Amianto prepensionamento rotabili ferroviari. L’aumento del tasso dei decessi e della contrazione delle malattie asbesto correlate da parte dei ferrovieri, dimostrano come ci sia ancora molto da fare affinché venga effettuata un’adeguata bonifica dall’amianto negli edifici e nei siti.
L’epidemia di malattie asbesto correlate nei lavoratori ferroviari
Coloro che hanno lavorato presso l’Ansaldo Breda di Pistoia e, ancora, nella Firema di Caserta, hanno subito elevate esposizioni. Questo livello di rischio (rischio amianto), è confermato anche dall’epidemie di malattie tra i lavoratori dell’Isochimica di Avellino.
Per tali motivi, l’ONA è stata sempre molto attenta alla difesa dei lavoratori esposti amianto nei rotabili ferroviari.
L’amianto provoca, prima di tutto, asbestosi, placche ed ispessimenti pleurici. Inoltre, essendo cancerogeno, come chiarito nell’ultima monografia IARC, provoca anche una serie di tumori amianto.
Poi ci sono le altre malattie neoplastiche asbesto correlate:
alla laringe;
alle ovaie
ai polmoni.
Poi, ancora, altri tumori amianto con minore evidenza:
alla faringe;
al fegato;
colon retto;
esofago;
Per questo motivo l’ONA raccomanda la prevenzione primaria. Tuttavia, tra coloro che sono stati già esposti, importante sono quella secondaria e terziaria.
In caso di malattia è possibile rivolgersi all’ONA per l’indennizzo INAIL:
Tra coloro che sono stati esposti ad amianto, c’è il diritto di cui all’art. 13, co. 8, L. 257/1992, che, nel tempo, ha subito diverse modifiche. Poi, in caso di malattia, si può chiedere l’accredito delle maggiorazioni amianto con l’art. 13, co. 7, L. 257/1992.
Si tratta della pensione amianto, che si può raggiungere anche con la normativa specifica che riguarda gli operatori dei rotabili ferroviari (amianto prepensionamento rotabili ferroviari).
In questo articolo spieghiamo come ottenere il pensionamento amianto per i lavoratori dei rotabili ferroviari.
Nel caso in cui, anche con i benefici specifici, non si potesse ottenere il prepensionamento; oppure le maggiorazioni non siano sufficienti, si può chiedere la pensione amianto. In questo caso, però, occorre dimostrare un danno biologico (art. 1, commi 250, 250bis e 250ter L. 232/2016).
I lavoratori del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario, addetti alla bonifica dall’amianto, danno il via alla presentazione delle domande per il riconoscimento del beneficio previdenziale.
Circolare n. 46 del 2018 a tutela dei ferrovieri
La circolare n. 46 del 2018, pubblicata il 14.03.2018, afferma che: “Dal 1° gennaio 2018 viene riconosciuto ai lavoratori del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario, che hanno svolto operazioni di bonifica dall’amianto senza essere dotati degli adeguati equipaggiamenti di protezione individuale contro l’esposizione alle fibre di amianto, il medesimo beneficio previdenziale previsto per i lavoratori che siano stati esposti all’amianto per un periodo superiore a dieci anni, di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257”.
Il beneficio pensionistico, viene, quindi, riconosciuto a condizione che alla domanda sia allegata la documentazione probante e soltanto dopo apposito accertamento eseguito dall’INAIL.
La circolare contesta, le disposizioni impartite con il messaggio n. 696 del 15 febbraio 2018, in riferimento alle modalità per la richiesta del bonus e al prepensionamento amianto, con i relativi termini previsti per lo scorso 2 marzo.
In sostanza, tale misura operava una limitazione del riconoscimento dei benefici ad alcune poche categorie e mansioni e per periodi limitati.
L’impegno dell’ONA: assistenza medica e legale
L’Avv. Ezio Bonanni è intervenuto più volte con azioni giudiziarie e risarcitorie a carico delle Ferrovie dello Stato, per tutelare i lavoratori esposti all’amianto.
In diverse occasioni ci sono state sentenze con condanne record a carico delle Ferrovie dello Stato, e molti altri giudizi sono in corso e saranno depositati presso la competente Magistratura del lavoro.
Secondo, infatti, quanto stabilito dall’art. 1, c. 250, della Legge n. 232 entrata in vigore l’11 dicembre 2016, i lavoratori che per motivi professionali si sono ammalati di patologie asbesto correlate hanno diritto ad essere collocati in pensione immediata, senza limiti di età anagrafica e anzianità contributiva.
L’unica condizione è avere almeno 5 anni di anzianità contributiva, di cui almeno 3 negli ultimi 5 anni antecedenti il deposito della domanda di pensione.
