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Mare e aumento della temperatura: pericoli e soluzioni

Mare
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Celebriamo insieme l’Earth Day

Il 22 aprile, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day

La più grande celebrazione ambientale del pianeta, la Giornata della Terra è un momento di valutazione delle problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, la scomparsa di piante e specie animali e l’esaurimento di risorse non rinnovabili. Dal 1970, ogni anno, la manifestazione promossa dal presidente USA John Fitzgerald Kennedy che oggi coinvolge più di un miliardo di persone in quasi duecento Paesi del mondo, è anche un avvenimento educativo e informativo.

Earth Day - Mare
Da sinistra: Pina Catino presidente Club per l’UNESCO di Bisceglie, Salvatore Valletta presidente Ordine Geologi della Puglia, Ugo Patroni Griffi, presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e Concetta Fazio Bonina presidente Associazione Culturale Porta d’Oriente – Libero Sviluppo Mediterraneo di Bari

A Bari, il Club per l’UNESCO di Bisceglie e l’Associazione Culturale Porta d’Oriente – Libero Sviluppo Mediterraneo hanno promosso il convegno di studio dal titolo “Change mentality. Anthropogenic Global Effects – Gli obiettivi in Agenda 2030 ONU per lo Sviluppo sostenibile del millennio”.

Il meeting ha visto come coordinamento scientifico per l’Italia Salvatore Valletta, presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia, per gli USA Solidea M. C. Bonina – PhD Environmental Scientist, in videoconferenza.

Gli interventi del Dott. Coppini e del Dott. Macaluso

Sono intervenuti all’incontro, tra gli altri, il dott. Giovanni Coppini e il dott. Domenico Macaluso.

Il dott. Giovanni Coppini ha rappresentato il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. Fondazione di ricerca che realizza studi e modelli del nostro sistema climatico e delle sue interazioni con la società e con l’ambiente.

Mission del CMCC è sviluppare le conoscenze scientifiche utili a sostenere la creazione di politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, proteggere l’ambiente e stimolare una crescita sostenibile.

Nel campo della ricerca il CMCC coordina il servizio operativo Europeo chiamato Copernicus Marine Service, per le previsioni del Mar Mediterraneo. Ogni giorno rilascia gratuitamente prodotti disponibili a imprese, enti di ricerca, enti pubblici, che a loro volta sviluppano servizi per la cittadinanza, per favorire la Blue economy.

«Noi stessi al CMCC ci siamo specializzati in una serie di servizi a valore aggiunto, per il turismo, appunto, l’acquacoltura, la gestione e la difesa delle coste e dei porti – specifica Coppini -. Per esempio la Regione Puglia ci ha finanziato un progetto (START), per il quale abbiamo sviluppato, con altri attori, sia privati (LINKS MT, ETACONS, ENSU) sia pubblici (UNISALENTO), un servizio di previsioni dei mari pugliesi, delle coste e dei porti, per offrire previsioni di eventi estremi, di mareggiate, in modo da rendere più sicure e gestibili le coste e i porti».

Giovanni Coppini, quali sono, dunque, le ultime previsioni sul Mediterraneo e sull’Adriatico in particolare?

«Dal punto di vista climatico, è chiaro che quello che osserviamo e ipotizziamo per il futuro sono innanzitutto i due fenomeni più importanti, l’aumento delle temperature e innalzamento del livello del mare. Che si collegano anche a una possibile intensificazione degli eventi estremi e delle mareggiate; a terra la siccità e sulla costa e lungo i fiumi il problema delle alluvioni. Per cui, diciamo, la previsione non è rosea; aumentando la temperatura e il livello del mare, le nostre coste saranno ancora più a rischio. Perciò, dobbiamo trovare delle misure di adattamento, che comprendano la rigenerazione delle coste e la gestione dei porti, in maniera intelligente, in modo che possa adattarsi a quello che è inevitabile».

L’altro tema importante, diceva, è quello delle riduzioni delle emissioni

«La scorsa settimana è stata trovata dall’IMO (International Maritime Organization) che coordina a livello internazionale il tema del trasporto marittimo, una risoluzione per impegnarsi a ridurre del 50%, entro il 2050 rispetto ai valori del 2008, le emissioni in atmosfera di anidride carbonica da trasporto navale. Noi pensiamo di contribuire a questo servizio, cercando di sviluppare ulteriormente il nostro sistema VISIR per l’ottimizzazione delle rotte delle navi, secondo le previsioni del servizio Copernicus Marine, in modo da ridurre il consumo carburante o, meglio, cercando di aumentare l’efficienza del trasporto».

