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Pozzuoli (NA), finalmente giustizia per operaio esposto ad amianto

lavoratore manto stradale
Immagine esclusivamente decorativa (ph selim-arda eryilmaz, Unsplash)

Un verdetto giudiziario ha riconosciuto i diritti di un tecnico metalmeccanico impiegato per più di 12 anni nello stabilimento Gecom situato a Pozzuoli. Dopo anni di esposizione all’amianto durante la sua attività lavorativa, il giudice del lavoro del Tribunale di Napoli ha condannato l’INPS a riconoscere i benefici amianto e a rivalutare la sua posizione contributiva.

La decisione arriva dopo un lungo percorso legale, ma per l’operaio rappresenta un traguardo importante. “Giustizia arrivata in tempi brevi” ha commentato l’uomo, facendo riferimento all’esito favorevole della causa.

Il lavoratore 70enne, addetto alla saldatura, aveva operato dal 1976 al 1988 in ambienti dove l’asbesto era presente senza adeguate misure di protezione, circostanza che ha determinato danni gravi alla sua salute. Inoltre nei capannoni vi erano ventole che peggioravano l’aerodispersione delle pericolose polveri.

Nel 2020, a seguito di sintomi respiratori gravi, gli sono state diagnosticate patologie absesto correlate, ispessimenti pleurici bilaterali, placche pleuriche e tumefazioni linfonodali.

Il ricorso dell’avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Nonostante la certificazione INAIL che attestava l’esposizione professionale al cancerogeno dal 1 luglio 1976 al 31 dicembre 1987, l’INPS aveva rigettato la richiesta di accredito contributivo. A quel punto decisivo è stato l’intervento dell’Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni, che ha subito avviato il ricorso.

“La giustizia è arrivata in tempi brevi grazie a un’azione immediata. Questa sentenza dimostra quanto sia fondamentale fare subito ricorso a un rigetto, perché molti lavoratori si trovano invece costretti a lunghi percorsi giudiziari per ottenere ciò che è loro diritto” – ha affermato con soddisfazione Bonanni.

Il ruolo di Ernesto Amato, punto di riferimento dei lavoratori

“Sono un cittadino determinato ed intraprendente di 50 anni, che da anni lotta con passione per i diritti dei lavoratori esposti ad amianto. In qualità di referente dei lavoratori della Gecom SpA di Pozzuoli, mi sono fatto portavoce di una battaglia civile e sociale. Nata dalla consapevolezza delle gravi condizioni in cui molti colleghi hanno prestato servizio, spesso ignari dei rischi per la propria salute.” ha affermato Amato, attualmente residente a Pozzuoli.

“Grazie all’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni, abbiamo ottenuto un’importante vittoria a tutela di chi ha subito ingiustamente l’esposizione all’amianto sul luogo di lavoro. Questa conquista rappresenta un passo fondamentale nel riconoscimento dei diritti di tanti lavoratori. Dimostra che l’unione, la determinazione e la giustizia possono fare la differenza. Il mio impegno continua, perché nessun lavoratore debba affrontare il dolore e l’indifferenza di una tragedia evitabile”. Ha concluso Ernesto Amato.

Le informazioni riportate in questo articolo si riferiscono a fatti certificati da una sentenza  Ogni riferimento a comportamenti aziendali o condizioni lavorative riguarda il periodo specifico oggetto della causa e non costituisce accusa.

Benvenuto Papa Leone XIV: pace, giustizia e tutela sociale

Papa Leone XIV (1)
Papa Leone XIV (1)

“La Pace sia con tutti voi” sono le prime parole che il nuovo Papa, l’americano Robert Francis Prevost, ha pronunciato nel ruolo di Pontefice Leone XIV, affacciandosi dalla loggia centrale di San Pietro.  Questa prima benedizione Urbi et Orbi dopo l’elezione è un augurio incondizionato per il mondo.

Una visione sociale per continuare il percorso di Papa Francesco

L’elezione di Papa Leone XIV segna un momento cardine per la Chiesa cattolica.