Le opinioni dei coordinatori dell’ONA
“Perché costringere i lavoratori esposti e vittime dell’amianto ad azioni giudiziarie? Anche qui in Sicilia?” dichiara Calogero Vicario, coordinatore ONA Sicilia.
Il quale denuncia questa distorsione per i lavoratori del settore ferroviario e rotabile della Sicilia, che stanno pagando il prezzo dell’utilizzo dell’asbesto anche nelle vetture ferroviarie in Sicilia.
Gli fa eco anche Antonio Dal Cin, coordinatore nazionale ONA, il quale dichiara che “è una vera e propria discriminazione nei confronti della classe dei ferrovieri.”
Amianto Ferrovie: le ultime notizie
Per approfondire in materia di amianto nelle Ferrovie e di amianto prepensionamento rotabili ferroviari:
Amianto emergenza ambientale. Ma non solo! Anche i diritti negati ai lavoratori vittime, tra i quali quelli delle Industrie Meccaniche Siciliane.
Infatti, questi lavoratori sono in sciopero della fame da più di 100 giorni, e la loro protesta prosegue.
ONA TV news amianto emergenza ambientale
Sulla base del rischio ambientale, ovvero dell’amianto emergenza ambientale e sanitaria, l’ONAha chiesto la bonifica. Infatti, ci sono più di 50 siti di interesse nazionale, più un milione di siti e micrositi con amianto ed altri cancerogeni.
È fondamentale la bonifica e messa in sicurezza, e poi, la tutela delle vittime amianto. Anche coloro che sono stati soltanto esposti hanno subito un danno ed hanno diritto al prepensionamento. Si tratta della c.d. pensione amianto.
È il caso dei lavoratori siciliani delle “Industrie Meccaniche Siciliane”. La loro vicenda è protagonista del secondo appuntamento di ONA News.
Amianto emergenza ambientale: caso dei lavoratori Siciliani
Nel corso del secondo episodio della trasmissione ideata e promossa dall’Osservatorio Nazionale Amianto, sono stati resi noti i dettagli del caso degli operai delle industrie meccaniche sicliane, ovvero lavoratori a cui l’INPS continua a negare i diritti.
Si è svolta anche la conferenza stampa in Campidoglio, alla quale sono stati presenti i rappresentanti di tutte le forze politiche, i quali hanno espresso il sostegno all’ONA e ai lavoratori vittime guidati da Calogero Vicario.
I lavoratori avevano ottenuto, in via amministrativa, l’accredito delle maggiorazioni amianto, e in molti casi anche il prepensionamento.
Il Tribunale di Siracusa aveva riconosciuto loro i c.d. benefici amianto, grazie ai quali, anche quelli non collocati in pensione, avrebbero ottenuto comunque un prepensionamento.
Tuttavia, la Corte di Appello di Catania, ha annullato la sentenza del Tribunale di Siracusa e rigettato le domande di accredito dei benefici amianto.
Per tali motivi i lavoratori siciliani vittime degli eventi hanno avviato una protesta pacifica dinnanzi al Comune di Priolo Gargallo.
Protesta che attualmente è ancora in corso. Infatti, sono ormai circa 100 giorni che i lavoratori dell’ONA Sicilia sono in sciopero della fame.
ONA TV: online il secondo episodio
È online la seconda puntata di ONA News – ONA Tv, che vede alla conduzione il Dott. Massimo Maria Amorosini, giornalista e conduttore televisivo.
Mentre in studio a testimoniare ciò che sta accadendo in Sicilia:
Consulta quii dettagli del primo epsiodio della trasmissione.
I siti di interesse nazionale (amianto e altri veleni)
Sono ormai vent’anni che è nota la capacità lesiva dei c.d. SIN, cioè, dei siti di interesse nazionale. Ancora a tutt’oggi le bonifiche tardano.
Sono stati spesi miliardi di euro, anche a causa delle malattie e delle tragedie che questi cancerogeni hanno provocato. Ci riferiamo non solo alla Sicilia, nella quale ci sono ben 3 siti di interesse nazionale.
Quello di Milazzo, piuttosto che quello di Gela, oltre a quello di Siracusa, Priolo, Melilli e Augusta.
Ci sono tante altre emergenze che vanno, quindi, affrontate. Nel 1998, furono stanziati 3 miliardi di euro per bonificare queste aree.
I lavori di bonifica riguardano solo il 15% dei suoli e il 12% delle acque.
