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Amianto: approvati i fondi per la rimozione negli edifici

Ezio Bonanni Amianto
Ezio Bonanni Amianto

Amianto: approvato il finanziamento per la rimozione

Approvato un finanziamento per la rimozione dell’amianto. In particolare, il 21 agosto 2029, la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il decreto del Ministero dell’Ambiente n. 562/STA del 14 dicembre 2017, che approva la graduatoria delle richieste presentate dal 30/01/2018 al 30/04/2018, finalizzate, nello specifico, alla concessione di finanziamenti per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici. Pertanto, tale provvedimento rappresenta un passo significativo verso la tutela della salute pubblica e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio.

I titolari, il finanziamento e le riserve

Il finanziamento riguarda la seconda annualità delle richieste ammesse al contributo. 

Avranno una corsia preferenziale:

  • I siti collocati in un raggio inferiore a 100 metri da asili, scuole, parchi giochi, strutture di accoglienza, ospedali e impianti sportivi;
  • L’esistenza di un progetto definitivo/ cantierabile attuabile in 12 mesi;
  • La segnalazione da parte degli enti di controllo sanitario o di tutela ambientale sulla presenza di amianto;
  • La collocazione in un sito d’interesse Nazionale;
  • La  presenza nella mappatura dell’amianto.  

La lista approvata dal decreto riporta altresì una tabella relativa alle richieste di finanziamento “ammesse con riserva per le quali il Ministero dell’Ambiente ha inviato ai comuni una richiesta di integrazione documentale”.

I servizi di assistenza e tutela ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

assistenza ona

Parliamo di cifre: un finanziamento sufficiente?

Saranno stanziati circa 870 mila euro per 140 interventi in oltre 100 comuni, da destinare agli edifici pubblici. Che dovranno effettuare gli interventi di rimozione e smaltimento dell’amianto e del cemento-amianto presente in coperture e manufatti.

La spiegazione del Ministro Sergio Costa

Questi finanziamenti – ha spiegato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – sono una grande opportunità per liberare dall’amianto tante strutture pubbliche disseminate su tutto il territorio nazionale e insieme per dare stimolo al sistema delle imprese che opera in questo settore. La lotta contro l’amianto è ancora lunga e c’è ancora tanto lavoro da fare. Il nostro impegno finora è stato profuso nel velocizzare il trasferimento delle risorse, l’aumento della progettualità, la trasparenza su un problema spesso invisibile e dunque ancor più pericoloso per le persone. Per questo, questi interventi sono estremamente necessari proprio perché risolvono criticità presenti in quegli edifici più sensibili come le scuole o dove sono presenti situazioni particolarmente a rischio come l’amianto friabile”.

L’Osservatorio Nazionale Amianto risponde

Stando ai dati dell’ONA, che stima almeno 40 milioni di tonnellate di amianto in Italia, la cifra non è sufficiente a bonificare tutti i siti contaminati. 

L’ONA ricorda infatti che la fibra killer è presente in almeno 2.292 scuole, secondo i dati aggiornati. In questo modo sono esposti al rischio 356.900 alunni e circa 50.000 tra docenti e non docenti; 1000 biblioteche ed edifici culturali; 250 ospedali etc. (cifre per difetto).

Una situazione che “sta provocando – sottolinea il Presidente della Aps, Avvocato Ezio Bonannihttp://www.eziobonanni.com/ un fenomeno epidemico con 6.000 decessi ogni anno di mesotelioma (1900), asbestosi (600), e tumori polmonari (3.600)”.

Lo smaltimento dei rifiuti derivanti dalla rimozione

Una grossa incognita riguarda lo smaltimento dei rifiuti derivanti dalla rimozione. 

  • Bisogna garantire che essi rispettino tutte le condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale.
  • Occorre inoltre individuare e creare nuove discariche in linea con la nuova normativa.

Il Piano Nazionale Amianto individua carenze

A tal proposito, il Piano Nazionale Amianto evidenzia “la drammatica carenza di siti di smaltimento sul territorio nazionale, che pone, con forza, un duplice ordine di priorità. Da un lato è necessario promuovere la ricerca e la sperimentazione di metodi alternativi allo smaltimento in discarica, anche in considerazione del fatto che eventuali tecniche di recupero in sicurezza di tali materiali possono comportare decisivi risparmi di risorse finanziarie pubbliche in conseguenza della riduzione dei costi di smaltimento. Dall’altro è necessario superare le lacune della pianificazione regionale e le difficoltà che a livello territoriale e nazionale ostacolano o, quantomeno, rallentano la realizzazione di impianti di smaltimento o recupero di rifiuti”.

