14.6 C
Rome
sabato, Maggio 2, 2026
Home Blog Page 497

“L’amianto ha ucciso mio padre”: il dramma di Cavagnolo

Eternit, Silvio Pagliano
Eternit

“L’amianto ha condannato a morte mio padre”

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza del Sig. Silvio Pagliano, che ricorda la triste vicenda di suo padre Giovanni, operaio presso lo stabilimento Eternit di Cavagnolo, deceduto a causa dell’asbestosi.

“Dopo tutti questi anni di attesa mi sento preso in giro. Mi sembra assurdo che Stephan Schmidheiny continui a farla franca, mi chiedo come sia possibile tutto questo. Sono passati 33 anni da quando mio padre è venuto a mancare e non passa giorno in cui io non ci penso. Mio padre è stato un gran lavoratore, con il suo impiego manteneva tutta noi, sempre con grande dignità.

Se ripenso agli anni della malattia riaffiorano in me brutti ricordi, dal primo campanello d’allarme alla diagnosi della patologia.

Nel ’76, all’età di 64 anni, mio padre andò in pensione e cominciò a dedicarsi a quelli che sono sempre stati i suoi hobby, e fu proprio durante queste attività che si accorge che qualcosa non andava. Si sentiva sempre affaticato e sembrava gli mancasse il fiato.

Ma mai e poi mai avremmo immaginato di trovarci di fronte ad una condanna a morte.

La malattia di mio padre, l’asbestosi

Dopo vari controlli ed analisi a mio padre è diagnosticata l’asbestosi, riconducibile all’esposizione ad amianto. Lui infatti, per 21 anni, ha lavorato a contatto con questa fibra killer presso lo stabilimento Eternit di Cavagnolo. Lui in primis ma anche tutti noi eravamo ignari delle conseguenze. Ora però che ci penso bene mi viene in mente un dettaglio raccontatomi da mia madre. Mi diceva sempre che quando passava a salutare mio papà in fabbrica, durante il lavoro, faceva difficoltà a riconoscerlo a causa della quantità di polvere che aveva indosso…era completamente bianco! E, ovviamente, non utilizzavano alcuna protezione, nessuna mascherina e nessuna tuta particolare.

Io non credo che Stephan Schmidheiny non conoscesse i rischi per la salute dei suoi dipendenti, ma penso che in queste circostanze il denaro fa da padrone e che la vita di mio padre, così come quella dei suoi colleghi, sia stata messa in secondo piano rispetto al profitto. Per questo chiedo che venga fatta giustizia.

Voglio ancora credere nella giustizia, e grazie all’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, intendo continuare a combattere per portare alto il nome di mio padre e di tutte le altre vittime “incolpevoli” causate dall’amianto”

Queste le parole di Silvio Pagliano, figlio di un’altra vittima ETERNIT.

Eternit Bis: inammissibili i ricorsi del PM del Procuratore

eternit bis Ezio Bonanni
Ezio Bonanni

Prosegue il processo Eternit Bis cui è imputato Schmidheiny

I familiari delle vittime dell’amianto killer decidono di presentare un ricorso alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo.

Sono contro la prescrizione del processo Eternit, e preparano anche una causa civile contro lo Stato italiano per lo stesso motivo.

Il 29 novembre dell’anno scorso il tribunale di Torino stabilisce che l’amministratore dell’Eternit, Schmidheiny deve affrontare un processo per omicidio colposo, non per omicidio volontario.

Quella sentenza spacca il maxi-processo in quattro tronconi differenti. Da allora i tribunali di Torino, Vercelli, Napoli e Reggio Emilia conservano i rispettivi fascicoli, mentre i magistrati competenti cercano ancora una soluzione comune.

La Corte di Cassazione respinge i ricorsi del Procuratore della Repubblica e del Procuratore Generale della Corte d’Appello di Torino. I due magistrati contestano la sentenza con cui il GUP del Tribunale di Torino divide il processo in quattro tronconi e trasforma l’accusa da omicidio volontario a omicidio colposo.

I magistrati puntano ad ottenere l’annullamento dei provvedimenti del GUP, così da spingere il procedimento a proseguire per omicidio volontario e non per omicidio colposo.

