Eco X: arriva la condanna dei responsabili dopo 3 anni

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Il Giudice dell’udienza preliminare di Velletri, Dott. Giuseppe Boccarrato, ha condannato l’imputato, Sig. Antonio Buongiovanni e le società Eco X S.r.l ed Eco X Servizi per l’ambiente S.r.l., per l’incendio divampato all’interno della struttura nel maggio 2017.

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    Disastro ambientale Eco X, quali sono le accuse

    Il Dott. Giuseppe Boccarrato, Giudice dell’udienza, ha emesso la condanna nei confronti dell’imputato, sia persona fisica che persona giuridica, ritenendoli responsabili dei seguenti dei reati:

    • incendio colposo (artt. 423 e 449 c.p.);
    • inquinamento ambientale colposo (artt. 452 bis e 452 quinquies c.p.);
    • omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro (art 437, co. 2, c.p.);
    • attività di gestione di rifiuti non autorizzata (art. 256 d. lgs. n. 152/2006),
    • nonché per omissione di norme sul Testo Unico sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (d. lgs. n. 81/2008);

    In particolare per avere omesso di designare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale, di nominare il Medico competente per la sorveglianza sanitaria, di provvedere alla valutazione dei rischi aziendali.

    La condanna degli imputati da parte del G.U.P.

    Il G.u.p. ha poi condannato gli imputati, sia persona fisica che persone giuridiche, al risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili costituite, tra cui troviamo l’Osservatorio Nazionale Amianto, rappresentato dall’Avv. Riccardo Brigazzi.

    Il dispositivo letto in udienza:

    “Condanna l’imputato Antonio Buongiovanni per i reati di incendio colposo e di inquinamento ambientale ad anni 3 di reclusione ed euro 40 mila di multa; per gli altri capi della richiesta di rinvio a giudizio condanna il medesimo a mesi 3 di arresto ed euro 6500 di multa.

    Condanna le società Eco X S.r.l ed Eco X Servizi per l’ambiente S.r.l. alla sanzione pecuniaria per un importo di 77.000 €; ordine di ripristino e confisca del sito;

    Condanna risarcimento danni: Comune di Pomezia € 250.000 più spese legali, € 1.950 oltre Iva e cpa;

    Ona Onlus: l’imputato (persona fisica e persone giuridiche) è stato condannato al pagamento di € 5.000,00, più spese legali € 1.950 oltre Iva e cpa. Giorni 90 per la motivazione”.

    EcoX Pomezia, cosa è accaduto nel maggio 2017

    Rogo di PomeziaIl 5 maggio del 2017 un incendio di notevoli proporzioni è divampato all’interno del sito Eco X di Pomezia.

    A seguito del rogo che ha distrutto la nota azienda di stoccaggio di rifiuti speciali, erano state avviate indagini preliminari dalla Procura della Repubblica di Velletri.

    Dalle indagini sono emerse da subito gravi responsabilità nei confronti dei titolari delle posizioni di garanzia che avrebbero dovuto e potuto evitare il disastro ambientale poi verificatosi.

    Dopo l’incendio, che molti definiscono ancora un disastro ambientale, è stato presentato un esposto-denuncia sulla Eco X di Pomezia.

    L’esposto è stato inoltrato per volontà del Presidente dell’ONA, Avv. Ezio Bonanni, che ha dichiarato:

    “Con questa sentenza di condanna sono stati assicurati alla giustizia tutti coloro che, immemori della condizione di rischio, hanno contaminato l’ambiente e procurato lesione al bene più prezioso, costituito dalla salute”.

    All’epoca dei fatti, la minaccia di una nube nera sprigionatasi dallo stabilimento in fiamme, ha tenuto con il fiato sospeso tutta la provincia e la stessa capitale.

    Il Presidente ONA, attraverso la trasmissione TG Com 24 aveva sollecitato un immediato intervento delle autorità a causa della condizione di rischio amianto.

    A seguito del servizio è naufragato ogni tentativo di sottacere la presenza della fibra killer e costringendo il Ministro della Salute a smentirsi.

    L’impegno dell’ONA per tutelare le vittime dell’Eco X

    numero verde onaIl tempestivo intervento dell’ONA, grazie al supporto di Antonio Dal Cin e la consulenza dei Prof. Giancarlo Ugazio, è stato fondamentale per la gestione dell’emergenza.

    Per tutelare l’intera collettività sono state diramate le raccomandazioni alla popolazione consistenti nell’uso di maschere, nel divieto assoluto di mangiare frutta e verdura prodotta entro i 5 km e di bere l’acqua dei pozzi, e l’attenta pulizia di terrazzi e balconi.

    Ricordiamo che il servizio di assistenza ONA è attualmente ancora attivo. L’associazione che da anni si batte in favore dell’ambiente e delle vittime amianto, ha messo a disposizione un numero verde di assistenza gratuita.

    Per informazioni o chiedere assistenza è possibile chiamare all’800 034 294 oppure scrivere una richiesta di consulenza nell’apposita sezione.

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