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Rischio amianto in ex pub: impresa multata a Manchester

cattedrale di Manchester
Cattedrale di Manchester - immagine esclusivamente descrittiva per indicare in linea generica la città

Un’azienda edile con sede a Manchester è stata sanzionata per non aver garantito le corrette misure di sicurezza in un cantiere dove era presente amianto. I lavori si svolgevano a Liverpool Road.

A dichiararlo è la Health and Safety Executive, un’organizzazione britannica che si occupa di prevenire incidenti, malattie e infortuni legati al lavoro.

Ispezione sul cantiere e sospensione delle attività

Durante un controllo effettuato dalla stessa HSE nel maggio 2022, un ispettore avrebbe rilevato la presenza di pannelli contenenti amianto all’interno di un vano montacarichi. Tali materiali sarebbero risultati già rimossi da ignoti. In seguito al riscontro, è stato immediatamente disposto il blocco dei lavori fino all’esecuzione di una valutazione ambientale dettagliata.

Un dipendente aveva segnalato che l’ingresso al fabbricato era stato forzato. Una volta all’interno, aveva notato detriti sospetti vicino all’area del montacarichi. I frammenti, poi identificati come potenzialmente pericolosi, sono stati successivamente rimossi da una ditta specializzata.

Mancata verifica dell’assenza di amianto

Secondo quanto affermato, la società incaricata della gestione del cantiere, non avrebbe effettuato una verifica completa per accertare la totale rimozione dell’amianto prima di proseguire con le opere. Questo avrebbe comportato l’esposizione dei lavoratori a possibili rischi legati alla presenza di materiali contaminanti.

Esito del procedimento giudiziario

L’azienda avrebbe riconosciuto la violazione del Regolamento 4(6) del “Control of Asbestos Regulations 2012” e, nel corso dell’udienza presso il tribunale di Tameside il 30 luglio 2025, sarebbe stata condannata al pagamento di un’ammenda di 5.360 sterline, oltre a 5.117 sterline di spese processuali.

Le campagne di prevenzione 

Attraverso campagne come “Asbestos and You” e “Asbestos Your Duty”, il HSE continua a sensibilizzare operatori e proprietari di immobili non residenziali sull’importanza di adottare comportamenti sicuri in presenza di amianto. Il portale ufficiale offre numerose risorse utili per riconoscere questi materiali e gestirli in modo conforme alle normative.

Un portavoce dell’ente ha commentato l’episodio sottolineando come situazioni di questo tipo evidenzino l’urgenza di revisionare tempestivamente le valutazioni ambientali, specialmente quando si verificano cambiamenti significativi negli edifici coinvolti.
“Organizzazioni in tutto il mondo portano avanti la lotta contro lamianto. Sarà il lavoro globale e trasversale a liberarci, un giorno, da questa terribile piaga che ha comportato innumerevoli vittime e un devastante pericolo per la salute umana”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.
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Conclusa negativamente procedura per discarica amianto di Ca’ Balestra

discarica, articolo su amianto
discarica, immagine generica (Foto free di Pexels da Pixabay)

Il progetto di realizzazione di una discarica per rifiuti contenenti amianto in località Ca’ Balestra, nel comune di Valeggio sul Mincio in provincia di Verona, ha ricevuto un parere negativo definitivo. Il Comitato tecnico regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) avrebbe confermato il giudizio già espresso nelle precedenti fasi istruttorie.

Il procedimento per la discarica si è chiuso con esito sfavorevole

Secondo una delle fonti, le integrazioni fornite non sarebbero risultate sufficienti a modificare l’esito della valutazione. Il parere del Comitato avrebbe confermato l’esistenza di elementi critici legati al contesto territoriale e alla conformità del progetto rispetto alla pianificazione vigente. Tra i punti evidenziati figurerebbero questioni idrogeologiche, aspetti viabilistici e profili relativi alla tutela sanitaria.

Salvo eventuali impugnative l’iniziativa non dovrebbe proseguire ulteriormente nelle sedi autorizzative.

Le reazioni locali e il futuro del sito

L’amministrazione comunale di Valeggio avrebbe accolto l’esito come una conferma della linea mantenuta nel corso della procedura. Anche esponenti di comitati locali avrebbero manifestato apprezzamento per la conclusione del processo valutativo.

Tuttavia, il dibattito rimane aperto. Alcuni rappresentanti del territorio avrebbero richiamato l’attenzione sull’attuale quadro normativo, evidenziando la possibilità che, in futuro, forse proposte simili potrebbero tornare all’attenzione degli enti preposti.

Il tema della gestione dei rifiuti contenenti amianto, complesso e articolato, continua a richiedere attenzione, equilibrio e confronto tra esigenze ambientali, sanitarie e infrastrutturali.