Quindi tornando ai nostri mari, il Mediterraneo e l’Adriatico non sono proprio in una buona situazione

«I nostri mari sono hot spot per i cambiamenti climatici e dobbiamo cercare di sensibilizzare il comportamento dei cittadini e soprattutto anche delle istituzioni. A tale proposito abbiamo lavorato al fianco del ministero dell’Ambiente per lo sviluppo del piano di adattamento dei cambiamenti climatici dell’Italia. Un elemento, diciamo, adesso fondante, per poi far sì che le Regioni e gli enti locali a loro volta sviluppino piani di adattamento regionali e poi locali».

Dott. Coppini, il cambiamento climatico sta aprendo le rotte dell’Artico

«Quello che sicuramente si nota è che il cambiamento climatico sta aprendo le rotte dell’Artico in maniera molto importante ma questa nuova situazione, ha bisogno di una regolamentazione e particolare attenzione, perché è chiaro che il trasporto attraverso l’Artico mette a rischio gli ecosistemi. Per cui, sicuramente c’è bisogno di una attenzione internazionale che possa incidere su un corretto e sostenibile utilizzo, oppure non utilizzo, da parte dell’uomo, di queste regioni».  

Il dott. Macaluso, ricercatore dell’Unione Europea ha collaborato al progetto “Discovering Magna Grecia” con INGV, Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia e ci ha illustrato, quindi, le conseguenze dell’aumento della temperatura del Mare nostrum.

Domenico Macaluso, ci parli di questo progetto

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Banco di Graham-Ferdinandea, 1999: rilievi subacquei
(foto D. Macaluso)

«Si è trattato di posizionare sonde multiparametro nel Canale di Sicilia. Penso siamo gli unici ad avere dieci anni di monitoraggio continuo di questo tratto di mare molto importante, che sta dimostrando effettivamente che un rialzo delle temperature del mare c’è, accompagnato probabilmente anche da un leggero aumento del livello del mare o battente d’acqua».

È un’affermazione importante

«È in atto questo problema del riscaldamento terrestre, abbiamo dei dati, una prima pubblicazione è stata fatta già nel 2010, un’altra è in corso d’opera. I rapporti sono disponibili a tutti sul sito dell’INGV, sul monitoraggio dello Stretto di Sicilia».

Che cosa implica l’aumento della temperatura del mare?

«A questo aumento della temperatura si sta accompagnando anche una diversificazione delle specie marine presenti in queste acque. Perché all’aumento della temperatura del mare segue una diminuzione della pressione parziale dell’ossigeno disciolto nell’acqua. Il pesce non tanto per l’aumento della temperatura dell’acqua ma proprio per la ricerca di ossigeno, cerca acque più fredde e va via. Quindi, diverse specie di pesci pregiati non le troviamo più, per esempio, nelle zone dei vulcani nello Stretto di Sicilia dove nel 1831 sorse dal mare l’Isola Ferdinandea, che scomparve dopo qualche mese».

Nelle reti dei pescatori, però finiscono pesci fino ad ora a noi sconosciuti

«Questo è un altro dato inquietante. A monte di questa fuga di pesce pregiato stanno arrivando specie di pesce aliene per i nostri mari che sono molto pericolosi nel caso venissero commercializzati sotto il nome di altri pesci: molti pescatori tagliano le teste allo squalo poco pregiato, per esempio, dicendo che invece è un pesce palombo».

Sono stati pescati anche esemplari di pesce palla, una prelibatezza della cucina giapponese

«Ne sono stati pescati alcuni esemplari anche di 2 chili e mezzo; ma il pesce palla contiene la tetradotossina (una tossina ancor più tossica del cianuro ndr) che è semplicemente mortale».