Appello dell’Avv. Ezio Bonanni e dell’ONA al Ministro Costa
Si chiede, quindi, come risulta anche dal contenuto della trasmissione e della conferenza stampa, che ci sia un intervento del Ministro dell’Ambiente. In sostanza, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni fanno una serie di richieste al Ministro dell’Ambiente.
Utilizzo di 50 milioni di euro del recovery fund per l’ambiente, con priorità della bonifica amianto e dei SIN;
Testo unico per la normativa sulle bonifiche intese con riferimento a tutti i veleni;
Mappatura geolocalizzata di tutti i veleni e gli inquinamenti;
Rendere effettivo il principio “chi inquina paga”, contenuto nella normativa interna e in quella comunitaria;
semplificare i procedimenti per il disinquinamento, in modo da restituire alla fruibilità del territorio, come quelli della terra dei fuochi.
La molteplicità dei veleni e gli effetti dell’inquinamento
L’inquinamento provoca una serie di cancri. Non ci riferiamo solo all’amianto, che, però, uccide, più che altro, i lavoratori. Ci riferiamo a tanti altri inquinanti che dovrebbero essere rimossi.
Il disinquinamento del territorio sarebbe molto importante, ecco perché l’ONA reitera queste richieste al Ministro dell’Ambiente Gen. Sergio Costa.
Amianto emergenza ambientale: assistenza gratuita ONA
L’ONA da anni denuncia i ritardi nelle bonifiche. in Italia ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali di amianto e contenenti amianto (33 in matrice compatta e 7 friabile) in attesa di bonifica.
Per questo motivo, è fondamentale la c.d. prevenzione primaria. Come è stato già denunciato nella prima puntata di ONA TV, ci sono, ancora, almeno un milione di siti e micrositi, comprese le scuole.
Nel caso dei lavoratori malati, che con benefici amianto non abbiano ancora maturato il diritto alla prestazione, sussiste il diritto alla c.d. pensione amianto.
Si tratta di una misura recente introdotta grazie all’ONA e all’Avv. Ezio Bonanni, e riservata a tutti coloro che hanno subito un danno biologico, per qualsiasi patologia asbesto correlata.
Infatti, l’amianto è cancerogeno, come chiarito dallo IARC:
Per tali motivi, oltre all’asbestosi, le placche e gli ispessimenti pleurici, provoca una serie di cancri. Quindi, il rischio amianto deve essere ridotto a zero, ma, se il danno si è già verificato, allora si può chiedere la pensione amianto.
L’Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza gratuita a tutte le vittime amianto. L’associazione può essere contattata al numero verde 800 034 294 o compilando il formulario.
Amianto Firema: negato il diritto alla pensione. Eppure ne hanno diritto questi 70 lavoratori della Firema che sono stati esposti perché hanno scoibentato le carrozze ferroviarie.
Accade a Caserta, dove questo gruppo di circa 70 lavoratori della FIREMA subisce il rigetto dell’ INPS al pensionamento nonostante ne abbiano raggiunto i requisiti.
Ingiusta la lesione dei diritti dei lavoratori esposti amianto Firema. Ad intervenire è l’Avv. Ezio Bonanni, componente della Commissione Amianto del Ministero dell’Ambiente. Il presidente ONA sostiene l’intervento risoluto della Dott.ssa Sonia Palmeri, Assessore della Regione Campania al lavoro e alle risorse umane.
Infatti anche istituzioni locali intervengono per denunciare questa discriminazione e violazione di legge. Amianto Firema: binomio tristemente famoso per numerosi casi di malattie asbesto correlate.
Sonia Palmieri
Il grido di battaglia dell’avv. Ezio Bonanni
‘Bene l’intervento dell’Assessore Palmeri, ma non basta, chiediamo che il Governo ‘Giallo Rosso’ passi dalle parole ai fatti. Basta discriminazioni contro i lavoratori dell’amianto. Se necessario torneremo in Piazza’.
Queste le parole del Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha intrapreso contatti con altre associazioni, per avviare una mobilitazione pronta a coinvolgere tutto il territorio nazionale, comprese piccole e medie imprese.
Ezio Bonanni
La FIREMA in passato si è occupata della scoibentazione delle carrozze delle FS. L’ONA ha da tempo scoperchiato il vaso di Pandora, rivelando che le stesse erano imbottite di amianto. Questi lavoratori, ignari dei rischi che correvano, hanno lavorato in esposizione alla fibra killer, senza nemmeno il supporto dei dispositivi di protezione.
Atto di indirizzo: pensione amianto lavoratori Firema
Il Ministro del Lavoro ha emesso l’atto di indirizzo ministeriale, diretto all’INAIL, perché ottenessero tutti il prepensionamento. Questi atti di indirizzo hanno un valore legale, e poi l’art. 1 commi 20, 21 e 22 della L. 247/07, ha riconosciuto loro il diritto alle maggiorazioni contributive fino al 02.10.2003.
