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martedì, Settembre 15, 2026
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Il Coronavirus e la fuga dal civismo

Coronavirus mascherine
Coronavirus mascherine

La società ai tempi del coronavirus

Dal disastroso capolino della bozza di decreto del PCM, a quella precipitosa dei viaggiatori verso il sud, passando per l’inquietante conato rivoltoso tra gli ospiti delle carceri, per finire alla menefreghista migrazione di gitanti sulle spiagge e sulle piste da sci.

Questa la panoramica di quello che potrebbe essere l’ultimo, estremo tentativo di fuga da una realtà che appare contingente.

Una realtà che è la risultante di una visione distorta dei diritti, dei doveri e degli obblighi in uno Stato che si identifica come Paese civile.

In effetti, l’idea di infischiarsene del coronavirus, ieri si combinava con il sole memore dell’otto marzo, che voleva comunque omaggiare la parte più razionale della nostra collettività, le donne.

Coronavirus, economia e società

Ma intanto aumentavano in linea geometrica contagiati e vittime. Intanto andavano in paresi servizi e sistemi, attività ed economia. Adesso, dopo la Lombardia, si palesano restringimenti progressivi ben oltre gli iniziali, di altre regioni, piuttosto che di borghi e città.

In realtà ormai nulla è estraneo al fenomeno pandemico. Nonostante continuiamo sostanzialmente a rifiutare, come capita con l’orribile realtà ambientale in cui l’uomo, rapito da suicida egoismo, ha precipitato la Terra.

Qualcuno penserà ad un paragone inadeguato per difetto, ma credo che l’esempio dato in questi giorni dalla Lega di Serie A del calcio sia esemplificativo del concetto.

E allora? Allora, a futura memoria, nel breve e nel medio termine, occorrerà che chi governa abbia il coraggio di farlo e che, superata l’emergenza, metta i veri problemi in agenda, cominciando dalla inesistente educazione civica e sanitaria, nonché motoria nelle scuole. Un atto fondamentale da compiere, spostando risorse su voci di spesa oggi praticamente eluse, che fanno della nostra società civile una collettività ignorante.

Rincorrere i problemi, anziché prevenirli, cercare di rigenerare la classe medica e paramedica impoverita da numeri chiusi e prepensionamenti, tentare di recuperare nosocomi dismessi o di adattare immobili con altra vocazione per recuperare la logica di prossimità nei territori, dopo aver fatto strame di quanto c’era, in nome e per conto della diafana Comunità Eurocentrica, adesso appare stupido se non demenziale, ma tant’è.

Forse occorrerà invertire la naturale tendenza a guardare il bicchiere mezzo pieno e prendere consapevolezza del mezzo vuoto, di capire che chi grida al lupo, anche quando non lo si vede, spesso non esagera, ma semplicemente utilmente intuisce. Infine, ricordiamoci della storica metafora del Titanic, ostinatamente in festa, pur con l’acqua già alla testa.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. In questa pandemia covid-19, l’amianto ha aumentato il suo impatto.

Già le fibre sono cancerogene come chiarite dallo IARC nell’ultima monografia. Ora con il coronavirus, l’indice di mortalità è più elevato. Tanto è vero che ciò è stato evidenziato anche dall’avv. Ezio Bonanni nel corso della conferenza stampa amianto del 13.10.2020 in Campidoglio.

Quindi è stato rivolto un appello al Premier Draghi per una maggiore attenzione per il rischio amianto. Infatti, è stata reiterata la richiesta di un nuovo protocollo Covid-19 per le vittime amianto. assistenza ona

Stadi chiusi, stadi aperti

coronavirus calcio
coronavirus calcio

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialistaper “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”.

Stadi chiusi e giochi Olimpici rinviati

Adesso occorre fare buon viso a cattiva sorte, chiudiamo gli stadi, sospendiamo le attività e cogliamo l’occasione per fare leva sulla memoria, rispolverando ricordi e memorabilia. Io approfitto del fermo “biovirale” per somministrarvi quel che al volo mi capita…

Ecco un bellissimo volume con figurine applicate, Una trovata pubblicitaria d’epoca, tedesca, una accoppiata con il diavolo tabagista, per celebrare i Giochi Olimpici del 1932.

Vi garantisco che tenere tra le mani la storia, rimirare una delle perle dello sport a cinque cerchi, in questo momento emoziona e rende speranza, pur sapendo che quattro anni dopo, nel ’36, ci sarebbe stato ancora un salto di qualità, a Berlino, paradossale premessa della catastrofica Seconda Guerra Mondiale. Come dire, oggi è una magnifica giornata, domani chissà.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

Crisi virale e futuro dello sport

crisi virale
crisi virale

Crisi virale e futuro dello sport. L’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni contro il virus. In particolare, la tutela delle vittime amianto dal virus. Il Covid-19 è molto insidioso, in particolare, per coloro che si sono ammalati di mesotelioma.

La crisi virale e futuro dello sport italiano

Coronavirus

Che adesso si finisca tutti spiaggiati come balene disorientate dal virus.

