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Pesaro, lastre di possibile amianto. ONA: immediata bonifica

ferro arruginito, amianto
Immagine esclusivamente decorativa (Foto di Tom Martin su Unsplash)

Nel cuore del quartiere Pantano, a pochi passi dal frequentatissimo centro commerciale e dal Parco Miralfiore, si erge lo scheletro di un complesso industriale abbandonato da anni e oggi al centro dell’attenzione per la presenza di una copertura in possibile cemento-amianto visibilmente deteriorata.

Secondo una delle fonti  cittadini e comitati avevano già segnalato il rischio potenziale legato allo stato di degrado del tetto dell’edificio. Ma è con il cedimento di due lastre, avvenuto durante una violenta raffica di vento lo scorso 24 dicembre, che l’allarme è tornato a farsi urgente.

ONA, appello formale alle autorità per bonifica amianto

A richiamare l’attenzione pubblica è stato il comitato locale dell’Osservatorio nazionale Amianto che ha rivolto un appello formale alle autorità locali per l’immediata messa in sicurezza e bonifica dell’area.

«Se il rischio sarà confermato, è fondamentale agire in fretta quando si è in presenza di coperture ammalorate in cemento-amianto» – ha dichiarato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio –.
“Le fibre aerodisperse rappresentano un rischio concreto per la salute pubblica. In casi come questo, la bonifica non è più una scelta, ma un obbligo etico e giuridico. La prevenzione viene prima della cura”.

Nonostante la legge italiana vieti da oltre 30 anni l’uso e la commercializzazione dell’amianto (L. 257/1992), molte strutture costruite prima del divieto restano ancora in piedi, spesso in condizioni precarie, in attesa di interventi di bonifica che tardano ad arrivare.

Vedi il servizio di VERA TV

Molfetta (BA), il Comune stanzia fondi per bonifica amianto

amianto
Amianto (Foto free di Bryan Brittos su Unsplash)

“La bonifica è il mezzo principe per la liberazione del mondo dall’amianto. Combatterlo e ottenere giustizia per le vittime significa difendere la salute e la dignità della persona umana”. Avv. Ezio Bonanni, presidente di Osservatorio Nazionale Amianto.

Le coperture in amianto devono essere rimosse obbligatoriamente nei casi in cui risultano deteriorate, friabili o coinvolte in interventi edilizi come demolizioni o ristrutturazioni. In assenza di queste condizioni, il proprietario deve effettuare un monitoraggio periodico, certificato da un tecnico abilitato, che ne attesti l’integrità.

Tuttavia, dopo decenni di esposizione agli agenti atmosferici, è ragionevole ipotizzare che diversi manufatti in cemento-amianto siano oggi in condizioni critiche, aumentando i rischi di dispersione delle fibre.

La bonifica dell’amianto resta quindi una priorità. Operazione che richiedono aziende specializzate e impianti autorizzati, in un contesto in cui la domanda rischia di superare l’offerta.
Non è solo un dovere normativo, ma una scelta necessaria per garantire la salute pubblica e tutelare l’ambiente. Per affrontarla in modo efficace serve un aggiornamento dei dati, il coinvolgimento delle comunità locali e un supporto istituzionale concreto, che favorisca la rimozione graduale e sicura di questo pericoloso materiale dal nostro patrimonio edilizio.

Purtroppo le difficoltà pratiche e i costi legati allo smaltimento sono tra le cause degli abbandoni di materiale di amianto. L’abbandono mette in pericolo l’ambiente, la salute pubblica e le stesse persone che la eseguono, spesso non del tutto consapevoli della pericolosità.

Molfetta, il Comune interviene per rimuovere l’amianto da sette siti

Con una recente determina dirigenziale, l’amministrazione del Comune di Molfetta ha stanziato 10.980 euro per bonificare sette aree extraurbane in cui sono stati rinvenuti manufatti in cemento-amianto abbandonati.

L’intervento prevede tutte le operazioni previste dalla normativa: campionamento, redazione del piano lavori, notifica all’ASL, allestimento del cantiere, rimozione in sicurezza, trasporto e smaltimento presso siti autorizzati, e infine una relazione tecnica di avvenuta bonifica.

“Ogni intervento di rimozione è fondamentale per prevenire rischi gravi per la popolazione” – ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.

