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Audizione presso la Camera dei Deputati

Audizione amianto uranio
Audizione amianto uranio

L’avv. Ezio Bonanni alla Commissione d’Inchiesta ‘Uranio Impoverito’

Nel corso della sua audizione, l’Avv. Ezio Bonanni ha dichiarato di condividere le tesi e le conclusioni cui la Commissione è già giunta, circa la reale ed effettiva entità dell’epidemia di patologie asbesto correlate nelle Forze Armate, e della presenza di plurimi agenti tossico-nocivi e cancerogeni, ivi compresi l’uranio impoverito e programmi vaccinali errati.

Richieste di Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Avv. Ezio Bonanni:

  • necessità di immediata bonifica di tutto l’amianto ancora presente nelle navi e nelle installazioni a terra della Marina Militare e nelle altre Forze Armate, e nel comparto sicurezza, non potendo essere sufficiente la c.d. politica di ‘minimizzazione del rischio’ (tesi invece sostenuta dalla Marina Militare);

  • necessità di dati epidemiologici completi e inattendibilità di quelli riportati dall’Osservatorio Epidemiologico delle Forze Armate, che fa riferimento, per esempio, a 126 casi di mesotelioma invece che ai 570 mesoteliomi pleurici cui vanno aggiunti gli altri casi di mesotelioma e le altre patologie asbesto correlate;

  • necessità di definizione dei procedimenti amministrativi di riconoscimento di vittima del dovere per i militari vittime di patologie asbesto correlate, ovvero di patologie causate da servizio, rispetto alle attuali tempistiche. Inoltre, è stata evidenziata la criticità di rigetto delle richieste per i familiari di coloro che non erano a carico del militare al momento del decesso, e per la mancata erogazione/riconoscimento delle prestazioni per equiparazione, ai fini previdenziali, alle vittime del terrorismo;

  • necessità di controlli sanitari, e dati epidemiologici, che debbono essere estesi a tutti i militari, anche a quelli in congedo, per la diagnosi precoce, e quindi le terapie più efficaci, e al tempo stesso per avere un quadro chiaro dell’incidenza epidemiologica, da cui scaturisce la necessità della bonifica;condivisione delle iniziative/proposte assunte dalla commissione ‘Uranio Impoverito’ e altri rischi, per la salute del personale militare e civile delle Forze Armate e del comparto sicurezza.

Interventi dell’On.le Boldrini e della Dott.ssa Mara

E’ intervenuta anche l’On.le Paola Boldrini, vicepresidente della Commissione d’Inchiesta ‘Uranio Impoverito’, la quale ha elogiato le attività svolte dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni, ponendo specifiche domande, rispetto alle quali, nel rispondere, l’Avv. Ezio Bonanni ha dichiarato ‘il lavoro e le relazioni della Commissione d’Inchiesta sono un primo passo e la base da cui partire per poter ottenere una nuova e più performante legislazione in materia di prevenzione dei rischi sul lavoro per il personale civile e militare delle Forze Armate. E’ necessaria prima di tutto la prevenzione primaria (evitare ogni forma di esposizione ad amianto e ad altri agenti cancerogeni), quella secondaria (diagnosi precoce e terapie e cure per i pazienti/vittime) e quella terziaria, con l’immediato riconoscimento di vittima del dovere con parificazione alle vittime del terrorismo, e con il risarcimento di tutti i danni’.

E’ intervenuta anche la Dott.ssa Mara S., alla quale il Presidente On.le Scanu ha posto delle domande, la quale ha mostrato la divisa del padre, deceduto per mesotelioma, causato dal servizio, nella quale la ASL di Viterbo/Civita Castellana, centro di riferimento amianto per la Regione Lazio, ha rinvenuto, anche a distanza di 30 anni, fibre di amianto, rilasciandone la relativa certificazione ‘Ciò dimostra che c’è un rischio anche per i familiari, e che di questo rischio non vi è consapevolezza ed è per tale ragione che come orfana per la morte prematura di mio padre, che ha svolto servizio di leva nella Marina Militare, chiedo che sia resa giustizia a queste vittime e che si evitino altri lutti e tragedie, rimuovendo l’amianto ancora presente nel naviglio della Marina, e che si sottopongano a sorveglianza sanitaria tutti i marinai, anche quelli in congedo, che sono spesso ignari della loro condizione di rischio’.

Puoi vedere l’audizione trasmessa in diretta dal canale web della Camera dei Deputati.

Uranio impoverito linfoma di Hodgkin

Uranio impoverito linfoma di Hodgkin
Commissione Mandelli

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il dipartimento di assistenza delle vittime di uranio impoverito linfoma di Hodgkin. L’Avv. Ezio Bonanni ha ottenuto significativi risultati nella tutela delle vittime di uranio impoverito.

