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Amianto, Turco: “Presentato Ddl per censimento e bonifica”

Mario Turco amianto, presentato DDL
Mario Turco amianto, presentato DDL

Presentato ieri in Senato un Disegno di legge (Ddl) per il censimento e la bonifica dell’amianto, nonché per la protezione dei lavoratori. Una nuova proposta che impone obblighi stringenti per mettere fine ai gravi danni alla salute provocati dall’asbesto per operai e residenti a causa di tantissimi siti ancora contaminati. Tra questi scuole, ospedali e luoghi pubblici.

Ddl amianto al Senato, Mario Turco (M5s) primo firmatario

Il primo firmatario è il senatore del Movimento 5 stelle Mario Turco che da tempo si occupa del caso dell’Ilva di Taranto ed è sensibile al tema amianto. L’impianto normativo è diviso in quattro capi e consta di un totale di 28 articoli.

“È urgente intervenire sul tema. La lotta alle patologie correlate all’esposizione delle fibre di amianto – ha detto il parlamentare – così come il riconoscimento di aiuti e di prestazioni in favore dei lavoratori che hanno contratto specifiche patologie ad esso correlate, attendono da anni delle risposte efficaci dalla politica. Secondo l’Oms – ha continuato il pentastellato – le morti causate da esposizione all’amianto ammontano a circa 100.000 morti l’anno. Con una spesa sanitaria annua tra i 2,4 e i 3,9 miliardi di euro. E l’Italia è stata uno dei maggiori produttori e utilizzatori di questo materiale fino alla fine degli anni ’80”.

Sulle spalle 700 kg di amianto procapite

L’amianto in Italia, come è evidenziato nello stesso Ddl è ancora oggi una “pesante eredità del passato che ammonta a circa 700 chilogrammi pro capite secondo quanto esposto alla Conferenza di Venezia del 2012”. Ci sono in Italia ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto presenti nel nostro Paese.

Nella proposta di legge sono richiamati i dati dell’Inail che raccoglie dal 1992, anno della messa al bando dell’asbesto, i casi di mesotelioma in Italia. Nel VII rapporto ReNaM. Le vittime dell’amianto, però, sono molte di più, perché si devono aggiungere tutte le patologie asbesto correlate, tra cui anche il tumore del polmone. Per questo viene di supporto l’Osservatorio nazionale amianto, richiamato nel Ddl, che attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, ha stimato circa 5mila vittime l’anno. Nel 2022 sarebbero state circa 7mila. Purtroppo, infatti, le patologie legate al minerale sono in crescita e il picco è previsto per il 2030. La legge 257/1992 è ormai vetusta e va cambiata.

Questa nuova proposta ha l’obiettivo di attuare alla direttiva 2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con l’esposizione all’amianto. E quello di ridurre il rischio per l’incolumità e per la salute pubblica conseguente alla presenza di amianto nei luoghi di vita e di lavoro.

Ddl, previsto un Registro economico dell’amianto

Prevede l’ottimizzazione della filiera di smaltimento nazionale, con l’individuazione di idonei siti di discarica e la bonifica di scuole, edifici pubblici e immobili privati. L’istituzione del Registro economico dell’amianto (Rea), presso il ministero dell’Ambiente. Questo recherà il prezzario nazionale della filiera della bonifica dell’amianto, i dati in merito allo smaltimento nazionale ed estero e ai relativi costi. Nonché i dati in merito alla spesa previdenziale e sanitaria correlata alle patologie asbesto-correlate. Altro aspetto fondamentale della proposta è l’introduzione di tutele a favore di chi è venuto a contatto nel corso dell’attività lavorativa con la fibra killer. Soprattutto nel settore siderurgico e militare.

Turco: “La sofferenza dei lavoratori deve trovare risposta”

“La sofferenza di migliaia di lavoratori e famiglie che hanno subito concreti pregiudizi dall’esposizione all’amianto – ha concluso Mario Turco – deve trovare una risposta definitiva, nell’indirizzo indicato recentemente dalla Suprema Corte di Cassazione. Sono queste le principali ragioni alla base della proposta. È un impegno che discende politicamente anche dalla nostra costante attività in favore della transizione ecologica, dell’ambiente e delle nuove generazioni, come abbiamo dimostrato da promotori della riforma costituzionale a tutela dell’ecosistema.

