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venerdì, Giugno 21, 2024

L’amianto nella costruzione di navi durante la Rivoluzione Industriale

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A oggi, dopo l’entrata in vigore della Legge 257 del 1992, siamo a conoscenza della pericolosità dell’amianto o asbesto. Ma, nonostante questa conferma, nel nostro Paese, come nel mondo, si è ancora ben lontani dalla sua bonifica definitiva. L’amianto, ampiamente utilizzato in passato, grazie alle sue caratteristiche, tra cui la resistenza al calore, ha trovato una larghissima diffusione con l’arrivo della rivoluzione industriale. In particolare, nella costruzione di macchine a vapore, vagoni ferroviari e navi da trasporto.


Amianto navi e rivoluzione industriale

Facendo un passo indietro, la rivoluzione industriale si può datare intorno al 1760, con uno sviluppo dell’industrializzazione, attraverso la costruzione anche di navi civili, mercantili e militari. Il periodo storico si conclude nel 1850, ma non la produzione dell’amianto. Infatti, l’amianto nell’industria navale è un fenomeno ancora molto diffuso. Scopriamo il perché.

La storia dell’amianto nell’industria navale

Durante il periodo più fiorente dell’industrializzazione, le proprietà dell’amianto sono state ampiamente utilizzate, soprattutto nella costruzione di navi da viaggio e da trasporto. Ma, nonostante il divieto da oltre 30 anni dell’utilizzo di questo materiale, il futuro dell’amianto nel settore navale, così come molti altri, non è ancora considerato sicuro. Le motivazioni sono molteplici, dai lunghi tempi necessari per mettere in sicurezza le navi a tutti coloro che hanno prestato servizio a bordo, quindi esposti a un possibile rischio di contatto con la fibra invisibile, qualora non siano state rispettate le misure di prevenzione. Il problema della presenza di amianto sulle navi è ancora lontano dalla risoluzione.

L’utilizzo dell’amianto nei cantieri navali nel mondo

Il problema e i relativi danni causati dall’amianto nel settore navale sono ancora attuali. Sono ancora molte le navi contenenti amianto, nonostante il suo divieto assoluto nel nostro paese. Ma, il problema è proprio questo, perchè se in Italia con la Legge 257 el 1992, si vieta la produzione, la vendita e l’uso di questo materiale, nel mondo tale divieto assoluto ancora non esiste.

Amianto e salute

L’utilizzo a lungo termine nei cantieri navali ha messo a rischio milioni di addetti ai lavori, generando innumerevoli danni causati dall’amianto. Entrare in contatto, oppure, anche solo respirare questa fibra killer può provocare tutta una serie di patologie asbesto correlate. Soprattutto nel settore navale, le vittime dell’amianto sono tantissime, senza contare che non solo i lavoratori sono a rischio, ma anche le famiglie che, negli anni, sono entrati in contatto con gli indumenti indossati dai loro famigliari. Anche perchè, ricordiamo, che il capitolo amianto e salute non può non considerare le patologie che possono presentare anche a distanza di anni dall’esposizione. Recentemente, grazie all’impegno dell’ONA e del suo presidente, l’Avvocato Bonanni, molte sono state le condanne per aver messo a rischio la salute degli appartenenti alla Marina Militare.

Come richiedere una consulenza all’ONA

Seppure dopo il divieto questo materiale killer non è più stato utilizzato è anche vero quanto descritto fino ad ora, cioè che non si può affermare che nelle navi e nei cantieri navali  non vi sia più traccia di amianto. L’Osservatorio Nazionale Amianto, e il suo Presidente, l’Avvocato Ezio Bonanni, sono a disposizione per fornire un’assistenza gratuita a tutti coloro che hanno lavorato in questo settore e potrebbero essere a rischio. Si può chiamare il numero verde 800 034 294 o compilare il form.

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Numero verde ONA

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