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Gesualdo Serra: una vita spezzata dall’amianto killer

Mesotelioma
Mesotelioma

Questa è la storia di un uomo, Gesualdo Serra, cambiata in maniera devastante nel giro di pochi anni a causa di un mesotelioma. Nel 2008 la moglie, di soli 45 anni, morì a causa di un aneurisma cerebrale, provocando un immenso dolore e vuoto nella vita di quest’uomo e dei due figli che si ritrovarono senza la madre da un momento all’altro.

“Nostro padre è morto soffocato, straziato, lo hanno ucciso”

Ma la vita di Gesualdo è stata costernata da molteplici sofferenze. Dopo la perdita della moglie perse, improvvisamente, il lavoro. L’unica cosa che gli restava e che gli dava la forza per andare avanti e superare questo lutto devastante.

Aveva lavorato presso diverse aziende: a titolo esemplificativo: “S.p.A. S.I.A.E. Marchetti di Sesto Calende, società titolare dello stabilimento di produzione di treni e aerei in provincia di Varese, dal 1970 al 1979; “Aeronautica Macchi S.p.A.” di Venegono Inferiore (VA), come montatore meccanico, dal 1980 al 1981; “Preparazione Tessuti” di Castelletto Ticino (NO), dal 1984 al 1986; “Flytex S.r.l”, dal 1986 al 1989 e altre.

Ma aveva lavorato anche per l’esercito, nei reggimenti di artiglieria da montagna, per un anno, come artigliere radiofonista conduttore.

Secondo gli atti: “è stata proprio tale massiccia esposizione a polveri e fibre di amianto (almeno a titolo di concausa), ad aver provocato l’insorgenza del mesotelioma pleurico”, con conseguente diritto delle parti assistite ad ottenere il risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali”.

Ha lavorato per anni a contatto con l’amianto, inconsapevolmente e si è ritrovato a un passo dalla pensione senza lavoro. Era ormai psicologicamente provato, trovarsi a quell’età senza un’occupazione era deleterio e non aiutava certo a superare la solitudine e i pensieri che affollavano la sua mente. Era frustrante, per un uomo che aveva sempre messo i figli e la famiglia sopra ogni cosa privandosi di tutto, vivere così.

Fortunatamente una cara parente della moglie, di Verona, decise di aiutare Gesualdo trovandogli un piccolo impiego nella sua azienda per permettergli di concludere la carriera lavorativa. Era rinato.

Il solo fatto di poter sentirsi utile era per lui una grande soddisfazione morale, come padre e come uomo. 

La storia di Gesualdo Serra: aveva 56 anni

Grazie a questo lavoro iniziò a superare la depressione che lo aveva colpito, ma nel 2014 ebbe un malessere improvviso dopo aver preso freddo e lo portarono immediatamente in ospedale.
Da lì l’inizio di un inferno. Aveva pensato di esserselo lasciato alle spalle ma il peggio doveva ancora arrivare.

lo portarono all’ospedale per una “polmonite”, ma i medici scoprirono che c’era qualcosa di peggiore e diagnosticarono un tumore: il mesotelioma pleurico.

Quando lo operarono scoprirono che il tumore era già in metastasi. Il mesotelioma, “tipico” tumore da amianto lo aveva consumato dall’interno chissà da quanto tempo e i sintomi, come spesso succede, sono talmente poco evidenti e trascurabili (una po’ di tosse ad esempio) che inevitabilmente lo avrebbero portato alla morte. Non c’era più nulla da fare.

Mesotelioma
Mesotelioma

Quando hanno aperto la pleura era già al quarto stadio di tumore. L’esame istologico confermò la diagnosi di mesotelioma. Iniziò a combattere una battaglia contro il tumore, consapevole che era ormai troppo tardi per poter guarire.

Da lì sono iniziati i cicli di chemioterapia. Gesualdo viveva in Veneto e i due figli erano lontani. Fu un calvario sia per Gesualdo sia per i figli che dovettero assisterlo: il maggiore, ufficiale della marina militare imbarcato.

Appena in porto andava direttamente dal padre lasciando sia la bambina sia la moglie sole per lunghi periodi così come anche l’altro figlio, partiva da lontano per assistere il padre per intere settimane notte e giorno.

