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Uranio Impoverito e vaccini contaminati

Ivan Catalano
Ivan Catalano

Uranio impoverito e vaccini contaminati sono le cause di molte patologie che hanno colpito i militari. A tale proposito sono stati presentati a Bari i risultati del lavoro della Commissione Parlamentare d’Inchiesta in merito a cause e nessi delle malattie che hanno colpito negli ultimi decenni militari italiani in missione e non.

Le vittime di uranio impoverito e vaccini metalli pesanti sono tutelate dall’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e dal suo presidente, l’Avvocato Bonanni. Grazie alla loro azione sono stati difesi i diritti dei nostri militari. Inoltre si mette a disposizione delle vittime un servizio di consulenza gratuita legale e medica.

Consulenza Uranio Impoverito e vaccini contaminati

Indice

Tempo di lettura: 6 minuti

Uranio impoverito e vaccini contaminati: la prova

Le risultanze della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sono decisive per la tutela dei diritti dei nostri militari. L’audizione dell’Avv. Ezio Bonanni presso la Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati è stata di particolare rilievo. In quell’audizione, l’Avv. Ezio Bonanni ha reso pubblico il rischio dei nostri militari, per uranio impoverito e vaccini contaminati.

La relazione finale della Commissione Parlamentare uranio impoverito, fa riferimento anche al rischio vaccini. In più, come detto, vi era per i nostri militari anche il rischio legato ai minerali di amianto. Infatti, l’utilizzo dei proiettili uranio impoverito, proprio perché polverizzava anche l’amianto, determinava anche questo rischio.

Per tali motivi, si registra un potenziamento tra cancerogeni, e questo è certificato dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta, per quanto riguarda il rischio uranio impoverito. I danni alla salute sono approfonditi dal Prof. Giancarlo Ugazio.

In più, ci sono i danni dei vaccini, perché contaminati con metalli pesanti e perché somministrati multipli. Anche in questo caso, il Prof. Giancarlo Ugazio ha precisato quali sono i danni da vaccini contaminati.

Proiettili uranio impoverito e vaccini: linfoma di Hodgkin

Le radiazioni ionizzanti alfa, beta e gamma, e le nanoparticelle, hanno provocato gravi danni alla salute. Nella relazione finale della Commissione d’Inchiesta, si è fatto riferimento al danno epidemiologico, non solo quello dell’amianto, ma anche alle radiazioni. Per esempio queste e l’uranio impoverito sono la causa del linfoma Hodgkin.

Per tali motivi, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni intensificano l’assistenza alle vittime. Si sono svolti importanti convegni, tra i quali quello presso la regione Toscana: Il rischio amianto e la presenza di altri cancerogeni nelle Forze Armate”. In questo convegno, è intervenuto anche il Ministro della Giustizia On.le Bonafede.

Bari, i risultati della Commissione Parlamentare d’inchiesta

Il materiale rileva in maniera indiscutibile il nesso fra la profilassi vaccinale e alcune patologie degenerative che in particolare hanno colpito i nostri soldati. La Commissione, quindi, ha deliberato alcune regole mirate a ridurre i rischi collegati alla profilassi stessa.

A presentare i lavori è stato l’On. Ivan Catalano, parlamentare uscente e vicepresidente della Commissione Uranio Impoverito e Vaccini. Questi, infatti, ospite di un convegno, ha ribadito questi principi. Infatti, il convegno si intitola: “Vaccinazioni fra scienza e coscienza: i diritti di bambini e famiglie alla luce della relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle malattie dei militari italiani”.

La Commissione Uranio Impoverito e Vaccini ha evidenziato il nesso fra la profilassi vaccinale e alcune patologie degenerative che hanno causato anche la morte di molti nostri soldati. Per cui il notiziario dell’amianto ha intervistato l’On.le Catalano.

Come siete giunti a questo risultato?

«La Commissione ha affermato che non si può escludere l’assenza di nesso di causa tra le patologie neoplastiche, linfoproliferative e autoimmuni e la profilassi vaccinale. Siamo arrivati a questa conclusione esaminando i dati dei vaccini utilizzati per la profilassi militare, aggregandoli e confrontandoli con i dati dei militari malati».

