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Strage amianto: i politici di Latina sotto inchiesta

Carabinieri Latina
Carabinieri

L’ONA fa un appello alle Autorità della provincia di Latina

Amianto Latina

Si registra la notizia dell’azione della Magistratura che riguarda proprio il settore dell’ambiente.

Emblematico il comunicato stampa dei Carabinieri

«Le investigazioni – scrivono i Carabinieri in una nota stampa – hanno fatto luce su una gestione spregiudicata della cosa pubblica, permettendo di disvelare un contesto di diffusa corruzione, in cui alcuni amministratori, funzionari e imprenditori pilotavano gare d’appalto in materia di raccolta differenziata dei rifiuti, costruzione di edifici pubblici, esecuzione di lavori stradali, refezione scolastica e manutenzione del verde pubblico e dei cimiteri. L’attività di ricerca e di ulteriori verifiche procede tuttora a ritmo serrato».

“L’ONA incoraggia l’operato dei Carabinieri, nei confronti dei quali ribadisce piena fiducia e sostegno, nell’interesse della legalità, confidando che anche la questione amianto possa essere approfondita circa il numero dei morti e degli ammalati e sui ritardi nelle bonifiche”, dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

I numeri della strage nella regione Lazio:

Nel Lazio sono stati censiti fino al 2011 n. 811 casi di mesotelioma: un numero altissimo se si considera l’istituzione del registro da pochi anni, e che poi debbono essere aggiunte tutte le altre patologie asbesto-correlate (tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari).

I numeri della strage nella provincia di Latina:

Circa 100 casi di mesotelioma per esposizione al materiale dal 2001 al 2015. 19 i casi di mesotelioma accertati a Latina, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio). 13 i casi di mesotelioma accertati a Gaeta, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio). 12 i casi di mesotelioma accertati ad Aprilia, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio). 8 i casi di mesotelioma accertati a Sezze, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio). 7 i casi di mesotelioma accertati a Formia, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).

Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg dell’emergenza amianto nella provincia di Latina, perché trattasi di una patologia molto rara, rispetto alla quale gli altri casi sono dei multipli, come per esempio i decessi per cancro polmonare da amianto sono almeno il doppio dei decessi per mesotelioma, e così via.

Assistenza danni da amianto: risarcimenti e pensione

Amianto, risarcimenti
Amianto

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno sono più di 100.000 i decessi provocati nel modo dall’amianto,per i soli casi di mesotelioma, cancro polmonare e asbestosi per esposizioni professionali, a cui occorre si aggiungono quelli per le altre patologie riconosciute e per esposizioni extraprofessionali.

In Italia, che è stata il maggiore produttore e utilizzatore di amianto. Un killer silenzioso che uccide anche a basse dosi. Dopo decenni, fino all’entrata in vigore della legge 257/1992. Sono state lavorate 3.748.550 tonnellate di amianto. Miscelate con altri prodotti, hanno determinato la presenza del minerale killer in tutti luoghi di vita e di lavoro.

Prepensionamento e risarcimento amianto

Non esiste una soglia al di sotto della quale il rischio per la salute si annulla. Di conseguenza anche la sola esposizione a polveri e fibre di amianto può provocare dei danni.

Secondo l’art. 13 comma 8 L. 257/92 sono previsti i benefici contributivi per esposizione ad amianto e quindi il prepensionamento per coloro la cui esposizione si è prolungata per più di 10 anni in concentrazioni superiori alle 100 ff/l.

Coloro che, in seguito all’esposizione ad amianto, hanno subito dei danni alla salute e sono affetti da patologie asbesto correlate (mesotelioma, asbestosicancro al polmone, alla laringe, alla faringe, alle ovaie, al tratto gastrointestinale, placche pleuriche, ispessimento pleurico), hanno diritto ad essere risarciti, alla costituzione delle rendite INAIL e al prepensionamento, con il riconoscimento delle pensione di inabilità.

La rendita INAIL è reversibile al coniuge e ai figli:

  • fino al 18° anno di età per tutti;

  • fino al 21° anno di età, per gli studenti di scuola media superiore o professionale,  viventi a carico e senza un lavoro retribuito, per tutta la durata normale del corso di studio

  • non oltre il 26° anno di età per gli studenti universitari, viventi a carico e senza un lavoro retribuito, per tutta la durata normale del corso di laurea

  • per i maggiorenni inabili al lavoro, finché dura l’inabilità.

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha difeso migliaia di cittadini esposti e vittime dell’amianto, ottenendo il riconoscimento di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo per i militari deceduti per esposizione ad amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il suo presidente e un pool di specialisti (avvocati, medici e psicologi), offre assistenza e tutela medica e legale gratuite per le vittime e i familiari esposti all’amianto.