Soffriva in silenzio, Gesualdo ma era consapevole che la morte lo avrebbe presto portato via dai suoi cari e gli avrebbe tolto anche la possibilità di veder crescere quella nipotina alla quale era tanto legato.

La diagnosi di mesotelioma pleurico

I medici gli avevano dato otto mesi di vita ma, tra operazioni e chemioterapia è riuscito, anche grazie alla sua forza di volontà, ad andare avanti per due anni. A stento, cercando di non pesare sui figli, spesso mentendo al telefono sul suo stato di salute.

Mesotelioma
Mesotelioma

Quando i familiari si accorsero che mancavano pochi giorni alla morte decisero di affidarlo a due sue sorelle, suore del  Cottolengo di Torino, che gli offrirono assistenza amorevole.
Gli antidolorifici lo avevano ridotto malissimo, furono due, tre settimane di agonia. 
Gesualdo nel periodo di malattia, aveva fatto richiesta all’INAIL di malattia professionale: ovviamente è stata accettata.

Ma quando nel 2018 morì, i figli si rivolsero all’avvocato Bonanni perché in seguito alla morte, a causa dell’amianto
Si ravvisava il reato di omicidio colposo.

Infatti, come riportano gli atti: “tale procedimento, avente ad oggetto il delitto di cui all’art 590, co. 1 e 3, c.p., nasce dalla trasmissione, da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verbania, di atti relativi all’inchiesta per malattia professionale condotta dalla stessa A.S.L. di Verbania: difatti, la nota n. 14629/Spresal/A, avente data 05.06.2014, ha ad oggetto “inchiesta malattia professionale (mesotelioma pleurico) relativa al Sig. SERRA Gesualdo”.

Mesotelioma
Mesotelioma

Come precisato, tuttavia, in data 18.05.2016, il Fu Sig. SERRA Gesualdo, dopo atroci sofferenze, è deceduto a causa di “mesotelioma”: non si comprende come mai, pur essendo pervenuta all’organo inquirente la notizia del decesso del Sig. SERRA Gesualdo – come dimostrato dagli atti di indagine contenuti nel fascicolo del P.M. – lo stesso P.M. non ha modificato l’ipotesi di reato da lesioni colpose a omicidio colposo, ma anzi ha avanzato richiesta di archiviazione proprio per il delitto di cui all’art. 590 c.p.

“Questa malattia ti soffoca– racconta uno dei figli- ti fa morire annegato perché negli ultimi giorni la produzione di liquidi che provoca il mesotelioma arriva alla bocca. Hanno infilato all’interno della bocca una cannula che aspira i liquidi”. Il suo respiro era un sibilo doloroso.

Era lì a vedere il padre morire soffocato dal mesotelioma che lo aveva travolto

Una cosa terribile. Tutto questo a causa di coloro che mettono a rischio le vite dei lavoratori esposti all’amianto. Anche le tute che lui portava erano intrise di amianto. Chissà quanto ne abbiamo respirato anche noi familiari.Mi sono occupato di mio padre mentre coloro che hanno provocato la morte di mio padre e di altri per aver omesso la presenza dell’amianto sono lì tranquilli a godersi la vita senza alcuna preoccupazione o senso di colpa. È inconcepibile. Hanno ucciso mio padre. Voglio giustizia. Per tutti coloro che non meritavano di morire per svolgere il proprio lavoro”.

Ora i figli, tramite l’avvocato Ezio Bonanni, procederanno per ottenere giustizia e i dovuti risarcimenti. Tuttavia mai colmeranno il vuoto creato dalla morte dell’amato padre.

I servizi di assistenza medica e tutela legale dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale. Tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

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Clima? Primum vivere, deinde philosophari

COP25
COP25

E sì, c’è proprio da chiedersi se, come e quando, forse, si possa immaginare che il formicaio impazzito degli umani trovi una forma di raziocinio, una compatibilità di comportamenti, rispetto all’esponenziale degrado ambientale e del clima, con la regola fondamentale del “primum vivere deinde philosophari”.

Clima: grido d’allarme dal COP 25

Infatti, il dubbio sorge più che spontaneo, dopo il doppio appuntamento con chi dovrebbe detenere il bandolo e la capacità di dipanare la matassa, ovvero l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Dopo il preambolo di settembre a New York, ha replicato in quel di Madrid con il suo numero uno, il Segretario Generale Antonio Guterres, lanciando le sue enfatiche grida d’allarme.