Ci risulta che i militari in partenza per il fronte dei Balcani durante l’ultimo conflitto venivano vaccinati poco prima della partenza senza rispettare la normale profilassi.

«Ci è stato raccontato da alcuni militari che questa metodologia di somministrazione veniva effettuata in alcune missioni. Ma non saprei indicarle quale nello specifico».

Uranio Impoverito
Carlo Calcagni

La Commissione ha anche stabilito delle norme?

«Ha provato a proporre delle norme al parlamento ma sono state respinte, ad eccezione di una modifica dell’ordinamento militare che aveva come obiettivo quello di riconsiderare la profilassi vaccinale militare anche in funzione di una valutazione rischio beneficio aggiornata».

La Legge 119 del 2017 ha imposto ai bambini italiani 11 vaccinazioni obbligatorie e collegato l’adempimento vaccinale alla frequenza scolastica, dopodiché la cronaca ha registrato esclusioni di bimbi fino a 6 anni dalla frequenza di nidi e materne.

Come giudica la Commissione questa scelta del Governo e, invece, quali soluzioni adotterebbe in merito?

«Non può esprimere un giudizio perché ormai è decaduta con la fine della legislatura».

La Commissione ritiene ci sia un nesso tra autismo e vaccini?

«La Commissione non ha fatto queste valutazioni. Ha analizzato la questione da un punto di vista dei componenti, analizzando alcuni studi che prendono in considerazione l’accumulo nel cervello di alluminio come possibile causa di autismo».

A proposito dell’uranio Impoverito, la Commissione ha approvato lo scorso 7 febbraio la relazione definitiva. Anche in questo caso, è stato accertato il nesso causale tra le patologie che hanno colpito molti militari in missione sui teatri di guerra e le nanoparticelle di metalli pesanti inalate o ingerite nei luoghi colpiti da munizionamento UI.

Tuttavia, per i 400 morti e le alcune migliaia di ammalati la Commissione ha affermato il concetto della multifattorialità. Lo Stato Maggiore della Difesa ha definito il contenuto del testo come “accuse inaccettabili“:

Lei cosa risponde?

«La commissione non aveva lo scopo di puntare il dito contro qualcuno ma di arrivare a una conclusione su quali fossero le cause che hanno fatto ammalare i nostri militari che andavano in missione ma anche che rimanevano in patria».

Secondo lei, il nuovo governo terrà conto del lavoro da voi svolto?

«Mi auguro che ciò avvenga e che il lavoro del parlamento continui magari approvando la costituzione di una nuova commissione di inchiesta specifica sulla profilassi vaccinale».

Strumenti di tutela legale uranio impoverito e vaccini

Le vittime uranio impoverito e vaccini contaminati hanno diritto, innanzitutto, al riconoscimento di causa di servizio e al riconoscimento dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata. In più, c’è il diritto al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

ONA News: Uranio impoverito

L’ONA ha ottenuto significativi risultati, non solo nel caso Lorenzo Motta, ma anche per il caso Luigi Sanna. Tuttavia, molte, troppe volte, ci sono stati ritardi nel riconoscimento dei diritti. Ne fa riferimento il Colonnello Carlo Calcagni nella quinta trasmissione di ONA TV. Già nella precedente quarta puntata dal titolo “Uranio impoverito, la dura battaglia dei militari italiani”, si è affrontato questo problema. Inoltre, il tema è stato approfondito nella quinta puntata Vittime del dovere – serve maggiore attenzione.

Diritto risarcimento danni uranio impoverito e vaccini

Per le vittime sussiste il diritto al risarcimento dei danni. Infatti, le prestazioni di vittima del dovere, che si sommano all’equo indennizzo, sono semplici indennizzi.

Sussiste il diritto all’integrale risarcimento dei danni, patrimoniali (danno emergente e lucro cessante) e non patrimoniali (biologico, morale ed esistenziale). Il criterio di deduzione quantificazione non può che richiamare l’equità sul principio dell’integrale ristoro.

