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martedì, Settembre 15, 2026
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Sport prevenzione Covid-19

Sport prevenzione Covid-19

La guida dell’ONA per prevenire il Covid-19 nello sport

Sport prevenzione Covid-19. Infatti, non è solo l’amianto il rischio, quando c’è la pandemia. Anzi, gli esposti all’amianto debbono essere ancora più attenti.

Emergenza Covid-19 e lo sport: proteggersi

Quello di proteggersi dal Covid-19 è importante. Questo virus è, infatti, assassino. Quindi, nell’attività sportiva è fondamentale la prevenzione, con le regole dettate dalle autorità. Si evita, così, di allargare a macchia d’olio l’epidemia, che è molto rischiosa per le vittime dell’amianto e per chi è fragile.

Quel che noi umani stentiamo a capire è che l’emergenza è tale che comporta cambiamenti anche radicali per periodi indefiniti, salvo ragguagli certi.

Adesso, siamo di fronte ad un tormentone generalizzato su tutte le tematiche possibili, a partire dallo sport spettacolo. Ma non solo.

Lo stop imposto nel periodo del lockdown dovrà essere riproposto ora che l’epidemia si sta di nuovo allargando. Anche le star del calcio nazionale sono state colpite dal Covid-19. Per questi motivi, l’Avv. Ezio Bonanni ha prescritto molta attenzione e prudenza.

Siamo contro una ripresa generalizzata di attività ludiche, in particolare la movida, mentre lo sport, quello individuale, è molto importante, anche per prevenire molti malanni.

Si pensi all’obesità e alle sue conseguenze sul sistema cardiaco e cardiocircolatorio.

Bisogna contemperare i diritti, tener conto dei contatti ma, non certo solo dei mercati, infarciti di maionese impazzita del sistema.

Quindi, tutti chiedono soccorso e danari per la sopravvivenza e per la ripresa. Tuttavia, nessuno si pone il problema di quel che in realtà ci attende, sulla vera tempistica di questo “virus black dawn”.

Si tratta della tempesta letale quasi perfetta, che si completa con l’immanenza di un soccorso.

Ovviamente interessato da parte di fondazioni e multinazionali farmaceutiche, a fronte di catastrofici imperativi della politica. Quindi, come capitato e sta capitando tra Cina, Inghilterra, Brasile, USA e Russia.

Ma ora l’epidemia riprende anche in Europa e, negli ultimi giorni, anche in Italia. Eppure, si combatte la guerra a Tripoli e in altre parti del mondo.

Lo sport sia come le antiche olimpiadi: interrompa le guerre

Dunque, a nulla valgono e varranno i lai relativi ai ritardi o all’esclusione dai magri soccorsi a pioggia.

Non servono contributi a pioggia. Si interrompano le guerre, gli acquisti di armamenti. In più, si imponga alla Cina, e agli altri paesi asiatici, di rispettare regole igieniche più serie.

Il COVID 19,  grida vendetta per il comportamento dei cinesi. Anche i protocolli medici sbagliati, quando l’eparina e il cortisone stanno salvando molte vittime.

L’importanza del fermo biologico per l’ambiente

Questo, vale anche per lo sport e gli sportivi in tutte le versioni, perché l’unica vera attenzione al momento riguarda il possibile sostegno agli operatori di base. In più, naturalmente, questo “fermo biologico“, è importante per l’ambiente, e anche lo sport può dire la sua.

Lo sport come messaggio di speranza nel paese

Forse, in questa fase, in questa forzata pausa di riflessione, dovremmo deciderci a prendere il toro per le corna. Infatti, a riconsiderare seriamente tutto quello che fin qui ci era sembrato il top, ma non era così. Va valorizzato lo sport, ma con attenzione alle regole preventive del Covid (sport prevenzione Covid-19).

Se lo sport ci permette di allontarci dalle movide, inutili e dannose per i nostri giovani, distolti dai veri obbiettivi, allo stesso tempo, rappresenta anche una prevenzione medica e sanitaria.

Non solo evitare problemi cardiaci e cardiovascolari, ma anche sport prevenzione Covid-19. La prevenzione del Covid-19, infatti, si fonda sul distanziamento, sul lavaggio delle mani, etc. Questo anche nel fare sport.

Allo stesso tempo, se ci si dedica allo sport, si abbandonano le movide (sport prevenzione Covid-19).

Sport prevenzione Covid-19 e Costituzione

L’indiscutibile realtà di un modello unico al mondo, connotato da eccellenza nel range delle prime dieci potenze olimpiche. In più, il vulnus inconciliabile con il civismo, come l’assenza di “motoria” nelle scuole primarie della Repubblica.