Per salvaguardare i propri diritti le vittime possono accedere al servizio di assistenza legale. Inoltre l’associazione mette a disposizione anche l’assistenza medica, che informa le vittime sulle terapie più innovative.

Consulenza Uranio impoverito linfoma di Hodgkin

Indice

Tempo di lettura: 7 minuti

Linfoma di Hodgkin, cos’è e chi colpisce?

Tra le malattie che sono riconducibili alle esposizioni radioattive per uranio impoverito e nanoparticelle, vi è anche il Linfoma di Hodgkin.

Il linfoma di Hodgkin, detto anche morbo di Hodgkin, è una neoplasia linfatica. Infatti ha origine dai linfociti B, cioè da un tipo di globuli bianchi. Questi ultimi sono presenti nei linfonodi, midollo osseo, milza e sangue e in altri organi.

Con questo sistema l’organismo si difende dagli agenti esterni, e quindi dalle malattie. Infatti i linfonodi sono per lo più linfociti e cellule immunitarie, che con le infezioni aumentano di dimensioni.

Il tessuto linfatico è presente in tutto l’organismo, e quindi il cancro che lo riguarda e cioè il linfoma di Hodgkin si può originare in diverse sedi. Quasi sempre dai linfonodi. La diagnosi richiede di verificare, asportando un linfonodo, ovvero parte del tessuto. In questo modo si può sottoporre ad esame istologico.

L’aspetto dal punto di vista istologico è specifico, sia con riferimento alle cellule di Reed-Sternberg e per le cellule di Hodgkin. Queste cellule hanno, nella superficie, la molecola denominata CD30.

La diffusione del linfoma di Hodgkin

Questa neoplasia è molto rara. Colpisce, infatti, 4 persone ogni 100.000 abitanti. Quindi lo 0,5%, però è molto frequente nell’età tra i 15 e 35 anni, e colpisce principalmente i militari impiegati nelle missioni.

Lorenzo Motta fu colpito da linfoma di Hodgkin, perché impiegato in diverse missioni, imbarcato nelle unità navali della Marina Militare.

Uranio impoverito linfoma di Hodgkin: morte di Valery Melis

Il 4 febbraio 2004 muore il caporalmaggiore Valery Melis. La causa del decesso, Linfoma di Hodgkin, ridesta l’attenzione dei mass-media su soldati italiani, impiegati nelle missioni. Si dimostra che per linfoma di Hodgkin si muore. Molti di loro si ammalano e muoiono di tumore, dopo aver partecipato a una o più missioni nei Balcani.

Valery, 25 anni, sardo, è la ventiquattresima vittima italiana in ordine di tempo di un killer che si chiama uranio impoverito.

I commilitoni ammalati e cominciano a essere tanti, troppi, sono dichiarati “in condizione di forza assente causa linfomi”. Il “caso uranio impoverito” scoppia, però, grazie a un ultimo atto di coraggio del sergente maggiore Andrea Antonaci.

Infatti si solleva il problema dell’utilizzo dei proiettili uranio impoverito e delle radiazioni che sono in grado di sprigionare. In più ci sono tutte le nanoparticelle.

Tra i danni alla salute che le particelle di uranio impoverito provocano, vi è anche il linfoma di Hodgkin. Sotto accusa è il Governo che, solo tardivamente, ha adottato le misure di sicurezza. Mentre invece gli Stati Uniti hanno tutelato immediatamente i loro militari.

Uranio impoverito e le misure adottate dagli USA

Gli Stati Uniti hanno replicato che sin dal 1993 gli alleati erano informati dell’uso di munizionamento DU (depleted uranium). Agli americani fa eco Falco Accame, presidente dell’Anavafaf, associazione che assiste i familiari delle vittime arruolate nelle Forze armate.

Infatti, “L’Italia era in possesso delle norme di protezione dall’Uranio Impoverito fin dal 1984, data in cui vennero trasmesse all’Italia dalla Nato.

Il personale italiano – insiste Accame – ha avuto casi di morte e malattia già durante la guerra del Golfo del ’91 e successivamente in Somalia nel ’93. Nel 1995 ci furono pesanti bombardamenti all’uranio impoverito nella Bosnia. Nonostante questo il ministero della Difesa continua a fornire dati solo a partire dal 1996 e questo è da ritenersi assolutamente inaccettabile”.

La cancerogenicità dell’uranio impoverito e l’utilizzo del metallo come componente di proiettili, è stata confermata anche dalla monografia IARC in materia.

I proiettili all’uranio impoverito e i loro effetti

Ma cosa fa un proiettile all’uranio impoverito?