Ne è nato un forte contenzioso legale, animato dall’Avv. Ezio Bonanni, il quale ha ottenuto dal TAR del Lazio la sentenza 5750/09, con la quale è stato annullato il decreto dell’INAIL che aveva circoscritto l’applicabilità di tale normativa a pochi siti, escludendo quello di Caserta.
Strage di mesoteliomi nei lavoratori dei rotabili ferroviari
Tanto più per il fatto che in FS – Ferrovie dello Stato – la condizione di rischio amianto è tale per cui assistiamo a 619 casi di mesotelioma e 82 per coloro che hanno abitato nei dintorni delle stazioni, e quindi, se tale condizione di rischio è già rilevante per il personale FS, lo è a maggior ragione per gli scoibentatori delle carrozze ferroviarie.
Questa condizione di rischio è confermata dall’epidemia di mesoteliomi e di altre patologie asbesto correlate in Campania:
Mesoteliomi fino al 2015 pari a 1554 casi, corrispondenti al 5,7% su base nazionale. La media è in salita a più di 100 casi l’anno, così censiti da ONA per il periodo successivo fino al 2019, con stima di 2000 casi complessivi;
Tumori del polmone 4000 decessi, tenendo conto che sono il doppio rispetto ai casi di mesotelioma, e su basi statistico matematiche e rilevazioni ONA;
Asbestosi circa 600 decessi fino al 2019 (stime ONA);
Totale dei decessi per patologie asbesto correlate 7400 fino al 2019, sulla base delle stime ONA.
L’ONA ha censito, senza essere smentita, la contaminazione di amianto e materiali contenenti amianto, per più di 5000 tonnellate nella sola Campania, oltre la moltiplicazione della condizione di rischio dovuta all’emergenza ambientale, per altri cancerogeni, e per siti e territori specifici, come per esempio la ‘Terra dei Fuochi’.
Sono ormai trascorsi altri 12 anni, senza che ci sia il giusto riconoscimento dei diritti di questi lavoratori. Nel frattempo, decine e decine si sono ammalati di mesotelioma, come di tumore del polmone, piuttosto che di asbestosi, e nonostante questo l’INPS si ostina a non applicare la legge dello Stato.
L’ONA plaude all’iniziativa dell’Assessore della Regione Campania, Dott.ssa Sonia Palmeri, e auspica che il Ministro del Lavoro intervenga presso l’INPS, anche con poteri ispettivi, al fine di rilevare la violazione di legge e di discriminazione in danno dei lavoratori FIREMA, piuttosto che dei lavoratori del petrolchimico di Priolo Gargallo guidati da Calogero Vicario, per ristabilire i principi di legalità e giustizia.
Strage dell’amianto: la negazione dei diritti dei lavoratori
I lavoratori FIREMA, come quelli del Petrolchimico di Priolo Gargallo e dell’indotto, hanno diritto al prepensionamento, eventualmente con uno specifico atto di indirizzo del Ministro del Lavoro che integri quelli precedenti.
Per tali motivi l’ONA è sempre in prima linea con lo sportello amianto on line. Tutti i cittadini possono rivolgersi all’associazione anche attraverso il numero verde 800 034 294 per la tutela dei loro diritti.
L’associazione, con riferimento a molti casi di malattie e morti di lavoratori, ha esposto i fatti alla Procura della Repubblica di Caserta.
In più numerose sentenze giudiziali a carico di INAIL di riconoscimento di patologie asbesto correlate di dipendenti FIREMA, confermano il rischio amianto.
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con la sentenza n. 2202/2019 (D.V. S./ INAIL); e già con Sentenza n. 3109/2018 (R.M./ INAIL) ha confermato l’epidemia. Queste decisioni sul rischio asbesto in Firema sono state emesse in seguito ad accertamenti tecnico peritali.
A fronte di tali accertamenti non si comprende per quale titolo alcuni dei dipendenti FIREMA non possono godere della pensione con i benefici amianto
Infatti anche gli ultimi 70 dioendenti hanno diritto i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.
Richieste all’INPS di rispettare la legge sul pensionamento
Lo scorso 13.10.2020, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno rivolto un appello al Ministro del Lavoro perché, innanzitutto, si bonifichino i siti. Non solo amianto, ma anche benzene, IPA, etc.
Lo sguardo è stato rivolto, innanzitutto, ai lavoratori siciliani, ma anche a quelli della Firema di Caserta.
