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Rimozione dell’amianto, come richiedere il contributo

contributo Decontaminazione Amianto
Decontaminazione Amianto

É stato pubblicato sul sito internet del Comune di Olgiate Olona  (Varese) un bando comunale per la concessione del contributo diretto a incentivare la rimozione e lo smaltimento di manufatti contenenti cemento amianto presenti in edifici a uso abitativo.

I cittadini interessati possono presentare le relative domande entro il 17 novembre prossimo. Gli immobili e manufatti oggetto di richiesta di contributo devono essere:

  • ubicati nel territorio del comune di Olgiate Olona;
  • in regola con le norme e i regolamenti urbanistici ed edilizi vigenti;
  • regolarmente accatastati;
  • in regola con il pagamento delle imposte e dei tributi comunali, in particolare con I.C.I./I.M.U. e T.A.R.S.U./T.A.R.E.S.

Per ciascun fabbricato o unità abitativa (nel caso di edifici a corte o a schiera/cortina) può essere presentata una sola richiesta di contributo. Le richieste saranno accolte in ordine cronologico di protocollazione, fino a esaurimento del fondo stanziato dal Comune.

Per ciascuna richiesta può venire concesso un contributo che oscilla da un minimo di 400 euro per interventi fino a 50 mq. di superficie, a un massimo di euro 1000 per interventi oltre i 1000 mq. di superficie. L’obiettivo è quello di andare incontro a chi deve sostenere lavori di bonifica dell’amianto, che fino agli anni Novanta era usato soprattutto per lastre o tegole a copertura di tetti, o come rivestimento delle tubazioni.

Contributo amianto: assistenza dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il Dipartimento “Bonifica e Decontaminazione” per tutelare la salute dei cittadini e l’ambiente.

Infatti, sono proprio le esposizioni, sia lavorative che ambientali, ad agenti cancerogeni e tossico-nocivi a provocare neoplasie e altre patologie amianto invalidanti e, in molti casi, purtroppo, mortali. Tra queste ci sono il mesotelioma, l’asbestosi e il tumore del polmone, oltre ai tumori gastrointestinali.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto. In alternativa si può contattare il numero verde gratuito 800 034 294 o compilare il form.

Incendio a Trezzano sul Naviglio

Incendio Trezzano
Incendio Trezzano

Cittadini di Trezzano sollecitano la sicurezza dei siti

Incendio a Trezzano sul Naviglio (12 ottobre). I cittadini sono allarmati e impauriti e temono per la loro salute a causa dei danni da incendio. È quindi importante tutelare l’ambiente per evitare qualsiasi danno alla propria salute fisica.

Hanno chiesto assistenza tecnica, medica e legale all’Osservatorio Nazionale Amianto e allAvv. Ezio Bonanni. È l’ennesimo caso di incendio di materiale dove si sospetta la presenza di amianto.

Anche in questo caso ci poteva e doveva essere prevenzione. Occorreva evitare l’incendio che tra l’altro al di là di tutto non fa bene all’ambiente. Infatti determina comunque la dispersione di agenti inquinanti e tossico nocivi (anche il fumo è un tossico).

Intanto ancora grazie ai vigili del fuoco, sempre ammirevoli. L’incendio è quasi domato. Non sappiamo però quale prezzo dovranno ancora pagare i vigili del fuoco, anche se questa volta sembra siano stati dotati di mascherine. La Guardia Nazionale Amianto di ONA è accorsa sul luogo del rogo.

Fiamme e odore acre, fumo, vigili del fuoco in azione, cittadini impauriti e mamme che portano via i loro piccoli. Nulla che ricordi la ridente e tranquilla cittadina di Trezzano sul Naviglio.

Il fuoco quindi allarma e porta paura. In particolar modo se a bruciare è l’amianto. L’amianto bruciato e le fibre di amianto penetrano nei polmoni, nella pleura e negli altri organi del corpo. Provocano mesoteliomi, tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari.

Trezzano: dichiarazione del Presidente dell’ONA

Ci auguriamo che ai vigili del fuoco vengano riconosciuti i benefici contributivi per esposizione ad amianto. Quelli che malauguratamente si dovessero ammalare possano ottenere il riconoscimento della causa di servizio ed il risarcimento dei danni e che, in caso estremo di decesso le vedove non debbano andare a mendicare. Come già successo. Con uno stato che agisce in prevenzione e blocchi questi incendi è importante verificare che questi non siano mossi da mani criminali come noi pensiamo. Ecco perché chiediamo che i reati ambientali siano affidati alla direzione investigativa anti mafia. Per noi mafia – incendi -rifiuti e amianto si identificano tutti per la capacità criminale di ledere interessi e diritti fondamentali dell’essere umano e della società”, dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Nell’allontanarci dalla sede dell’incendio ecco che il sole torna a splendere e l’aria perde quel suo odore malsano e acre di materiali e rifiuti che si dissolve e penetra nei polmoni e nel sangue (nanoparticelle).

