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sabato, Maggio 9, 2026
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Eternit storia bonifica: siti contaminati

Eternit
Immagine esclusivamente decorativa

Eternit storia bonifica e di utilizzo

Riguardo l’eternit storia bonifica è lunga e non ancora conclusa. È una storia che risale agli anni della prima rivoluzione industriale quella dell’eternit, una miscela composta da cemento-carta-amianto, il cui marchio venne brevettato nel 1901 dall’austriaco Ludwig Hatschek dalla parola latina “aeternitas”, eternità per indicare la resistenza del materiale. In seguito i diritti di produzione furono acquisiti dallo svizzero Alois Steiman. In Italia fu Adolfo Mazza a fondare nel 1907 lo stabilimento “Eternit” di Casale Monferrato. Eternit è anche il nome dei manufatti di fibrocemento composti da amianto, un minerale utilizzato per la sua resistenza al calore e la sua indistruttibilità.

Una storia antica quanto moderna, quella dell’amianto. Già all’epoca dei Romani e dei Persiani era abituale avvolgervi i cadaveri per ottenere ceneri limpide e pure, evitando così la contaminazione delle spoglie reali. Fu Plinio il Vecchio a riportare questo particolare uso nella sua “Naturalis Historia“. Nel “MilioneMarco Polo descrive come questo materiale si adoperava per ottenere un tessuto per le tovaglie e nel ‘600 trovò impiego anche nella medicina naturale dell’epoca, testimoniato da Boezio.

A livello estrattivo l’Italia fu leader nel XIX secolo dell’uso di questo minerale. L’Eternit inizialmente si impiegò negli elementi di copertura, come le onduline.
Quindi, nel 1912 dallo stabilimento di Casal Monferrato uscirono tubi in cemento amianto, con cui si costruì la rete idrica.

E così iniziò il boom della produzione di eternit, favorita dal basso costo del materiale e dalle sue proprietà di resistenza al calore. Un materiale pericoloso quello dell’eternit con cui si realizzavano tubature e lastre ondulate per coprire i capannoni, mentre con impasti di amianto si rivestivano tubature di caldaie.

Il danno alla salute delle fibre killer

Se sottoposto, però, a stress termico o meccanico, l’eternit diveniva friabile, e rilasciava le fibre killer. Chi le ha inalate o ingerite, involontariamente, a distanza di anni si è ammalato di patologie tumorali, come il mesotelioma, il tumore del polmone, della laringe, della faringe, del colon, delle ovaie, che li ha portati alla morte.

Nel 1935 venne fondata a Bari la Fibronit, la cosiddetta fabbrica della morte, che ha ucciso oltre 400 persone tra dipendenti e abitanti, almeno fino al 2006.
Sino al 2009 sono stati rilevati oltre 1200 casi di mesotelioma nella zona di Casale Monferrato. Uomini che sono stati avvelenati lentamente, perché i tempi di latenza sono molto lunghi e bastano poche fibre per ammalarsi.

Solo dalla metà degli anni ’60 si confermò la pericolosità dell’amianto. Neanche la legge 257 del 1992 ha impedito, però, che questo killer, potesse continuare a uccidere. Ma grazie alla stessa legge, gli stabilimenti italiani di eternit (Casale Monferrato, Bagnoli, Cavagnolo, Siracusa, Rubiera, Bari) sono stati chiusi.
Tuttavia, sono ancora molti, troppi i siti da bonificare eternit, compresi edifici pubblici e privati e scuole.

La necessità della bonifica per fermare la strage

L’amianto è presente nelle tettoie, nei serbatoi e persino nei pavimenti. Ucciderà ancora. Ma, anche se non si può cancellare ciò che è stato, si può evitare ciò che sarà. Solo la bonifica può fermare la strage e salvare migliaia di vite umane (6.000 ogni anno e 54.000 nei prossimi 9 anni e circa 100.000 per i prossimi decenni).

L’avv. Ezio Bonanni ha ribadito che nei prossimi dieci anni, a causa delle pregresse esposizioni a fibre di amianto, si registrerà un picco dei casi e purtroppo dei decessi (oltre 50.000), con circa 5miliardi di euro di spese sanitarie che graveranno sulla collettività e a cui si dovranno aggiungere il peso sociale e i costi per le prestazioni previdenziali e assistenziali, con un conseguente “rischio collasso del welfare”.