Non è solo importante smettere di replicare gli scenari pericolosi di cui oggi osserviamo ancora gli strascichi, accelerando i tempi di una società più sostenibile. È altresì necessario ricostruire un rapporto di fiducia fra cittadini e Stato. Ed il caso dell’amianto è esemplificativo di quanto la politica abbia latitato in passato. Il M5S si batte da sempre per i diritti delle persone che hanno sofferto a causa dell’esposizione all’amianto. Vogliamo che questo diventi l’ultimo atto di una tragedia durata e dimenticata per troppi anni”.

Esposti amianto, il Pd Fvg chiede centro trasfrontaliero

Regione, esposti amianto. il pd fvg chiede centro trasfrontaliero
Regione, esposti amianto. il pd fvg chiede centro trasfrontaliero

Il Pd chiede un Centro trasfrontaliero in Friuli Venezia Giulia per gli esposti all’amianto. L’asbesto ha segnato con violenza tante zone italiane e non solo. In diversi territori ancora oggi, a 30 anni dalla messa al bando del minerale, si contano i morti della fibra killer, perché il periodo di latenza della malattia è molto lungo. Per questo soltanto nell’ultimo decennio è stato chiaro il danno causato dall’uso smisurato dell’amianto.

Esposti amianto, l’interrogazione del Partito democratico

Questo anche in Friuli. La risposta a tanto dolore per le famiglie che perdono prematuramente i propri cari per le polveri respirate sui luoghi di lavoro, è diversa in ogni zona. Ora nella Regione il gruppo consiliare regionale del Partito democratico ha presentato una interrogazione. Chiede risposta in tema di esposti all’amianto.

In particolare i consiglieri Diego Moretti e Laura Fasiolo chiedono di utilizzare i fondi europei, come disposto nel disegno di legge 117, per la realizzazione di un Centro europeo transfrontaliero.

Centro trasfrontalierio per la ricerca sul mesotelioma

Un posto dove avviare anche la ricerca sul mesotelioma pleurico, malattia amianto sentinella, e a studiare le fibre artificiali vetrose.

Trovo giusto che vi sia spazio anche per il tema dell’amianto – ha detto Moretti al goriziano.it – soprattutto per quei territori dell’Isonzo, nostrani e aldilà del confine, che hanno vissuto e stanno vivendo il dramma sociale e sanitario legato all’utilizzo dell’amianto nei cantieri navali e nel cementificio di Anhovo di Canale d’Isonzo in Slovenia”.

In Friuli gli esposti all’amianto sono circa 11mila. Tanti però non si iscrivono alla lista, per paura di scoprire malattie. Il 40% è della provincia di Gorizia. Con questa interrogazione i due consiglieri vogliono stimolare la giunta ad attuare il Centro che sia all’avanguardia in Europa.

Esposti amianto, Bonanni: Sorveglianza sanitaria fondamentale

“La sorveglianza sanitaria è fondamentale – dice da sempre l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto – perché aiuta le diagnosi precoci e, quindi, maggiori possibilità di curare le patologie asbesto correlate”.

Purtroppo sono tantissime, tra cui il tumore del polmone, della laringe, della faringe, dello stomaco, del colon e delle ovaie. Così come, ancora, l’asbestosi e le placche pleuriche. L’INAIL raccoglie i casi di mesotelioma dal 1992, oggi nel VII rapporto ReNaM, ma le patologie che sono state causate dall’amianto in questi anni sono molte di più. L’Ona ne stima 7mila nella Penisola soltanto nel 2022, come è riportato ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia“. L’Osservatorio per questo si batte da anni per la sorveglianza sanitaria e per le bonifiche. In questo senso ha realizzato anche una App per la segnalazione dei siti contaminati.