Danni da amianto

Uranio Impoverito e vaccini contaminati: consulenza ONA

I militari esposti a uranio impoverito o a cui è stata somministrata una vaccinazione erronea possono richiedere l’assistenza medica e l’assistenza legale dell’ONA. Infatti è importante tutelare i propri diritti.

Recente è anche la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo l’obbligo vaccinale per i militari dato che la disposizione del codice dell’ordinamento militare non adempie alla necessità che sia “determinato” il trattamento sanitario, come esige l’articolo 32 della Costituzione.

È possibile richiedere informazioni e ottenere la consulenza gratuita chiamando il numero verde o compilando il form.

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Schmidheiny accusato di omicidio volontario

Stephan Schmidheiny
Stephan Schmidheiny

Processo Eternit Bis: udienza è stata aggiornata al 18 maggio 2018

Si è conclusa oggi a Napoli, un’altra fase del maxi processo Eternit Bis, che vede imputato Stephan Schmidheiny.

L’imprenditore svizzero, famoso proprio per essere  uno degli uomini più facoltosi d’Europa, deve rispondere alle accuse di omicidio volontario difronte il Tribunale Penale di Napoli.

La vicenda di Schmidheiny viene paragonata anche ad un disastro ambientale, proprio perché negli stabilimenti Eternit di cui era proprietario e amministratore unico, a NapoliTorinoReggio Emilia Vercelli, hanno perso la vita 258 operai.

Nelle fabbriche dello svizzero venivano lavorati materiali in amianto e proprio a causa della lunga esposizione alle polveri di asbesto, hanno perso la vita molti lavoratori, che hanno contratto una delle patologie asbesto correlate.

Il risultato del primo processo Eternit,  nel 2015, fu una condanna per Schmidheiny a 18 anni di reclusione solo che grazie alla prescrizione, l’imputato riuscì ad essere prosciolto ma a distanza di qualche anno è stato avviato un nuovo processo che ha preso il nome di processo Eternit Bis.

Stavolta i P.M. hanno deciso di procedere con l’accusa di omicidio volontario, un’accusa pesante ma che si spera possa incastrare il magnate di oltralpe.

L’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto

In svariate occasioni Stephan Schmidheiny ha cercato di far escludere dal processo l’Osservatorio Nazionale Amianto, rappresentato dal suo presidente avv. Ezio Bonanninaturalmente senza avere alcun successo.

«L’Osservatorio Nazionale Amianto era e rimane in prima linea a Napoli come a Siracusa, a Casale Monferrato come a Cavagnolo e ancora a Rubiera, per chiedere giustizia per le vittime di Eternit Italia e per tutte le altre vittime dell’amianto – dichiara l’avv. Ezio Bonanni, intento più che mai a incastrare l’imputato dietro le sbarre –. Non comprendiamo le ragioni per le quali ancora Stephan Schmidheiny riesce a sfuggire alla giustizia italiana nonostante la morte di ex dipendenti dei suoi cinque stabilimenti in Italia»

Ora il GUP dovrà decidere sulla richiesta di riqualificazione del reato da omicidio doloso a omicidio colposo, l’opinione pubblica prova a porre fiducia nella magistratura italiana, sperando che alla prossima sessione del processo, che si terrà il 18 maggio prossimo, sia fatta giustizia.

Stephan Schmidheiny: responsabile di un disastro ambientale

Sono molti i rischi in cui incorrono coloro che vivono nelle zone limitrofe degli stabilimenti Eternit, che possa essere l’Eternit Bagnoli (Napoli), oppure lo stabilimento di Cavagnolo di Torino,  Stephan Schmidheiny ha seminato da nord a sud morte e terrore di morire.

Non è sicuramente facile convivere con l’idea che un giorno potresti aver contratto un mesotelioma o mesotelioma pleurico, malattia causata solo dall’amianto e che ha ucciso molte delle 258 vittime di questa triste storia.