Antonio Dal Cin: Vittima del Dovere e dell’ingiustizia

Graduatoria Nazionale Vittime del Dovere
Graduatoria Nazionale Vittime del Dovere

È stata aggiornata la la graduatoria Nazionale Vittime del Dovere , questa volta potremo leggere tra le righe dei nostri “eroi italiani” anche il nome di Antonio Dal Cinex finanziere malato di asbestosi che ha condotto una lunghissima battaglia legale per ottenere il riconoscimento di vittima del dovere e per difendere i diritti di coloro che come lui sono stati messi in condizioni dallo Stato di ammalarsi per difendere il proprio Paese.

Nella graduatoria è possibile leggere nel dettaglio:  2693 FERITO Equiparato Guardia di Finanza DAL CIN Antonio 36 24^ grad.Marzo2018.

Ferito perché Antonio purtroppo porta  ancora dentro se i segni impressi di quella maledetta esposizione alle fibre di asbesto.

La storia di Antonio Dal Cin ha già commosso il nostro Paese perché una volta esser riuscito ad ottenere il risarcimento danni ha dovuto restituire buona parte della somma all’Inps, come se non bastasse gli è stato attribuito un grado di invalidità pari al solo 5% che non gli da diritto all’indennizzo vitalizio.

Questa situazione crea non poco disagio nella vita di Antonio, costretto a rinunciare anche alle cose più semplici come correre in bici con i propri figli o ridere di gusto alle cose belle da vita.

Il tenore di vita dei malati di asbestosi

Chi è malato di asbestosi purtroppo ha un tenore di vita molto limitato, il sistema respiratorio si mostra così compromesso che rischia di andare in blocco anche per i gesti più semplici e minimi sforzi.

Leggere il proprio nome nella graduatoria nazionale Vittime del Dovere è senza ombra di dubbio una soddisfazione, un’altra bandiera piantata sul percorso che ha come traguardo la giustizia ma questo non riuscirà a far tornare alla normalità la vita dell’ex finanziere di Sabaudia, soprattutto perché è costretto a vivere nel terrore che la sua patologia possa da un momento all’altro evolversi in un mesotelioma.

Antonio Dal Cin da quando ha scoperto di essere affetto dalla malattia asbesto correlata, dedica la sua vita ad aiutare chi si ritrova nella sua medesima situazione, è uno dei collaboratori più attivi dell’Osservatorio Nazionale Amianto ed è anche uno dei più vicini collaboratori dell’avvocato Ezio Bonanni.

È stato proprio quest’ultimo a precisare che non appena sarà notificato lo specifico decreto, bisognerà impugnare lo stesso per chiedere che nelle sedi di giustizia siano verificati tutti gli atti depositati e pertinenti lo stato di salute di Antonio Dal Cin e tramite un C.T.U., Consulente tecnico d’ufficio, bisognerà assicurarsi che sia verificato e riconosciuto il giusto punteggio di invalidità in rapporto alle sue gravi condizioni di salute.

Earth day, per aiutare il pianeta

Earth Day
Earth Day

Nella settimana appena trascorsa sono state celebrate molte iniziative finalizzate al rispetto e alla cura dell’ambiente: c’è stato l’incontro a Sofia tra i vertici dell’energia dell’UE per trovare un compromesso per un maggiore uso di energia rinnovabile ed è stata celebrata anche la Giornata della terra, Earth day, giornata mondiale promuovere l’educazione e un maggior rispetto per l’ambiente.

L’incontro avvenuto nella capitale della Bulgaria è stato di tipo informale, i ministri dell’Energia della UE si sono confrontati sulle forme di energia rinnovabile  da adottare come possibile soluzione al processo di “autodistruzione” del pianeta, al quale stiamo assistendo.

L’ emergenza ambiente è ormai estesa su tutta la superficie terrestre, dai poli che anno dopo anno si dissolvono nelle acque degli oceani, come se fossero zollette di zucchero all’interno di un bicchiere d’acqua, fino ad arrivare ad alcune aree del pianeta che presentano la problematica opposta cioè scenari aridi, desolati e senza speranza.

I vertici delle principali nazioni si interrogano ormai da decenni su come tamponare la questione e le possibili soluzioni da adottare.

Nel 2015 è stato stipulato il primo accordo universale finalizzato a salvaguardare la situazione climatica, l’accordo è chiamato Accordo di Parigi  e vi hanno preso parte ben 195 Paesi.

L’impegno dell’Europa per l’energia rinnovabile

Mentre l’incontro avvenuto il 19 aprile scorso a Sofia non ha una valenza così formale ma rappresenta comunque il tentavo dei Paesi europei di puntare verso un’obiettivo concreto: l’energia rinnovabile.