La modifica del capo d’imputazione porta con se la prescrizione di quasi tutti i casi.

L’azione penale per l’ipotesi di omicidio colposo a carico del magnate svizzero, quindi, prosegue in quattro tronconi, frutto dello spacchettamento del processo Eternit Bis, ciascuno in fasi differenti.

Le diverse fasi dell’azione penale Eternit bis

Al tribunale di Napoli sono nella fase delle indagini preliminari, a Torino il processo è nella fase dibattimentale, e la prossima udienza, come già detto è prevista il 19 dicembre.

Presso le altre sedi i procedimenti sono in indagine.

Inoltre, poiché giorno per giorno ci sono altri casi di insorgenza di malattie da amianto, con decessi, tra i pochi ex dipendenti Eternit ancora in vita e tra i loro familiari (sono colpite anche le mogli che lavavano le tute da lavoro) e coloro che abitavano nei dintorni degli stabilimenti Eternit (le polveri di amianto infatti si propagavano anche nelle zone limitrofe), l’impegno delle vittime per avere giustizia prosegue e nuove istanze di giustizia saranno depositate ai diversi uffici del PM, fanno sapere i diretti interessati

“Conoscendo le carte processuali, non posso condividere il giudizio della Suprema Corte – manifesta l’Avv. Ezio Bonanni, legale di parte civile nel procedimento.

La dichiarazione di inammissibilità dei due ricorsi, richiesta dal Procuratore Generale presso la Cassazione, mi lascia supporre che la Corte Suprema abbia accolto la sua tesi secondo la quale il Procuratore della Repubblica e il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Torino, avessero trascurato di indicare in modo specifico i motivi che sostenevano la richiesta di riformare la sentenza del GUP che aveva modificato l’imputazione da omicidio volontario a omicidio colposo.

I due ricorsi – continua il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto -, a nostro avviso, erano stati correttamente formulati e motivati, ed erano fondati. La decisione di inammissibilità ci sembra essere stata assunta nel rito e non nel merito.

Attendiamo le motivazioni. Ricorreremo alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo per mancata tutela dello Stato Italiano nei confronti delle vittime. Il giudizio prosegue”.

Eternit Bis e gli aggiornamenti

Processo Eternit Bis Napoli
Processo Eternit Bis Napoli

La sentenza della Suprema Corte è attesa tra stasera e domani.

Si è conclusa oggi, in tarda mattinata, l’udienza sul processo Eternit Bis. Il Procuratore Generale della Cassazione ha chiesto l’inammissibilità del ricorso della Procura e del PG di Torino contro la decisione del Gup torinese. Aveva frazionato il processo per le morti da Eternit in 4 tronconi tra diversi tribunali (a Torino, a Vercelli, a Napoli e a Reggio Emilia). E derubricato il capo di imputazione a carico di Stephan Schmidheiny da omicidio volontario a colposo.

Stephan Schmidheiny, già stato condannato in primo e secondo grado per il reato di disastro ambientale (art. 434 c.p.) e poi assolto per prescrizione il 19 novembre 2014. Ha ricevuto la contestazione dalla procura di Torino per la morte di 258 persone (ex lavoratori e residenti) tra il 1989 e il 2014.

Le dichiarazioni dell’Avvocato Bonanni

E’ intervenuta poi per molti casi la sentenza di prescrizione. Impugnata dal Procuratore della Repubblica e dal procuratore Generale della Repubblica di Torino, unitamente alla derubricazione del reato in omicidio colposo rispetto all’originaria imputazione di omicidio volontario (quest’ultima predisposta dal procuratore Colace).