Clima
Clima

Ma, paradossalmente, inesorabilmente ieri l’attenzione mediatica si è spostata tutta sull’arrivo di Greta Thunbergh in catamarano a Lisbona. Tanti saluti all’autorevolezza dell’ONU, di Guterres, dei cinquanta capi di stato presenti a COP 25 e della stessa neo Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che pure si era sforzata di sottolineare l’intenzione di mobilitare le risorse comunitarie sulla salvaguardia dell’ambiente. L’obiettivo è darsi una significativa leadership nella tutela del Pianeta e nella collegata Green Economy.

Azione del presidente Trump alla COP 25 per il clima

Ecco, mentre Trump continua a distruggere ogni dove cristallerie a colpi di dazio, il terrorismo autoreferenziale manifesta polluzioni a destra e manca. Le guerre guerreggiate mantengono il trend anche nel silenzio stampa, le diaspore sociali generate da sanzioni si traducono in purghe di comodo, i traffici di armi, droga, rifiuti tossici ed umani alimentano le vocazioni criminali e finanche la NATO finisce declassata nel magazzino degli arnesi inutili. Dopo l’ultima pantomima siriana, si avverte, angosciante, la mancanza di una vera assoluta e indiscussa autorità universale, in grado di imporre agli umani comportamenti rispettosi della loro stessa possibilità di sopravvivenza.

Clima
Clima

Neppure quando il livello di rischio per buona parte della popolazione mondiale sarà conclamato e sarà evidente oltre ogni peloso dubbio, si troverà modo di uscire dalla trappola mortale in cui ci siamo cacciati ed in cui stiamo condannando tutte le altre forme di vita. Hanno la sfortuna di dover convivere con mostruosi alieni, tal quali siamo noi bipedi homo sapiens.

Domani sarà un altro giorno, per COP 25 si parlerà pro e contro Greta e i suoi ragazzi. I burattinai del nostro destino saranno in ben altre faccende affaccendati, mentre l’orchestra degli uragani continuerà a suonare sempre più forte, sino a stordirci, prima dell’inevitabile.

REMEMBER… 4 dicembre 2015 

PARADOSSALMENTE, L’AFFOLLATA CONFERENZA SUL CLIMA MEDITERRANEO AD ANZIO, TENUTASI A VILLA SARSINA CON UN PROFILO MOLTO REALISTICO, FATTO DI DENUNCE CONTRO L’INADEGUATEZZA DELLE MISURE IN ESSERE PER CONTENERE SE NON REPRIMERE IL DEGRADO, MA ANCHE DI PROPOSTE PER INVERTIRE LA ROTTA SUICIDA DELL’UMANITA’, RISCHIA DI ESSERE L’UNICA LIBERA DA CONDIZIONAMENTI PRIVATI E ISTITUZIONALI, LEGATI AL LUCRO ED ALLA POLITICA. INFATTI A PARIGI IL CLIMA SI È FATTO PESANTE PER LE INTERFERENZE DEI SOLITI “NEGAZIONISTI” COLLEGATI ALLE MULTINAZIONALI DEL LUCRO PELOSO SULLE RISORSE FOSSILI E DEI POTENTI ANCORA INVISCHIATI NELL’ANTICA VENEFICA STRATEGIA DELLA GUERRA FREDDA, ALIBI DA SEMPRE PER INCONFESSABILI INTERESSI ECONOMICI. QUALCUNO CI RIPORTA AI CICLI NATURALI DELLE GLACIAZIONI, NEL TENTATIVO DI DIMOSTRARE CHE IL SURRISCALDAMENTO IN ESSERE RAPPRESENTA UN ALGORITMO. POI CI PORRA’ DI FRONTE AL PROBLEMA CONTRARIO. MA FORSE NEL FRATTEMPO LA VITA COME LA CONOSCIAMO SI SARA’ ESTINTA, APPUNTO PER IL SUICIDIO COLLETTIVO DEGLI UMANI.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori esposti ad amianto e altre sostanze cancerogene. L’associazione con un pool di tecnici assiste i cittadini per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati. In caso di esposizioni, si può richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma e altre patologie asbesto-correlate. La prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza e migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche un pool di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti, anche coloro privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi amianto.

