese

L’Italia dei pregiudizi, prima il fascista e poi il repubblicano, ha fatto sì che lo sport senza distinguo, quello per tutti e quello del business e dello spettacolo finisse in un unico calderone, ammantandosi dell’olimpismo e della sua presunta algida autonomia.

Così il Bel Paese di Onesti, come quello di Olivetti e Mattei era vincente, un modello capace di performare livelli diversamente irraggiungibili, tale da porci tra i primi dieci paesi del mondo nella logica elitaria dei risultati agonistici, ma ben più indietro per l’aspetto sociosanitario.

Insomma, per decenni ci siamo distratti con l’apparire. Adesso ci rendiamo conto che siamo ben lontani dall’essere, che la pratica dell’attività sportivo-motoria non può rappresentare soltanto una eventualità, ma una vera e propria opportunità garantita e promossa come un diritto, tale e quale alla istruzione, alla salute, al lavoro.

Tutto questo dovrebbe e potrebbe avvenire in virtù di un sostegno da parte dello Stato, che non può e non deve prevaricare l’esistente, con il rischio di distruggerlo. Ma può e deve far crescere in modo esponenziale la base del movimento, connotata da centinaia di migliaia di società e nuclei, milioni di animatori e praticanti, che poco hanno a che vedere con tutto quello che continua ad avere evidenza per i media e l’organizzazione federale, in cui prevale significativamente l’alto livello, che peraltro assorbe la stragrande maggioranza delle risorse attualmente disponibili.

Sport: i grandi eventi e le organizzazioni

Diciamo che quel mezzo miliardo che alimentava CONI e CONI Servizi, con le gestioni di grandi eventi, strutture, preparazione olimpica, marketing, Scuola Nazionale, Biblioteca, Centro di Medicina, etc. è più o meno rimasto a disposizione di una organizzazione con un nuovo cartello in ditta, Sport e Salute. Ma mantenendo molte delle competenze e il ruolo del precedente CONI Servizi, nulla in più potrebbe fare, senza disporre di un adeguato finanziamento e di una articolazione che la protenda nella realtà, nel tessuto connettivo dei territori e della società civile in eterna attesa di un vero segnale.

A parte la pioggerella dei “bonus”, che ha forse per la prima volta dato un riconoscimento economico a decine di migliaia di soggetti prima totalmente ignorati ed esclusi, il vero discorso è che ci si dovrebbe addentrare seriamente nel ginepraio di problemi che quotidianamente devono affrontare coloro che, senza nulla pretendere e spesso rischiando, promuovono per gli altri o praticano in proprio attività fisico-sportiva.

Mancanza di provvedimenti per promuovere la cultura della salute

Quando il nuovo AD e Presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli, idealizza un ruolo economico dello sport. Inoltre pensa ad un significativo apporto per l’aumento del PIL, adesso iper depresso dal COVID. È nel giusto e dice una cosa sensata, posto che l’attività di decine di milioni di cittadini, peraltro in permanente movimento sul territorio, potrebbe significativamente incentivare consumi virtuosi, non effimeri, mantenere in efficienza impianti diversamente destinati alla fatiscenza, combinarsi con il turismo di conoscenza, migliorare significativamente la qualità generale della vita e appunto della salute.

Purtroppo, però, nel caos dei provvedimenti legati all’emergenza, nel delirio annunciato dei miliardi da investire, non risulta che ci siano assegnazioni significative in grado di dare la giusta forza ad un progetto come quello preteso di promuovere una diversa cultura della salute, per tutti, dai bambini agli over 65, intervenendo oltre le competenze strette del Ministero dello Sport , che è senza portafoglio e sembra si stia organizzando in modo più appropriato con un Dipartimento, in ragione della riforma prevista dalla Legge Delega e dai contestati Decreti Attuativi.

Numero Verde Assistenza ONA

La definizione delle aree di competenza

Vogliamo essere più diretti e dirci tutto fuori dai denti. Il vero problema non dovrebbe essere identificato nel numero dei mandati dei Presidenti, ma diversamente nella definizione delle aree di competenza. In poche parole, l’associazionismo sportivo, nella sua autonomia, dovrebbe risolvere la questione dei mandati, ovvero nell’ambito dei propri statuti e nel rispetto delle regole e convenzioni internazionali che lo riguardano.

Quindi, lo Stato, con Governo, Coordinamento Interministeriale, Enti preposti, Dipartimenti, Regioni ed Enti Locali collegati al mondo dello sport per tutti e più complessivamente con i cittadini, dovrebbe svolgere senza mezzi termini la propria attività d’impatto, anche culturale. Qualche miliardo investito ogni anno in questa direzione potrebbe davvero rivoluzionare il nostro welfare e la nostra economia, fungendo da innesco, da moltiplicatore anche per opportunità professionali e di lavoro, a partire dai laureati in scienze motorie.

