La Cassazione conferma la condanna a RFI

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Confermata la condanna a Rete Ferroviaria Italiana

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Presidente Di Cerbo, relatore Dott.ssa Ciriello, conferma la sentenza della Corte di Appello di Roma che ha condannato RFI (Rete Ferroviaria Italiana S.P.A.) al risarcimento dei danni per il decesso di F. A., avvenuto per mesotelioma, la cui origine era legata all’esposizione professionale a polveri e fibre di amianto non cautelata.

Il difensore della vittima e presidente ONA, Avv. Bonanni: “è strage di ferrovieri, 619 vittime accertate e migliaia di morti per le altre patologie asbesto correlate”

Nel corso del procedimento era stata negata la presenza di amianto in RFI e la riconducibilità causale del mesotelioma.  A suo tempo il lavoratore. Nel 2014 a seguito della condanna della Corte di Appello al pagamento del risarcimento in favore dei famigliari del defunto la società RFI aveva impugnato la decisione presso la Corte di Cassazione sostenendo che la sentenza sarebbe stata illegittima per violazione di legge.

Una lunga vicenda, quella umana e processuale del Sig. F. A. cui finalmente ha messo fine la Corte di Cassazione confermando la condanna della Corte di Appello” dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e difensore dei famigliari della vittima.

Per nulla rassicurante il quadro dei dati emersi relativi alla presenza di amianto nel comparto ferroviario (rotabili ferroviari e installazioni/massicciate ferroviarie) che ha determinato un’altissima incidenza di casi di mesotelioma.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

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I dati agghiaccianti annunciati dall’ONA

Fino al 2015 sono stati censiti 619 decessi dei lavoratori. A questi ultimi vanno aggiunti altre 116 vittime tra coloro che hanno abitato nei dintorni delle stazioni ferroviarie. Il totale delle vittime maturate in questa strage è di 735.

Il tutto al netto dei casi di mesotelioma che sono stati registrati tra coloro che hanno lavorato nelle ditte esterne e/o che si sono occupate della costruzione e/o della scoibentazione e/o della manutenzione delle carrozze ferroviarie, tra cui StangaIsochimica di Avellino, etc.. 

Il mesotelioma è solo una delle altre patologie asbesto correlate che possono portare al decesso. Ricordiamo infatti: tumore del polmone, della laringe, della faringe, delle ovaie, l’asbestosi, in ordine a quelle per cui vi è unanime consenso scientifico.

l’impatto complessivo sulla salute umana dei dipendenti delle Ferrovie dello Stato e di coloro che hanno abitato nei dintorni delle stazioni ferroviarie può essere stimato in circa 3000 decessi (per difetto), rispetto alla reale portata dell’epidemia in corso.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha da tempo avviato una campagna di rilevazione con riferimento all’impatto dell’amianto sulla salute umana, e di tutela delle vittime dell’amianto per l’utilizzo della fibra killer nel comparto ferroviario con uno sportello che può essere raggiunto telematicamente con un solo click.

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