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Centrale nucleare di Latina: riconosciuto il rischio amianto

Borgo Sabotino Amianto, centrale nucleare Latina amianto
Borgo Sabotino Amianto

Centrale nucleare Latina amianto, parla l’ONA

Centrale nucleare Latina amianto. Non solo radiazioni ionizzanti, e la loro elevata carica di lesività, ma anche i minerali di amianto.

In seguito ad azioni giudiziarie, l’Avv. Ezio Bonanni ha dimostrato che la Centrale Nucleare di Borgo Sabotino di Latina, è stata realizzata con amianto e materiali contenenti amianto. 

La prova dell’esposizione all’amianto oltre le 100 ff/l

L’Avv. Ezio Bonanni è riuscito a dimostrare che nella centrale nucleare di Borgo Sabotino l’amianto ha avuto diversi utilizzi. Impastato con il cemento, piuttosto che nelle coibentazioni, in matrice friabile e compatta. Per tali motivi, all’esito della prova testimoniale, il Giudice ha disposto l’accertamento tecnico peritale.

Questo accertamento ha permesso di dimostrare che ci fu, almeno fino al 28.04.1993, l’utilizzo di amianto e superamento della soglia delle 100 ff/l.

Il Tribunale di Latina, Giudice del Lavoro, Umberto Maria Costume, con sentenza n. 505/2019 ha accolto le richieste dell’Avv. Ezio Bonanni. Quindi l’INPS di Latina è stata condannata  alla rivalutazione della posizione contributiva con il coefficiente 1,5.

In questo modo i lavoratori esposti all’amianto hanno diritto a vedersi accreditate le maggiorazioni contributive, pari al 50% di quelle del periodo di esposizione.

Centrale nucleare Latina amianto pensione per i lavoratori

Coloro che sono stati dipendenti di ENEL e poi SOGIN SpA, presso la centrale nucleare Latina di Borgo Sabotino, hanno diritto all’accredito dei benefici amianto. L’accredito può essere richiesto sulla base dell’art. 13 co. 8 della L. 257/92.

In alcuni casi questo accredito è pari all’1,25, che non è valido per maturare anticipatamente il diritto a pensione (art. 47 co. 1 della L. 326/03). Per questi moviti, è preferibile verificare la possibilità di chiedere l’accredito con l’art. 13 co. 7 della L. 257/92.

In questo caso l’accredito è sempre con il coefficiente 1,5, valido sia per il prepensionamento che per l’aumento dell’entità della prestazione.

Pensione amianto in caso di malattia asbesto correlata

Nel caso di danno biologico centrale nucleare Latina amianto, può essere chiesta la pensione amianto. Si tratta del trattamento pensionistico di invalidità per i lavoratori malati, che possono fare domanda con l’art. 1 co. 250 della L. 232/2016.

Infatti, tale normativa è stata poi integrata con i commi 250 bis e 250 ter. Con tale normativa, a partire dal 2020, la platea degli aventi diritto è stata ampliata per tutti i lavoratori che hanno subito danni biologici.

Adeguamento dell’importo pensionistico centrale a Latina

Per effetto di questa importantissima sentenza del Tribunale di Latina, si è stabilito il principio che tutti i lavoratori della centrale nucleare Latina amianto hanno diritto a rivalutare la posizione contributiva.

Anche con l’applicazione del coefficiente 1,25 comunque sia tale accredito per c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto determinano l’adeguamento dell’importo dei ratei della pensione.

Condannata INPS al risarcimento di un ex lavoratore

“Il Tribunale di Latina ha disposto l’accertamento tecnico peritale da cui si evince che nella Centrale Nucleare di Borgo Sabotino è stato utilizzato amianto.

Questa sentenza costituisce un precedente giudiziario. Per cui, tutti i dipendenti hanno la possibilità di chiedere il risarcimento previdenziale, anche se ancora privi di malattia.

In questo modo risulta fondamentale la sorveglianza sanitaria, dovuta, per legge, anche per il rischio delle radiazioni ionizzanti.

Infatti, anche a distanza di decenni, potrebbero manifestarsi le classiche malattie dovute alle radiazioni ionizzanti e all’amianto.

