In tutto il pianeta l’amianto continua a far sentire la sua pericolosa presenza, invisibile ma fatale. Nonostante sia stato bandito in molte Nazioni lo troviamo ancora in milioni di strutture, e nelle vite di chi ha subito, e continua a subire, le sue devastanti conseguenze. Il suo impatto non si limita a singole persone o Paesi, ma attraversa confini, generazioni e settori, creando la necessità di una consapevolezza globale.
Usa, un terzo dei casi di mesotelioma riguarda i veterani
Negli Stati Uniti, circa un terzo dei circa 3.000 casi diagnosticati ogni anno riguarda i veterani. Si tratta si una notizia che conferma purtroppo il largo impiego dell’amianto in ambito militare.
L’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia lo afferma da anni: nelle Forze Armate la percentuale di insorgenza delle patologie asbesto correlate è molto alta. Una strage silenziosa che anche a distanza di anni non si riesce a fermare.
Un registro digitale statunitense
I Centers for Disease Control and Prevention hanno proposto la creazione di un registro nazionale del mesotelioma nel tentativo di migliorare la diagnosi e il trattamento del mesotelioma.
I nuovi casi saranno monitorati in tempo reale tramite questo registro, nato anche per supplire alle carenze dell’attuale sistema di segnalazione dei tumori, che impiega anni per fornire dati effettivi.
Florida, riconosciuta responsabilità suddivise tra diverse società
Una giuria della Florida ha assegnato un risarcimento di 18 milioni di dollari ad un uomo affetto da mesotelioma del peritoneo. La giuria ha ritenuto in questa fase Johnson & Johnson e Hennessy responsabili per circa il 25 con la restante suddivisa tra più di una dozzina di altre società.
Ohio, South Point tra i più colpiti
In Ohio, dal 1999 al 2017, sono stati registrati 12.697 decessi correlati all’amianto, di cui 2.353 per mesotelioma. Nello stesso periodo, nella contea di Lawrence, sono stati registrati 80 decessi correlati all’amianto. Il rischio di contaminazione è particolarmente elevato a Lawrence, poiché l’amianto è stato impiegato capillarmente in edifici, strutture industriali e militari.
Un’area di particolare interesse è l’ex impianto di biomassa di South Point, il quale fece largo uso di asbesto. Nacque come fabbrica di munizioni militari durante la Seconda Guerra Mondiale e nel 2013, l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) stimò milioni di dollari per la sua bonifica. Gli interventi iniziarono nel 2019, con una messa in sicurezza che ha interessato una superficie di quasi 20.000 metri quadri.
Nel 2022, fu concesso un ulteriore finanziamento federale di 3,2 milioni di dollari per sostenere la bonifica non solo di South Point, ma anche dialtri edifici contaminati, come la First National Bank di Ironton, la US Bank, il Tempio Massonico e il Chesapeake Community Center.
Tuttavia, ancora adesso, alcune zone sono ancora piene di amianto a causa della complessità e dei costi necessari alla bonifica.
Villaggio di Ballston Spa, scuola chiusa dopo allagamento per rischio amianto
Alla fine di aprile, la Biblioteca Pubblica di Ballston Spa, nello stato di New York, è stata chiusa dopo la scoperta di amianto nell’edificio, avvenuta dopo un’alluvione verificatasi durante il fine settimana di Pasqua.
La biblioteca potrà riaprire solo al completamento delle operazioni di bonifica e le tempistiche sono stimate entro l’estate 2025.
ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, punto di riferimento in Italia
In un Paese dove l’amianto ha seminato malattia e morte nel silenzio delle fabbriche e dei cantieri, l’ONA custodisce la memoria e la trasforma in azione. Fondata e guidata dall’avvocato Ezio Bonanni, rappresenta un punto di riferimento per i cittadini, i lavoratori e le famiglie che affrontano malattie causate dall’amianto. Sostiene il diritto ad una vita libera dai cancerogeni, invisibili ma letali. Nell’ONA, la giustizia non è solo un obiettivo legale: è una tensione morale, un dovere verso l’esistenza.
