L’Italia a dispetto delle regole

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Per il fair play, come tutti sanno o dovrebbero sapere, la prima regola è il rispetto delle regole. Ecco, questo è il punto.  Il nostro è il Paese in cui ognuno se la canta , se la suona e magari la legge la interpreta , ovvero se ne frega.

Italia in fiamme e senza regole

Questo ragionamento vale anche per l’inaccettabile storia che si ripete ritualmente ogni anno, ovvero la stagionalità e il volontariato a volte  peloso dei “pompieri non per caso”.

E’ strarisaputo che su incendi estivi e riforestazione, oltre alle realtà virtuose, cui tributiamo plauso e riconoscenza civile,  ci campano eserciti di furbi e mascalzoni, ma è anche vero che non si riesce a  bloccare questa spirale perversa, un gorgo micidiale che inghiotte risorse diversamente utili, vite vegetali, animali ed umane,  case e strutture,  rendendo impossibile ogni razionale prospettiva civile di sviluppo in territori strategici ed in particolare nel Meridione e nelle Isole.

E’ evidente che il territorio nazionale – soggetto a sismicità ed altri rischi naturali per sua stessa costituzione – è vittima predestinata di speculatori, sciacalli e bradipesca  burocrazia, spesso fuori controllo e in preda al degrado, anche perché  i frequentatori non sempre sono cittadini educati e responsabili.

Voglio dire che, se molti incendi partono dalle strade e dalle linee ferrate percorse dai “regionali”, è evidente che ai viaggiatori fumatori che si liberano delle cicche andrebbero tolte le sigarette con rigorosi divieti, tanto quanto le griglie per barbecue nei boschi e le discariche abusive pronte da accendere.

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Penso che i piromani psicopatici esistano e siano da curare, ma sono troppi i casi in cui la mano incendiaria non è malata, ma semplicemente criminale. Ora, se il metro della giustizia è inadeguato, se paradossalmente a un vigile del fuoco piromane si contesta paradossalmente soprattutto  la truffa ai danni dello Stato, per aver percepito indebitamente dieci euro all’ora, a fronte di danni incalcolabili artatamente provocati, credo non ci sia salvezza.

Di fronte a  crimini premeditati e così efferati andrebbero comminate le pene più severe previste dal codice e sanzioni pecuniarie parametrabili ai danni provocati. Macché, con le prime bombe d’acqua già in arrivo cambierà il tema dell’emergenza e allora sarà il turno dei corsi d’acqua ostruiti da pattume e cemento selvaggio all’asbesto: così l’inferno cambierà aspetto, ma rimarrà tale.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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