 assistenza ona

Mafia: revocata la scorta a Valeria Grasso

Mafia Valeria Grasso
Mafia

Valeria Grasso, una donna coraggiosa, lasciata sola dallo Stato

«Inizieremo al più presto un’azione legale a carico dello Stato, non sono dal punto divista amministrativo, ma anche per capire e identificare le responsabilità in tutte le sedi». Così l’avv. Ezio Bonanni, legale di Valeria Grasso

«Vengo lasciata sola». Queste le parole di Valeria Grasso che si è ribellata alla legge del pizzo e ha fatto arrestare, come testimone di giustizia, i membri del clan mafioso dei Madonia, a Palermo.

Revocato, dal 23 novembre, il servizio di protezione da parte dello Stato senza alcuna motivazione.
>Proprio lei che è “costretta” a vivere nella paura, come un fantasma, nascondendosi insieme con i suoi tre figli per ben due anni. Lontana da casa, sparendo, per proteggere sé stessa e i suoi cari. Protetta con il IV livello di rischio. Già ritenuto insufficiente tenuto conto delle gravi minacce che ha subito, ora viene privata anche della possibilità di sentirsi “al sicuro”.

«Il comandante del nucleo Scorte, colonnello Luca Nuzzo, il 20 novembre scorso mi ha informata verbalmente della sospensione della misura di protezione personale a Roma, salvo confermarmi il dispositivo su Palermo, considerata “a rischio”, dopo che, solo il 12 marzo 2019, mi era stata confermata dal Prefetto di Roma Paola Basilone», afferma Valeria.
>«Nella sua comunicazione scritta la Basilone aveva sottolineato che: “su proposta della scrivente, l’Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale ha determinato che nei confronti della S.V. venga assicurata una misura di protezione personale… con validità su tutto il territorio nazionale».

La storia di Valeria Grasso

La storia è iniziata quando Valeria Grasso, a 35 anni, ha deciso di aprire una palestra a Palermo. Nel quartiere di San Lorenzo, già conosciuto per l’intensità mafiosa.
>Preso in affitto il locale dalla moglie di Nino Madonia, si è ritrovata, da un giorno all’altro, minacciata, perché un esattore della famiglia mafiosa pretendeva che continuasse a pagare l’affitto anche a loro, dopo che l’immobile era confiscato per decisione del tribunale di Palermo.

La situazione, divenuta insostenibile a causa delle spese che doveva pagare non solo allo Stato, ma anche ai mafiosi, con tre figli da mantenere, spinse Valeria a cedere l’attività in gestione.

«Quelli, si sono presentati da me chiedendomi come mi ero permessa, senza il loro consenso, di prendere una simile decisione. O paghi per sempre, mi dissero, o chiedi i soldi all’affittuario e li dai a noi. Da vittima sarei diventata esattore. Se non lo fai, chi ha la palestra non avrà vita serena».

E così iniziarono le minacce, il terrore, lo spavento ma anche la fermezza di una donna che decise di fare la “cosa giusta”.
Non solo per sé e per la sua famiglia.
Dopo mesi di indagini si giunse alla condanna dei primi mafiosi, quattro del clan, tra cui Salvatore Lo Cricchio e Rosario Pedone.

La battaglia di Valeria e della sua famiglia

Inizia per Valeria e per i figli una vera battaglia, che ha portato all’arresto di altri venticinque mafiosi. Solo dopo due anni di protezione Valeria Grasso ha dovuto lasciare nuovamente la Sicilia per motivi di sicurezza.
>Ha pagato un prezzo altissimo. Ma ha insegnato a molti che ribellarsi alla mafia non è che il primo passo per smantellare un sistema che ormai è radicato all’interno della comunità da troppo tempo.
>Perché la mafia, insediandosi all’interno della società, ha tessuto la sua ragnatela. Espandendosi prima in maniera subdola e nascosta, poi venendo fuori in maniera evidente provocando stragi indimenticabili. E troppo spesso lo Stato non è stato capace di fronteggiare questo male, diventato un vero e proprio cancro che logora ancora oggi la società.