Vedi la graduatoria dei progetti ammessi 

Consulta il decreto, che individua le disposizioni applicative per l’attribuzione dei fondi.


ONA mette a disposizione uno staff di esperti in materia amianto. 

Per informazioni chiamare Il numero verde 

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Prevenzione amianto: la corretta metodologia

Rischio Amianto
Rischio Amianto

Prevenzione amianto: spieghiamo come prevenire attraverso una corretta metodologia. Per identificare le cosiddette “malattie professionali”, la medicina del lavoro l’epidemiologia, hanno messo  a punto degli studi specifici.

Essi considerano i nessi tra le reazioni di determinati agenti morbigeni e patologie riscontrabili nei lavoratori esposti a questi agenti, con gradi variabili di intensità. Grazie a tali ricerche si è potuta identificare una serie di “malattie professionali” e relative casistiche di patologie legate alle attività lavorative. Queste trovano riscontro nella legislazione di igiene del lavoro e di assicurazione obbligatoria.

L’importanza della prevenzione amianto

Ovviamente tutto ciò non basta ad evitare l’epidemia delle malattie professionali, sopratutto quella legata all’esposizione all’amianto. Anche perché spesso, almeno nella loro fase iniziale, le patologie asbesto correlate sono aspecifiche e mutevoli. Ciò in base alle altre condizioni cliniche e della reazione del soggetto colpito. Occorre, dunque, fare leva sulla prevenzione primaria e secondaria (prevenzione amianto).

Come identificare o rapporti di “causa-effetto”?

Affinché si possa parlare seriamente di prevenzione nei luoghi di lavoro, tutte le discipline che si occupano di essa, tra cui: le discipline biomediche, psicologiche, sociologiche, ergonomiche, ingegneristiche e finanche giuridiche, dovrebbero prendere in seria considerazione i nessi tra condizioni di situazioni di lavoro e conseguenze patologiche, che prescindano dai rapporti di causa-effetto immediatamente riscontrabili. 

Abbiamo, dunque, a che fare con una questione di “metodologia”. Le discipline del lavoro dovrebbero rivolgersi alla metodologia delle scienze, per poter meglio individuare il percorso da intraprendere. Sembra una cosa scontata, ma non lo è affatto.

A dimostrarlo sono i continui errore di valutazione che, come nella questione “amianto”, si reiterano da decenni. Nella valutazione della pericolosità della fibra killer, abbiamo assistito, infatti, ad una miopia interpretativa, che ha fatto slittare il problema.

Quello della effettiva prevenzione, alla “gestione” dei rischi, sancito dalla legislazione. Questo errato approccio metodologico ha continuato a produrre esiti mortali o, nel migliore dei casi, si è indirizzato verso azioni di protezione piuttosto che di prevenzione.

I casi giuridici più eclatanti sul tema

Ancora oggi, nonostante la sua messa al bando, studiosi e operatori del diritto discutono se sia possibile attribuire al datore di lavoro la responsabilità di individuare le misure adeguate alla specificità del rischio quando non siano ancora indicate dalla legislazione in materia.  Molti casi giuridici si sono conclusi a favore dei lavoratori. 

  • La sentenza del Tribunale di Torino del 13 febbraio 2012, ha inflitto pesanti condanne agli imprenditori e amministratori di Eternit, confermando l’accusa di disastro ambientale doloso continuato.
  • Nel 2010, il Tribunale di Palermo ha condannato alcuni dirigenti Fincantieri, evidenziando il nesso causale tra l’inalazione di fibre di asbesto e neoplasie polmonari che hanno uccido trentasette operai dell’impresa.
  • Il 16 ottobre 2014, il Tribunale di Gorizia, ha riconosciuto colpevoli i vertici di Fincantieri di Monfalcone per la morte di ottantacinque operai a causa di “malattie correlate all’esposizione all’amianto”.

I riconoscimenti non sono abbastanza 

Questi riconoscimenti hanno valutato solo il rapporto causaeffetto tra agente morbigeno presente sul luogo di lavoro e danno conclamato.