All’incontro ha partecipato anche l’Italia, sul cui territorio il 27% di energia in uso è del tipo energia pulita.

L’obiettivo della rappresentanza italiana è stato proprio quello di cercare di aumentare la percentuale di energia pulita adoperata nel Paese e sostenere di passare dal 27% al 35%.

Anche perché il 27% rappresenta la soglia minima accettabile di consumo per Paese; attenersi a tale soglia significa non essere in linea con gli impegni climatici sottoscritti con l’accordo di Parigi che prevedeva appunto un’incremento fino al 30%.

È stata celebrata anche la Giornata mondiale della terra,  una giornata ricca di iniziative promosse in ogni parte del mondo, mirate a educare la popolazione terrestre al rispetto per l’ambiente, per il pianeta che sembra esser messo a dura prova dall’inquinamento, dai cambiamenti climatici e fenomeni atmosferici.

Una delle iniziative più interessanti presentate durante Earth day è la giornata senza plastica.

Giornata senza plastica: dimostriamo di voler aiutare il pianeta

La giornata senza plastica è stata un’iniziativa promossa dal WWF: secondo l’associazione che da sempre si occupa di tutelare l’ambiente e le creature del pianeta, bastano pochi gesti per salvaguardare il mondo che ci circonda.

È stato redatto un vero e proprio Vademecum che racchiude in se piccoli gesti, precauzioni da adottare nei confronti dell’uso della plastica e  aiutare a diminuirne l’inquinamento.

Leggendo la semplice guida proposta come anteprima del nuovo numero della rivista WWF, vi accorgerete che sono davvero i piccoli gesti a fare la differenza.

Piccoli gesti che comprendono la scelta di uno spazzolino da denti con la testina intercambiabile, in questo modo diminuirà notevolmente il consumo dei nuovi spazzolini da acquistare, che come ben sappiamo sono fatti quasi totalmente in plastica.

Il Vademecum suggerisce anche di ritornare all’uso di piatti in ceramica, tovaglioli in cotone e bicchieri in vetro, al posto delle diffusissime stoviglie in plastica. Sarà pure scocciante lavare le stoviglie a fine pasto ma in questo modo evitiamo di sprecarne ancora.

Il Vademecum del WWF suggerisce anche consigli sul riciclo e gestione dei rifiuti di materiali polimerici, aiutandoci così ad avere un’idea chiara di quanto sia difficile per l’ambiente smaltire il nostro “uso e getta”.

Obiettivo 2030: la risposta italiana alla giornata della terra

Ha preso vita a Roma l’Obiettivo 2030, una nuova piattaforma lanciata da Earth Day Italia e dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS).

Il progetto prevede la diffusione di 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile previsti dall’Agenda 2030 dell’Onu, finalizzati alla sensibilizzazione dei cittadini all’emergenza ambiente.

L’iniziativa è stata promossa con un incontro all’interno del Villaggio per la Terra di Roma e vi hanno preso parte tra gli altri il sindaco di Roma Virginia Raggi, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e il presidente di Earth Day Italia Pierluigi Sassi.

Durante l’incontro è stato presentato il nuovo portale web: Obiettivo2030, che ha come fine quello di usare la tecnologia per sensibilizzare il pubblico alla problematica ambientale, dare un’idea delle possibili soluzioni e educare il lettore a quali sono i comportamenti corretti da seguire per avere un maggior rispetto del nostro pianeta.

“Il Villaggio per la Terra che animerà Villa Borghese fino al 25 aprile. È il primo appuntamento in cui Obiettivo 2030 viene declinato nella sua forma fisica, con piazze multimediali nelle quali la tecnologia diventa luogo di incontro e non di alienazione”,  ha spiegato Pierluigi Sassi, Presidente di Earth Day Italia.

Alla luce di tali iniziative abbiamo notato che qualcosa ha iniziato a smuoversi, ad esempio molti organi istituzionali di alcuni importanti Paesi europei hanno annunciato il proprio disinvestimento dai combustibili fossili per offrire agli investitori istituzionali cattolici opzioni responsabili per affrontare la crisi climatica.

Sicuramente l’emergenza ambientale non è un problema risolvibile in breve lasso di tempo ma queste iniziative accendono la speranza che il percorso per la risoluzione sia già iniziato.