Negli occhi delle mamme impaurite della città di Trezzano, leggiamo quindi come in uno specchio il report dei decessi per inquinamento…Non risplende il sole ma morte, non luce ma tenebre, uno specchio che porta a riflettere dentro di noi.

La pericolosità delle diossine sulla salute

Mentre ci allontaniamo pensiamo alle stime secondo le quali anche le nanoparticelle, gli inquinanti provocano, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 12,6 milioni di morti ogni anno nel mondo. Quindi ad uccidere non è solo l’amianto, anche la combustione di materiale plastico (PVC) provoca la formazione di diossine, che sono cancerogene, e provocano diversi cancri (tanto è vero che è inserita dallo IARC nel Gruppo I dei cancerogeni), come Seveso insegna.

Quindi l’Osservatorio Nazionale Amianto richiama l’attenzione sull’incendio di Trezzano anche per quanto riguarda le diossine e gli effetti sulla salute umana che si sommano a quelli dell’asbesto e degli altri agenti patogeni e cancerogeni che si sono diffusi nell’ambiente in seguito all’incendio.

Conseguenze dell’esposizione ad amianto.

L’asbesto provoca patologie fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici) e cancerogene (mesotelioma, tumore polmonare, cancri degli altri organi delle vie aeree e gastrointestinali) con tempi di latenza che possono arrivare fino a 40 anni.

Non sussiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla e anche poche fibre possono essere sufficienti per provocare il mesotelioma e altre gravi patologie.

L’ONA stima che solo in Italia, nel 2016, sono decedute più di 6.000 persone per esposizione ad amianto.

Conseguenze dell’esposizione e ingestione di diossine

Le diossine hanno un effetto cancerogeno ritenuto causa di linfomi e tumori ai tessuti molli data la tendenza ad accumularsi nelle cellule adipose e determinano alterazioni epatiche, neurologiche e polmonari.

Molto diffusi sono anche i rischi cutanei.

Determinano interferenze con il funzionamento cellulare provocando l’alterazione delle ghiandole endocrine, soprattutto tiroide, timo e ipofisi, con un’azione pre-cancerogena, con squilibrio ormonale, rischio di malformazioni genetiche fetali. Possono causare disturbi della crescita e dello sviluppo psicomotorio e determinare sterilità e scarso sviluppo dell’apparato riproduttivo.

Le richieste dell’Osservatorio Nazionale Amianto

  • necessità di maggior attenzione in termini di prevenzione primaria, affinché queste situazioni non si verifichino più;
  • monitoraggio degli effetti della contaminazione sulle popolazioni;
  • screening sanitario per le forze dell’ordine intervenute sul luogo dell’incendio.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Amianto navi Marina Militare: 600 morti

Navi Amianto Vittorio Veneto
Navi Amianto

Sono 600 i morti imbarcati: spaccavamo i tubi di asbesto

Libro Navi Amianto
Libro Navi Amianto

Come raccontano nel libro “Navi di amiantoLino Lava e Giuseppe Pietrobelli, secondo l’ultimo report del Registro Nazionale dei Mesoteliomi «L’Italia è attualmente uno dei Paesi al mondo maggiormente colpiti dall’epidemia di malattie amianto correlate. Tale condizione è la conseguenza di utilizzi che sono quantificabili a partire dal dato di 3.748.550 tonnellate di amianto grezzo prodotto nazionalmente nel periodo dal 1945 al 1992 e 1.900.885 tonnellate di amianto grezzo importato nella stessa finestra temporale». Totale: oltre cinque milioni e mezzo di tonnellate prodotte, importate e piazzate anche sulle navi militari.

La battaglia persa della Marina Militare Italiana non si è combattuta in mare. Protagonisti sono stati le sale macchine, i dormitori e le sale mensa delle navi, i sommergibili, gli Arsenali di La Spezia, Taranto e Augusta. La battaglia persa, che dura da decenni, non è ancora conclusa. Non ha avuto come avversaria una flotta pronta a invadere le nostre coste, ma un nemico invisibile, l’amianto, che ha causato centinaia di morti.