Bene atteso che si tratta pur sempre di una vittoria per i lavoratori, siamo ancora lontani dalla piena applicazione del concetto di “prevenzione”, visto che non sono state effettuate  indagini sulle scelte del datore di lavoro potenzialmente dannose, a breve o a lungo termine.

Due modalità di spiegazione causale

Occorre considerare due modalità di spiegazione causale, una deduttiva e una induttiva, una modalità di spiegazione funzionale, e una spiegazione condizionale.

  • La spiegazione induttiva utilizza una logica di tipo associativo: ricerca le relazioni tra due eventi osservati, uno considerato causale e l’altro considerato come effetto del primo e giunge ad una conclusione, determinata dalla sintesi tra le due premesse. Poiché essa ha valore probabilistico, risulta fallibile e da considerare vera fino a prova contraria.
  • La spiegazione deduttiva parte da un evento già conosciuto, da cui si sviluppano, necessariamente, delle conseguenze. In questo caso, partendo da una premessa iniziale, tale premessa si deve ripetere sempre con le stesse modalità.
  • La spiegazione funzionale, spiega l’effetto che agenti esterni possono avere sul funzionamento dell’organismo. 
  • La spiegazione condizionale, proposta e praticata dalle scienze storico- sociali, mette in luce nessi di causazione, in base al confronto tra condizioni che possono dare origine all’evento da spiegare.

Dalla spiegazione condizionale una risposta?

Si deduce che la spiegazione condizionale permette di evitare qualsiasi genere di rischio, anche nei casi in cui il danno si manifesta ad ampia distanza di tempo, e nel caso di nessi di causazione aspecifici. 

L’Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’avvocato Ezio Bonanni, http://www.eziobonanni.com/, si impegna a 360 gradi nella battaglia alla killer silente, garantendo supporto medico, psicologico, legale, previdenziale a tutti coloro che ne fanno richiesta.


ONA mette a disposizione uno staff di esperti in materia amianto.

Per informazioni chiamare Il numero verde 

numero verde ona


https://www.osservatorioamianto.com/dipartimenti/ricerca-e-cura-del-mesotelioma/

https://www.eziobonanni.com/processo-eternit/

https://www.osservatorioamianto.com/dipartimenti/assistenza-psicologica-on-line/


www.inail.it: http://www.insic.it/Salute-e-sicurezza/Notizie/Processi- d-amianto-Gorizia-13-condanne-al-Processo-Italcanti/40a98cfc-9891-4474-97fc-d02a686fdb8e

Fonte Bruno Maggi, (come spiegare per prevenire?)

Polveri sottili

Polveri sottili
Polveri sottili

Attualità: a cura di Ruggero Alcanterini, direttore del “L’Eco Del Litorale” ed editorialista dell’ONA Notiziario.

Editoriale: Polveri sottili

Onestamente il dubbio sorge spontaneo. Ci stiamo guardando l’indice della mano sinistra sbaffato d’inchiostro e ignoriamo la mano destra impregnata di pece greca, impegnata nell’innescare fuoco amico.

Beh, “fuoco amico” appare come un beffardo tragico eufemismo, ma tant’è, perché mentre noi con disagio appostiamo auto nuove di pacca con innumerevoli euro ai parcheggi di sgangherate metropolitane, schiere di autobus sparano asfissianti nuvolaglie ovunque nei centri interdetti dalle nostrane pubbliche autorità, mentre i signori australiani del carbon fossile invocano Giove Pluvio per arginare l’irreparabile, il rogo continentale che sta diffondendo ovunque il male, tutt’altro che sottile, generato da miliardi di alberi e vite arse, volate in atmosfera, globalizzando la catastrofe, tanto quanto quel che accadde per Santorini e Pompei, ma ancora di più in epoca storica recente con le mega esplosive eruzioni di Tambora, Krakatoa, Pelee, Nevado e Unzen.

