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Il dono di Donatella Gimigliano

il dono
Al centro la giornalista Donatella Gimigliano

La giornalista e Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, Donatella Gimigliano, grazie al suo dono, ha ricevuto il Premio “RomaRose – Non solo 8 marzo”. L’evento è alla sua prima edizione e si è svolto presso la Sala Pietro da Cortona, ai Musei Capitolini.

L’ultima sferzata di una realtà sempre più cruda, quella della migrazione biblica in atto da un teatro di guerra improbabile, ma possibile, come drammaticamente si sta rivelando adesso l’Ucraina. Come appena ieri ci traumatizzava l’improvvisa catartica conclusione del dramma afgano, in un folle rigurgitare di altre pessime vicende, vede sempre le donne come salvifico baricentro di un sistema altrimenti irrimediabilmente fuori sesto.

E’ pur vero che si è consolidata l’abitudine quasi rituale di riconoscimenti a scadenze e luoghi debiti, con motivazioni a volte indebite, ma è anche vero che i meriti, quelli veri, sono come i bisogni e alla fine arrivano a dama. E Gimigliano ha un dono, quello di saper supportare le donne che hanno bisogno di aiuto.

“RomaRose – Non solo 8 marzo”

Per questo, la straordinarietà del Premio conferito a Donatella Gimigliano, in Campidoglio, il “ROMA ROSE – NON SOLO 8 MARZO”, consiste nel fatto che chi lo ha ricevuto, valente giornalista di lungo corso, più di altri si è spesa e si spende senza remore per dare sostegno alle donne. A queste eroiche protagoniste di un movimento perenne della salvezza, non di genere ma del genere, quello umano. Che rischia finanche la propria estinzione ad ogni piè sospinto.

Essere contro ogni forma di violenza è un imperativo che riscuote finanche ipocrite condivisioni e poi magari lascia solo chi è sul campo. Con il proprio carico di responsabilità e dolore, spesso con il problema di supplire a necessità elementari. Quelle che il vero volontariato con le mani nude alla fine risolve, anche in nome e per conto di chi il proprio compito istituzionale non sempre lo assolve. Adesso Roma Capitale, attraverso i suoi vertici, il Sindaco Roberto Gualtieri e la Presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, ha mandato un segnale chiaro e forte. Considerando il dono del coraggio e della solidarietà, da parte di Donatella. Un contributo sostanziale al cambiamento, alla transizione etica che urge per la nostra collettività.

Il dono: l’impegno di Gimigliano contro la violenza e il tumore

Il Premio “RomaRose – Non solo 8 marzo”, importante riconoscimento per l’impegno nella realtà del no profit, è stato dunque conferito a Donatella Gimigliano, come capo della comunicazione dell’Associazione Salvamamme e come ideatrice e produttrice, con l’Associazione Consorzio Umanitas, di cui è Presidente, della kermesse tv “Women for Women against ViolenceCamomilla Award”, che mette al centro del racconto i due temi della violenza di genere e del tumore al seno partendo dalle cicatrici e dai segni indelebili che lasciano nelle donne.

Un evento dedicato alle donne per le donne contro la violenza che le colpisce che, però, vuole celebrare la vita e la rinascita con storie di donne sopravvissute al mostro. Mostro che si può trovare “a fianco, ma anche dentro di noi”, grande esempio di forza per quelle più fragili. A tutte viene assegnato il Camomilla Award che s’ispira al fiore di camomilla, simbolo della solidarietà. L’ultima edizione del format tv è andata in onda su Rai Due il 25 novembre in occasione della giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.

All’evento era presente la Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, che ha promosso l’iniziativa con l’obiettivo di “dare voce alla forza che le donne mettono in campo sempre e in ogni settore e riflettere sulle conquiste fatte fino ad ora per la parità di genere”. Con lei il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, l’Assessora alle Attività Produttive e Pari Opportunità, Monica Lucarelli e la Consigliera Regionale, Michela Di Biase.

Il dono, tutte le donne premiate

Nel corso della cerimonia, presentata dalla giornalista Rai Monica Marangoni, è stata premiata inoltre la giornaliste Barbara Carfagna del Tg1. E la giornalista Franca Giansoldati, vaticanista e coordinatrice di “Mind The Gap”, lo speciale del Messaggero contro ogni discriminazione di genere.

