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lunedì, Maggio 20, 2024

Abusi sui minorenni, in Italia oltre 6.000 casi in un anno

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Nei pronto soccorso europei non sono riconosciuti la metà dei casi di abusi sui minorenni. In un caso su due, nella maggior parte degli ospedali europei c’è questa grave lacuna. La causa sarebbe in un gap formativo. Il personale sanitario intervistato, infatti, ha dichiarato di non avere strumenti conoscitivi adeguati per identificare gli abusi sui minorenni.

Ad evidenziarlo, una ricerca presentata al Congresso europeo di Medicina dell’Emergenza che si è svolto a Berlino tra il 15 e il 19 ottobre. L’indagine ha coinvolto 29 Paesi con 148 pronto soccorso ospedalieri. E’ qui, infatti, che è più probabile che i bambini vittime di lesioni dovute ad abusi possano arrivare.

Abusi sui minorenni, in Italia seimila casi nel 2021

In base ai dati della Polizia di Stato, nel 2021 sono stati oltre seimila i reati commessi a danno dei minori. Per la precisione, 6.248, l’otto per cento in più rispetto al 2020 (quando le segnalazioni erano state 5.789). Più della metà dei casi sono stati a danno di bambine e ragazze, e molti hanno riguardato la violenza sessuale. Ques’ultimo reato ha fatto registrare un record negativo: 1.332 i casi segnalati, di cui le giovani sono l’88% delle vittime.

I reati a sfondo sessuale con la percentuale più alta di vittime bambine, sono:

  • violenza sessuale aggravata (+41%) e violenza sessuale (rispettivamente 88% e 87%);
  • atti sessuali con minorenne (83%);
  • detenzione di materiale pornografico (82%);
  • corruzione di minore (76%);
  • prostituzione minorile (67%);
  • pornografia minorile (69%).

Questi dati sono recentissimi. Elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, li ha presentati la Fondazione Terre des Hommes nel Dossier IndifesaLa condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” 2022 in occasione della Giornata mondiale delle bambine (11 ottobre).

I pediatri italiani scelgono la formazione

L’Italia non fa eccezione quanto a gap formativo. La Società Italiana di Pediatria ha dunque deciso di correre ai ripari ed ha deciso di promuovere corsi formativi specifici rivolti a giovani medici in formazione delle Scuole di Specializzazione del territorio nazionale. L’obiettivo è quello di permettere ai medici di riuscire ad identificare e riconoscere i segnali di maltrattamento nelle diverse forme.

Il progetto si chiama “Facing abuse: emersione e comunicazione negli abusi infantili e adolescenziali“. E’ patrocinato dalla Sip ed è stato realizzato con il contributo non condizionante dell’azienda farmaceutica Menarini.

Gli specializzandi sono dunque la chiave per una medicina del futuro più attenta alla persona e ai fatti nel loro complessità. Sono loro infatti i futuri pediatri del Servizio Sanitario Nazionale, ed adeguatamente formati potranno fare di meglio per riconoscere eventuali abusi sui minorenni. A partire dall’approccio, con adeguate tecniche di comunicazione con il minore e con la famiglia, passando per il riconoscimento dei segnali non verbali e poi ovviamente anche i segni clinici.

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