Storia Eternit: come e quando bonificare

“La legge 257  stabilisce che non tutti i privati che possiedono edifici con eternit sono tenuti alla bonifica e allo smaltimento dell’amianto. Tali obblighi scattano solo se l’amianto risulta friabile. Ma in caso di amianto compatto è sufficiente incaricare un tecnico abilitato alla valutazione del livello di rischio.

Lo smaltimento e la rimozione dell’eternit possono essere affidati esclusivamente alle imprese iscritte nell’apposita sezione speciale dell’albo nazionale delle imprese esercenti servizi di smaltimento dei rifiuti”, dichiara l’Avvocato Bonanni.

I costi per la rimozione vanno da 8 a 20 euro a metro quadro, a seconda dell’ampiezza della superficie. I costi per lo smaltimento dell’eternit, invece, variano generalmente tra i 0,2 ai 0,3 euro al chilogrammo.

In ogni caso, riguardo a eternit storia bonifica, il nostro sistema fiscale prevede un Bonus smaltimento amianto“, che, in presenza di requisiti tassativi fissati dalla legge, concede a coloro che decidono di rimuovere l’eternit un credito di imposta al 65%, suddiviso in tre quote annuali di pari importo. I beneficiari dell’incentivo sono le persone fisiche e gli enti non commerciali nei limiti del 20% del reddito imponibile e i titolari di reddito d’impresa nei limiti del 10 per mille dei ricavi annui.

Discariche e roghi, Roma brucia ancora

Rifiuti Roma
Rifiuti Roma

Un inferno fatto di roghi fiamme fumo e veleni, effetto della sistemica azione criminale legata all’orribile “affaire dei rifiuti”, quello che conferisce il massimo vantaggio, accollandone interamente il costo alla comunità. Roma brucia ancora.

Le testimonianze di chi ha visto l’inferno nel mezzo della città

Nella scorsa notte, siamo stati tra i primi a chiamare il 118, a segnalare l’inizio dell’ennesimo girone infernale, il rogo della enorme discarica abusiva al Collatino, a ridosso della Stazione Palmiro Togliatti e della Centrale Elettrica

Come abbiamo avuto già modo di affermare, anche a nome del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, d’accordo con l’Osservatorio Nazionale Amianto e il suo Presidente, avv. Ezio Bonanni, non è piangendo sui singoli disastrosi episodi che si può evitare il peggio, quello del realizzarsi di fatto di un sostanziale inquinamento globale del Bel Paese, ma diversamente agendo in chiave preventiva su base progettuale e con la pianificazione di interventi finalizzati alla bonifica radicale dei territori, adeguandone la vigilanza, restituendo loro il valore intrinseco e per conseguenza elevando la qualità ambientale, che diversamente rischia di andare in malora. 

Rifiuti Roma

È paradossale, che mentre si limita il traffico selezionando sempre più in alto i valori inquinanti dei mezzi di trasporto, che si sbandiera il futuro dall’ibrido all’elettrico, dall’altra parte si lasciano proliferare ogni dove concentrazioni di lordure tossiche sino alla conseguenza estrema della compromissione delle falde acquifere e della deflagrazione e dell’inquinamento esponenziale dell’aria, con tanti saluti alle statistiche sul co2 e soprattutto alla salute dei cittadini. 

Ma continuiamo a ragionare sull’emergenza rifiuti e discariche abusive nella Capitale, che in questi giorni è alla ribalta per questioni di bilancio. A Roma, soltanto nella zona est, appunto quella che comprende il Collatino, sono stati mappati centoventidue siti di sversamento rifiuti, quali bombe ambientali in attesa d’innesco.

Si va dai calcinacci agli elettrodomestici, dallo smaltimento abusivo di amianto ai fusti di vernici, ma soprattutto a materiali contenenti fibre d’amianto. Il quadrante Est di Roma è di fatto una nuova Terra dei Fuochi, con continui roghi.