E allora? Allora sarebbe bello ed opportuno lanciare un messaggio di speranza al Paese, producendo in questo frattempo indeterminabile una seria proposta di riforma, ponendo seriamente l’imprescindibile inserimento dello sport nella Costituzione.

Occorre investire le risorse, non tanto sull’effimero soccorso COVID. Ma sull’assunzione e messa all’opera – nelle scuole e sui territori – delle migliaia di laureati di scienze motorie a spasso. Così ci sarebbe sport e salute, tenendo conto che i più piccoli sono allo sbando tra centri privati e fai da te.

Sport prevenzione Covid-19 e il sommerso

C’è tutta un’attività sommersa che è rischiosa per la salute. Quindi, in sostanza, l’attività sportiva rientra nella prevenzione primaria. A tutti gli effetti, siamo di fronte allo sport prevenzione Covid-19, che si aggiunge alla prevenzione di malattie cardiache e cardiocircolatorie.

Rischio OGM e il principio di precauzione

Arte e Covid

Rischio OGM: necessarie le verifiche

Rischio OGM. Si tratta di organismi geneticamente modificati. In questo modo si vuole aumentare la produttività in agricoltura. Ma occorre stare attenti. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni chiedono di applicare il principio di precauzione.

La prevenzione primaria non passa solo attraverso la bonifica. È necessario evitare cibi geneticamente modificati. Solo così si può salvaguardare quella genuinità dei nostri prodotti agricoli.

Covid-19 e violazione del principio di precauzione

La storia del Covid-19 dimostra la trascuratezza dei cinesi nel prevenire il rischio. Venti di Guerra Fredda, si alzano in conseguenza della buriana COVID 19, preannunciando opportunità per quella “calda”.

Così, vi è ulteriore lucrosa occasione per gli industriali delle armi alla ricerca di nuove fonti di arricchimento.

Le diverse crisi nel mondo e i migranti

Le crisi in Libia, Yemen, Venezuela, Sudan e Somalia, dei trasmigranti e dei naufraghi nel Mare Nostrum. Quindi, avete sentito parlare in questo virale frattempo?

Assolutamente no, anche se i fuochi non sono spenti!

Dunque, in questo momento, la priorità è un’altra. Si vanno cercando colpevoli e capri espiatori pur che sia, piuttosto che ammettere il nostro peccato più grave.

Quindi, ammettere che la nostra civiltà è distorta dalla presunzione d’intangibilità. Inoltre, c’è il sentimento satrapico del massimo vantaggio economico, al punto di modificare i semi della vita con OGM.

Anche il rischio c.d. potenziale deve essere tenuto in considerazione, perché occorre applicare il principio di precauzione.

Gli OGM provocano un rischio. Stiamo parlando di alimenti che sono modificati nei loro geni. Molte volte possono sviluppare allergie. Infatti, le nuove proteine degli OGM sono spesso di geni completamente estranei all’alimentazione dell’uomo.

Molte volte, per esempio, inseriscono geni di scorpione, petunie,
meduse, scarafaggi, etc. Quindi, queste nuove proteine, così introdotte nella catena alimentare, possono causare danni alla salute, tra cui le allergie (rischio OGM allergie).

Questo non è ammissibile. Non conta solo il PIL, non si può anteporre il profitto alla salute umana che, tra l’altro, è tutelata dall’art. 32 della Costituzione.

Rischio OGM con riferimento alla delocalizzazione

C’è il rischio OGM anche con riferimento alla delocalizzazione, in particolare nell’agricoltura.

Quindi, delocalizzare anche la ricerca e la produzione di beni essenziali per trarne il massimo profitto, è un errore. Allo stesso modo, smantellare le strutture sanitarie, rendere le cure un privilegio e indurre per necessità sette miliardi di potenziali pazienti a conferire deleghe in bianco alle multinazionali del farmaco.

Così, il rischio OGM si lega anche a questa mentalità.

Quindi, la pandemia è il risultato anche della anteposizione del profitto alla salute. Così come la sottovalutazione del rischio OGM. In più le farmaceutiche sono le uniche che possono uscire vincenti da una disavventura pandemica globale.

Così, dal crollo delle economie – dal sociale all’industriale – aggrappate agli algoritmi da rating e nel panico per il precipitare dei PIL. Ecco perché l’ONA dice no.