Firema e Industrie Meccaniche Siciliane: diritti negati
I lavoratori della Firema condividono la stessa sorte riservata agli operai delle Industrie Meccaniche Siciliane di Priolo Gargallo.
Per questi motivi, Calogero Vicario, coordinatore di ONA Sicilia, ha chiesto al presidente dell’ONA, Avv. Ezio Bonanni, di estendere la mobilitazione anche alla Campania.
In sostanza, Calogero Vicario esprime la vicinanza dell’ONA Sicilia ai lavoratori della Firema di Caserta. Si preannunciano nuove battaglie giudiziarie nella tutela di questi lavoratori. Nei prossimi giorni sarà messo in mora il Ministro del Lavoro, Sen. Nunzia Catalfo, e il presidente dell’INPS Pasquale Tridico.
Interviene anche l’On.le Pippo Gianni, ora sindaco di Priolo Gargallo e componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA.
Il sindaco di Priolo Gargallo ritiene utile l’intervento del sindaco di Caserta e della regione Campania già messo in campo a settembre, e propone che la questione sia esaminata presso l’Anci.
Il tema dei benefici contributivi amianto è stato oggetto anche della seconda puntata di ONA TV.
Amianto Firema: I servizi di assistenza gratuita
L’Osservatorio Nazionale Amianto tutela gratuitamente i lavoratori della Firema per la pensione amianto.
In più sollecita l’Inps ad accogliere le domande amministrative, preannunciando, in caso contrario, azione giudiziaria. Poi c’è la tutela di tutte le vittime amianto e i loro familiari per ottenere il risarcimento dei danni subiti. Non ultima la tutela per il riconoscimento di malattia professionale.
Quando parliamo del rischio amianto e della vita delle persone, il cosiddetto “rischio accettabile” non deve essere mai sottovalutato. In effetti l’esposizione all’amianto é sempre dannosa. Infatti non c’è una soglia sotto la quale il rischio si annulla ed il danno infiammatorio c’è sempre, e può evolvere in cancro.
Per questi motivi, vanno evitate tutte le forme di esposizione a questi minerali asbestiformi. Nella normativa prevenzionistica Italiana, infatti, si fa riferimento alla valutazione del rischio eternit. In particolare, negli artt. 17 e 30, Dlgs. 81/2008.
Tuttavia, quello che è importante premettere, che non c’è una soglia limite, e che tutte le esposizioni fanno male.
La valutazione del rischio amianto tiene conto di determinate caratteristiche peculiari: livello di esposizione all’amianto pericolo, misure di prevenzione attuate, livello di consapevolezza dei soggetti esposti.
Nel caso di strutture con presenza di materiali contenenti amianto (MCA): il pericolo è dato dalla presenza di materiali contenenti amianto e da polvere di eternit. Contrariamente il rischio è la probabilità che gli individui possano essere colpiti da malattie asbesto correlate. Quindi occorre tener conto:
della possibilità che il materiale rilasci fibre,
che tali fibre o polveri amianto, vengano inalate,
che la dose inalata sia significativa (valutabile in termini di concentrazione di fibre di amianto aerodisperse).
Perché sono pericolose le fibre di amianto?
Finché sono contenuti nella roccia o nell’orizzonte del suolo vescicolare – lo strato profondo di polvere di amianto depositata dal vento, chiamato “pavimentazione” o “pelle“, i minerali asbestiformi non costituiscono pericolo (amianto pericolo).
Infatti, le fibre sempre si aerodisperdono. Questi minerali fibrosi si dividono in fibre sempre più sottili. Queste fibre sono inalate, e provocano prima infiammazione e poi cancro. Perciò l’amianto è pericoloso.
Quando un prodotto contenente amianto è in buona forma, in poche parole, non è nocivo. Se si asciuga e si spezza, le fibre di amianto “friabile” vengono rilasciate nell’aria, diventando letali.
Purtroppo l’ipotesi che un prodotto contenente amianto si deteriori non è così remoto. Infatti danni causati dall’acqua, vibrazioni continue, invecchiamento. Cosi l’impatto fisico come perforazione, molatura, lucidatura, taglio, segatura o percussione provocano il rilascio di fibre e polveri di amianto.
Per questi motivi, l’ONA raccomanda la prevenzione primaria, che è l’unico sistema per evitare l’esposizione e, quindi, i danni. Ciò è confermato nella revisione del Consensus di Helsinki.
Inalazione della fibra killer: rischio amianto
Spesso purtroppo, l’esposizione all’amianto non è solo involontaria, ma sconosciuta: le persone in genere non sanno nemmeno quando sono esposte alle microscopiche, insipide e inodori fibre presenti nell’aria e l’amianto è praticamente ovunque.