L’associazione offre supporto legale, sanitario e previdenziale gratuito e promuove azioni legali per il riconoscimento dei diritti. E’ attivamente coinvolta in attività di informazione e sensibilizzazione pubblica attraverso eventi, campagne e pubblicazioni. Collabora con enti pubblici per la mappatura e la bonifica dei siti contaminati. Ha un ruolo attivo nelle Commissioni parlamentari d’inchiesta e mantiene un dialogo continuo con le istituzioni. L’associazione è in prima linea per il riconoscimento di benefici economici per le vittime.
Casale Monferrato, amianto: risarcimento INAIL alla vedova Patrucco
Quotidianamente raccogliamo storie che parlano di amianto. Lo facciamo raccogliendo notizie da ogni parte d’Italia e dal mondo, per entrare nel cuore oscuro di questa fibra assassina, per svelarne la diffusione e le drammatiche conseguenze di un lascito iniziato nel secolo scorso e destinato a durare ancora decenni.
Piacenza, 487 segnalazioni
Nel 2024 la città di Piacenza ha registrato 487 segnalazioni di presenza della sostanza killer per procedere allo smaltimento. Tra i lavori di bonifica più significativi lo scalo merci ferroviario. Ma rimane ancora troppo da fare. Ona – Osservatorio Nazionale Amianto, segnala che l’Emilia Romagna è la terza Regione italiana per mortalità correlate all’asbesto con 660 decessi.
Reggio Calabria, urgenza di bonifiche vere
L’Osservatorio Nazionale Amianto locale, che ha da poco aperto la nuova sede a via Micene, continua a segnalare una situazione allarmante nel territorio. L’Avv.Ezio Bonanni, Presidente di ONA, avrebbe già presentato istanza di accesso agli atti agli enti competenti. “Chiediamo bonifiche vere, trasparenti e tracciabili” ha affermato Massimo Alampi.
Pavia: i morti di amianto martiri del nostro tempo
Don Gian Paolo Civillini, arciprete di Broni, ha paragonato le vittime dell’asbesto ai martiri. la dichiarazione è avvenuta questo lunedì durante l’omelia alla Basilica del Comune in provincia di Pavia. Una messa in occasione della Giornata Mondiale delle Vittime dell’amianto. In base ai dati dell’Agenzia Tutela della Salute di Pavia, tra il 2016 e il 2022, sono stati ben 262 i morti legati all’amianto, di cui il 50% nel distretto Broni-Casteggio. Rischi dovute alle coperture in amianto ancora da bonificare.
Larderello, in provincia di Pisa, l’amianto alla Valle del diavolo
In un articolo su Il Manifesto, Franco Berti, ex operaio affetto da asbestosi, ha dichiarato: “Dei 20 che eravamo nella cooperativa dove lavoravo, siamo sopravvissuti in 2. E siamo ammalati. Gli altri sono morti di mesotelioma. L’amianto era dappertutto: praticamente lo mangiavamo”.
Colpiti anche i parenti delle vittime
L’amianto ha colpito spietato anche le mogli, compagne e addette al lavaggio delle tute degli operai. Alcuni familiari hanno vinto la causa in tribunale ma diversi lavoratori non sono stati riconosciuti come possibili beneficiari. “La contaminazione fu elevata per centinaia di lavoratori almeno fino agli anni ’90″ ha comunicato l’avvocato Ezio Bonanni, difensore di Berti.
E’ importante che si parli di amianto e delle sue vittime anche in ambiti diversi da quelli dell’emergenza salute, territorio ed ambiente. L’arte contemporanea, ad esempio, non è solo espressione estetica del presente, ma un linguaggio che arriva in maniera trasversale alla popolazione e che dà voce e forma all’immaginario collettivo. L’amianto costituisce una delle ferite aperte e sanguinolente della nostra società e l’arte avrebbe la capacità di rendere visibile ciò che è stato nascosto sotto strati di negligenza e omissione.