Così come Gabriella Palmieri Sandulli, già a capo del Consiglio di Stato, prima donna magistrato al vertice della giustizia sportiva del Coni, Giovanna Melandri, presidente del Maxxi.

E ancora Antonella Polimeni, rettore de la Sapienza Università di Roma, Paola De Nicola, magistrato. Anna Safroncik, attrice di origine ucraina che ha letto un toccante testo contro la guerra che si è abbattuta contro la sua gente. La campionessa Simona Quadarella, vincitrice oro olimpico nuoto a Tokyo. Berta Zezza, capo comunicazione Auditorium Parco della Musica. Simona Agnes, componente Cda Rai, Claudia Gerini, attrice, Emanuela Aureli, personaggio televisivo ed imitatrice. Liana Berishvili, di nazionalità georgiana, medico specializzato in geriatria, si è occupata di persone anziane malate di Covid presso una residenza pubblica a Bergamo. L’operatrice ecologica di Ama Federica Pagotto e le agenti della Polizia Locale di Roma Capitale Nicoletta Nicolosi, Katia Prece e Rosalba Pucciariello.

Bonanni “Giornalista brillante, il suo dono è la forza”

“Donatella è l’esempio di donna – ha commentato l’avvocato Ezio Bonanni – che incarna una visione limpida e lucida e al tempo stesso illuminata. Giornalista esperta e brillante, che trasfonde in questa sua professione quella che era la brillantezza dell’avvocato Gimigliano principe del foro.

Purtroppo venuto a mancare troppo presto non solo all’amore della famiglia ma anche alla professione e all’avvocatura che tanto avrebbe la necessità di avvocati brillanti e con la schiena dritta”.

“Quando Alcanterini mi fece il nome di Donatella – ricorda il presidente Ona – come ufficio stampa dell’Osservatorio Nazionale Amianto, il cognome mi suggerì subito quello dell’illustre principe del foro che io, ancora giovane della professione, avevo apprezzato in alcuni brillanti difese. Era proprio così.

Donatella merita molto, sia come donna che come giornalista, il premio è più che meritato. A lei vanno anche i ringraziamenti delle vittime dell’amianto per la forza e la determinazione con le quali vi dà voce, il suo dono”.

“Energia, eccellenza, e-novation”, il convegno di The Map Report

Energia
energia, eccellenza, e Novation

Si è tenuto oggi pomeriggio, 11 marzo, presso la Camera dei Deputati, un convegno su energia, eccellenza e innovazione promosso da “The Map Report” al quale partecipa anche il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni.

L’evento è stato organizzato dal periodico internazionale sulla sostenibilità assieme al Premio Eccellenza Italiana protagonista, tra l’altro delle Giornate dell’Emigrazione di Asmef che si avvale del patrocinio del Ministero degli Esteri.

In un contesto in cui siamo concentrati sulla guerra in Ucraina e i suoi possibili sviluppi e sulla coda della pandemia, almeno per questa primavera 2022, non si può dimenticare la sfida più grande, quella di salvare il Pianeta e ridurre la povertà. Sfida raccolta da tanti italiani, che si impegnano e che rappresentano il Paese resiliente, l’Italia del Merito e del Talento.

Nasce il Comitato Amici di Papa Francesco

“La guerra – ha detto Massimo Lucidi direttore editoriale di The Map Report e ideatore del Premio che si svolgerà per la nona edizione a Washington Dc e a Roma il 15 ottobre prossimo – è la madre di tutte le politiche insostenibili da contrastare. È la più grande offesa che l’Uomo possa muovere a Madre Terra ed è inaccettabile, incomprensibile, inspiegabile pensare di avere un conflitto così terribile nel 2022″.

Anche per questo, senza dimenticare gli altri obiettivi “abbiamo chiesto ai nostri Amici a riconoscersi vicini a Papa Francesco. L’unico leader capace di parlare al mondo, del mondo, per il mondo perché afferma la cultura della vita per tutti non per una parte. In questo spirito nasce il comitato Amici di Papa Francesco“.

Proprio oggi alla Camera viene presentato il Comitato e sarà distribuito ai presenti il libro di Bergoglio ‘Perché avete paura? Non avete ancora Fede?‘.