Nato a Chicago nel 1955 da una famiglia con radici spagnole, francesi e italiane, Prevost è il primo Papa statunitense nella storia della Chiesa cattolica. La sua formazione teologica e canonica, unita a un impegno missionario in Perù, lo ha portato a ricoprire ruoli significativi all’interno della Chiesa.

Nel suo discorso inaugurale, Papa Leone XIV ha sottolineato valori di pace, inclusione e giustizia, onorando il pontificato del predecessore Papa Francesco e riaffermando l’impegno della Chiesa verso i più vulnerabili.

Il bisogno collettivo di un punto fermo

L’arrivo di un nuovo Papa rappresenta un archetipo che si rinnova. In un’epoca frammentata, l’elezione di Leone XIV soddisfa il bisogno di sacralità, di avere un punto di riferimento sommo e simbolico che unisca necessità spirituali e di concretezza.

Oggi viviamo nel confine tra un passato millenario e un futuro incerto e il nuovo Papa giunge maestoso nella sua umiltà. Non viene a dominare, bensì a servire e il suo primo sguardo non è solo rivolto alla folla ma alla coscienza del mondo. È l’occhio del Pastore che conosce solitudini, conflitti, limiti e ferite dell’uomo moderno. In lui si incarna la figura del testimone socratico, emblema umano di un rigore che non si piega.

L’augurio dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

«Diamo un caloroso benvenuto al nuovo Pontefice, per continuare nel solco di Papa Francesco, quel meraviglioso cammino fatto di pace e libertà per tutti nel rispetto dell’ecologia, come giustizia sociale», ha affermato l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

L'avv. Ezio Bonanni
l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Le parole di Papa Leone XIV, pronunciate nel 2024, sono infatti estremamente in linea con una visione del mondo ecologica:  “Il dominio sulla natura delegato da Dio all’uomo non deve essere dispotico. L’uomo è un amministratore che deve rendere conto del suo operato in un rapporto di reciprocità con l’ambiente”.

 

L’amianto ha colpito corpi ed intere comunità, spesso in silenzio e continuerà a farlo. La salute è un fatto politico e collettivo e l’augurio di pace di Papa Leone XIV si configura nella speranza di un mondo dove non è più necessario lottare.
>Simbolicamente, la fibra killer è la rappresentazione fisica del peccato originale quando si emancipa dall’etica.
>In tal senso, un mondo libero dall’amianto è coerente con le parole del nuovo Papa, dove l’uomo smette di essere dispotico per vivere in armonia con la Natura.
Una prospettiva che non pensa solo all’agire immediato, ma alle conseguenze sulle generazioni future.

Papa Leone XIV
Papa Leone XIV è stato eletto l’8 maggio 2025

Canada, il riciclo della più grande miniera di amianto del mondo

La Miniera Jeffrey in Canada
La Miniera Jeffrey in Canada (ph Wikipedia Commons)

Un tempo epicentro dell’industria dell’amianto, Val-des-Sources, l’ex cittadina di Asbestos, in Québec, in Canada, si prepara a ospitare una nuova infrastruttura all’avanguardia. Infatti qui, a partire dal 2027, sorgerà il più grande impianto al mondo dedicato alla trasformazione degli scarti minerari in materiali per batterie e sistemi di stoccaggio.

Una startup canadese per trasformare l’orrore in possibilità

Un progetto possibile grazie a un finanziamento di circa 14,5 milioni di dollari statunitensi ottenuto dalla startup canadese Exterra Carbon Solutions, con sede a Montréal. L’obiettivo è quello di costruire un impianto capace di gestire ogni anno oltre 300mila tonnellate di rifiuti minerari e di ricavare risorse utili per la transizione ecologica.

Un sito carico di significato

Val-des-Sources ospitava la miniera Jeffrey, un tempo la più grande cava di amianto a cielo aperto al mondo, responsabile di circa metà della produzione globale del terribile minerale. L’amianto, usato in maniera capillare e trasversale praticamente ovunque è diventato simbolo di una delle più gravi emergenze sanitarie del Novecento. La sua esposizione, infatti, è legata a patologie gravi come mesotelioma, cancro ai polmoni e asbesosi, tanto da essere classificato come cancerogeno.