Possibili campi di azione artistica
L’arte, soprattutto quella performativa, è stata anche un importante mezzo di elaborazione del trauma. Installazioni, video, performance, opere site-specific possono dare vita a storie individuali e collettive, diventando occasione di rielaborazione della tragedia, oltre ad essere possibilità di rinascita e consapevolezza. Ovviamente l’arte avrebbe solo funzione di moltiplicatore e supporto. Le azioni concrete che si svolgono quotidianamente nella lotta contro una delle più grandi tragedie degli ultimi due secoli, si svolgono attraverso le conquiste legali, le battaglie per le bonifiche.
ONA– il supporto degli artisti per l’Osservatorio Nazionale Amianto
Sono numerosi gli artisti disposti a sostenere moralmente l’Avv. Ezio Bonanni e ONA – Osservatorio Nazionale Amianto. Tra questi il soprano Lucia Rubedo, attiva da febbraio anche con la Banda dell’Esercito italiano di Roma. “Supporto le importanti iniziative dell’Osservatorio Nazionale Amianto” ha affermato la cantante lirica in occasione di un’intervista per ONA TV. Nasce quindi spontanea l’idea di muoversi verso questa direzione, coinvolgendo artisti in atti simbolici, in gesti sociali.
Camagna, una sala di un museo per le vittime dell’amianto
Il Museo della Resistenza di Camagna Monferrato in Alessandria ha dedicato la Sala Conferenze alle vittime dell’amianto del territorio. Un’azione simbolica in occasione della Festa dei lavoratori del primo Maggio ed il 122esimo anniversario della nascita di Eusebio Giambone partigiano simbolo della Resistenza, nato nell’edificio che oggi ospita il Museo. “Ricordare oggi, significa non solo rendere omaggio a chi ha perso la vita, ma anche rinnovare l’impegno per prevenire nuove tragedie e garantire condizioni di lavoro sicure per tutti”. ha affermato Pesce di Afeva.
Il paradosso dell’utilizzo dell’amianto nell’arte
In passato l’amianto è stato impiegato negli usi più disparati. E’ uno spaventoso paradosso considerato che la sostanza è una pericolosissima fibra killer. Esistono opere bizantine in intonaco d’amianto, negli anni ’70 fu realizzato anche un monumento con il materiale nocivo nel Massachusetts.
A Oristano un monumento per le vittimee l’urgenza delle fabbriche da bonificare
Nel 2022, a Oristano, nella grande rotonda di Via Petri, nei pressi delle sedi della Prefettura e della Questura, è stata eretta una statua e affissa un’insegna in ricordo delle vittime dell’amianto.
Un momento cardine per il territorio, considerato che la provincia di Oristano è la più esposta all’amianto in quanto sede di due fabbriche. La prima è la Sardit a Oristano e la seconda la Cema Sarda di Marrubiu. Entrambe chiuse definitivamente dopo l’approvazione in Parlamento della legge 27 marzo 1992 n°257.
A proposito di questi due siti, il 25 aprile Giampaolo Lilliu le avrebbe definite “una bomba ambientale”, in quanto non sarebbero state ancora bonificate. Diviene quindi urgentissimo l’intervento della messa in sicurezza di queste fabbriche della morte, volta a tutelare la salute umana.
Un contributo di oltre 1.4 milioni di euro a fondo perduto per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto presente nelle case siciliane. L’avviso è stato pubblicato dall’assessorato regionale dell’Energia, attraverso il dipartimento Acqua e rifiuti. Piano rientrante il Programma di azione e coesione 2014/2020, con l’obiettivo di motivare privati e condomìni a bonificare le strutture immobiliari dalla sostanza nociva.