Cava de’ Tirreni, rimossi tutti i container con amianto

Cava Tirreni, rimossi container con amianto
Cava Tirreni, rimossi container con amianto

Mentre in diversi siti le bonifiche dall’amianto tardano a partire, a Cava de’ Tirreni, in provincia di Sassari, si va avanti con costanza. Finora sono stati rimosse 700 tonnellate di materiali in asbesto contenuti per lo più nei container dei campi costruiti nel post terremoto del 1980.

Cava de’ Tirreni, bonifica partita nel 2015

Tante famiglie si sono rifugiate in quegli alloggi, tanti bambini sono cresciuti nella zona. Nel 2015, però, l’amministrazione ha disposto l’abbattimento dei prefabbricati e la riqualificazione dell’area. Tutti i container, oggi, sono stati rimossi. Si è partiti dal campo Sant’Arcangelo, poi Santa Lucia e le Ginestre di San Pietro.

Un lavoro importante che dura da anni e che è stato rallentato anche dall’occupazione abusiva di alcuni alloggi. Qualcuno che, pur di avere un tetto sulla testa ha sorvolato (o magari non conosceva), il rischio legato a quella che viene definita la fibra killer. L’amianto è stato utilizzato moltissimo tra gli anni ’60 e ’70 in edilizia. Il cemento amianto è flessibile e resistente, ignifugo e fonoassorbente. Purtroppo però anche altamente nocivo per la salute.

Il cemento amainto e i rischi per la salute

Causa il mesotelioma e altri tipi di tumore, come spiega bene l’avvocato Ezio Bonanni nel libro: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. Il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto propone un excursus storico dell’utilizzo di questo minerale in Italia, per poi soffermarsi sulle patologie asbesto correlate e l’importanza della prevenzione e delle bonifiche. Fornisce anche una stima delle vittime dell’amianto. L’Inail, infatti, fino a qualche anno fa ha raccolto soltanto i casi di mesotelioma, ora nel VII rapporto ReNaM, ma ci sono tanti altri decessi legati agli altri tumori asbesto correlati e alle altre malattie.

Ottima quindi la notizia della rimozione di tutti i prefabbricati a cui sono seguiti progetti ecosostenibili nella zona, tra cui un parco inclusivo.

“Mare Monstrum”, inquinamento: gli illeciti aumentano

pesce morto in acqua sporca, mare mostrum, inquinamento
pesce morto in acqua sporca, mare mostrum, inquinamento

Gli illeciti amministrativi relativi all’inquinamento del mare sono aumentati del 24% rispetto al 2021. Il dato emerge dall’anteprima del dossier “Mare Monstrum” di Legambiente. L’associazione ambientalista registra le irregolarità nella gestione dei rifiuti, gli scarichi non autorizzati e la mala depurazione, elaborando anche i dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto.

“Mare Monstrum”, 13.229 infrazioni nel 2022 in Italia

Nel 2022 agenti e militari hanno contestato 13.229 le infrazioni, pari a 1,8 violazioni per ogni chilometro di costa. Sono aumentati gli illeciti amministrativi, pari a 8.499 (+24,2% rispetto al 2021) e le sanzioni, 8.935 (+47,7%). In diminuzione, invece, il numero di reati (4.730, -32,9%) e delle persone denunciate o arrestate (4.844, -43,6%) e dei sequestri (1.623, -51,7%). Il valore economico è di oltre 385 milioni di euro.

La Campania detenie il primato negativo

La Campania detiene il primato negativo con 1.245 reati e da sola rappresenta il 26,3% del totale nazionale. Seguono Puglia, Lazio, Calabria e Sicilia.