Per saperne di più consulta questo link.

Malasanità: come tutelare i tuoi diritti

Malasanità
Malasanità

Rivolgiti all’Osservatorio Nazionale Amianto per ricevere assistenza gratuita

Tra i vari servizi offerti, l’Osservatorio Nazionale Amianto offre la possibilità ai cittadini che hanno subito un danno alla salute per errore medico di ottenere il risarcimento di tutti i danniSono ormai 25 anni che l’Avv. Ezio Bonanni assiste pazienti vittime di malasanità.

Secondo la relazione Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari, i dati emersi sono allarmanti: 570 denunce in 4 anni, dal 2009 al 2012. Fra queste, 400 erano relative a casi che hanno comportato al decesso del paziente, per errore imputato al personale medico e sanitario o per disfunzioni e carenze strutturali.

Se sei stato vittima di un errore medico puoi contattare il numero 0773/663593 oppure inviare una mail ai seguenti indirizzi, avveziobonanni@gmail.com e/o osservatorioamianto@gmail.com, per ricevere una consulenza legale gratuita per il risarcimento dei danni.

Per saperne di più clicca quì.

Report della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario (fonte ANSA):

– PIEMONTE: 24 casi complessivi di presunti errori sanitari e criticità, di cui 18 con decesso del paziente

– VALLE D’AOSTA: 0 casi e 0 decessi

– LIGURIA: 22 casi e 14 decessi

– LOMBARDIA: 34 casi e 13 decessi

– TRENTINO ALTO ADIGE: 1 caso e 1 decesso

– VENETO: 29 casi e 16 decessi

– FRIULI VENEZIA GIULIA: 3 casi e 2 decessi

– EMILIA ROMAGNA: 36 casi e 28 decessi

– TOSCANA: 34 casi e 22 decessi

– UMBRIA: 7 casi e 3 decessi

– MARCHE: 4 casi e 1 decesso

– LAZIO: 63 casi e 42 decessi

– ABRUZZO: 8 casi e 8 decessi

– MOLISE: 2 casi e 1 decesso

– CAMPANIA: 37 casi e 30 decessi

– BASILICATA: 4 casi e 3 decessi

– PUGLIA: 36 casi e 25 decessi

– CALABRIA: 107 casi e 87 decessi

– SICILIA: 117 casi e 84 decessi

– SARDEGNA: 2 casi e 2 decessi

Aeronautica amianto: c’è rischio anche in aviazione

Aeronautica
Amianto aviazione

Il sig. P.D.S. ha iniziato a lavorare nel 1973, come tecnico dell’aeronautica, presso una nota società aerea italiana. Durante lo svolgimento delle sue mansioni è stato esposto in modo qualificato all’amianto, friabile e compatto, poiché manipolava direttamente e indirettamente amianto.

Ricordiamo che in Italia, fino all’entrata in vigore della legge 257/1992, sono state lavorate 3.748.550 tonnellate di amianto. Queste, miscelate con altri prodotti, hanno determinato la presenza del minerale killer in tutti luoghi di vita e di lavoro. Tra i tanti: le navi, le fabbriche, gli edifici, le scuole, gli ospedali e anche gli aerei.

Riconoscimento esposizione amianto nell’aeronautica

La presenza di amianto è risultata, infatti, anche negli aerei e negli hangar dell’Aeronautica militare. Inoltre, anche nelle tute ignifughe dei militari, utilizzate almeno fino all’inizio degli anni Novanta.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso l’Avv. Ezio Bonanni, ha difeso migliaia di cittadini esposti e vittime dell’amianto. L’Avv. Bonanni ha ottenuto il riconoscimento di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo ai militari deceduti per esposizione ad amianto.

La sentenza

Lo stesso CTU incaricato ha confermato che P.D.S. è stato professionalmente esposto ad amianto. Le concentrazioni medie annuali che con ragionevole certezza risultano superiori a 100 fibre litro per 22 anni di vita lavorativa dal 1973 al 1995.

Pertanto al lavoratore, assistito legalmente dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, è stato riconosciuto il diritto al beneficio contributivo. L’INPS è stato condannato all’adeguamento della posizione previdenziale.

Già nel 2008 l’Avv. Ezio Bonanni, seguì con successo il caso di un altro lavoratore di una società aerea. La vicenda si è conclusa con una condanna dell’INPS e con una conferma che “l’uso dell’amianto nel settore aereo è stato di normalissimo e costante impiego fino ai giorni attuali” e che “l’esposizione è stata ovvia e costante durante le fasi  di manutenzione degli aeromobili“.

Proiettili uranio impoverito esercito

uranio impoverito
uranio impoverito

I proiettili uranio impoverito Esercito e danni ai militari

Proiettili uranio impoverito Esercito sono un problema che ha riguardato le missioni in Kosovo e Bosnia. Qui i nostri militari sono stati esposti a radiazioni per l’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito.