Bonanni: “Fondamentale il ruolo di Bergoglio”

“Sono molto emozionato – ha dichiarato l’avvocato Ezio Bonanni in relazione al Comitato – in questo momento in cui aleggiano messaggi belligeranti è sempre più importante il ruolo di Papa Francesco. È il vero, unico leader nel mondo in questo nostro pianeta. Dove oltre la transizione ecologica è necessaria anche la transizione morale, sociale e una sostenibilità economica. Il mio impegno raddoppia. L’amianto è il caso paradigmatico che ci fa comprendere come la dignità della persona sia stata sacrificata sull’altare del profitto. A questo modo di fare dobbiamo reagire, non con le cause giudiziarie ma con la prevenzione. Con l’amianto, come con tutte le altre catastrofi, dobbiamo agire in prevenzione“.

Il giornalista Massimo Lucidi e l’avvocato Ezio Bonanni

Questo tema forte stiamo portando alla Camera dei Deputati confidando che tutte le forze politiche, tutti i gruppi politici, possano condividere l’appello di Papa Francesco alla fratellanza dei popoli, alla bonifica dall’amianto e dei cancerogeni, all’impedire l’uso delle armi e alla tutela dei più deboli. Ce la possiamo fare tutti insieme per vincere le nostre battaglie per la libertà, la giustizia, l’uguaglianza, la fraternità e i diritti civili”.

Energia, imprenditori e professionisti al convegno

Quindi, sono intervenuti oltre al presidente Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, anche Massimiliano Falcone di Connect4Climate e World Bank Group; Giordano Fatali, founder di CeoForLife; Livio Livi, Direttore Risorse Umane, Sostenibilità e Relazioni Esterne Q8; Adriano Ieva, Responsabile Sales Europeo di Royal Bank of Scotland Business – NatWest Markets; Marco Gabriele Proietti, founder di Cyber Security Italy e Head of Institutional Relations & Partnerships di Vantea Smart S.p.A.

Hanno partecipato anche imprenditori innovatori che hanno dato vita al Comitato Amici di Papa Francesco. Gli imprenditori Romano Solai, (toscano, sicurezza), Elio Savoca (siciliano, food), Federico Marini (lombardo, servizi). Così come Luca De Sordo (veneto, digital innovation), Jonathan Spataro (emiliano, impiantistica industriale), Fabio Sprio, (lombardo, ricerca), Giuseppe Caruso (campano, industriale). E i professionisti Armando Lanza (arte), Simone Zin (social media), Aldo Morgillo (consulenza direzionale), Salvio Passariello (chef), Maverick Lo Presti (web commerce).

La leadership di Papa Francesco e il NO alla guerra

Chiediamo all’avv. Ezio Bonanni le ragioni del suo impegno sociale per la pace, la sostenibilità economica e sociale.

Cosa c’entra l’amianto nell’impegno contro le guerre e la povertà?

“Intanto nella guerra in Ucraina le bombe stanno distruggendo manufatti in amianto. Poi ci sono le distruzioni nelle centrali nucleari. Spesso, questi materiali nelle centrali sono in amianto. Così per esempio tutte le coibentazioni”.

Qual è il ruolo di Papa Francesco?

Mi riconosco solo nella leadership di Papa Francesco.
Il 11.03.2022 dalla Camera dei Deputati il Comitato Amici di Papa Francesco ha riaffermato la speranza e la fede per un mondo migliore”.

Quali sono le finalità del comitato Amici di Papa Francesco?

NO ALLA GUERRA, NO ALLO SFRUTTAMENTO DEI PIÙ DEBOLI!
NO ALL’INQUINAMENTO, NO ALLA FAME, NO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI E NO ALL’AMIANTO!

Cosa la muove in questa iniziativa?

Sicuramente la fede! Con la preghiera possiamo raggiungere una nuova consapevolezza dell’importanza del bene contro il male.

Dobbiamo combattere il male e la cattiveria. La sopraffazione dei più forti, contro i più deboli. Così si è verificato, per esempio nella storia dell’uso dell’amianto nelle fabbriche. La sopraffazione dei più forti contro i più deboli.

Il movimento ambientalista, la fede e il NO alla guerra?

Certo! Ha colto la finalità di questo movimento. L’iniziativa nasce dal basso per riaffermare il principio della solidarietà, il valore della preghiera e della fratellanza.

L’esempio è quello di Papa Francesco, che il 27 marzo del 2020, ha attraversato da solo le vie della città di Roma e la Piazza San Pietro pregando per il genere umano.