Prevenzione secondaria e terziaria rischio OGM

Per quanto riguarda la prevenzione, il rischio OGM rileva anche per quella secondaria terziaria.

Quindi, non dobbiamo metterci dalla parte dei selvatici, aviari, terrestri ed aquatici, che ci hanno impestato più o meno direttamente. Quindi, non dobbiamo far godere coloro che predicano la desertificazione antropica, ma riappropriarci degli antichi spazi.

La bellezza della natura senza il rischio OGM

Il mondo animale e anche il vegetale stanno manifestando la loro gioia, lo stupore per questo improvviso fermarsi degli umani, ciò è dovuto al Covid-19.

Paradossalmente, questa pandemia ha fatto rifiorire la natura. Si potrebbe applicare, infatti, il detto che i sorci ballano, mentre il gatto è assente.

Quindi, il sorcio balla inteso come ambiente, e danzerà ancora, fino a quando ci sarà questa epidemia. Poi ritorneremo al disastro ambientale.

La tristezza del distanziamento in tempo di epidemia

Infine e non ultimo, qualcuno comincia a preoccuparsi degli effetti disaffettivi derivanti dal distanziamento sociale e qualcun altro comincia a sospettare che ci sia una sorta di disegno biblico da Grande Vecchio.

Quindi, è quello che pensa di punirci e ridurci di numero per impossibilità affettiva, oltre che per eliminazione da virus, step by step. Ricordiamo l’americana sifilide, l’africana HIV,  l’asiatico COVID 19. Ovvero tutti letali ammonimenti, sino ad impedire finanche un abbraccio, al sussurrare in un orecchio la parola t’amo, a scambiare un bacio in punta di labbra…

Il cantico della gioia contro il rischio

Quando tutto tace vo lontan
Dalla città
Solo nella notte
Il mio cuor scrutando va
E nel mister non ci va il pensier
Quando nel mondo c’è ancor
Chi si illude d’amor
E d’inganno non sa
Che c’è il fango quaggiù
In finzion di virtù.
Cosa m’importa se il mondo
Mi rese glacial
Se di ogni cosa nel fondo
Non trovo che il mal …

Degrado Taranto e Ostia: l’ONA interviene

Taranto e Ostia
Taranto e Ostia

Degrado Taranto e Ostia. Se la chiusura di due istituti scolastici a Taranto non è altro che la conferma di un insulto da diossina.

Ogni oltre limite per l’intera Città, per Roma, delle due l’una: si tratta di un maledetto ritardo amministrativo o siamo di fronte al fallimento del sistema.

Degrado a Ostia: la denuncia dell’ONA

In ogni caso si materializza un’apocalisse di lordure, buche, toppe mal messe, vegetazione impazzita, segnaletica scomparsa, interruzioni e deviazioni, insomma una “via dell’orrore”. 

Infatti, al posto di quella che fu la prima autostrada d’Italia, la Via del Mare. Sì, giusto una ventina di chilometri di quasi rettilineo a fianco della ondivaga Ostiense.

Quindi, questa arteria decaduta da principale a secondario cordone ombelicale tra la madre Roma e il suo affaccio sul mare, la figlia Ostia.

Si tratta di protesi moderna di quella che fu la porta d’accesso via Tevere, sull’antica linea di costa.

Eppure, nonostante le avversità ingiustificabili, determinate da un palese abbandono o se preferite dalla rinuncia dei manutentori dei collegamenti urbani e consolari.

Quindi, il desiderio di raggiungere l’agognato traguardo azzurro è rimasto formidabile per la moltitudine di pendolari del tempo libero, che comunque trovano il coraggio di affrontare il disagio che si frappone al melanconico piacere, quello elementare e insostituibile, inesorabile di un tramonto sul mare di Ostia.

Taranto e il degrado e fabbriche della morte

Prima di pensare al degrado Taranto e Ostia, si deve far riferimento all’ILVA, piuttosto che alla Marina Militare.

Per questo motivo, l’ONA accomuna tutte le città Italiane per la necessità della bonifica e del decoro urbano.

Non solo minerali di amianto, ma anche altri inquinanti, per cui è necessario un progetto alternativo di vivibilità delle città e di tutela dell’ambiente.

Nel nome del Padre e della Madre

Covid
Covid

Nel nome del padre, della madre e del COVID: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Nel nome del padre, della madre e del COVID

Stavo riflettendo sul ripetersi, sulla ciclicità dei picchi negativi, sulla incidenza delle catastrofi naturali e artefatte, dagli uragani ai terremoti, dagli inghippi dell’economia alle guerre pretestuose. E ancora alle speculazioni ciniche e rapinose, alle infezioni pandemiche, che avvelenano la nostra esistenza di fatto fragile e comunque a termine, a prescindere da fattori traumatici, come quello dello spaventevole COVID 19 in corso.