All’impatto di un proiettile DU sulla corazza di un carro armato, per esempio, si sviluppa una temperatura vicina ai 3000 gradi centigradi. Tutto quello che è lì vaporizza, diventa aerosol, il quale, naturalmente, si disperde nell’ambiente.

E può essere inalato respirando l’aria circostante, oppure ingerito anche se solo si mangia la carne di un vitello o di una pecora che prima pascolava nei campi vicini. Gli americani consegnano ai comandi italiani le mappe delle zone bombardate ma i nostri soldati non hanno le protezioni adeguate, dicono i testimoni.

Perciò, semplicemente si ammalano. La denuncia di Antonaci in televisione ha il suo effetto. A dicembre 2000, il Governo istituisce una commissione medico-scientifica che prende il nome dal coordinatore dei lavori, il professor Franco Mandelli, per verificare se c’è un nesso tra le patologie addebitate all’uranio e le zone bombardate. Secondo la Commissione Mandelli, il numero degli ammalati, in rapporto ai 49.000 uomini che hanno partecipato alle missioni nei Balcani, è nella norma.

Fa notare, invece, il maresciallo Leggiero, che questo numero non dovrebbe superare i 27.000 soldati, cioè i 9.000 uomini che compongono il contingente italiano, moltiplicato tre, per gli avvicendamenti.

Le rivelazioni del Libro bianco della Difesa

Questi numeri, sono contenuti anche nel “Libro bianco della Difesa” pubblicato dal Governo a dicembre del 2001. All’epoca, 263 casi, su 27.000 significa un aumento della patologia del 300 percento rispetto alla media del Paese. La cifra che la Difesa segnala alla Commissione Mandelli, invece, tiene conto sia di quei militari che hanno compiuto più di una missione come fossero persone diverse sia di quelli che sono stati in teatro anche solo per qualche ora.

L’ematologo che ha coordinato il gruppo di ricerca istituito dal Ministro della Difesa, nel 2002 assolve i proiettili all’uranio impoverito – in verità come descritto nell’articolo Uranio Impoverito, la storia: scheda tecnica sono le nanoparticelle di polveri di minerali pesanti prodotte dall’esplosione dei proiettili la causa delle patologie.

Uranio impoverito linfoma di Hodgkin: indagini penali

Si attivano diverse indagini negli uffici giudiziari del P.M. Infatti sono centinaia coloro che sono stati colpiti dal linfoma di Hodgkin, perché impiegati nelle missioni in Bosnia e Kosovo.

Inizialmente il P.M. inquirente di Bari, Ciro Angelillis, sulla base dei numerosi casi di leucemia e altri tumori, aveva chiesto l’archiviazione.

Il caso alla sua attenzione era quello dei danni biologici dei numerosi militari italiani che hanno operato in Bosnia e Kosovo durante la guerra nei Balcani (nel periodo 1993-1999).

Poi ci sono le diverse iniziative assunte dall’ONA, e dall’Avv. Ezio Bonanni. In particolare, esposti alla Procura della Repubblica, come per il caso Motta e per la storia del Maresciallo Sanna.

Linfoma di Hodgkin: uranio impoverito e danni da vaccini

Non si tralasciano, però, altre cause possibili.

Infatti, la Commissione di Inchiesta della Camera dei Deputati della XVIII° Legislatura ha messo all’indice i vaccini.

Infatti, anche i vaccini, nei tempi e nei modi non corretti in cui sono somministrati, sono presi in considerazione come concausa delle malattie riscontrate: Salvatore Vacca è vaccinato tredici volte in una settimana, quando è già dall’altra parte dell’Adriatico.

Andrea, dicono i genitori, è stato vaccinato tre giorni prima di partire. A Sarajevo il sottufficiale, che sino allora gode di ottima salute, si ammala. Ciò nonostante, gli somministrano l’ultima vaccinazione antiepatite B.

“In sei mesi – si legge nella consulenza tecnica del perito di parte, dottor Massimo Montinari – il sergente maggiore Antonàci è sottoposto a ben dieci vaccini, tra i cui eccipienti erano presenti metalli quali mercurio e alluminio”. Metalli pesanti e altamente tossici.

Linfoma di Hodgkin e le prove del rischio nelle Forze Armate

Nel corso della XVIII Legislatura è stata istituita la Commissione presieduta dall’On.le Scanu.

Il testo della relazione finale della Commissione d’Inchiesta Uranio Impoverito del 07.02.2018 riporta tutte le condizioni di rischio del sistema emolinfopoietico. L’Avv. Ezio Bonanni è stato audito dalla stessa Commissione (audizione del 06.12.2017).