«La Procura Generale ha chiesto l’inammissibilità del ricorso per cassazione del Procuratore della Repubblica di Torino e del Procuratore Generale di Torino sostenendo la presunta erroneità della redazione tecnica dei due ricorsi per Cassazione. Ritengo, diversamente, che i magistrati della pubblica accusa (Procura di Torino e Procuratore Generale di Torino) abbiamo centrato l’argomento e in particolare i profili di illegittimità della sentenza del GUP di Torino che ha modificato il fatto dell’imputazione da omicidio volontario a colposo. Naturalmente sarà ora la cassazione a pronunciarsi con una sentenza che resterà comunque storica. In qualità di avvocato di parte civile ho insistito perché i ricorsi dei Pubblici Ministeri siano accolti ed in modo tale che i processo riprenda con l’imputazione di omicidio volontario», dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, legale di parte civile nel procedimento e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Mercoledì 13 Dicembre l’ONA presenta: “Ambiente e Amianto”

Amibente e Amianto
Amibente e Amianto

Domani l’ONA di Cosenza incontrerà gli studenti dell’ITCGT “G. B. Falcone” per la presentazione del progetto.

Si terrà domani, mercoledì 13 Dicembre, alle ore 10.00, presso la Sede Centrale ITCGT di Cosenza, l’incontro di sensibilizzazione tra l’Osservatorio Nazionale Amianto e gli studenti dell’istituto G.B. Falcone.

Durante l’incontro verranno illustrate composizioni e rischi legate all’amianto e rese note le modalità con la quale ricevere assistenza e tutela in caso di possibile esposizione.

“Ambiente e Amianto”, nuovo progetto Ministero del Lavoro

Il progetto “Ambiente e Amianto”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Fondo Nazionale Volontariato 2016), vede impegnati i volontari ONA sia nell’affiancare i comuni di Rose e Montalto Uffugo, coinvolti nel progetto, per gli adempimenti riguardanti il censimento e la bonifica dell’amianto, sia nell’organizzazione di incontri informativi e formativi sulla problematica amianto rivolti agli studenti degli Istituti scolastici prescelti, alle associazioni e alle comunità interessate.

Il Comitato ONA Cosenza ha lavorato ed ottenuto un contributo sui bandi per il terzo settore. Il progetto è ufficialmente partito il 16 Novembre e terminerà a Luglio 2018.

Brochure progetto

Processo Eternit Bis: Schmidheiny ancora alla sbarra

Corte di Cassazione
Corte di Cassazione

Processo Eternit Bis: Schmidheiny ancora alla sbarra.

Questa volta presso la Corte di Cassazione, udienza 13 Dicembre 2017. Stephan Schmidheiny era già stato condannato in primo e secondo grado per il reato di disastro ambientale (art. 434 c.p.), ma poi il 19 novembre 2014, era stato assolto per prescrizione.

Il procuratore Guariniello, proprio sulla base delle parole del procuratore generale della Corte di Cassazione, Dott. Iacoviello, aveva quindi proceduto con l’imputazione per omicidio volontario per la morte di 258 persone (ex lavoratori e residenti) tra il 1989 e il 2014.

Il GUP di Torino, Dott.ssa Federica Bompieri, nel pronunciarsi ha derubricato l’accusa in omicidio colposo e frazionato il processo in 4 tronconi tra diversi tribunali (a Torino, a Vercelli, a Napoli e a Reggio Emilia).

La Procura della Repubblica di Torino ha presentato ricorso in Cassazione contro questo provvedimento. Se il ricorso dovesse essere accolto, il processo ripartirà da Torino con l’ipotesi di omicidio a carico di Stephan Schmidheiny.

«Speriamo che questa volta ci sia giustizia per le vittime. Appare incredibile che Stephan Schmidheiny sia stato processato per disastro ambientale dopo che il reato era già prescritto. Per quale motivo la Procura della Repubblica di Torino non si è mossa tempestivamente? E ancora, per quale motivo il procuratore Guariniello non ha contestato il reato di omicidio volontario e/o colposo già nel primo processo Eternit? Come mai in sostanza Stephan Schmidheiny ha potuto impunemente porre in essere le condotte contestate negli anni ’70 e ’80, senza che alcuno lo ostacolasse? Crediamo nella giustizia e quindi siamo fiduciosi che si faccia luce sulle responsabilità per le migliaia di morti di amianto in Italia, molte delle quali ascrivibili all’amianto prodotto e lavorato dalla multinazionale Eternit», dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, legale di parte civile nel procedimento e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.