Il modo più comune per le fibre di amianto di entrare nel corpo è attraverso la respirazione. Infatti la polvere d’amianto o fibre aerodisperse nell’aria possono essere inalate o ingerite.
Intrappolate nelle mucose del naso e della gola, dopo inalazione amianto, le fibre possono passare in profondità nei polmoni. In più se ingerite, nel tratto digestivo, causando anche qui, seri problemi di salute.
Rischio di malattie correlate all’amianto
Siamo tutti esposti a bassi livelli di amianto nell’aria. Respirare amianto ogni giorno è un grave danno per la salute. L’aria di solito contiene tra le 10 e le 200 fibre di amianto in ogni 1000 litri (o metro cubo) di aria (equivalenti a 0,01 – 0,20 fibre per litro di aria).
Dunque non esiste una categoria “esente” dal rischio esposizione amianto. Il rischio di ammalarsi di cancro a causa dell’amianto dipende dalla concentrazione di fibre nell’aria respirabile e della durata di esposizione.
Si parla quindi di dose dipendenza. Per quanto riguarda invece le sostanze cancerogene, è difficile indicare con assoluta certezza un livello di concentrazione senza effetti. Anzi, per l’amianto, il rischio é anche a basse soglie. Pertanto, l’esposizione all’amianto deve essere sempre ridotta il più possibile al minimo (principio di minimizzazione).
Su tutti i posti di lavoro che non prevedono un contatto con l’amianto il principio di minimizzazione si considera raggiunto se il valore rilevato non supera il 10% del valore MCA.
Rischio amianto: ambiente e lavoro
Sui luoghi di lavoro, il rischio morbigeno è riconducibile anche alla contaminazione ambientale degli stabilimenti. Quindi riguarda tutti i lavoratori. Infatti a prescindere dal tipo di lavorazione effettuata, e dalla mansione, ci sono esposizioni indirette.
Tanto é vero che la presenza, nello stesso ambiente, di operatori adibiti a postazioni contigue, determina l’esposizione di tutti. Anche di chi non manipola l’amianto.
Da qui l’esigenza di un’attenta valutazione degli amianto rischi, e l’esigenza di mettere in sicurezza impianti e persone. In particolare Con il confinamento e la separazione tra gli ambienti di lavoro.
Prima della legge 257 del 12 marzo 1992, che ha messo al bando l’amianto, molti lavoratori sono stati esposti. Infatti hanno incontrato frequentemente livelli di fibre di amianto ben al di sopra dei livelli di fondo e privi di protezione.
Aggiornamento 2022: protezione europea dei lavoratori
La Risoluzione del Parlamento europeo del 20 ottobre 2021 raccomanda di avviare una serie di iniziative volte alla protezione dei lavoratori dall’esposizione all’amianto.
Si propone, quindi, che di aggiornare la direttiva 2009/148/CE, al fine di rafforzare le misure volte a proteggere i lavoratori dalla minaccia dell’amianto e prevenire una nuova ondata di vittime dell’amianto, a causa delle ristrutturazioni.
Inoltre, grazie all’European Strategy for the Removal of All Asbestos (ESRAA), si cerca di definire le strategie nazionali di rimozione sicura di tutto l’amianto negli Stati membri.
Esposizione amianto rischi nelle Forze Armate
In caso di servizio reso nelle Forze Armate, o pubblico impiego non privatizzato, c’è il riconoscimento di causa di servizio. Poi quella di vittima del dovere.
Quindi le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento dei danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.
Il limite regolamentato sul luogo di lavoro per un periodo di otto ore, è di 100 fibre per litro di aria. Cosi è compreso tra 500 e 10.000 volte i livelli di fondo.
Questo valore si intende di maggiore allarme, cioè impone ulteriori misure cautelari. Infatti, non vi può essere una soglia lecita di esposizione, perché tutti i cancerogeni sono sempre dannosi. Le fibre di asbesto lo sono ancora di più. Infatti, per il mesotelioma anche poche esposizioni ed anche a bassa dose, possono causare questa neoplasia, ad esito infausto.
Mesotelioma: il rischio amianto delle basse dosi
Per quanto riguarda il mesotelioma, sia esso quello pleurico, peritoneale, pericardico, e alla tunica vaginale del testicolo, eternit rischi sono anche a basse dosi. Tant’è vero che anche tra i professori e personale non docente nelle scuole, sono censiti n. 91 mesoteliomi.
Si tratta delle rilevazioni fino al 2015, poi ci sono gli altri casi e, ancora, tutte le altre malattie asbesto correlate.
