17.9 C
Rome
venerdì, Maggio 15, 2026
Home Blog Page 177

Isochimica, operai malati per amianto scrivono a Mattarella

Isochimica Sergio Mattarella, operai malati amianto
Sergio Mattarella Isochimica, operai malati amianto

Nonostante le condanne, nel processo penale, di due vertici della Isochimica di Avellino, a 10 anni di reclusione per la morte di diversi operai per amianto, gli altri lavoratori malati attendono da 5 anni i risarcimenti.

Isochimica, gli ex dipendenti chiedono di essere ricevuti

Per questo i dipendenti della fabbrica hanno scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Chiedono di essere ricevuti al Quirinale e, intanto, ripercorrono per lui l’ingiustizia subita che sta diventando beffa a questo punto.

“234 operai sono – ricordano nella missiva – ancora in vita con malattie gravissime dovute all’esposizione all’amianto. Di questi, sistematicamente, quasi uno al mese sta perdendo la vita a causa della patologia lavoro-correlata.

Isochimica, l’amianto per coibentare le carrozze ferroviarie

“La oggi dismessa fabbrica Isochimica – spiegano – nata nel 1982 dalle macerie del terremoto dell’Irpinia (rappresentando per un territorio martoriato una speranza di ripresa economica e sociale), si occupava della coibentazione e bonifica delle carrozze ferroviarie delle Ferrovie dello Stato dal c.d. ‘amianto blu’ o ‘crocidolite’, uno dei minerali più pericolosi per l’essere umano.

Ovviamente, nessuno di noi e dei nostri colleghi era a conoscenza dei rischi connessi al trattamento di tale materiale, fino a quando nel 1985, a seguito dell’intervento dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, chiamata in causa per un sopralluogo, venne alla luce la sconcertante scoperta: i livelli di polvere di amianto nell’aria superavano di ben quattrocento volte la soglia minima consentita e, al contempo, non vi erano le condizioni ambientali di sicurezza per poter svolgere quel tipo di lavoro. Quella che si era prospettata come un’occasione di riscatto e di stabilità per le nostre famiglie si è trasformata in un incubo”.

L’Osservatorio nazionale amianto e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, hanno studiato e approfondito il fenomeno amianto in Italia. Il legale ha scritto anche “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“, dove si possono trovare tante informazioni. L’asbesto causa il mesotelioma, ma anche il tumore del polmone, della laringe, della faringe, dello stomaco, del colon e delle ovaie.

Le vittime amianto: “Abbandonati dalle istituzioni”

Fu il Pretore di Firenze a chiudere l’azienda, solo nel 1989. Oggi “siamo stati abbandonati dalle istituzioni nella prospettiva di una morte silenziosa e privati della nostra dignità di lavoratori e cittadini.

Chiediamo giustizia per la nostra salute rubata e per il dolore patito dalle nostre famiglie. Pertanto, confidiamo in Lei per riaccendere la nostra speranza, chiedendoLe di riceverci al Quirinale. Vorremmo raccontarLe da vicino la sofferenza che stiamo vivendo a causa di un ‘crimine di Stato’ perpetrato da ormai quaranta anni. Non ci resta più molto tempo”.

Piano energia, risultato lontano: chiesti nuovi sforzi

smart working, piano energia
smart working, piano energia

Non sono sufficienti le misure messe in campo dal Piano energia per ottenere la riduzione di consumi ed emissioni previsti per il 2030. Per questo l’Unione europea chiede all’Italia uno sforzo maggiore che deve passare per forze di cose anche su una riduzione degli spostamenti.

Piano energia, inviato aggiornamento a Bruxelles

Il governo ha così inviato a Bruxelles un aggiornamento del “piano nazionale integrato energia e clima” (Pniec). Il documento prevede “misure estreme anche nella riduzione dei consumi e delle emissioni carboniche del terziario, del settore residenziale, e in particolare della mobilità”, con un importante “mutamento degli stili di vita”.

Insomma un maggior sacrificio richiesto a tutti gli italiani che potrà passare anche dalla settimana corta, lavorativa, all’utilizzo dello smart working. Non tutti, però, come fa notare Il fatto quotidiano, sono sicuri che non si tratti di proclami che però in Italia saranno difficilmente attuabili, anche per l’annoso divario tra nord e sud.