Un aspetto fondamentale da sottolineare

L’amianto, in questo processo, viene distrutto grazie a una tecnologia all’avanguardia. L’azienda Exterra Carbon Solutions sarà in grado di neutralizzare le fibre cancerogene presenti nei detriti e trattare i residui minerari con un processo chimico. A essere utilizzati sono solo i minerali trasformati in composti stabili non pericolosi. Tra questi, ossido di magnesio, utilizzato in agricoltura e nel trattamento delle acque e concentrato di nichel, fondamentale per la produzione di batterie destinate ai veicoli elettrici.  Ma la vera novità è il sistema di cattura del carbonio integrato nel processo di trasformazione. Il metodo si basa sulla mineralizzazione, un meccanismo naturale che consente di intrappolare e solidificare l’anidride carbonica nei minerali.

Energia pulita e riciclo per migliaia di anni

Il nuovo impianto funzionerà esclusivamente con energia rinnovabile e, secondo i piani, sarà in gradi di trattare ogni anno centinaia di migliaia di tonnellate di residui. Basti pensare che solo in Québec, la quantità di scarti minerari disponibili supera gli 800milioni di tonnellate. Questo permetterebbe di tenere in piedi il progetto per oltre due millenni.

Lo scopo di coniugare economia circolare e rigenerazione ambientale

Il cofondatore e amministratore delegato di Exterra, Olivier Dufresne, ha ribadito l’importanza strategica del progetto : “Stiamo attualmente sviluppando un impianto pre-commerciale a Val-des-Sources che sfrutterà gli 800 milioni di tonnellate di residui minerari di amianto del Québec, circa un terzo di tutto l’amianto prodotto in Nord America”, ha dichiarato.
“La nostra tecnologia trasformerà l’industria locale e potrà essere applicata su scala globale”, ha aggiunto. Se l’esperimento avrà successo, potrebbe diventare un modello per altri territori segnati dallo sfruttamento dell’amianto, mostrando come innovazione, scienza e sostenibilità possano lavorare insieme per risanare ferite ambientali profonde.

Non abbassiamo la guardia

Ovviamente ogni iniziativa volta a bonificare o neutralizzare l’amianto è accolta con favore ma anche i progetti più innovativi devono garantire, in modo trasparente e scientificamente validato, l’assoluta eliminazione del rischio per la salute pubblica. L’amianto, in qualunque forma si presenti, è un killer silenzioso.
“Continueremo a vigilare affinché la tutela della salute venga prima di ogni interesse industriale o economico”, ha affermato l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto in occasione dei vari convegni che ha organizzato in Italia sulla pericolosità di questa pericolosa sostanza.

Viaggio nei luoghi dimenticati che minacciano la salute

edificio moderno, amianto
edificio moderno

Inizia il nostro percorso tra migliaia di edifici industriali, scuole, caserme e strutture pubbliche lasciati al tempo e al degrado. Luoghi apparentemente vuoti, perché al loro interno, spesso nascosto dietro tetti sfondati o tubature sbriciolate, c’è ancora lui: l’amianto.
Ci rechiamo direttamente in questi posti, denunciamo la presenza della sostanza killer.
Lo facciamo anche grazie alla segnalazione dei cittadini, entriamo in questi spazi apparentemente innocui, dove a volte giochiamo, entriamo per curiosità, o lavoriamo senza protezione. Luoghi che nessuno bonifica, che (quasi) tutti ignorano.

Nel frattempo ancora novità dal Paese e dal mondo rispetto alla fibra killer.

Le news di oggi sull’amianto in Italia

Una delle patologie asbesto correlate che spesso non lascia scampo è il mesotelioma.
In Puglia i casi registrati in trent’anni sono 2.281 di cui 900 solo a Bari.