Iscrizioni online al bando amianto dalla piattaforma digitale
Le richieste vanno inoltrate esclusivamente online mediante il sito www.bandoamianto.regione.sicilia.it attivo dal 27 maggio alle 12 del 5 settembre. Il sistema utilizza come metodo di accesso SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale o la Carta di identità elettronica. Al momento sul sito ci sono ancora informazioni relative al 2023, che verranno aggiornate.
La procedura per inoltrare la richieste prevede quattro fasi. Dal 27 maggio sarà possibile inserire i dati preliminari e ottenere così il codice univoco che andrà riportato in tutte le comunicazioni. Dall’11 giugno si potrà inserire online la documentazione richiesta dal bando. Dalle ore 12 del primo settembre fino alle 12 del 5 settembre si entrerà nel passaggio della validazione delle domande tramite click day. Successivamente ci sarà l’approvazione e la pubblicazione dell’elenco delle istanze ammesse. Entro 150 giorni si dovrà presentare la rendicontazione e la richiesta di pagamento.
In cosa consiste il sostegno economico
Il sostegno è pari all’80% delle spese effettivamente sostenuti, fino ad un massimale di 5 mila euro. Nel caso di condomini, invece, il contributo non potrà essere superiore ai 2.500 euro per unità immobiliare, fino ad un massimo di 30 mila euro per tutta la struttura.
I contributi prevedono esclusivamente la copertura delle spese relative agli interventi eseguiti in data successiva l’inoltro della domanda. Riguarderanno l’elaborazione del Piano di lavoro, l’esecuzione dei lavori di bonifica amianto, il trasporto dei rifiuti speciali presso impianti autorizzati, l’allestimento del cantiere, le spese tecniche ed amministrative.
Osservatorio Nazionale Amianto in Sicilia
La Sicilia è tra le regioni italiane più esposte a causa della massiccia presenza di amianto. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno assistito e assistono centinaia di lavoratori esposti e vittime dell’amianto in Sicilia.
“La bonifica dall’amianto non è solo una questione ambientale, è un atto di giustizia verso la salute pubblica. Rimuovere ciò che avvelena il passato ed il presente è ,il primo passo per costruire un futuro sicuro e sostenibile”, ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.
Avv. Ezio Bonanni e Fabio Massimo Gallo, magistrato in quiescenza, già presidente ff della Corte di Appello di Roma
Per ONA il Primo maggio rappresenta non solo una data simbolica per ricordare i diritti dei lavoratori o un momento di riflessione. L’Avv. Ezio Bonanni nella sua incessante lotta contro i cancerogeni e per le vittime del dovere è un riferimento concreto per la dignità ed il valore della vita umana. Un’associazione che decide di portare avanti cittadini esposti all’amianto, è sempre attiva in opere di sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica e delle istituzioni, promuove (e vince) numerose iniziative legali e politiche per ottenere giustizia per le vittime del dovere, rappresenta una rara aretè contemporanea. Una “coscienza vigile” che si oppone alla dimenticanza sistemica delle vittime.
La lotta alle ingiustizie come frattura morale
Secondo Emmanuel Levinas, la responsabilità verso l’Altro è la radice stessa dell’etica. Coerentemente con il messaggio di Papa Francesco, L’ONA “si fa carico del volto sofferente dell’Altro”. Il lavoratore colpito da mesotelioma, il militare contaminato da uranio impoverito, ad esempio, sono vittime di ingiustizie radicali che esigono risposte. L’ingiustizia non è un fatto neutro, ma una frattura morale da sanare.