«Nell’epoca in cui il ministro dell’Interno è una donna e alla vigilia della “Giornata contro la Violenza sulle donne” vengo lasciata sola, anche nel mio impegno contro la criminalità e la mafia, che mi vede tutt’oggi in prima linea nella sensibilizzazione pubblica a sostegno della legalità e della giustizia perché, l’ho dichiarato più volte, mi sento una donna dello Stato piuttosto che vittima della mafia» – denuncia la signora Grasso che sottolinea: «e proprio quello Stato che ha ispirato il mio senso civico, con una condotta torbida, immotivata ed incomprensibile sta lasciando a rischio me e i miei figli, di cui una è ancora minorenne. Mi appello al Capo dello Stato e a tutte le autorità».

«Il mio sgomento – spiega – nasce anche dal fatto che, solo per citare l’ultimo dei fatti inquietanti avvenuti, il 6 giugno 2019 il mio compagno, titolare di una nota trattoria a Trastevere da oltre 20 anni, ha trovato una busta di plastica con un piccione morto sull’albero dove è posta l’insegna del locale, promessa di morte tipica della mafia».

La dichiarazione dell’Avvocato Bonanni

Alle dichiarazioni della signora Grasso replica il suo legale. Avvocato Ezio Bonanni, il quale ritiene che «il provvedimento di revoca della protezione alla Signora Grasso sia illegittimo per assoluta carenza dei presupposti di legalità. Abbiamo appreso solo verbalmente questa decisione – spiega il difensore – e, per tali motivi, abbiamo chiesto l’accesso agli atti lamentando la violazione del diritto alla partecipazione al procedimento amministrativo. Chiedendo copia dell’atto finale con le relative motivazioni, il tutto dovuto per legge. Inizieremo al più presto un’azione legale a carico dello Stato – conclude Bonanni -, non sono dal punto di vista amministrativo, ma anche per capire ed identificare le responsabilità in tutte le sedi».

ONA Sicilia Di Maio: contro la discriminazione

ONA Sicilia
ONA Sicilia

ONA Sicilia Di Maio. Il Ministro Luigi Di Maio arriva ad Augusta ed incontra una delegazione dell’Ona Sicilia (l’Osservatorio Nazionale Amianto).

A capo della delegazione il Coordinatore regionale Calogero Vicario, un saldatore che proviene dal mondo industriale.

Una battaglia a favore delle vittime di amianto

Nonostante sia stato esposto al rischio professionale amianto per oltre 25 anni, Calogero Vicario è stato discriminato, vedendosi negati i benefici previdenziali previsti per la sua categoria. Da qui, parte la sua battaglia a favore delle vittime di amianto e per la tutela dell’ambiente a fianco del Presidente ONA , Avv. Ezio Bonanni e dell’Onorevole Pippo Gianni.

Sig. Vicario, quando Di Maio era ministro del Lavoro, ONA ha chiesto al Governo un impegno a tutela della salute, del territorio e per sanare la pesante discriminazione subita dai lavoratori del polo petrolchimico di Augusta, Priolo, Melilli. 

In particolare avete chiesto di intervenire sul comportamento dell’Inps, per capire le motivazioni del vergognoso accanimento nei confronti dei lavoratori siciliani.

Essi sono costretti a costituirsi in tutti i gradi di giudizio, nonostante le centinaia di sentenze positive che dimostravano l’avvenuta esposizione all’amianto nei luoghi di lavoro.

Situazione che avete definito “una vergogna, oltre che un offesa”Lo avete fatto attraverso un accorato appello inviato via mail a ottobre 2019.

ONA Sicilia
ONA Sicilia

La mobilitazione ONA non si ferma

L’ONA ha dimostrato nel corso del tempo di restare sempre e comunque accanto alle vittime amianto.

L’associazione supporta le vittime con la tutela legale gratuita ma anche attraverso numerose iniziative.

Una di queste ultime è stata promossa lo scorso 13 ottobre, presso il Campidoglio a Roma. L’evento dal titolo “Rischio amianto in Italia, i diritti negati alle vittime”.

Quali erano le vostre richieste?

Abbiamo chiesto un atto di indirizzo, per il riconoscimento dei benefici previdenziali ai lavoratori esposti all’amianto nel polo petrolchimico di Priolo e di tutta la regione Sicilia, una regione dimenticata esclusa e dunque discriminata.