Ezio Bonanni “ambasciatore della libertà”, l’intervista di Abbate

paola vegliantei, avv. bonanni
paola vegliantei, avv. bonanni

Una nuova intervista del giornalista Luigi Abbate all’avvocato Ezio Bonanni, questa volta relative al riconoscimento del legale come “ambasciatore della libertà” nel contesto delle celebrazioni per il Mandela Day – Invictus Day Questo titolo non rappresenta solo un onore personale, ma simboleggia l’impegno costante in difesa della salute, della giustizia e dei diritti umani fondamentali.

La figura di Nelson Mandela, a cui è ispirato l’evento, è emblematica di un’etica profonda, incentrata sulla dignità e sulla libertà dell’uomo. Questi stessi valori animano da anni l’attività dell’Avv. Bonanni, il quale ha fatto del binomio dirito alla salute – tutela dell’ambiente il fulcro della sua azione professionale e civile.

Libertà e salute: due principi indivisibili per Ezio Bonanni

Nel suo intervento, Bonanni ha sottolineato come non possa esistere una vera libertà senza salute, e come quest’ultima sia strettamente connessa alla salvaguardia ambientale. La giustizia sociale e ambientale non possono prescindere da un quadro etico chiaro, sorretto da legalità, equità e coerenza morale.

Il lavoro dell’ONA e le tante battaglie legali condotte nel tempo dimostrano quanto sia concreta la necessità di coniugare diritti civili e salute pubblica. Il riconoscimento ottenuto arriva anche in virtù del contributo che l’avvocato offre alla promozione di questi principi in contesti nazionali e internazionali.

L’impegno per il Fair Play oltre lo sport

Ezio Bonanni è stato recentemente chiamato a far parte anche della dirigenza nazionale del Comitato Italiano Fair Play, organismo che collabora con l’ONU e il CONI per la diffusione di valori di correttezza, integrità e dialogo. In questo contesto, l’idea di “fair play” supera i confini dello sport per diventare un modello applicabile a ogni ambito della vita pubblica e privata.

È proprio in questa visione che si inserisce anche il concetto di Pace Olimpica, un richiamo simbolico ma attualissimo alla necessità di sospendere ogni conflitto in nome dell’unità dei popoli e della giustizia globale.

Le Forze Armate come garanti della democrazia

Durante la cerimonia presso il Salone d’Onore del CONI, Bonanni ha voluto dedicare il premio ricevuto alle Forze Armate italiane, sottolineando l’importanza del loro ruolo nel rafforzare le istituzioni democratiche. Non solo strumento di difesa, ma attori attivi nella promozione della pace e della cooperazione tra Stato e cittadini.

In tale ottica, è stato rinnovato anche l’auspicio per il pieno riconoscimento della giornata del 4 novembre, festa delle Forze Armate, come occasione per riaffermare quei valori di libertà, responsabilità e impegno civile che devono guidare ogni società democratica.

Un futuro fondato su etica, salute e giustizia

L’azione dell’avvocato Bonanni e dell’ONA prosegue nel solco tracciato da questi ideali: non si tratta solo di vincere cause o ottenere risarcimenti, ma di costruire una cultura della legalità che restituisca dignità alle persone e consenta di prevenire, anziché semplicemente riparare.

Perché solo attraverso la promozione del diritto alla salute, il rispetto per l’ambiente e l’affermazione della giustizia etica, è possibile realizzare un futuro fondato su una libertà autentica e condivisa.

Buenos Aires, rischio amianto in Metro: morto ex operatore e scioperi

rotaie della metropolitana, buenos aires
Metropolitana (Foto free di Tom da Pixabay)

Lunedì la metropolitana di Buenos Aires sospesa a causa di uno sciopero indetto dai lavoratori. La mobilitazione è decisa dopo la morte di un ex autista della linea D, malato di cancro. I sindacati hanno espresso preoccupazione per la possibile presenza di amianto all’interno della rete metropolitana.

La situazione dei lavoratori e le preoccupazioni per la salute

Secondo la fonte, l’associazione dei lavoratori della metropolitana ha ricordato che l’uomo non è l’unico caso di malattia legata all’esposizione ad amianto.  Si parlerebbe di diversi casi riconosciuti dalle autorità sanitarie, con alcuni dipendenti affetti da patologie. I sindacati avrebbero chiesto maggiore attenzione e misure preventive.

Amianto vietato ma ancora presenti alcuni materiali nella rete

L’amianto è stato vietato in Argentina dal 2003. Tuttavia i sindacati hanno segnalato che questa sostanza era utilizzata in passato per l’isolamento dei vagoni e nelle infrastrutture della metropolitana.

I lavoratori avrebbero quindi chiesto la rimozione dei materiali contenenti asbesto ancora in uso e un programma di monitoraggio sanitario per chi è stato potenzialmente esposto.