Potremmo banalizzare e rassegnarci in attesa degli scontati eventi di mezzo o conclusivi, senza impegnarci, senza trarne la morale. La morale diversamente ci sospinge verso la realizzazione del futuribile e del bene comune.

Le notizie di contagio dell’oggi, di supereroi dello sport, come di potenti delle istituzioni, di personaggi della cultura, come della scienza, del fine vita tardo o prematuro di chi ci circonda, non può che ricondurci al concetto che tutti siamo parte di un unico organismo in continua evoluzione, con un sistemico nascere del nuovo e decadere del vecchio.

Numero Verde Assistenza ONA

Schema rotto dall’emergenza e da priorità rifiutate

Questa è la natura di cui facciamo parte, sia pure neghittosi e ribelli e da cui non possiamo sottrarci. Faust, Mefistofele e Paracelso sono stati e rimangono virtuali rappresentanti di un paradosso, dal quale non riusciamo a svincolarci, perché più tentiamo di conoscere e progredire, più affondiamo nelle sabbie mobili di una diabolica palude, percolata dai mefitici veleni da noi stessi prodotti.

In pochi mesi, dall’inizio dell’ennesima pandemia, nella pur breve storia di noi umani, la vita nella sua globalità planetaria risulta stravolta ed ogni schema rotto da emergenze e priorità fino a ieri rifiutate.

Il “primum vivere, deinde philosophari” di antica concezione torna a dominare i nostri comportamenti. Solo i più forti e gli eroi, i saggi e i temperanti riusciranno comunque a mantenere la barra dritta, posto che la rotta per doppiare il Capo del Coronavirus la conosciamo, anche se tocca navigare nella procella.

Per questo, occorre rimembrare le passate esperienze, quelle di chi ci ha generato e di chi li ha preceduti nella progenie.

Si tratta di meno di cento generazioni in epoca storica. Hanno affrontato la misterica avventura dell’esistenza a mani nude e poi con mezzi empirici, dotati di straordinaria volontà e spirito, quello formidabile che dovrebbe ispirare scelte diverse anche per molti giovani d’oggi, quello della sopravvivenza.

ONA: servizi di tutela e assistenza

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni sono in prima linea per tutelare i diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni.

In questi anni 2020 e 2021, a causa della pandemia Covid-19, l’amianto ha aumentato il suo impatto. L’unica soluzione definitiva per far fronte agli effetti dannosi alla salute provocati dalle fibre di asbesto è la prevenzione primaria e la bonifica.

Ezio Bonanni: amianto libro bianco della fibra killer

Ezio Bonanni amianto libro bianco
Avv. Bonanni

“Come la ricerca può sconfiggere i tumori da amianto”

Ezio Bonanni amianto libro bianco. La strage per malattie asbesto correlate, ha indotto l’Avv. Ezio Bonanni a rendere pubblici i dati sull’amianto in Italia. Non solo i siti contaminati, ma anche lo stato della ricerca scientifica e l’epidemiologia delle morti.

Il libro bianco delle morti di amianto in Italia

Lo scorso 19.06.2018, c’è stata la presentazione della pubblicazione dell’Avv. Ezio Bonanni. Si tratta de “il libro bianco delle morti di amianto in Italia”. L’evento di è tenuto presso la sede dell’enciclopedia Treccani di Roma. Il libro va ad arricchire la collana nella quale troviamo anche “Sicilia il libro delle morti bianche. Cause, eventi e testimonianze”.

Il testo riporta tutti i dati della mappatura amianto in Italia, che sono stati riepilogati nel corso dell’evento di presentazione. Questo convegno si è tenuto presso l’Enciclopedia Italiana: “Come la ricerca può sconfiggere i tumori da amianto“.

In sintesi, l’amianto è presente in Italia negli edifici pubblici, nei siti lavorativi e nelle case private. Per questi motivi, l’Avv. Ezio Bonanni suggerisce, prima di tutto, la bonifica.

Quindi, la prevenzione primaria. In questo modo si evita l’esposizione e, quindi, il danno alla salute.

Infatti, l’amianto è un cancerogeno perfetto, per cui, causa nel mondo almeno 107.000 morti ogni anno, come confermato dall’OMS. Per questo, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni chiedono il bando globale dell’amianto e, allo stesso tempo per l’Italia, la bonifica.