Ovvero tutti eventi naturali che cambiarono drasticamente il clima, imponendo oscurità e inverno agli umani, quasi punizione divina per colpe gravi a futura memoria, quelle di questo catartico inizio del Terzo Millennio, in cui la difesa dalla minaccia di urbane polveri sottili, paradossalmente lava le coscienze dei satrapi e degli incoscienti, pifferai magici di una umanità felice di scampare dalla padella, ignorando la brace…

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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Editoriale: la regola italica

Editoriale Alcanterini, La regola italica
Editoriale Alcanterini

La regola italica: editoriale del 16.01.2020 a cura di Ruggero Alcanterini, direttore del “L’Eco Del Litorale” ed editorialista dell’ONA Notiziario.

Grandiose partenze e miserevoli conclusioni, come dire “Lasciate ogni speranza voi ch’entrate” deliberatamente nell’inferno, il momento stesso che decidete di esporvi, di assumere un ruolo di responsabilità. Non uno contro tutti, ma tutti contro uno.

La regola italica

Questo il clima che si determina ogni qualvolta emerge una salvifica presenza. Questo rinnovella la rivolta o se preferite il moto dannunziano nato a Roma con i suoi appelli, giusto il 18 gennaio 1919, giorno di apertura della Conferenza di Pace a Parigi, dopo gli esiti vittoriosi della Prima Guerra Mondiale, conclusasi poi con il fallimento della missione italiana guidata da Emanuele Orlando e Sidney Sonnino e quindi con il rancoroso discorso del “Vate” a Venezia, il 25 aprile, contro la pavida casta politica, sino alle estreme conseguenze, sino alla sua temeraria Impresa di Fiume.

Questo, dunque, elemento illuminante di una storia, sorta di regola consolidata dai fatti, tutta nostra, italica. Il resto diventa ordinaria noia, nella speranza che 

Editoriale, La regola italica
Editoriale

nessuno abbia l’ardire di irrompere nella morta gora, nel perverso ginepraio frutto di malefica genialità, che è il mare magnum della nostra burocrazia.

E così, partendo da intenti virtuosi sin dal 23 agosto del 1988, con la Legge 400, tutto quello che si è generato sino all’8 marzo del 1999, con la “Bassanini Quater”, e le successive deroghe sulla semplificazione del sistema, da centrale a periferico e da pubblico a privato.

Manutenzione delle grandi opere pari all’effimero

Editoriale, La regola italica
Editoriale

La rilocalizzazione e la delegificazione erano gli obiettivi per alleggerire il sistema, come avvenne con lo smantellamento delle Partecipazioni Statali e dell’industria di Stato per la sua gran parte, salvo eccezioni. I risultati pare che siano tutt’altro che pari alle premesse, alle motivazioni di tanto impegno leguleio, salvo dover piangere sul latte versato, dalle autostrade alle attività di produzione strategica, come nel caso dell’ILVA.

Per il resto, l’innovazione informatico-digitale auspicata è in grande ritardo e le infrastrutture della mobilità vedono allargarsi sempre di più la forbice tra l’alta velocità e i rinsecchiti rami regionali, unica via su ferro per Meridione e Isole.

Il problema è che la manutenzione delle grandi opere viene considerata alla pari dell’effimero, così come l’educazione al civismo e l’attività motoria, piuttosto che la prevenzione salute con la medicina scolastica nelle “primarie”.

Governare non è semplice, ne tanto meno facile

È pur vero che governare non è semplice, né tantomeno facile e che l’attuale classe dirigente del Paese è la risultante di costante pesante logoramento, che ha messo in mora la politica e i partiti con le iniziali maiuscole, ha svilito e reso altamente pericolose le attività amministrative.

Editoriale
Editoriale

Adesso, si sta riscoprendo la saga del passaggio dalla prima alla seconda ed alla terza Repubblica in modo irrituale, banale, per via di un film come Hammamet, che ricorda il dramma di Bettino Craxi, ma sarebbe interessante fare un riepilogo generale e capire come si sono via via, inesorabilmente, spente pulsioni, energie, slanci, e speranze legate a personaggi della fase repubblicana, che pure avevano qualità anche straordinarie.

Governi affidati ai non parlamentari

Intendo da Togliatti a De Gasperi, da Fanfani a Segni, a Moro, ad Andreotti, Cossiga, lo stesso Craxi, Ciampi, Berlusconi, Prodi e D’Alema, sino all’avvitamento finale, iniziato con Monti. L’impressione è che sia scattata una sorta di fase finale o “preambolica” del tutti contro uno, di qualcosa che ci dovrà pur toccare, in cui i Governi sono stati affidati prevalentemente a non parlamentari, surrogati o garanti, come nel caso di Monti, Renzi e Conte, chiamati a svolgere mansioni straordinarie mentre i riferimenti elettorali sono in continua metamorfosi e fluttuazione di consensi e stabilità.

