Aeronautica amianto: c’è rischio anche in aviazione

Aeronautica Amianto aviazione

Riconosciuta esposizione amianto per un tecnico dell’aeronautica

Il sig. P.D.S. ha iniziato a lavorare nel 1973, come tecnico dell’aeronautica, presso una nota società aerea italiana. Durante lo svolgimento delle sue mansioni è stato esposto in modo qualificato all’amianto, friabile e compatto, poiché manipolava direttamente e indirettamente amianto.

Ricordiamo che in Italia, fino all’entrata in vigore della legge 257/1992, sono state lavorate 3.748.550 tonnellate di amianto. Queste, miscelate con altri prodotti, hanno determinato la presenza del minerale killer in tutti luoghi di vita e di lavoro. Tra i tanti: le navi, le fabbriche, gli edifici, le scuole, gli ospedali e anche gli aerei.

La presenza di amianto è stata riscontrata, infatti, anche negli aerei e negli hangar dell’Aeronautica militare. Inoltre, anche nelle tute ignifughe dei militari, utilizzate almeno fino all’inizio degli anni Novanta.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso l’Avv. Ezio Bonanni, ha difeso migliaia di cittadini esposti e vittime dell’amianto. L’Avv. Bonanni ha fatto ottenere il riconoscimento di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo ai militari deceduti per esposizione ad amianto.

La sentenza

Lo stesso CTU incaricato ha confermato che P.D.S. è stato professionalmente esposto ad amianto. Le concentrazioni medie annuali che con ragionevole certezza risultano superiori a 100 fibre litro per 22 anni di vita lavorativa dal 1973 al 1995.

Pertanto al lavoratore, assistito legalmente dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, è stato riconosciuto il diritto al beneficio contributivo. L’INPS è stato condannato all’adeguamento della posizione previdenziale.

Già nel 2008 l’Avv. Ezio Bonanni, seguì con successo il caso di un altro lavoratore di una società aerea. La vicenda si concluse con una condanna dell’INPS e con una conferma che “l’uso dell’amianto nel settore aereo è stato di normalissimo e costante impiego fino ai giorni attuali” e che “l’esposizione è stata ovvia e costante durante le fasi  di manutenzione degli aeromobili“.

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