Danni alla salute: uranio impoverito e linfoma di Hodgkin

Coloro che sono stati colpiti da linfoma di Hodgkin, hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio, se impiegati in territori contaminati con uranio. L’utilizzo dei proiettili all’uranio impoverito, infatti, provoca danni alla salute, unitamente alla pratica vaccinale errata.

Questo riconoscimento dà accesso alla pensione privilegiata, all’equo indennizzo e allo status di vittima del dovere, con le relative prestazioni aggiuntive.

Il risarcimento danni linfoma di Hodgkin da uranio impoverito

In caso di insorgenza del linfoma di Hodgkin, piuttosto che di altre malattie per esposizione a radiazioni, sussiste il diritto al risarcimento del danno. Si può richiedere il risarcimento dei danni non patrimoniali (biologico, morale ed esistenziale) e patrimoniali (danno emergente e lucro cessante).

Uranio impoverito linfoma di Hodgkin

ONA news TV: la tv dell’ONA

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno dato vita, nell’ottobre 2020, a ONA news TV. La trasmissione informa e forma tutte le vittime. In particolare, nella quarta puntata, è stato trattato proprio il tema dell’uranio impoverito: “Uranio impoverito. La dura battaglia dei militari italiani“.

ONA News: Uranio impoverito linfoma di Hodgkin

Consulenza gratuita per le vittime di uranio impoverito

L’ONA e l’Avvocato Bonanni lottano da anni per salvaguardare i militari e i cittadini che hanno subito danni a causa di agenti cancerogeni, come l’uranio impoverito o l’amianto.

Le vittime e i loro familiari possono richiedere la consulenza gratuita legale e medica chiamando il numero verde o compilando il form.

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Proiettile uranio impoverito: la storia e la scheda tecnica

Uranio Impoverito
Uranio Impoverito

Uranio Impoverito: contenuto in proiettili e munizioni

Carro armato serbo colpito da munizioni DU
Un carro armato serbo colpito da munizioni DU: all’esterno mostra solo un foro di pochi centimetri. L’interno è tutto fuso. Così testimonia l’allora tenente pilota dell’Esercito Carlo Calcagni. Questi è in posa davanti alla carcassa del mezzo corazzato.

Proiettile uranio impoverito. L’uranio impoverito o uranio depleto è l’U238, nel quale la maggior parte degli isotopi radioattivi è stata rimossa. L’uranio depleto è un sottoprodotto del processo di arricchimento dell’uranio naturale, processo necessario per l’uso nei reattori nucleari.

Essendo un sottoprodotto, è il 40% in meno radioattivo dell’U238 usato nelle centrali nucleari. Nella fabbricazione del proiettile DU è determinante anche una percentuale di plutonio.

Plutonio e uranio, all’atto dell’esplosione, sviluppano una piccola reazione atomica che eleva la temperatura del punto di contatto del proiettile. In questo modo anche la corazza di un carro armato a circa 2500 gradi centigradi (proiettile carro armato) è penetrata. Cosi il proiettile uranio impoverito penetra nel blindato e ne fonde la corazza.

Dopo l’impatto, una parte di uranio si dissolve nell’aria. Il proiettile uranio impoverito da 30 millimetri è in dotazione agli aerei americani A-10. Ogni quattro proiettili normali o al tungsteno, le quattro mitragliatrici rotanti dei velivoli sparano proiettili ad uranio impoverito.

Proiettile uranio impoverito: il manuale USA

Così il manuale USA di addestramento sulla natura della radioattività del proiettile uranio impoverito. Inoltre, “la radioattività è l’emissione spontanea di particelle o di energia (radiazioni ionizzanti) da un atomo instabile, risultante nella formazione di un nuovo elemento”.

Quindi, le radiazioni ionizzanti sono costituite dalle particelle alfa, beta e raggi gamma. Gli effetti sulla salute delle radiazioni ionizzanti dipendono dal tipo di particelle e se queste sono penetrate o no nel corpo umano.

Radiazioni alfa e beta dell’uranio impoverito

Le radiazioni alfa sono le più ionizzanti ma hanno scarsa portata. Quando la particella alfa penetra nel corpo umano, i tessuti interni assorbono l’energia causando una distruzione massiccia delle cellule vicine alla particella. 

Le radiazioni beta che sono le meno pericolose e quelle gamma che sono onde elettromagnetiche hanno maggiore gittata ma non causano tante ionizzazioni, e quindi sono meno dannose per il corpo umano.

L’uranio impoverito, poiché è primariamente un emettitore di particelle alfa, se contenuto anche solo in una scatola di plastica diventa innocuo. Per questo motivo i militari americani che operano all’interno dei carri armati M-1 con corazza all’uranio impoverito, se non colpiti da altri proiettili, non presentano gravi patologie.