L’ONA ha istituito il controllo sanitario, ovvero lo sportello amianto, tramite il quale si può avere una consulenza gratuita sia legale che medica. La diagnosi precoce è molto importante”.

Incremento dei casi di malattie asbesto correlate a Latina

In provincia di Latina risulta un incremento delle classiche patologie asbesto correlate. Abbiamo censito il picco dei casi di mesoteliomitumori polmonari, alla laringefaringeesofagofegatocolon e perfino all’ovaio. Poi ci sono le classiche patologie  infiammatorie.

Mi riferisco all’asbestosiplacche pleuriche ed ispessimenti pleurici, e anche le complicazioni cardio-vascolari.

Il picco dei casi ci sarà tra il 2028 e il 2030. Per il caso dei lavoratori della centrale nucleare presente a Latina,  a Borgo Sabotino, vi è un rischio in sinergia con le radiazioni ionizzanti.

Per tali motivi è fondamentale la sorveglianza sanitaria e la tutela dei diritti delle vittime, oltre alla bonifica e messa in sicurezza.

I dati dell’epidemia amianto in provincia di Latina 

L’ONA ha censito, per la provincia di Latina. Sono stati censiti, 150 casi di mesotelioma, fino al 2018. Quindi il trend è in continuo aumento. Fino al 2014 il Dipartimento di Prevenzione ha censito circa 100 casi.

Quelli per i periodi successivi sono stati censiti dall’ONA. Risultano i seguenti casi: Latina con 30, Gaeta con 25, Aprilia con 20, Formia con 15 e Sezze con 10.

Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg. L’ONA stima un’incidenza di mortalità per patologie asbesto correlate, di circa 600 decessi nel periodo tra il 2000 e il 2018. Quindi una media di poco superiore a 30 decessi ogni anno nella sola provincia di Latina.

Centrale nucleare di Latina rischio radiazioni ionizzanti

Le tabelle INAIL hanno evidenziato una serie di rischi. Per quanto riguarda i lavoratori della centrale nucleare di Latina hanno ottenuto, grazie all’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni, il riconoscimento dei benefici contributivi.

In merito alle radiazioni ionizzanti ci sono diversi rischi, tra cui:

  • Radiodermite, periodo 1 anno, lista I, gruppo 2, codice I.2.07;
  • Radiodermiti, periodo 1 anno, lista I, gruppo 5, codice I.5.06;
  • Pancitopenia, periodo 5 anni, lista I, gruppo 2, codice I.2.07;
  • Piastrinopenia, periodo 5 anni, lista I, gruppo 2, codice I.2.07;
  • Opacità del cristallino, periodo 2 anni, lista I, gruppo 2, codice I.2.07;
  • Anemia iporigenerativa, periodo illimitato, lista I, gruppo 2, codice I.2.07;
  • Infertilità temporanea o permanente maschile, periodo 5 anni, lista I, gruppo 2, codice I.2.07;
  • Leucopenia, periodo 5 anni, lista I, gruppo 2, codice I.2.07;

Centrale nucleare Latina: tumori per radiazioni ionizzanti

L’esposizione a radiazioni ionizzanti può causare, quindi, l’insorgenza di una serie di tumori. L’INAIL li riconosce come legati all’esposizione alla centrale nucleare di Latina e/o altre centrali. Nelle centrali, il rischio cancerogeno è molto elevato.

INAIL riconosce i seguenti tumori rischio nucleare:

  • fegato, periodo illimitato, lista II, gruppo 6, codice II.6.40;
  • colon-retto, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • cerebrale, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • rene, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • esofago, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • ghiandole salivari, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • pancreas, periodo illimitato, lista II, gruppo 6, codice II.6.40;
  • ossa, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • polmone, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • mammella, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • del sistema emolinfopoietico, periodo illimitato, lista I, gruppo 2, codice I.2.07.
  • ovaio, periodo illimitato, lista II, gruppo 6, codice II.6.40;
  • tiroide, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • vescica, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • stomaco, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • prostata, periodo illimitato, lista II, gruppo 6, codice II.6.40;

Nel caso i lavoratori della centrale nucleare fossero stati attinti da una delle suddette patologie, possono richiedere il riconoscimento dell’indennizzo INAIL.