Il meccanismo risulta già descritto nell’articolo Proiettile uranio impoverito: la storia e la scheda tecnica“.

Sono ormai centinaia i nostri militari vittime delle esposizioni alle radiazioni ionizzanti alfa e beta dell’uranio impoverito. Le prime sono le più ionizzanti, con scarsa portata. Queste particelle alfa, penetrando nel corpo umano, provocano nei tessuti interni la distruzione delle cellule a contatto con le particelle.

Invece, quelle beta, hanno una pericolosità inferiore rispetto alle alfa. Poi ci sono le gamma. In ogni caso queste radiazioni provocano gravi danni alla salute e il linfoma di Hodkin. Questa neoplasia ha origine anche dalle esposizioni a radiazioni. Uno dei casi è quello di Lorenzo Motta. Poi tra i nostri militari, in missione, ci sono stati anche i vaccini contaminati.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Bonanni sono in prima linea per difendere le vittime di uranio impoverito e di ogni altro agente cancerogeno, come l’amianto. Grazie alla loro azione è possibile usufruire di un servizio di consulenza gratuita legale e medica.

Consulenza proiettili uranio impoverito esercito

Indice

Tempo di lettura: 7 minuti

Proiettili uranio impoverito Esercito: Commissione

La Relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati ha confermato la condizione di rischio per i nostri militari dell’Esercito, in particolare per quelli inviati in missione in Kosovo e Bosnia.

Le risultanze della relazione sono decisive per la tutela dei diritti dei militari. L’Avv. Ezio Bonanni, durante l’audizione del 06.12.2017, è stato ascoltato dalla stessa Commissione Parlamentare d’Inchiesta.

Causa di servizio per proiettili uranio impoverito Esercito

I nostri militari, impiegati nelle missioni in Kosovo e Bosnia, che hanno subito danni biologici, hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio. In particolare ciò vale per coloro che sono stati esposti a radiazioni alfa, beta e gamma, o alla presenza di uranio. Ci riferiamo in modo particolare a proiettili all’uranio impoverito, utilizzati dall’esercito USA.

In questi casi, le vittime hanno diritto alla pensione privilegiata, all’equo indennizzo e al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

Infatti, le missioni, in tali condizioni di esposizione a radiazioni ionizzanti e non ionizzanti e con vaccini contaminati, danno questo diritto. Il tutto sulla base del concetto di equiparato alle vittime del dovere.

La storia del sergente maggiore Andrea Antonaci

Cari genitori, è il 180° giorno che sono a Sarajevo…”.

Il sergente maggiore Andrea Antonaci scrive a casa in una lettera datata 26 febbraio 1999. “Questi sei mesi mi hanno indebolito tanto”, riferisce il sottufficiale della 7^ Direzione Genio Militare di Firenze, in Bosnia.

Impiegato nell’operazione di peacekeeping, cioè volta al mantenimento della pace nei Balcani. Andrea rimane in zona operazioni dal 1° settembre 1998 al 28 febbraio del 1999.

Il suo reparto si sistema nella caserma Tito Barak. “La sera, dopo la lezione di inglese, torniamo al Parliament, un’ex caserma bosniaca, adattata ad alloggi per noi, americani, tedeschi, francesi, spagnoli, danesi, svedesi, inglesi”, scrive a casa il militare.

Andrea Antonaci e i suoi primi sintomi

È, questo, uno degli obiettivi più bombardati dalle forze alleate, Stati Uniti in testa, anche perché si trattava dell’Accademia Militare. Ed è proprio tra i militari delle forze alleate che alloggiano alla Tito Barak che si riscontra, poi, la più alta concentrazione di malattie e di decessi causati da linfomi.

Andrea comincia ad accusare colpi di tosse, senza capirne la causa. Al suo rientro a Firenze, marca visita ripetutamente ma nessun ufficiale medico mai esamina il suo stato di salute. Ha bisogno di cure immediate ma ci vogliono anche molti soldi.

C’è un presupposto fondamentale: se la patologia non rientra nelle cause di servizio, “il ministero della Difesa non può pagare ciò che è collaterale alle cure”. Quindi, viaggi, assistenza, alberghi, non sono rimborsati. “Qui comincia il calvario”, mi spiega Salvatore Antonaci, il papà.

Proiettili uranio impoverito Esercito a Sarajevo

Da civile Andrea fa il geometra ma si arruola perché gli piace la divisa. Finita la guerra, nell’ambito del “Programma europeo per la ricostruzione di Sarajevo”.

I comandi alleati richiedono specialisti italiani in teatro, come si dice. Il 3 luglio arriva l’ordine dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, agli inizi di agosto la squadra parte.