La posizione della società e le misure in corso

La società che gestisce la metropolitana, ha espresso cordoglio per la scomparsa dell’ex operatore e ha dichiarato che al momento non risultano evidenze cliniche che colleghino direttamente la sua malattia al lavoro nella metropolitana.

L’azienda ha confermato di aver avviato un piano, in corso dal 2018, per rimuovere eventuali materiali contenenti amianto dalla rete sotterranea. Inoltre, ha sottolineato che le condizioni lavorative sono monitorate dalle autorità competenti e che è attivo un programma di controllo sanitario per i dipendenti, con visite mediche regolari e controlli sulla qualità dell’aria.

“E’ comprensibile che ci sia preoccupazione da parte dei lavoratori anche se la presenza di amianto non è ancora confermata ed è solo supposta. La storia del passato di questa sostanza porta con sé una scia di morte e malattia dolorosa .” Ha affermato lAvv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Corea del Sud: proteste civiche per eliminare l’amianto

Lato sbagliato
cartello con su scritto: wrong side up! Lato sbagliato

Con l’elezione di Lee Jae Myung alla guida della Corea del Sud, gruppi autonomi hanno dato il via ad una serie di manifestazioni settimanali nella capitale Seoul. Le proteste mirano ad attirare l’attenzione su diverse crisi ambientali e sanitarie, tra cui la presenza di amianto in edifici pubblici e lo scarico di acque inquinate dalle dispersioni nucleari di Fukushima.

Decontaminazione delle scuole entro il 2027

Negli ultimi anni, la Corea ha fatto passi avanti concreti nell’affrontare le bonifiche dell’amianto, specialmente nelle scuole. Sebbene il divieto dell’amianto sia arrivato più tardi rispetto ad altri Paesi dell’OCSE, il governo coreano ha accelerato il processo, diventando un modello internazionale. Entro il 2027, l’intero sistema scolastico sarà bonificato dal pericoloso materiale. Questa iniziativa ha attirato l’interesse anche del Giappone: una delegazione di avvocati giapponesi è attesa in Corea per studiare le pratiche messe in campo.

Proteste a Seoul: i cittadini chiedono più impegno

Gli attivisti hanno espresso preoccupazione per la scarsa vigilanza sulle operazioni di rimozione dell’amianto. Secondo le associazioni presenti, non tutti gli operatori avrebbero rispettato le norme previste e il subappalto non autorizzato resta una pratica diffusa, mettendo a rischio lavoratori e cittadini.

Inoltre, il Paese conta circa 950.000 edifici ancora dotati di coperture in cemento-amianto, soprattutto in aree rurali. A questi si aggiungono le regioni dove l’amianto è presente naturalmente nel suolo, e che necessitano di gestione ambientale sicura.

Risarcimenti e tutele ancora insufficienti

Un altro nodo sollevato riguarda l’accesso limitato al fondo di compensazione per le vittime dell’amianto. Alcune categorie di persone, come chi ha sviluppato tumori legati all’amianto ma non inclusi nella legge attuale, o chi è stato esposto tramite impianti industriali, non hanno ancora ottenuto riconoscimento né sostegno adeguato. Le associazioni chiedono una revisione della normativa per includere tutti i casi.

Choi Ye-yong: “Serve un piano condiviso per una Corea più sicura”

Durante la manifestazione, Choi Ye-yong – direttore del Citizens’ Center for Environmental Health – ha ricordato il passato difficile del Presidente Lee, rimasto invalido in giovane età per un incidente sul lavoro. Ha sottolineato come lo sviluppo economico del Paese abbia avuto un costo elevato in termini di salute pubblica, e ha invitato il governo a investire nella sicurezza degli edifici, puntando anche su soluzioni moderne come pannelli solari e tecnologie pulite.

“La bonifica dell’amianto può essere un’occasione per rinnovare in sicurezza le infrastrutture del Paese. Serve un confronto aperto con la società civile per costruire insieme una Corea davvero libera dall’amianto”, ha dichiarato Choi.

Un punto di riferimento asiatico per la lotta all’amianto

Nonostante i traguardi raggiunti, la società civile coreana continua a sollecitare maggiore attenzione, equità e trasparenza nella gestione dell’eredità tossica dell’amianto. Il caso della Corea del Sud si sta rivelando un punto di riferimento per l’intera regione asiatica e per i Paesi che ancora devono completare il proprio percorso verso l’eliminazione dell’asbesto.

Le considerazioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto

“E’ fondamentale una presa di coscienza mondiale rispetto alla pericolosità dell’amianto. I fatti in Corea del Sud sono il sintomo di un approccio consapevole rispetto all’ambiente, alla salute ed al territorio”. Ha affermato l‘Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA.

Fonte: International Ban Asbestos