Sotto il velluto niente?

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TribùUna volta si diceva “Pugno di ferro in guanto di velluto” e vorremmo che ancora funzionasse così, rispetto a situazioni al limite della sopportazione e fuori delle regole. Dopo i giorni del trionfo azzurro nel nuoto, ma anche  dell’acuirsi della tratta di esseri umani, che insieme al traffico delle armi, della droga e dello smaltimento irregolare dei rifiuti tossici costituisce uno dei grandi business per la criminalità organizzata internazionale.

Si, mi riferisco al non senso, al pasticciaccio che s’è creato con la Libia, che si insiste a considerare dotata di sovranità nazionale, ma che in realtà è divisa in centoquaranta e più frazioni, tante quante sono le fazioni e le tribù, che la compongono, compresi i due governi nazionali autoreferenziali di comodo per soggetti terzi.

La verità è che l’omogeneità difficilissima di quella terra è stata artatamente distrutta per iniziativa autonoma francese nel 2011, per mero interesse petrolifero, continuando la saga che vide tra le illustri vittime lo stesso Enrico Mattei.

Ora si ritorna alla carica, anche da parte italiana, facendo leva sui due Governi improbabili, in guerra tra loro, senza incidere adeguatamente sul contesto tribale, quello che gestisce la transumanza verso l’Italia secondo modalità corsare.

Dunque i Fratelli della Costa e dell’Interno libici gestiscono di fatto traffici di donne e bambini, donne ed uomini ad esclusivo scopo di ricatto e riscatto nei nostri confronti e noi dovremmo addirittura mandare le nostre navi da guerra senza appoggio aereo e per giunta disarmate, a fare cosa?

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Il rischio che corriamo è che ciò avvenga con taratura delle regole d’ingaggio, dietro ingiunzione di uno dei due governi (quello di Serraj) che a suo tempo si era accordato con Macron. Il Presidente francese in quanto a sovranità ci aveva fatto capire chiaramente come la pensa attraverso la vicenda dei cantieri navali STX, nazionalizzati in barba all’acquisto da parte dell’italiana Fincantieri.

Provate a pensare al tipo di accoglienza che riceverebbero i migranti se provassero a sbarcare in Francia. Scaraventare sulle coste italiane centinaia di migliaia di umani oggetto di tratta è dunque di fatto una azione doppiamente offensiva da parte libica, onde per cui non provvedendo soggetti terzi ad interrompere questo surreale andazzo, alla fine siamo costretti a provvedere noi.

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La difesa comune europea è una pia futuribile ipotesi, al momento basata su esborsi (alla Turchia) e su sanzioni (alla Russia). la NATO si interessa solamente di questioni baltico – ucraine e l’ONU appare disciolta come neve al sole, completamente disinteressata ad una vicenda dalle proporzioni pur macroscopiche e destinata ad ingenerare una rivoluzione copernicana negli equilibri intercontinentali.

Diciamo che, quando le Nazioni Unite si sveglieranno da questo peloso letargo, sarà comunque troppo tardi, perché a mio avviso la loro funzione sarà nel frattempo cessata, per perdita di credibilità, salvo penose manovre su questioni di politica e religione, in cui viene sistematicamente coinvolta anche l’UNESCO, che bene farebbe a difendere concretamente i siti del patrimonio comune dell’umanità, prima e non dopo la loro distruzione…

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.  

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