Quello che appare oggi un “Uovo di Colombo” è in realtà frutto di un ragionamento sano. Questo è basato sulla onestà intellettuale che contraddistingueva personaggi dello sport e della politica, che avevano un simile orientamento già nella prima metà degli anni sessanta, giusto dopo la sferzata di consapevolezza , di una possibile sinergia vincente tra sport e sviluppo, derivata dallo straordinario esito dei Giochi Olimpici a Roma.

Le problematiche devono trovare la giusta soluzione

Nel 1964, Giulio Onesti affermava: “Gli atleti eccezionali non sono sempre il prodotto di una leva di massa, ma è più facile procurarsi i buoni atleti su una vasta selezione , che non su ridotti e sparuti gruppi di praticanti.

Gli Enti di Propaganda meritano un finanziamento diretto da parte dello Stato. Tale finanziamento deve essere erogato dalla organizzazione più adatta e competente. Cioè dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Di siffatte provvidenze si avvantaggerebbe la gioventù del nostro Paese”.

A tal proposito, Giacomo Brodolini, determinante per la rigenerante Legge Fifty – fifty, nel 1965 sosteneva: “Occorre operare in modo che alcune problematiche trovino soluzione e in particolare per determinare una società sempre più giusta e civile, a beneficio di qualsiasi categoria di cittadini.

Problemi come quelli della disponibilità dei beni ex GIL, del verde attrezzato, di impianti sportivi attraverso i piani d’investimento delle aziende pubbliche, dello sport nella scuola, della tutela sanitaria delle attività e del rilancio dell’attività sportiva ricreativa a tutti i livelli, costituiscono priorità, scelte attuali da farsi nell’ambito del Piano di Programmazione Economica, per quel che concerne lo sport e il tempo libero.”

Nel 1970, Onesti tornava a dire :” L’attività sportiva nel tempo libero rientra nella sfera del servizio sociale. Essa è compito dello Stato rispetto a un diritto dei cittadini ed un dovere della pubblica autorità”.

Educare con lo sport, l’importanza della formazione

Nel 1972, Antonio Ghirelli rinforzava il concetto: “ Ci siamo battuti per anni perché allo sport fosse riconosciuta la sua dignità di componente culturale della società; lo sport è qualcosa di più di un sistema, terapeutico.

E’ anche uno strumento di formazione, di educazione civile e democratica. Lo sport è scuola di disciplina, di coraggio e di cooperazione”.

Ghirelli in quella occasione anticipò in modo lucido molti argomenti ancora di assoluta attualità e su cui mi riprometto di tornare.

Ricordiamoci , infine, che Nicola Signorello organizzò lo storico Congresso Nazionale dello Sport con il precipuo intento di dare una svolta radicale a quello che molti consideravano un modello unico al mondo, piuttosto che una anomalia.

A successivi tentativi di Lelio Lagorio e Franco Carraro, della Ministra Margherita Boniver, si aggiunsero vari passaggi sino alla “riforma “ della Ministra Giovanna Melandri, nel 1999 e le novità del CONI Servizi, Società del MEF con finanziamento pubblico, nata nel 2002, aumentando l’ibridizzazione del CONI e la dipendenza economica vincolante di molte delle Federazioni Sportive.

Meno per gli Enti di Promozione, divenuti una via di mezzo tra i vecchi Enti di Propaganda e quelli del Tempo Libero eredi dell’OND/ENAL, con una forte propensione all’autofinanziamento, tramite circoli licenziatari affiliati e tesseramento con convenzioni.

Ma ormai, siamo però allo showdown formale. Da settembre si dovrebbe giocare a carte scoperte, con l’applicazione della Legge Delega, la messa in opera dei progetti presentati da Federazioni, Enti di Promozione e Benemeriti a Sport e Salute, salvo ripensamenti, una ulteriore pausa COVID e turbamenti per gli esiti delle elezioni regionali.

ONA e CONI uniti per la salvaguardia della salute

Il Presidente dell’ONA, l’Avvocato Bonanni, è intervenuto al Salone D’Onore del CONI a Roma. Il tema dell’incontro è stato “Sport e scuola, ambiente e sicurezza: via l’amianto!“.

Infatti l’Osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea per tutelare la salute dei cittadini e garantire la bonifica di tutti i siti contaminati d’amianto, che spesso sono scuole o centri sportivi.

Se si è a conoscenza di un sito contaminato dalla presenza di amianto è possibile segnalarlo anonimamente tramite l’app su Google Play Store  “Mappatura amianto“.