Chiediamo a tutti di unirsi nella preghiera, per Papa Francesco e per il Mondo:
Pregate per me dice Papa Francesco. Sono certo che in realtà la preghiera per lui è quella per l’intero essere umano. NO ALLA GUERRA! La guerra è una pazzia, così ancora Papa Francesco.

Bonifiche amianto e prevenzione: Ona, Ant e imprese insieme a Bologna

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Il problema asbesto, ancora presente in Italia per il ritardo delle bonifiche amianto, affrontato in sinergia da diverse associazioni che hanno lo stesso obiettivo: fermare la strage.

Insieme, a Bologna, si sono incontrati, il presidente dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, che da anni si occupa di assistere le vittime e i loro familiari, la presidente dell’AntAssociazione nazionale tumori, Raffaella Pannuti, che assiste i pazienti nel loro domicilio rendendo la malattia più accettabile. E ancora gli esponenti del mondo delle imprese che vogliono lavorare al fianco delle associazioni e dei lavoratori per eliminare l’amianto in modo sicuro, nel rispetto della vita dei loro dipendenti.

Salute e ambiente, binomio indissolubile

“Amianto: prevenzione e bonifica, tutela della salute e dell’ambiente. Questo il titolo del convegno che si è tenuto presso la sede dell’Ant, organizzato dal coordinatore Ona Bologna, Massimiliano Fabiani, presidente Capitolo BNI Reno cittadino.

Dopo un intervento accurato della responsabile Laboratorio Lifeanalytics e Rocchi Consulting di Bazzano, Paola Lazzari, ha preso la parola l’avvocato Ezio Bonanni.

“La tutela della salute – ha iniziato Bonanni – e quindi dell’essere umano nella sua singolarità e nella sua collettività acquisisce oggi un significato ancora più importante. In questo contesto dominato dall’epidemia Covid 19, non possiamo dimenticare i poveri della terra, tanto più in un contesto bellico quale quello che stiamo vivendo alle nostre porte. E’ necessaria una transizione ecologica, ma anche etica, morale e sociale. La sostenibilità non deve essere solo ecologica, ma sociale ed economica. Deve tutelare i poveri della terra che non possiamo dimenticare, come evidenzia sempre anche Papa Francesco“.

L’avvocato Ezio Bonanni

Lotta all’amianto, esempio esemplare della tematica ambientale

“La lotta all’amianto è un esempio paradigmatico, la lotta non violenta delle vittime e delle loro famiglie, che deve portare l’Ona ad ampliare il suo orizzonte, come sta facendo, a tutta la tematica ambientale. E a svilupparla nel contesto più ampio dell’impegno sociale. Bene ha detto la presidente della Fondazione Ant che il pubblico non può prescindere dalla solidarietà delle associazioni e del volontariato. E’ per noi tutti una responsabilità”.

L’avvocato è poi entrato nel clou della sua relazione con gli ultimi dati raccolti dall’Ona e dell’INAIL, in particolare del VII Rapporto ReNaM che registra i casi di mesotelioma, il tumore causato dall’amianto. Non è l’unico, l’asbesto provoca infatti, oltre a infiammazioni e all’asbestosi, tanti altri tumori, tra cui quello al polmone.

Storica sentenza del Tribunale di Bologna

Il presidente Ona ha poi citato la storica sentenza del Tribunale di Bologna che, grazie al ricorso presentato dallo stesso avvocato Bonanni e dall’avvocato Fabiani, ha condannato il ministero dell’Istruzione al risarcimento degli eredi della professoressa di Bologna, Olga Mariasofia D’Emilio. L’insegnante di Scienze alle medie Farini, di via Populonia, che si era ammalata a causa dell’amianto a scuola.

È stato solo il punto di partenza per spiegare quante scuole ancora siano contaminate dall’amianto. La stima è di 2292 istituti, soltanto 100 in meno rispetto a 10 anni fa. Pochissimo è stato fatto in Italia, anche se l’Emilia Romagna in questo senso è una regione virtuosa.

“Occorre la prevenzione primaria – ha sottolineato Bonanni –  evitare ogni esposizione all’amianto e a tutti gli altri cancerogeni per tutelare la salute. Dove c’è inquinamento c’è malattia. Per questo bisogna prevenire e sono importanti le bonifiche amianto”.