Per questo motivo, il problema dell’amianto nelle scuole, come negli ospedali, è centrale, e con esso la bonifica. Tant’è vero che questa è una delle più pressanti richieste dell’Avv. Ezio Bonanni.
Il presidente ONA, infatti, ha fondato molta della sua azione sulla prevenzione rischio amianto scuole.
Il fatto stesso che ci possano essere delle esposizioni, determina un danno per la salute, perché le fibre, anche a bassa dose, hanno capacità infiammatoria. Infatti, ciò è stato ribadito dalla stessa Corte di Cassazione, IV Sez. Pen., sentenza n. 45935/2019.
Lo stesso Ministero della Salute, nei suoi Quaderni, ha chiarito che tutte le esposizioni ad amianto, anche quelle a bassa dose, rilevano. Infatti, aumentano il rischio di insorgenza, abbreviano la latenza e accelerano il decorso e la morte.
Tant’è vero che, proprio per scongiurare il rischio di mesotelioma, è fondamentale la bonifica. Per segnalare i siti contaminati è possibile utilizzare l’APP Amianto, uno strumento messo a disposizione dall’ONA.
In caso di insorgenza di mesotelioma, tutti coloro che hanno esposto ad amianto la vittima ne sono responsabili.
Rischio amianto nelle scuole: un problema ancora attuale
L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, ha sollevato il problema del rischio amianto scuole.
Infatti, anche lo stesso Ministro Costa, ha stanziato 385mln per progettare le bonifiche delle scuole e degli altri edifici pubblici. Tuttavia, ciò non è sufficiente e l’ONA insiste con il Governo nazionale perché si dia corso alle bonifiche delle scuole.
Nelle c.d. basse dosi sono ricomprese anche quelle degli ospedali. Anche queste strutture debbono essere bonificate. È uno degli ulteriori impegni dell’ONA.
Per questi motivi, l’unico strumento effettivamente efficace, non può che essere la prevenzione primaria,non solo per gli ospedali ma per tutti i posti di lavoro. A questo proposito l’ONA ha creato un’apposita App per le segnalazioni dei siti contaminati. Per scoprire quali sono e dove sono è disponibile su questo sito la relativa mappa.
La normativa di riferimento
La materia risulta regolamentata dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m. per “Attuazione dell’articolo 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.
In particolare dal Capo III, inerente la “Protezione dei rischi connessi all’esposizione all’amianto”.
Si riportano nel seguito, al fine di meglio contestualizzare gli elementi di base delle norme che regolano la materia. Infatti, relativamente agli aspetti trattati circa il rischio amianto, gli articoli:
246 “Campo di applicazione” (art. 246, Dlgs. 81/20089.
249 “Valutazione del rischio”;
251 “Misure di prevenzioneeprotezione”;
253 “Controllo dell’esposizione”;
254 “Valore limite”.
Il rischio amianto si estende anche ai familiari
Anche i familiari dei lavoratori esposti o quelli che vivono vicino a miniere di amianto attive sono a rischio. Un lavoratore esposto può infatti trasportare fibre di amianto su vestiti, stivali, pelle, capelli e strumenti. Le famiglie dovrebbero essere vigili per assicurarsi che i familiari non siano esposti a queste fibre.
Rischio amianto: il futuro dei limiti di soglia
Cessarne la produzione non ha significato la cessazione dei rischi. I malati e i morti sono previsti ancora per parecchi anni, perché le malattie da amianto si manifestano molti anni dopo l’esposizione (tempo di latenza) soprattutto se non si interverrà per toglierlo definitivamente dagli ambienti di vita.
Va sottolineato infine che l’amianto è ancora grandemente impiegato in molti paesi e che ad oggi sono circa 100.000 gli esposti ed ex esposti che ogni anno muoiono in tutto il mondo.
I servizi di assistenza ONA
L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria).
In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate.
Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.
L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per rischio esposizione amianto.
Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita.
Esposizione amianto e il diritto al prepensionamento
I lavoratori esposti al c.d. rischio amianto, hanno diritto al prepensionamento ex art. 13, co. 8, L. 257/1992. In particolare, è necessario dimostrare il rischio amianto superamento della soglia delle 100 ff/ll.
Quest’esposizione deve essere dimostrata per più di 10 anni. In caso di malattia, invece, il rischio amianto c’è sempre, purché ci sia stata l’esposizione, al di là delle soglie.
C’è pure il diritto alla pensione di invalidità amianto. Questo tipo di prestazione pensionistica può essere richiesto da chi ha subito una malattia asbesto correlata.
Mesotelioma esposizione ambientale e Fondo Vittime Amianto
Nel caso di mesotelioma per esposizione ad amianto in famiglia (abiti contaminati da amianto di lavoratori del settore), e per dispersione di fibre, siamo in presenza di malattia di origine ambientale.