Giornata corta e smart working possibili soluzioni

Sulla settimana corta la proposta del ministro dell’Ambiente, Gilberto Fratin, mira a ridurre le giornate lavorative – 4 su 5 – a parità di ore lavorate. In questo caso chiaramente i lavoratori si sposterebbero 4 giorni su 7 con un risparmio di energie notevole. Anche lo smart working potrebbe essere un’ottima soluzione, ove possibile, anche se dopo il Covid la volontà del governo è stata quella di tornare prima possibile al vecchio sistema. Insomma bisognerà capire come si vorrà attuare questo programma evitando anche di incentivare l’emigrazione dal sud ancora una volta verso il nord Italia.

Il piano energia non convince gli ambientalisti

Il piano non convince affatto gli ambientalisti. “Dopo i disastri climatici sul territorio nazionale degli ultimi anni – ha detto Stefano Ciafani, presidente di Legambiente – dalla tempesta Vaia nel nord-est del 2018 all’alluvione in Emilia-Romagna nei mesi scorsi, e dopo l’impazzimento delle bollette degli ultimi due anni, ci saremmo aspettati un piano coraggioso con obiettivi ambiziosi ma a portata di mano per l’Italia. Per combattere l’emergenza climatica e per rendere velocemente indipendente dall’estero il nostro Paese.

La Germania lo ha fatto e si è posta come obiettivo la decarbonizzazione del sistema elettrico entro il 2035. Mentre il nostro Pniec conferma l’idea dell’Italia come hub del gas e luogo di produzione dei carburanti per i motori endotermici. L’Italia continua ad andare col freno a mano tirato, mentre le principali associazioni ambientaliste italiane e l’associazione confindustriale Elettricità futura vogliono spingere il piede sull’acceleratore”.

C’è, inoltre, chi lamenta una mancanza di trasparenza che si concretizza nella mancanza del testo presentato a Bruxelles anche sullo stesso sito del ministero. Secondo Greenpeace “la proposta del nuovo Pniec è fuori dagli obiettivi europei (Fit for 55) sulle rinnovabili elettriche. Siamo a 20 punti al di sotto delle proposte dell’industria (elettrica) e la strategia è sempre quella. Conservare quanto più possibile il mercato del gas“.

Processo ex Cemater, chiesti 2 anni e 8 mesi per 5 dirigenti

settore edilizio, processo Cemater amianto
settore edilizio, processo Cemater amianto

Due anni e 8 mesi di reclusione. Questa la condanna chiesta dai pubblici ministeri per i 5 dirigenti dello stabilimento ex Cemater Materit di Ferrandina, in provincia di Matera. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di lesioni e omicidio colposo.

Ex Cemater, dirigenti accusati di 5 decessi per amianto

Nel sito industriale, dal 1975 al 1989, gli operai hanno lavorato l’amianto, per manufatti contenenti asbesto che finivano nelle nostre abitazioni e nei luoghi pubblici. Questo procedimento è relativo proprio alle patologie asbesto correlate 17 di loro hanno sviluppato e che hanno causato la morte di 4 colleghi e della moglie di uno di questi. La donna, e non certo il primo caso, purtroppo, lavava le tute che il marito portava a casa dal lavoro, piene di fibre di amianto. Le sgrullava dalla polvere tanto pericolosa ogni settimana, ma non aveva idea del rischio che correva ogni volta. Non lo aveva, come non lo avevano i lavoratori dell’azienda.

La pericolosità dell’amianto è nota da oltre un secolo

Nonostante studi scientifici già negli anni ’40 e poi negli anni ’60 avessero dimostrato che l’amianto è cancerogeno, gli imprenditori, e non solo, ignorarono questa importante informazione. Già dai primi del Novecento gli operai a contatto con l’asbesto si ammalavano di patologie del tratto respiratorio e non era difficile capire che fossero proprio le polveri del minerale con le sue dannose fibre il problema. Tutto questo non impedì, come ha scritto l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022” di continuare ad utilizzarlo all’interno delle produzioni dei piò disparati oggetti.

Questo ha portato ad un numero di malattie impressionante. I casi di mesotelioma sono raccolti nel VII rapporto ReNaM, ma le patologie sono molte di più. Diversi tipi di tumore, ma anche l’asbestosi e le placche pleuriche. Per questo fondamentali sono la prevenzione e le bonifiche. L’Ona ha realizzato anche una App apposita per la segnalazione dei siti contaminati.

Ex Cemater, secondo l’accusa omesse misure di protezione

Il processo relativo all’ex Cemater proseguirà il 21 novembre 2023 con le arringhe della difesa. Gli imputati sono accusati di aver omesso di attuare una serie di disposizioni che avrebbero potuto ridurre di molto l’esposizione dei dipendenti all’amianto. Come ad esempio fornire mascherine che avrebbero ridotto l’inalazione delle fibre di asbesto. O di installare adeguati sistemi di aspirazione delle polveri del minerale killer. Viene contestata, infine, la mancata informazione sui rischi.