In che modo è stata discriminata la Sicilia?

Parlo di discriminazione perché, quando sono stati emessi i benefici previdenziali, c’è stata una limitazione geografica: solo 15 siti sono stati riconosciuti dal Governo. Agli altri sono stati negati tali benefici, ed è per questo che abbiamo dovuto adire alle vie legali.

Voglio ricordare che i lavoratori da noi rappresentati vengono dal polo petrolchimico più grosso d’Europa, con il più alto numero di decessi e malattie e voglio anche sottolineare, con il più alto Pil.

È assurdo che siano esclusi dagli atti di indirizzo, ma la cosa più inaccettabile, è che nonostante nelle aule dei tribunali i lavoratori abbiano avuto ragione, essi continuino a subire un assurdo accanimento da parte dell’ente previdenziale, che li rincorre a tutti i gradi di giudizio.

Oltre a rendere loro la vita difficile, spesso quando arrivano in cassazione, i lavoratori hanno già raggiunto il requisito massimo pensionistico e non hanno più diritto alla rivalutazione. Personalmente, io ed altri nove lavoratori abbiamo avuto sentenza favorevole, ma l’ultimo giorno utile, Inps si è appellata e abbiamo dovuto costituirci in appello.

Avete fatto qualcosa per sensibilizzare l’INPS?

Certo! Abbiamo fatto un sit in di una settimana presso la sede di Siracusa. Sopratutto vogliamo sapere perché l’Inps ci rincorre in tutti i gradi in tribunale.

Quali promesse sono state mantenute?

In qualità di Ministro del Lavoro, per quanto riguarda il polo petrolchimico, non ha fatto nulla di concreto.

Che fine ha fatto il dossier amianto?

Probabilmente il Ministro non ha ricevuto il dossier o forse non l’ha letto, ecco perché gliel’ho riconsegnato personalmente lo scorso sabato. Esso riporta i dati sulle patologie asbesto correlate in Sicilia. Si tratta di cifre allarmanti: circa 100 mesoteliomi; 200 carcinomi e 300 altre patologie asbesto correlate l’anno.

Qual è stata la sua reazione al dossier?

Sì, conosce bene l’Osservatorio ed il nostro Presidente, Avv. Ezio Bonanni. In passato ha presenziato all’importante convengo svolto presso l’auletta dei gruppi parlamentari, allorché è stato presentato un disegno di legge per i diritti dei lavoratori esposti all’amianto. Sabato ha preso atto della documentazione che, come detto, avevamo già inoltrato, senza tuttavia avere avuto alcun riscontro.

Vi siete rivolti anche all’On.Le Catalfo?

Certo, abbiamo chiesto al Ministro di Maio di consegnare il medesimo appello al nuovo Ministro del Lavoro, affinché ci vengano date risposte sul polo petrolchimico.

Qual è la situazione in Sicilia per le leggi amianto?

La legge regionale ha dei paletti: prevede la mappatura, il censimento, la bonifica, inertizzazione e misure a tutela dei lavoratori, inclusa la sorveglianza sanitaria. Purtroppo tuttavia non ha competenze sulla previdenza INAIL.

Sostanzialmente il problema degli atti d’indirizzo è di competenza del Ministro del Lavoro ma nelle altre regioni a statuto speciale (come la nostra), il ministro ha fatto degli atti equipollenti, risolvendo così la questione. Ricordo a tal proposito che il TAR ha detto che si equivalgono atti equipollenti quando manca l’atto di indirizzo ministeriale.

Ciò ha fatto sì che venissero riconosciuti tali diritti ai lavoratori di alcune regioni a statuto speciale, perché inserite nel registro regionale. Attualmente la legge regionale del 2014 sui rischi derivanti dall’amianto, è quasi del tutto inapplicata, fatta eccezione per il registro regionale dei lavoratori esposti e l’attivazione del centro di riferimento regionale inaugurato la settimana scorsa (era già attivo da qualche anno in un altro padiglione) presso il Muscatello di Augusta.

Commenti sul nuovo polo oncologico?