Il censimento mostra una situazione allarmante

Rifiuti Roma

I Gruppi di Ricerca Ecologica hanno censito il fenomeno e i risultati sono assolutamente allarmanti. Nei Municipi III, IV, V, VI e VII sono state infatti individuate oltre cento situazioni, che rappresentano delle vere e proprie emergenze o se preferite ordigni ambientali.

La mappa, in continuo aggiornamento, è stata elaborata anche  sulla base delle segnalazioni dei cittadini e si riferisce soltanto a quanto visibile sul terreno, in superficie:

“Complessivamente si parla di oltre 19 ettari, ovvero 190.000mq – si legge nella nota dei GRE – ma riteniamo che i numeri reali siano ancora più drammatici dal momento che oltre a quanto nascondono la vegetazione o i cavalcavia, andrebbero censiti anche i rifiuti interrati, come nel caso dei terreni adiacenti all’ex pastificio di via Collatina andato a fuoco e su cui oggi pascolano liberamente i cavalli.”

Per i Gruppi di Ricerca Ecologica la situazione è drammatica

Gran parte delle aree è collocata a ridosso dei confini tra i Municipi o del fiume Aniene e dei fossi che vi si immettono, la situazione è drammatica. Sempre i Gruppi di Ricerca Ecologica:

“Nel Municipio IV abbiamo censito ben cinquantaquattro siti di sversamento, cui si aggiungono addirittura sei potenziali discariche abusive estese complessivamente in più di otto ettari. Quindi, si può quindi parlare di vera e propria emergenza in quanto, oltre alle immissioni atmosferiche dei fumi prodotti dal continuo incendio dei rifiuti, c’è anche un elevatissimo rischio di inquinamento dei suoli e della falda acquifera. 

Alcune zone sembrano letteralmente terra di nessuno, dove chiunque sversa quello che vuole: è il caso di via di Salone (da entrambi i lati della A24), di via di Tor Cervara (all’altezza di via Vannina, strada di collegamento con via Tivoli realizzata e mai aperta al traffico per diversi motivi), Ponte Mammolo o il tratto stretto tra la A24 e la TAV (dalla clamorosa situazione del campo nomadi di via Salviati che abbiamo portato finanche all’attenzione del Parlamento Europeo, fino quasi alla stazione di via Prenestina)”.

E la situazione è ai limiti dell’incredibile anche nel Municipio V, dove sono ben tre le aree in cui si può parlare di vere e proprie discariche abusive:

“A ridosso delle attività di rottamazione di via Palmiro Togliatti – continuano i GRE – ci sono quasi quattro ettari in cui viene sversato di tutto: da anni i cittadini e i comitati di quartiere denunciano questa discarica in pieno Parco di Centocelle, ma a tutt’oggi la soluzione del problema e soprattutto la bonifica dell’area sono ancora lontane. Come d’altronde nel caso degli immobili occupati e poi sgombrati di via Raffaele Costi e via Cesare Tallone, dove ci sono tutt’ora cumuli di rifiuti alti anche tre metri. Un’altra discarica l’abbiamo rinvenuta nel Municipio III, all’altezza dell’intersezione tra via Salaria e la Tangenziale Est, dove lungo le sponde dell’Aniene e a meno di cinquecento metri in linea d’area con la confluenza nel Tevere, c’è un’area di quasi mezzo ettaro in cui viene gettato di tutto, come anche in zona Val d’Ala. Nel Municipio VI i problemi sono principalmente legati al campo nomadi di via di Salone (dove, a ridosso del perimetro, sono accumulati rifiuti per un’area di oltre un ettaro). Tra via Ponte di Nona e via Massa di San Giuliano abbiamo rilevato numerosissimi punti di abbandono. Nel Municipio VII, oltre alla ben nota emergenza legata al campo nomadi La Barbuta (tra l’ippodromo di Capannelle e l’aeroporto di Ciampino) c’è un’intera zona a ridosso del capolinea Anagnina della Metro A in via Walter Procaccini in cui ci sono così tanti piccoli sversamenti da far apparire l’area quasi come una discarica”.