Il presidente Ona ha ripercorso anche gli sforzi per arrivare ad una legge che vietasse l’uso del minerale di cui si conosceva la pericolosità già nei primi anni del Novecento. La vicenda e i suoi maggiori responsabili, è delineata anche nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

Bonifiche amianto, l’App Ona e il ritardo delle istituzioni

Come Ona abbiamo creato una App per le segnalazioni e iniziato così una mappatura. Abbiamo contribuito a realizzare il progetto di riforma per la legge amianto, che il ministro Cingolani ha da poco riscoperto.”

“Da tempo – ha continuato il presidente Ona – abbiamo lanciato due proposte. Le istituzioni devono darsi da fare, presentare un testo di legge con un credito d’imposta per le imprese che bonificano. Si tratterebbe, in realtà, di un risparmio per lo Stato relativo a meno spese sanitarie e sociali e di ore di lavoro perse. Sono circa 10mila persone l’anno che ammalano per amianto, con 7mila decessi.

Inoltre è necessario premiare le imprese sane e sanzionare quelle che inquinano. Dobbiamo agire in sinergia. Tutelare chi ha la malattia, ma fermare la strage, anche attraverso la politica. Ecco perché le associazioni si debbono unire”.

L’Ant e l’assistenza domiciliare gratuita ai pazienti oncologici

La presidente della fondazione Ant, Raffaella Pannuti, ha presentato il progetto Eubiosia, che è forte di gruppi di assistenza in tutta Italia. Eubiosia vuol dire “la buona vita – vita in dignità”, intesa come insieme di qualità che conferiscono dignità alla vita, in ogni fase della malattia. Da anni la Fondazione si occupa di assistenza socio-sanitaria domiciliare gratuita ai pazienti oncologici. Toccanti le testimonianze dei malati che hanno potuto affrontare, grazie ad Ant la malattia in modo più sereno, circondati dall’affetto dei propri cari.

Progetto Cresciamo insieme FenImprese Bologna. “L’Ona mi ha dato un assist – ha dichiarato poi il presidente provinciale FenImprese, Gianfranco Cavarretta – quando il presidente ha indicato la necessità di superare la divisione datore di lavoro dipendente, per lavorare insieme. Bologna ha iniziato questo percorso che va a realizzare con Cresciamo insieme. Per la bonifica per esempio ci sono diversi bandi per lo smaltimento dell’amianto. FeiImprese può sensibilizzare, mettere insieme diverse realtà. Quello che posso fare da solo è molto limitato rispetto a quanto è possibile fare insieme”.

Bonifiche amianto, il risparmio sulla sicurezza si paga nel tempo

“Lo troviamo spesso l’amianto – gli ha fatto eco il geometra Franco Bonamassa, coordinatore del consorzio Conei – nelle nostre ristrutturazioni. Si può pensare ‘Costa, leviamolo e basta’ e invece non va bene. Dobbiamo farlo in sicurezza, perché è una questione morale, etica, e per rispetto dei nostri dipendenti e di chi opera a contatto con l’amianto per smaltirlo”.

Sono poi intervenuti Mario Colonnese, Chief Executive Officer Sicer s.r.l., sul rischio amianto e l’importanza di una consulenza professionale, e Laura Schiavoni, amministratore di Ecoagency s.r.l., sulla rimozione dell’amianto dagli edifici.

Un evento importante, al quale ha partecipato anche il vice coordinatore Ona Carpi, Mirco Zanoli, che ha posto le basi per nuove collaborazioni per affrontare in maniera coordinata e sinergica un fenomeno che purtroppo continua a mietere vittime.

Ustekinumab: l’anticorpo monoclonale per curare il morbo di Crohn

morbo di Crohn
ragazza si tocca la pancia, morbo di Crohn

Lo studio Stardust, coordinato dal professor Silvio Danese, con il farmaco Ustekinumab per la cura del morbo di Crohn, si dimostra efficace. Intervista al professor Danese, primario di gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’IRCCS di Milano.

Ustekinumab, l’anticorpo monoclonale delle interleuchine 12 e 23 (due molecole messaggere del sistema immunitario), ha mostrato efficacia per la cura del morbo di Crohn.

Lo studio multicentrico “Stardust” è coordinato dal Professor Silvio Danese. È stato presentato al 15° congresso della European Crohn’s & Colitis Organisation (ECCO) e pubblicato sulla rivista Lancet Gastroenterology Hepatology.