Sicuramente siamo positivi. A tal proposito ricordo le parole dell’onorevole Pippo Gianni che ha commentato “Il centro amianto una vittoria per la comunità. Una giornata storica per la sanità siciliana, un grande traguardo, arrivato dopo anni di lotte dell’Osservatorio Nazionale Amianto, anche da parte dei pazienti che hanno sviluppato patologie legate all’amianto e dei loro familiari”.

Quali attività svolge il centro amianto?

Ha il compito di effettuare sorveglianza sanitaria per la cura e la diagnosi delle patologie asbesto correlate, attraverso un protocollo già definito: anamnesi lavorativa, visita pneumologica, tac (se prevista) e lavaggio broncoalveolare (attrezzato da poco).

assistenza ona

Il presidente Ona, Avv. Ezio Bonanni è uno dei più autorevoli membri della commissione ministeriale amianto voluta dal Ministro dell’Ambiente Costa.

Che parole ha speso nei suoi confronti il Ministro di Maio?

Ha espresso parole di stima ed approvazione. “Salutatemi il presidente” ha esordito Di Maio. Del resto, il Ministro è stato coinvolto in altre iniziative Ona ed è in atto una collaborazione con l’avvocato Bonanni sul fronte amianto.

Quali risposte ha dato il Ministro Costa?

Ci ha garantito il massimo impegno. Ha inoltre specificato che la Commissione ministeriale amianto costituita di recente, ha il compito di elaborare una proposta di legge che dia risposte concrete in termini ambientali e previdenziali. Poiché la Commissione vanta tra i suoi membri i più autorevoli soggetti esperti in amianto, incluso il nostro presidente Ezio Bonanni, riponiamo massima fiducia nelle sue attività presenti e future.

Quali sono i prossimi step dell’ONA Sicilia?

Nel territorio siciliano, ma in particolare nel siracusano, ONA ha aperto uno sportello amianto presso il comune di Priolo, nell’area Sin ad alto rischio industriale, per i comuni che ricadono nel territorio di Priolo, Melilli, Augusta, Siracusa, Floridia e Solarino.

Nello specifico, lo sportello darà informazioni e risposte ai soggetti interessati, per la sorveglianza sanitaria e i diritti che si possono avere circa gli aspetti previdenziali e quelli relativi alle malattie professionali.

Voglio sottolineare che la nostra area ha un’altissima  incidenza patologica. Il polo petrolchimico siracusano include la vasta area costiera industrializzata della Sicilia orientale, svolgendo preponderanti attività di raffinazione del petrolio, trasformazione dei suoi derivati e produzione energetica. Attività che hanno causato malattie ai cittadini ed ai lavoratori, oltre ad arrecare un pesante degrado al territorio.

Attraverso il registro regionale degli esposti riteniamo che tutti i lavoratori abbiano diritto alla sorveglianza sanitaria. I dati stimano circa 25.000 soggetti esposti nel siracusano, secondo INAIL. Solo con un lavoro sinergico, tra INAIL, medicina del lavoro e registro regionale dei lavoratori si può fare qualcosa per individuare e promuovere attività di sorveglianza sanitaria.

I servizi di assistenza gratuita ona

L’ONA prosegue la sua attività anche di assistenza medica e legale, con diversi sportelli in tutta la Sicilia, con punti di riferimento centrale Priolo Gargallo, tutti i cittadini siciliani possono chiedere l’assistenza medica e legale gratuita attraverso il numero verde 800 034 294 e lo sportello on-line.

Solvay Rosignano condanna amianto al risarcimento

Solvay di Rosignano
Solvay di Rosignano

Solvay Rosignano condanna amianto: Il Tribunale di Livorno condanna la Solvay di Rosignano. Il Presidente ONA legale del lavoratore: “accertato l’utilizzo massiccio della fibra killer nello stabilimento. Indispensabile la bonifica dei siti contaminati”.

Solvay Rosignano condanna amianto: la sentenza

Il Giudice del Tribunale di Livorno (Sezione Lavoro), Sara Maffei, ha condannato la Solvay Chimica Italia S.p.A. e la Solvay Societé Anonyme al risarcimento dei danni a favore dell’ex dipendente E.T..

La vittima era un operaio affetto da patologia asbesto-correlata, nello specifico con placche e ispessimenti pleurici.

Il Tribunale, a seguito di un’intensa e approfondita istruttoria dalla quale è emersa l’esposizione lavorativa certa dell’ex dipendente a polveri e fibre di amianto.