E per concludere, dopo questa allucinante panoramica, che rappresenta lo stato del territorio di buona parte del Paese, ci sentiamo  di suggerire intanto all’Amministrazione di Roma, che ha invocato l’intervento dell’Esercito, dopo i disastri dolosi degli impianti di smaltimento AMA sulla Salaria e a Rocca Cencia, di dirottare parte degli ottocento nuovi vigili urbani sulla vigilanza ambientale  e di avviare una seria  campagna di cultura ambientale che responsabilizzi la collettività sul concetto che prevenire è meglio di curare, magari le stesse malattie oncologiche che purtroppo si collegano anche  a tanto scempio.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza e tutela dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

 assistenza ona

Pasqua funesta

Incendio discarica
Incendio discarica

Paradossalmente, nel clima festoso della Pasqua cristiana, il bagno di sangue, il martirio dei trecentoventuno innocenti uccisi e dei cinquecento feriti, massacrati dal fanatismo religioso con l’esplosivo a Colombo, in Sri Lanka, ci trova sgomenti e trova risposte nella immensità della diaspora, che divide e comprende, tra le “monoteiste”, fedi e variabili tra la tolleranza e l’intolleranza, cui i fiumi carsici delle guerre soltanto sopite, degli interessi economici e politici inconfessati, ma latenti hanno conferito perversa qualità esplosiva.  

L’ennesimo rogo divampa…

Altrettanto paradossalmente, nel clima mesto della vigilia, nel bergamasco, a Rogno, insorgeva nella notte l’ennesimo rogo doloso, il ventiquattresimo in Lombardia dall’inizio di questo movimentato 2019, diffondendo l’alea malefica della diossina, un aperitivo venefico, una “sorpresa” pasquale davvero cattiva per gli abitanti di un territorio che vedeva e che speriamo continui a vedere nella Valcart un’azienda di punta nel settore del riciclo, con ben centoquaranta dipendenti, che ha perso ben quattro dei suoi sei capannoni attrezzati. 

Roghi

Ma qual è il punto, il cruccio, la domanda che si ripropone ed a cui occorrerebbe dare sollecita e concreta risposta? Beh, è evidente che si è sotto attacco, che si è di fronte ad una strategia di chi  ha interessi che collidono con la nostra salute e che traggono profitto da attività criminali, se dal 2014 gli impianti per il trattamento dei rifiuti finiti in cenere sono stati 136, nonché 31 discariche, 45 tra isole ecologiche, compattatori e piattaforme di selezione,  6 impianti di compostaggio, oltre a 103 discariche abusive, 5 depositi di ecoballe  e 14 inceneritori, ogni dove nel Bel Paese.

Ecco, è evidente, che una azione virtuosa come quella dell’ONA e del suo Presidente, avv. Ezio Bonanni, rischia di divenire una vera e propria missione di contrasto contro il degrado sistemico, chiaramente voluto per mettere fuori controllo lo smaltimento regolare dei rifiuti,  per poter fare di tutta la materia un caos, nel cui contesto nascondere gli abusi e le irregolarità, comprese quelle nello specifico dell’amianto. 

Conclusioni

Pensiamo che a questo punto ci siano addirittura le condizioni per ipotizzare una specializzazione per le componenti con funzione inquirente, che si crei una banca dati di quel che tende a finire nel sommerso e nell’oblio, cosa che non ci possiamo permettere.

La sottrazione criminale dei rifiuti al trattamento di competenza sta assumendo oggettivamente forme e dimensioni da autentico allarme sociosanitario. Ecco, questo è dunque un segnale non di meno forte e importante di quello che sta devastando la quiete delle confessioni religiose, un sintomo grave, di quanto l’inquinamento ambientale passi anzitutto dalle coscienze.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione assiste i cittadini per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA si occupa anche della tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

L’ONA e i problemi ambientali della provincia di Latina

Guardia di Finanza, provincia
Guardia di Finanza

È un velo mortale, quello dell’amianto, che ha portato alla scomparsa e alla malattia troppe persone, questo killer silenzioso è più vicino a noi di quanto si possa immaginare. Proprio di questo si è parlato durante la conferenza del 13 Aprile promossa dell’Osservatorio Nazionale Amianto sul tema “Latina tra amianto, nucleare e rifiuti”.