Non miglior sorte è storicamente toccata agli stessi Presidenti della Repubblica, che non eletti per suffragio universale, ma frutto di compromessi parlamentari, hanno avuto anche loro sofferenze, come nei casi di Gronchi, Segni, Leone e Cossiga.

Come dire, se ad un certo punto i ponti e le gallerie crollano, mettendo allo scoperto ammaloramenti velenosi, se si tenta di modificare le regole del gioco nel pieno di un vertiginoso precipitare, ci sarà pure una ragione.

Per capire il perché e cosa fare, per rendere perfettibile la perfida “regola italica”, per non andare a sbattere senza rimedio, occorrerebbe una salutare serena pausa di riflessione. Ecco quel che manca e quel che appare impossibile, nel voluto clima della permanente emergenza.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti ad amianto ed altre sostanze cancerogene. L’associazione con un pool di tecnici assiste i cittadini per la bonifica e per la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. La prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive assicurano maggiori possibilità di guarigione, di maggiore sopravvivenza e migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche un pool di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti, anche coloro privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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Amianto: giudizi di fatto e giudizi di valore

Amianto
Amianto

Amianto: giudizi a confronto

Alla luce dei giudizi e analisi sui fatti storici e giuridici relativi alla questione amianto, appare evidente come il cinismo ed il concetto “capitalista” di sfruttamento (sia dell’uomo sia dell’ambiente), abbiano prevalso sull’etica e sul buonsenso, palesando la totale mancanza di scrupoli e il più becero disprezzo per la vita umana. Confrontiamo alcune teorie.

Senza voler condurre un dibattito puramente aneddotico o puntare il dito sulle ovvie collusioni e relative responsabilità, cercheremo di capire perché, in nome dell’amianto, si è preferito accettare i rischi derivanti dal suo utilizzo, minimizzando l’impatto della fibra killer sulla collettività.

Il “taylorismo” e la sua influenza

Nel primo quarto del Novecento, il cosiddetto “taylorismo” influenzò fortemente la pratica aziendale.

L’ingegnere e imprenditore statunitense Frederick Winslow proponeva una riflessione sistematica sull’organizzazione del lavoro, cercando le soluzioni migliori ai problemi connessi alla gestione delle risorse umane.

Taylor, teorico dello Scientific Management esposta nella sua monografia del 1911: The Principles of Scientific Management (l’organizzazione scientifica del lavoro),  paragonava l’organizzazione del lavoro ad un sistema meccanico, nel quale ogni parte è progettata e assemblata con le altre secondo i rigidi dettami della “vera scienza”.

L’applicazione dell’amianto vale più della salute?

Proprio in quel periodo iniziò “l’era dell’amianto”, materiale che cominciava ad essere utilizzato su larga scala ed il “taylorismo”, seppure in maniera distorta, trovò applicazione nella pratica aziendale.

L’asbesto aveva caratteristiche fisiche, tecniche, ed economiche di altissima efficienza, dunque sintetizzava a pieno i “canoni” del taylorismo. 

Stando alle teorie, la sua applicazione doveva avvenire dopo l’analisi scientifica delle modalità più efficienti per produrlo e commercializzarlo.

In questo contesto, i rischi sanitari connessi con le malattie dei lavoratori vennero considerati secondari o meglio, valutati nella misura in cui essi potevano generare inefficienze nei processi produttivi.

La salute del lavoratore fu dunque gestita come elemento strumentale rispetto all’efficienza tecnica ed economica dei processi produttivi.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con un pool di tecnici, assiste i cittadini per la messa in sicurezza dei siti contaminati da amianto (prevenzione primaria). In caso di esposizioni, si può richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. La prevenzione primaria, la diagnosi precoce, le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero maggiore sopravvivenza e migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche un pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, la struttura medico legale dell’ONA si occupa di avviare le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme vengono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

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L’approccio teorico dei giudizi Relazioni Umane

Fu soltanto tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento, grazie all’approccio teorico delle “Relazioni Umane”, che si iniziò a prestare attenzione, non più sulle scelte tecniche e procedurali di organizzazione del lavoro, ma sulle dinamiche psicologiche e sociali che si innescano tra i lavoratori.