In più, è importante anche la prevenzione secondaria, che consiste nella sorveglianza sanitaria, diagnosi precoce, e terapie efficaci ed effettive. Fondamentale l’incremento della ricerca scientifica, in particolare sul mesotelioma.

Inoltre, non può essere dimenticata la c.d. prevenzione terziaria, con la quale ottenere la tutela dei diritti delle vittime:

Importante, però, rimuovere tutti gli inquinanti.

Il testo del libro bianco dell’Avv. Ezio Bonanni

Il libro bianco di cui è autore l’Avv. Ezio Bonanni (il libro bianco delle morti di amianto in Italia), è la denuncia della condizione di rischio amianto in Italia.

Consulta il testo de “il libro bianco delle morti di amianto in Italia“.

Il testo è scaricabile gratuitamente, e si traduce nella mappatura dell’amianto e, al tempo stesso, in ogni altra notizia utile.

Strage amianto in Italia: i dati epidemiologici

Ezio Bonanni amianto libro bianco

Possiamo apprendere grazie ai dati scritti nelle pagine del libro, che l’emergenza amianto ha raggiunto un livello di gravità altissimo e che purtroppo questo è solo l’inizio, come si può constatare dai numeri: l’amianto infatti ha dato vita ad una vera e propria strage di innocenti che solo in Italia risultano essere 6 mila mentre nel resto del mondo il numero complessivo di vittime amianto corrisponde addirittura a 107 mila.

Morti per mesotelioma, asbestosi e tumori polmonari

L’amianto è un killer silenzioso cancerogeno che provoca con assoluta certezza scientifica mesotelioma, tumore del polmone, tumore della laringe, dello stomaco e del colon. Per non parlare dei danni respiratori che causa, anche quando non insorge il cancro (placche pleuriche, ispessimenti pleurici, asbestosi e complicanze cardiocircolatorie)” – ha spiegato Bonanni, che ha dettagliato le morti per patologia – “1.900 di Mesotelioma600 per Asbestosi (stima conforme a quella dell’INAIL); 3.600 per Tumori polmonari (40.000 nuovi casi ogni anno in Italia, circa 33.000 decessi). 

La sottostima dei dati da parte dell’INAIL

L’INAIL ha proseguito il presidente ONA  calcola quelli di origine professionale tra i soli assicurati nella misura del 5-7% di tutti i tumori polmonari, un range da 2.000 a 2.800, cui debbono essere aggiunti i tumori del polmone da amianto causati in danno di chi non è assicurato  per esempio i militari e per le esposizioni non professionali, e poi di coloro che non fanno denuncia all’INAIL per un totale di 6mila decessi solo nel 2017, non tenendo conto di tutte le altre patologie amianto”.

Ezio Bonanni: i siti contaminati da amianto in Italia

Altrettanto scoraggianti sono i dati e i numeri relativi ai siti tutt’oggi contaminati da amianto in Italia. Risultano infatti ancora 32 milioni di tonnellate di amianto compatto (di cui 36,5 milioni di metri quadrati di coperture – stima per difetto perché la mappatura è ancora in corso) e 8 milioni di tonnellate di amianto friabile.

Altrettanto allarmanti il numero dei siti, 50.000 siti industriali rilevanti, 1 milione di siti contaminati, tra i quali edifici pubblici e privati, 40 siti di interesse nazionale tra i quali ce ne sono 10 che sono solo di amianto (come la Fibronit di Broni e di Bari; l’Eternit di Casale Monferrato, etc.); 2.400 scuole (stima 2012 per difetto perché tiene conto solo di quelle censite da ONA in quel contesto – la stima è stata confermata dal CENSIS – 31.05.2014). 

Esposti più di 352.000 alunni e 50.000 del personale docente e non docente; 1.000 biblioteche ed edifici culturali (stima per difetto perché è ancora in corso di ultimazione da parte di ONA); 250 ospedali (stima per difetto perché la mappatura ONA è ancora in corso).

La nostra rete idrica rivela presenza di amianto per ben 300.000 km di tubature (stima ONA), inclusi gli allacciamenti, con presenza di materiale contenenti amianto rispetto ai 500.000 totali (tenendo conto che la maggior parte sono stati realizzati prima del 1992, quando l’amianto veniva utilizzato in tutte le attività edili e costruttive).

I dati riguardanti il mesotelioma in Italia

Le rilevazioni del mesotelioma in Italia sono eseguite dai C.O.R. regionali e, poi, confluiscono nel ReNaM.