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Amianto nelle carceri: la pena di morte concessa in Italia

Amianto nelle carceri: la pena di morte concessa in Italia
Amianto nelle carceri: la pena di morte concessa in Italia

L’amianto nelle carceri, una triste realtà, ancora da debellare.

L’Italia non ammette la pena di morte nella sua giurisdizione, ma se guardiamo attentamente, la presenza di asbesto nelle carceri allora che comporta?

In ventotto complessi carcerari è presente l’amianto nel fabbricato e negli impianti di depurazione.

Questo killer non si trova solo nelle scuole o nelle fabbriche, ma è all’interno e silenzioso nelle case circondariali italiane.

Lo Stato italiano già ha avuto condanna da parte dell’Unione Europea per i diritti dell’uomo.

Qui non si tratta più di sovraffollamento o trattamenti disumani, i detenuti devono fare i conti anche con l’indistruttibile asbesto.

Amianto nelle carceri: la mappatura di vecchia data

Attraverso la mappatura in possesso dell’Adnkronos rivela numeri spaventosi, circa nel 14% dei penitenziari è presente l’amianto.

I detenuti scontano inconsapevolmente una doppia condanna. Dal nord al sud vi sono carceri che contengono la fibra maledetta, diverse sono le segnalazioni che arrivano dai sindacati.

Una mappatura risalente al 2015 che è stata oggetto anche di un’interrogazione parlamentare presentata a A. Villarosa, deputato del Movimento 5 Stelle.

Nel prospetto presentato in Parlamento si legge della presenza di:

pannelli in eternit presso l’impianto di depurazione e nella canna fumaria della centrale termica

Pannelli presenti nel carcere minorile di Catania, così come negli altri plessi per tutto il paese.

Una terrificante realtà, minimizzano il problema, riassumendo e debellandolo con la dicitura “piccolo quantitativo”.

Amianto nelle carceri: polizia penitenziaria disarmata

L’esposizione all’amianto non riguarda i detenuti, ma anche tutto il comparto di polizia penitenziaria che lavora lì.

Direi una forza di polizia disarmata, che si aggira inconsapevole del rischio che corre per la propria salute.

I sindacati di polizia sono i primi a denunciare questa triste realtà, i quali sono riusciti ad aggiungere anche altri istituti penitenziari colpiti dal killer.

Un elenco lunghissimo, più dettagliato se sono si accogliessero e si facessero le denunce.

Il ministero cerca sempre di sviare il problema, di ridimensionarlo.

Ha dichiarato in quegli anni che le direzioni hanno provveduto ad avviare lo smaltimento, per cui ogni situazione è debitamente sotto controllo.

Tuttavia il ministero scrive compatibilità di risorse disponibili, ciò vuol dire che, qualora non vi siano risorse per procedere il materiale non verrà mai dismesso.

Riqualificazione degli istituti penitenziari

È passato decisamente troppo tempo dall’ultima mappatura, bisogna agire e mettere in norma ogni cosa. La mancanza di fondi è una scusa ormai stra-utilizzata che non ha più nessuna valenza reale e morale.

La necessità di avviare una nuova mappatura è fondamentale per avere un quadro generale in tempo reale.

La riqualificazione degli istituti è fattibile ma avrà tempi lunghi e metodologie da rispettare. Non vi è più tempo, lo smaltimento deve prendere piede.

Sappiamo bene che il picco massimo di manifestazione sono gli anni che vanno dal 2020/2025, non c’è più tempo aggiungerei.

Cerchiamo sempre di arrivare ai limiti di ogni cosa, senza rendersi conto che la prevenzione e il lavoro qui è vita.

Si presentano le prime vittime: appello per le bonifiche e controllo

Nel 2018 si ha una delle prime diagnosi di mesotelioma peritoneale, uno dei tumori riconducibili all’esposizione di amianto.

Una vittima del dovere, che ha lavorato per il suo Paese senza sapere che era il primo a non essere al sicuro.

Un destino abominevole, l’odore di morte riecheggia dietro quelle sbarre.

Una malattia, il cancro, provocata dall’inalazione di polveri di amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori vittime da esposizione ad amianto.

L’osservatorio dispone di tecnici impegnati nell’assistenza dei cittadini, per la bonifica e la decontaminazione dei siti dalle sostanze cancerogene.

Attraverso l’AppAmianto è possibile segnalare, in modo anonimo, i siti contaminati.

In Italia vi sono ancora 1 milione di siti contaminati, oltre che nelle carceri, anche negli edifici pubblici e privati. Un’applicazione utile per gli enti competenti a tracciare velocemente una mappatura dei siti “hot”.

Per approfondimento: “Il libro Bianco delle morti di amianto in Italia”.

Dal Cin, finanziere in congedo affetto da patologia asbesto correlata

Antonio Dal Cin
Antonio Dal Cin

Antonio Dal Cin, Appuntato della Guardia di Finanza in congedo, vittima di asbestosi, ottiene finalmente giustizia, grazie all’impegno dell’ONA. Infatti, il Tribunale di Latina, sezione lavoro, ha accolto il ricorso di Antonio Dal Cin e ha quindi condannato il Ministero dell’Interno e delle Finanze.

Antonio Dal Cin: riconoscimento tra le vittime del dovere

Importante vittoria dello studio legale Bonanni e dell’Osservatorio nazionale Amianto, nella causa civile che ha visto contrapposti il finanziere in congedo Antonio Dal Cin e il governo.

Antonio Del Cin, si era ammalato di una grave forma polmonare a causa dell’inalazione di amianto, durante il suo servizio in caserma.

Il Tribunale di Latina, sezione Lavoro, ha accolto il ricorso presentato dall’avv. Ezio Bonanni e ha condannato il ministero dell’Interno e quello delle Finanze (cui fa capo il Corpo) al pagamento di due assegni vitalizi per un importo complessivo di 1800 euro mensili e alla liquidazione di 90mila euro. Seppure ritualmente evocate in giudizio le parti resistenti non si sono costituite e sono rimaste in contumacia.

Il giudice Umberto Maria Costume ha riconosciuto il militare in congedo una invalidità del 50% perché ha “svolto servizio in particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà”.

Il commento di Antonio Dal Cin dopo la sentenza

«Le persone si rispettano in vita, non deponendo corone d’alloro – è il commento lapidario di Antonio Dal Cin -. Tuttora, sono ostaggio della burocrazia e di una giustizia amministrativa che continua a chiedere tempo».

Dal Cin è affetto da una malattia asbesto-correlata, per aver inalato fibre killer di amianto. Queste quasi sempre sono fatali.

«Ringrazio pubblicamente l’avvocato Bonanni per questa importante vittoria e sono fiducioso sul fatto che riuscirà a rendermi ulteriore giustizia su questa vita terrena».

Antonio Dal Cin, 52 anni, ha vinto la sua lotta contro l’asbestosi e l’amianto contratti all’età di 41. Dopo anni, ha vinto anche la sua battaglia giudiziaria contro i due succitati dicasteri.

Antonio Dal Cin
Antonio Dal Cin

Arruolato nel corpo della Guardia di Finanza nel settembre del 1991, Dal cin ha frequentato il 61° Corso “Cadore” della Scuola Alpina di Predazzo (TN),

Dopo essere stato assegnato al Gruppo di diverse città, nel 2006, “a domanda”, si è fatto trasferire alle dipendenze del III Nucleo Atleti di Sabaudia (LT), per “gravi” ragioni di salute. A gennaio del 2014 è stato collocato in congedo assoluto, perché non più idoneo al Servizio di Istituto nel Corpo della Guardia di Finanza.

Pur essendo malato di asbestosi, una patologia altamente invalidante e letale, da una parte è stato valutato inabile al 100%, dall’altra, in sede di riconoscimento di vittima del dovere, aveva ottenuto solo il 5% di invalidità. Ma poi, l’accertamento tecnico d’ufficio del medico legale del Tribunale, invece, gli ha riconosciuto un maggiore grado invalidante.

Una situazione familiare problematica di Antonio Dal Cin

Questa sentenza è importante per Antonio. Perché, oltre a essere gravemente malato, il Finanziere in congedo delle Fiamme gialle ha una situazione familiare veramente difficile. Infatti, anche sua moglie versa in una situazione gravata da problemi di salute. Inoltre Antonio ha a carico una figlia, Jennifer, maggiorenne e due minorenni, Matteo e Anna, di 8 e 14 anni.

Tutto il comparto sicurezza è costantemente esposto alla fibra killer, afferma Bonanni

«Quello di Antonio – dichiara l’avv. Ezio Bonanni, con una valutazione medico legale del tutto errata, è solo uno dei tanti casi che purtroppo affliggono le Forze Armate. E tutto il comparto sicurezza, costantemente esposto alla fibra killer, ampliamente utilizzata, fino alla messa al bando. È molto importante che il sacrificio delle Fiamme Gialle, nello svolgimento del loro dovere, sia riconosciuto, senza la necessità di adire le vie giudiziarie, questo è uno degli impegni che l’Osservatorio porta avanti da anni».

Per il Tribunale di Latina, le patologie di Dal Cin sono riconducibili alla fibra killer presente sul luogo di lavoro

Il Tribunale di Latina ha evidenziato che il quadro clinico di Dal Cin si compone di trepatologie: asbestosi pleurica, bronchite cronica asmatiforme e disturbo ansioso disadattivo. Per le prime due, il competente Comitato di Verifica, prima, e la Commissione Medica Ospedaliera poi, hanno confermato la sussistenza della causa di servizio.

«… le patologie “asbestosi pleurica” e “bronchite cronica asmatiforme” possono essere ricondotte secondo adeguati criteri probabilistici all’esposizione a fibre di amianto la cui presenza è stata accertata sul luogo di lavoro…», è scritto nella sentenza.

Antonio Dal Cin e il diritto al risarcimento danni

L’azione giudiziaria prosegue anche innanzi al Tar del Lazio. Infatti, l’Avv. Ezio Bonanni ha già adito il Tribunale Amministrativo per chiedere l’integrale risarcimento di tutti i danni. Questa importante sentenza determinerà, quindi, anche un congruo risarcimento di tutti i danni subiti dal finanziere

Osservatorio Nazionale Amianto: tutela vittime del dovere

L’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, ha abbracciato l’impegno di Antonio Dal Cin. Il nostro eroe civile, infatti, lotta anche per i suoi colleghi. Il suo impegno ha fatto si che molte delle caserme fossero bonificate.

La sentenza di riconoscimento dei suoi diritti è un importante precedente per tutti gli altri finanzieri esposti ad amianto. L’impegno di Antonio Dal Cin e dello stesso Avvocato Ezio Bonanni prosegue con la mappatura dei siti contaminati su tutto il territorio nazionale.

Per questo è stata istituita l’APP amianto. In oltre l’ONA, con lo Sportello online e con il numero verde dedicato 800034294 continua la tutela per tutte le vittime e i loro familiari.

Festeggiamenti 60°anniversario dei XVII Giochi Olimpici di Roma

Ezio Bonanni Andrea Costa
FAIR PLAY DAY del 01.12.2021 Salone D'Onore del CONI. ph: Enrico Ripari "citazione obbligatoria" by RIPARIYOUNGGROUP

Roma, il 1 dicembre 2021 l’ONA, in persona dell’avv. Ezio Bonanni ha partecipato all’evento Fair Play Day – Il dovere compiuto.

L’evento, organizzato per celebrare il 60° anniversario dei XVII Giochi olimpici di Roma, si è svolto al Salone d’Onore del CONI e ha visto la partecipazione di numerosi ospiti, tra cui il Sottosegretario Andrea Costa.

La salute ha la priorità, ancor più se coinvolge i nostri bambini e le nostre bambine. Non possiamo perdere più altro tempo”.

Sono queste le parole del Sottosegretario Costa, alla luce anche del dossier sulla situazione amianto negli impianti sportivi e nelle scuole, consegnato dall’avv. Ezio Bonanni.

L’avv. Ezio Bonanni consegna il dossier al Sottosegretario Andrea Costa.

Lotta all’amianto nelle scuole e negli impianti sportivi

L’ONA, da anni ha acceso i riflettori sulla problematica dell’amianto presente nelle scuole e negli impianti sportivi.

Lo ha fatto attraverso numerosissime e svariate iniziative. Dagli eventi promossi per sensibilizzare il pubblico alla tematica, ai vari appelli istituzionali che però spesso restano nel totale silenzio.

Per saperne di più consulta il video dell’evento: Sport e scuola ambiente e sicurezza, via l’amianto.

Oltre ad eventi e iniziative, l’ONA ha dedicato anche un’intera puntata di ONA News alla problematica dell’amianto nelle scuole.

La celebrazione dei giochi olimpici di Roma è diventata così un’ulteriore occasione per smuovere le coscienze di chi nonostante siano trascorsi quasi 30 anni dalla Legge che ha messo al bando l’amianto, continua a far tardare le bonifiche.

I festeggiamenti dei giochi olimpici di Roma continuano

Nell’incredibile cornice del Salone d’Onore del CONI, le celebrazioni hanno avuto seguito con l’intervento del Dott. Ruggero Alcanterini, Presidente del Comitato Nazionale Fair Play.

Lo dovevamo a tutti quelli che resero possibile la rinascenza italiana nel 1960, appena tredici anni dopo la batosta della Seconda Guerra. lo dovevamo e lo abbiamo fatto con entusiasmo..”

Patrocinato dal Ministero della salute, della Pubblica Istruzione, dal CONI e da Sport e Salute l’evento ha avuto inizio con l’inaugurazione della mostra esclusiva “Dovere Compiuto”.

La mostra, curata da Sergio Garroni e dedicata al padre MarcelloSegretario Generale della storica Olimpiade, ha esposto reperti straordinari.

Per il taglio del nastro abbiamo visto la vicepresidente del CONI, Silvia Salis in rappresentanza di Giovanni Malagò.

Silvia Salis
Silvia Salis al taglio del nastro.

Un importante riconoscimento per l’ONA

Nel corso della celebrazione del 60° anniversario dei Giochi olimpici di Roma, anche l’ONA ha ottenuto un importante riconoscimento.

Giochi olimpici di Roma
Riconoscimento FAIR PLAY DAY.

Consegnato direttamente all’avv. Ezio Bonanni dal Dott. Alcanterini, questo diploma rappresenta la forza motrice di questa estenuante lotta contro la fibra killer.

Il riconoscimento infatti è stato assegnato proprio in merito alla sensibilità e alla particolare attenzione che l’ONA assieme all’avv. Ezio Bonanni, hanno dimostrato nei confronti delle vittime di asbesto.

Consegna del diploma all’avv. Ezio bonanni.

Il video dell’evento FAIR PLAY DAY – Il dovere compiuto è consultabile in versione integrale attraverso questo link.

Giornata Internazionale dedicata alle persone con disabilità

Giornata internazionale dedicata alle persone con disabilità
signora spinge la carrozzina di un uomo sul lungomare

La lotta per una vita senza barriere continua

Il 3 dicembre è la “Giornata Internazionale delle persone con disabilità“. È stata istituita per la prima volta dalle Nazioni Unite nel 1992. L’obiettivo è quello di promuovere ogni anno i diritti di persone con disabilità e proteggerne il benessere.

Secondo quanto riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 16% della popolazione globale ha una qualche forma di disabilità. Perciò è ancora più importante includere i disabili nella società, abbattendo ogni forma di barriera, architettonica, sociale ed economica, e lottare per i loro diritti.

Infatti, come afferma lo stesso slogan che accompagna la “Giornata Internazionale delle persone con disabilità” ogni anno, facciamo sì che l’attenzione posta in questa occasione abbia effetti nella società quotidianamente: “Un giorno all’anno tutto l’anno”.

Questo è anche il messaggio che porta avanti il Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’Avvocato Ezio Bonanni: «le associazioni, i singoli e le istituzioni devono lavorare insieme per far sì che le persone con disabilità non subiscano ulteriori conseguenze che aggravino la loro situazione».

Difficoltà delle persone con disabilità nell’era post-Covid

persone con disabilità - Covid
Le persone disabili sono state tra le più colpite durante la pandemia, a causa dell’isolamento e della diminuzione dei servizi

Ogni anno la Giornata riservata alle persone disabili si concentra su un tema specifico e quest’anno è dedicata alla lotta per i diritti nell’era post-Covid. Infatti, la pandemia di coronavirus ha reso evidente le problematiche affrontate quotidianamente dalle persone con disabilità. Esempi sono l’insufficienza di una rete territoriale capillare ed efficace per l’assistenza domiciliare.

Tuttavia, ancora una volta, i disabili sono stati i più colpiti durante questa emergenza globale, a causa dell’isolamento e della diminuzione dei servizi che ne sono derivati. Anche nel contesto scolastico, la didattica a distanza ha penalizzato maggiormente gli alunni disabili. Infine la necessità di lavorare sull’inclusione sociale delle persone disabili non è mai stata così imperativa come in questo 2020, durante il quale si sono ulteriormente aggravate le diseguaglianze preesistenti.

Le persone con disabilità sono uno dei gruppi più esclusi nella nostra società e tra i più colpiti in questa crisi in termini di vittime – ricorda l’ONU -. È necessario un approccio integrato per garantire che le persone con disabilità non siano lasciate indietro“.

Infatti l’inclusione sociale delle persone con disabilità è una condizione essenziale da raggiungere per sostenere i diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la pace e la sicurezza.

Garantire i diritti delle persone disabili non è solo una questione di giustizia, è un investimento in un futuro comune“, è l’invito dell’ONU.

Le ingiustizie in Italia subite dalle persone con disabilità

Purtroppo però, in Italia, sono ancora tante le ingiustizie subite da coloro che vivono sulla propria pelle una condizione di disabilità, motoria, intellettiva, sensoriale o relazionale-comportamentale.

Le associazioni che salvaguardano i diritti di queste persone agiscono attivamente ogni giorno. Lo scopo è ricordare il bisogno di rendere la nostra società più inclusiva e di garantire le pari opportunità per tutti. Il principale obiettivo è soprattutto quello di abbattere il silenzio e i pregiudizi rivolti alla fragilità e diversità.

Tra le questioni ancora irrisolte del nostro Paese c’è, per esempio, la necessità di potenziare il “Fondo per la Non Autosufficienza“. Infatti le risorse attuali non sono idonee ai bisogni dei richiedenti, dato che questi sono in costante aumento a causa dell’emergenza pandemica.

Rilevante è anche la problematica che riguarda i “caregiver”, gli assistenti personali, che dovrebbero essere riconosciuti dalla legge come forma di lavoro usurante, visto l’impegno costante.

Infine, una delle emergenze più importanti da dover affrontare è l’abbattimento delle barriere architettoniche. In Italia, nonostante fosse stata prevista dal Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) degli anni ’90 la totale eliminazione, ancora sono molte le barriere presenti sul territorio, sia nelle città metropolitane sia nei piccoli centri. Anche la maggior parte delle scuole tutt’oggi è inaccessibile agli studenti con disabilità motoria o sensoriale.

Il problema dell’accesso ai trasporti per i disabili

Questo problema riguarda anche l’accesso a servizi come quelli di trasporto. Le barriere architettoniche sui mezzi pubblici sono una prova a cui tanti utenti disabili si sottopongono ogni giorno.

paralimpiadi
Nonostante la stazione Cipro sia dedicata agli atleti delle Paralimpiadi, è diventata inaccessibile per ogni disabile

Un caso emblematico della difficile situazione è quello che si vive nella città di Roma. Infatti, secondo i dati diffusi da ATAC (Agenzia del trasporto autoferrotranviario del Comune di Roma) ad aprile 2021, tra le settantacinque fermate disponibili delle linee A, B, B1 e C, trentasette sono interessate da problemi di accessibilità.

In particolare la fermata metropolitana di Cipro ha ascensori esterni e interni non funzionanti, è sprovvista di montascale e ha le scale mobili esterne fuori uso. Eppure questa è la stessa stazione dedicata alle Fiamme Gialle che hanno partecipato alle Paralimpiadi. La fermata Cipro è, invece, diventata inaccessibile per ogni disabile.
Ma non è la sola stazione sulla linea A in questa situazione. Almeno altre cinque fermate hanno gli ascensori non funzionanti.

Le politiche per la tutela delle persone con disabilità

Passi avanti sono, invece, quelli compiuti dalla politica. Tra le novità previste per le persone con handicap, vi è, innanzitutto, la creazione, durante il governo Conte I, del ministero delle Disabilità, seppur senza portafoglio, che è stato confermato anche dall’attuale governo Draghi. L’obiettivo dell’istituzione è quello di migliorare la qualità di vita dei circa 4 milioni di persone disabili in Italia.

In più è in via di definizione in Parlamento la Riforma delle norme sulla disabilità. Questa dovrebbe rispondere all’esigenza di semplificare l’accesso ai servizi, i meccanismi di accertamento della disabilità e di potenziare gli strumenti per la vita indipendente.

Infine è stata creata una Disability Card, tessera gratuita scaricabile dal sito dell’INPS della durata di 10 anni, che dà accesso a contenuti e servizi agevolati per tutte le persone con disabilità dal 67 al 100%.

L’ONA sostiene i diritti delle persone disabili

L’ONA –Osservatorio Nazionale Amianto è vicino a tutti coloro che soffrono di disabilità. Infatti, supporta, oltre chi è esposto a rischi come l’amianto, anche tutti coloro che soffrono d’infermità. Proprio nello spirito e nel rispetto della Costituzione e della tutela della dignità di tutti gli esseri umani è necessario l’impegno di tutti.

«Il concetto di profitto e l’attenzione per il bilancio dello Stato non può farci dimenticare le persone con disabilità – dichiara l’Avvocato Bonanni -. In caso contrario, ci sembrerebbe di essere tornati nell’antica Sparta, dove solo i bambini che apparivano più forti avevano diritto di vita. Invece è importante dare supporto alle famiglie, che in prima persona si occupano delle persone con disabilità».

Per questo l’ONA ha già presentato in diverse occasioni e tavoli istituzionali delle proposte. Per esempio un modo per integrare l’assistenza alle famiglie potrebbe essere quello di occupare coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza. Inoltre dovrebbero essere integrati gli importi già liquidati a titolo di pensione d’invalidità e di assegno di accompagnamento.

«Servono risorse economiche, di personale e dispositivi di sicurezza– dichiara il Sig. Franco Cucinieri, Perito e Componente Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA Aps -. Poi serve una visione su come dovrebbero essere cambiati i servizi per la mobilità verso i centri diurni e le scuole, ripensati e riformulati rispetto alle nuove regole che la pandemia ci impone».

Ultimo respiro: incendi e macerie nocive

Ultimo respiro: incendi e macerie nocive
lavoratore con maschera antigas

Sono lì, anche con un ultimo respiro, tra incendi e macerie, lavorano senza sosta, giorno e notte, affinchè riescano a salvare quanto e chi possibile.

Quello dei Vigili del Fuoco è una delle professioni con un alto rischio di malattia professionale per esposizione a sostanze nocive, come l’amianto.

La fibra è stata messa al bando con la Legge 257/1992, tuttavia miete ancora vittime tra i lavoratori che hanno lavorato in impianti contaminati.

L’allarme però deriva da quelle categorie di lavoratori che sono oggi esposti e ne pagano le conseguenze.

Un rischio per la salute che riguarda gli addetti alla bonifica e alla manutenzione degli edifici, figura particolare quella dei Vigili del Fuoco.

Attraverso uno studio svolto in Canada, si è rivelato che l’operatore VVF ha bel l’86% di probabilità di andare incontro ad una morte oncologica. Una morte causata dalla indiscutibile esposizione professionale.

Il rischio dell’insorgenza di un tumore è circoscritto in alcuni tipologie: mesotelioma o tumore del polmone.

Sostanze tossiche durante l’attività di spegnimento

Durante le operazioni di spegnimento di un incendio, è altissima l’esposizione con le sostanze nocive.

L’inalazione è inevitabile, sia nello spegnimento ma può anche avvenire in attività di salvataggio, come sui luoghi terremotati.

Le sostante nocive e tossiche che troviamo nei fumi di un incendio sono una minaccia per le persone e per l’ambiente.

Una minaccia che si propaga anche dopo lo spegnimento, tanto è vero che i gas tossici continuano a disperdersi, lentamente, così che la contaminazione procede indisturbata.

Dalla combustione si produce un mix letale di gas, costituito da sostanze nocive. La sua composizione dipende da 3 fattori: materiale, concentrazione di Ossigeno e temperatura.

Le sostanze tossiche si possono trovare in stato solido e liquido, allo stato gassoso o vapore. La leggerezza permette di spostarsi può facilmente, mentre quelli può pesanti solitamente si accumulano nelle cavità raggiungendo anche l’acqua.

Ultimo respiro di amianto: i rischi per la salute

Le malattie correlate all’amianto sono un grande problema per la sanità pubblica. L’inalazione della fibra killer comporta lo sviluppo di malattie con conseguenze devastanti.

Può essere nocivo anche un ultimo respiro, tra i tanti nelle polveri, ne basta poca di esposizione e tutto prende una piega diversa.

La possibilità di imbattersi nei materiali contenenti amianto è possibile anche a distanza di diversi anni di abolizione.

Purtroppo è ancora presente tra di noi e riscontrabile durante lavori di ristrutturazione, bonifiche o smaltimento, ma anche nelle emergenze.

Durante i terribili terremoti avvenuti nel nostro territorio ci sono state diverse esposizioni.

Il Vigile del Fuoco dovrebbe sottoporsi a regolari controlli sanitari per poter tenere monitorato lo stato di salute ed individuare cambiamenti anomali.

Le fibre se respirate entrano all’interno dell’organismo in modo diverso in base alla loro conformazione.

Il tempo e le probabilità di sviluppare patologie gravi viaggia di pari passo, un’esposizione diretta con l’asbesto può risultare dannosa anche se avvenuta in modo occasionale.

Tuttavia è chiaro che più l’esposizione è lunga e più rischi si corrono, ma anche un singolo caso può essere fatale.

Vestiario killer: tute ignifughe composte da agenti tossici

Tute, guanti, calzari e coperte contenevano amianto, a cui si sono aggiunte poi ulteriori esposizioni negli interventi di soccorso.

Questo è quello che erano costretti a subire i Vigili del Fuoco, per protezione e per lavoro.

Partendo dai magazzinieri che distribuivano questi indumenti “sporchi” ai vigili che ne usufruivano e li indossavano sulla loro pelle.

Parliamo di tonnellate di materiale contente amianto. 

Nel 1995 fu smaltito un grande quantitativo dal Comando dei Vigili del Fuoco di Taranto, ma non è bastato a far riconoscere l’esposizione ai lavoratori.

Una ingiustizia cruda e fredda, che indistintamente dai luoghi riguarda tutti.

Il Ministero degli Interni ha riconosciuto solo i magazzinieri come persone esposte all’amianto, lasciando nel dimenticatoio tutti gli altri.

Dagli ultimi dati che abbiamo, in Italia, si contano ben 58 casi di mesotelioma, ossia il tumore generato dall’amianto.

Una valutazione del dato davvero sottostimata, basti considerare l’alto rischio espositivo a queste sostanze, che coinvolgono moltissimi pompieri.

Incendi e interventi nelle zone terremotate hanno costituito una fonte di rischio per i soccorritori.

È opportuno rivedere i termini di tutela della salute e diritti previdenziali, nonché risarcitori, che spettano ai Vigili del Fuoco.

Ultimo respiro: tutela e risarcimento

L’art. 1 del T.U. n. 1124/1965 emanato con Decreto del Presidente della Repubblica, esclude esplicitamente i Vigili del Fuoco dalla copertura INAL.

La copertura assicurativa fa riferimento all’ONA – Opera Nazionale di Assistenza. È un ente che assiste materialmente e culturalmente tutti gli appartenenti, ex o famiglia del Corpo VVF.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni si impegnano a far si che, le vittime del dovere vengano risarcite.

Per approfondimenti: https://www.youtube.com/watch?v=8AYwqKyr4kw