Regione Sicilia tutela vittime: il libro bianco

ONA
ONA

Regione Sicilia tutela vittime. L’Avv. Ezio Bonanni nel corso del convegno, ha presentato il suo libro: “Il libro delle morti bianche in Sicilia”.

Questa iniziativa è stata accompagnata da un importante convegno presso il Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento siciliano. Rappresenta una delle tante iniziative dell’ONA in Sicilia.

oggi a Palermo, l’ultimo libro di testo scritto dal presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’Avvocato Ezio Bonanni.

Il volume è intitolato: “Sicilia il libro delle morti bianche. Cause, eventi e testimonianze”. È stato mostrato alla stampa nel corso di un incontro pubblico presso la sala Piersanti Mattarella di Palazzo dei Normanni, sede dell’antico parlamento sicliano. 

Sono intervenuti i maggiori esponenti dell’Osservatorio Nazionale Amianto e le massime autorità della Regione Sicilia.

Il libro racchiude in sé tutto il dolore di un’intera regione italiana, dilaniata dalla problematica amianto. Problematica che miete sempre più vittime, sia tra gli operai esposti, sia tra i familiari.

Presenti circa duecento persone tra vittime e familiari

Al convegno sono erano presenti circa ducento persone tra cui molte vittime e molti familiari delle vittime di amianto.

«Intendiamo ringraziare il presidente della Regione Siciliana, On.le Nello Musumeci, i numerosi parlamentari presenti, tra i quali l’On.le Alessandro Aricò, l’On.le Pino Apprendi, l’Ass. Toto Cordaro, l’On.le Pippo Gianni per la vicinanza e il sostegno nei confronti delle vittime amianto e dell’ONA – ha esordito l’avvocato Ezio Bonanni – .

Siamo orgogliosi di aver potuto tenere la nostra assemblea e di aver dato parola alle vittime amianto, nella prestigiosa sala dedicata al fratello del Presidente della Repubblica, Piersanti Mattarella, vittima della mafia.

Confidiamo che l’interessamento dimostrato dalle istituzioni siciliane possa permettere l’emissione dell’atto di indirizzo regionale, per il prepensionamento dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto.

La questione è fondamentale per i dipendenti Fincantieri, per gli ex dipendenti del Banco di Sicilia di Palermo e per tutti i dipendenti dei petrolchimici da quello di Gela a quello di Priolo Gargallo e a quello di Ragusa», ha concluso il presidente dell’ONA.

Inoltre, l’on. Aricò – presidente Gruppo Parlamentare DiventeràBellissima – ha promesso alla platea e a tutti gli isolani di portare in Consiglio dei ministri un atto di indirizzo che preveda il prepensionamento dei lavoratori esposti per lunghi periodi «così come hanno già fatto in altre regioni. L’appello lanciato dall’Osservatorio Nazionale Amianto merita una risposta immediata delle istituzioni politiche – ha detto Aricò – e pertanto avrà il massimo sostegno da parte nostra».

Morti patologie asbesto correlate: nuovi dati epidemiologici

Nel corso dell’assemblea sono stati presentati i nuovi dati epidemiologici, secondo i quali solo nel 2017 in Sicilia si sono registrati più di 600 decessi per patologie asbesto-correlate, come mesoteliomi, placche pleuriche e tumori killer alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e ovaie, oltre alle asbestosi.

Gli interventi dei partecipanti

Oltre alle autorità politiche e istituzionali sono intervenuti: Calogero Vicario, coordinatore regionale ONA Sicilia, il quale ha sinteticamente riferito circa le attività dell’ONA in Sicilia.

Avv. Carlotta Di Giuseppe che ha spiegato i profili di diritto relativi al prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto. Avv. Marco Mistretta, il quale ha illustrato i profili civili e penali a tutela dei diritti dei lavoratori esposti e vittime amianto.

Ancora, il coordinatore ONA Palermo dott. Gianni Giattino, il quale ha evidenziato i dati relativi ad esposizione ad amianto nel territorio. Il dott. Fabio La Ferla, vittima dell’amianto, che ha rievocato la sua condizione di orfano di vittima amianto e, infine, Fedele Incandela coordinatore ONA Campo Felice di Roccella (PA), il quale ha illustrato la situazione delle vittime amianto nel territorio.