Oblio dell’essere, malattia della modernità
In un mondo dove troppo spesso le persone divengono numeri, statistiche, l’ONA, al contrario, restituisce voce all’essere umano restituendo dignità a chi è stato ridotto a mero “caso clinico”. Una lotta per i diritti che non è circoscritta nelle aule dei tribunali, ma porta avanti un’opera memoriale, simile alla funzione del “testimone” di cui parla Walter Benjamin. Agisce quindi per correggere quell’inaccettabile diseguaglianza del destino che caratterizza gli esseri umani. Alcuni, come le vittime del dovere, pagano con la vita o con la salute il proprio contributo alla collettività. Un ente di tutela che incarna la filosofia dell’etica come cura, che non resta nei trattati ma si fa gesto, azione legale, accompagnamento psicologico, presenza. Un luogo dove la filosofia teorica dell’impegno si fa carne in quella giustizia concreta dove la lotta non è solo ideologica, ma atto tangibile umano.
Uniti nella lotta all’amianto oltre ogni ideologia
Nel 1886 negli Stati Uniti, si svolse uno sciopero generale per ridurre l’orario di lavoro a otto ore giornaliere. Il 4 maggio avvenne il massacro di Haymarket a Chicago. Durante una manifestazione pacifica, morirono diversi manifestanti per la forza repressiva della sicurezza. Tra anni dopo, nel 1889, fu dichiarato il Primo Maggio come giornata internazionale di lotta per i diritti dei lavoratori.
Il Primo maggio nasce dalle radici della lotta operaia contro lo sfruttamento, per la sicurezza e il rispetto del lavoratore come persona. ONA raccoglie oggi quell’eredità, al di sopra però ogni ideologia e strumentazione politica. “Perché i diritti dei lavoratori non sono né di destra e né di sinistra, appartengono all’intera umanità. Bisognerebbe superare concetti ormai obsoleti della lotta di classe, quando si dovrebbe lavorare tutti insieme per ottenere giustizia”. Ha affermato più volte nelle sue storiche conferenze l’Avv. Ezio Bonanni.
Percorsi di conquista
Nel corso del XX secolo, i diritti dei lavoratori sono stati al centro di numerose battaglie sindacali e politiche. La Costituzione italiana sancisce con l’articolo 1 che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, riconoscendo il lavoro come valore fondamentale della Repubblica. Accendiamo ora i riflettori su due personaggi cardine nella storia del diritto del lavoro: l’Avv. Ezio Bonanni e Fabio Massimo Gallo, Magistrato e già Presidente della I Sezione Lavoro del Tribunale di Roma.
Ezio Bonanni: l’etica della tutela tra lavoro, ambiente e salute
“Intendiamo ricordare, in questo giorno, ancora una volta, i tanti, troppi, casi di infortunio sul lavoro e di malattia professionale. Molti dei quali purtroppo con gravi conseguenze, fino alla morte.Come già più volte ribadito dal Presidente della Repubblica, ma anche recentemente dal Premier Meloni, e dallo stesso Santo Padre, è fondamentale che ci sia maggiore attenzione per la sicurezza e la tutela del lavoro e della salute, per i nostri lavoratori di qualunque grado, forma, mansione e tipologia.Per questi motivi, come Osservatorio Nazionale Amianto, insistiamo ancora una volta affinché ci sia un maggiore rispetto delle norme, una maggiore cultura della formazione in ordine alla sicurezza sul lavoro, e una maggiore attenzione nell’applicazione concreta delle regole, per evitare queste drammatiche conseguenze.Andiamo avanti anche nella tutela dell’ambiente, perché è fondamentale per il futuro delle nostre generazioni.” Ha dichiarato Bonanni.
In tal senso, l’amianto diviene simulacro della contraddizione strutturale del capitalismo: il profitto prima della salute. E l’opera di ONA rivela questo squilibrio di potere tra lavoratori e apparato industriale, con le istituzioni spesso complici, colpevoli di omissione o di inerzia. La malattia professionale non è solo una tragedia individuale, ma specchio di una malattia sociale, ossia l’indifferenza istituzionale verso le vite sacrificate al lavoro.
Fabio Massimo Gallo: esisteva un tempo l’Art. 18
Le conseguenze dello smantellamento dell’articolo 18 si riflettono in un mercato del lavoro caratterizzato da maggiore precarietà e insicurezza. L’annientamento delle tutele ha costruito un clima di incertezza tra le persone con effetti negativi sulla loro stabilità economica e benessere psicologico.