Sembra, però, che il virus possa essere sconfitto, specialmente dal vaccino.

Infatti, proprio il vaccino è fondamentale contro il Covid. Come chiarito dall’On.le Pippo Gianni, sindaco di Priolo Gargallo, l’amianto uccide più del Covid.

Crisi virale e giochi di Roma per il 2024

Stiamo aspettando Godot da un paio d’anni e per lo sport, in particolare, tutto è andato a carte quarantotto dal no alla candidatura di Roma per i Giochi 2024.

Poi, con la complicata rigenerazione di CONI Servizi in Sport Salute Spa. Nemmeno un anno di rapporti urticanti, quindi le dimissioni del Presidente Sabelli.

Inoltre, la crisi non risolta dalla nomina di Cozzoli, avvolta nel bozzolo della burocrazia e degli algoritmi delle competenze, quelle economiche.

Coronavirus

Adesso, a fronte del “fermo biologico” imposto dal Coronavirus, stiamo sfogliando la margherita. Siamo, quindi, confortati da un alibi davvero sgradevole. Voglio provare ad usare ancora una volta la “macchina del tempo” e riposizionare le lancette al 20 – 21 novembre del 2017.

In quel contesto, infatti, ci fu l’ultima seria opportunità di riflessione con la convocazione degli “Stati Generali dello Sport” ed emerse chiara la questione. Si parla, quindi, di una riforma costituzionale che dia la dignità ed il ruolo – oltre che il considerevole peso che di fatto ha – allo sport italiano.

Quindi, la situazione di stallo generata dai singulti politici ora coincide con l’emergenza sanitaria. A maggior ragione, per il fatto che è stata rinviata l’olimpiade del 2020, e si dovrà stabilire, ora, per il 2021.

La necessità di una Legge Quadro e la dignità del CONI

Ecco, il problema è quello di giungere ad un capolinea senza avere chiaro il tratto successivo da compiere e con il necessario assetto. È necessaria un’adeguata Legge Quadro, di Dicastero con ruolo primario e attribuzioni conseguenti.

Inoltre, è necessaria la struttura di coordinamento per la missione pubblica, rispetto ad una platea eterogenea di soggetti. Infatti, è richiesta quella autorevolezza e competenza che sono fondamentali. Occorre salvare il mondo Olimpico.

Quello su cui tutto di fatto si fonda, ma cui poco o nulla arriva. Niente, occorre immaginare una fase rifondativa, facendo appello alle forze sane, alle intelligenze e alle esperienze, alla responsabilità delle coscienze fuori dagli attuali ingranaggi.

Occorre una squilla mediatica forte, occorre riaprire la questione sport non per decidere su porte aperte o chiuse al “Corona”, ma per fare della futura Italia della Rinascenza un esempio di civiltà sportiva partecipata, a scuola, in famiglia, negli stadi, sugli spalti e in campo.

Condannato Ministero ad assumere orfana di vittima amianto

vittima amianto
vittima amianto

Il TAR del Lazio, ha accolto le richieste dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto e condannato il Ministero della Difesa all’arruolamento di Maria Cristina Brigidaorfana di vittima amianto.

La storia di Maria, orfana di vittima amianto

Maria è figlia di Giuseppe Mario Paolo Anastasi, deceduto per carcinoma polmonare per esposizione ad amianto nel periodo di servizio a bordo delle unità navali della Marina Militare Italiana.

Il militare aveva ottenuto il riconoscimento di vittima del dovere. La figlia dopo la sua morte, volendone seguire le orme nelle Forze Armate, aveva presentato istanza di arruolamento riservata agli orfani dei militari uccisi in servizio dall’esposizione ad amianto.

La giovane ha ricevuto però un “netto diniego, nonostante ci sia un sacrosanto diritto degli orfani ad essere assunti, se riconosciuti orfani di vittima del dovere. – Spiega il Presidente ONA. – Ed è per tale motivo che abbiamo fatto ricorso al TAR, affinché sanzionasse queste condotte vessatorie nei confronti degli orfani. Vittime inermi dell’uso dell’amianto da parte della Marina Militare che ha sentenziato l’illeceità di queste condotte”.

“Abbiamo inoltrato centinaia di richieste che l’amministrazione boccia ogni volta – prosegue il legale dell’orfana di vittima amianto e componente della Commissione Amianto del Ministero dell’Ambienteci appelleremo ancora una volta a tutte le autorità. Al Ministro della Difesa che sembrerebbe non comprendere la gravità di questi fatti. Ancora al Capo dello Stato Mattarella, quale Comandante Supremo delle Forze Armate”.

I diritti degli orfani della vittima del dovere

Gli orfani di vittime del dovere hanno diritti a determinati benefici. In alcuni casi, però, le domande vengono rigettate. Questa ingiustizia colpisce i figli di vittime del dovere non a carico fiscale, al momento della sua morte, e si attua quando la prestazione è erogata anche al coniuge.