Ogni anno solo in Piemonte registriamo circa mille decessi legati all’amianto. La Regione ha censito oltre 1.800 siti, di cui il 29% contaminati. Sono in corso interventi di bonifica e prevenzione, inclusi strumenti digitali di monitoraggio e azioni concrete per tutelare salute e territorio.

A Lendinara, in provincia di Rovigo, hanno annunciato un progetto che prevede la costruzione di un impianto fotovoltaico. Per renderlo possibile sono state rimosse circa 160 tonnellate di amianto dai tetti dell’area che ospitava in passato porcili abbandonati con le coperture di materiale pericoloso.

In provincia di Oristano, a Santa Giusta, i cittadini hanno segnalato che una casa recentemente crollata in pieno centro sembrerebbe avere il tetto in amianto. L’associazione ex esposti, ha chiesto che l’area venga messa in sicurezza.

Canada: nasce la più grande struttura al mondo per riciclare amianto

Una startup in Canada rende noto un progetto innovativo per costruire la più grande struttura al mondo per il riciclo dei rifiuti provenienti dalle miniere di amianto, trasformandoli in componenti per batterie di veicoli elettrici.
La struttura, la cui apertura è prevista per il 2027, gestirà oltre 300mila tonnellate di residui minerari di asbesto l’anno.

A Gaza l’amianto ucciderà per decenni

A Gaza le bombe israeliane colpiscono edifici contenenti amianto, quindi rilasciano la pericolosa sostanza nell’aria. La popolazione è esposta a rischi di malattie respiratorie e tumori che si manifesteranno per i prossimi 30-40 anni.
“L’esposizione all’amianto delle persone colpite da ogni bombardamento israeliano può essere paragonata a quella registrata intorno al World Trade Center quando crollò a New York City l’11 settembre 2001“, ha affermato Roger Willey, un esperto internazionale sulla fibra mortale.
Il problema dell’amianto rilasciato durante i bombardamenti durante le guerre è stato più volte segnalato anche dall’avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Australia, nuovi progetti per liberarsi dall’asbesto

In Australia l’Agenzia per la sicurezza e l’eliminazione dell’amianto ha annunciato nuovi piani strategici nazionali e campagne di sensibilizzazione.

200mila vittime l’anno: l’abbraccio della morte dell’amianto

amianto
pezzo d'amianto

Ogni anno, nel silenzio dei numeri, 200mila vite si spengono. Vite strappate, come foglie portate via dal vento di una polvere invisibile, ma letale. Amianto, un nome che echeggia nel dolore di chi ha respirato la sua ombra. Di chi ha visto i suoi giorni spegnersi uno dopo l’altro, risucchiati da mesotelioma, tumore al polmone, asbestosi.

Arriva forte il grido del presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’avv.Ezio Bonanni, che continua a lottare per queste persone che non sono numeri ma vite rimaste invisibili. In Italia, l’amianto è stato bandito nel 1992, ma le cicatrici di quel passato sono ancora vive, e i conti con il presente sono duri.

Le vittime non sono solo numeri, ma volti, famiglie spezzate da un male che non fa rumore. he non si vede, ma che è lì, a strappare lentamente la vita. Per questo la frase di Bonanni divenuta ormai storia: “l’Italia ha messo al bando l’amianto, ma l’amianto non ha messo al bando l’Italia” è un richiamo forte alla responsabilità. 
Per non dimenticare, per fermare un dramma che continua a mietere vittime, per costruire un futuro che non sia più segnato dalla tragedia di un passato negato.

La necessità di una comunicazione capillare

Tenere alta l’attenzione sul tema dell’amianto è essenziale per prevenire ulteriori danni e sensibilizzare le persone sui rischi di esposizione a questo materiale pericoloso. Una comunicazione efficace deve arrivare in ogni angolo della società. Dalle scuole alle aziende, dalle case private ai luoghi di lavoro, in modo che ogni cittadino divenga consapevole dei rischi e delle modalità di protezione.