“Mare Monstrum”, le proposte di Legambiente per preservarlo

Il Cigno verde ha presentato 5 proposte per procedere verso la piena ed effettiva depurazione delle acque reflue. Per prima, rilanciare a livello nazionale e locale la costruzione e l’adeguamento e messa in regola dei sistemi fognari e di depurazione. Poi valorizzare le acque reflue depurate con il completo riutilizzo in settori strategici come l’agricoltura. E ancora rafforzare e rendere più efficienti i controlli delle Agenzie regionali di protezione ambientale e delle forze dell’ordine contro gli scarichi illegali. Regolamentare lo scarico in mare dei rifiuti liquidi (ad esempio acque nere e grigie, acque di sentina). Infine promuovere politiche attive per la prevenzione nella produzione di rifiuti e riciclo e per la migliore tutela del mare e della costa.

Riparte Goletta Verde, Legambiente non si ferma

Legambiente non si ferma e il 30 giugno è ripartita Goletta Verde da Genova. Il giorno prima, 29 giugno, sul Lago di Santa Croce in Veneto, ha preso il largo Goletta dei Laghi. Le due storiche campagne di Legambiente puntano a “non abbassare la guardia sulla qualità delle acque marine e lacustri e sugli abusi che deturpano coste e rive”.

A bordo delle Golette, spiega Legambiente, “anche le proposte e le esperienze virtuose contro la crisi climatica e per la tutela del mare e dei laghi. Dall’eolico off-shore alla valorizzazione della biodiversità, fino alle filiere virtuose dell’economia circolare e della chimica verde”.

“La salute dei nostri mari e laghi non può più attendere – ha detto Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente -. Lo dicono i dati di “Mare Monstrum” e dei monitoraggi annuali delle nostre Golette, ma anche le quattro procedure d’infrazione dell’Ue attive nei confronti dell’Italia in tema di collettamento, fognatura e depurazione che sono costate già 142milioni di euro”.  

San Ginesio, amianto in cantiere e scarsa sicurezza: 8 denunce

operai a lavoro: San Ginesio cantiere
operai a lavoro: San Ginesio cantiere e scarsa sicurezza 8 denunce

Presenza di amianto e mancata valutazione dei rischi, ma anche violazione delle norme sulla sicurezza. Sono questi i motivi per cui in un cantiere a San Ginesio, in provincia di Macerata, i carabinieri hanno denunciato 8 persone. In seguito ai controlli i militari hanno anche sospeso 2 attività.

San Ginesio, blitz in un cantiere della ricostruzione

Il blitz in uno dei cantieri della ricostruzione dopo il terremoto, è scattato grazie al coordinamento del comando provinciale di Macerata. In questo ultimo weekend i militari del Nucleo operativo e radiomobile di San Ginesio e del Nucleo ispettorato del lavoro di Macerata hanno controllato una palazzina privata del borgo.

Qui hanno purtroppo trovato diverse irregolarità. In particolare, nonostante il sospetto della presenza di materiali in amianto, non sarebbero stati valutati i rischi e non sarebbe stata inviata la notifica all’autorità competente che avrebbe dovuto effettuare un sopralluogo. Questo avrebbe sicuramente comportato uno stop dei lavori, necessario però a preservare la salute degli operai e dei residenti.

Gli effetti dell’amianto sulla salute umana

L’amianto, infatti, utilizzato nella realizzazione degli edifici fino al 1992 – anno della sua messa al bando – è altamente pericoloso. I suoi effetti sulla salute comprendono diversi tumori asbesto correlati, tra i quali il mesotelioma, detto anche la malattia sentinella del minerale killer. Che si possono manifestare anche a distanza di 30, 40 e anche 50 anni dopo l’esposizione. Le sue fibre provocano anche infiammazioni e patologie come l’asbestosi e le placche pleuriche. Tanto sull’argomento si può trovare ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”, scritto dal presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni.

I casi di mesotelioma, invece, sono registrati nel VII Rapporto ReNaM dell’Inail, anche se i dati non sono completi. L’Ona da anni porta avanti la battaglia per le vittime dell’amianto e per i loro familiari, riuscendo a supportare chi viene colpito da queste patologie. Ha anche realizzato una App che i cittadini possono usare per segnalare i siti contaminati.

Per quanto riguarda il cantiere di San Ginesio, i carabinieri hanno denunciato un altro imprenditore per violazioni in materia di sicurezza.