L’invito dell’avvocato Bonanni al sindaco Damiano Coletta

Solo nella provincia di latina “l’ONA ha censito circa 150 casi di mesotelioma, con un trend in netto aumento, rispetto ai 100 casi censiti dal Dipartimento di Prevenzione per il periodo dal 2000 fino all’anno 2014.”

“Le città più colpite dai casi di mesotelioma – secondo quanto rilevato dal presidente dell’Associazione Ezio Bonanni – fino a tutto il 2018, sono Latina con 30 casiGaeta con 25Aprilia con 20 Sezze con 10 Formia con 15”.

“L’ONA quindi stima un’incidenza di mortalitàper patologie asbesto correlate in provincia di Latina per il periodo dal 2000 al 2018 di circa 600 decessi, con una media di poco superiore a 30 decessi ogni anno”.

Dati allarmanti, che hanno fatto luce su una problematica esistente da tempo ma purtroppo sottostimata. Nell’incontro, moderato dal dott. Ruggero Alcanterini sono intervenuti, oltre al presidente dell’ONA Ezio Bonanni: Laura Agea, capogruppo del Movimento Cinque Stelle; Fabio Massimo Castaldo, Vicepresidente del Parlamento Europeo; Dario Tamburrano, Europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Maurizio Ascione, sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, Giampiero Cardillo, componente della Commissione Amianto del Ministero dell’Ambiente, Alberto Reggiani, direttore de il “Diario Pontino”, Andrea Lucidi, giornalista “Diario Pontino”, con lo scopo di evidenziare queste e altre problematiche al fine di proporre interventi che possano, se non risolvere, attenuare il problema.

I servizi di assistenza ONA e la prevenzione

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate.

Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale. Tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

assistenza ona

Amianto e rifiuti a Latina e Provincia

Come riportato dalle indagini dei colleghi del Diario Pontino: sono molti i siti inquinati nel territorio di Latina, a partire da Borgo Montello, dove sarebbe stato interrato di tutto fino ad arrivare agli stabilimenti chiusi ma coperti di amianto della Miralanza di Pontinia e la Cirio di Sezze. Due siti industriali dismessi dove oggi sono ben visibili lastroni di eternit danneggiati.

Altro eternit, utilizzato per la copertura di siti dismessi è osservabile Priverno, nell’edificio che ospitò la Privergomme, nel sito dell’ex carpinetana sull’omonima strada che collega Mezzagosto a Maenza.

Sono presenti stabilimenti per cui sono in corso inchieste giudiziarie. Come il caso della Sei a Sezze Scalo dove sono stati rinvenuti interramenti di sostanze nocive. Da non dimenticare la Sep di Mazzocchio, frazione di Pontinia e la ex Svar di via Persicara.

Tra i siti censiti dalla Regione Lazio come bisognosi di bonifica c’è il serbatoio di Gasolio. Interrato di Telecom Italia in via del Frutteto a Latina Scalo, la ex Pozzi Ginori,un cumulo di fanghi tossici e rifiuti.

Aprilia risulta la città più inquinata per varie motivazioni. Dal deposito  Asea sequestrato e mai bonificato, l’ex cava pozzolana in via del Tufetto, l’ex discarica pubblica di Sant’Apollonia e l’ex cava di la Cogna. Con fabbriche di rifiuti autorizzate ma a pochi metri dalle falde acquifere quintali di spazzatura lasciata a marcire.

La centrale elettronucleare a Latina

In merito alla situazione della centrale elettronucleare di Latina, situata nella frazione di Borgo Sabotino ed entrata in servizio nel 1962 con un unico reattore da 220 MW. Alimentato a uranio naturale, moderato a grafite e raffreddato con anidride carbonica. Il presidente ONA ha segnalato che:Nonostante l’impianto sia stato chiuso il 1 dicembre 1987 con la disposizione di predisporre le opere necessarie per la custodia protettiva passiva. È ancora notevole la quantità di rifiuti che contiene. “Ancora a fine 2017 il volume dei rifiuti radioattivi, presenti nel sito di Latina, era pari a 1739 m3. Dei quali 887 definiti ad ‘attività molto bassa’, 821 a ‘bassa attività’ e 31 a ‘media attività (dati conformi a quelli rilevati dalla stessa SOGIN S.p.A.)”.