Il Comune, con questa azione, si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione alla sicurezza ambientale.  “In Italia, nonostante il divieto in vigore da oltre trent’anni, resterebbero ancora circa 40 milioni di tonnellate di amianto nei territori, spesso in stato di degrado.” Continua Bonanni.

Vittime del dovere e Aeronautica, Abbate intervista l’Avv. Bonanni

Il giornalista Luigi Abbate e l'Avv. Ezio Bonanni
Il giornalista Luigi Abbate e l'Avv. Ezio Bonanni

Oggi una nuova puntata di ONA News con il giornalista Luigi Abbate e l’Avv. Ezio Bonanni Si parla dell’evoluzione giurisprudenziale relativa ad alcuni casi di patologie asbesto correlate in riferimento al personale dell’Aeronautica Militare.
L’esposizione ad amianto nel contesto militare è una delle tematiche di maggior rilievo riguardanti la salute pubblica e la tutela previdenziale.

Dalla Marina all’Esercito fino all’Aeronautica

Nei video precedenti si era discusso anche dei dipendenti della Marina e dell’Esercito.
Il rischio amianto in Aeronautica militare era quasi disconosciuto fino ad alcuni anni fa. Grazie ad una recente sentenza della Corte di Appello di Milano e altre pronunce, è emerso questo rischio anche per gli uomini in divisa blu.
L’arma azzurra si caratterizza per l’alta specializzazione e funzionalità nell’atterraggio sulle piste. L’amianto in passato era presente nei ferodi dei freni degli aeromobili, nelle guarnizioni dei motori, nelle piste di atterraggio, nelle coibentazioni degli aeromobili compresi quelli antincendio”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni presidente dell’ONA.

Il ruolo dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Ona è da sempre in prima linea per la tutela degli uomini e delle donne in divisa che sono stati esposti all’amianto ed ad altri cancerogeni ed hanno sviluppato malattie asbesto correlate. Si batte per far sì che venga riconosciuto loro il riconoscimento dello status di vittima del dovere e per far ottenere loro i risarcimenti dovuti.
Andiamo avanti per garantire queste tutele e per proseguire nella nostra attività quotidiana di informazione e formazione. Oltre a ribadire l’importanza della bonifica in ogni ambito per evitare qualsiasi esposizione”. Ha concluso Bonanni.

Qui di seguito il video su Ona News

Piemonte, finanziamenti regionali per rimozione amianto

vista su Torino
Vista su Torino ( foto free di Luca da Pixabay)

La Regione Piemonte ha stanziato 3.141.000 euro da destinare a Comuni, Province e alla Città Metropolitana di Torino per sostenere la rimozione dell’amianto dagli immobili pubblici. Il fondo, suddiviso su un triennio, è finalizzato a coprire i costi di bonifica e messa in sicurezza dei siti ancora contaminati.
La proposta è stata approvata all’unanimità dalla Quinta Commissione consiliare, presieduta per l’occasione dal vicepresidente Alberto Unia.

I criteri di assegnazione dei fondi sono definiti nel bando regionale dedicato, come  affermato l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati.
La notizia è resa nota dal sito del Consiglio Regionale del Piemonte.

Chi può accedere al finanziamento bonifica amianto

Possono fare domanda Comuni, Province del Piemonte e la Città Metropolitana di Torino. A condizione che siano proprietari di edifici o strutture in cui siano ancora presenti manufatti contenenti amianto e non siano già stati avviati interventi di bonifica.

Interventi ammissibili e copertura economica

Sono finanziabili:
Rimozione dell’amianto;
Trasporto e smaltimento in discariche autorizzate;
Messa in sicurezza delle aree contaminate;
Rifacimento delle coperture.

Il contributo regionale può coprire fino al 100% delle spese nette, con un massimale di 300.000 euro per ciascun progetto. Restano a carico dei beneficiari le spese di progettazione e l’IVA.

Durante la seduta sono intervenuti per approfondimenti i consiglieri: Silvio Magliano (Lista Cirio); Gianna Gancia (Lega); Fabio Isnardi (Pd); Annalisa Beccaria (Fi);Domenico Ravetti (Pd).

Amianto, notifica: ASL o INL? Risposta dal ministero

amianto, piemonte e veneto
amianto (ph Foto free di Karolina Grabowska da Pixabay)

Il dibattito su quale ente debba ricevere notifiche e piani operativi relativi ad attività che comportano esposizione all’amianto è ancora aperto. A sollevare ufficialmente la questione è stato l’on. Walter Rizzetto (FdI), con l’interrogazione parlamentare n. 5-04093 del 13 giugno 2025, alla quale ha risposto il ministero del Lavoro.