La versione Heavy Armor dei blindati statunitensi è dotata di una corazzatura di uranio impoverito incorporata in acciaio. In questo modo ne aumenta di molto la sua resistenza, paragonabile a 590 mm di acciaio omogeneo.

Quando un penetratone DU impatta contro la corazza di un blindato, produce ossido di Uranio UO3, solubile in acqua e un aerosol di ossido di uranio impoverito che rimane in aria per ore.  Mentre le esplosioni nell’ambiente generano nanoparticelle di materiali pesanti – come ferro, cadmio, stronzio e zinco che normalmente non si trovano nell’ambiente – si disperdono nell’habitat.

Le particelle che si trovano nell’uranio

La bioingegnere Antonietta Gatti, all’epoca coordinatore della Comunità Europea degli studi sulle nano patologie fece studi importanti. Con l’ausilio di uno speciale microscopio elettronico, primo in Italia a Modena, scopre “materiale esogeno non bio-compatibile” presente in alcuni organi di militari rientrati dai teatri di guerra.

La stessa forma sferica, lascia dedurre che si tratta di un’ingestione o inalazione, che deriva dall’esposizione dei militari nelle zone bombardate.

Queste particelle, afferma la professoressa Gatti – invitata a far parte della Commissione Uranio Impoverito alla Camera -, “una volta in circolo nel sangue, o nei tessuti umani, non le toglie più nessuno e ci sono tante possibilità che possano scatenare delle patologie”.

La solubilità delle particelle determina la velocità con la quale l’UI, o altri materiali pesanti prodotti dalla fusione, passa dai polmoni, dal tratto gastrointestinale, o dalle ferite, nel sangue.

Entro le 24 ore dalla contaminazione, circa il 70% dell’UI solubile viene espulso con le urine, senza depositarsi in tessuti, organi oppure ossa. Le particelle non solubili intrappolate nei polmoni vi rimangono per anni e i reni sono gli organi più sensibili alla loro  tossicità.

Tra i militari italiani, a marzo scorso erano 340 i deceduti e 4mila i malati.

Riconoscimento vittima del dovere

L’avv. Ezio Bonanni ha dimostrato che esiste il nesso causale tra la esposizione a uranio impoverito e danni alla salute, tra cui neoplasie (malattie uranio impoverito).

L’amministrazione della difesa nega che ci sia un nesso causale dei danni alla salute del personale civile e militare di numerose missioni, con la condizione di rischio che si è concretizzata anche per l’assenza di strumenti cautelari.

Per dimostrare il rapporto di causalità, la giurisprudenza ha accolto il criterio del “più probabile che non”, per cui una forte evidenza statistica della correlazione causale può convincere l’organo giudicante della maggior probabilità che il danno sia frutto dell’esposizione a tale fattore patogeno, a meno che non esistano prove concrete della riferibilità ad un fattore eziologico distinto (tra le pronunce più recenti si veda Cass. civ., Sez. III, 9 giugno 2016, n. 11789, in Pluris).

In applicazione di questo criterio, anche alla luce delle risultanze contenute nella relazione finale della Commissione di Inchiesta della Camera dei Deputati del 7 febbraio 2018, sono numerosi i casi di riconoscimenti di causa di servizio e delle prestazioni di vittima del dovere e il risarcimento del danno (Cons. Stato, 29 febbraio 2016, n. 837, in  De Jure).

Il presidente ONA, l’avv. Ezio Bonanni, ha ottenuto il riconoscimento di “Vittima del dovere”, e il risarcimento del danno con Consiglio di Stato sent. n. 817/2016. Hanno diritto al riconoscimento coloro che hanno contratto patologie tumorali, dopo aver partecipato, alle missioni nei Balcani.

Hanno altre sì dimostrato la condizione di rischio uranio impoverito anche coloro che hanno svolto servizio presso il poligono di Quirra con riferimento alla serie di morti sospette e casi di tumore diagnosticati su militari e pastori residenti nell’area del poligono sardo.

Assistenza ONA per vittime Uranio Impoverito

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste anche le vittime dei proiettili all’uranio impoverito e di altre armi uranio impoverito. Accedere ai servizi di assistenza ONA è semplicissimo. Basta consultare l’apposito Dipartimento oppure la pagina dello Sportello Online ONA. In alternativa è possibile contattare il numero verde gratuito 800 034 294. Chiamaci!

                     

I diritti delle vittime del dovere per uranio impoverito

La legge 466 del 1980 ha sancito ha stabilito il diritto delle vittime per uranio impoverito per causa di servizio in particolari condizioni ambientali ed operative, con esposizione ad uranio impoverito.