La presenza di amianto nelle navi militari

È dal 1992 che il minerale è stato messo al bando da una legge dello Stato. Eppure le navi hanno continuato a restare in servizio, a navigare con i loro equipaggi e con il loro carico letale. E ancora oggi, un quarto di secolo dopo, i marinai e gli ufficiali continuano ad ammalarsi. Sono vittime del mesotelioma o di altre forme di tumore causate dall’inalazione delle terribili fibre che possono restare latenti anche per decenni. E le bonifiche a bordo si pianificarono solo dal 2008. Per questo non si sono ancora concluse, nonostante il Ministero della Difesa assicuri che non c’è pericolo. L’amianto è tutto rimosso o è stato messo in sicurezza dalla metà degli anni Novanta.

“Mai saputo niente?” “Mai”, è stata la risposta corale delle massime autorità in divisa. «Sono certo di non avere mai ricevuto alcuna direttiva in merito ai pericoli relativi alla presenza dell’amianto», mette a verbale in Procura a Padova l’ammiraglio Mario Host.

Amianto navi: un libro rivela l’accaduto

Lino Lava e Giuseppe Pietrobelli sono da una vita giornalisti a “Il Gazzettino”: il primo cronista giudiziario di lungo corso, il secondo inviato speciale. Il loro libro non è solo la ricostruzione di un’istruttoria che ha messo sotto accusa i vertici della Marina Militare. È anche un viaggio nel ventre delle navi con l’amianto. Ed è il racconto di tante storie di bravi ragazzi che hanno dato i loro anni migliori e la loro vita professionale alla Marina.

Sono stati colpiti da un male che non perdona. Ma non riescono a ottenere giustizia perché gli ammiragli sono finora usciti indenni dalle aule giudiziarie. Inoltre lo Stato non riconosce risarcimenti e pensioni privilegiate.

Amianto navi Marina Militare: ultimi aggiornamenti

Recentemente, grazie all’impegno dell’ONA e del suo presidente, l’Avvocato Bonanni, molte sono state le condanne per aver messo a rischio la salute degli appartenenti alla Marina Militare.

Per esempio il Tribunale di Grosseto ha condannato i ministeri della Difesa e dell’Interno a risarcire la vedova del nocchiere Antonio Ballini. È deceduto per mesotelioma per l’esposizione alla fibra killer nelle unità navali della Marina Militare Italiana.

Il 22 giugno, invece, è la Corte di Appello di Venezia a ribaltare la sentenza di assoluzione del Tribunale di Padova nel processo Marina bis. In questa occasione sono quattro i responsabili della Marina militare condannati per 6 marinai morti a causa dell’amianto.

Infine il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso presentato dall’Avvocato Ezio Bonanni per gli eredi di Luciano Calaci. L’uomo, furiere e segretario della Marina tra il 1964 e il 1966, ha prestato servizio su due navi ed è stato a contatto con l’asbesto presente in ogni locale delle imbarcazioni. Nel 2015 purtroppo è morto per un mesotelioma.

Richiedi la consulenza gratuita dell’ONA

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere all’Osservatorio Nazionale Amianto e richiedere l’assistenza gratuita. Si può chiamare il numero verde 800 034 294 o compilare il form.

Numero ONA Amianto navi
Whatsapp ONA Amianto navi

    Bonifiche amianto e credito d’imposta

    Bonifiche Amianto
    Bonifiche Amianto

    Bonifiche amianto: via libera al credito d’imposta

    È «6877» il codice tributo per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta del 50% per i costi sostenuti dai titolari di reddito d’impresa, nel corso del 2016, per interventi e bonifiche dall’amianto su beni e strutture produttive situati in Italia. A istituirlo è stata la risoluzione 109/E/2017.

    L’agevolazione è fruibile in tre rate annuali (a partire da quest’anno) ed è stata prevista dalla legge sulla green economy (legge 221/2015, articolo 56).

    Mentre le modalità attuative sono state fissate dal decreto interministeriale dell’Ambiente di concerto dell’Economia del 15 giugno 2016.

    Nella compilazione del modello F24 (da presentare esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia), il codice tributo «6877» deve essere riportato nella sezione «Erario», in corrispondenza delle somme indicate nella colonna «importi a credito compensati», oppure, nel caso in cui si debba procedere alla restituzione dell’agevolazione, nella colonna «importi a debito versati».

    Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

    Le attività del comitato ONA in difesa del mare

    Boom di Mesoteliomi
    Boom di Mesoteliomi

    Rosignano, una delle principali città con più mesoteliomi

    Nella città di Rosignano risulta certificata una maggiore incidenza di casi di mesoteliomi (anche dalla ASL) e di patologie asbesto correlate (dall’ONA) e, dopo la moria di pesci che si è verificata il 29 agosto u.s., sono tutti d’accordo che occorre un comitato civico per la difesa del mare per evitare continui sversamenti di agenti tossico-nocivi che poi entrano anche nella catena alimentare.

    Questo è il rischio che è stato sollevato dall’Osservatorio Nazionale Amianto, che chiede che il Sindaco di Rosignano e la ASL competente si attivino per evitare che continuino, ovvero si verifichino nuovi casi di sversamenti di sostanze tossiche e nocive nel mare, con pregiudizio della flora e della fauna e che si applichi il principio di precauzione.

    Le richieste dell’Osservatorio Nazionale Amianto

    • verifica dei livelli di inquinamento di agenti tossico-nocivi e cancerogeni nell’aria della città di Rosignano, con numerose centraline che tengano conto dei venti prevalenti;
    • verifica dei livelli epidemiologici di tutti i cancri tra gli abitanti di Rosignano Solvay, con particolare attenzione per i casi di mesotelioma e altre patologie asbesto correlate;
    • verifica epidemiologica circa i casi di patologie asbesto correlate tra coloro che hanno lavorato nello stabilimento Solvay di Rosignano, in particolare nel reparto calderai;
    • verifica di eventuali agenti inquinanti presenti nelle c.d. spiagge bianche e nel tratto di mare antistante;

    L’Osservatorio Nazionale Amianto ha organizzato per sabato 7 ottobre, alle ore 16, una assemblea pubblica che si svolgerà nella città di Rosignano Solvay nella sede ONA (presso il Centro Rodari, in Via della Costituzione), alla quale tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

    Sarà presente l’Avv. Ezio Bonanni, il quale osserverà le ragioni per le quali l’Osservatorio Nazionale Amianto chiede che il sindaco del Comune di Rosignano e della ASL competente si attivino per le rilevazioni epidemiologiche e per ogni altro profilo e richiesta così come formulata.

    Sversamento in mare di sostanze inquinanti

    Inoltre, l’Osservatorio Nazionale Amianto si costituirà parte civile nel procedimento penale qualora il Sig. Procuratore della Repubblica di Livorno ritenga che nello sversamento in mare delle sostanze inquinanti che ha determinato la moria di pesci siano configurabili ipotesi di reato per le quali egli, in sua equità e giustizia, ritenga di attivare l’azione penale.

    «Ci chiediamo che senso ha inquinare, inquinare ed inquinare, distruggere il mare, la flora, la fauna, contaminare i territori, gli alimenti, uccidere con le fibre di amianto. Ci auguriamo che le vittime delle patologie asbesto correlate abbiano giustizia e che vengano individuate eventuali responsabilità penali a fronte delle quali l’associazione possa costituirsi parte civile a sostegno della pubblica accusa» dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

    La sede dell’Osservatorio Nazionale Amianto è operativa nella città di Rosignano fin dal 2009 e ha permesso di portare alla luce una vera e propria epidemia di casi di mesotelioma nella città tirrenica e con essi anche di altre patologie asbesto correlate.

    Ora anche la ASL ha riconosciuto che c’è una più alta incidenza di queste patologie e ha attivato la sorveglianza sanitaria, misura vista con favore dall’Osservatorio Nazionale Amianto.

    Boom di casi di mesotelioma a Rosignano

    Secondo quanto riportato nel Quaderno del Ministero della Salute (n.15 maggio-giugno 2012) sono 25 i casi di mesoteliomi registrati a Rosignano, dal 1993 al 2008.

    Secondo le segnalazioni pervenute all’Osservatorio sono 7 i nuovi casi di mesotelioma negli ultimi 2 anni, nella sola città di Rosignano.

    Dati che poi sono stati confermati dalla ASL competente. L’incidenza del mesotelioma su base nazionale è di circa 3 casi ogni 100.000 abitanti: quindi, avendo Rosignano 15.850 abitanti, ne discende che si dovrebbe avere un’incidenza di un caso ogni 7 anni, e invece abbiamo 7 casi in 2 anni: una media superiore a 30 volte quella nazionale.

    Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294. L’ONA assiste tutti coloro che hanno subito danni per esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni. Grazie all’assistenza dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni è possibile ottenere la tutela dei diritti. Le vittime hanno diritto al risarcimento del danno, oltre che alle prestazioni di vittima del dovere.