Nello specifico ha condannato le società datrici di lavoro, in solido tra loro, a corrispondere al lavoratore, in forze nello stabilimento dal maggio 1977 al marzo del 2008, la somma complessiva di euro 13.354,00, oltre interessi legali.

Non era un caso isolato tra i lavoratori Solvay

Sono numerosi i casi di ex dipendenti della Solvay che hanno contratto una delle patologie asbesto correlate, tra queste ricordiamo: mesotelioma, pleurico, pericardico, del peritoneo e della tunica vaginale del testicolo.

Ma anche tumore ai polmoni, tumore alle ovaie, tumore dell’esofago, tumore faringe, tumore alla laringe, ispessimenti pleurici e placche pleuriche, sono patologie invalidanti correlate alla esposizione amianto.

E’ stato pacificamente accertato, sia in processi penali che civili relativi alla Solvay, l’utilizzo massiccio di amianto nello stabilimento – spiega Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto che precisa – “la fibra killer era presente in guarnizioni, baderne e avvolgimenti, MCA era usato per le coibentazioni e le guarnizioni delle celle e tubazioni in genere.

Amianto in scaglie mescolato con acqua era usato per la preparazione dell’impasto, per il tamponamento di alcune zone dell’impianto negli anni 70; amianto in trecce poteva essere usato per gli interventi manutentivi”.   

Indispensabile è la bonifica dei siti contaminati

Indispensabile la bonifica dei siti contaminati per evitare altre fonti di esposizione, dalle Centrali ENEL, nelle quali molto è stato già fatto, ai porti, tra cui quello di Livorno, e Marina di Carrara, alle scuole, agli acquedotti, oltre che evidentemente in tutti gli altri siti industriali” – sottolinea il difensore del lavoratore.

Fondamentale però anche la costituzione degli indennizzi INAIL e i prepensionamenti amianto e l’integrale risarcimento dei danni, anche in favore degli eredi, nel caso di decesso per patologie asbesto correlate.

Dai mesoteliomi ai tumori polmonari, dall’asbestosi ai tumori dello stomaco e di tutti gli altri organi del tratto gastro-intestinale” – conclude il legale, componente della Commissione Nazionale Amianto del Ministero dell’Ambiente.

La sede operativa/sportello amianto ONA di Rosignano Solvay ha ricevuto continue richieste di assistenza medica e legale da dipendenti ed ex dipendenti della Solvay di Rosignano, delle Centrali ENEL, dei cantieri navali e degli altri siti in cui è stato utilizzato amianto.

I cittadini sono stati assistiti e hanno quindi ottenuto le rendite INAIL, e tutte le altre prestazioni previdenziali e risarcitorie. Molti giudizi sono ancora in corso.

Le attività dell’ONA Rosignano

Presso la sede di Rosignano (Centro Rodari, Via della Costituzione) è possibile ricevere assistenza medica e legale gratuita rivolgendosi direttamente ai rappresentanti territoriali, Sig.ra Antonella Franchi e Sig. Massimiliano Posarelli.

Abbiamo incontrato i due volontari dell’ONA che hanno richiamato le numerose pronunce di condanna dell’INAIL all’indennizzo delle patologie asbesto correlate, come per esempio la recente sentenza della Corte di Appello di Firenze (condanna INAIL pagamento rendita). L’impegno dell’Associazione ONA continua per la tutela dei diritti delle vittime dell’amianto e dei loro familiari.

L’impegno dell’ONA in Toscana

In Toscana è operativo il centro di eccellenza di sorveglianza sanitaria istituto presso l’U.O. di medicina del lavoro del Policlinico Le Scotte di Siena, diretto dal Prof. Pietro Sartorelli, attraverso il quale è fornita la migliore assistenza medica.

Punto di riferimento sono anche i medici volontari dell’ONA. Capitanati dal Dott. Arturo Cianciosi, e dal Dott. Claudio Marabotti, peraltro autore di uno studio epidemiologico e assertore dell’esigenza primaria, che costituisce l’asse portate del programma operativo dell’associazione in Toscana. L’ONA fornisce il servizio di assistenza anche con lo sportello amianto on-line, e attraverso il numero verde 800 034 294.