“È un dato di fatto che l’articolo 18, così come era stato delineato nel 1970, ormai non esiste più. Ci sono state due “picconate” alla sua struttura: la prima è stata la cosiddetta Legge Fornero (n. 92 del 2012), che ha introdotto una serie di conseguenze differenziate a seconda del tipo di illegittimità del licenziamento; poi è arrivato il cosiddetto Jobs Act del 2015, che ha ulteriormente limitato la misura delle indennità, introducendo il cosiddetto “contratto a tutele crescenti”.
Questo contratto è sì a tutele crescenti, ma ma anche quando le tutele giungono al livello massimo, non arrivano mai agli stessi livelli previsti dal vecchio testo dell’articolo 18.“Se questo sia stato utile o meno, ovviamente, non spetta al giudice del lavoro dirlo. C’è da sperare che i risultati siano stati quelli voluti, dato che la Legge Fornero era finalizzata a un miglioramento delle condizioni lavorative. Bisognerebbe però vedere se questa miglioria c’è stata davvero, sia sul piano numerico che su quello qualitativo. Credo di poter dire, onestamente, di no.” ha affermato Gallo.
Domanda:
“A tal proposito, mi viene in mente The Jungle di Upton Sinclair: il testo sulle fabbriche della carne negli Stati Uniti, che descrive una situazione in cui la popolazione, migrata lì con la speranza di un riscatto sociale attraverso il lavoro, è stata a sua volta fagocitata dentro il meccanismo brutale della produzione, come carne da macello anch’essa. Non si stanno, in qualche modo, smantellando gradualmente, riforma dopo riforma, anno dopo anno, questi diritti?”
La risposta di Fabio Massimo Gallo:
“Temo di sì… ma spero di no. Certamente l’andamento è in quella direzione. L’Unione Europea, che io sostengo, perché sono profondamente europeista, tuttavia oggi sembra puntare più al liberismo che alle tutele sociali. Anche se qualche intervento positivo c’è stato, credo stia prevalendo una visione economico-finanziaria, che porta inevitabilmente alla perdita della sicurezza del posto di lavoro, e dunque della sicurezza sociale.
La speranza è che questa incertezza venga compensata da una continua disponibilità di posti, anche se a tempo determinato. Come accade negli Stati Uniti, dove un lavoratore può cambiare anche tre o quattro lavori nella vita, ma non rimane mai disoccupato a lungo. Questo è l’unico auspicio possibile.
Io, qui, parlo da cittadino — non da magistrato del lavoro — e penso che il liberismo totale nel diritto del lavoro non sia un bene. Nell’economia, forse sì; ma nel diritto del lavoro credo che debbano esistere correttivi, interventi dello Stato. Non per tornare allo statalismo, ma per bilanciare quelle dinamiche che altrimenti portano inevitabilmente al vantaggio delle parti più forti.”
Un futuro di sfide
Il futuro dei diritti dei lavoratori è un territorio di sfide complesse e interconnesse. La precarizzazione, le trasformazioni tecnologiche, pongono interrogativi sulle possibili criticità del futuro. Guardando avanti è fondamentale restaurare un sistema di diritti del lavoro inclusivo e capace di adattarsi alle nuove realtà economiche e sociali. Possibile attraverso un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e lavoratori.
ONA andrà avanti contro l’amianto e tutto ciò che rappresenta. Difendere i lavoratori oggi vuol dire battersi per le bonifiche, per il riconoscimento delle vittime del dovere e l’ottenimento dei risarcimenti. Tuttavia è fondamentale anche educare, prevenire, cambiare. E se il diritto è la voce della civiltà, allora l’impegno di chi combatte l’amianto è una delle sue forme più alte. Per il lavoro. La salute. Per la vita. E per chi non c’è più.
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