I vari Ministeri, tra cui il Ministero della Difesa, trovano supporto nella loro tesi nell’art.6 della Legge 466 del 1980 e in SS.UU. 22753/2018. Questi appigli, per l’Avv. Bonanni, sono inapplicabili. Diverse Corti di merito, con le loro sentenze, supportano questo punto di vista.

Anche la Corte di Cassazione, recentemente, si è pronunciata sulla questione. Ma, con l’ordinanza, Sez. 6 Num. 15224 del 2021, ha precisato di non aver assunto ancora una posizione definitiva.

I servizi di assistenza medica e legale dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale  e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

assistenza ona

La battaglia ONA per debellare l’amianto dalle navi marina militare

Orfana di vittima amiantoL’ONA denuncia ormai da 12 anni la presenza di amianto nelle navi della Marina Militare.

La quale, solo ultimamente, con un comunicato stampa ha ammesso che sono ancora in corso le bonifiche, eppure la strage amianto tra i militari continua indisturbata.

L’utilizzo di amianto in Marina Militare, non era esteso solo nelle unità navali ma bensì anche negli arsenali.

L’esposizione ad amianto in Marina Militare ha provocato non meno di 570 mesoteliomi, ma anche di altre patologie asbesto correlate. Tra queste citiamo anche il tumore ai polmonitumore alla laringe e della faringe.

Oltre alle suddette neoplasie, l’esposizione alla fibra di asbesto provoca l’insorgenza di placche pleuriche, ispessimento pleurico e di asbestosi.

In tutto, alla Procura di Padova sono stati segnalati 1101 casi di patologie asbesto correlate. Dati confermati anche nella relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta.

L’ONA ha ottenuto significativi risultati in merito alle condanne in sede civile alla costituzione delle prestazioni di vittima del dovere. L’associazione ha inoltre intentato decine e decine di giudizi anche per ottenere il risarcimento del danno.

Tutti coloro che sono vittime del dovere, e i loro familiari, possono chiedere al fine di ottenere la tutela dei loro diritti. È sufficiente consultare l’apposita sezione dedicata alla tutela delle vittime del dovere, oppure contattare l’associazione attraverso il numero verde gratuito 800034294.

Acqua alle corde o fuoco alle polveri?

polveri, Grecia
polveri

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”.

Dalla Siria, alla Grecia e per finire la Gran Bretagna

Nel dubbio dell’alternativa proposta dal titolo, forse occorrerebbe proprio un bel “Si salvi chi può!”. Vista la situazione senza via d’uscita in cui si è venuta a trovare la disarmonica, disorganica ed impotente Unione tra Paesi d’Europa. Come la Grecia, salvo la Gran Bretagna che ha ormai ritirato il ponte levatoio dal Canale della Manica. In buona sostanza il Sultano Erdogan continua senza remore e mezzi termini ad usare i profughi di una guerra al confine con la Siria, che lui stesso alimenta, senza più quel che era il salvifico cuscinetto kurdo ed i loro garanti, i defilati americani e l’alibi ISIS.

Adesso il gioco si sta facendo duro, diretto e il tentativo è quello di mettere in mezzo Grecia e Bulgaria, di far saltare i nervi e di nuovo i cordoni della borsa UE. Dunque acqua sulle corde della diplomazia o fuoco sulle polveri dei sentimenti nazionali. A cominciare dal greco, mentre gli altri governi sono in emergenza sanitaria, economica e sociale, alle prese con il Coronavirus?

La chiusura di scuole e luoghi indoor per sport

Onestamente, la chiusura a tempo di scuole, università e luoghi indoor per sport, meeting e spettacoli, la trovo una soluzione elementare. Peraltro collaudata in occasione di vacanze e feste comandate, piuttosto che di altre contingenze. Giocare a porte chiuse farà bene. Il raffreddamento degli eccessi da tifo, delle violenze e dei ricatti di chi su questo lucra abbasserà anche i costi dell’ordine pubblico, inviterà all’intimità casalinga, davanti alle tv, gli appassionati, che lì sfogheranno le pulsioni, anche con sciarpe d’appartenenza al collo.

Vorrei ricordare al riguardo che, in occasione dei Giochi di Roma 1960, molti impianti (quelli di atletica leggera tutti) rimasero off limits a lungo per lavori straordinari. Senza danno, anzi alla ripresa, in occasione del primo Meeting dell’Amicizia. Inventato da Alfredo Berra e organizzato allo Stadio delle Terme di Caracalla, tutti fecero i loro record personali. Per il resto, cari miei, provate a pensare positivo. Immaginando un uso contingentato dei mezzi pubblici di trasporto con mascherine obbligatorie. Posto che il vincolo della distanza tra individui su metro, bus e treni diverrebbe impossibile in condizioni normali.

Torneremo per un po’ podisti e ciclisti, useremo l’auto privata e torneremo a fare i compiti in casa con figli e nipoti, a curare gli hobby, a mettere ordine nel cuore e nella mente, in attesa dell’alba che verrà.