Riportiamo la questione posto in luce anche da edotto.com.
La domanda centrale: la competenza resta alle ASL – Azienda Sanitaria Locale o rientra anche sotto la sfera d’azione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL)?

Nel frattempo, è stato avviato un dialogo operativo tra INL e il Coordinamento tecnico delle Regioni, finalizzato a stilare una procedura condivisa per vigilanza, accesso ai piani di lavoro e gestione delle notifiche da parte delle imprese.

Normativa e dimomogeneità

Il riferimento principale resta il D.Lgs. 81/2008, che agli articoli 250 e 256 stabilisce che la notifica preliminare e il piano di lavoro debbano essere trasmessi all’organo di vigilanza territorialmente competente (storicamente, le ASL o ATS).

L’INL ha visto un’estensione dei propri poteri ispettivi con la Legge 215/2021, che ha ampliato la sua competenza anche nel campo della salute e sicurezza sul lavoro. Tuttavia, questa evoluzione normativa ha generato ambiguità interpretative, con alcune sedi INL che hanno cominciato a rivendicare un proprio ruolo anche nella fase preliminare, richiedendo l’invio dei piani direttamente all’Ispettorato.

Tale doppio canale ha creato disomogeneità a livello territoriale, incertezze tra gli operatori del settore e rischio di sanzioni per le imprese che, agendo secondo prassi consolidata, trasmettono la documentazione unicamente alle ASL.

Le richieste al Governo

L’interrogazione parlamentare ha chiesto al Ministero:
Chiarezza sull’organo legittimato a ricevere i documenti;
Sospensione delle sanzioni da parte dell’INL in un quadro normativo ancora fluido;
Formazione specialistica obbligatoria per il personale ispettivo INL in materia di amianto.

La risposta del ministero del Lavoro

Nel suo intervento, il ministero ha chiarito che, ai sensi dell’articolo 13 del D.lgs. 81/2008, rientrano tra gli organi di vigilanza sia le ASL che l’INL, dopo la riforma introdotta dalla Legge 215/2021.
Tuttavia, ha sottolineato che la competenza per il rilascio dei pareri e delle autorizzazioni previste dagli articoli 250 e 256 dello stesso decreto, resta attualmente in capo alle ASL, fino a quando non verranno definiti criteri più precisi da parte del tavolo tecnico INL-Regioni.
Nella Conferenza Stato-Regioni del 27 luglio 2022 (atto n. 142) è stato approvato un documento di indirizzo che punta a migliorare il coordinamento tra enti ispettivi.

Tra i punti salienti:
Programmazione congiunta delle attività di controllo;
Condivisione delle circolari operative;
Formazione tecnica erogata dal ministero della salute sia per gli ispettori ASL sia per quelli INL.

L’obiettivo è quello di ottimizzare le risorse e le competenze disponibili, evitando duplicazioni e garantendo efficacia nell’attività ispettiva.

Verso un aggiornamento normativo

Nel frattempo, è in fase di recepimento la Direttiva UE 2023/2668, che porterà a una revisione del Titolo IX, Capo III del D.lgs. 81/2008, aggiornando il quadro normativo italiano sulla protezione dei lavoratori dall’esposizione all’amianto.
La direttiva, tra le altre cose, punta a definire in modo più netto chi debba ricevere la documentazione necessaria alla gestione dei rischi derivanti dall’amianto, in modo da eliminare le ambiguità attuali.

ompetenza per ricevere notifiche e piani di lavoro resta in capo alle ASL, come da interpretazione consolidata. Tuttavia, l’armonizzazione con la normativa europea e il conIl sistema di gestione della sicurezza per i lavori che comportano esposizione ad amianto resta in fase di transizione. Fino all’approvazione dei criteri condivisi, la cfronto tra istituzioni dovrebbero presto portare maggiore chiarezza e uniformità su scala nazionale.

ONA – Osservatorio Nazionale Amianto: e non sei solo

La regione Lazio ha iscritto l’ONA nell’elenco delle associazioni accreditate, per la sua concreta attività a livello nazionale per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

È possibile avere maggiori informazioni chiamando il numero verde 800.034.294