Negli anni i pericoli sono stati in tutta Italia, ma anche nel resto del mondo, sottaciuti e persino negati, fino a quando, nonostante il lungo periodo di latenza delle patologie, il numero delle malattie e dei decessi ha cominciato a far capire a tutti che qualcosa non andava. Che, come dice l’avvocato Bonanni: “aveva vinto la sete di profitto a spese della salute e della vita degli operai”.

Cavriglia, i residenti possono smaltire l’amianto

Cavriglia, residenti possono smaltire amianto
Cavriglia, residenti possono smaltire amianto

Anche il Comune di Cavriglia aderisce al progetto “Stop amianto” di Sei Toscana per lo smaltimento dei materiali in asbesto.

Cavriglia, attivato il servizio “Stop amianto”

L’amministrazione comunale ha deciso di attivare il servizio per permettere ai singoli cittadini di rimuovere facilmente e a costi molto bassi, piccole quantità di amianto.

L’obiettivo è di evitare l’abbandono sul territorio dei materiali in asbesto, pratica ancora molto usata anche se illecita. E tutelare in questo modo l’ambiente e la salute dei cittadini. Come non si stanca di ripetere, infatti, il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, questo minerale causa il mesotelioma e tanti altri tipi di tumore. Negli anni sono tantissimi gli operai che lo hanno maneggiato per i più disparati usi, che si sono ammalati e sono morti a causa delle sue fibre.

L’amianto nella storia italiana

L’Italia lo ha messo al bando con la legge 257 del 1992, ma le bonifiche non sono obbligatorie, a meno che i materiali non siano altamente deteriorati. Così le nostre abitazioni, ma anche i luoghi pubblici, sono ancora pieni di amianto. L’Ona stima che ci siano in Italia circa un milione di micro siti che i cittadini possono segnalare anche sulla App amianto, per contribuire alla mappatura.

Il nostro Paese sta pagando un alto prezzo per l’utilizzo dell’asbesto in diversi settori, dall’edilizia ai cantieri navali fino alle Forze armate. Soltanto nel 2022 sarebbero circa 7mila le vittime, non solo dei mesoteliomi, conteggiati nel VII rapporto ReNaM, ma anche di tante altre patologie asbesto correlate. Il presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, lo ha ben spiegato ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

Cavriglia, costi ripartiti tra residenti e Comune

I costi della bonifica saranno divisi tra i privati interessati e il Comune. I primi penseranno a pagare il kit e agli oneri di smaltimento. L’amministrazione, invece, si farà carico dei costi di notifica alla Asl e del trasporto fino ad un idoneo impianto. Sarà proprio Sei Toscana a riscuotere le somme dei cittadini. Inoltre i lavori dovranno terminare entro l’anno 2023 per evitare i costi aggiuntivi di un tariffario eventualmente aggiornato.

Ogni residente può presentare una sola domanda per anno di riferimento, tra il 1 gennaio al 31 marzo, ad eccezione dell’anno in corso nel quale la finestra va dal 28 giugno al 20 luglio. Dovrà utilizzare la pec e scrivere a: comune.cavriglia@postacert.toscana.it. È possibile anche recapitare la domanda a mano presso l’ufficio protocollo del Comune oppure via posta ordinaria.

Il mare più bello 2023, 21 località con le 5 vele Legambiente

vele, mare più bello del 2023
spiaggia, vele, mare più bello del 2023

Sono 21 le località marine che hanno ottenuto questa estate 2023 le 5 vele di Legambiente. Posti da sogno che non contemplano soltanto l’acqua cristallina e le spiagge pulite, ma anche i migliori servizi e la cura dei beni storici e culturali.

Il mare più bello: 7 comuni su 21 in Sardegna

L’associazione ambientalista e Touring Club italiano hanno presentato la guida dell’estate: “Il mare più bello 2023“. 21 La Sardegna è la regione più premiata con 7 località. Baunei (Nu) prima in classifica. New entry la Calabria con Tropea (Vv). Assegnate anche 9 targhe alle migliori pratiche di gestione della costa.

Non solo mare, ma la classifica include anche le località lacustri: sono 12 quelle che hanno ottenuto tutte le vele. Il Trentino – Alto Adige si conferma la regione più premiata. New entry l’Abruzzo con il Lago di Scanno (Aq).