Centrale nucleare di Latina amianto e radiazioni

L’ONA ha celebrato a Latina, in data 14.04.2019 il convegno “Latina tra amianto, rifiuti e nucleare“. Nel corso del convegno è stato analizzato il dato epidemiologico dall’ONA e dall’Avv. Ezio Bonanni, dal quale sono emerse rilevanti e gravi condizioni ambientali.

Tra i cittadini abitanti nelle vicinanze della centrale, sono emersi notevoli casi di cancro e, ciò, è stato confermato anche per quanto riguarda altre centrali, oltre quella di Latina.

Emergenza ambientale: le azioni di tutela dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito l’ONA TV, strumento per garantire un’informazione e formazione più ampia in merito al rischio amianto. Nella seconda puntata dal titolo “Amianto emergenza ambientale – il caso industrie meccaniche siciliane”, è stato affrontato proprio il tema del rischio ambientale.

L’associazione chiede la bonifica di tutti i siti e micrositi contaminati da amianto ed altri cancerogeni. Nel corso dell’episodio sono stati resi pubblici anche i dettagli in merito agli operai delle Industrie Meccaniche Siciliane, lavoratori a cui l’INPS continua a negare i diritti.

Ezio Bonanni interviene alla Commissione Ambiente di Latina

Commissione Ambiente
Commissione Ambiente

“Fermare la strage si può e si deve!” la denuncia di Bonanni: “per il periodo dal 2000 al 2018 rilevata nella provincia di Latina un’incidenza di mortalità per patologie asbesto correlate di circa 600 decessi. Una media di poco superiore a 30 decessi ogni anno”.

Ezio Bonanni

È intervenuto, tra gli altri, l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Bonanni ha ribadito la necessità di istituire al più presto lo Sportello Amianto del Comune di Latina.

L’iniziativa può essere promossa attraverso la convenzione proposta da ONA al Comune di Latina, il quale, nel corso del suo intervento, ha rimarcato la necessità di dover al più presto affrontare e risolvere il problema amianto anche nella città di Latina.

Alla Commissione Ambiente Latina si discute di amianto

“I medici volontari dell’ONA sono a disposizione per assistere tutti i cittadini in collaborazione con le strutture ospedaliere. Necessario, però, avviare la sorveglianza sanitaria, che è a carico della ASL.

È necessario che il Comune di Latina si faccia portatore degli interessi della collettività, nel rispetto dei programmi elettorali di tutela della salute e dell’ambiente, rispetto al rischio amianto e rispetto ad altri agenti patogeni e cancerogeni.

Necessario dar corso al protocollo d’intesa, affinché l’ONA, già operativa dal 2008 nel territorio di Latina ed in tutta Italia, possa avere un forte supporto per l’assistenza dei cittadini, esposti e vittime dell’amianto. È necessario che il protocollo venga al più presto stipulato.

È necessario, altresì, terminare la mappatura in particolare, delle scuole e anche degli acquedotti, molti dei quali con tubature in cemento amianto, con l’obbligo, per il gestore, di provvedere alle bonifiche, secondo gli impegni assunti al momento della stipulazione delle convenzioni”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA.

La Commissione Ambiente ha affrontato il tema amianto dopo che l’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA hanno organizzato la conferenza dello scorso 13 aprile.

assistenza ona

L’azione dell’ONA nella Provincia di Latina

L’attività dell’ONA prosegue comunque sul territorio, e tutti i cittadini possono chiedere l’assistenza gratuita presso la sede in Latina, in Via Cairoli n. 10, attraverso il numero verde gratuito 800034294.

Ezio Bonanni

L’ONA ha censito, per la provincia di Latina, circa 150 casi di mesotelioma, con un trend in netto aumento, rispetto ai circa 100 casi censiti dal Dipartimento di Prevenzione per il periodo dal 2000 fino all’anno 2014.

Le città più colpite dai casi di mesotelioma – secondo quanto rilevato dal presidente dell’Associazione – fino a tutto il 2018, sono Latina con 30 casi; Gaeta con 25 casi; Aprilia con 20 casi; Sezze con 10 casi; Formia con 15 casi”.

Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg – ha spiegato Bonanni – perché l’amianto provoca tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari.