Così con il riconoscimento di vittima del dovere (ai sensi dell’art. 1 comma 564 della L. 266/2005 e dell’art. 1 lettera c, del DPR 243/2006), con l’accredito delle relative prestazioni:

  • Speciale elargizione;
  • Assegno mensile vitalizio per l’importo di €500,00, in luogo del minor importo di €258,23, per effetto della equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata (vitalizio vittime del dovere);
  • Speciale assegno vitalizio, per l’importo di €1.033,00, con decorrenza dal 02/05/1992;
  • Incremento della retribuzione pensionabile di una quota del 7,5%, ai fini della pensione e dell’indennità di fine rapporto, o altro trattamento equipollente;
  • Aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi ai fini della pensione e della buona uscita;
  • Esenzioni dall’IRPEF delle prestazioni;
  • Diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad altra categoria di soggetti e con preferenza a parità di titoli;
  • Borse di studio esenti da imposizione fiscale;
  • Esenzione dalla spesa sanitaria e farmaceutica, estesa anche ai medicinali di fascia C e anche in favore dei famigliari;
  • Assistenza psicologica a carico dello Stato;
  • Esenzione dall’imposta di bollo per tutti gli atti connessi alla liquidazione dei benefici;
  • Equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata;

Le prestazioni in favore degli eredi/superstiti

In caso di decesso, le somme maturate dall’avente diritto vengono erogate agli eredi Vittime del Dovere. I familiari superstiti (art.6 della L. 466/80) hanno diritto al riconoscimento di vedova/o di vittima del dovere e orfani di vittima del dovere, con conseguente accredito dei seguenti diritti Vittime del Dovere

  • speciale elargizione di euro 200.000,00 una tantum divisa tra gli eredi legittimi;
  • assegno vitalizio di euro 500, con l’equiparazione alle vittime del terrorismo per ognuno dei famigliari (SSUU 7761/2017 e SSUU 22753/2018);
  • speciale assegno vitalizio di euro 1033,00 mensili per ognuno dei familiari;

Per approfondimento:

Risarcimento danni esposizione uranio impoverito

La vittima ha diritto all’integrale risarcimento dei tutti i pregiudizi subiti:

Quantificazione dei danni per esposizione uranio impoverito

In caso di esposizione ad uranio impoverito per l’uso dei proiettili, oltre alle prestazioni di riconoscimento di causa di servizio ed equo indennizzo, è dovuto il risarcimento di tutti i danni.

Danni da amianto

Porto di Carrara: vittoria in Corte di Appello

Porto Carrara Amianto
Porto Carrara Amianto

Condannata INPS alla refusione delle spese.

La Corte d’Appello di Genova ha dichiarato l’inammissibilità dell’appello con il quale l’INPS si era opposta alla decisione del Giudice del lavoro di Massa, Dott. Augusto Lama che, con la sentenza n. 94 del 21.04.2017, aveva sentenziato il riconoscimento dei benefici amianto per i lavoratori del porto di Carrara fino al 31.12.1992.

L’INPS aveva mosso censure nei confronti del Giudice Dott. Augusto Lama, sostenendo che egli avesse errato nell’affermare che nel porto di Carrara ci fosse stato amianto.

Dalla parte del magistrato di Massa, l’Avv. Ezio Bonanni e l’Osservatorio Nazionale Amianto, i quali avevano invece sostenuto la correttezza dell’operato dell’esperto Giudice del lavoro del Tribunale di Massa.

L’ennesimo scontro frontale tra l’Avv. Ezio Bonanni e l’INPS è finito con ulteriore soccombenza per l’ente pubblico, questa volta con una censura di inammissibilità.

Il dispositivo è stato depositato in cancellaria il 4 dicembre 2017 e recita testualmente:

La Corte di Appello di Genova, PQM, dichiara l’inammissibilità dell’appello. Condanna l’INPS alla refusione … delle spese di lite”.

La dichiarazione dell’Avvocato Bonanni

«L’inammissibilità dell’appello va ben oltre il rigetto: in questo caso, l’appello è stato depositato fuori termine. Non comprendo perché l’INPS di Massa si sia accanita contro i lavoratori portuali della Marina di Massa, così come si sta accanendo nei confronti del Sig. Gianfranco Giannoni, per il quale molto presto dovremo iniziare un’ulteriore azione, ma questa volta chiederemo anche i danni e agiremo nei confronti di chi, invece di attuare le leggi dello Stato, nega i diritti delle vittime dell’amianto», dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale dei lavoratori del porto di Massa che in questo territorio, come nel resto d’Italia, sta ottenendo sentenze che fanno giurisprudenza, ponendo l’INPS con le spalle al muro: o applicare la legge e riconoscere il diritto delle vittime, o soccombere davanti al Giudice.

