Bonus amianto per i lavoratori settore ferroviario

L’INPS ha dato atto all’emendamento dell’ultima finanziaria del governo nazionale relativo al prepensionamento dei lavoratori rotabili ferroviari esposti ad amianto. Fissata al 2 marzo prossimo la data di scadenza della domanda. Dalla variante per i nuovi benefici amianto, però, sono stati esclusi tutti gli altri lavoratori esposti, in particolare quelli siciliani. Si tratta, infatti, di una misura soltanto formale, circoscritta a pochi lavoratori, con molta probabilità ai soli dipendenti della Breda di Pistoia.

Protesta dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che proclama prepensionamento per tutti i lavoratori, anche per quelli siciliani.

Nell’emendamento rientrano solo coloro i quali hanno operato nel settore della produzione di materiale rotabile ferroviario per determinate lavorazioni a contatto con le polveri di asbesto. Il governo in questa aggiunta agevola solo quei lavoratori esposti ad amianto che hanno svolto le loro mansioni senza protezione.

Questi lavoratori hanno diritto al beneficio previdenziale dell’1,25 per i periodi di esposizione, di cui all’art. 13, comma 8 L. 257/92, per il periodo di durata della bonifica dei materiali di amianto e per i dieci anni successivi al termine dei lavori. L’unica condizione è quella di continuità del rapporto di lavoro in essere al momento delle suddette operazioni di bonifica.

Alla domanda va allegata la dichiarazione del datore di lavoro che attesti la presenza del lavoratore nel sito produttivo esposto ad amianto e il periodo di effettuazione di detti lavori. Le domande saranno accolte nei limiti di spesa.

«Una misura insufficiente quella dell’applicabilità del prepensionamento ai soli lavoratori del comparto ferroviario adibiti alla bonificazione, peraltro in assenza di strumenti di prevenzione – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto -. Si tratta di una misura che penalizza fortemente tutti i ferrovieri, in particolare i macchinisti e i manutentori, anche loro esposti ad amianto e il resto dei lavoratori. Non si comprende perché per questo limitato numero di dipendenti ci debba essere tale misura, distinta e diversa da tutti gli altri lavoratori. Chiediamo che queste norme, con il coefficiente 1,5 – sottolinea Bonanni -, siano applicate a tutti i lavoratori italiani esposti ad amianto, ferme restando tutte le altre misure».

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