L’ONA quindi stima un’incidenza di mortalità per patologie asbesto correlate in provincia di Latina per il periodo dal 2000 al 2018 di circa 600 decessi, con una media di poco superiore a 30 decessi ogni anno”.

Per il lavoro, ancora troppi “se”

Primo maggio festa lavoro
Primo maggio festa lavoro

Ebbene, si! Sono decisamente troppi i se e i ma, nonché i forse e i chissà. Decisamente inverecondo l’eccesso di pudore o di opportunismo in molte delle situazioni, che dovrebbero essere giudicate ed affrontate con onestà intellettuale e determinazione, senza balbettamenti.

Una data importante

Festa lavoro

Domani ricorrerà ancora una volta il Primo Maggio. Sottolineo ancora una volta, perché la storia di questo anniversario è rimasta controversa e dolorosa, ancorché liberatoria e gioiosa sin dalla sua origine ottocentesca, americana.

Nel 1886 le manifestazioni di Chicago degenerarono con sparatorie ed attentati dinamitardi, arresti e impiccagioni di operai dichiarati anarchici e conseguenti riverberi europei. Fino in Italia, dove nel 1988 il livornesi reagirono alla notizia delle condanne capitali assaltando il naviglio statunitense ancorato in porto ed il console rifugiato in Questura.

La Festa del Lavoro non presuppone disoccupazione, bensì condizioni accettabili di durata, sicurezza e retribuzione. La sicurezza, In particolare, merita un capitolo a parte, posto che gli incidenti continuano ad essere all’ordine del giorno per incompetenza, distrazione o dolo, salvo il caso abnorme dei lavoratori dell’amianto, condannati comunque al rischio, anche dopo la soppressione per legge del settore, sin dal 1992 ed ancora per decenni, in attesa di radicali bonifiche, come invocato dalla stessa ONA e perorato dai suoi dirigenti, Avv. Ezio Bonanni in testa.

Bene, la situazione reale la conosciamo e il lavoro rischia di non essere più fonte essenziale del reddito, ma di divenire nelle sue variabili una condizione, un impegno con ricadute sociali che finisce per sconfinare appunto nel socialmente utile, nel volontariato, nel no profit, nel servizio civile, nello studio – lavoro.

Insomma in una vasta pianura, in cui rischiano di addensarsi i più, candidati di fatto ad un reddito di cittadinanza che peraltro mette in mora proprio coloro che il lavoro non lo cercano, ma se lo inventano quotidianamente, scommettendo sulla propria qualità ed intraprendenza.

Non solo doveri ma anche diritti del lavoro

Primo maggio festa lavoro

Intendo gli artigiani, gli agricoltori, i commercianti, i piccoli imprenditori. Che alla fine della fiera pagano le tasse, ma ricevono pensioni ridicole al disotto delle minime. Nessun sostegno economico in caso di malattia, nessun intervento di cassa integrazione per mancanza di lavoro o morta stagione, nessun periodo di ferie pagate e tanto meno nessun limite massimo all’orario di lavoro.

Partite IVA o meno, la verità è che la regolamentazione in termini di diritti e doveri per il lavoro, tutto, pubblico e privato, lascia molto a desiderare. Le differenze, le disparità tra gli stipendi, il welfare, le pensioni e le integrazioni contro la povertà hanno risentito e risentono dei sentimenti di parte, che le hanno nel tempo ispirate e condizionate.

Il risultato distorcente è quello dei figli e dei figliastri, con furbi ed opportunisti benestanti o addirittura ricchi ed altri, quelli impegnati ed idealisti, magari con le toppe o all’estero, alla ricerca di affermazione del merito.

Festa del lavoro

Si, appunto il merito, argomento tabù nel Bel Paese, salvo riconoscimenti postumi con regolari lacrime da coccodrillo, se va bene. Tanto per chiarire il concetto, il lavoro, che apparentemente non c’è, andrebbe rimodulato sulle reali necessità della collettività. Così scaturirebbero davvero milioni di opportunità, di posti, di soluzioni a carenze e disservizi, che sono sotto i nostri occhi nel quotidiano divenire di quel che non va, rispetto a quel che va.

Basterebbero solo cinque minuti di puro coraggio!