L’invito dell’avvocato al Sindaco di Latina

L’Avv. Bonanni, su richiesta dell’Assessore al Governo del Territorio e Mobilità, Francesco Castaldo, ha chiesto al sindaco di Latina il Dott. Damiano Coletta, per via epistolare, un incontro per affrontare le tematiche ambientali che sono state oggetto della conferenza al quale era stato invitato e non ha potuto partecipare perché impegnato in un altro incontro.

Come riporta l’invito, Bonanni ribadisce la “disponibilità per qualsiasi data volesse indicarmi nonché la mia ferma volontà di dedicare alla tematica ambientale tutte le mie energie affinché sia garantita e preservata la salute di tutti i cittadini della nostra amata città. Personalmente, nonostante sia consapevole delle difficoltà che incontreremo per risolvere le problematiche ambientali della città di Latina, Le rappresento che la volontà di trovare le più appropriate soluzioni non mi abbandonerà mai”.

È auspicabile che il sindaco possa, in collaborazione con l’ONA, discutere dell’allarmante situazione nella nostra provincia. Al fine di trovare le adeguate soluzioni per attenuare i disagi che affliggono il nostro paese. Non solo per noi, ma per le generazioni future. Per salvaguardare i nostri figli e tutti coloro che, inconsapevolmente, sono e saranno esposti a tali pericoli.

Alla faccia di Greta

Greta Thunberg
Greta Thunberg

Ecco che, con una puntualità sconcertante, mentre la svedesina Greta, simbolo della riscossa in difesa di Gaia e della lotta contro ogni forma di degrado ambientale, dà appuntamento all’universo mondo in Piazza del Popolo , dalle parti di Anzio, qualcuno pensa bene a risponderle. 

Greta Thunberg è in visita a Roma, ma cosa accade nel frattempo?

Greta Thunberg

Infatti, proprio nella incontrovertibile criticità dell’area storico paesaggistica ambientale interessata all’Oasi Naturalistica di Tor Caldara, un lembo dell’antico delta del Tevere, santuario del Pontiniano, ovvero zona di caccia di colui che fu il Neanderthal del Circeo, ieri, i Carabinieri Forestali hanno bloccato la realizzazione di una stazione di servizio, interferente proprio con la falda acquifera vitale per l’Oasi . 

Diciamo che rispetto all’orografia ed alla storia, ai vincoli noti non soltanto alle associazioni ed agli addetti ai lavori, l’ultima cosa che si poteva immaginare era quella di una intrapresa simile, posto che ancora non sono finite le polemiche intorno ad un altro progetto, che avrebbe davvero posto una pietra tombale sull’intera area limitrofa a quella residenziale di Cincinnato, sulla Via Ardeatina. 

Greta Thunberg

Non sta certo a noi rispondere in luogo di chi dovrebbe e dovrà pur farlo, gli organi che dovrebbero aver pur dato autorizzazioni, controllato ed oggi sospeso,  ma di certo la sconsolante conclusione è che nulla è al riparo dalla filosofia del puro tornaconto, quella che non prescinde da nulla e da nessuno. 

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

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L’ONA e la tutela per l’ambiente

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA, presieduto dall’avv. Ezio Bonanni, ha denunciato la pericolosità dell’amianto e altri agenti inquinanti. L’associazione si impegna per tutelare l’ambiente e la salute umana. 

I cittadini e/o lavoratori esposti ad amianto e ad altri agenti tossico nocivi e cancerogeni, possono chiedere l’assistenza medica gratuita con i medici volontari ONA. Anche in caso di mesotelioma, e di altri tumori amianto, l’impegno dei medici volontari ONA e l’utilizzo di nuove terapie cura mesotelioma hanno permesso di ottenere maggiori aspettative di vita.

L’assistenza sanitaria gratuita ONA può essere richiesta compilando il modulo presente nella voce Osservatorio Nazionale Amianto assistenza medica, mentre per ricevere assistenza legale gratuita basta consultare la seguente pagina: assistenza legale.