Ora si apre la strada per il prepensionamento, perché un’eventuale ricorso in cassazione dell’INPS avrebbe chance nulle perché c’è una tardività nell’atto di appello perché depositato oltre il termine di legge.

Focus di approfondimento

Le norme sui prepensionamenti: i lavoratori esposti ad amianto hanno diritto a un prepensionamento pari al 50% del periodo di esposizione, ex art. 13 comma 7 L. 257/92.

Se non sono malati, è necessario superare i 10 anni e le 100 ff/ll come soglia di esposizione, ex art. 13 comma 8 L. 257/92.

Nel caso di asbestosi, mesotelioma e tumore polmonare, si ha diritto all’immediato pensionamento senza limiti di età e anzianità contributiva, con i soli requisiti di 5 anni di cui 3 negli ultimi 5 (art. 1 comma 250 L. 232/2016).

Per saperne di più.

Sindrome dei Balcani uranio impoverito

Proiettile Uranio
Proiettile Uranio

Uranio impoverito: proiettile sparato dagli americani

Sindrome dei Balcani uranio impoverito. Questa sindrome è una lunga serie di malattei, tra cui: linfoma di Hodgkin e altri cancri, che hanno colpito i nostri militari impiegati in missioni internazionali.

Sindrome dei Balcani uranio impoverito: Salvatore Vacca

Il 9 settembre 1999, il caporalmaggiore Salvatore Vacca muore di leucemia. È nato in Sardegna. Ha prestato servizio nella brigata Sassari. È il primo dei militari italiani deceduto per la “Sindrome dei Balcani“.

“Ha subito sette vaccinazioni in tredici giorni, quando era già in Albania, tra l’11 e il 24 maggio 1997”, mi riferisce sua madre.

Aumento dei casi di decesso per tumori da uranio impoverito

Effettuato uno screening sui vaccini, il professor Aiuti, immunologo, esclude, però, che ci sia una relazione tra i medicinali e la leucemia che ha colpito il soldato.

Il 16 settembre 1999, invece, si parla per la prima volta di un “eventuale rapporto tra la morte di un militare e l’Uranio Impoverito” – lo scarto del procedimento di arricchimento dell’uranio -, con un’interrogazione parlamentare svolta in commissione Difesa.

Passano i mesi e i casi di decesso per tumore aumentano; qualcuno si registra anche tra militari di altri Paesi dell’Alleanza. Il bilancio, però, pesa gravemente sui volontari italiani.

A dicembre 2000 il fatto interessa gli organi di informazione perché un sergente maggiore dell’esercito, Andrea Antonàci, prima di morire rivela il suo caso al programma “Striscia la notizia” di Mediaset.

Sindrome dei Balcani uranio impoverito: I proiettili

L’”affaire” giunge in Parlamento. L’allora ministro della Difesa, Sergio Mattarella, istituisce una commissione medico-scientifica, presieduta dal professor Francesco Mandelli, ematologo.

Sindrome dei Balcani uranio impoverito. In quel periodo, si parla dell’uso dei proiettili ad uranio impoverito. La NATO conferma che nei Balcani sono state adoperate munizioni trattate con “Uranio Impoverito; si parla di 31mila proiettili, pari a più di 13 tonnellate di materiale radioattivo, sparati dagli aerei anticarro americani A-10, solo in Kosovo.

Il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime delle Forze Armate, Falco Accame, sostiene che l’uso dei proiettili all’uranio depleto è noto ai nostri vertici militari sin dal 1994, mentre solo a novembre del ’99 è stato distribuito alle truppe un opuscolo che contiene le norme di sicurezza contro i rischi del DU (Depleted Uranium).

Gli A-10 partono dalla base italiana di Aviano, in provincia di Pordenone in Friuli-Venezia Giulia:e questo è un motivo in più – dice Accame per credere che i nostri ufficiali conoscano da tempo le munizioni DU e i rischi legati al loro uso”.

Alla polemica gli Stati Uniti rispondono con i fatti: sui soldati americani dislocati negli stessi teatri di operazione, non si riscontra nessuna patologia legata all’ uranio impoverito.

Durante “Desert Storm“ – il nome delle operazioni di aria e di terra delle forze armate della coalizione anti Saddam -, dicono gli scienziati americani, sono state usate parecchie tonnellate di DU e ci sono reduci della “Tempesta nel Deserto” che hanno in corpo frammenti di quei proiettili senza conseguenze che abbiano una relazione con l’uranio.

I lavori della Commissione Parlamentare Difesa si chiudono il 15 febbraio 2001. Le conclusioni del professor Mandelli arrivano due mesi dopo, nel frattempo dobbiamo raccogliere che, sulla base del diritto internazionale, l’uso dei proiettili a uranio impoverito, è legittimo.