È fondamentale che le informazioni vengano diffuse in modo chiaro e comprensibile, per evitare che altre vite siano. L’obiettivo dell’Osservatorio Nazionale Amianto è anche quello di creare un’efficace cultura della prevenzione. E lo si può fare informando in modo continuo e costante, per ridurre al minimo le tragedie.

Amianto sul Sentiero del Tidone

Abbandonato sul Sentiero del Tidone asbesto. Delusione e rabbia nel comune di Borgonovo per la scoperta. La situazione ha costretto l’amministrazione locale a utilizzare risorse pubbliche per affrontare l’emergenza e procedere alla rimozione del materiale.

L’amministrazione ha annunciato di aver sporto denuncia contro ignoti e di aver incaricato una ditta specializzata per la rimozione. Infine, ha invitato i cittadini a segnalare eventuali informazioni alla polizia locale o ai carabinieri di Borgonovo per aiutare a identificare i responsabili.

Interrogazione di Ilaria Fontana (M5S) ai ministeri

Ilaria Fontana, vicecapogruppo del M5S alla Camera ha sottolineato che gli strumenti attuali non sono sufficienti a fronteggiare la situazione. Ha chiesto un aggiornamento urgente del Piano nazionale amianto per risolvere problemi nella raccolta dati e nella pianificazione delle bonifiche.

Il fondo per la rimozione dell’amianto ha avuto una buona adesione da parte degli enti locali, ma le risorse sono limitate. Fontana ha presentato un’interrogazione ai ministeri dell’Ambiente e della Salute per chiedere un’accelerazione nella pubblicazione della mappatura e la previsione di nuovi finanziamenti per le bonifiche.

Mille morti ogni anno solo in Piemonte

In Piemonte, ogni anno si registrano circa 1.000 morti a causa di malattie legate all’amianto. La Regione sta cercando di accelerare gli interventi di bonifica e prevenzione. Sono stati censiti oltre 1.800 siti contaminati, di cui il 29% risulta effettivamente inquinato, mentre il 17% ha già completato la bonifica.

Per monitorare e prevenire i rischi, è stato sviluppato un geoportale pubblico in collaborazione con ARPA Piemonte, che consente ai cittadini di consultare lo stato delle aree contaminate. Inoltre, è stata introdotta una piattaforma digitale che permette alle imprese di gestire in modo trasparente i piani di lavoro per la rimozione dell’amianto, con procedure semplificate anche per i cittadini che vogliono rimuovere piccole quantità di amianto dalle proprie abitazioni.

A Inveruno, messa in sicurezza e demolizione scuole

A Inveruno, comune della provincia di Milano, è stato dato il via libera alla rimozione dell’amianto presente nelle vecchie scuole, che saranno successivamente demolite.

Le analisi effettuate sugli edifici scolastici hanno rivelato la presenza di amianto, trovato nei sigillanti dei serramenti delle ex scuole elementari di via Veneto e nel tetto della vecchia bidelleria, mentre nelle ex scuole medie di via Palestro l’amianto era presente nella colla del pavimento in linoleum. Dopo aver valutato i piani per la rimozione e lo smaltimento del materiale pericoloso, sono arrivate le autorizzazioni per la bonifica.

Successivamente gli edifici saranno demoliti, con l’abbattimento previsto entro metà giugno, una volta completate tutte le operazioni di smaltimento. I costi per il trattamento dell’amianto ammontano a 48mila euro più IVA e saranno sostenuti dal Comune, mentre l’impresa incaricata si occupa dei lavori di demolizione.

Una volta liberato il sito, l’area delle ex scuole elementari potrebbe essere trasformata in appartamenti a prezzi accessibili per giovani coppie, mentre sul terreno delle ex scuole medie si prevede la costruzione di una palestra.

Gelo d’amianto

L’abbraccio mortifero dell’amianto non avvisa, non lascia scampo, continua a mietere vittime nonostante i divieti, le leggi, le promesse di bonifica. 
Il ricordo di chi è caduto non deve svanire: lottare per chi ha perso la vita è un atto di giustizia, di memoria e di responsabilità collettiva che ONA continuerà a portare avanti con ossequioso impegno.