Un’altra patologia che spaventa tutti coloro che hanno prestato servizio negli stabilimenti Eternit, è l’asbestosi, che rispetto a un mesotelioma o a un cancro del polmone, ha una prospettiva di vita più longeva ma in compenso, vivere diventa pressoché impossibile visti i gravissimi problemi respiratori correlati alla patologia.

È quasi impossibile che un uomo solo abbia potuto stravolgere così tante vite, invece quella che sembra la trama di un film horror un po’ datato, corrisponde solo alla cruda realtà dei fatti.

Sicilia: tutti insieme per fermare la strage

Lotta amianto sicilia
Lotta amianto sicilia

L’amianto è uno dei più potenti e universalmente riconosciuti cancerogeni, così come citato anche dallo IARC (International Agency for Research on Cancer), Agenzia intergovernativa dell‘Organizzazione mondiale della sanità (OMS), una delle agenzie delle Nazioni Unite, organismo che conduce e coordina la ricerca sulle cause del cancro.

È causa sia di patologie fibrogene (asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici) sia soprattutto di neoplasie, oltre che di aggravamento di altre patologie, tutte meglio specificate nel sito internet dell’Osservatorio Nazionale Amianto .

L’amianto ha provocato 7mila decessi solo nel 2017

Tenuto conto di tutte le patologie e del sinergismo e del potenziamento indotto rispetto agli altri cancerogeni e/o agenti patogeni, la fibra killer ha provocato, nel solo 2017, circa 7mila decessi.

A pagare un altissimo tributo in termini di vite umane la Sicilia. Per il periodo che va dal 2000 al 2011, l’ONA ha censito 947 mesoteliomi, oltre 600 i decessi per patologie asbesto correlate solo nel 2016. Con un’incidenza del 5,3% su base nazionale, secondo I dati raccolti dal RENAM, il Registro nazionale dei mesoteliomi (aggiornamenti nel VII Rapporto ReNaM).

Numeri destinati a salire con il passare degli anni, dati i lunghi periodi di latenza di questa peste del terzo millennio: individuata oggi, determinerebbe il prolungarsi dell’epidemia per i prossimi 30-40 anni.

Il picco massimo dei decessi in Italia è previsto nel periodo che va dal 2025 al 2030.

Tornando nella fattispecie alla Sicilia, pur essendosi dotata di un nuovo strumento legislativo (L.R.10/14) ha poi omesso di istituire un Servizio di Sorveglianza Sanitaria e, soprattutto, dare avvio al Centro di Riferimento Regionale per la Diagnosi, Terapia e Cura delle patologie asbesto correlate, all’Ospedale Muscatello di Augusta.

Le pubblicazioni dell’Avvocato Bonanni

Sicilia
Lotta all’Amianto in Sicilia, la locandina

Tutti i dettagli della vicenda siciliana sono racchiusi nel volume: “Sicilia: il libro delle morti bianche. Cause, eventi e testimonianze”, di cui è autore l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Il testo raccoglie tutti i dati epidemiologici, quelli relativi ai procedimenti giudiziari in corso e gli esiti degli accertamenti giudiziali coniugati con la prospettiva della necessità di bonifica (prevenzione primaria), terapia e cura (prevenzione secondaria), prepensionamento e risarcimento danni (prevenzione terziaria).

Il Libro bianco sarà presentato nel corso di una conferenza stampa che precederà i lavori del convegno “Amianto: tutti insieme per fermare la strage”. La convention avrà luogo alla Sala Gialla del Palazzo dei Normanni a Palermo, il 19 aprile prossimo a cominciare dalle ore 09.30.

All’incontro con la cittadinanza sarà presente lo stesso autore del testo l’avv. Ezio Bonanni, insieme con il dott. Pippo Gianni, coordinatore del comitato tecnico scientifico dell’ONA e promotore della Legge Regionale n. 10/2014 contro l’amianto. È prevista la presenza di autorità politico-istituzionali della Regione Siciliana.

Adattamento ai cambiamenti climatici: studio dell’ENEA

Sardegna
Sardegna

Se l’obiettivo della Green economy era di investire di più nella tutela dell’ambiente puntando a una riduzione di anidride carbonica entro un limite accettabile, materia della Blu economy è la ricerca di innovazioni in tutti i settori, per una crescita che rispetti l’ambiente e i suoi limiti.