Avere una società davvero civile, educata, ordinata e capace, significa avere il coraggio di cambiare regole e metodo di governo. Rispettando le convenzioni comunitarie di una Europa, che non sia soltanto eurocentrica e iperburocratica.

Ecco, infine, che ogni evento orribile come quelli delle violenze, che ovunque quotidianamente si ripetono, trovano purtroppo una spiegazione chiara. Evidente nella filosofia irresponsabile del vorrei ma non posso, del rinvio e dell’elusione, modalità che non portano ad alcun traguardo, a piangere sul nulla.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione assiste i cittadini per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA si occupa anche della tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale. Tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

Amarcord, amaroma, stop amianto

Amianto
Amianto

È di tre giorni fa l’ultimo allarmante segnale che fa dell’hinterland romano, Amaroma, una seconda “terra dei fuochi”. È un territorio contaminato da una quantità esagerata di discariche abusive, mini e mega in stato attivo o di abbandono, comunque fuori controllo. 

Amaroma: dichiarazione di guerra alla fibra killer!

Eppure, sei anni fa, l’AMA, azienda municipalizzata all’ordine del giorno per complesse problematiche di non facile soluzione, aveva lanciato un segnale perentorio attraverso il suo magazine Amaroma, titolando: “ STOP AMIANTO!“.  Si trattava di una dichiarazione di guerra alla fibra killer. L’Amaroma proponeva servizi a tutto campo “per la rimozione del pericoloso materiale dalle aree pubbliche e private”.

Amaroma: il nemico invisibile è alle porte!

amaroma

Il collega Daniele Petraroli, nel suo editoriale su Amaroma, “Un nemico invisibile, ma da non sottovalutare”, dava un quadro obiettivo. Dava una idea chiara dello stato dell’arte, della necessità di non abbassare la guardia e di non affidarsi a soluzioni improvvisate, non certificate.

Per questo, alleghiamo copia di quella preziosa testimonianza di consapevolezza rispetto al pericolo su Amaroma. Purtroppo, nel frattempo,  il livello dello stato di allerta è divenuto inadeguato, tanto peggio la qualità e la quantità delle rimozioni. C’è l’insorgenza di un panorama di sversamenti abusivi di macerie frammiste a rottami e pattume d’ogni genere, al punto di generarne la percezione calamitosa, quasi un fenomeno naturale da sopportare con rassegnazione.

Come già scritto, l’aver toccato il fondo non significa accettare l’idea di rimanerci. Ma bisogna diversamente coglierne la drammaticità e prendere una iniziativa che sia di riscatto morale e conseguentemente opportunità di risanamento reale. 

Problema dello smaltimento denunciato da Amaroma e dall’ONA

Appena due settimane fa a Latina con ONA e il suo Presidente, avv. Ezio Bonanni, abbiamo dato il là a una campagna di indagine, denuncia, protesta e proposta con la redazione del Diario Pontino e con una rappresentanza parlamentare europea e della magistratura impegnata, che non si sono limitati ai saluti di circostanza.

Il quella sede, oltre all’amianto e ai rifiuti tossici, si aggiungevano le scorie radioattive dell’attività nucleare. Diversamente, per Roma, potremmo aggiungere la questione non irrilevante della individuazione di una nuova area da destinare allo smaltimento. Sembra si stia profilando nella zona nord, oltre la riva destra del Tevere, diciamo una seconda Malagrotta, più a sud ed esaurita con tutte le conseguenze opinabili legate alla filosofia dello smaltimento in discarica, mentre si continua a rifiutare l’ipotesi eurocondivisa dei termovalorizzatori ed il tempo “tiranno” inesorabilmente trascorre.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

L’ONA denuncia l’emergenza amianto a Roma

convegno amianto, ambiente, salute

Durante il convegno del 26.07.2022, organizzato dall’ONA, dal titolo: “Amianto, ambiente, salute: per Roma Capitale d’Europa“, sono stati riportati i dati sui siti contaminati della città.

Secondo le rilevazioni dell’associazione, nel Comune, sono stati verificati 1148 su 2.338 istituti scolastici e nell’8%, cioè 95 scuole, vi è la presenza di amianto. Inoltre i siti considerati a maggior rischio sono quelli della Fonte Appia, le diverse strutture industriali nella zona Magliana e a est di Roma, tra cui Tiburtino e Casilino. Anche la zone degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino è a rischio, per l’elevato utilizzo di amianto negli aeromobili.

