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giovedì, Maggio 23, 2024

L’amianto nelle automobili durante la Rivoluzione Industriale

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L’amianto è un materiale pericoloso e nocivo. La sola esposizione all’amianto é sempre da considerarsi dannosa, in quanto non vi è una soglia sotto la quale il rischio si annulla. L’esposizione, così come l’inalazione delle fibre di amianto, provoca infiammazioni che possono successivamente provocare l’insorgere di neoplasie come tumore del polmone e il mesotelioma pleurico. Le fibre di questi materiale killer sono inodori e invisibili, pertanto difficili da individuare nell’aria. Ma, durante il periodo industriale, l’amianto è stato utilizzato anche nei settori destinati alla produzione di automobili.


Rivoluzione industriale: storia

L’amianto, proprio per le sue caratteristiche di resistenza al calore, è stato ampiamente utilizzato durante il periodo della rivoluzione industriale. Nell’industria l’amianto è stato utilizzato in diversi settori, tra cui binari, locomotive, macchine a vapore, macchinari industriali, guarnizioni e materiali di coibentazione. Così come all’inizio del ‘900, nelle città di Londra e Parigi, questo materiale viene impiegato nella costruzione delle metropolitane. La decisione, soprattutto in Francia, venne presa in seguito a un incidente ferroviario, che causò oltre 80 vittime, a causa dell’incendio divampato dopo l’impatto.

Amianto auto quando è stato impiegato

Il primo prototipo di automobile risale alla fine del 1800, quindi durante la seconda rivoluzione industriale. Soprattutto, la maggior diffusione di automobili realizzate in amianto, risale alla metà nel 1900. Questo materiale, non solo era presente nella carrozzeria, ma anche in alcuni parti. L’amianto nell’industria automobilistica era dovuto alle proprietà, già precedentemente elencate di questo materiale, oltre alla sua leggerezza. Oggi, ovviamente, con la messa al bando di questo materiale non è più possibile utilizzarlo, ma se si considera che , ad esempio, gli ultimi modelli nel Regno Unito sono stati realizzati poco prima dell’anno 2000, è probabile trovarne ancora qualcuno in circolazione.

L’importanza della bonifica

I danni causati dall’amianto possono verificarsi anche a distanza di anni dall’esposizione. Per questo è importante bonificare, quindi rimuovere i siti ancora presenti nel nostro paese tra strutture, case, scuole, ospedali e palestre. Le parole amianto e salute viaggiano su due rette parallele. Bonificare è l’unica soluzione per evitare il continuare dell’insorgere di patologie asbesto correlate. Per questo, l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’avvocato Ezio Bonanni, invitano la popolazione a segnalare la presenza di amianto e siti a rischio, tramite la piattaforma ONA Guardia Nazionale Amianto.

La messa la bando dell’amianto

Nonostante la Legge 27 marzo 1992 n. 257, dove l’Italia mette al bando tutti i prodotti contenenti amianto, vietandone “l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione”, il futuro dell’amianto è ancora ricco di ostacoli. Questo anche perché l’Italia, nonostante sia stata tra i primi paesi a mettere al bando questo materiale, è stata tra i maggiori produttori mondiali di amianto e materiali contenenti asbesto.

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