Uno studio dell’ENEA, per lo sviluppo di un progetto europeo, punta a “determinare percorsi di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici efficaci, tenendo conto della strategia europea in materia di decarbonizzazione dell’economia”.

Ue SOCLIMPACT, una nuova ricerca a cui aderisce anche l’Italia

Si chiama Ue SOCLIMPACT la ricerca finanziata dal programma Horizon 2020, cui l’Italia aderisce con ENEA, CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), Università di Bologna e ANCI Sardegna. Il fine dello studio è di “mitigare gli effetti del cambiamento climatico e l’impatto socioeconomico sulle isole di Paesi europei nel periodo 2030-2100, integrando le proiezioni climatiche e i modelli economici attualmente disponibili per l’Europa”.

Nello studio dei cambiamenti climatici l’attenzione principale è rivolta alle zone costiere e, quindi, alle isole in particolare perché sono quelle più a rischio. Soprattutto quelle isole che hanno l’altezza al livello del mare, per le quali, a causa dell’innalzamento delle acque dovuto allo scioglimento dei ghiacci polari, si teme un forte impatto ambientale con le inevitabili conseguenze economiche.

Indagini pilota saranno condotte su un campione di una dozzina di isole e arcipelaghi con ambienti naturali e climatici diversi: Sardegna, Sicilia, Corsica, Baleari, Cipro, Malta, Creta, Madeira, Canarie, Azzorre, Antille francesi e del Mar Baltico.

«All’interno del progetto SOCLIMPACT – spiega Gianmaria Sannino, responsabile del Laboratorio di Modellistica climatica e impatti dell’ENEA – coordineremo le attività di modellistica climatica e contribuiremo alla definizione di indicatori ambientali innovativi utili a favorire lo sviluppo sostenibile delle isole. Saranno per esempio sviluppati indicatori che terranno conto dell’erosione costiera indotta dai cambiamenti climatici, dell’innalzamento del livello del mare e dell’aumento della temperatura del mare. Le nuove simulazioni climatiche prodotte in SOCLIMPACT andranno inoltre ad ampliare le banche dati internazionali attualmente disponibili».

Il programma del progetto SOCLIMPACT

Tuttavia, nonostante la maggiore vulnerabilità delle isole e la relativa importanza socioeconomica di queste, finora non sono state realizzate proiezioni climatiche attendibili «che possano indicare percorsi di decarbonizzazione e politiche di gestione e tutela degli ambienti naturali e degli ecosistemi in piena armonia con il necessario sviluppo economico delle comunità locali». Una delle cause non certo di secondo piano è «la scarsità di studi di impatto economico specifici per i settori marino e marittimo e la difficoltà di stimare il valore economico di beni immateriali e non commerciabili quali il paesaggio, la biodiversità e i servizi ecosistemici», aggiunge Giovanna Pisacane, ricercatrice del Laboratorio di Modellistica climatica e impatti.

Il programma, quindi, punta a colmare queste lacune e a fornire agli amministratori locali e a tutti gli stakeholder pubblici e privati informazioni più dettagliate ma si propone, anche, di valutare il rapporto costi/benefici di strategie di intervento praticabili e sostenibili, in modo da sviluppare un metodo di riferimento pure per le coste continentali.

Il progetto SOCLIMPACT (DownScaling CLImate imPACTs and decarbonisation pathways in EU islands, and enhancing socioeconomic and non-market evaluation of Climate Change for Europe, for 2050 and beyond) è coordinato dall’Universidad de las Palmas de Gran Canaria e vede la partecipazione complessiva di ventiquattro partner europei.

GAS RADON: MISURA E BONIFICA

Salvatore Valletta
Salvatore Valletta

Il Radon, scoperto nel 1898 da Pierre e Marie Curie, è un elemento chimico rappresentato nella tavola periodica dal simbolo Rn.

Tutela legale vittime del gas radon

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’avv. Ezio Bonanni hanno istituito la tutela delle vittime del radon.