Sotto la lente degli esperti ben 400 comuni costieri italiani. La Sardegna è la regione più premiata con ben 7 località, seguono la Toscana con 4. La Puglia e la Campania entrambe con 3 località e la Sicilia con 2. Chiudono la classifica, la Basilicata e la Calabria, new entry di quest’anno, che raggiunge la vetta con Tropea.

Cinque vele: il “numero comodo” di Baunei

Nello specifico, in Sardegna si posiziona al primo posto (anche della classifica generale) Baunei (Nu), località che da tempo ha adottato la strategia del “numero chiuso”, denominato in maniera meno “elitaria” con l’espressione “numero comodo”. Esprimere un limite di capienza che permetta la giusta convivenza tra l’ambiente ed i fruitori dello stesso.

Tra le altre località sarde gli esperti hanno premiato con le Cinque Vele Domus de Maria (Su), nel sud dell’isola, Bosa (Or) e Cabras (Or), con l’Area Marina Protetta della Penisola del Sinis. Poi l’Isola di Mal di Ventre, nella costa di nord ovest. E ancora Posada (Nu), Budoni (Ss) e Santa Teresa di Gallura (Ss) nel tratto di litorale nord orientale.

In Toscana le Cinque Vele sventolano fra le province di Grosseto e Livorno e, in particolare, sull’Isola di Capraia (Li) e, più a sud, nei Comuni maremmani di Castiglione della Pescaia (Gr), dell’isola del Giglio (Gr) e di Capalbio (Gr).

Nardò seconda nella classifica generale

Per quanto riguarda la Puglia, accanto alla conquista del podio da parte di Nardò (Le) (seconda in classifica generale) e alla conferma di Porto Cesareo (Le), entrambe nell’Alto Salento Jonico, fa notizia la new entry di Vieste (Fg) nel Gargano, premiata per la prima volta. In Campania, lungo la costa cilentana, le Cinque Vele sventolano a Pollica-Acciaroli-Pioppi (Sa), terza in classifica generale, a San Giovanni a Piro (Sa) e a San Mauro Cilento (Sa). Poco più a sud, in Basilicata, si conferma a Cinque Vele anche il comune di Maratea (Pz) mentre in Sicilia il vessillo più ambito sventola su due comuni isolani, quelli di Pantelleria (Tp) e di Santa Marina Salina (Me).

“La nostra Guida ‘Il Mare più Bello’ oltre ad essere un vero e proprio album fotografico delle bellezze e ricchezze territoriali del nostro Paese che hanno applicato buone pratiche, può essere paragonata ad un faro in un porto – ha dichiarato durante la conferenza stampa, Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – un vero e proprio punto di riferimento cui amministrazioni politiche, stakeholder privati e cittadini possono e devono rivolgersi per applicare rispettivamente nuove forme di gestione di questi territori e nuove forme di fare turismo”.

Le vele anche alle località lacustri

Sono, invece, 12 i comuni sui laghi, distribuiti in 6 regioni, che hanno ottenuto la bandiera delle Cinque Vele. Tra questi è il caso di segnalare la new entry di Scanno (Aq), sul lago omonimo in Abruzzo. 

Le province autonome di Trento e Bolzano si confermano tradizionalmente le più premiate con 4 località e la conquista del primo posto in classifica con il comune di Molveno (Tn), vero avamposto di una rivoluzione lenta. Sul modello della località marittima di Baunei, si è posto l’obiettivo di ripensare le strategie di sviluppo turistico del territorio e contingentare il carico di ospiti, mettendo in atto uno studio per individuare il “numero giusto” di presenze che assicuri l’equilibrio tra chi vive il paese, chi lo visita e l’ambiente.

Tra le altre località lacustri che hanno ottenuto il massimo riconoscimento in Trentino c’è anche Ledro (Tn) sul lago omonimo. In Alto Adige ci sono Fiè allo Sciliar (Bz) sul lago di Fie’, Appiano sulla strada del vino (Bz) sul lago di Monticolo. Premiati 2 località per il Veneto: Alpago (Bl) sul Lago di Santa Croce e Sospirolo (Bl) sul Lago del Mis; in Toscana confermate le Cinque Vele a Massa Marittima (Gr) sul lago dell’Accesa.

Ulteriore conferma rispetto allo scorso anno a due località piemontesi: Avigliana (To) sul lago omonimo e Cannero Riviera (Vb) sul Lago Maggiore. Per la Lombardia, si confermano come migliori località Toscolano Maderno (Bs) e Gardone Riviera (Bs), entrambe sulla riva occidentale del Lago di Garda.