Nei casi di mesotelioma, sussiste, per queste vittime, il diritto alle prestazioni del Fondo Vittime Amianto.
Risarcimento danni rischio amianto
Il danno già c’è con l’esposizione. Quindi, deve essere risarcito. Anche quello morale ed esistenziale.
Quindi, sussiste il diritto all’integrale risarcimento di tutti i danni, che sono connessi al rischio amianto.
Poiché, anche la semplice esposizione è lesiva, sussiste il diritto al risarcimento del danno, anche morale ed esistenziale, per attesa di malattia.
Sul punto occorre richiamare Cass., sez. lav., n. 24217/2017. Infatti, la Corte di Cassazione fa presente che, nei lavoratori esposti ad amianto, c’è il timore di ammalarsi. Nel caso specifico, si fa riferimento a chi è ammalato di placche pleuriche.
Tuttavia, questa paura di ammalarsi, sussiste anche in chi è ancora, apparentemente, sano. Poi ci sono, naturalmente, le patologie asbesto correlate che, come abbiamo visto, hanno un’alta incidenza di lesività.
Le vittime di malattia asbesto correlata, ovvero di rischio asbesto, hanno diritto all’integrale risarcimento di tutti i danni. Anche gli stessi familiari subiscono ingiusti danni.
Per cui, il risarcimento deve essere integrale, e il calcolo è su base equitativa.
Quantificazione danni rischio amianto
Come abbiamo già evidenziato, le fibre, una volta inalate o ingerite, provocano dei danni. Per tali motivi, è sempre dovuto il risarcimento.
Le tecniche di quantificazione e risarcimento sono quelle delle tabelle.
Consulenza gratuita alle vittime per amianto
L’Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza gratuita ai cittadini e ai lavoratori esposti ad amianto e altri agenti patogeni e cancerogeni.
Pugno chiuso, mano aperta: Editorialea cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”
No, non vi voglio raccontare di lontane esperienze balneari nella “perla” del Gargano e nemmeno del saluto comunista in alternativa al fascista, con la mano aperta e il braccio levato. Ma penso al saluto COVID del pugno contro pugno. Ha messo fine alla mano nella mano con stretta, quel gesto che per alcuni valeva più di un contratto su carta bollata, firmato dal notaio.
Dal COVID al lockdawn fino al “Fair Play”
Adesso, chi decide di fidarsi, rischia il contagio e pure la multa. Dunque, esenzione forzata da gesti d’amicizia, fair play, aiuto a tirarsi su, dall’approccio tenero con una possibile altra metà, dal trattenere un tenero virgulto da proteggere, dal fare un allegro girotondo.
Ecco, a proposito di teneri virgulti e girotondi, forse – Covid o non Covid – è venuto il momento di scendere in campo per proteggere chi non teme la pandemia da virus, ma gli umani che ne sono affetti, che non rinunciano alla loro attività rapinosa contro il verde, contro le foreste per via del pregio del legno e del suolo da destinare a colture lucrose nel breve termine, desertificanti nel medio lungo.
Quel che capita nelle Indie, in Africa, in Sud America, in Australia, in Siberia, non esime l’Europa e in particolare i Paesi dell’Est. Da noi, quel che viene risparmiato dal fuoco estivo finisce nei vortici alluvionali dell’autunno.
Allora, ecco che il pugno chiuso, ma di ferro, potrebbe avere un senso, se si decidesse di proteggere seriamente il patrimonio forestale e boschivo, considerandolo parte essenziale della nostra stessa vita, di un equilibrato sistema, in assenza del quale nulla avrebbe più senso.
Forse, per salvarci da noi stessi, avremmo bisogno di un lockdown davvero prolungato, oltre l’immaginabile. Provate a pensare, a ricordare, se ne avete maturato il tempo, come era il nostro paradiso/inferno appena cinquant’anni fa e com’è adesso.
Basta soltanto questo per farci capire di cosa siamo stati capaci di fare. Abbiamo riversato miliardi di tonnellate di plastica ovunque, di inquinanti altamente tossici nell’acqua che beviamo. Abbiamo reso inospitale lo stesso bacino del Mediterraneo, da sempre oasi di pace climatica.
Adesso ci rimane una via di mezzo, giusto la mano semiaperta per un ciao, prima dell’estremo gesto del “vaffa”, per un addio.
L’impegno dell’ONA per la salvaguardia dell’ambiente
Osservatorio Nazionale Amianto ha ideato una trasmissione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica tutti i dettagli della problematica amianto.
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