Tutela sindrome dei Balcani uranio impoverito (2020)

L’epidemia fra coloro che hanno partecipato alle missioni di peacekeeping nei Balcani, è iniziata alla fine degli anni ’90. Ha colpito almeno 7500 nostri militari, di cui almeno 372 quelli deceduti.

Così è stato evidenziato dall’Osservatorio Nazionale Amianto ONA Onlus. I proiettili all’uranio impoverito erano in grado di generare un tale calore da polverizzare carri armati e anche le strutture a terra, tra cui installazioni in cemento amianto.

Metalli pesanti, nanoparticelle, polveri e fibre di amianto, sono state, quindi, inalate dai nostri militari impiegati nelle missioni, il cui sistema immunitario era già fiaccato dall’uso del programma vaccinale, e ciò ha generato una epidemia di tumori.

Rischio amianto e presenza di cancerogeni nelle Forze Armate

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha reso pubbliche tutte le informazioni sul rischio uranio impoverito, vaccini e amianto nelle forze armate, ed in particolare nelle missioni.

Così nel convegno dal titolo “Il rischio amianto e la presenza di altri cancerogeni nelle Forze Armate“, che si è tenuto presso la sede del Consiglio Regionale della Toscana (Firenze), e di cui l’ONA pubblica gli atti in video:

Amianto, uranio, vaccini, e tutti gli altri cancerogeni nelle forze armate

Al Convegno, hanno partecipato, tra gli altri, anche l’attuale Ministro della Giustizia, On.le Alfonso Buonafede, all’epoca Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.

Tutela legale personale Forze Armate uranio impoverito

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il servizio di assistenza medica e legale per le vittime dell’uranio impoverito e dei vaccini militari.

È sufficiente contattare l’ONA per ottenere la tutela, prima di tutto medica, e poi legale con riferimento a tutti i danni che i nostri militari, della Marina Militare, dell’Esercito e dell’Aeronautica, e degli altri Corpi dello Stato, hanno subito per aver partecipato alle missioni in territori in cui sono stati utilizzati proiettili all’uranio impoverito e per l’utilizzo di pratiche vaccinali, con somministrazioni multiple e di vaccini con additivi.

Tutti coloro che hanno contratto infermità in seguito alla partecipazione a missioni all’estero o anche all’interno del territorio nazionale, hanno diritto alla più ampia tutela dei loro diritti.

Uranio impoverito e riconoscimento di vittima del dovere

Dipartimento Tutela Vittime dell’Uranio Impoverito e dei Vaccini. Il sottocapo Lorenzo Motta, dal 17 luglio 2020, ha ripreso a pieno titolo il suo impegno nell’ONA.

Il Dipartimento Tutela Vittime Uranio Impoverito e Vaccini dell’ONA è pienamente operativo, e si avvale del supporto legale dell’Avv. Ezio Bonanni, al fine di perseguire e realizzare la piena tutela legale delle vittime dell’uranio impoverito e dei vaccini.

Coloro che per esposizione a nanoparticelle di proiettili all’uranio impoverito, ovvero a radiazioni e/o particelle di metalli pesanti, hanno contratto infermità, tra cui il linfoma di Hodgkin, oppure il mesotelioma, etc., hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio e dello status di vittima del dovere.

Riconoscimento causa di servizio art. 1, co. 563, L. 266/05

Infatti, in tali contesti, sussiste il diritto con riferimento all’art. 1, co. 563, L. 266/05. In ogni caso, vi è tutta la disciplina specifica dell’equiparazione a vittime del dovere, per effetto di quanto stabilito dall’art. 1, co. 1, lettera C, del D.P.R. 243/2006, in relazione all’art. 1, co. 564, L. 266/2005.

La Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati della XVII Legislatura, presieduta dall’On.le Scanu, nella sua relazione finale dell’07.02.2018, ha espresso un duro atto di accusa per le condizioni di rischio con cui sono stati esposti i nostri militari, sia nelle missioni all’estero, tra cui quelle nei Balcani, sia in Italia.

L’Avv. Ezio Bonanni è stato audito dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta il 06.12.2017 (video dell’audizione dell’Avv. Ezio Bonanni presso la Commissione Uranio Impoverito).

L’avvocato ha illustrato le condizioni di rischio cui sono stati esposti i nostri militari, non solo per la presenza di amianto, ma anche di altri cancerogeni e, a maggior ragione, nei casi in cui sono stati utilizzati proiettili all’uranio impoverito, peraltro senza che i nostri militari ne fossero informati, e dotati di strumenti di cautela e protezione.

L’ONA ha istituito il servizio di assistenza legale per le vittime del dovere: