30.9 C
Rome
martedì, Maggio 19, 2026
Home Blog Page 251

Lagunare morto per amianto, ministero Difesa risarcirà la figlia

lagunare
lagunare Mauro Ranieri con la figlia

La Corte di Appello di Milano ha confermato la sentenza di condanna di primo grado nei confronti del ministero della Difesa. Dovrà risarcire la figlia di Mauro Raineri. Il lagunare è morto di mesotelioma 50 anni dopo essere stato esposto ad amianto durante il servizio militare.

La sentenza 916/2022 è arrivata dopo che i ministeri hanno tentato ancora una volta di contestare il nesso causale per il breve servizio di leva e il lunghissimo periodo di lungolatenza.

Lagunare esposto ad amianto, morto 50 anni dopo

Già in primo grado il Tribunale di Milano aveva, però, ribadito che il mesotelioma pleurico ha un periodo di latenza minimo “di circa 15 anni, di 32 anni quella media e la latenza massima può superare, come nel caso di specie, il cinquantennio” (richiamando una Sentenza della Cassazione penale del 2016).

Così come spiegato dal legale della ricorrente, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, nella sua ultima pubblicazione. Ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022” Bonanni ripercorre la storia di un fenomeno per troppo tempo sottaciuto.

Spiega i reali e devastanti rischi dell’amianto e le patologie asbesto correlate e come si possano presentare anche decenni dopo l’sposizione alle fibre killer. Fornisce, infine, i numeri aggiornati delle vittime amianto, rispetto a quelli del VII Rapporto ReNaM che conteggia soltanto i casi di mesotelioma.

Il servizio di leva al Battaglione Lagunare Marghera

Mauro Raineri, di Genova, aveva prestato servizio di leva tra il marzo del 1963 e il luglio del 1964 a Palermo, Messina e Venezia. Qui era stato esposto all’amianto, in particolare a Venezia, assegnato al Battaglione Lagunare Marghera, dove è stato dimostrato ci fosse, sempre secondo il Tribunale di Milano, “un’ampia e diffusa presenza di componentistica in amianto”, in particolare “nelle strutture, impianti ed installazioni, nelle dotazioni individuali e collettive degli uomini d’arma, nei mezzi meccanizzati, in ragione della estrema versatilità del materiale e della sua particolare capacità di resistenza alla trazione e al calore”.

I problemi di natura respiratoria e il decesso

Dopo aver manifestato problematiche di natura respiratoria all’inizio del luglio del 2017 è ricoverato in ospedale e muore a 75 anni, il 31 dello stesso mese. Il mesotelioma scoperto soltanto grazie all’autopsia. In ospedale, infatti, la diagnosi era stata quella di una polmonite bilaterale.

L’unica figlia, che già in precedenza aveva perso la madre, si è rivolta così all’Osservatorio Nazionale Amianto e al suo presidente. Proprio perché fosse riconosciuta la natura professionale della malattia che in meno di un mese le aveva portato via il padre. A 38 anni era rimasta orfana e, per questo, nonostante non fosse a carico del genitore, ha comunque diritto al risarcimento anche come erede di vittima del dovere.

Il mesotelioma causato dall’asbesto

L’avvocato Bonanni è riuscito in primo grado, e ora la condanna è confermata anche in Appello, a dimostrare che risulta “del tutto probabile ed altamente verosimile che il Raineri era sottoposto … a continuativa e non occasionale esposizione a polveri di amianto. A bassa concentrazione per quanto riguarda le fibre aerodisperse nelle infrastrutture militari. … E a concentrazione intermedia nelle attività di utilizzo di mezzi meccanici e di armi individuali e di reparto”.

Per questo il Tribunale di Milano aveva condannato, nel luglio 2021, il ministero dell’Interno a riconoscere a Raineri lo status di vittima del dovere. E il ministero della Difesa alla liquidazione dell’equo indennizzo in favore della figlia. Circa 350mila euro oltre al risarcimento del danno conteggiato in separato giudizio.

Continua la battaglia contro l’amianto dell’Ona che, per agevolare una mappatura aggiornata, ha anche creato una App per le segnalazioni.

Mummia baby in Austria: il bimbo morto per carenza di sole 

mummia
mummia bambino

Scoperta in Austria la mummia di un bambino. L’autopsia ha svelato che il piccolo sarebbe morto per mancanza di luce solare sulla sua pelle. Spiega altresì che a provocare il rachitismo era la “moda” della pelle bianca.

Mummia baby trovata in una cripta austriaca 

Mummia. In una cripta appartenente ai conti di Starhemberg, si è scoperta la mummia di un bambino. Il cadavere era avvolto in un prezioso mantello funerario di seta con cappuccio. 

La sua bara di legno, non contrassegnata da alcuna iscrizione, era molto più modesta rispetto a quelle metalliche dei familiari. Secondo i ricercatori, il piccolo era probabilmente il primogenito della sua stirpe. Il suo nome? Forse di nome Gundaker, Gregor o Reichard Wilhelm, a giudicare dall’albero genealogico. Il bambino, unico cadavere infantile all’interno della cripta, è sepolto accanto a suo nonno Reichard von Starhemberg, capostipite di una famiglia politicamente potente, i cui membri raggiunsero i ranghi principeschi nel 1765

L’unica certezza è la data di morte: avvenuta tra il 1550 e il 1635 d.C. all’età di un anno o due. L’eta è stata stimata misurando la lunghezza delle ossa e delle eruzioni dentali.

Lo studio, guidato dal dott. Andreas Nerlich della clinica accademica di Monaco-Bogenhausen, appare su Frontiers of Medicine.

Mummia: l’autopsia svela i misteri della morte

L’autopsia virtuale del cadavere, effettuata attraverso le scansioni 3D TC, ha rivelato una serie di malformazioni alle costole e al cranio, imputabili solitamente alla malnutrizione per carenza di vitamina C (causa di scorbuto) o vitamina D.

Conosciuta come rachitismo, questa condizione tende a far sviluppare gambe arcuate, una caratteristica che non era evidente nelle ossa del ragazzo.

I ricercatori hanno pertanto cercato di approfondire la questione. 

L’ipotesi della malnutrizione per carenza di vitamina C, per un bambino che proveniva da una delle più aristocratiche famiglie austriache, risultava poco credibile. Oltretutto, l’analisi al radiocarbonio del tessuto adiposo (ben conservato), ha rivelato che il bambino era addirittura in sovrappeso. Questo suggerisce che il bambino era gravemente denutrito non per mancanza di cibo, ma per mancanza di luce solare. 

«La combinazione di obesità e una grave carenza di vitamine, può essere spiegata solo con uno stato nutrizionale generalmente “buono”, insieme a una quasi completa mancanza di esposizione alla luce solare». A spiegarlo, il patologo Andreas Nerlich dell’Università di Monaco.

Una vitamina cruciale per la formazione delle ossa

La vitamina D, si trova in alimenti come salmone, tonno, sgombro e fegato di manzo e tuorli d’uovo.

Il nostro organismo può assorbirla solo in minima parte attraverso la dieta (il 10%). La restante, viene prodotta nella pelle attraverso reazioni chimiche che dipendono dalle radiazioni ultraviolette (UV).

La sostanza chimica è cruciale nella costruzione delle ossa durante l’infanzia. Permette infatti al corpo di assorbire meglio il calcio e il fosforo per tutta la vita.

Anche se il rachitismo non è necessariamente una malattia mortale, l’autopsia virtuale sulla mummia ha evidenziato dei segni di polmonite letale, un’infezione comune nei bambini con carenze di vitamina-D.

Perché anche i nobili morivano di rachitismo?

La domanda sorge spontanea!

Spieghiamo l’apparente paradosso.

Tra il XVI e il XVII secolo, gli aristocratici evitavano il sole per mantenere la loro pelle bianca come la porcellana. Il pallore era infatti considerato un segno distintivo dell’appartenenza agli alti ranghi. Diversamente, contadini e operai, arrostiti dai raggi solari per via dell’umile lavoro, mostravano un incarnato considerato assolutamente out of fashion.

«Penso che fosse una pratica abituale non esporre i bambini alla luce del sole, in particolare tra famiglie aristocratiche. A stabilirlo, sono numerosi studi condotti su famiglie appartenenti allo stesso periodo storico, incluse immagini in cui i bambini erano completamente coperti da vestiti», ha spiegato Nerlich. «Quindi, questa non deve essere stata una singolare usanza della famiglia Starhemberg».

In effetti, anche in Italia, gli scheletri di bambini nobili sepolti nelle Cappelle dei Medici a Firenze durante il XVI e XVII secolo, mostrano le stesse malformazioni della mummia austriaca.

Circa le cause della morte «questa è solo un’ipotesi», ammette Nerlich, «ma poiché sappiamo che i tassi di mortalità infantile precoce erano generalmente molto alti in quel periodo storico, le nostre osservazioni possono avere un impatto considerevole nella ricostruzione della vita dei bambini, anche nelle classi sociali più elevate».

A prescindere dalle cause della morte, imputabili alla moda o da altro, la scoperta offre un interessante spaccato sullo stile di vita dei bambini benestanti nel XVI e XVII secolo, data la rarità delle tombe per bambini ben conservate.

Stefania Ascari: il suo impegno per le donne e gli ultimi

Stefania Ascari
fotografia primo piano Stefania Ascari

Stefania Ascari, parlamentare per il Movimento 5 Stelle, ha partecipato qualche giorno fa al convegno organizzato dall’Osservatorio nazionale amianto a Modena. Ascari – da sempre attenta alle tematiche ambientali, ma anche ai più fragili, come le donne e gli immigrati – ha accettato la nostra intervista.

Ascari sul discorso di Meloni alla Camera: “Tanta retorica”

1) Si è appena insediato il governo e molto ha fatto parlare il discorso della presidente del Consiglio alla Camera. Partirei proprio dalle parole di Meloni per affrontare i temi che più premono agli italiani. Già prima della nomina del leader di Fratelli d’Italia era chiaro che quella del M5S sarebbe stata un’opposizione ferma. Cosa ne pensa Ascari delle parole di Meloni di questi giorni?

“Trovo che ci siano state tanta retorica, molte dichiarazioni d’intenti, pochissime proposte concrete su come si intende risolvere le difficoltà che cittadini e imprese stanno affrontando. Pochi riferimenti ai giovani, alle donne, ai lavoratori poveri e precari, ai più fragili. Nessuno al caro bollette, agli extra profitti, allo scostamento di bilancio.

La campagna elettorale è finita, non è il tempo delle parole, avremmo preferito ascoltare più fatti”.

2) Ha toccato punti fondamentali rispondendo alle accuse mosse nei suoi confronti negli ultimi mesi: antifascismo, immigrazione, diritti civili. Poche parole sul cambiamento climatico, e anche questa è una scelta ben ponderata. È credibile?

“Ogni parola naturalmente è stata ponderata con attenzione. Tuttavia sforzarsi di apparire moderati non significa esserlo. Ha condannato il fascismo, ma non ha citato la Resistenza.

Ha elencato nomi di donne, ma più per forma che per reale riconoscenza. Sul cambiamento climatico parole confuse che celano una contrarietà alle politiche per il clima. Non è un caso se hanno cancellato persino la denominazione “Transizione ecologica” dal ministero”.

“Ignobile l’applauso contro il reddito di cittadinanza”

3) Ha detto chiaramente che il reddito di cittadinanza è stato un fallimento e che la povertà non si elimina con l’assistenzialismo. Cosa vuole dire al riguardo?

“Secondo l’ultimo rapporto della Caritas, in Italia ci sono oltre 5 milioni di persone nella povertà assoluta. Parliamo di famiglie che non possono permettersi beni di prima necessità. Milioni di bambini e ragazzi che crescono con meno opportunità rispetto ai loro coetanei. Se vengono abbandonati, sono destinati a rimanere ai margini. L’applauso di parte del Parlamento di fronte all’annuncio di voler abolire il Reddito di cittadinanza è stato ignobile”.

4) In che cosa, se c’è stato, il Movimento 5 stelle ha sbagliato nell’ultimo anno?

“Non credo ci siano stati particolari errori. Il Movimento 5 Stelle ha subito attacchi continui dalle altre forze politiche e anche internamente da parte di ex colleghi che agitando le acque hanno colto l’occasione per abbandonare la nave e scegliere la strada più facile. Questo mi è dispiaciuto molto, ma il Movimento ha saputo rigenerarsi. In fin dei conti è stato un bene”.

Violenza sulle donne, “Codice rosso”

5) Lei è stata la prima firmataria del “Codice rosso” contro la violenza di genere e della riforma del sistema affidi. Perché non si riescono a fermare le violenze e i femminicidi? La nuova legge riesce a tutelare meglio le donne?

“Il Codice Rosso ha potenziato e velocizzato la risposta giudiziaria. È stato un punto di partenza, non di arrivo, perché la violenza maschile sulle donne è un problema strutturale e culturale e va affrontato anche sul fronte della prevenzione.

Bisogna intervenire sulla formazione di tutti gli operatori, dai servizi sociali ai magistrati, in modo che nessun segnale sia sottovalutato. E inoltre ripresenterò anche in questa legislatura la mia proposta di legge per introdurre l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole. Se investiamo sulle nuove generazioni, avremo future generazioni in grado di estirpare il seme della violenza”.

6) Nei suoi impegni lei non ha tralasciato quello della tutela dell’ambiente. Sabato 22 ottobre ha partecipato al convegno dell’Ona a Modena sull’amianto e in particolare sul minerale ancora presente nelle tubature dell’acqua. Perché nonostante la cancerogenicità dell’asbesto e l’importanza del tema nel Pnrr non ci sono investimenti che possano colmare il ritardo delle bonifiche dopo ben 30 anni dalla sua messa al bando?

“Perché la politica deve investire maggiormente nella tutela della salute dei cittadini e nella medicina territoriale. Bisogna accelerare le bonifiche, comprese le tubature vecchie. Mettere in sicurezza luoghi come scuole e ospedali in modo da tutelare lavoratori e cittadini. Ripristinare la commissione nazionale amianto, creare nuovi siti di smaltimento. Potenziare le strutture sanitarie e investire nella ricerca.

La transizione, oltre che ecologica e digitale – ha concluso Ascari – deve mettere anche al centro la persona. Ricordiamo sempre che l’amianto è un nemico che colpisce anche a distanza di tempo. È un tema ancora tristemente attuale”.

Effetto butterfly: volando gli insetti elettrificano l’aria 

effetto butterfly
farfalla blu in volo

Uno studio ha dimostrato che “l’effetto butterfly” provocato dagli insetti, può elettrificare l’aria, proprio come le nuvole di vapore acqueo possono caricare l’aria all’interno di una tempesta.

Effetto butterfly: le intuizioni di Poincaré e Lorenz

Nel 1972, il meteorologo e matematico Edward Lorenz spiegò che il battito delle ali delle farfalle in Brasile scatena, attraverso un caotico effetto domino, una potente energia cinetica in grado di scatenare un tornado in Texas.

Tale concetto riprendeva la “teoria del caos”, sui fenomeni non lineari e imprevedibili, formulata da Henri Poincaré (1890).

Tesi a sua volta basata sulla teoria ergodica, che si occupa principalmente dello studio matematico del comportamento medio, a lungo termine, di sistemi dinamici.

Tornando a Lorenz, ovviamente il suo postulato non andava inteso in senso letterale. L’energia cinetica di un tornado è infatti molto maggiore di quella generata dal battito delle ali della farfalla e deriva dall’energia solare

Inoltre, a causa della limitata precisione di inserimento dei dati nel computer usato per le simulazioni, i suoi studi erano più che altro intuitivi. 

Nuove teorie basate sull’effetto butterfly 

Oggi, un nuovo studio ha dimostrato che effettivamente, il battere delle ali degli insetti può influenzare i campi elettrici atmosferici. 

Il loro movimento frenetico può infatti elettrificare l’aria, più o meno allo stesso modo come le nuvole dense di vapore acqueo possono caricare l’aria all’interno di una tempesta.

Tradotto in parole povere: anche i fenomeni biologici possono determinare i fenomeni atmosferici.

«Abbiamo sempre osservato come la fisica abbia influenzato la biologia, ma a un certo punto ci siamo resi conto che la biologia potrebbe anche influenzare la fisica».

Ad affermarlo, il primo autore dello studio, Ellard Hunting, biologo dell’Università di Bristol nel Regno Unito.

«Vogliamo capire come i diversi organismi utilizzano i campi elettrici statici che si trovano praticamente ovunque nell’ambiente» aggiunge.

Come funzionano le cariche elettriche nell’atmosfera

Per comprendere l’effetto degli insetti sull’atmosfera, bisogna capire come funzionano le cariche elettriche nella stessa. 

L’atmosfera terrestre trasporta sempre una carica elettrica in misura minore o maggiore, chiamata Gradiente Potenziale (PG).

Quando l’accumulo di carica raggiunge un “punto di non ritorno”, si formano canali ionizzati, che generano fulmini per uniformare la carica. 

Molte cose possono influenzare i potenziali gradienti, come il modo in cui si muovono le nuvole, quanta pioggia cade e persino le piogge di raggi cosmici. Tuttavia, fino a poco tempo fa, nessuno aveva ipotizzato che le forme di vita potessero creare qualcosa di simile.

Si pensava che la loro origine fosse esclusivamente abiotica e coinvolgesse solo processi elettrici atmosferici locali.

Anche le api influenzano il PG atmosferico 

La nuova ricerca ha dimostrato che anche uno sciame di api può influenzare il PG atmosferico.

Quando gli insetti sbattono le ali, si scrollano di dosso gli elettroni, che caricati negativamente, creano un gradiente di potenziale elettrico facilmente misurabile.

Studi sulle api testano il fenomeno

Per misurare la potenzialità delle cariche elettriche scaturite dal battito di ali degli insetti, Hunting e il suo team si sono recati alla Scuola di Scienze Veterinarie dell’Università di Bristol.

Qui, hanno studiato lo sciame di una delle numerose colonie di api mellifere.

I ricercatori hanno utilizzato un monitor di campo elettrico e una telecamera per misurare la densità dello sciame.

Poi hanno monitorato il gradiente potenziale di carica di uno degli sciami di api in transito, per tre minuti. Hanno così constatato che gli insetti cambiavano il campo atmosferico locale tra 100 e 1.000 volt per metro.

La tensione elettrica è legata alla densità dello sciame 

«Il modo in cui gli sciami di insetti influenzano l’elettricità atmosferica dipende dalla loro densità e dimensioni», spiega il coautore dello studio Liam O’Reilly, un biologo dell’Università di Bristol

Come accennato, lo studio ha permesso ai ricercatori di prevedere con sicurezza, come un dato numero di api che ronzano attraverso una particolare colonna d’aria, potrebbe influenzare la carica dell’atmosfera.

Il team ha quindi applicato la stessa logica ad altri insetti che sciamano, tra cui le locuste (Schistocerca gregaria). Si è pertanto concluso che questi insetti potrebbero potenzialmente generare densità di carica, simili a quelle delle tempeste elettriche.

Ciò avviene poiché le locuste sciamano su scale bibliche e la loro influenza è probabilmente molto maggiore delle api.

Perché gli insetti usano i campi elettrici? 

L’impatto del campo elettrico dell’atmosfera sugli animali è stato ampiamente studiato. 

Gli insetti come le api e i bombi, guadagnano una carica positiva a causa dell’attrito con le molecole d’aria mentre volano. 

Grazie a questo meccanismo, il polline si attacca al loro corpo mentre volano da fiore a fiore. Sistema intelligente e veloce, no?

L’importanza di studi interdisciplinari sull’effetto butterfly

«Abbiamo scoperto solo di recente che la biologia e i campi elettrici statici sono intimamente collegati e che ci sono molti legami insospettabili che possono esistere su diverse scale spaziali», dichiara Ellard.

Fino ad ora, però, la relazione inversa era rimasta relativamente non studiata.

«L’interdisciplinarità è preziosa» sostiene Giles Harrison, un fisico atmosferico dell‘Università di Reading (Regno Unito).

E in effetti, i nuovi studi dimostrano che la carica elettrica non è un fenomeno che attiene esclusivamente alla fisica, ma anche al mondo naturale.

In ogni caso, affinché uno sciame possa alterare una tensione dell’atmosfera tale da scatenare l’effetto butterfly, dovrebbero concorre una serie di altri fattori.

La ricerca è stata pubblicata il 24 ottobre su iScience.

Uno studio che deve essere approfondito

Attraverso i loro studi, i ricercatori hanno dimostrato che uno sciame di api o di locuste del deserto, può avere un profondo impatto su un aspetto fondamentale della nostra atmosfera.

Non sono tuttavia in grado di verificare i loro risultati in termini di fenomeni meteorologici più ampi.

«Non sappiamo ancora come gli insetti influenzino il tempo meteorologico», spiega Hunting. 

Si dovranno fare ulteriori ricerche in questo campo precedentemente inesplorato. Esse potrebbero andare oltre gli insetti, poiché anche uccelli e microbi trasportano anche cariche elettriche.

Fonti 

 Cell Press

Iscience

Ellard R. Caccia, Liam J. O’Reilly, R. Giles Harrison, Konstantine Manser, Sam J. Inghilterra, Beth H. Harris, Daniel Robert. Carica elettrica osservata degli sciami di insetti e loro contributo all’elettricità atmosferica. iScience, 2022; 105241 DOI: 10.1016/j.isci.2022.105241

Abusi sui minorenni, in Italia oltre 6.000 casi in un anno

abusi
ombra di un adulto che ha per mano un bambino

Nei pronto soccorso europei non sono riconosciuti la metà dei casi di abusi sui minorenni. In un caso su due, nella maggior parte degli ospedali europei c’è questa grave lacuna. La causa sarebbe in un gap formativo. Il personale sanitario intervistato, infatti, ha dichiarato di non avere strumenti conoscitivi adeguati per identificare gli abusi sui minorenni.

Ad evidenziarlo, una ricerca presentata al Congresso europeo di Medicina dell’Emergenza che si è svolto a Berlino tra il 15 e il 19 ottobre. L’indagine ha coinvolto 29 Paesi con 148 pronto soccorso ospedalieri. E’ qui, infatti, che è più probabile che i bambini vittime di lesioni dovute ad abusi possano arrivare.

Abusi sui minorenni, in Italia seimila casi nel 2021

In base ai dati della Polizia di Stato, nel 2021 sono stati oltre seimila i reati commessi a danno dei minori. Per la precisione, 6.248, l’otto per cento in più rispetto al 2020 (quando le segnalazioni erano state 5.789). Più della metà dei casi sono stati a danno di bambine e ragazze, e molti hanno riguardato la violenza sessuale. Ques’ultimo reato ha fatto registrare un record negativo: 1.332 i casi segnalati, di cui le giovani sono l’88% delle vittime.

I reati a sfondo sessuale con la percentuale più alta di vittime bambine, sono:

  • violenza sessuale aggravata (+41%) e violenza sessuale (rispettivamente 88% e 87%);
  • atti sessuali con minorenne (83%);
  • detenzione di materiale pornografico (82%);
  • corruzione di minore (76%);
  • prostituzione minorile (67%);
  • pornografia minorile (69%).

Questi dati sono recentissimi. Elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, li ha presentati la Fondazione Terre des Hommes nel Dossier IndifesaLa condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” 2022 in occasione della Giornata mondiale delle bambine (11 ottobre).

I pediatri italiani scelgono la formazione

L’Italia non fa eccezione quanto a gap formativo. La Società Italiana di Pediatria ha dunque deciso di correre ai ripari ed ha deciso di promuovere corsi formativi specifici rivolti a giovani medici in formazione delle Scuole di Specializzazione del territorio nazionale. L’obiettivo è quello di permettere ai medici di riuscire ad identificare e riconoscere i segnali di maltrattamento nelle diverse forme.

Il progetto si chiama “Facing abuse: emersione e comunicazione negli abusi infantili e adolescenziali“. E’ patrocinato dalla Sip ed è stato realizzato con il contributo non condizionante dell’azienda farmaceutica Menarini.

Gli specializzandi sono dunque la chiave per una medicina del futuro più attenta alla persona e ai fatti nel loro complessità. Sono loro infatti i futuri pediatri del Servizio Sanitario Nazionale, ed adeguatamente formati potranno fare di meglio per riconoscere eventuali abusi sui minorenni. A partire dall’approccio, con adeguate tecniche di comunicazione con il minore e con la famiglia, passando per il riconoscimento dei segnali non verbali e poi ovviamente anche i segni clinici.