Stardust è il primo studio al mondo per la cura del morbo di Crohn a cui sono stati sottoposti 498 pazienti affetti dalla patologia, provenienti da 12 paesi europei per un anno.

Lo studio Stardust per il morbo di Crohn

Durante lo studio, coordinato da Danese, i 498 soggetti si suddivisero in due categorie: alcuni hanno seguito il protocollo classico con la somministrazione dell’ustekinumab seguendo il dosaggio del farmaco indicato dalle linee guida europee.

Altri, invece, sono stati sottoposti alla strategia treat-to target in cui si procedeva ad aumentare la dose del farmaco a seconda del monitoraggio regolare dei biomarcatori e dei risultati dell’endoscopia digestiva.

Dopo un anno, i medici hanno notato che il trattamento con ustekinumab ha ottenuto, per entrambi i gruppi, risultati efficaci ma nel secondo gruppo l’aumento del dosaggio non ha implicato un rischio maggiore. Questo cosa significa?

Come afferma il professor Danese: “questi risultati suggeriscono che i pazienti con malattia più severa potrebbero beneficiare effettivamente di trattamenti treat-to-target. Solo attraverso studi clinici di comparazione di trattamenti rigorosi come questo possiamo realmente capire quali sono gli approcci terapeutici più efficaci. L’obiettivo è fornire ai pazienti le migliori scelte di cura disponibili al momento, riducendo al minimo gli esami invasivi e dosando i farmaci nella maniera migliore possibile”.

In cosa consiste il trattamento treat-to-target per il morbo di Crohn

Per intensificare e monitorare il dosaggio di farmaci per alcune patologie si utilizza la strategia treat-to-target. Per altre, invece, ci si basa solo sulla valutazione clinica dei pazienti e sulla loro sintomatologia.
L’equipe di Danese ha deciso di valutare se per la malattia di Crohn avesse più successo un approccio treat-to-target, rispetto alle strategie di trattamento classiche. In questo nuovo approccio si aggiunge: 

  1. l’utilizzo dell’endoscopia precoce
  2. il monitoraggio regolare dei biomarker

Cos’è il morbo di Crohn

Il mordo di Crohn è una malattia infiammatoria dell’intestino. A seconda della localizzazione, i sintomi possono essere differenti e diventare invalidanti. Questa patologia e la rettocolite ulcerosa sono caratterizzate da un’attivazione immunitaria cronica o recidivante nel tratto gastrointestinale.
Il morbo di Crohn provoca una forte infiammazione e può colpire l’intero tratto gastrointestinale anche se nella maggior parte dei casi interessa l’ultima parte dell’intestino tenue e il colon. Caratterizzata da ulcere che derivano dall’infiammazione, se non vengono adeguatamente curate possono portare gravi complicanze. Una di queste è la stenosi (restringimenti intestinali) o le fistole (vere e proprie perforazioni) che, in casi gravi, richiedono l’intervento chirurgico.

Quali sono le cause della malattia e i sintomi

Ancora non sono note le cause del morbo di Crohn. I ricercatori si stanno impegnando per capire quali sono le cause che spingono le cellule del sistema immunitario ad attaccare l’intestino.
I sintomi sono diversi e variano a seconda del tratto intestinale interessato ma i più frequenti sono: dolore addominale, diarrea cronica, febbricola e perdita di peso.

L’importanza di una diagnosi precoce

È importante non confondere il morbo di Crohn e la sindrome del colon irritabile perché il ritardo nella diagnosi può portare complicanze e peggioramento della malattia. Secondo il professor Danese è necessario un attento monitoraggio per prevenire e tenere sotto controllo la patologia e la diagnosi, così come la cura. Questo avviene attraverso:

  1. le analisi del sangue
  2. analisi delle feci
  3. esami non invasivi dell’addome (ecografia anse intestinali, TC, Risonanza magnetica addominale) che servono per valutare la parete intestinale ed escludere o diagnosticare eventuali complicanze.

Altri esami da effettuare per la diagnosi sono la gastroscopia e la colonscopia con biopsie grazie alle quali i medici possono prevenire eventuali neoplasie intestinali.