Da quel momento si prese coscienza del problema dell’amianto ed iniziarono le prime negoziazioni fra i vertici di molte imprese, politici, imprenditori e sindacati. Le discussioni si focalizzarono sulla definizione di pratiche dirette a limitare gli effetti dell’amianto sui lavoratori. Le grandi multinazionali dell’amianto cercarono di intervenire nella diffusione dei dati sulle patologie asbesto correlate ed avviarono delle trattative con i sindacati dei lavoratori.

L’evoluzione verso giudizi e teoria contingentista

L’evoluzione e la fusione del taylorismo e delle teorie sulle Relazioni Umane, diedero vita, alla teoria contingentista.

Ad elaborarla fu Talcott Parsons, uno dei più importanti sociologi americani, autore del libro “La struttura dell’azione sociale”.

L’approccio di Talcott Parsons fu definito “strutturalfunzionalista”, in quanto tentava di individuare la struttura della società e proponeva di comprenderla mostrando le funzioni che le sue parti assolvono. 

Per Parson, la descrizione di ogni azione presupponeva l’individuazione di un attore, un fine, una situazione ed un orientamento normativo.

Le scelte organizzative dunque dovevano dipendere dal contesto ambientale all’interno del quale queste avvengono. 

Il dibattito sull’amianto continua ancora

L’ambiente competitivo del secondo dopoguerra richiedeva prodotti derivati dall’amianto, ritenuti utili e poco costosi, anche se era ormai nota la pericolosità di questo materiale. 

I dibattiti dunque si focalizzarono sostanzialmente sulla sua funzionalità, mettendo sul piatto della bilancia lo sviluppo ed il benessere economiche da una parte, le patologie insite nelle sue lavorazioni dall’altro.

Alla fine dei giochi si affermò che “l’amianto  salva e migliora più vite di quante ne spezzi…”.

La medesima contropartita si è recentemente riproposta, più o meno negli stessi termini, in merito ai fatti della ex ILVA di Taranto: mantenere lo stabilimento produttivo per garantire ricchezza e lavoro nell’area oppure far prevalere il diritto alla salute di lavoratori e residenti? 

Ma dunque il gioco vale la candela?

Purtroppo la scienza ha ampiamente dimostrato che è impossibile limitare i rischi connessi all’esposizione agli agenti nocivi.

Inoltre è impossibile rendere sicuri tanto i processi produttivi quanto i prodotti derivanti da questo minerale e ormai è chiaro che l’amianto sia una vera e propria “piaga sociale”.

Detto ciò, emerge chiaramente come buona parte dell’epopea amianto rappresenti un “fallimento della previsione” ed un “fallimento della prevenzione”.

Per oltre almeno mezzo secolo infatti, tutte le forze scese in campo (compresi i sindacati dei lavoratori), hanno cercato di gestire il rischio ma non ci sono riusciti, per via dell’ impossibilità di analizzare, comprendere, prevedere tutte le variabili interessate.

ONA: il presente ed il futuro

La legge 257 del 12 marzo 1992 ha messo al bando la fibra killer.

Oggi sappiamo che è possibile ottenere prodotti comparabili all’amianto per costo e qualità, a rischi zero e sappiamo che è fondamentale puntare sulla prevenzione primaria.

Solo attraverso la prevenzione si può portare a ripensare le scelte di organizzazione delle situazioni di lavoro nell’intento di eliminare il rischio e, quindi, alla rimozione dell’amianto dai processi produttivi e dai beni di consumo.

Ricordiamo infatti che nel territorio ci sono ancora (cifre sottostimate) 370mila strutture contaminate, censite al 2018 dalle Regioni, per un totale di quasi 58milioni di metri quadrati di coperture in cemento amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, rappresentato dal presidente Ezio Bonanni, si batte quotidianamente affinché questa strage venga interrotta ed offre servizi di consulenza gratuita, attraverso i suoi sportelli, a chi ne faccia richiesta. 


ONA mette a disposizione uno staff di esperti in materia amianto.

Per informazioni chiamare Il numero verde 

Amianto: numero verde
Amianto: numero verde