Ha chiuso i lavori l’On.le Pippo Gianni il quale ha evidenziato le gravi conseguente nel ritardo dell’applicazione della Legge Regionale Amianto, di cui è stato uno dei più autorevoli promotori.

L’iniziativa di Palazzo dei Normanni rappresenta un importante punto di incontro tra le persone e le autorità che fino a oggi dimostravano prendere forse sotto gamba la problematica della presenza di amianto e le sue conseguenze, mentre, quella di oggi, è la prova che l’ONA sta facendo un ottimo percorso di sensibilizzazione e promozione delle notizie necessarie per combattere questa strage.

Per conoscere tutte le informazioni riguardo l’evento e le patologie asbesto correlate che stanno dilaniando la Sicilia così come il resto dell’Italia, consulta il sito ufficiale dell’Osservatorio Nazionale Amianto oppure contatta il numero verde: 800 034 294.

Processo Olivetti: nessun colpevole per i morti amianto

Carlo De Benedetti
Carlo De Benedetti

Processo Olivetti: Nessun colpevole per la Corte D’Appello di Torino

Ribaltata in appello la sentenza del tribunale di Torino al processo per le malattie e i morti causati dall’esposizione all’amianto, alla Olivetti di Ivrea, in un periodo compreso tra gli anni Settanta e i primi del Duemila. La Corte d’appello di Torino, presieduta da Flavia Nasi, avrebbe stabilito come periodo della prima esposizione all’amianto i primi anni settanta, mentre tra gli imputati, Carlo De Benedetti è stato in carica dal 1978, cui dopo si sono succeduti Franco De Benedetti e l’ex ministro del governo Monti Corrado Passera.

Per i giudici della terza sezione penale della Corte d’Appello “il fatto non sussiste”, ribaltando, così, il verdetto di primo grado che, invece, ha giudicato gli imputati tutti colpevoli per la morte di quattordici dipendenti dell’azienda piemontese, esposti alla fibra killer durante i processi produttivi di macchine per scrivere. Nessun colpevole, dunque, Secondo la Corte d’Appello di Torino.

In primo grado, il 18 luglio 2016, i fratelli De Benedetti, rispettivamente presidente e vicepresidente del gruppo Olivetti, furono condannati a 5 anni e 2 mesi di carcere e Corrado Passera a un anno e 11 mesi; tutti tre hanno avuto funzioni di amministratori delegati. Agli altri dieci ex dirigenti dell’azienda fondata da Camillo Olivetti, erano state comminate pene più leggere. 

Durante la terza udienza in Corte d’appello a Torino del 21 febbraio scorso, il sostituto procuratore generale Carlo Maria Pellicano aveva chiesto la conferma delle condanne inflitte dal tribunale di Ivrea in primo grado, salvo modificare l’accusa da lesioni a omicidio colposo perché nel frattempo un ex dipendente, parte offesa, è deceduto nel corso del processo; mentre, in altri due casi, è scattata la prescrizione del reato, per i quali i fratelli De Benedetti non sarebbero più punibili.

Eccepite le analisi della sentenza, in attesa del deposito.

A sollevare il problema giuridico, infatti, è il cosiddetto effetto acceleratore, dati i lunghi tempi di latenza del periodo di incubazione del mesotelioma. La difficoltà sta nello stabilire se tutti i datori di lavoro abbiano concorso a causare il danno, malattia o decesso del lavoratore, oppure se è stato solo uno oppure alcuni di loro, chi per primo ha favorito l’inalazione di fibre di amianto; oppure chi ne ha favorito la più prolungata o più intensa inalazione.

Potrebbe darsi, quindi, che la Corte abbia considerato il dirigente responsabile solo per i primi due anni di esposizione all’amianto, del lavoratore. Nella circostanza, De benedetti è stato in carica, come già detto, dal ’78, mentre i dipendenti sarebbero stati colpiti dalla patologia in un periodo precedente.

«Mi auguro che il procuratore generale impugni questa sentenza di assoluzione degli imputati del processo Olivetti – ha commentato l’avvocato Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto -. É noto l’effetto acceleratore dell’esposizione ad amianto, sia per il mesotelioma sia per il cancro polmonare ed è per questa ragione che sussistono le responsabilità anche di Franco e Carlo De Benedetti».