Le classiche terapie utilizzate per la cura per spegnere l’infiammazione sono gli immunosoppressori, come l’azatioprina, la 6-mercaptopurina e il metotrexate, per ridurre l’attività del sistema immunitario. 
Ora, grazie agli anticorpi monoclonali, come ustekinumab abbiamo a disposizione, finalmente, cure di ultima generazione che sono in grado di interferire in maniera sempre più specifica, con i processi infiammatori e autoimmuni caratteristici della malattia di Crohn. In caso di complicanze irreversibili è necessario intervenire chirurgicamente.

Intervista al Professor Danese per la cura con ustekinumab

Professor Silvio Danese, primario di gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’IRCCS di Milano

1)Professor Danese la cura con ustekinumab con approccio treat-to-target ha effetti migliori rispetto ai farmaci usati precedentemente per il morbo di Crohn?

“Di sicuro i farmaci biologici hanno rivoluzionato il trattamento per i pazienti con malattia di Crohn ed in particolar modo nell’approccio treat to target si riesce ad avere un controllo più profondo dell’infiammazione intestinale e della malattia”. 

2)È possibile evitare l’intervento chirurgico se la patologia viene diagnosticata e curata con questa nuova cura?

“Sicuramente il trattamento con farmaci biologici ha ridotto i tassi di ospedalizzazioni chirurgiche. La cosa fondamentale è una diagnosi precoce e il rapido inizio dei trattamenti con farmaci biologici oltre che all’utilizzo dell’approccio Treat to target”

3)Con questa nuova cura si può arrivare a una totale guarigione?

“Purtroppo, la guarigione totale in questa patologia non esiste ma si può avere una remissione profonda che può durare molti anni in modo da dimenticarsi della malattia”.


Industrie meccaniche siciliane, Vicario scrive al ministro

Calogero Vicario, industrie meccaniche
Calogero Vicario, industrie meccaniche

Il caso delle Industrie meccaniche siciliane e dell’ingiustizia subita dai lavoratori torna sul tavolo del ministro del Lavoro. Il responsabile Ona della Sicilia, Calogero Vicario, ha inviato una lettera accorata per chiedere giustizia.

Vicario ha già incontrato il ministro Andrea Orlando nel novembre 2021. In quell’occasione gli spiegò il dramma dei dipendenti, tra cui c’è anche lui che da quasi due anni ha attivato una protesta pacifica. Non ha più tagliato barba e capelli e continuerà così fino a quando non saranno garantiti i suoi diritti. L’Osservatorio nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, è al suo fianco e a quello degli altri lavoratori. La Corte di Appello di Catania, ha infatti negato loro il prepensionamento.

“Abbiamo lavorato a stretto braccio con l’amianto – ha scritto Vicario nel ricordare al ministro chi fosse – e fortunatamente siamo ancora in vita, a differenza di tanti nostri colleghi che sono deceduti per tumori amianto correlati.

La mia non è una storia isolata, ma è quella di migliaia e migliaia di lavoratori, che nel tempo hanno ricostruito l’Italia dopo la seconda guerra mondiale, trasformandola in una potenza mondiale e che hanno pagato e pagano il prezzo più alto sulla vita, semplicemente per aver prestato il loro impegno per il bene di tutti.

“Una supplica per riscattare tutte le vittime”

Questa mia lettera, è soprattutto una supplica diretta a lei, e di riflesso anche a tutti gli altri Politici, per riscattare tutte le vittime, sia della Sicilia che di tutta Italia, colpite dall’amianto, molte delle quali sono decedute, non avendo avuto la possibilità di rivolgersi ad alcuna tutela giurisdizionale e, soprattutto, politica.

Quindi, in qualità, prima di tutto di operaio saldatore e meccanico, vittima dell’amianto, e di coordinatore dell’ONA Sicilia, componente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, anche in nome del suo presidente, Avv. Ezio Bonanni, Le rivolgo, ancora una volta, il grido di dolore di tutte le vittime di Italia, delle loro vedove e dei loro orfani, in quanto la questione amianto sia finalmente affrontata e risolta”.

Questi lavoratori vivono sulla loro pelle i ritardi legislativi e tante incongruenze che frenano, per ogni caso, risarcimenti e giustizia.

“Purtroppo, come Lei ben sa, queste problematiche affrontate in sede giudiziaria contro l’INPS e l’INAIL e contro imprese private e pubbliche – ha continuato Calogero Vicario nella missiva – sono sempre terminate con delle sentenze ingiuste e ostative al riconoscimento dei diritti sia di natura previdenziale che di natura risarcitoria a tutte le vittime dirette, e ai loro familiari superstiti, vedove e orfani.