Questo gas provoca tumore del polmone e altre neoplasie. Per cui é  necessario evitare l’esposizione. Quindi la prevenzione primaria.

Gas radon: i principali dettagli

È un gas radioattivo naturale, incolore e inodore, generato dal decadimento del radio, a sua volta, prodotto dalla trasformazione dell’uranio. Questo gas è presente nelle rocce, nel suolo, nelle acque e nei materiali da costruzione.

Poiché è un gas, i flussi di aria presenti nei suoli possono trasportare il Radon anche a distanze notevoli e passare all’esterno grazie alle faglie. Questo in Puglia, dato il sottosuolo in prevalenza carsico -, che gli permettono di raggiungere abitazioni e ambienti di lavoro. Dove si accumula. Così nel resto d’Italia.

Alte concentrazioni di Radon possono essere nocive alla salute. Secondo statistiche, inalato, è la seconda causa di tumore al polmone dopo quella delle sigarette.

La legislazione sul radon

La direttiva 2013/59/EURATOM del Consiglio Europeo del 5 dicembre 2013, stabilisce le norme di sicurezza relative alla protezione dai pericoli che derivano dall’esposizione alle radiazioni di questo elemento.

In merito a detta tutela, già disciplinata a livello nazionale dal Decreto Legislativo 230/95 e successive modifiche e integrazioni.

La Puglia e la legislazione regionale sul radon

Quindi l 3 febbraio scorso la Regione Puglia ha ratificato la Legge 3 novembre 2016, n. 30.

Nell’incipit: “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambiente confinato”.

Poi modificata dalla Legge Regionale n. 36 del 09/08/2017, per quanto concerne gli ambienti aperti al pubblico, comprese le scuole, gli asili nido e le scuole materne. Sono esclusi gli edifici residenziali.

radon
L’aula di un asilo nido

Entro il 3 febbraio scorso, quindi, soprattutto le attività commerciali hanno dovuto attrezzarsi per evitare sanzioni o addirittura la chiusura dei locali. Con costi notevoli. I lavori di adeguamento, per esempio, possono essere eseguiti solo da tecnici esperti in radioprotezione.

Per ogni locale è necessario applicare un dosimetro ogni 100 metri quadri di superficie, al costo di 20 euro ciascuno, con l’obbligo di eseguire due misurazioni l’anno.

Livello di concentrazione del Radon

Il livello di concentrazione del Radon non deve essere superiore al limite fissato di 300 βq/mc. Se il rilevamento della concentrazione di gas dovesse essere superiore a questo limite, i locali dovranno essere sottoposti a risanamento. Inoltre i lavori non potranno superare i dodici mesi. Dal rispetto di queste e delle restanti norme dipende il rilascio della certificazione di agibilità.

radon
Il presidente dell’Ordine dei Geologi di Puglia, Salvatore Valletta, a destra

Il 10 aprile a Bari, si è svolto il corso di aggiornamento professionale “Gas Radon: misura e bonifica”. È stato organizzato dall’Ordine Regionale dei Geologi (ORG) della Puglia e dalla Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA) con il patrocinio di ARPA Puglia.

Gli obbiettivi di questo incontro sono, innanzitutto, l’aggiornamento dei tecnici sulla gestione del Gas Radon e i rischi della salute. In più, anche gli strumenti e le tecniche di rilevamento e monitoraggio delle concentrazioni ed, infine, gli interventi di bonifica.

“Il corso di aggiornamento professionale si propone di illustrare – oltre agli aspetti geologici – le azioni da intraprendere allo scopo di valutare l’esposizione alla radioattività naturale derivante dal Gas Radon e, dove necessario, i sistemi di mitigazione da adottare per gestirne i rischi connessi”.

Al convegno sono intervenuti esperti del panorama normativo, di radioprotezione, di tecniche di mitigazione, dell’ARPA, dell’ENEA, del CNR e dei geologi.

Tutela legale (aggiornamenti)

Il tumore del polmone causato dalla esposizione a gas radon deve essere riconosciuto dall’INAIL come malattia professionale e quindi indennizzato (malattia professionale radon).