I cittadini hanno difficoltà ad attivare le bonifiche – ha dichiarato l’Avv. Bonanni durante l’incontro-. Abbiamo visto negli anni le conseguenze dell’amianto, ma dobbiamo fare prevenzione, nel pubblico e nel privato“.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione assiste i cittadini per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA si occupa anche della tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti ad amianto, anche coloro privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi.

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    Uomini e amianto, mai più vittime

    Amianto
    Amianto

    Le fumigazioni pestifere e tenebrose dell’ultimo dei roghi in quel del Collatino a Roma, ieri, ventiquattrore dopo il disastro, ristagnavano controllate a vista da quei Vigili del fuoco.

    28 Aprile, giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro

    Giusto quei lavoratori che sono i nostri angeli custodi, ma anche tra i più esposti al rischio per la salute e la sicurezza sul lavoro, di cui si celebra domani la “World Day for Safety and Health at Work 2019” , indetta dalla ILO (International Labour Organization) non a caso concomitante, simbolicamente da anni, con la “Giornata Mondiale Vittime Amianto”, su proposta dell’ABREA (Associazione Brasiliana Esposti Amianto).

    Amianto

    Le due Organizzazioni, nello stesso giorno del 28 aprile, sono unite nell’appello universale all’impegno per contrastare preventivamente ogni forma di pericolo, che renda ingrato il fondamentale diritto dovere al lavoro e perverso il rapporto anche inconsapevole con le fibre killer dell’amianto, causa pandemica di malattie gravi e decessi per patologie asbesto correlate.

    Lavoratori colpiti da malattie professionali

    Secondo i dati ILO, attualmente ci sono 374 milioni di persone ferite da infortunio sul lavoro o colpite da una malattia professionale. L’86% delle morti per cause lavorative è rappresentato da malattie professionali, circolatorie 31%, tumori 26%, malattie respiratorie 17%.

    Purtroppo è doloroso e frustrante scriverlo, ma sono ancora diversi i paesi civili in cui l’estrazione e la lavorazione dell’amianto non si è fermata, orientando cinicamente l’esportazione nei territori in via di sviluppo, dove le regole e i divieti anche per i pesticidi altrimenti banditi, piuttosto che per lo sversamento indiscriminato dei rifiuti altamente tossici e radioattivi non esistono o vengono aggirate. 

    Altrettanto pesante però è lo stato dell’arte anche laddove le leggi hanno bloccato la mefistofelica  filiera amiantifera ( in Italia  dal 1992) senza comunque risolvere significativamente il problema dello smaltimento protetto delle enormi quantità introdotte ogni dove, dalle case alle infrastrutture, ai treni, alle navi, ai dispositivi militari, tra la fine del XIX e del XX secolo, salvo appunto ignorarne le vittime, nei confronti delle quali non occorrono soltanto solidarietà e commiserazione, ma soprattutto assistenza e sostegno, riconoscimento e giustizia.

    Un cambiamento radicale…

    L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, per questo, con la guida competente del suo Presidente, Avv. Ezio Bonanni, si è decisamente orientata sul doppio fondamentale obiettivo della prevenzione e dell’azione risarcitoria, perseguendo il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.

    Amianto

    Nell’intento di dare il massimo sostegno all’azione di forte connotazione culturale, alla necessità di un cambio radicale di metodo e di passo anche sul piano educativo, formativo, culturale, etico, è nata anche l’alleanza con il Comitato Nazionale Italiano Fair Play e non a caso a pochi giorni dalla istituzione della Commissione Amianto – in cui l’ONA è rappresentata, il Ministero dell’Ambiente ha stipulato un Protocollo di collaborazione con l’Agenzia Sport e Salute, già CONI Servizi, nel cui ambito opera proprio il CNIFP (Comitato Fair Play)  affinché  anche attraverso lo sport sia garantita la sostenibilità ambientale, a cominciare dall’impiantistica afflitta dalla presenza di amianto e da bonificare.

    A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

    I servizi di assistenza ONA

    L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

    assistenza ona