Ritengo, quindi, opportuno e doveroso che l’impegno che Lei ha manifestato nell’incontro del 9 novembre scorso, innanzi alla presenza anche dell’Avv. Ezio Bonanni, abbia la necessità di trovare uno sbocco risolutivo, in modo particolare nella creazione di uno strumento normativo che favorisca la tutela di tutte le vittime dell’amianto in vari settori, sia previdenziale che risarcitorio, al fine di evitare inutili e tortuose peripezie giudiziarie”.

La storia di Calogero Vicario e la sua protesta pacifica

Poi il responsabile Ona Sicilia si sofferma sulla sua battaglia personale: “La informo, come ho fatto durante l’incontro richiamato, che sono già malato alle vie respiratorie, e come tutti i lavoratori che vivono la mia stessa condizione, desidero ricevere la tutela istituzionale che merito. Chiedo la possibilità di poter andare prima in pensione, visto che questo diritto mi era stato riconosciuto dal Tribunale di Siracusa in una lunga e tortuosa battaglia contro l’INPS, per poi vedermi, d’improvviso, privato di tale riconoscimento a fronte di una sentenza della Corte d’Appello di Catania che ha ribaltato le sorti della mia vita.

A distanza di 612 giorni dalla pronuncia di II grado, continuo la mia ribellione pacifica, non tagliando più barba e capelli. Resta viva, nel mio cuore, la speranza, di vedere la vittoria giudiziaria del mio caso e di quello di tanti altri lavoratori con il giudizio in Cassazione che abbiamo incardinato”.

Industrie meccaniche, una vita spesa per il lavoro

“In questo momento della mia vita – ha continuato Vicario amareggiato – e nel pensare ai problemi respiratori che le fibre di amianto hanno causato all’integrità della mia salute, e nel pensare che solo per aver lavorato, al fine di assicurare il pane ed un futuro ai miei figli e alla mia famiglia, mi ritrovo in un baratro oscuro, lasciato solo, senza certezze per il mio futuro.

Penso che non è giusto che nel 2022 ci siano ancora siti contaminati da amianto. E che nessuno faccia niente per attivare le opere di bonifica e di messa in sicurezza. Come non ritengo giusto che tanti lavoratori che hanno prestato servizio a contatto con l’amianto non abbiano nessuna tutela. Nemmeno quella del pensionamento anticipato”.

Il caso delle Industrie meccaniche siciliane

Il caso dei lavoratori delle Industrie meccaniche siciliane è stato più volte al centro della cronaca. I dipendenti hanno protestato per non aver ottenuto il prepensionamento per esposizione all’amianto. In un caso hanno anche portato avanti uno sciopero della fame. Temono di ammalarsi e sono spaventati dopo aver visto tanti colleghi colpiti da patologie asbesto correlate o mesotelioma. Il tumore del mesotelio è causato quasi esclusivamente dall’amianto ed è spesso mortale.

Purtroppo, nonostante si conoscesse la pericolosità del minerale, le aziende hanno continuato ad utilizzarlo fino alla messa al bando con la Legge 257/1992. Legge però ormai obsoleta. La bonifica dalla fibra killer è in forte ritardo e il minerale continua ad essere presente anche in scuole e ospedali. Chi si ammala, inoltre, per ricevere il giusto risarcimento, deve intraprendere percorsi giudiziari difficili e lunghissimi. Anche contro colossi dell’industria italiana.

Il testo per la proposta di riforma esiste già

L’avvocato Bonanni, componente della Commissione ad hoc per elaborare una proposta di riforma, ha presentato un testo. Purtroppo però questo è rimasto nel cassetto. Soltanto il mese scorso è stato rispolverato e, pandemia permettendo, sarà di nuovo preso in considerazione.

Le vittime di amianto non sono affatto rare. Anzi i dati diffusi dall’INAIL, anche con il VII Rapporto ReNaM, sono incompleti. L’avvocato Ezio Bonanni nella sua ultima pubblicazione “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia – ed. 2022” ha analizzato il fenomeno. Ha fornito i dati aggiornati ed elaborato tutta una serie di strategie per una soluzione definitiva.