Direttore dei lavori è il capitano Martinelli, il maresciallo Marotta è il contabile della squadra, Andrea ha l’incarico di assistente di cantiere. Sarajevo è un ammasso di palazzi distrutti, come la facoltà di Diritto, dove Andrea segue i lavori di ricostruzione.

“Ci sono altoparlanti sparsi per la città – scrive Andrea -. Ogni giorno, dalle cinque e mezzo di mattina alle undici di sera ascoltiamo, per sei volte al giorno, le preghiere dei musulmani.

Qui posso progredire il mio inglese e conoscere le abitudini delle popolazioni locali. Nel Parliament c’è un bar, dove la sera si beve, si parla con i colleghi delle interforze, si balla e si fa casino”, continua il sergente maggiore ignaro del destino che l’aspetta.

La conferma della diagnosi di linfoma di Hodgkin

Al suo rientro a Firenze dove vive la sua fidanzata, i sanitari riscontrano il Linfoma di Hodgkin. Andrea si sottopone, sia alla chemioterapia sia radioterapia e al momento il cancro sembra debellato. I due giovani decidono di sposarsi.

Nel frattempo, però, muore Salvatore Vacca. È il 9 settembre del 1999. È la prima delle vittime della “Sindrome dei Balcani”.

La morte di Salvatore insospettisce Andrea, che si documenta e viene a conoscenza di altri militari colpiti dalla stessa patologia. Gli amici dell’interforze in Bosnia lo tengono informato via e-mail. Andrea, quindi, ha iniziato la sua battaglia.

La morte di Andrea e istituzione della Commissione Mandelli

Il 5 dicembre del 2000 si sottopone a una TAC. “Uscì di là che scoppiava dalla gioia che aveva superato, diciamo, questa malattia”, dice mamma Grazia. Il giorno seguente, invece, a causa di complicazioni ai bronchi lo mettono in isolamento. Una settimana dopo, è il 12 dicembre, il suo cuore cessa di battere.

La denuncia di Andrea in televisione non resta inascoltata e nei giorni successivi la sua morte, il Governo istituisce la commissione Mandelli, per verificare l’eventuale nesso tra le patologie di cui sono vittime i militari e l’Uranio Impoverito.

Il 3 novembre 2012 una sentenza del Tribunale civile di Roma stabilisce il nesso causale fra il linfoma di Hodgkin contratto da Andrea Antonaci e l’esposizione all’U235. Il Ministero della Difesa è condannato a pagare quasi un milione di euro ai familiari.

Uranio impoverito: che cosa indica?

L’uranio impoverito è un prodotto ricavato dal processo di arricchimento dell’uranio. Questo metallo si trova in piccole quantità nelle rocce, nel suolo e nell’acqua. È costituito da 3 isotopi radioattivi e, per questo motivo, il materiale è stato utilizzato come combustibile delle centrali nucleari e principale detonante delle armi.

Inoltre l’utilizzo dell’uranio in ambito militare è stato confermato anche dallo IARC nella sua monografia del 2012 (Radiation volume 100D – a review of human carcinogens). Infatti si legge testualmente:

“World stockpiles of depleted uranium are currently more than 1 million tonnes, with over 50.000 tonnes being added per year. Approximately 60.000 tonnes of enriched uranium is produced for nuclear fuel production purposes annually by facilities in the USA, Canada, France, the Russian Federation, and the United Kingdom. A total over 2.000 tonnes of highly enriched uranium are though to have been produced for military purposes”.

ONA news TV: puntata dedicata all’uranio impoverito

ONA news TV è la trasmissione istituita dall’ONA e dall’Avv. Ezio Bonanni per garantire un’informazione, formazione e una più ampia tutela delle vittime. Nel quarto episodio, argomento centrale è stato proprio l’uranio impoverito e la tutela delle vittime: “Uranio impoverito: la dura battaglia dei militari italiani“.

ONA News: Uranio impoverito

Consulenza gratuita per le vittime di uranio impoverito

Le vittime di uranio impoverito e i loro familiari possono ottenere giustizia. Grazie alla consulenza gratuita ONA è possibile avere l’assistenza medica e l’assistenza legale.

L’avvocato Ezio Bonanni ha anche appoggiato l’iniziativa del commissario dell’Osservatorio vittime del dovere di Taranto, Paola Santospirito, e del dottor Pierpaolo Capece. Nella città di Taranto è organizzato uno screening gratuito che permette la rilevazione di contaminanti e metalli pesanti all’interno dell’organismo, compreso l’uranio 238. Potranno partecipare i militari delle Forze armate, gli ex militari e ai loro familiari.

Per avere ulteriori informazioni e richiedere la consulenza gratuita si può chiamare il numero verde o compilare il form.

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